Ermanno Raeli

Chapter 12

Chapter 121,111 wordsPublic domain

Ella dette al cocchiere l'indirizzo di Ermanno. Poichè suo marito doveva essere a quell'ora presso l'amico, ella lo avrebbe fatto chiamare. La carrozza correva rapidamente, intanto che le due donne si tenevano per mano, in silenzio. Allo svoltare da piazza dei Marmi nel corso Alberto Amedeo, la contessa mise il capo allo sportello: un assembramento sbarrava la via. Ad un tratto, Massimiliana sentì tremare la mano che teneva nella sua, vide la contessa ricacciarsi indietro. «Che è?...» E come anch'ella sporse il capo, vincendo la resistenza dell'amica, gettò un grido lacerante.

Il portone era socchiuso, due guardie vi stazionavano dinnanzi, trattenendo la folla. La carrozza s'era arrestata di botto, e Giulio di Verdara aveva aperto lo sportello, dando il passo alla signorina di Charmory. La folla si ritraeva, silenziosa. Rosalia, afferrata una mano del marito, la strinse con una domanda negli occhi. «Respira ancora,» disse questi, ricambiando la sua stretta; «vieni ad aiutarmi...»

Ermanno Raeli, pallido ma sereno in viso, stava disteso sul suo letto, nell'abito nero della sera innanzi. Una coperta era stata tirata fino a mezzo il petto per nascondere le chiazze di sangue, lasciando fuori il braccio destro. Massimiliana di Charmory, sulla soglia della camera, era caduta riversa, senza un grido, senza una parola, nelle braccia della contessa di Verdara e di suo marito.

_Autunno del 1887_

FINE.

LIBRERIA EDITRICE GALLI DI _C. CHIESA e F. GUINDANI_

Galleria Vittorio Emanuele, 17 e 80.

UGO VALCARENGHI

I RETORI

FUMO E CENERE

ROMANZO

_Un bel volume in-16 di circa 100 pagine L. 3,50._

Occorre tutto un dolore di artista moderno, tutto un coraggio, tutto un ideale altissimo del vero e un sentimento vero dell'arte per scrivere un libro come _Fumo e Cenere_.

L'intimo pensiero nostro, quel gran punto d'interrogazione umano pel quale si smaniano, si querelano, e si smarriscono tanti uomini di scienza, obbligati come sono ad indagarlo dalla esterna conformazione dell'uomo; quell'angolo di fango che tutti più o meno possediamo, che l'intelligente non svela per vergogna, che il volgare non sa di possedere, che il furbo tiene con se per interesse, è completamente messo a nudo in _Fumo e Cenere_. Pel Valcarenghi non hanno leggi le ipocrisie umane, non l'ha la menzogna--smaschera tutti, lui! L'Autore di _Le confessioni di Andrea_, romanzo che due anni fa scosse e la critica letteraria e la critica scientifica, non si compiace del nudo se non quando questo nudo è la coscienza umana. Ed è così che il suo nuovo lavoro, assurgendo a opera d'arte sinceramente morale e civile otterrà quel successo che già ottennero i suoi precedenti lavori.

BRUNO SPERANI

NUMERI E SOGNI

SECONDA EDIZIONE

Lire 4.

Nessuno potrebbe mai immaginare, leggendo gli scritti firmati col sonoro ed energico pseudonimo di Bruno Sperani, che egli nasconda un ingegno ed un nome femminile.

Nulla in questi libri di ciò che caratterizza un'opera muliebre; predominio della fantasia, modo di giudicare le cose, gli affetti, le azioni, con sentimentalismi esagerati, morbidezza o nervosità eccessiva di stile e di lingua: nulla. Invece, una larghezza d'idee rara a trovarsi, non solo in una scrittrice, ma anche in uno scrittore, una grande serenità ed una invidiabile superiorità di giudizi, una forza, ed una potenza tutta virile nell'analisi accurata dei singoli caratteri ed una logica stringente, che incalza e risolve gli avvenimenti.

Nel tempo stesso che non troviamo mai descrizioni sfacciate e nauseanti, pure nulla è taciuto, nessuna ipocrisia falsa e sciocca attenua e diminuisce la evidenza e la realtà della vita in questi lavori.

