Part 8
Lunghezza della 5ª Cateratta m. 10000 Altitudine a monte m. 327,500 Id. a valle » 320,-- Media pendenza » 0,700 Celerità di corrente per minuto secondo » 6,500
=4ª Cateratta.=
Fra l'ultimo Rapido di Bahak, che abbiamo descritto or ora e la 4ª Cateratta il corso del Nilo non è più libero che per una distesa da 4 a 5 chilometri, dopo i quali il suo letto offre l'immagine di un cataclisma ciclopico, ove disordinatamente si frammischiano isolotti e roccie. Masse di granito, di porfido e di basalto di ogni dimensione e forma risvegliano l'idea del caos. L'acqua fremendo corre in mezzo a questo pandemonio di chiuse e di roccie con una rapidità vertiginosa: un passo pericoloso è seguito da un altro anche più pericoloso, e non si può quasi concepire come fragili legni possano in un dato periodo avventurarsi tra quelle infinite minaccie di morte. Questa successione di roccie nere e deterse, che costituiscono la 4ª Cateratta, impraticabile durante le acque basse ed assai pericolosa nelle piene, presenta uno spettacolo imponente.
Il tetro silenzio che regna in quei luoghi rotto soltanto dal frastuono dei flutti, l'aridità del suolo circostante e la solitudine vasta e selvaggia di quella plaga concorrono potentemente a colpire lo spirito di ammirazione mista a tristezza.
Benchè la Cateratta non abbia che la distesa di 6 chilometri, tuttavia s'impiegano sei giorni per rimontarla; un chilometro al giorno.
La velocità delle acque in alcuni punti è straordinaria, in altri manca il fondo, o l'alaggio non è possibile per la continuità di roccie a picco, che si distendono lungo canali stretti e profondi; in alcuni punti è necessità il far scivolare le barche o sulla sabbia o sulle roccie.
S'impiegano talvolta fino a 1500 uomini per trascinare barconi per mezzo di alaggio.
A tre chilometri a valle della Cateratta si riscontra una Cascata conosciuta sotto il nome di Cascata di Terai; ma essa può benissimo considerarsi come facente parte della 4ª Cateratta.
La Cascata di Guerendid, che viene in seguito, pone termine alla lunga serie di Cascate comprese fra Amboukol a valle e Abou-Hamed a monte. Fra questi due punti la navigazione si può dire libera durante tutto l'anno.
_Distanze a cui si trova la 4ª Cateratta._
Da Khartoum a monte 706 chilometri Dalla 3ª Cateratta (Hannek) a valle 350 » Da Assouan 1090 » Lunghezza della 4ª Cateratta m. 6000 Altezza a monte » 264,270 Id. a valle » 359,-- Media pendenza » 0,885
=3ª Cateratta di Hannek.=
All'isola di Argo ne succedono altre meno importanti: la più ragguardevole è quella di Wabia che forma la testata della gran Cascata conosciuta sotto il nome di Cateratta di Hannek. Gli approcci di questa gran Cascata sono segnalati da una collina dirupata ed isolata. Dopo Wabia si riscontrano parecchie altre isole.
La catena arabica, che si era notevolmente allontanata dal fiume nelle vicinanze di Dongola, si ravvicina ad Hannek, dove le sue roccie lo attraversano per collegarsi ad Ovest alle colline più avanzate delle montagne libiche.
Durante le acque alte la Cascata di Hannek sparisce, e non si distingue dalle altre parti del Nilo che per una più rapida corrente, che si accentua a Lokoli, il solo passaggio, che conserva il carattere di Cascata abbastanza pericolosa. Tuttavia la metà del letto dal lato Ovest presenta sempre un'alternativa di correnti, di controcorrenti, di vortici e di scogli cosparsi di graziosi e verdeggianti isolotti, che durante la massima magra si possono visitare a piede asciutto.
Quando le acque si abbassano, il Nilo arriva ad Hannek diviso in due grandi rami; quello dell'Est forma quattro canali secondari, mentre quello dell'Ovest non ne forma che tre. Il canale di Lokoli, è il principale, perchè da esso scorre la maggior parte delle acque del Nilo, essendo meno ingombro di roccie e di scogli.
