# Economisti del cinque e seicento

## Part 7

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E, accioché si possano fare varie sorti di monete di rame, come bagattini e simili, le quali sono usate in alcune cittá d'Italia ed anco fuori, forse per commoditá di una certa spesa che alle volte si fa alla minuta, e perché potrebbe venire il tempo che simili monete si userebbono in molti altri luoghi, ed essendo cosa ragionevole ch'ancor esse siano fatte sotto un sol ordine, e nella loro debita e real proporzionata corrispondenza e concordanza e delli pesi e delli valori, che convenga con le monete e d'argento e d'oro, ho fatto la presente tariffa, nella quale si mostra l'ordine e la regola che si dovrá tenere in fare di solo rame cinque sorti di monete di variati valori, cioè di valore di un bagattino, di 2, di 3, di 6 e di dodici l'una, senza rotti alcuni, né di pesi né di valori. Avvertendo che se ne potran anco fare d'altri valori e pesi per chi piacerá farne, le quali monete si potrebbono fare con bella ed attillata coniatura; imperoché anch'esse resteranno perpetue sí come quelle di oro e di argento, e non si potranno mai guastare per rifarne altre con vantaggi, dovendo esser fatte e mantenute per sempre sotto gli ordini in questo picciolo compendio descritti.

Tariffa per far monete di rame in proporzionata corrispondenza dell'argento e dell'oro. ================================================================ Cinque sorti di monete ------------------------+-------------------+------------------- Ciascuna moneta | | Numero di quante vale bagattini | Ciascuna pesa |ne vadino all'oncia ------------------------+-------------------+------------------- Numero 1 |Denari 1 |Numero 24 » 2 | » 2 | » 12 » 3 | » 3 | » 8 » 6 | » 6 | » 4 » 12 | » 12 | » 2 ------------------------+-------------------+------------------- Numero di quante | Ciascuna libra | ne vadino alla libra | di esse vale | Rame ------------------------+-------------------+------------------- Numero 288 |Soldi 12 |Oncia 1 » 144 | » 12 | » 1 » 96 | » 12 | » 1 » 48 | » 12 | » 1 » 24 | » 12 | » 1 ------------------------+-------------------+------------------- | | Vale |Argento di coppella| Vale d'imperiali ------------------------+-------------------+------------------- Soldo 1 |Oncia 1 |Lire 6 » 1 | » 1 | » 6 » 1 | » 1 | » 6 » 1 | » 1 | » 6 » 1 | » 1 | » 6 ------------------------+-------------------+------------------- La duodecima | | parte di esse è di | Che Fanno | Rame ------------------------+-------------------+------------------- Soldi 10 |Denari 120 |Once 10 » 10 | » 120 | » 10 » 10 | » 120 | » 10 » 10 | » 120 | » 10 » 10 | » 120 | » 10

+-------------------+-------------------- Che vagliono i detti | In |Vi entrano di rame ------------------------+-------------------+-------------------- Soldi 10 | Soldi 120 | Libre 10 » 10 | » 120 | » 10 » 10 | » 120 | » 10 » 10 | » 120 | » 10 » 10 | » 120 | » 10 ------------------------+-------------------+-------------------- Che vagliano le suddette|Argento di coppella|Vagliono d'imperiali ------------------------+-------------------+-------------------- Lire 6 | Once 12 | Lire 72 » 6 | » 12 | » 72 » 6 | » 12 | » 72 » 6 | » 12 | » 72 » 6 | » 12 | » 72 ------------------------+-------------------+-------------------- Ciascuna sorte contiene | | la somma di bagattini |Ciascuna sorte pesa|Ciascuna libra vale 34.560, se ben i numeri | | sono diversi. | | ------------------------+-------------------+-------------------- Numero 34.560 | Libre 120 | Soldi 12 » 17.280 | » 120 | » 12 » 11.520 | » 120 | » 12 » 5.760 | » 120 | » 12 » 2.880 | » 120 | » 12 ------------------------+-------------------+------------------- Che fanno d'imperiali | Oro puro | Vale d'imperiali ------------------------+-------------------+------------------- Lire 72 | Oncia 1 | Lire 72 » 72 | » 1 | » 72 » 72 | » 1 | » 72 » 72 | » 1 | » 72 » 72 | » 1 | » 72

In questa tariffa si mostra il manifesto del rame, ch'è il valore ed il peso, e non occorre far menzione di alcuna sua intrinsica bontade, se bene alle volte ve ne fosse qualche poca; essendoché in far esse monete si adopererá il rame sí come egli è nella sua nativa qualitade, e sará cosí buono l'antico, l'usato e il rotto (quando però sará foso o collato), com'è quello che giornalmente dalle minère si cava.

