# Economisti del cinque e seicento

## Part 36

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F. TRINCHERA, _Di Antonio Serra e del suo libro_, nel vol. II degli _Atti della R. Accademia di scienze morali e politiche_, Napoli, 1865.

T. FORNARI, _Studi sopra Antonio Serra e Marc'Antonio De Santis_, Pavia, 1880.

T. FORNARI, _Delle teorie economiche nelle province napoletane_, tomo I, Milano, 1882.

A. DE VITI DE MARCO, _Le teorie economiche di Antonio Serra_, nel vol. XVIII delle _Memorie del R. Istituto lombardo di scienze_, Milano, 1890.

R. BENINI, _Sulle dottrine economiche di Antonio Serra_, nel _Giornale degli economisti_, Roma, 1892.

PER MONTANARI

G. B. VENTURI, _Elogio di Geminiano Montanari, recitato nel solenne aprimento delle scuole nell'Universitá di Modena il 25 nov. 1790_, nel vol. L dei _Fasti letterari delle cittá di Modena e Reggio_, Modena, 1821.

INDICE

I

L'ALITINONFO DI MESSER GASPARO SCARUFFI REGIANO

DEDICA pag. 3

PROEMIO » 5

CAPITOLO I. Che in tutte le cose fa di bisogno che vi sia ordine e regola. » 7

» II. Che cosa sia oro ed argento puro » ivi

» III. Che cosa sia oro ed argento misto » 8

» IV. Qual si dee intendere oro ed argento puro » ivi

» V. La cagione perché si trova men oro che argento, e qual forma o proporzione si trova tra loro » 9

» VI. Ciò che s'intenda per peso e numero di oro e di argento. » 11

» VII. Il modo col quale si dee osservare la forma ed il numero nell'oro e nell'argento che si ridurranno in monete, accioché ogni persona abbia il suo » ivi

» VIII. Si mostra qual peso si dovrá usare in tutti i luoghi per l'oro e l'argento » 12

» IX. Come tutti gli ori giá coniati si possono ridurre a giusta proporzione nel far pagamenti » 15

» X. Che nel fare i contratti si potrá parlare a libre ed once di oro puro coniato ed a ducati o a scudi; e parimente si potrá dire a libre ed once d'argento di coppella coniato ed anco a lire, soldi e denari » 16

» XI. Come i prencipi potranno affittare le loro entrade a libre di oro puro e di argento di coppella coniati » 17

» XII. Parte del modo che si averá a tenere nel fare la zeca » 18

» XIII. Come venirá rimediato ai disordini che sogliono occorrere per causa delle monete cosí d'oro come d'argento » 19

» XIV. L'ordine che si dovrá tenere in correggere o tassare le monete giá fatte » 20

» XV. Che si escluderanno molti errori che tuttodí seguono a danno di ciascuno » ivi

» XVI. Quattro eccessivi disordini, a' quali verrá proveduto » 22

» XVII. Degli assaggiatori » 23

» XVIII. Regola per la quale si potrá conoscere quant'oro ed argento si piglia da chi riceve danari » 24

» XIX. Tariffe cinque, per le quali si dichiara il modo e la regola che tener si debbe nel far monete d'oro proporzionate in corrispondenza dell'argento » 27

» XX. Discorso sopra le dette tariffe, nel quale anco si mostra l'ordine che si dovrá tenere per fare i conti giusti delle monete d'oro giá fatte, che si troveranno essere piú leggiere o piú grevi di peso delle contenute in esse tariffe » 28

» XXI. Tariffe sette, per le quali si mostra l'ordine che tener si debbe nel far monete d'argento di sette finezze, senza rotti nelle leghe e nel conteggiarle » 29

» XXII. L'ordine delli caratteri o note da doversi imprimere sulle monete cosí d'oro come d'argento » 30

» XXIII. Discorso sopra alcuni particolari delle note » 35

» XXIV. Avvertimenti necessari sopra il fare le monete » 37

» XXV. Breve replicazione, con essempio, di quanto si è detto » 38

» XXVI. Che in qualunque cittadi e paesi si potrá conteggiare d'oro e d'argento coniato, secondo il loro parlare » 39

» XXVII. Tavola, nella quale si mostra la concordanza del parlare a ducati, scudi, lire, soldi o simili, col nominare l'oro e l'argento ad once o a libre, però coniati » 40