L'aspetto di Lokoli è imponente ed è il solo passaggio di cui si serve la navigazione tanto nel discendere quanto nel rimontare il fiume.
La discesa è vertiginosa, e l'ascesa non può effettuarsi dalle barche a vela, se non aiutate da vento molto favorevole.
La Cateratta di Hannek ha una lunghezza di 6 chilometri e mezzo; la differenza di livello fra il suo principio ed il termine è di metri 3,20 durante le acque alte e di 5 metri e mezzo durante la magra.
Questa Cateratta, che relativamente alle altre ha una debole pendenza, è meno pericolosa della 4ª e se le barche ordinarie provano difficoltà reali a superarla nelle piene, egual cosa non può dirsi dei vapori, i quali, se guidati da un buon pilota, percorrono in poche ore questa Cascata in tutta la sua lunghezza.
Hannek è fra le Cascate del Nilo la più pittoresca per le sue numerose isole verdeggianti e fertili, come sono tutti i terreni porfirici e granitici situati in prossimità dell'acqua; ma, nel vero senso della parola, la Cascata di Hannek può neppure chiamarsi Cateratta.
Prima di giungere a Vady-Halfe il corso del fiume deve superare molte Cascate di minore lunghezza e considerazione, delle quali le principali sarebbero quelle di Chaban, di Kaibar, di Amara, di Dal, di Akacheh, di Okmeh, di Tangour, di Ambigol, Wady-Attir, e di Semneh.
In tutte queste Cascate il fiume forma a monte una specie di bacino strozzato nella parte inferiore del ravvicinamento delle catene arabica e libica e limitato dalle roccie stesse, che insinuandosi nel letto del fiume collegano le due catene di monti.
Le acque un tempo si ammassarono in questi bacini, sintantochè per la loro pressione riuscirono ad aprirsi in vari punti degli aditi che, man mano, mediante la corrosione, seppero allargare.
A valle delle Cascate ora mentovate il letto del fiume si distende; canali più o meno accessibili e varianti per numero corrono in mezzo alle roccie con una velocità, che muta in ragione diretta della differenza di livello tra l'amonte e l'avalle ed in ragione inversa del numero delle breccie, che l'acqua ha potuto effettuare; il tutto poi è incassato fra le sponde del fiume elevantisi dai 40 ai 150 metri sopra il livello delle acque.
_Distanza a cui si trova la 3ª Cateratta._
Da Khartoum a monte Chilometri 1130 Dalla 2ª Cateratta di Wady-Halfa a valle id. 318 Dalla 1ª Cateratta di Assouan id. 666
Lunghezza della Cateratta circa metri 7000-- Altezza a monte id. 222-- Id. a valle id. 216,50 Media pendenza id. 0,853
=2ª Cateratta di Wady-Halfa.=
In tutte le Cascate prese finora in esame il Nilo forma a monte una conca, ossia una specie di bacino strozzato nella sua parte inferiore pel riavvicinamento delle due catene arabica e libica con un sottosuolo che, attraversando il fiume, collega le due catene. Ove il bacino si rinserra, ivi comincia la Cascata.
Le acque accumulandosi un tempo in questi bacini si apersero a poco a poco per la loro stessa pressione degli aditi nella barriera naturale formata dal collegamento delle due catene di montagne, aditi che la corrosione delle acque andò sempre allargando, essendo esse costrette a defluire in un letto serrato da argini elevantisi sul pelo dell'acqua da 40 a 150 metri di altezza.
La Cateratta di Wady-Halfa fa eccezione a questa regola generale per quanto riflette la sua parte superiore.
In essa non si nota alcun ravvicinamento delle due catene fiancheggianti il fiume, le quali gli si mantengono sempre parallele; nessun indizio accenna l'avvicinarsi della Cascata salvo il frastuono delle acque che impetuose s'infrangono fra le roccie. La Cateratta, invece di essere serrata, si espande per una lunghezza e per una larghezza considerevoli, e le roccie che la costituiscono sembrano casualmente emergere sul pelo delle acque, mentre invece esse sono parte integrante di una delle due catene che fiancheggiano il fiume.
