# Fiore di leggende Cantari antichi I - cantari leggendari

## c. 31, a tre ottave per pagina, ed è cosí intitolato: "qui inchomincia

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la donna del verzú". Il cantare conta 68 ottave: mancano le ott. 67 e 68 della mia edizione e vi è in piú un'ottava [64 bis], di cui parlerò piú innanzi. Il testo è molto piú corretto di quello riccardiano, ma è pur sempre ben lontano dall'originale. Non vi si contano i versi ipermetri, non giá per errore del poeta, ma per sciatteria del copista. Nell'ottava 19 i vv. 4 e 6 sono fuori di posto; nell'ott. 35 un verso è interamente rifatto, e ne vien meno la rima ("usa": "mizura"); nell'ott. 38 in luogo del "fiume" di luce del paradiso, abbiamo un "lume" di luce rilucente, e poi "chostui" (XXXVIII, 6) per "chostume" in rima; "duchera" (XLI, 6) per il "duca ch'era a tavola", ecc.

È curioso il fatto che di un cantare, che ebbe una cosí larga celebritá nel Trecento, non possediamo se non due soli manoscritti; e questi sono tutti due pisani. Fruosino da Verazzano è veramente fiorentino; ma la _Donna del Vergiú_ la trascriveva a Pisa nel luglio del 1481, essendo castellano del Palazzotto, come abbiamo udito da lui medesimo. Perché poi la mia pellegrina rondinella leggendaria si sia annidata a Pisa, non saprei dire davvero.

_F_.--Questo è un codice che io non ho visto e non so dove sia. Ne parla il Passano: "Il r. p. Sante Mattei carmelitano conserva un frammento di manoscritto contenente questa novella, col quale in piú luoghi si potrebbe emendare la stampa. V'ha pure un'ottava di piú [che non ho riprodotta nella mia ediz., perché la giudico un'inutile aggiunta, sebbene sia riferita anche da _E_] ed è la seguente:

[64]

dicendo tutti sien per simil crimine colla francesca di paol darimine.

[64 bis]

El duca avea di quella morte colpa del barone et della Dama felice ondegli per tristitia si discolpa come q_ue_sta leggienda conta et dice. Ella duchessa fortemente _in_colpa chiamandola malvagia moritrice. Et pentesi che gliele avea contato et lui che gliele avea rimproverato.

Della mia ricostruzione critica ecco le varianti principali dei mss. D (riccard.) ed E (moreniano):

I, 1 E e verg. domzella 2 E vostra gr. adom. 3 D prima; E per versi 5 E di nobile 7-8 D morine: seguine

II, 1 E un gran 3 D appellato 4 D molto prodo e di gran baronia 5 E di verita quant'omo dir porria. 8 E poderosi

III, 1 E chui amava 3 E prode e gient. 5 D di giente et di tenere; E argiente posissione 6 E del chorpo franco nobil bacciellieri 7 D piú che allora; E quanto a quel tempo 8 D feciesi

IV, 1 E poderoso 2 D altra 3 E valoroso 4 E nessun fior 6 D correva 7 D dir loro; E o a schudiera 8 E duna c. faciea.

V, 1 D tita nonché piú bella; E sita nonche 2 E non si trovava cristiana D allor si era 3 D verzella; E verzú 4 E ch'era piú bella che stella 5 D el padre suo nobile barone fue e ella 6 D ella sua madre figliuol di reina; E e la m. f. di redina 7 D sechulo trapassarono; E di questo secol 8 D lasciarono; E lassorli un grande e un ricco tezoro

VI, 1 E Ma ella l'amava cho maggiore 3 E e non avea 4 D essi chollui stava; E e si cielata stava 5 E ciaschedun

VII, 2 D tanto che in vista; E che per cenni e per sem. 4 E non se ne pote achorgiere homo 5 E avrieno 6 E prima ciascun ch'averlo 8 D savi... tenieno

VIII, 1 D la donna; E la bella 5 D messere G. si n'andava 6 D [ed] 7 D se esso avea compagnia; E segl'era achompagnato ella latria 8 E si dipartia

IX, 2 E cucciola 3 E imantenente 5 D esse alcuno... giardino; E sol per verder se nel g. 6 D o che lui; E fusse nessuno o che mirasse 7 D ella la trova 8 D ella chucciolina tornava

X, 1 E se non trovava niuno 2 D giva; E challa 3 E spirito avea sicome 4 E cenno... l'anchina 5 E dama in chui amor sovente (si intenda: la donna--come sovente Amore suggerisce--trova l'accorgimento della cagnolina) 6 E catellina 8 E giva al verzieri chola cucciola

XI, 1 D quegli a. pieni di 2 D chongiungniono chon tutto elloro 5 E v'avea dovizia 6 E ciascun dicendo: Io non chiegio altro a Dio; D dicendo se altro non interviene 7 E se non chel 8 E si guasti

XII, 1 D erano; E tempo 2 E e si partia la dama el barone 3 E paura 5 E e la m. quando eran 6 E a c.; D incontro 7 E altri segni 8 E che verun non ne

XIII, 1 D [che] ello core spronava; E chel core spirava 2 D e facea l'amadori pien 3 D ma quella; E la damigella 4 E viso li fioria la bellezza 6 E chom larghezza 7 E chegli era 8 E chui

XIV, 2 E che la donna 3 D altra 5 E faccia per lo suo amore tal festa e gioia 6 D mostrasse 7 E e ched e' fusse del suo bel piacere 8 E a tutto il suo p.

XV, 1 E ela avea 3 D sicché el disio che dolore amore prieme; E el dizio dolce nel chor li prieme 6 E sovente 7 E dicendo

XVI, 1 D suoi 3 D solo chollui 6 D ridendo 7 E ne l'assentia; D enogliele neghava enogliele acchonsentiva

XVII, 2 D e cavalcato aveva auno nobile palazzo; E [suo] 3 E alcun difetto; D ignuno s. 5 D chamera

XVIII, 1 D ebbono 2 E che si strugie e cola; D ella d. comamore sovente 3 E avete voi 4 E giá lungo tempo di trovarmi sola 7 E egli

XIX, 1 E Ela stringendolo dice 4 E Bel dolce amico mio pri[ma] muoia 6 E che voi prendiate medio diletto e gioia

XX, 1 E Disse M. G. 4 D al mio 5 D questa vergogna 6 E imprima 7 D vi prego 8 E uziate

XXI, 1 E tennesi la d. ivi schernita; D scornata 4 D [e] D morire; E a gran 7 E la mia persona a destrieri mai non monta 8 E di sifatta

XXII, 1 E Era quel cavalier 5 D quindi era gramo 6 D tale 7-8 E che 'n tal maniera mai non l'amerà ella rimase ed egli uscí di camera

XXIII, 2 manca in D 4 E raccontolle 6 E ella pose 7 E com'elli 8 E ed ella disse

XXIV, 1 E La donzella di ciò fecie gram risa 4 D vuoi 5 E qui 6 E morte innaverata; D i fia anghonsciata

XXV, 2 E mezo; D ritorna... punto dalla 3 D el duca con la s. compagna 4 D egli smontò; E dismonto al palagio 5 E questo giunse 6 E ci fe' 7 E viso 8 D signore.

XXVI, 1 D turbato 2 D cosí 3 E diciegli dolce anima 4 E di che fai tu si gram 5 E Ati oltraggiato verun 7 E t'abbi 8 E a lui onte e dannaggio; DE [l']onta... ['l] dannaggio

XXVII, 4 D [e]

XXVIII, 1 E mi fecie 3 DE [egli] 6 DE s'io 7 D e farne fare; E farne quarti a quattro 8 E per infino

XXIX, 1 E el 2 D dal nero 3 E gliel crede 7 E che del baron ne fi'

XXX, 1 E Alora la d. 5 E (e) l'ond. si mi da 6 E fede ben 7 E di non p. mai.

XXXI, 1 E duca alor dal parlamento 2 D la leggienda 4 ED assai D loffenda 6 D (dasse) contende; E lo contende 7 E over che la D.; E cio[è] che la D.

XXXII, 1 E Volsesi com el c. langue; D et chon molto caldo langue 2 E rosso avea 3 E La s. f. p. t. l. 5 manca in D 8 E pensando nel gran chazo ch'era

XXXIII, 1 E Disse el d. a un suo caro s. 3 E quando 4 E disse 'l duca: Baron 5 E racchontolle 5 E e la d. fecie il gran c. 7 E d'amor l'avea

XXXIV, 1 E Disse messer Guiglielmo: Duca e Sire 2 E chom f. 3 E certo; D che[d] 5 D e non sono chavaliere 6 E pur dir 7 D in sul chapo; E essi al campo 8 E ricred.

XXXV, 1 E se non vi b. 3 E 'm altra bella donna il mio chor uza 4 E nobile e bella e d'ogni buom 5 E le sue belle sono oltra mizura 6 D e a lanima mia el corpo; E è 'n suo 8 E Figliuola di reina

XXXVI, 1 D [allora]; E Disse el duca al barone 3 E testa 4 E voi mi sgomberiate 5 D intende 6 E se prima non mi fate chiaro 7 E in cui avete ogni speranza

XXXVII, 1 D allora; E dal 2 D meno 3 D maninconoso (ripetiz. del v. 1); E doglioso 5 D cuore; E entro se stesso dicieva: Ho fresco 6 E Donzella 'l nostro; ED amore

XXXVIII, 1 D Lo stare 2 D potere menare; E rechar... a tal D e tal 3 D [s]io 4 E dove di gloria rilucente ha lume 6 E ogni buon chostui

XXXIX, 2 E ben lascerò il 6 E traditori som messo 7 E no mi parto... iscopra D amore noischo 8 E e giamai chotal fallo non ricuopro

XL, 2 E bem pareva D dolore 4 E ed era giá 5 E in questo si gli 6 E prestamente senza far 7 E personalmente 8 E dove il sir

XLI, 1 E e quel baron 2 E gia D pelle scale 4 E et il viso; D in sul viso 5 D crucciata 6 E duchera 7 E chol'altra D ella sua

XLII, 2 E Dise 'l duca: Barone, or ti c.; D [co]sí (ri]conf. 4 E se tu m'avessi; D se[ben] ttu 5 E Or... io ti 6 E anima mia 7 E è la d. che si ti t.