E cosí col mezo di questi ordini espressamente si mostra che, nel far le dette monete, l'oncia del rame viene necessariamente valutata un soldo, cioè denari 12, e la libra vien valutata soldi 12 d'imperiali, e dieci libre, che sono once 120, vengono valutate soldi 120, che fanno lire 6 d'imperiali, che sono il valore di un'oncia d'argento di coppella, come tutto ciò nella detta tariffa manifestamente si vede. E questo è il vero e real partimento che si dovrá tenere nel far le dette monete.

Le note, che imprimere si dovranno su queste e simili monete, saranno solamente due: la prima delle quali averá due significati, cioè dimostrerá il numero dei bagattini che valerá quella moneta, e parimente quanti denari ella peserá; la seconda denoterá il numero di quante n'anderanno all'oncia, all'oncia però dipendente dal campione della giá detta libra di Bologna. Ma, in quanto dei bagattini e d'ogni altra sorte di simili monete di rame che sinora fatte si trovano, dico che anco esse si dovranno spendere per il suo real valore, avendo però riguardo al loro giusto peso, come se di nuovo fossero state fatte e coniate sotto l'ordine in detta tariffa descritto.

CAPITOLO XXXIV

Essempi per mostrare quanto si è detto sopra il fatto dell'argento giá coniato, e che cosa importa la concordanza tra l'oro e l'argento.

Avendo col mezo delle tariffe e delle cose descritte nel precedente capitolo dimostrato, come credo, qual sia la giusta forma o proporzione tra l'oro e l'argento ed il rame, cosí delli pesi come delli valori, non resterò anco di dare maggior luce con essempi sopra l'argento. Avvertendo però i lettori che in questi essempi tacerò alcuni rotti, sí per non fastidirli, sí perché essi rotti sono di pochissima importanza a moneta per moneta, che restano nelle fatture compresi. De' quali però ne farò menzione e dichiarazione nel capitolo XLI.

Ebbi negli anni passati notizia d'alcune zeche che pagavano l'oncia dell'argento fino circa sei lire d'imperiali; e, ancorché paresse ch'altre lo pagassero a diversi prezzi (il che a me pare non fosse vero, perché tal differenza non era dal prezzo istesso cagionata, ma era o per rispetto delli pesi o piú o meno grevi, o per rispetto delle monete con le quali si comprava, o per altra simil cagione), però, volendo mostrare con quali ordini si sia lavorato, farò un figurato con questi essempi, con dire:

Io figuro che siano stati fatti in alcune zeche quarti, giuli, parpagliole, soldi, sesini e quattrini; nelle quali monete volendo conoscere quanto di fino argento vi sia e quanto rimedio e rame, e quante fatture siano state e siano apprezzate nel corpo e valore di esse, comprendendo anco in dette fatture i detti rotti delle monete, che sono quasi indivisibili a moneta per moneta, com'è detto (quali fatture, se ben le pongo per ferme, ancorché non fossero in osservazione cosí giuste e sotto il calcolo come le propongo, esse però erano cosí in circa, delle quali ne farò anco piú particolar menzione nel capitolo XLII: ma ciò ho detto per mostrare non solo alli giudiciosi, da' quali so che sará sanamente inteso questo ragionamento, ma anco a quelli, che non sono di cosí fatti maneggi a pieno capaci, la veritá di questo fatto, essendoché simili ordini erano e sono anco usati ed osservati nelle zeche di molte cittá e province): dico che, secondo la regola proposta, per ogni libra d'oro misto, ridotto in scudi di finezza di denari 22, che sono once 11 di oro puro, apprezzato lire 72 l'oncia, che ascendono alla somma di lire 792, vi entrano in corrispondenza once 132 d'argento fino. Ma quanto sia differente quello che in luogo delle dette once 132 si piglia e si riceve nel corpo delle monete, di qui si conoscerá. Percioché figuro, com'ho detto, che di una libra d'argento accompagnato, che tenesse di finezza once 11 e denari 8, netti dal rimedio (qual rimedio era ed è questo, cioè che ordinariamente si lasciavano e si lasciano, over si fan buoni a tutti li zechieri per ogni libra di monete di qualunque sorte, o fina o bassa, denaro uno o due o circa d'argento fino; e con ragione, conciosiaché il piú delle volte non si può legare cosí giusto), siano stati fatti quarti numero 41. Delli quali togliendone a peso libre 11 ed once 8, in essi vi sono le dette once 132, che sono libre 11 d'argento fino, e di rame once 8; e sono in tutto essi quarti numero 478. Per le fatture de' quali figuro che il zechiero per concessione ordinaria si sia scontato in essi lire 20 soldi 12, sí che venivano poi valutati per le dette ragioni soldi 34 imperiali l'uno, che sono in somma lire 812 soldi 12. E quali quarti, tassandoli alla rata delle dette once 132 in ragion di lire sei per oncia, ciascun di essi vale soldi 33 denari due o circa d'imperiali, e fanno in somma lire 792.