Durante le alte acque la maggior parte delle roccie restano sommerse, il che non toglie che la Cateratta di Wady-Halfa costituisca il punto più pericoloso del Nilo, per il che i piloti non ne tentano mai il passaggio con barche cariche anche nelle più grosse piene. Per questi motivi appunto Wady-Halfa veniva scelto come testa di linea di ferrovia pel Soudan.
Dopo il 1885, in seguito alla rivolta di quella regione non potendosi più utilizzare i nilometri di Khartoum e di Bérbera, si pensò ad impiantarne uno a Wady-Halfa sulla sponda destra del fiume. Ma esso è insufficiente, perchè elevandosi soltanto di metri 6,72 al disopra della quota della magra, non può neppure segnare le piene ordinarie le quali in quel punto arrivano a metri 8,30 e raggiungono sino i 9 metri negli anni eccezionali.
Wady-Halfa, villaggio insignificante, ha acquistato dopo il 1885 un'importanza notevole coll'insediamento di un governatorato generale, che abbraccerà l'amministrazione civile e militare della provincia frontiera del Sud dell'Egitto.
Inoltre per misure di sicurezza per la difesa della linea di confine venne a Wady-Halfa creato un campo trincerato con forte presidio anglo-egiziano allo scopo di arrestare i ribelli, ove tentassero di avanzarsi verso il Nord.
Nel discendere il Nilo si riscontra a poca distanza da Wady-Halfa Ibsamboul, celebre per le imponenti ruine de' suoi antichi templi e delle sue statue colossali.
Questi splendidi monumenti scavati nella viva roccia dei monti libici colpiscono il viaggiatore di meraviglia, anche se prima ha visitato Luxor, Karnak, Denderah, Abido e le grandi Piramidi.
Le rovine di Ibsamboul colle enormi loro dimensioni, colle loro ammirevoli e giuste proporzioni, colla finitezza della loro esecuzione attestano in modo evidente quanto fosse il grado di civiltà e di grandezza del popolo che le legò alle presenti generazioni.
Vi sono in seguito, continuando a discendere il fiume, altre rovine ed altri templi dell'epoche dei Tolomei e di Roma, le quali elevandosi sopra le sabbie rompono la scoraggiante monotonia di una regione, che per un percorso di circa 350 chilometri è rattristata dalla inflessibile aridità del deserto, il cui dominio invade peranco le sponde del Nilo.
Ad un terzo della distanza che separa Wady-Halfa da Assouan s'incontra il villaggio di Korosko, che non ha altra importanza tranne quella che, essendo collocato sulla sponda destra del fiume, ha dominio sulla strada delle carovane pel Soudan e su quella che, attraverso al deserto, conduce ad Abau-Hamed ed a Bérbera.
Una vasta pianura precede Kalabhek, luogo destinato, in un giorno forse non lontano, a diventare un punto d'una importanza indiscutibile nell'idrografia del Nilo.
Si tratterebbe di costrurre in quelle vicinanze una gran diga attraverso al Nilo capace di arrestarne il passo a parecchie migliaia di metri cubi d'acqua allo scopo di fecondare tutto il piano di Kalabcheh.
Questa notevole massa liquida verrebbe gradatamente restituita al fiume durante le acque basse, quando cioè il Nilo non è più in grado di dare acqua sufficiente per l'alimentazione dei canali del Delta.
_Distanza a cui si trova la 2ª Cateratta._
Da Khartoum a monte Chilometri 1448 Dalla 1ª Cateratta di Assouan a valle id. 348 Lunghezza della Cateratta metri 1700-- Altitudine a monte id. 138-- Id. a valle id. 120-- Media pendenza id. 1,058
=1ª Cateratta di Assouan.=
Il Nilo, per cinque o sei chilometri prima di costituire la Cateratta di Assouan, è cosparso di isole, isolotti e roccie, che succedendosi a brevi intervalli producono numerose cascate, risalti e ribollimenti assai gradevoli alla vista.
Durante le alte acque questi ostacoli scompaiono in parte e formano altrettante Cascate, che le barche ed i vapori non di grande portata possono agevolmente superare.