XLIII, 1 E cavalieri... partiti; D cha due partiti 3 D diventogli le sensa sbigottiti; E diventoli i sensi 4 E el suo fresco cholor divenne burbo; D dubio 5 E chon suo membri uniti; D come e' morti ignudi 7 E da lingua i denti 8 E disse sire; D [disse] mostrerotoli

XLIV, 2 E pare el sire el 5 E segreto; D baron(e); E donna per amor col cavalieri 7 D fuora giardino; E e di 8 E sotto un ciesto doppo una

XLV, 1 E Essendo il baron solo nel 2 E fene la cucciola 3 D fiori 4 E chiamò 6 E cercò 7 E tutto d'intorno 8 E se veruno

XLVI, 1 E ben cerco; D ben cercato 2 E ella n'andò nella z. amorosa 6 E'l duca dentro 7 E misel sotto 8 E una sponda

XLVII, 1 E E in quel mezzo avea fatta la chuma D In questo mezzo avia fatto laghuzza 2 E la gientil damigella; D gia quella 3 D e perciò stante allei fa venuta; E al giardin 4 DE volea

5 E ella non pensava esser tradita 7 D del traditore 8 E col drudo suo prese

XLVIII, 1 E E quel barom 2 E tener nol puote al tutto 3 E di lista 5 D Voi mi mostrate 7 D Mancherebevegli; E Mancherebevi eli 8 E che vi sia in talento

XLIX, 2 E contaminato lo chor 3 E la qual mi fa 5 E segli è 7 E saccumiataro 8 E mille volle si baciaro

L, 1 E Poi se ne; D dama 2 E chola 3 E verzieri 4 E se ne gì 5 E diciendo 6 D et in d. 6 D sembianti

LI, 1 D istesa 3 E Quando fu a letto 4 E Levossi e voleasi rivestire 5 E giurando di non mai 6 E se prima non volesse far 7 E che li fece 8 E e allui volle far onta ed.

LII, 1 D El d. irato disse 2 E (si) un gram 4 E ha il suo amore a tal donna donato 5 E piú bell'è di te 7 D a quella e come el modo tiene a gire a ella; E e il modo che tiene quando uza con quella 8 E sole hovero stella

LIII, 1 E E q. il duca 3 E artatamente 4 E che; D Iddio 5 E qual è 6 DE nimica 7 E Amor mio b. 8 E io non

LIV, 5 E e contolle l'affare oltra misura 6 D chome per messaggio avieno; E la c. 7 E li vide sciender 8 D tennono

LV, 1 E Ma 2 E che la 3 E avea giá il giorno 4 D [fuor]; E quand'ella uscí 6 E sembiansa

LVI, 1 E in quel punto 2 E ghai 4 E guiza d. dama 5 E Ella rispuose 7 D rispuose alpresera 8 D mestiera

LVII, 2 E e aver 4 E allegrezza 6 D [che] chon 7 E e la donzella udendo; D la fantina 8 E non risp.

LVIII, 1 E gissene nella sua sambra 2 E come colei che per dolor 4 E e preg. 5 E siccom'edelerita 8 D Bellitie; E Bellisse

LIX, 1 D spada igniuda 4 E (che) 7 E de la mia morte sará testimoni; D e di mia morte tussia 8 E davanti al duca e a tutte persone

LX, 1 E poggiò 2 E il suo cuor poggio; D e achonciossi il chore per me' la punta 4 D sono io oggi 8 E spinse giuso la spada e misesela al cuore

LXI, 1 E ch'udito avea 2 E quivi dall'uscio il pianto e 'l lagrimare 4 D aggire; E entrare 5 E quando sentí il sospiro del gran tormento 6 D quand'(ella); E ella venne al passare 7 E dentro entro... finita 8 E a sé toglie

LXII, 1 E tutte 2 E truvorom finita la luciente 4 D da 7 D prima 8 E oimè

LXIII, 1 DE [E] 3 E Il duca chiamò; D e chiamando 4 E ch'io merito morir 5 E in ogni 6 E l'apresso 8 D del cuore; E per morte

LXIV, 3 E amendue 4 E ne 5 E ne 7 EF fim di simile crimine 8 EF colla Francesca di Pagolo da Rimine

LXV, 2 E im p. come ho 3 E alpestra 7 D pella sua difetta 8 D e di quello fecie el duca giustitia dritta

LXVI, 2 D ballava 3 E sambra 4 D ballava 6 E e fu punita allor della ria fama 7 E tagliolle

LXVII, 2 D fecie soppellire e chorpi 4 D facieba [tutta] 6 D chuore

LXVIII, 3 D e[d] 8 D [re]stando

LXIX, t D (che) avete 2 E che fu quel di costor per la malisia. In E i vv. 5-8 sono cosí:

E doppo questo andò in pellegrinaggio per merito di chotanta nequisia e poi andò a far ghuerra ai saracini. Dio ci conduca tutti a buon confini.

VI

_Gibello_ è contenuto in un solo ms.: P.--Bibl. Laurenz., cod. Palatino CXIX, scritto da piú mani del sec. XV e XVI. La coperta di pergamena reca la data "Mccccviiii° a di X di febraro". Il cantare di _Gibello_ comincia nella seconda colonna della c. 152, col titolo rimasto a mezzo: "_Comincia_...". e finisce a c. 157 A: "_Amen_".

Il testo di _P_ fu pubblicato nel 1868 da F. Selmi: _Gibello, novella inedita in ottava rima del buon secolo della lingua_, Bologna, dispensa XXXV della _Scelta di curiositá letterarie_.

L'edizione del Selmi [S] è ben differente delle solite ammannite in quegli anni; nonostante la prolissitá e l'inutilitá di molte, troppe note linguistiche e qualche svista, può giudicarsi buona e corretta.

Delle correzioni che ho introdotte nelle lezioni del codice darò qui l'elenco, riproducendo le varianti del cod. P:

I, 3 se' lucente 4 sovente chiave 5 graçia a mia [segno di lacuna] favella

II, 1 Cantare anticho vivo chon alegr. 4 e guera mantenea a torto 7 qual gli partoriva la fa

III, 6 chella... gunto 7 in una: S in 'na "con aferesi, a fine di ricondurre il verso a giusta misura" (p. 41) 8 perlqualore dallun sconfitto foe

VI, 3 sacreta 7 e per gittarlo al mare portollo (verso di 10 sillabe) 8 [e]

VII, 3 adun 5 facevallo 7 chavarollo dereame 8 portarollo

VIII, 5 chede piú 6 fallo 8 belleça nuone

IX, 2 Gienudrisse (ma il verso ha 12 sill.)

X, 4 bello 7 don[o]

XI, 1 [fur tolte] 2, inamora... ne 4 silo(si) 5 [ch]e

XII, 3 P [che]

XIV, 5 in P. il v. è lacunoso: "a molti fa... selle votare"

XV, 5 valentìa. La mia correzione è resa certa del paragone con XXXIV, 1

XVI, 3 P iscontrossi in un 6 il v. è lacunoso: fier lui... tostane

XVIII, 1 sapiamo 4 essere 5 udendol

XX, 3 chella

XXII, 4 volea la testa che gli si tagliasse 8 ma [a]

XXIII, 5 donerallo amore: sostituisco "cuore" per evitare la ripetizione della rima del v. 3

XXV, 1 Gibello di XVJ

XXVI, 1 valle 3 (e) nel 4 P quel... lo guardava 6 lasciar non vi passava

XXVII, 4 quale 7 ne

XXVIII, 5 [che], sott.: "dico" 6 a forzar

XXIX, 6 rupo

XXX, 5 fu lamere

XXXII, 2 quel[lo]

XXXIII, 3 insunun

XXXIV, 1 pien[o] 3 fedelta non giurerei 6 domandar[e]

XXXV, 6 giurerotti; 8 fede

XXXVI, 2 lioncel(lo) 8 inançalla

XXXVII, 5 volentier

XXXVIII, 6 fu[nne]; 8 [il]

XXXIX, 8 [egli è]

XL, 2 lo fé; 3 dallun intorno ai vv. 7-8, si veda la fine di questa nota al cant. VI

XLI, 7 [E] per... [in] 8 Argholosa

XLII, 5 [Ed]... [suo] 7 [ne] volle ascoltar(e); e cosí il verso non corre perché ha l'accento sulla quinta

XLIII, 2 eare 3 avea gravi 7 gridaron

XLIV, 3 (suo) popolo 5 ducha di_ser_pentina mi_ser_oridente 6 [piú]

XLV, 2 P [si] 8 gioia

XLVI, 2 [ch]é; 3 diceva 8 are

XLVII, 3 disio io 4 P [di]

XLVIII, 1 in suo 5 potessi fare; 6 puru

XLIX, 2 don 4 e(d)

L, 1 Gibel

LI, 3 gli contaro 8 aveano

LII, 1 furon 3 [ne]... [suo] 5 porti aperti... ad esso 8 P vegiendo venire

LIII 4 [ed] 7 P Gibel 8 S fidando: "lascio la lezione del codice non tocca, perché non è infrequente presso gli antichi che si applichi a prefisso l'avversativa 's' ai vocaboli senza che mantenga la forza di communicare il significato opposto ai medesimi, ecc.". Ma il cod. ha "sfidando"

LIV, 4 [e poi ne] monto 7 essere

LV, 2 P cominciarono 6 P essere 7 e[d]

LVII, 1 P comincare 2 P talgiente, S tal giente

LVIII, 7 P sechol

LIX, 1 P eno gli S ecco gli vene manco 8 [e]

LX, 1 P El... baronaggio: ma il verso avrebbe gli accenti spostati

LXI, 7 P del buon

LXII, 4 [egli]

LXIII, 3 P fedir[e] 6 P moltto

LXIV, 5 S E chi 6 PS vo' rit. Interpreto: "invano desidera di ritornare indietro ad annunciarlo"

LXV, 1 suo 4 P Gibel fé bandire 6 fedir 8 S a rit.

LXVII, 1 PS invece di "egli": "che", P dipartiva

3 PS chereddia. I due "che" del v. 1 e del v. 3 rendono incomprensibile il passo qual è nell'ediz. Selmi. L'edit. sente il bisogno di "ordinarne il costrutto" e spiega: "Gibello, che si dipartia dalla donzella, prese commiato da' piú (?) baroni e reddia prigione in Serpentina". Il testo della mia ediz. è cosí limpido, che non ha bisogno d'altro "ordinamento di costrutto" 6 P venire

LXVIII, 3 P gioia.

LXIX, 7 congnano il d. andare

LXX, 3 [n']

LXXI, 5 chandar 6 in vostra prigione 7 menero 8 cherre

LXXII, 2 prigione 6 qui 8 dere

LXXIV, 8 dieron

LXXV, 4 PS eam.

LXXVII, 3 umilemente

LXXVIII, 8 madonna ben

LXXIX, 5 fegiudicarelareina: ma il verso cresce. 6 che[d]...[ne]

LXXX, 2 voglio 6 de giovani

LXXXI, 1 [1] 3 e[d] 8 diritta

LXXXII, 2 che[d] 5 possibile. Ma il senso richiede il contrario 8 filgluo

LXXXIV, 5 pien 6 messo [l] fe

LXXXV, 6 [d]ismontata 7 vederla

LXXXVI, 8 amor chadallor: ma i due tronchi assonanti sono impossibili a pronunciarsi

LXXXVII, 1 e[l] riso 3 ch chon 4 gioia.