Figuro che di una libra d'argento misto, che tenesse di finezza once 9 denari 20, netti dal rimedio, siano stati fatti giuli numero 126. Delli quali togliendone a peso libre 13 once 5, vi sono in essi once 132 d'argento fino, e di rame libre 2 once 5; e sono in tutto detti giuli numero 1690-1/2. E per le fatture del zechiero, lire 53 soldi 5, e venivano poi valutati soldi 10 l'uno, che sono in somma lire 845 soldi 5. Ma, tassandoli alla rata delle dette once 132 in ragion come di sopra, ciascuno d'essi giuli vale soldi 9 denari 4 o circa, e fanno in somma lire 792.

Figuro che di una libra d'argento misto, qual tenesse di finezza once 3 denari 20, netti dal rimedio, siano state fatte parpagliole numero 212, delle quali togliendone a peso libre 34 once 6, in esse vi sono once 132 d'argento fino, e di rame libre 23 once 6; e sono in tutto dette parpagliole numero 7314. E per le fatture, lire 132 soldi 5, e venivano valutate soldi due denari 6 l'una, che sono in somma lire 914 soldi 5. Ma, tassandole alla rata del fino che vi è dentro in ragion com'è detto, ciascuna d'esse vale soldi 2 denari due o circa, e fanno in somma lire 792.

Figuro che di una libra d'argento misto, qual tenesse di finezza once 2 denari 22, netti dal rimedio, siano stati fatti soldi numero 420. Delli quali togliendone a peso libre 45 once 3, vi sono in essi once 132 d'argento fino, e di rame libre 34 once 3; e sono in tutto detti soldi numero 19.005. E per le fatture, lire 158 soldi 5, e venivano valutati un soldo integro, cioè denari 12 l'uno, che sono in somma lire 950 soldi 5. Ma, tassandoli alla rata del fino che vi è dentro in ragion com'è detto, ciascuno d'essi vale denari dieci o circa, e fanno in somma lire 792.

Figuro che di una libra d'argento misto, che tenesse di finezza oncia una denari 4, netti dal rimedio, siano stati fatti sesini numero 432. Delli quali togliendone a peso libre 113 oncia 1 denari 12, in essi vi sono once 132 d'argento fino, e di rame libre 102 oncia 1 denari 12; e sono in tutto detti sesini numero 48.870. E per le fatture, lire 429 soldi 15, e venivano valutati denari 6 l'uno, che sono in somma lire 1221 soldi 15. Ma, tassandoli alla rata del fino che vi è dentro in ragion com'è detto, ciascuno d'essi vale denari 3-5/6 o circa, e fanno in somma lire 792.

Figuro che di una libra d'argento misto, che tenesse di finezza denari 22, netti dal rimedio, siano stati fatti quattrini numero 720 e forse meno 24 di detto numero. Delli quali togliendone a peso libre 144, vi sono in essi once 132 d'argento fino, e di rame libre 133; e sono in tutto quattrini numero 103.680. E per le fatture, lire 504, e venivano valutati denari 3 l'uno, che sono in somma lire 1296. Ma, tassandoli alla rata del fino che vi è dentro in ragion com'è detto, ciascuno d'essi vale denari 1-5/6 o circa, e fanno in somma lire 792.

E, quando anco alcuna sorte di dette monete fosse stata fatta di maggiore o minor lega o finezza un denaro o due o circa per ciascuna libra, nondimeno ciò a me poco importa in mostrare e per far conoscere la gran differenza o disproporzione che sia tra una sorte all'altra, nel conteggiarle, in quanto alli valori dati loro; imperoché, quanto al fino, tanto se ne trova esser in una sorte quanto nell'altra, sí come chiaramente nel sommario a capitolo XXXVII si mostra.

CAPITOLO XXXV

Breve discorso sopra le monete, e che si potrebbe anco tôrre l'argento non coniato.