Il Nilo prima di superare la sua ultima Cateratta (che è la prima per chi rimonta il corso del fiume) circonda le grandi isole Héasi, di Avvad e di Bega. Ad Est di quest'ultima incontrasi la bellissima isola di Phile, la quale segna il limite estremo della maggior parte dei viaggiatori del Cairo che rimontano il Nilo.
L'isola di Phile è da ogni parte attorniata da brune roccie, e giace in mezzo ad una specie di golfo che all'occhio sembra indicare il limite del Nilo.
Un tentativo infelice venne fatto, quarantacinque anni or sono, per migliorare la navigazione alla Cateratta di Assouan.
A tale scopo si fecero saltare alcune roccie, che ostruivano il passo principale. Questo lavoro ebbe per risultato di approfondire il canale e per conseguenza, aumentando la corrente, si rese più difficile l'accesso. Per fortuna non si andò più oltre; altrimenti se l'esperimento avesse avuto un maggiore sviluppo, sarebbe riuscito esiziale per l'Egitto. I numerosi ostacoli accumulati sopra alcuni punti dei grandi rami del Nilo, e specialmente fra la sesta e la prima Cateratta, per un percorso di 1800 chilometri, sono una delle più belle provvidenze della natura. Gli antichi Egizi consideravano gli ostacoli naturali entro il letto del Nilo come nocivi all'aumento del benessere generale, e quindi causa diretta delle frequenti emigrazioni delle tribù verso il Sud; la scienza moderna invece li ammira, perchè essi servono di complemento indispensabile pel regime delle acque, che ha creato l'Egitto e ne alimenta la fertilità.
I laghi dai quali scende il Nilo, nonchè le paludi del nono grado che attraversa, sono i potenti regolatori che costituiscono le piene regolari; ma l'azione loro sarebbe paralizzata, se essa non avesse per potente ausiliario i numerosi ostacoli naturali che rallentano la rapidità delle acque.
Questi ostacoli, che possono chiamarsi i regolatori complementari del Nilo, trattengono tanto nelle piene, quanto nel periodo di magra, una parte della massa d'acqua che incessantemente si sprigiona dall'equatore e dai monti dell'Etiopia. Senza le Cateratte e senza quel complesso di Cascate, che compensano le differenze di altitudine in alcuni tratti considerevoli nell'alto bacino del fiume sino ad Assouan, il Nilo sarebbe per alcuni mesi un torrente impetuoso e devastatore invece di essere il fiume benedetto e largo di benefizi per quelle regioni cui regolarmente concede il favore delle sue acque.
A differenza delle violente rivoluzioni e distruzioni cui sono soggetti e popoli e città e monumenti anche i più solidi, i fiumi subiscono alterazioni lente, ma continue che modificando il loro regime variano l'aspetto ed i caratteri speciali delle contrade che attraversano.
Il Nilo non va esente da questa legge naturale ed i fenomeni che si osservano nelle roccie delle sue Cateratte, composte di elementi eterogenei, si appalesano per mezzo di violenti corrosioni causate dall'acido carbonico, che il Nilo bianco trascina seco. L'azione di quest'acido carbonico eccitata dal fregamento dinamico dei tanti miliardi di metri cubi d'acqua che da centinaia di secoli si versano dall'Africa centrale nel mare, ha lentamente, ma incessantemente alterato il profilo delle Cateratte, alcune delle quali, consumate ed affrante, da molto tempo scomparvero.
La distruzione incessante e le varianti che ne emersero nel letto del fiume hanno causata la rovina di quelle terre non più visitate dalle acque delle inondazioni. Dei 270 mila chilometri quadrati di terreno nilotico, che esistevano fra Khartoum ed Assouan, 2 mila soltanto possono ancora essere coltivati.
Il rimanente da gran tempo incolto e progressivamente invaso dalle sabbie del deserto è sotto la minaccia continua di essere per sempre perduto per l'industria umana. Questa parte della valle del Nilo è ridotta ad un _minimum_ di popolazione ed i suoi abitanti sono costretti ad un eccesso di lavoro soltanto per irrigare con mezzi artificiali il terreno.