Una novitá di questa ediz. rispetto all'antica è la divisione in due cantári, la quale mi è parsa necessaria, perché in nessun caso la recitazione in San Martino poteva molto protrarsi oltre la cinquantesima ottava; e _Gibello_ ne ha 89. Perciò mi son messo alla ricerca del luogo dove i due cantári dovevano avere rispettivamente fine e principio, e l'ho trovato nell'ott. XL, i cui ultimi due versi espongono e propongono, a modo di chiusa del cantare, l'argomento del racconto che seguirá poi.

VII

Il cantare di _Gismirante_, col quale s'inizia in questo vol. la serie [VII, VIII, IX, X] dei cantári di Antonio Pucci ( 1388), si legge in un solo ms. [R], che conserva molta altra materia leggendaria e, tra l'altro, anche il cantare di _Mad. Lionessa_: R.--Cod. Riccard. 2873, c, 44 [_chantare di Gismirante_]; fin. a c. 57. Di su questo ms. fu edito col titolo: _Il Gismirante_, poemetto cavalleresco di Antonio Pucci, nella _Miscellanea di cose inedite o rare_, pubbl. per cura di F. Corazzini . Firenze, 1852, PP 275-306 [C].

Ecco le principali varianti di _R_ e _C_:

PRIMO CANTARE:

I, 8 [che]

II, 3 per (che) alcuno

III, 4 dubio

V, 7 [ed]

VII, 2 ancor[a]

X, 3 il quale tiene 5 se per

XI, 3[ne] 7 [ognun si] 8 e cosí fugon.

XII, 3 che passati 7 dare dalla mie

XIV, 2 bossolo 3 e[d]

XV, 1 e si diciendo vegiendo la vista. Il testo è guasto, perché abbiamo tre gerundi ("riguardando", "diciendo", "vegiendo") senza reggimento. Suppongo che "dicendo" sia un errore per "dice", e "vegiendo", celi un "alla gente", camuffato cosí per attrazione del "dicendo" che precede. Si sottindenda "che": la gente che aveva visto il bóssolo...

XVII, 6 un dragone e uno grifone 7 azufarono ed e

XIX 4 a[d] 8 era[n]

XIX, 1 tu(e) 8 mur

XXIV, 1 abergo 8 puo[te]

XXV, 7 aberg. abergo

XXVI, 1 (il) dam.

XXVII, 5 e[d e'] poi

XXVIII, 2 a[d] un 3 e[d]

XXIX, 1 righuardo

XXX, 6 abergo 7 abergatore

XXXII, 2 picholo 6 face[va] 7 dalulato

XXXIII, 1 uno ischudiere 6 Egli vegiendola. Il verso cresce, ma la correzione di C. ("vegendol") non può accettarsi. La trasposizione, ch'io propongo, non tocca il testo e riduce il v. alla giusta misura

XXXIV, 7 [noi] abiamo

XXXV, 2 disse[r] 3 Gismir. mise mano 8 e[d]

XXXVI 5, amare

XXXVII, 3 chavalieri

XLI, 6 isgridandolo

XLII, 3 vedendolo.

CANTARE SECONDO:

VI, 6 chi son dicio. Il passo è incomprensibile. Suppongo che il "chi son" del cod. celi un originario "che fo" e interpreto: "In buona fede, che è avvenuto (che fu, "fo") di ciò che ora ho acquistato?"

VIII, 2 che sanza porta entrata molta apresta (?) 6 Intendi: "a tale ora che l'uomo selvaggio sia fuori del castello, ed ella sia affacciata alla finestra"

XII, 8 Cioè: di chi ti ha fatto signore di sé

XV, 7 il qual stane

XVI, 6 finestra il

XVII, 8 [ne]

XVIII, 2 tronchascino

XIX, 5 molto 8 sedemi

XXIII, 4 dimando 5 E uno gli disse: E si

XXIV, 4 ano averllo morto; cioè: lo hanno da uccidere 8 diavolo

XXV, 5 Sott.: Dice "mostra" [la storia]; cfr. XXXIV, 1

XXVI, 8 mai avesse niun cavaliere

XXVIII, 4 che provandosi col

XXIX, 4 l'avresti

XXX, 5 ediegli 7 C per

XXXVI, 1 (di) fargli

XXXVII, 1 E porcho

XLIV, 4 gentile uuomo

XLIX, 8 o l'uscita; cosí anche in LI, 6

LI, 5 e[d] 6 o l'entrata.

LIII, 7 chome lo videro tutti singinocchiaro

LV, 4 pevoi odo chio atenere. Il C. non ha inteso questo passo e colloca dei puntini, indice di lacuna, al posto di "ocio"; ma il senso non è difficile: "Poniamo che io vada a corte; in ogni modo io riconosco da voi ciò che io debbo ottenere, avendo salvata la cittá del porco troncascino". La difficoltá della forma perifrastica "ho a tenere", terrò, si risolve col confronto del passo analogo: "hanno averlo morto", uccideranno (XXIV, 4)

LVIII, 6 diciendo

LXI, 3 (gran) magnificienza.

VIII

Il cantare di _Bruto_, che si pubblica qui per la prima volta, si trova a cc. 25 A--27 A del celebre codice Kirkup (_K_), donato recentemente dal Collegio di Wellesley al nostro governo, e da questo depositato nella B. N. di Firenze. Nel riprodurlo ho eseguiti alcuni ritocchi; ecco le varianti di _K_:

II, 5 chi sia

V, 5 apreso; 8 so scrisse ['n]

VI, 1 io dico 8 che ['n]

VII, 2 a[spri] 7 sieristte

VIII, 7 dedime 8 te

IX, 2 contoe 3 [n']andava 4 chotale 7 odimi

X, 3 quello 6 sai 8 chonvie

XI, 2 selghuanto delucciello nona 3 qualguanto

XII, 2 nom(in)ar 6 chovenenza

XIII, 6 i suo

XV, 4 [poi]

XVI, 1 giovane 7 (gli) arnesi

XVII, 2 [che] credi 5 [a]dirato

XVIII, 4 i[n]su 6 gu[e]rra 8 abbatte(va)

XIX, 1 glochante 6 giogieva

XXI, 2 agmendue 8 pontò

XXII, 7 [si v']avea messa 8 piene

XXIII, 8 et fu si puoto

XXV, 4 chevu 7 Eprutto... valle 8 (e) poi

XXVI, 8 stecho

XXVI, 6 che perchio mangi no mancha su stile

XXVII, 2 chore tanbonda 3 iposibole 4 che tavola 5 chaper... puo 6 non cierchonda

XXVIII, 2 [ancora]

XXXII, 5 muia 7 te[m]pesta; 8 i[n]su

XXXIII, 2 velato (ave'n alto)

XXXIV, 6 doveglie mamena 8 dovegli il tolse il tolse (_sic_)

XXXV, 2 levaro(no) 3 [in] nessu[n] 5 ed [egli] 8 [a] dorni

XXXVI, 3 pu[n]gie 6 'l guanto e fu lasciato ire 7 dadici

XXXVII, 7 so[n] vi...alte

XXXVIII, 4 i[l] re con tanta novitade 6 bingitade

XXXIX, 8 ciá

XL, 7 contastare

XLI, 4 chogli altra avanza 7 [si] furono amendue

XLIII, 1 ricordo 3 dichelrinvichorisse erinsanora 8 enciselo

XLV, 3 [in]signato.

IX

Il cant. di _Mad. Lionessa_ è contenuto nei due codici:

_R_.--Riccard. 2873, e. 103-117 B. Il testo di questo manoscritto è molte volte guasto e scorretto; ma si dovrá ritoccarlo con grande cautela, data l'autoritá di questa cospicua raccolta di cantári.

_K_.--cod. Kirkup, c. 49 A. Prima di questa carta, ne mancano 15 (34-48), che dovevano contenere i cantári di _Apollonio di Tiro_, III (ott. 5-58), IV, V e VI, e le ott. 1-45 di _Mad. Lionessa_. Non rimangono sulla c. 49 a che le ultime 4 ottave, che furono edite secondo questa lezione da M. H. Jackson nella _Romania_, XXXIX, 322.

Il testo _R_ fu pubblicato nella seg. ediz.: _Madonna Lionessa, cantare inedito del sec. XIV, aggiuntavi una novella, del "Pecorone"_ [per cura di Carlo Gargiolli], Bologna, 1866; nella _Scelta di curiositá letterarie_, disp. LXXXIX. Accurata edizione, ma imperfetta perché anteriore alla scoperta del cod. K e deturpata da spiacevoli errori di lettura e di interpetrazione.

Naturalmente, preparando questo libro, io ho tenuto sott'occhio non solo l'ediz. del Gargiolli (G), ma anche i due ms. _R_ e _K_, dei quali indicherò le varianti piú notevoli:

II, 3 R con qua 4 mestrieri

IV, 2 R alla reina chella il sachorese 6 di[ss]e 8 i[l] re

V, 2 che[d] 7 RG a l'altra

VI, 7 RG percossono tosto

VII, 1 RG un tanto 7 G diede 8 RG misogli

VIII, 3 R (ri)tornando 7 R (ed) e'

IX, 8 (ella) il fe'

XI, 7 R ella si stingua

XII, 7 R e[gli]

XIII, 7 RG dinanzi

XIV, 7 R fatti

XV, 7 R [le] leggi 8 istriti

XVI, 2 R affetto 6 il (suo) distretto

XVII, 2 RG rauno libri some ben dariento [Muto "d'ariento" in "trecento", perché nell'ott. XLIX si parla della restituzione dei libri, ma non delle some d'ariento.]

XVIII, 8 R su[r]

XX, 8 R i[l] re

XXI, 2 R co[l] re 4 (s)i smontò 6 cominciarono a salutarllo

XXII, 6 R tanto [ha l']aspetto

XXIII, 4 RG e[d] i

XXIV, 2 R sapere 3 chell[i ha 'n] 8 (si) menò

XXV, 6 R ta[l] 8 G comperai

XXVI, 6 R [assolver]

XXVII, 3 R cierta(na)mente 8 (e) Salam.

XXVIII, 4 R [mai]

XXIX, 1 R partito fue 2 onteso 7 (questi) vi manda

XXXI, 4 R e[d] a 6 [a lui]

XXXII, 6 R [gli]

XXXIII, 4 R rispose[gli]

XXXIV, 3 GR come

XXXV, 1 RG cha 5 RG e[d] una

XXXVI, 1 R chavalcando

XXXVII, 4 R undalulato

XXXVIII, 4 R i[n] Dio

XXXIX, 5 G per cura

XL, 8 RG nel[lo]

XLV, 1 R (in) sulla

XLVI-XLIX: di queste quattro ott. abbiamo il testo apografo K

XLVI, 1 RG e poi dicea:--a 3 R avere 5 R edel disse: deh

XLVII, 1 RG. Quando fue 2 con alleggrezza n'andarono a 3 et a braccio 4 tutta la notte istettero 5 K il giorno 6 RG accomiatava che a loro ebbe detto 7 i' vado

XLVIII, 1 RG contento di partir 2 si rimuta sua g. 3 e secondo ch'io trovo nelle carte 5 lettere scrisse poi in ciascuna parte 7 ne vo io 8 al nipotente

XLIX, 3 RG Infino che col marito suo vivette 4 feciono insieme lunga e santa 6 poi ebbon 8 K fieci I vv. 7-8 sono in RG: il qual conciede a noi il Creatore | Questo cantare è detto al vostro onore.