Dalli suddetti essempi si può vedere ch'essendo fatte le monete con simili ordini, cioè che siano cavate le fatture dal corpo di esse e poi, togliendole per li valori cosí dati loro, non si riceve il debito argento fino, qual essere dovrebbe nelle monete in proporzionata concordanza; onde si conosce che, se osservati saranno gli ordini proposti, si piglierá la debita e real proporzione del fino argento, in cambio del giá nominato per lire, soldi e denari, e, se bene si nomineranno lire, soldi e denari, si piglierá con effetto l'argento fino coniato per il suo giusto peso e valore. Ancorché i contraenti si potranno accordar tra loro di pagare con argento non coniato: il che potrebbe forse tornar conto e vantaggio a chi lo pigliasse, che non sarebbe cosí a chi lo desse in pagamento, e forse sarebbe anco utile ad ambe le parti. E tutto quello c'ho detto dell'argento, il simile si dee anco intendere per l'oro.

CAPITOLO XXXVI

Che per l'alterazione delli prezzi dell'oro e dell'argento ne vengono rifatte le monete.

Si viene in cognizione ancora, per le giá dette ragioni, che, alterandosi di tempo in tempo per molte cause i prezzi e i valori di detti preciosi metalli, ne succede che vengono fose di mano in mano molte sorti di monete per farne altre delle medesime leghe, e nel farle vi si fanno entrare nei loro valori nuove soprafatture. Per il che le monete restano piú leggiere, e si spendono poi per i valori di quelle prime, e anco alle volte per maggiori. E, in cosí spenderle, pare che le mercanzie ed altre cose crescano di prezzi, procedendo tutto ciò molte volte dallo sminuito peso, over dagli alterati valori di esse monete, occorrendo anco alle volte che tali monete sono ricusate in diversi luoghi, per non trovarsi nel primo stato loro. Onde veramente si conosce esser cosa necessaria che i danari siano una volta fatti e regolati sott'ordini fermi e certi, nei quali abbiano da esser poi per sempre mantenuti.

CAPITOLO XXXVII

Sommario delli conti delle dette sei sorti di monete, date per essempio.

+-------------+-------+---------+----------------- |In ciascuna | | | |sorte vi sono| |Valor di |Tutte le fatture, Venivano valutati |di fino |L'oncia| tutto |e vi sono tutti li detti |argento. | vale |l'argento|compresi i rotti -----------+------------------+-------------+-------+---------+----------------- Quarti |l. 812 ss. 12 d. -|once 132|lire 6|lire 792|l. 20 ss. 12 d. - Giuli. |» 845 » 5 » -| » 132| » 6| » 792|» 53 » 5 » - Parpagliole|» 914 » 5 » -| » 132| » 6| » 792|» 122 » 5 » - Soldi |» 950 » 5 » -| » 132| » 6| » 792|» 158 » 5 » - Sesini |» 1221 » 15 » -| » 132| » 6| » 792|» 429 » 15 » - Quattrini |» 1296 » -- » -| » 132| » 6| » 792|» 504 » -- » - -----------+------------------+-------------+-------+---------+----------------- Tutt'il | | |a | | valore è di|l.6040 s. 2 d. -|once 792|l.6 l'o|lire 4752|l.1288 s. 2 d. -

Nella detta tavola si vede che once 132 di fino argento, compartite in quarti, si spendono per un valore; ed altretante, compartite in altre sorti di monete, mutano valore in grandissima disproporzione: sí che i cambi tra esse fatti non vengono veramente corrispondenti, avendo riguardo al loro fino. E cosí sta il fatto della maggior parte delle monete di molte cittá e province, nelle zeche delle quali da esse monete sono state e sono cavate le fatture. E da questo essempio si può conoscere se fia possibile conteggiare giustamente per conto delle monete con simili ordini fatte e usate.

CAPITOLO XXXVIII

Breve discorso sopra il detto essempio.

Dico che in libre sei di scudi, quali siano a finezza di denari 22 e che siano di qual peso o valore si vogliano, o da lire 8, o da 7, o da 6 l'uno (come nelle tariffe dell'oro), in ciascuna sorte di essi vi sono once 66 di pur'oro, qual, apprezzato o valutato lire 72 l'oncia, vale in tutto lire 4752. E vi entrano in corrispondenza, in quanto alla real forma, once 792 d'argento di coppella, il qual argento, a lire 6 l'oncia, ascende alla somma delle suddette

lire 4752 soldi -- den. -- Ora, aggiungendovi le fatture con i rotti detti di sopra, che sono » 1288 » 2 » -- -------------------------- fanno la somma di lire 6040 soldi 2 den. --

E, se bene le dette monete venivano valutate delli valori suddetti, cioè per lire 6040 soldi 2, nondimeno, in quanto all'ordine della real tassa, e avendo riguardo al fino di esse per spenderle (conciosiaché i rotti non si possano quasi nominare a moneta per moneta, e che non vi si può far altra tassa), sono solamente di valore di lire 4752.