Se le Cateratte non esistessero, farebbe d'uopo il crearle. Esse esistono; ma siccome il tempo ed il Nilo le hanno quasi tutte solcate con numerose, larghe e profonde breccie ed alcune di esse vennero del tutto distrutte, il problema a risolversi si può formolare nel modo seguente:
Ricostituire quelle parti del letto del fiume che vennero distrutte e limitare il numero dei canali che l'acqua si è aperto, coll'ostruirne parecchi allo scopo di elevare il piano d'acqua del Nilo affine di aumentare la vegetazione e la distesa delle terre coltivate minacciate sempre dall'invasione delle sabbie del deserto, e rendere il Nilo navigabile dal Mediterraneo all'Equatore; in una parola, migliorare in quelle regioni, non più visitate dalle acque del Nilo, le condizioni della vita umana.
_Distanza della 1ª Cateratta di Assouan._
Da Khartoum a monte 1796 chilometri dal Cairo a valle 1945 »
Lunghezza della Cateratta d'Assouan metri 5000-- Altitudine a monte » 94,160 » a valle » 89,160 Media pendenza » 1--
=Il Nilo tra Assouan ed il mare.=
Da Assouan al Cairo sopra una lunghezza di 941 chilometri il Nilo scorre attraverso ad una stretta vallata lungo versanti di montagne, o lungo margini di altipiani, la cui altitudine varia tra i 50 ed i 350 metri.
È rigorosamente provato che il regime del Nilo in questo tratto del suo corso era mantenuto, molti secoli addietro, da Cateratte o da Cascate e da un bacino lacustre che hanno cessato di esistere. Quanto al bacino lacustre, la cui esistenza non potrebbe essere posta in dubbio, si trovava ad 840 chilometri al Nord di Assouan, là dove la catena libica forma un'enorme cintura attorniando una depressione del suolo.
I punti più bassi di questa depressione sono oltre 50 metri al disotto del Mediterraneo. Si perviene a questa vasta cinta per mezzo di un burrone formato dallo scartamento di due dei contrafforti, che si trovano più a levante della montagna.
Il burrone fu occupato dal Nilo, allorquando scorrendo ad Ovest del suo letto attuale venne, in remota epoca non precisabile, ad aprirsi un passaggio riempiendo per conseguenza l'intiera depressione di terreno di cui si è fatta parola.
Durante secoli e secoli la notevole massa d'acqua raccolta in lago servì di regolatore, ricevendo dal Nilo le acque delle sue piene, e restituendole al fiume stesso all'epoca della sua magra.
In seguito, sia che il Nilo abbia abbandonato il suo letto primitivo, onde le acque non giunsero più pel canale di derivazione che in una quantità insufficiente, sia che un cataclisma geologico abbia prodotto un parziale sollevamento di suolo nel punto di derivazione delle acque, il bacino lacustre si disseccò gradatamente e pose allo scoperto strati alluvionali, che trasformarono questo luogo, prima deserto, in una oasi fertile ed abitabile.
Questa oasi è la provincia di Fayoum, celebre per il laberinto ed il lago artificiale creati da Amenemba ossia dal Re Meris dei Greci, visitati e descritti da Erodoto, Strabone, Plinio e Diodoro di Sicilia; in seguito vennero distrutti.
A 968 chilometri da Assouan e a 23 chilometri a valle del Cairo il Nilo si divide in due rami ed attraversa l'immensa pianura, che costituisce il Basso Egitto. Il ramo dell'Est ha 236 chilometri di sviluppo; quello dell'Ovest compensa la sua minor lunghezza con vari giri; dimodochè il suo totale sviluppo riesce eguale a quello del ramo orientale.
Sotto i Faraoni e sotto i Tolomei il Nilo si divideva in sette diramazioni, cinque delle quali abbandonate dalle acque poco a poco si colmarono.
Non rimangono quindi che i due rami sopraindicati, il Phatnitico o di Damietta ed il Bolbitico o di Rosetta, i quali portano le acque del Nilo al Mediterraneo.
La forma triangolare del Basso Egitto gli ha fatto dare il nome di Delta, che è formato dalle alluvioni portate dal fiume. Il suo litorale presenta una base di 300 chilometri, limitati a levante dalle rovine di Pelosa, a ponente dalla città di Alessandria.