X

La _Regina d'Oriente_ si legge in un numero notevole di manoscritti.

_K_.--Codice Kirkup. Manca il primo fascicolo del codice, sicché il cantare si inizia al quinto verso della IX ott. del secondo cantare. La perdita di quelle 16 cc. deve essere assai antica, poiché due diverse mani del Quattrocento notarono in alto alla c. 17 A: "Chomincia i chantari della reina d'oriente". Il resto segue fino a c. 24 B: sono omesse due ottave, la IX e la X del terzo cantare. Per la sua compiutezza, questo codice del Trecento che, unico, raccoglie insieme le sparse opere pucciane, e per altre ragioni, che sono state messe in evidenza dal Morpurgo, deve ritenersi assai prossimo all'autografo. Naturalmente l'ho tenuto a fondamento di questa edizione, senza per ciò obbligarmi ad una fedeltá pedissequa e cieca, perché in molti luoghi la sua lezione è meno limpida di quella di altri manoscritti, o si rivela addirittura errata.

_E_.--Cod. Moreniano-Bigazzi CCXIII, c. 91 B: "Qui incomincia la reina d'oriente". Le pagine 100-104, mutile, sono state restaurate dal moderno legatore e poi completate col testo dell'edizione Bonucci.

_M_.--Biblioteca Marucelliana di Firenze, cod. C. 265. Grosso volume cartaceo, di cc. 182, racchiuso in una dozzinale, ma antica legatura di cuoio e di assicelle di legno. Fu messo insieme o almeno acquistato nel Quattrocento da un amatore, nonché della letteratura leggendaria, anche del vino: da Baldese di Matteo "vinattiere alla _Nave_" in Firenze. _La Regina d'Oriente_ comincia, senza titolo alcuno, a c. 49, e, a tre ottave per pagina, occupa le cc. 49-80 b; dopo di che è l'_explicit_: "Finissi questo libro". Pel tipo della composizione, questo volume si avvicina e si rassomiglia a quello Moreniano-Bigazzi, che pur contiene l'_Apollonio_ e poi la _Reina d'Oriente_. E anche per la lezione gli si affratella; cfr., per esempio, IV, 1; V, 2; VI, 5-7; VIII, 3; IX, 2-3-6-7; x, 1, 5-6-7, ecc. Sono omesse le ottave XXII e XXV del IV cantare e vi sono parecchi errori di scrittura e di interpretazione.

_U_.--Cod. 158 della Bibl. Univ. di Bologna. Bel vol. di pergamena del sec. XIV, scritto a due colonne, con rubriche, illustrato da F. Zambrini nella Prefazione al _Libro della cucina del sec. XIV_ Bologna, 1863, _Scelta di curiositá letter_., disp. XL), e piú sommariamente dal Mazzatinti (_Inv. dei mss. delle biblioteche d'Italia_, xv, 156). Appartenne al pontefice Benedetto XIV. La _Regina d'Oriente_ vi occupa 9 cc. e una col. della 10^a (c. 86-95 a) con circa cinque ottave per colonna: manca la fine del terzo cantare (XXXVIII-L) e il principio del quarto (I-XXIII, v. 5), in tutto 35 ottave, le quali dovevano occupare per intero due carte, tra l'attuale c. 93 e la 94. Oltre questa grande lacuna, dovuta alla perdita delle due cc., il testo è mancante dell'ott. XIX del terzo cantare. Questo ms. è indicato dal Bonucci col nome di "Veggettiano XV", nome che non gli appartenne mai, se non per questo che esso ebbe dal bibliotecario Liborio Veggetti la nuova segnatura 158 (e non 15) in luogo d'un'altra piú antica.

_Panc_.--Cod. Panciatichiano XX, del sec. XV, c. 82. Contiene, anepigrafe, solo le prime 4 ottave.

_T_.--Cod. Tosi, del quale non conosco il destino. Questo ms., che conteneva la _Sala di Malagigi_ e la _Regina d'Oriente_, dopo esser passato per le mani del bibliografo Tosi "attraverso le Alpi e la Manica, andò a cascare Dio sa dove", scrive il Rajna.

_L_.--Ms. posseduto dal cav. Fortunato Lanci di Roma e da lui trasmesso al Bonucci, il quale se ne serví specialmente nelle 35 ottave mancanti in U. Non so se questo testo fosse copia di un codice antico o un codice antico esso stesso, e di quale secolo, nulla dicendo il Bonucci.

Le stampe popolari della _Regina d'Oriente_ sono cosí numerose che non spero che l'enumerazione, che ora segue, possa essere compiuta:

I (1483).--LA REYNA D'ORIENTE.--In fine: "Finita la reyna doriente adi 2 guiugno (_sic_) Mcccc. lxxxiii, In-firenze".--In-4° 3 quad. (reg. _a-b-c_) caratt. tondo, 4 ottave per pagina: cfr. Molini, _Operette bibliografiche_, p. 114.

II (1485).--Ediz. s. a. n. l., in 4° "carattere rotondo, che ha del nostro corsivo", mancante di virgole, numeri e richiami. Un esemplare fu rinvenuto alla metá del Settecento, a Napoli, da S. M. di Blasi (_Continuazione della lettera del padre d. Salvatore Maria di Blasi intorno ad alcuni libri di prima stampa, _negli_ Opuscoli di autori siciliani_, t. XX, Palermo, 1778) in un ricco volume miscellaneo di stampe popolari del Quattrocento.

III (sec. XVI).--_La Regina d'oriente_ (gotico).--Segue un intaglio in legno, che rappresenta una regina in orazione; indi le tre prime strofe. Inc.: "Superna maestá da cui procede" Fin. alla c. 10 B, seconda col., l. 44: "la historia è finita al vostro onore". Il Fine .--s. l. n. a. n. t., in-4° car. romani con seg. e cust., senza num. di pagine. Le ottave sono 194, le figure 10. È posseduta dalla Bibl. di Wolfenbüttel, _Miscell_. n. XIV.

IV (sec. xvi).--Edizione identica alla precedente, ma posteriore; è posseduta dalla Bibl. Magliabechiana.

V (1587)---LA REGINA D'ORIENTE--In fine: _In Firenze, appresso Francesco Tosi, alle Scale di Badia 1587._, In 4°di 12 cc. non numerate (Reg.: A, Aij, Aiij, B 2, A 5, A 6) a due coll., car. tondi.--Reca cinque stampe: la prima, nel frontespizio, rappresenta la regina che prega; la seconda (c. B 2 _recto_) la celebrazione del matrimonio; la terza (c. 6 _recto_) un giardino, dove il Re e la principessa si tengono per mano; la quarta (c. 9 _r_) e la quinta (c. 10 r) rappresentano una battaglia di cavalleria. Le ottave sono 194: fin.: "Al vostro honor Anton Pulci l'ha fatto".--È nella Bibl. Palatina di Firenze.

VI (1628).--LA REGINA D'ORIENTE--In fine: _In Firenze, Rincontro a Sant'Apolinari_, 1628. _Con Licenza di Superiori_. In-4° di 10 carte non num. (Reg.: A-A5), a due colonne, caratt. tondo. Dopo il titolo, la medesima stampa che è nell'ediz. V, ma con diverso contorno. Un esemplare è nella Palatina.

VII (sec. XVII ex.).--_Historia della Regina d'oriente, dove si tratta di molti apparecchi, trionfi, e feste tra valorosi cavalieri_, Bologna, Pisarri, s. a., in-12° Questa edizione fu riprodotta piú volte, nel sec. XVII e XVIII, s. a.: cfr. G. Libri , _Catalogo del 1847_, n. 1106; Brunet, _Manuel_, IV, 957.

Moltissime sono le edizioni popolari del sec. XVIII e XIX. "Di questo poemetto cavalleresco popolare--scrive lo Zambrini, _Opere volgari_[4], col. 848--si sono fatte in ogni tempo, e quasi direi, in ogni cittá d'Italia edizioni per uso del popolo, ma grandemente sfigurate e ridotte in tutto alla moderna dicitura".

Oltre le numerose edizioni popolari, ne abbiamo due, che vorrebbero essere critiche e filologiche:

VIII (1862).--_Historia | della | Reina d'Oriente_ | di | ANTON (_sic_) PUCCI | Fiorentino | Poema cavalleresco | del XIII° secolo | pubblicato e restituito | alla sua buona primitiva lezione | su testi a penna | dal dottore Anicio Bonucci . Bologna, 1862 (disp. XLI della _Scelta di curiositá letterarie_).--Il titolo è lungo e contiene moltissime promesse, delle quali, con mirabile sfrontatezza, nel libro. Il testo non è per nulla rivisto sui "testi a penna", ma è condotto sul cod. U fino al cant. III. ott. 37. Per le 35 ottave mancanti in U e per il cant. IV, ott. 23-24, l'edizione è dedotta dal testo del cav. Fortunato Lanci. Con questo pasticcio, il Bonucci si illudeva di aver scoperte le "auguste virginali bellezze" della poesia antica; ma gli spropositi, che gli piovvero tra le carte da ogni canto, sono cosí numerosi e piramidali, che quella edizione resterá per un pezzo un monumento di cieca ridicolaggine. Del resto, tutti riconobbero subito di qual pregio fosse il libro del Bonucci e non gli risparmiarono rimproveri; ma egli soleva giustificarsi, dicendo che si era fatto correggere le bozze dalla serva. E qualche anno piú tardi mise fuori una nuova _Regina d'Oriente_.

IX (_1867_).--_Historia della Bella_ (_sic_) _Reina d'Oriente, poema romanzesco di_ ANTONIO PUCCI _fiorentino, poeta del secolo di Dante, novellamente ristampato ed a miglior lezione ridotto sopra un testo a penna Marucelliano_, in Bologna, 1867, in-8° di pp. xvi-64. In fine: "In Bologna, fatta stampare dal bibliofilo Anicio Bonucci, nelle case di Costantino Cacciamani".--Ma questa edizione "riveduta" non riuscí meglio della prima e, se quella fu corretta dalla serva, "v'è da dubitare--diceva argutamente lo Zambrini--non le bozze stavolta fossero rivedute dal guattero"!

Preparando questa mia edizione, le due bonucciane non potevano in alcuna maniera servirmi, se non per rappresentare, chi sa come trasfigurate, le varianti del testo Lanci, del quale ignoro la sorte; e perciò mi sono valso senz'altro dei quattro manoscritti: K, M, E, U.