CAPITOLO XXXIX

Tavola per la quale si conosce quanto argento fino e quanto rame separati entravano nelle dette sei sorti di monete.

+---------+------------------------- Argento e rame uniti, |L'argento| pesano | fino | Il rame ----------------------------------------+---------+------------------------- I quarti |libre 11 onc. 8 den. --|libre 11|libre -- onc. 8 den. -- I giuli | » 13 » 5 » --| » 11| » 2 » 5 » -- Le parpagliole| » 34 » 6 » --| » 11| » 23 » 6 » -- I soldi | » 45 » 3 » --| » 11| » 34 » 3 » -- I sesini | » 113 » 1 » 12| » 11| » 102 » 1 » 12 I quattrini | » 144 » -- » --| » 11| » 133 » -- » -- --------------+-------------------------+---------+------------------------- Il brutto |lib. 361 onc. 11 den. 12|libre 66|lib. 295 onc. 11 den. 12

Si mostra in questa tavola, sotto nome di «brutto», che la quantitá dell'argento e del rame, uniti, delle dette sei sorti di monete date per essempio era in tutto di libre 361 once 11 denari 12, cioè l'argento era libre 66 ed il rame libre 295 once 11 denari 12, e come in essa. Ma qui avvertir si dee che, detratte e levate le dette libre 11, over le giá dette once 132 di fino argento a sorte per sorte di esse monete, vi sopravanzano, in tutta somma, rotti di detto argento, che importano once 80 denari zero grani 9-1/5, e de' quali se ne fará particolar menzione a sorte per sorte nella tavola sopra ciò fatta nel capitolo XLI. Il qual argento di rotti, in quanto al peso, vien compreso nel peso del suddetto rame. E ciò ho descritto solo per mostrare il giusto peso del fino argento e del rame, ch'in dette monete entrava.

CAPITOLO XL

Che non si dispenserá piú alcuna quantitá di rame in far danari, anzi che si estraerá di quello ch'è in opera.

Giá si è mostrato con i detti essempi quanto rame si ponga in opera; e non è dubbio che, continovando gli ordini delle zeche che sono stati sinora usati, se ne adopererá ancora piú. Ma, osservando la forma e regola del _Discorso_, si cercherebbe di lavorare quasi sempre di otto in undeci leghe, ed anco di legare gli argenti bassi con altri argenti fini; e ciò per pagar meno per conto delle fatture, ed anco per non far spesa alcuna in affinarli. Si fonderanno in progresso di tempo alcune monete giá fatte, nelle quali nel tassarle vi saranno rotti vantaggiosi, e particolarmente nell'arte degli orefici per far opere e lavori d'argento ed anco de' dorati; quali, dopo che saranno antichi o rotti, e massimamente i dorati, giungeranno al ceneraccio, dal quale ne verrá poi cavato il rame, che adoprar si potrá in far lavori di getto, quandoché non si volesse affinare. E detti orefici ed altri, che vorranno far alcuna sorte di opere di argenteria, si serviranno piú volontieri delle monete suddette e degli argenti grezi o simili, che pigliare o adoperare delli coniati sotto gli ordini del _Discorso_; e ciò per non perdere le fatture delle monete.

CAPITOLO XLI

Tassa delle suddette sei sorti di monete, in essempio del modo che si averebbe a tenere nel tassare tutte le altre giá fatte.

Con questi essempi si mostra il modo e l'ordine di valutare o tassare tutte le monete sinora fatte, tanto dei suddetti pesi e leghe quanto d'altri e d'altre. Quali monete dalli giudiciosi contisti e dai superiori (avendo però riguardo alle finezze e pesi di esse monete) tassate saranno dei loro giusti valori, imitando questi ordini, ed usando però sempre, nel tassarle, il peso o campione della libra di Bologna.

E prima, quanto alli quarti, ancorché, com'ho detto, vagliano soldi 33 denari 2 per ciascuno, essi si hanno a spendere per soldi 33 imperiali l'uno.

I giuli, ancorché vagliano, com'è detto, soldi 9 denari 4, si hanno a spendere per soldi 9 denari 3 l'uno.

Le parpagliole, ancorché vagliano soldi 2 denari 2, si hanno a spendere per soldi 2 l'una.

I soldi, ancorché vagliano denari 10, si hanno a spendere per denari 9 l'uno.

I sesini, ancorché vagliano denari 3-5/6, si hanno a spendere per denari 3 l'uno.