La superficie totale del Delta colle sue paludi, lagune e dune è di 22276 chilometri quadrati, dei quali la metà soltanto è coltivata.
La spiaggia del Delta avanza gradatamente nel mare specialmente verso le due foci del Nilo e continua a trasportare terra. La media annuale della conquista, che la terraferma fa sul mare per opera del Nilo, è di metri 2,50.
Al culmine del Delta vale a dire nel punto in cui il Nilo si divide in due rami venne costruita un'opera gigantesca di asseragliamento di un'importanza capitale. Di quest'opera chiamata il barraggio del Nilo si terrà parola in altro Capitolo.
Fra Assouan ed il mare il totale sviluppo del Nilo è di 1204 chilometri. In questo percorso le varie sue lunghezze sono le seguenti:
=Larghezza del Nilo.=
+-------------------+---------------+--------------------------------+ | | Fra Assouan | Fra il barraggio e le sue foci | | PERIODI |ed il barraggio+--------------------------------+ | | |RAMO DI ROSETTA|RAMO DI DAMIETTA| +-------------------+---------------+---------------+----------------+ |Maximum delle piene| 2000 metri | 900 metri | 500 metri | |Mezza piena | 1000 id. | 600 id. | 300 id. | |Magra | 450 id. | 450 id. | 200 id. |
Gli antichi Egizi conoscevano l'importanza delle misure del loro fiume ed avevano stabiliti in vari punti dei Fluviometri.
Prima del 1886 i movimenti del Nilo erano registrati:
1º Al nilometro di Elefantina, comunemente detto nilometro di Assouan (945 chilometri a Sud del Cairo);
2º Al nilometro di Rodah (4 chilometri a Sud del Cairo);
3º A quello del barraggio (23 chilometri a valle del Cairo).
I due nilometri, o Mequyas, di Assouan e di Rodah sono graduati in misura egiziana detta _pic_. Il _pic_ è presentemente ragguagliato a metri O,54.
Il nilometro del barraggio porta la graduazione metrica.
Esso è stabilito alla punta Sud del Delta ed è collocato al fianco destro del barraggio (ramo Rosetta); porta due graduazioni distinte l'una a monte e l'altra a valle del barraggio; quest'ultima serve a riconoscere di quanto si abbassi il pelo dell'acqua al disotto della chiusa d'acqua, quando le porte, che costituiscono il barraggio, sono abbassate.
Lo zero ai tre indicati nilometri di Assouan, di Rodah e del barraggio corrisponde alle altitudini di metri 84,160, metri 11,832 e metri 10 al di sopra del livello medio del Mar Rosso, superiore di metri 0,60 al livello medio del Mediterraneo.
La piena del Nilo è forte o debole in proporzione delle pioggie cadute all'Equatore e sopra le montagne dell'Etiopia. Il suo percorso ascendente non è mai soggetto a repentine varianti; subisce soltanto alcune oscillazioni alternate durante la massima magra, che succede nel mese di maggio. Il Nilo comincia il suo movimento ascensionale in giugno. È appunto verso il 20 di detto mese, che si celebra la festa del Nokta (goccia) che indica il principio della piena, che si manifesta al Cairo, osservando le acque che si vestono di un colore verde. Il fiume accentua la sua piena in luglio ed agosto e si mantiene tale in settembre. Qualche volta si è manifestata la massima piena nei primi giorni di agosto. Ma queste piene premature sono eccezioni che non infirmano per nulla la regolarità, colla quale le piene del Nilo si riproducono da migliaia d'anni. Il movimento ascensionale è generalmente più accentuato dal 1º al 20 settembre. Il livello delle acque appare stazionario per pochi giorni e poi il fiume comincia a decrescere, d'ordinario nella prima settimana di ottobre.
La piena è detta _reale_, quando raggiunge il suo più favorevole livello, che è di 22 _pic_ ossia metri 18,50 misurati al nilometro del Cairo. Oltre questo limite l'inondazione riesce sempre disastrosa.
[Illustrazione: PRIMA CATARATTA (RAPIDA) detta di ASSOUAN]
[Illustrazione: CHIOSCO NELL'ISOLA DI PHILE]