Subito la concordia nelle lezioni e negli errori tra U ed E mi avvertí che essi formano una famiglia distinta. Dove gli altri mss. hanno "ed ella fa'" (I, 30, 7), U ed E recano insieme "appresso fa";--dove: "non ne pensate d'aver" (II, 33, 3) E "non v'è mestier", ed U "non vi fará mestier";--KM "paresse" = EU "tornasse" (II, 36, 7);--KM "che figliuol era" = EU "chi 'l signor era" (II, 37, 7);--KM "l'ha fatto" = EU "lo fece" (II, 40, 6);--KM "prima che 'l v'entrasse" = EU "parea che tremasse" (III, 2. 7).--E l'enumerazione potrebbe continuare all'infinito.

M aderisce per alcuni tratti ad E e per altri si mostra tributario di K. Nel cant. IV 16, 7, E reca "e poi col re si mosse"; K sopprime l'"l", come sempre, per un vezzo di pronuncia, "e -----File: 374.png---\\\\------------------------------------ poi core si mosse"; M, malamente interpretando l'inesatta grafia di K, storpia cosí il v.: "e poi a correre si mosse".

K naturalmente ha un testo buono, ma non impeccabile. Molte volte la lezione si rivela una corruzione di quella data da E e M, che il senso e la rima accertano esatta: E "crescendo" = K "che sendo" (II, 29, 5);--E "s'ella" = K "sole" (II, 43, 3);--EM "la possa" = K "la poscia" (III, 1, 5);--EM "nolle" = K "nulla" (III, 28, 8);--EM "avere isposo" = K. "vero sposo" (III, 28, 7);--EM "ove il cor pogno" = K "ove il compagno" (IV, 1, 6), ecc.

Abbiamo dunque tre tradizioni, quella di K, quella della famiglia EU e quella di M, il quale è nei passi prima arrecati tributario di K e in questi ultimi è invece da lui indipendente. Insomma i rapporti tra i vari mss. potrebbero cosí rappresentarsi graficamente:

_autografo_ | ___________|________ | | | x K y | | / _____|_____ | / | | | / E U | / \ | / \ | / \ | / M

Ecco ora le principali varianti:

I, 2 E dalchuna sostanza; M d'altrui bene si stanza 3 U a chi ti richiede; M essere chortese achum che ti

II, 4 E di se inn.; U fa inam. 5 M che poi rimato 7 U chio vi prometto 8 U piú bella.

III, 2 UM nel

IV, 1 U Giusta reina e di 6 U avea 8 U lavea a tutto suo; M Questa gli; E in suo piaciere lavea nel suo

V, 1 U Sicome dice li erano; M sera; E sichome som 4 EM ed eran 6 U [che] angeli parean non che

VI, 1 E Em guardia; M questa gentil reg. 5 U quella 7 U che mai nol fe' simile signore

VII, 4 E papa; M pare 5 E per difese 7 U, seguito dal Bonucci: Per ubbidire de lo papa il manto; M. Per riverentia. La lez. di E che accolgo, è pur quella delle ediz. quattrocentine.

VIII, 3 U questa vita ogni altra 4 U mondane cose vole al suo diviso. Il BON. segue questa lezione, che non dá senso alcuno; EM e l'ed. del 1475: "mondan diletti vuole". L'ed. 1475: "tien" per non diviso (M divini). "Tenere per non diviso > = "considerare indivisa una proprietá" (_Crusca_, IV, 781), sicché intendasi: "La regina d'Or, considerava le gioie della vita quali una proprietá indivisibile per tutti gli uomini" 5 U di morir 7 M per acertar la fate che in pers. 8 UM dinanti

IX, 1 M fé 2 EM a chonsigliare 3 U tra ciento 6 EM quanto poteron perché la 7 E sotto la pena del fuoco la si muovesse 8 M segnale pap.

X, 1 U caminò 2 M questa 5 U che disiato ò sopra l'altre 6 U ho sempre mai di fare 7 EM e quelle 8 E tene; M po' le

XI, 3 M c'ogn'uom 5 E raccontolli 7 EM che ella

XII, 1 E ave 3 E addomandandol della sua adornezza; M domandollo 4 M ond'e' rispuose, el mess.; U savio messaggieri 5 U sua savezza 7 BONUCCI: "lo nobil baronaggio e lo suo avere", smentito da EMU

XIII, 1 U ludiva subito contare 2 U e BON.: crescea la voglia 3 E al p. and. a rachord.; U rammentare 4 U e BON. un termine 5 U e BON. Sed ella viene fatela; M ispogliare 6 E Se non v'è colpa faccilisi 7 U e BON. (giá) 8 U e BON. (si)son poscia

XIV, 1 U e BON. Veggiendo (_sic_) il papa 4 U e BON. soppena 6 UE farò; BON. fece

XV, 1 E vaveva 2 U e baroni 6 U in sign. 7 U ed altre donne rimase; M vedove e figlie; E vedove donne rimase 8 E marchigiane

XVI, 1 U e BON. li ebbe in p.; M raunato a suo modo il p. 2 BON. si fu U lalta reina sicome saputa; ma questo verso appartiene all'ott. XXXI, 2 4 M gl'avia data; U che dal papa avia avuta 5 M proponimento 7 U a voi p.; 8 M uno gran chonte

XVII, 1 U dissele: reina 3 U duomiglia 5 EM sedio fallassi 6 E a me 8 E chi contradicie acciò

XVIII, 3 EM e io 7 E di parlatoro; U del perlatoro 8 EU barbassoro

XIX, 1 U e BON. lo quale 2 E di vero; M. neneri 5 E morir se io con loro presente 6 E diece milia 8 M la pr.; U caval. e chi pedoni.

XX, 1 E Ella li ringr. 3 U e disse 6 EMU nel mondo 7 E ora mi; M ormai mi 8 M che pare a voi

XXI, 2 U andava piú l'uno che l'altro volentieri 3 U e della 4 U piangeano donne 5 E le ordin. 6 M armati dieci 7 E e la metá

XXII, 1 EM E la reina. Mi attengo ad U, nonostante la concordia di EM, perché l'espressione: "l'alta reina" è costante nel cantare (cfr. XVII, 1; XXXI, 2; cant. sec, XIV, 2; XXIII, 8; XXVI, 2) 6 M contrada 7 U onde ciascun si parti; M e tutti si partiron 8 E ella duchessa

XXIII, 1 E E voi singnori perche siate; M che vo siete 3 U con trentamila. Dall'ott. XXI, 6 sappiamo con certezza che i cavalieri della scorta erano in numero di 10000 4 E gagliardi tutti quanti e pien di posse; M che di sea tanti non teme niente 5 U e di pedoni assai annominati 7 M mantello

XXIV, 3 M musiche 4 U [ch']allor 6 E giorno 7 M chiuse di scarlatto

XXV, 3 ME neri turchi 6 U con molti suoni 7 M in su ogni 8 E dove che l'arme

XXVI, 1 U Nel mezzo avea; M Appresso a questo un charro 2 U tirato; E il qual tirava; M tiravan 3 E come; M piú che 7 U di pietre e gemme aveva la cort. 8 E vi

XXVII, 2 UM e camp. 3 E per dodici R. 4 E El; M Chol

XXVIII, 1 E chorrava 2 E luciano; M lutiano 4 U menava oro e argento 5 U fiume anzi era di 7 M e correva pel suo; E e per lo suo correva 8 M e' non è mer.

XXIX, 2 M turchi neri a piè; E turchi a piè e piú dintorno 3 M capo sopra una; E sunn una; U avea una 4 U con istendardo ch'era 5 U e ver.; E che veram. 6 E fa bisogno 8 U che sará

XXX: in U e BON. i vv. sono cosí disposti: 1-2-5-6-3-4 3 U e riguardando la sua 5 E delle; EM ch'ognuna parea 6 EM angeli di paradiso senza 7 EM l'un coll'altro

XXXI, 1 U dismotò; E dismontava 3 EM con mille turchi montò 4 U però ch' a torto 7 U gittandolisi a piedi chon umiltade 8 UE che com.

XXXII, 3 V e tutto laltra 6 M ch'io non commisi 7 EM e 'm vita

XXXIII, 1 M i' prendo 2 E etterna 4 U uscire; E debbin; M debon 5 U disiando ciò mi pare stare 7 U chero 8 E ma spero aver l'altra vita gioconda

XXXIV, 1 M ora ch'io 3 M quella fu sola alza i panni 4 U li mostra 5 M dicendo 6 E con questo ho fatto 7 U sulle carni un ferro

XXXV, 1 U Levossi su 2 E che gratia; M santa donna; U chieri 4 M dicendo a quello: Iddio; E per cui mi; U a cui mercé 5 U dicendo padre 6 E a piè de'; M presso a' 7 M di tal chiesta; U Quand'ebbe ella di ciò la voglia

XXXVI, 1 U io voglio; E i vo'; M santo padre 2 U mel 3 U con 5 U il papa disse: Donna or ti procaccia; E papa 6 M arai di corto; U del ventre tuo tosto avrá la preda 8 U [ad]

XXXVII, 6 U e' tornò arrieto 8 U di c; E sopra la guardia destro

XXXVIII, 4 U ella non prenda 7 M e c[i]ò vuol fare per 3 M el periato

XXXIX, 5 M che quando 7 M del

XL, 1 U come voi sapete; EM come sapete davante. Ma "davante" non ci si è detto nulla 2 U sett. con tremila secento; E cento sessanta con mille dugento; M sessanta sei con semilia davanti 3 U ellegion 4 U sarebbe 6 E n'avrie

XLI, 1 U egli disse

2 U loro a tutti quanti i freni; E e gli altri arnesi; M e sua arnesi 3 E fa che lo sq. 5 U che t'inganni 6 U ciò non pesi 7 E alquanti di voi procuri sua 8 M se questa guerra

XLII, 1 U il 8 U tosto l'ebbe

XLIII, 1 U disseli: se dama 2 U damor 4 BON. che'n tanti; tutti i mss.: "con" 5 M vorete

XLIV, 1 E seguir la sua 3 U madre mia io muoio 4 U reina io sono; E reina si m'à 6 U in questo palagio; EM sare' sanicato

XLV, 2 U settantadue 3 BON. salutolla 6 U non facessi meco; E facessi teco 7 MU sospirò 8 V e disse: Io vi verrò

XLVI, 1 EM e ord. 3 U siate 4 E a seguir me se bisogno n'avronne 8 EM [a]; U qual. feria si gli.

XLV1I, 2 M lesi 4 [che]; U di ciò nel viso tutta 6 E in zambra; M lerece 8 U vuole

XLVIII, 2 U la camera; EM che n'eran prima 3 M ma sempre stavano 5 M tutti andaro; U allor si ficcaro 6 M sospinso[n] 7 U levassin

XLIX, 2 M non sapete levar 3 E è tra voi n.; M uno si buono che 5 U correvano sc; E baroni; EM quei balconi

L, 1 E in su quel punto fu 3 M e allo imp. sulla 4 M le die' un colpo che cade istram.; E die' tal che morta cade istrangosciata; U cadde morta 5 E e secondo chel cantar manifesta 7 EM scapitò.