Secondo me, ecco i pregi principali, incontrastabili della valente scrittrice, che le derivano oltre che dell'ingegno, dalla tempra del carattere.

_Numeri e Sogni_, è l'ultimo dei romanzi di Bruno Sperani: sono più di 600 pagine che si leggono da capo a fondo con attenzione, con serietà, senza furia, non come di solito vengono letti i romanzi per seguirne l'intreccio e conoscerne la catastrofe.

Qui non vi è una catastrofe alcuna: il romanzo si svolge e termina logicamente, semplicemente, senza una _ficelle_ o un mezzuccio.

Ora questa fine così elevata, così nobile, così consolante e, a parer mio, così vera, per una mente superiore, dopo le tremende battaglie dello spirito e del cuore, mi pare indovinatissima, e che corrisponda in tutto al sentimento scientifico moderno.

Io credo assolutamente di non errare dicendo, che _Numeri e Sogni_, è uno dei romanzi più fortemente pensati che siano stati scritti in questi ultimi anni.

(Dal _Fanfulla della Domenica_).

NEERA

TERESA

QUARTA EDIZIONE

Lire 2.

.....opera d'arte ell'è certamente. L'acuto ingegno di Neera non ebbe mai forse, prima di questo racconto, vibrazioni d'affetto così felici, tenerezze muliebri così indovinate, quadretti casalinghi di maggior attrattive. Se il giovane Orlandi rimane in seconda linea del quadro fra le nebbie indeterminate del fondo, gli altri personaggi vivono quasi tutti di una vita reale, e spiccano distinti o per la paziente opera miniatrice dello scrittore, o per qualche suo tocco breve ed incisivo che imprime subito il movimento alle figure. La casa dell'esattore dove una parte del romanzo si svolge, di quel terribile signor Caccia che fa tremar moglie e figliuoli col solo aggrottare delle sopraciglia, è descritta nella successione degli anni con magistrale franchezza e con artistica precisione, e noi penetriamo di stanza in stanza sicuri di non sbagliare come fosse una casa che conosciamo e frequentiamo da un pezzo.

Nell'ultimo romanzo della valorosa scrittrice lombarda la vena dell'affetto sovrabbonda, la passione prorompe, la lotta dei sentimenti è vivacissima: ma i freni dell'arte trattengono il soverchiare dell'impeto, e tutto cammina tranquillamente come limpida acqua di fiume. Se talora parrà di scorgere un po' di sconnessione nell'andatura del racconto dite pure che all'autrice tremava per commozione la mano. Evocatrice di fantasmi effimeri, ella è colta per la prima alla pania del proprio inganno e alle torture ineffabili di Teresa ella deve aver pianto di certo: perchè nella ragazza infelice è raffigurata e scolpita tanta parte degli ignorati dolori umani.

(E. Checchi, nel _Fanfulla della Domenica_ del 22 agosto 1886).

NOTA DI TRASCRIZIONE

L'uso dei puntini di sospensione non è uniforme, in presenza di altra punteggiature sono spesso usati due puntini invece di tre. Abbiamo preservato l'uso originale.

Sono stati corretti i seguenti refusi:

Queste sterilizzanti contradizioni iniziali furono[furano] erano molto[molte] connesse, la forma riusciva penosa cui sono condannate[condanate] le tragiche vittime della intanto fra le rinunzie il mio vago pellegrinaggio[pellegrinagggio] per questo[queste] belle in qualche modo ai suoi occhi, Ermanno[Emanno] Raeli aveva un bell'essersi trasformato, aveva guardato un momento un mendicante[medicante], ella era stata[stato] un momento esitante; egli era venuto[venuta] confessando tutto quel che neppure sognare che ella si fosse accorta[accorto] di forza[orza], per la colezione. era seguito, il ritorno del generale von Koptleben[con Koptleben] lui per quelle suggestioni[suggestoni] incoscienti, con un d'un rimorso. Parlare prima, dir tutto[utto] subito vederti...» E l'ansia di ciascuna raddoppiandosi[raddopiandosi] menzogna--smaschera[smachera] tutti, lui! L'Autore di _Le