Fiori d'arancio

Part 2

Chapter 2705 wordsPublic domain

Accompagnate Ferdinando e me dalla mamma.... È così tardi.... Ella sarà in pena.

_Ferdinando_

Sì, sì, non perdiamo più tempo....

_Nina_

Proteggeteci....

_Ferdinando_

Aiutateci....

_Don Paolo_

Animo, direttore, animo!...

_Vannucci_

_(scattando con un accento di strazio)_ Anche voi, Don Paolo, anche voi contro di me?! Ma è inutile! Io non mi lascio imporre da nessuno, perdinci!, e non sarò mai il complice d'una mostruosità! Mai! Mai!... E poi, per quale ragione dovrei aiutarli? Perchè sono buono? E chi lo dice che sono buono? Lo pensa lei _(indicando Nina)_ e s'intende che lo pensi visto che lei è una piccola egoista a cui fa comodo di pensarlo. Ma non sono buono io, no che non lo sono, e non è possibile d'esser buoni quando si vive come io vivo, senza il ricordo d'un sorriso..., senza la speranza d'un sorriso! _(In una crescente esasperazione di malinconia)_ Coltivo un giardino che non è mio e che è di tutti gli altri, e, per questi fiori che vedo sbocciarmi dinanzi belli e rigogliosi, io sono un estraneo... un estraneo; e alla mia mano che vorrebbe difenderli perfino dalla rugiada troppo fredda o dal raggio di sole troppo ardente, essi preferiscono quella che li strappa senza pietà e che li porta ad appassire... chi sa dove!... Non sono buono io, no, non lo sono, e non voglio esserlo, non voglio esserlo!... Don Paolo, non mi cacciate in codesta faccenda, e non mi fate predicozzi, chè, tanto, non mi convincereste. Questi ragazzi mi hanno dato un dolore, un gran dolore; e, adesso, che se la sbrighino tra loro e mi lascino in pace. _(Siede sulla vecchia poltrona presso il tavolino, e non sa dissimulare la sua sofferenza.)_ Ciascuno per sè e Dio per tutti; e se c'è qualcuno che vuol morire d'amore, muoia, muoia pure, e buon viaggio! Io me ne lavo le mani!

_(Un silenzio.)_

_Don Paolo_

_(gli si avvicina e, guardingo, insinuante, semplice, solenne, gli parla all'orecchio:)_ Signor Vannucci... siete sicuro... di non essere voi innamorato di quella fanciulla?

_Vannucci_

_(levandosi come per una violenta scossa elettrica e spalancando gli occhi in un misto di stupore e di raccapriccio)_ Io! _(Poi acuisce il pensiero, impallidisce, abbassa gli occhi e dice a Don Paolo, con voce fioca e penosa:)_ Don Paolo, voi siete stato crudele,... ma io vi sono riconoscente!

_Don Paolo_

_(si stringe nelle spalle in segno di bonaria indulgenza sacerdotale e si scosta da lui, andando verso Ferdinando e Nina.)_

_Vannucci_

_(facendo uno sforzo)_ Sentite, Nina.... Ho riflettuto al vostro desiderio.... _(Con molta dolcezza)_ È giusto, sì.... Mi occuperò io di ogni cosa.... Sarete contenta.... Fidate in me.... Ne riparleremo domani.... Per ora, abbiate pazienza.... Ho un po' d'emicrania.... Ma, domani, sarà passata... sarà passata.... _(Torna a sedere sulla vecchia poltrona e piega il capo in una mano, poggiando il gomito sul tavolino.)_

_Nina_

_(piano, a Don Paolo)_ Don Paolo....

_Don Paolo_

_(piano come lei)_ Cos'è?

_Nina_

_(commossa)_ Gli ho forse fatto del male?

_Don Paolo_

Un poco.

_Nina_

Devo chiedergli perdono?

_Don Paolo_

E perchè no? Sarà un beneficio per lui e anche per te. Va... va....

_Nina_

_(incoraggiata dallo sguardo di Don Paolo, ma pur timidamente, si accosta al signor Vannucci e gli s'inginocchia ai piedi.)_ Vi chiedo perdono, signor direttore.... Io non so che male vi ho fatto, ma vi vedo soffrire, vi vedo molto soffrire... e capisco che ne sono io la causa. _(Con grande tenerezza)_ Perdonatemi, signor direttore, perdonatemi....

_Vannucci_

_(evitando di guardarla)_ No, Nina, voi non mi avete fatto niente.... Che significa ciò? _(Stendendo il braccio per sollevarla)_ Su, su.... Alzatevi, alzatevi, vi prego di alzarvi!

_Ferdinando_

_(con l'aria d'aver capito, presso la porta in fondo)_ Andiamo via, Nina!

_Nina_

Sì, mi alzerò; ma permettetemi almeno, permettetemi di baciarvi questa mano. _(Glie la prende con effusione.)_

_Vannucci_

_(ritraendola bruscamente, come per una gran paura indefinibile)_ No, no, no!... _(Indi, mutando il tono di paura in un tono di contenuta affettuosità)_ No, Nina, non ce n'è bisogno.... Grazie... grazie.... _(A un tratto, le lagrime gli sgorgano dagli occhi copiosamente; ed egli si affretta ad incrociare le braccia sul tavolino e a nascondervi il viso, singhiozzando in silenzio.)_

_Nina_

_(lo guarda attonita e lentamente si alza. Poi guarda attonita Don Paolo. Poi, di nuovo, con gli occhi fissi sul signor Vannucci, retrocedendo verso Ferdinando che l'aspetta inquieto e che tuttora col gesto le consiglia di andar via, mormora quasi tra sè:)_ Come è strano!... _(Pausa.)_ Come è strano!...

SIPARIO.

_Fine dell'idillio._