SECONDO CANTARE

I, 3 E e perdi: M si sperdo. Si costruisca: "Perdona a me s'io perdo il tempo" 4 EM perdonami 6 U tanto de la tua gratia chio te chieggio

II, 3 U di valore 7 U or seguitiam; M chon (= come)

III, 1 U si socc. 2 U de' suoi baron nessun trova; EM de sei cavalier l'uno 4 M ora ci p. 8 U avea[n]; EM avevan fatto (M vinto) la pugna

IV, 1 E Quando la donna co' 2 E fu ritornata senza 5 E si disse 6 M quinci

V, 3 EM medicar si 4 E che nolla potessono 5 EM e' le con.

VI, 2 U quanta gente ed arnese ha' tu conteco 4 E avrá 6 U tórnati; starati 7 E che fugga

VII, 1 U segreta 2 M rispose amant.; E disse incontanente 6 M perché di loro ò ogniun data la traccia 7 diceva

VIII, 1 M impresa 2 UM ci; U fare 5 M difesa 7 EM [ché]

IX, 2 M egli è meglio 3 U per lor volere; M al suo 7 E prima

X, 2 E Or siate: K e disse 4 U e trascinarla; M. e trasc. sia; K porta 5 UM ciaschedun che sua

U 1 e tutti i suoi baroni dicon che muoia 7 U sian tutte sp. 8 M e in pregione a Roma le menate; EU e tutte quante sieno imprigionate

XI, 1 M biltade 3 U inanzi e da molte; K inanzi per 4 U venir 5 U sospirò con gran; K apresso sosp. 6 U dismontò 7 U gli occhi levati si fu 8 U e di buon cuore

XII, 1 U e disse: Di me pietá; E noi 4 U questo 5 U che de le mie dame non si perda 6 K dallor K [io]

XIII, 1 U fu 3 U perche a Dio se' stata diritta 6 U labbia; E l'arai 7 U gente come fa 'l mare al vento

XIV, 1 UE Poich'è 2 KM e la reina; ma cfr. la nota al cant. I°, XXII, 1 4 U inverso 5 EU e come giunse allor, tutta 8 KEM fugiva

XV, 1 EM i roman se n'and. 3 U ventim.; E diecem. 6 E avea; U ebbe 8 K di que'

XVI, 1 U Essendo in isconfitta 2 U a casa 4 U che mai simile nol fece s. 6 U elli rispuose 7 U Lo fatto è ito

XVII, 3 U ricchezze ch'ha tanto 4 U tutto gli avvien per 6 U cavalieri poi 8 U parole maliziose; EM p. malivagie

XVIII, 7 U n'ha fatto 8 U di q.

XIX, 1 U e quando 3 U e li suoi... ha bagnato 4 U in gin. 5 U e disse 6 E i' mi confesso 7 M pipento; U perdonanza 8 UE benedillo; dipartio

XX, 1 K dama 3 U e quando lesse la lettera 4 EU di quel 7 U e quando la nov. sua gente 8 M fece

XXI, 1 E nobiltade 2 U di subito richiese 3 U Ed elli disse; E il re risp. per tal 4 M sanza chagione; U senza nome tal partito 5 EMU trent'anni

XXII, 1 U Veggendo il re ch'è si bella 2 U si disse: Tu di' vero 4 U in figliuol maschio 5 UE la mattina lo fatto si 7 K [d']; E in un

XXIII, 1 U Ed in quel tempo lo re; K [si] 2 U e 'n pochi di passò 3 EM di che 4 U molta gente 5 M dorato 6 KEM quel(lo) 8 E ella

XXIV, 1 U disse 2 U faccia l'uno a l'altro 3 U dopo il proponimento sarà quello 4 E faccia male 5 K (e) non 6 U sopra di voi vederete di corto 8 K di ciò la gente ne fe' gran

XXV, 1 U una ch'aveva 2 U segreta; ME segretaria 4 E chome detto ái; M d'avere ch'ancora; U d'un f. [aver] 5 U scandalo sará 8 EM che 'l senno; U che hai lo senno intero

XXVI, 1 U del; E Quando fu il tempo, di che fu agravata 4 U segretamente un figliuol ch'ella fe'; E cielatamente un fanciul fe' 6 UE con esso in camera si fu 7 UE le

XXVII, 4 M fuora la ne mandò; U fuor la mandò 5 M che collo trastulla 6 U ridendo; E guardando

XXVIII, 1 K dame; U ella legreça delle donne fu 3 U la novella tra 5 U armeggiando in s. a; E armeggiaron 7 U e ciasch. crede che maschio 8 K de'

XXIX, 1 U di 3 U facea; EM fecie 4 U stare bene ad agio 5 K e pò che sendo a modo mascolino 6 M la fe' vestire di fine adoagio 7 K pare[va]; U (chede) pareva 8 KME altro (mai)

XXX, 4 U e pui si ordino ched ei v. 5 U Da poi 7 E apresso fe' t. l. sua f.; U apresso fa

XXXI, 3 K chi' temerò 4 U danno né v. 5 E potrá fare; U e t. non può 8 KEM (e) s'io

XXXII, 3 U Come fu giunta si v. 6 U poner 7 manca in U. Dopo il v. 8 U ha il seg.: infine che insegnato no' gli avrai

XXXIII, 1 U ma se voi fate sí 3 U non vi fará mestier; E non v'è mestier 4 K quanto voi; E quantunque 6 U che sol 8 U farollo

XXXIV, 1 UE quando; E Ella fanc. poi che 2 U d'apprendere ciò ch'ella v. 3 EU quando la madre 5 UME rispondea; E ema

XXXV, 2 M sí che l'era 3 EMUK pari 4 K in isc. 7 M (n') avea; E che in sé

XXXVI, 3 M presto 4 U il suo figliuol; M ne men.; E adobbasse 5 U c. d. d' un color 6 U e a cavallo 7 EU tornasse 8 K e d'oro

XXXVII, 2 U ciò che comprese da quella scrittura 4 K molti begli; M ricco 7 K chi figliorera; U che signor è onde li 8 U piú che lle

XXXVIII, 1 U cavalcaro per 2 UEM si 5 U che tutti 6 U si gli andassono a fare 8 M a altra gente a cavalcare fur

XXXIX, 1 EMU e la; M comando 2 EU dovia 4 U posare 5 U [di] 6 U si fu veduto si bel cioperare 7 U e giunto il re 8 EU sarebbe; M non si potre' per me fare manifesta

XL, 1 EU e poi 3 U diceano 5 U che 'l padre naturale; KME certo; M sono 6 M colle sue; EU lo fece 7 [ch']

XLI, 1 U dimostrare 3 U imparò a... ed a 4 U era prò' 6 K bene arpe e l. 7 M per l'universo 8 M per tutto e ogni verso

XLII, 4 M la mia figlia vuole 5 M Perch'io; U e' no so 7 manca in U; M voi s.; E confaccia 8 In U l'ultimo v. è: "prima che morte di vita mi sfaccia"

XLIII, 2 E elle vert. 3 E suo conv. 5 U e bella d'adornenza; U sole dela pariscenza 6 U lui ha in se ogni biltá 7 U fuora non ha

XLIV, 5 U ond'elli l'accetta di buon 6 M e disse 7 K ciambra

XLV, 5 M alor prom. 7 U dicea: Non ciò facendo, parria sdegno 8 M diserto ne sará 'l tuo

XLVI, 1 U lore fece 6 U d'offendere al padre celestiale 8 M vuo' far

XLVII, 1 K preso 2 E ap. e fe' 3 M onde tutta la g. 4 U ambasciata 5 U lo con. e 'l 6 U caminare fe'

8 KEM diciendo ingenochiossi

XLVIII, 1 M Reina tu non mi vedi 2 M onde mi dá la tua benedizione 3 U si trasse gran 4 U cotal 5 U ov'ai 6 M e la discrezione 7 EM rispuose la reina

XLIX, 1 U la donna uccisi e ne son 2 U del signor 4 U né faccia ciò che 'l; E non sará quello; M fará quello che 'l patrimonio 5 U se ciò torna 6 M asperamente lo 7 UE d. B. disse 8 U collei i' credo qui menare

L, 1 U si l'á 2 U si partio 3 U e coll'ambasceria; M tanto effetto 4 U che lui seguio 5 U Nel t. canto 8 E onor dett'è questo c.; U Antonio Pucci rimò questo cantare In M. vv. 7-8 sono: e come alfine per gratia di Dio a ogni suo voler la convertío.

TERZO CANTARE

I, 1 U quì guidato 5 U chio possa dire come; M si come è cominc. 6 U gente questa storia; E dar vettoria

II, 4 U da 5 E oramai 6 U orribilmente; K comparisce 7 UE Roma parea che tremasse 8 K choli... ntonasse; E tonasse

III, 2 E con tutta; M chompagnia 3 M furono davante 4 E allegrezza che fan 5 U si furo

IV, 3 U Costui; K Ansalone; M un Ans. 4 U agnolo par 7 U e dismontó sempre con donna 8 U appresso; E va appresso

V, 1 U quando il re 5 U montôro a cavallo e andaro tanto; M e furon mossi a cavalcare tanto 6 U furon 7 E iscesi; U montar la 8 E trovarom

VI, 1 UE 'nginocchiato gli si fu al piede 3 E quando sí bello 4 K sei; M signor mio 6 U se piace a te, contento ne son io; EK se tu t'appaghi tu son content'io 7 U ed e' risp. 8 E vostro son io; M piú lieto sono che fussi mai persona

VII, 1 U assé chiamò 2 EU isposo 3 UM [che] 4 U bianco lo vede chome la spera e sole 7 K son piú; E son piú che cont.

VIII, 1 E tenendo 2 M duchi e re 4 M che rilucevan piú 5 U e ben valean piú di cinque 6 U che fosse 'n que' 7 U e tanta festa se ne fece 'n R. 8 U di che... se ne noma; KE sona.

In K mancano le ott. IX e X

XI, 3 U novel 7 E come fa

X, 2 EUM verginitade, ma il verso cresce 3 U il m. di fatto è; EM e di che matr. 6 U mei 8 U e seco tien

XI, 1 U quando 3 U il piglia sanza; M il pigliaron e; 3 E di p. in zambra si l'ebber; U e colla sposa in cam. è serrato 4 U ell'andò a letto dov'ha disiato 5 U poi che dentro con lei fu riserrato; M che fu con lei dentro; K lui 7 U voi; M signor

XII, 1 U Quando il 2 EM io vo fare a Dio; U perch'io vuo fare 5 M poi che con questo mi convene; E poi che mi convene in tal modo 7 M perché insino a ora son vergine istata; U poi che lla v. t'ho observ.

XIII, 1 U tutta 2 EM dall'altra proda 3 K fatto a la dura 4 M troppo hai; U assai tu m'hai; ma qui il "voi", altezzoso e corrucciato, sta assai meglio del "tu" 5 M ti 7 U anco per ingenerare e ffar

XIV, 2 M ingniuna; U nessuna 3 U son quello che t'aggio; E quella 4 U contare 6 U Fattura fu di donna Berta mia 7 U dicendo; E Sorella mia, uomo io non sono 8 EM ma degna di morir cheggio

XV, 1 U disse acciò che; EM ciò che 4 M credette; E fatto in breve. 7-8 E e poi le disse quella donna bella: Non pianger piú che sarò tua sorella

XVI, 3 U e questo fatto 4 U a tutta la lor vita allor 5 U con poco; M e un poco dim. 6 K a quella; U e 'n c. tornaro dov'era la gente 7 E la qual era ita tutta notte dintorno; U li quali erano iti tutta notte din. 8 U poi si levaron

XVII, 1 U asse la f. 2 U si allegra; E vedendola si 3 KEM [figlia]; U (mia) 4 M meglio; U rispuose 5 M adimandava; U e cosí disse a chi 6 EM per non diviso; K per non aviso; ma cfr. la chiosa al cant. 1 VIII, 4 8 E che e' fussem

XVIII, 1 U quando 4 U [mai] in 6 U rispuose il re: E' parrebbe; E E' parrebbe 7 U Lo ben fare abbisogna

XIX, 3 E il re parlando; M breve parole 8 E muovi

XX, 3 E leggendo il re 4 U di ciò 5 UE appresso s'è levato 6 K contata 8 K Ed e' la; U e sí gli disse

XXI, 2 M ch'io 3 U muoviti e non dire ad altrui 4 U non dire a nullo per qual via tu 5 E ne vo gir com lui 6 U ed elli disse; E Va sed e' t'a.; M e tu va se t'a.; U Vanne se t'a. 8 U lo re menò la moglie

XXII, 3 K. Del suo tornar; M si fe'festa sovrana 5 U partí l'ambasceria; M altana 6 E fa; M gran doni 7 U disse a lo 'mp.: O signor

XXIII, 5 M di lei maggior 6 U tra moglie; M né moglie

XXIV, 2 M l'una l'altra 3 U era; K vene 4 U e' stavano 6 U biastemogli in molto aspro; E ripresele con diverso 7 U ed ella disse: Va via 8 M tal favella

XXV, 1 M tutta crucciata 2 U fra lo suo cor 5 U si fu avviata; E inviata 8 M che femin'è 'l marito

XXVI, 1 U Lo 'mperador disse 2 E ch'egli abbi 3 M allor prese 5 U disse al signor: Quest'è di gran periglio 6 E poscia; M poi ne facciamo aprirsi; U e faciasi di lui 7 EM lo 'mperador; UEM se ciò torna in palese

XXVII, 2 K ed a' re; U ello re 4 U visitassono 5 KU el re 7-8 M cavalcarom... trovarom

XXVIII, 1 KEM de la lor 2 EU gran festa 5 UM ed ella fu accorta ed 7 EU ch'avere sposo 8 U lo imperador per questo; K nulla

XXIX, 1 U Poi ordina d'andar fuori alla caccia 2 E figliuola e 'l c.; U la sposa e 'l 3 U che si faccia 4 U dentro alla sala per lo re un bagno 5 EM e ciò facien; U e tutto fa per vederlo a faccia 7 U cavalcando 8 U si faccia

XXX, 1 U (ch') 2 E la tal 3 M alvi 5 M il te l'arei; U io te l'arei

XXXI, 1 U per quella valle scura; M dura 2 K si va pur; U va cerc. 3 U perché affogar si volla per paura 4 U di non essere giunto a 5 KME dura; E in una v. 6 U dicendo: Cristo a te mi raccomando 7 U poi scavalcò e da sé ebbe caciato 8 K e fu; U oscuro lato; E bosco scurato

XXXII, 1 U poi inginochiossi e ficcò 2 U dicendo e 5 U che me la.

XXXIII, 1 K li s.; manca in U.; E e 'l cervo giunse e inanzi 2 U temette il re non fosse un; M il re che tenne che non fusino c. 4 UM e disse 5 U subitamente

XXXIV, 1 U si pose m. alla 2 U poi che partito fu l'agnol presente 3 U di sí 4 E potrá 5 MU Onde molto; U s'assicura 7 K _lodamus_; E _lardamus_; M _laldamus_; K a[r]mato

[Come ho avvertito piú volte (cfr. Regina d'Oriente, 2° cant., L; 3° cant., XV e L; 4° cant., XLI) il distico finale dell'ottava veniva mutato assai facilmente dai cantampanca e dai trascrittori. Tra i vari casi, quello della presente ottava è il piú caratteristico. Il testo di U (= Bonucci) reca:

_Te Deum laudiamo_ che ci a' dato e uscí del luogo dov'era inborato.

M: _Te Deum laldamus_ sempre sia lodato e uscí fuora dello iscuro burato.

E: _Te Deum lardamus_ a dir cominciòe e uscí del bosco ov'elli albergöe.

La lezione che io riproduco è quella di K.]

XXXV, 1 E trovò 2 E in R.-3 U grande lumera 4 U tutta la selva la notte ognuom di foro 6 U mill'oncie d'oro da corte egli avrebbe; E piú di mill'once

XXXVI, 1 U quando furo su 2 U cercar per la selva ebbe; E ebbeno 5 BON. Drieto la voce andorno tanto intorno 8 Box. piú lieta fia quand'ella

XXXVII, 1 U quando 2 U inanzi a Roma giunse 3 U che 'l re torna piú chiaro 4 K e la sua: U e coll'ambasceria 6 K [che] crede; U quello crede 7 U come fu giunto quel baron; E quando fu giunto 8 K le

XXXVIII, 4 M ca v'á d'ung. 5 E E lo re si spogliò, ch'avea 6 K co' barun 8 M ne feron; BON. facea gran

XXXIX, 5 M portaron

XL, 3 M in quello 6 K puoson; E recaron [Nell'ediz. Bonucci (=L?) i vv. 7-8 sono cosí: Disse lo 'mperador senz'altri guai: Tu m'hai contento piú ch'io fussi mai.]

XLI, 1 M sua isposa; BON. che tutta era piena 2 M considerando trovarlosi; E trovarselo 4 K dappoi; BON.: e poi saputo aveva il; M e non fu apena 6 M al re 7 BON. facendo inseme

XLII, 1 E Da poi 3 BON. come piacque a Quello 4 BON. che guida 'l tutto, e' m'ha concesso questo 5 BON. e se dal cielo discese 7 BON. il re gli... prestamente

XLIII, 3 M Padre concedi alquanto non ti noi; BON. padre benegno che 'l puoi 6 E benedizioni BON. and. allegri col nome di 7 E Ed e'

XLIV, 1 K E[d] 3 M madonna 4 M e al b. d. r. fu inn. 5 BON. e pensava; K chiamarlo 6 BON. onde che 7 E rocca andò 8 M |ed]

XLV, 1 BON. La donna d'está 4 E e 'ncontro si le fece 6 E con anche piú (=BON. con ancor piú); M con tre piú; si intenda: "con tre piú di dieci" ="con tredici" 7 BON. dodici 8 E simile ciento centinaia

XLVI, 1 E quand'ella; BON. (a lui) et ella allora 3 BON. madonna 6 BON. andar lo fe' alla rocca a riposare 8 E misselo; M fé 'l metter d. e poi serrare

XLVII, 5 E effetto crudo 6 BON. lievati 7 Bon (ch')io s.

XLVIII, 2 BON. e si fu a. 4 BON. che di presente e' fussi disp. 6 E si gli; BON. ella tosto si giacque a lui da lato 7 BON. un suo

XLIX, 1 BON. Il re destato 3 BON. ogni cosa tocca 4 BON. che far si crede con sua dolce sp. 6 BON. trovava 7 E parole noi conforta né 8 BON. di quella rocca il pianto spande

L, 3 E sapiate 4 E ebbe la d.; BON. la moglie al suo mar. ad aq. 5 BON. E com'ella 6 E e BON. quarto cant. 7 BON. El re si fu condotto a tristo sch. 8 M compiuto; E Al v. onore finito è il canto trezo

Nell'ed. BON. i versi di questa ottava sono cosí disposti: 1-2-3-5-6-4-7-8.

CANTARE QUARTO:

I, 1 BON. piú tempo; K pettenpi 6 K ovel compogno; M cuore; BON. ch'io comp.

II, 3 M fu el gran re 6 BON. la donna sua, che di fuori t. 7 M e alla suocera sua; BON. E la moglie del re

III, 1 M udí 2 K avea; E la sua f. 4 K nel suo M prode e s.; E prò e; BON. molto s. 7 M BON. int., int.

IV, 1 BON. La reina d'o. quando int. 2 BON. in quella rocca era el suo f. 3 BON. a tutti e' suoi baroni fe' p. 8 BON. dove el figlio

V, 1 M guernita 2 M che sí forte 3 KM fornita 6 BON. fa una c. 8 E si vincesse; BON. si prendesse

VI, 1 M isteteno in ass.; BON. che giá fatto è 2 BON. colla cava giungevano alle m. 3 BON. e poi che forte ha tagliato l'assedio 4 M aspra e d.; E fuora b. dura; BON. dar di fuori la b. d. 5 BON. entrorno ché 7 M per lo re; BON. e lo 8 BON. e quella donna prigione m.

VII, 4 KEM andar in oriente con molta all. 6 E. fecieno: M. fe' mettere in prigione co' 8 BON. ne menar

VIII, 2 BON. fecesi 3 BON. incontrato 4 BON. e av..... bezzicare; E ch'egli abbi 5 BON. l'ebbe veduto e toccato 6 M cominciare; BON. a molta gente fece app. 7 BON. a giostr. arm. et isch. 8 BON. fece

IX, 1 K (co)tanto 2 K d'incarcieratti; BON. de' prigioni 3 BON. colla guardia 4 M umile molto 7 E Ella li disse 8 E nelo

X, 2 BON. da ogni c. 3 BON. e giunto in 4 E dovria; BON. Batt. di donna addomanda 6 E puosesi in campo; BON. poselo in campo e disse 8 E fecie; M ella g. alla donna fe' risp.

XI, 3 BON. forza 4 M s'i'; E una malvagia rea 5 E che 'l tuo 6 E alquanto di prigione a trarmi dea; M a trarmi; K alquanto rea

XII, 3 BON. Ella rimase allora pura e netta 4 BON. e liberolla; E si lib. 5 BON. or vo' sappiate 6 M avea con seco 7 BON. e M riebbon; BON. tutto 'l loro 8 E fur BON. furno morti

XIII, 2 BON. ne rese; E si rende... come 3 BON. subitamente a cavallo è montata 4 BON. e andò al torneo della 5 BON. poi allo albergo corse e quivi 7 BON. a ferire al torneo ella n'and. 8 E ne scontrava

XIV, 3 BON. ognun 5 BON. uscir di que' 6 BON. disarmar fûrrogli; M li furo dint.; E fulle 8 BON. e per amore a m.; M i q. per aschio a morte; E i qual per asthio; K per lei

XV, 1 K prevene 2 BON. del gran re 3 K edarme 7 E quei 8 K ella ci sta, el potrebb'esser

XVI, 2 M senza piú dire 3 K onde 1; M onde 'l re 5 M e la reina vecchia 6 E chi di pregion l'avea f. 7 M a correre 8 E andò a lei infino lá dov'era; BON. fecesi incontro lá dov'ella

XVII, 2 M e torna alla 3 M (ch')io; BON. affr. 4 BON. dietro 5 BON. donna, o car signore 6 E chieggio a vostra

XVIII, 1 BON. el re li 2 BON. quando; BON. E verrò 3 BON. alla madre 4 E ch'io non ho qui piú che dugiento meco; BON. che 'l re n'aveva da d. 5 BON. Disse la donna: Non ci fa; E e non vi fa 6 E n'ha S E imfim fuor

XIX, 1 BON. e come d. f. tre; M beu due 2 E domandò c. 3 BON. lo 4 M e como neglion sua 5 E il re con tutta sua f.; BON. el re fu preso con la sua mogliera; manca persino la rima! 6 BON. e tutte l'arme tolse lor d'ali. 7 BON. tanto cavalca che 'n suo; M e tanto va quella donna ch'ell'entra

XX, 2 BON. fecie 3 BON. Poi che 5 BON. ben sa' tu poi che mi v. f. 7 E ond' io farò 8 BON. per tuo amore costr.; M di tuo

XXI, 1 E ritrovava; M di' re 3 KME de' ferestieri 4 E che ciascuno sgonbrasse 6 BON. ritornò ciascheduno in 7 BON. sapendosi che il re

XXII l'ott. è omessa in M 4 BON. in arme et in rumore 5 BON. che savio era e bene; E sicome s. e a. 6 BON. alla sua donna ebbe scritto il 7 BON. incarcerato 8 K sagreto

XXIII, 1 BON. Quando 2 BON. quant' 3 BON. fece venire presto in suo; M per tutto 7 U e cavalcaro assai per tal 8 BON. ove prig. era il

XXIV, 1 BON. E la sua gente quella cittá s.; U ell'assedie la cittá, che non era 2 BON. che niuno ent. non vi può ne use.; U potea 3 BON. mesi e piú vi fece star la 4 M potien; U posson; BON. potean 5 BON. apriron... dier; KE diede U di che aperser la porta della 8 M ch'era tenuta; BON. ed E: l'ha tenuta

XXV: l'ott. è omessa in M 1 U passando poi per una s.; BON. cavalcando per la s. 2 BON. donna sí 4 E il f. 6 K temendo 7 U e pur veggendo che non potean p.; E dissem 8 U tornare ad. per p.; E indietro

XXVI, 1 UE alla marina; BON. quando fur giunti del mare alla riva 2 UE che mal far s'ing. 3 U un es.; BON. fece p. m. che es. 5 U ed uno messaggio; BON. de' romani appariva; E venia 6 BON. et al re 7 M e disson i romani 8 E che tu meni; BON. ch'è menata

XXVII, 1 UM il re sopra di ciò 3 BON. Disse: Poi Dio 5 U Poi fur partiti che non giron un; E e poi gir forse un; M ne giro 6 E quell'armata 8 U e con suo gente si tornò in oriente

XXVIII, 1 M giunse; U Tornato... lo re 2 U per t. lo suo g.; E 'l regno e gran; BON. ch'è suo gran 4 U il 5 M giunti; U e poi incominciò e prese a 6 BON. dal piè fine al 7 BON. tutti gli ing. che f. gli a 8 BON. Quella falsa: U f. gl'avea ['l] Signor della Spina

XXIX, 1 U tal 2 UE gridando tutti 3 KEM mandi(vi)si oste; U gente che quella città arda 5 U e quella; E la terra tutta 6 U e diesi a lei sí gravosa 7 E risposte 8 EU vi fe'

XXX, 1 E cotal; BON. U quando la donna tal n. nota 2 K dove l'oste; M quella donna l'oste ebbe; E a quella donna che l'oste; U BON. che quello re l'oste gli ha b. 3 M malcometto; E malcometter 4 E subito a macometto 5 U davanti a la sua 6 U e BON. S'tu hai forza, ora

XXXI, 1 K Po'; E Però 4 K barun 4 U manda 5 E disseli; M malc. 6 BON. ch'ha la sin.; U ella ragione; E della mia s.

XXXII, 1 BON. parti allegramente 2 U poi Mac. 3 U e BON. perché a simil cosa s'era dato; K n'era; EM egli era 4 U acciò s. 7 U giogante e di grandezza

XXXIII, 1 E un calabrone 2 E avea acciesi 5 M quatt'uomini avia; E omini legati 6 E una n'avea innanzi che lo mordea; BON. e U mordea ad arte lor l'anca 7 KUE sanne; E seco avea; M avie dirieto 8 U sette; M venti ispane

XXXIV, 1 U quando fu giunto nella 2 U li porci si sparsono 3 BON. si fuggien 4 UE e volentieri in 5 U divorando 8 UE per paura; EM tramortiti

XXXV, 1 U terribil 2 U (ella) raunata; K v'era 3 U perché facia 4 U ciascuno che 'l; M qualunque 5 U El re allora si andò davante 6 U e dimandollo quel ched e' volea 7 U uno: so; M Baroni; E Burbani 8 U di M. ed anco de' rum.

XXXVI, 1 BON. e dalla parte sua ti fo c. 3 U che una donna a cui; M contro a lui 4 U nostra diritta 5 U cosa che far seguitando; BON. cosa che tu seguitando; E ne farem quando 6 BON. farebbe contro a te 7 K in suo contrade 8 K ma' la tua cittade

XXXVII, 1 M vide: ism. 3 M e disse 4 U io non (piú) 5 E che 'n breve 7 E Ed e' 8 BON. pegno vorròe miglior che di carta

XXXVIII, 1 U Udendo 3 BON. s'è gittato ginocchione; U fu gitt. 6 U quel non essere al populo obbediente; K presente 8 U e BON. me

XXXIX, 1 U dicendo; BON. finita; E e detto questo 3 K colui; U che lla venuta di costui è tanto ria; E cotanto rio 4 UEM promesso; U (altrui) 5 M al suo 7 K _faton meste_; M _fatto este_; E _fattum este_ 8 U tuo

XL, 1 K angiol di Piero 3 UM e si si fece (infronte) 4 U e BON. e al vicario andò 5 U e BON. giunse alloro molto feroce 6 K _Verbon_ 7 U gente gridò; KM sua compagna; E c-i 8 K puciol.

XLI, 1 UM BON. E dilungato il terribil roncione 2 E e' p. 4 E sospirando; U fuora sospirando 5 K con (gran); BON. pricissione 7-8 E Considerate quanto maggiormente De' far lagiú 'n inferno tal gente (cfr. la nota all'ott. XXXIV del terzo cantare)

XLII, 1 U Or mag. 2 U quelli che vi 3 U che scure grida; M dolorosi guai 4 U ch'a tal; BON. che'n quelle parte 5 BON. disiosi d'udire; U e disiate; E Considerate 6 U che gli angnoli di paradiso fanno 8 U e BON. può'

XLIII, 2 BON. volse averla; K avere oferta 3 M colei che fu isbandita 4 U contro di lui, ciò fu; M fu c[i]ò dama bella 5 U stata era in contumace; M in cont. 8 BON. vita ch'andò fra beati

XLIV, 1 M batezata 3 BON. a la lor; M tutta sua 4 U feno 6 U andorno in pazienza; BON. con clemenza 7 E dove conduca noi il S.; U al qual ci cond. 8 K feci; U questo cantare è detto al vostro onore: BON. e l'istoria è finita al vostro onore.

XI

Il cantare di Madonna Elena si trova in due codici:

_E_.--Cod. Morenianu-Bigazzi CCXIII, c. 136 a [_Di Madona Elena imperadrice_], fin. e. 148 _a_ [_Finis_]. Il titolo non è esatto, perché appartiene ad un altro celebre cantare di argomento religioso.

_F_.--Cod. CLX della Bibliot. comunale di Perugia (giá C. 43): _Novela di Lena imperadrice_--"Questo cod. ha parecchie lacune ed è scorrettissimo". Col sussidio dell'uno e dell'altro dei codd., il cantare fu pubblicato da Ottaviano Targioni-Tozzetti nel libretto _Cantare | di | Madonna Elena | Imperatrice_ [per nozze Soria-Vitali], Livorno, 1880 (16°, di pp. 57) [T].

Il Targioni ebbe dal D'Ancona le copie del codice Perugino e del codice Moreniano, ch'egli definisce Pisano, perché allora era in proprietá di un prete del contado di Pisa. Il cod. _E_, scritto a Pisa, reca molte grafie pisane, "pulsella", "fattesse" ecc, le quali non furono eliminate tutte dal Targioni; io ho tolte anche le poche che vi erano restate. Ometto l'apparato alle varianti, perché esso è stato dato nell'edizione del Targioni e la lezione scelta da lui nei casi dubbi è sempre la piú giudiziosa e aggraziata.

In qualche luogo mi sono scostato dall'edizione T, sia per rendere al verso la giusta misura, sia per schiarire il senso, che era evidentemente oscurato e arruffato dai copisti:

III, 7 EF e disse: Arnaldo grossa son. T corregge: "Arnal". "Questi scorciamenti non sono insoliti ai cantori popolari". Mi pare che d'un cosí strano scorciamento non vi sia bisogno, perché per dare la misura al v. basta togliere l'"e" iniziale

VII, 4 a[d]

XIV I codd. sono molto discordi:

F

Quivi avea giente di molti coluri di strane parti e de lontan paesi e de liali e de li tradituri e de li avari e anche de li cortisi. Appresentò lo vin li servituri e si fu dato bere al re Alvisi e lo ne bevé a tutta sua volontade, poi porse la coppa a Urgier lo podestade.

E (=T)

Quivi aveva giente de molti paesi di strane parti e da lungie cittade e degli avari e ancor de' cortesi, con una coppa di gram dengnitade, a mercatanti, a signori e a borghesi e Carlo n'ebe a la sua volontade, e poi la diede a messer Rugieri; di mano in mano, a' maggior cavalieri.

Il testo F dovrebbe essere accolto senz'altro, se fosse possibile ridurre a forma toscana le rime: "cortisi", "Alvisi". Per schiarire il testo E, evidentemente bisogna mutare "a" (v. 5) in "ha" =vi sono mercanti, signori e borghesi, e mutare "n'ebbe" (v. 6) in "bebbe" (=bevé di F), iniziando col nuovo verso (6) un nuovo periodo logico.

XVIII, 1 e[d] 4 o[d] è il vin... vi 6 parole ('n)

XIX, 2 che[d]

XXIV, 4 T destro a la terra

XXV, 7 a[d]

XXVII, 2 tu se' vantato? Muto in "ti sei vantato", per coerenza col