» XXVIII. L'ordine col quale si dovrá procedere tanto nello spendere quanto nel ricevere l'oro e l'argento coniato » 41

» XXIX. Che le mercanzie ed altre cose si modereranno nelli prezzi in dipendenza dei giusti valori dati all'oro ed all'argento in monete ridotti; e anco si mostra l'ordine che si dovrá tenere nel contrattare essi preciosi metalli non coniati con i coniati, e che molte dispute si leveranno via » 42

» XXX. Con breve replicazion si mostra esser cosa necessaria che vi sia un sol ordine nel far le monete » 52

» XXXI. Che per causa delle monete si sono alterati li prezzi di molte cose » 53

» XXXII. Tavola fatta in essempio, per far conoscere gli errori che si sono fatti per il tempo passato, e quelli che potrebbono nascere per l'avenire, nel far monete cosí d'oro come d'argento, se non si osserverá la regola dimostrata » 54

» XXXIII. Discorso sopra le dette prove, nel qual anco si mostra qual sia la vera proporzione tra i due preciosi metalli ed il rame » 55

» XXXIV. Essempi per mostrare quanto si è detto sopra il fatto dell'argento giá coniato, e che cosa importa la concordanza tra l'oro e l'argento » 66

» XXXV. Breve discorso sopra le monete, e che si potrebbe anco tôrre l'argento non coniato » 70

» XXXVI. Che per l'alterazione delli prezzi dell'oro e dell'argento ne vengono rifatte le monete » ivi

» XXXVII. Sommario delli conti delle dette sei sorti di monete, date per essempio » 71

» XXXVIII.Breve discorso sopra il detto essempio » 72

» XXXIX. Tavola per la quale si conosce quanto argento fino e quanto rame separati entravano nelle dette sei sorti di monete » ivi

» XL. Che non si dispenserá piú alcuna quantitá di rame in far danari, anzi che si estraerá di quello ch'è in opera » 73

» XLI. Tassa delle suddette sei sorti di monete, in essempio del modo che si averebbe a tenere nel tassare tutte le altre giá fatte » 74

» XLII. Come dal cavare le fatture dal dosso delle monete ne sono nati gran disordini, e che ne occorreranno de' maggiori se non vi si provede » 82

» XLIII. Breve discorso sopra le zeche in universale » 91

» XLIV. Sette capi principali e fondamenti stabili, che riducono il _Discorso_ a perfezione » 92

» XLV. Avvertimenti a' prencipi dell'onore ed utile, che tanto a loro come ai loro popoli ne seguirá, s'essequir faranno le presenti cose » 93

» XLVI. Conclusione del _Discorso_, nella quale si mostra l'ordine che in tutte le zeche tener si dovrebbe per coniare l'argento e l'oro » 97

» XLVII. Dodici utilitadi che ne seguiranno dall'osservazione degli ordini che nel _Discorso_ si contengono » 99

NOTA » 104

TAVOLA che mostra i prezzi degli argenti, secondo le leghe che vengono dimostrate per le toche sul paragone » 105

APPENDICE:

I.--Alli lettori lo stampatore » 111

II.--Breve instruzione sopra il _Discorso_ fatto dal magnifico messer Gasparo Scaruffi per regolare le cose delli danari » 113

III.--Ai lettori il Prospero » 125

IV.--Digressione sopra il capitolo duodecimo dell'_Alitinonfo_ di Gaspare Scaruffi » 127

II

BREVE TRATTATO DELLE CAUSE CHE POSSONO FAR ABBONDARE LI REGNI D'ORO E ARGENTO DOVE NON SONO MINIERE DI ANTONIO SERRA

All'illustrissimo ed eccellentissimo signor il signor don Pietro Fernandez De Castro » 143

PROEMIO » 147

PARTE PRIMA:

CAPITOLO I. Delle cause per le quali li regni possano abbondare d'oro e argento » 153

» II. Delle cause accidentali e accidenti propri » 154

» III. Dell'accidenti communi » ivi

» IV. Dell'accidente commune della qualitá delle genti » 157

» V. Dell'accidente commune del trafico grande » 158

» VI. Dell'accidente commune della provisione di colui che governa » 160

» VII. Che non vi siano altre cause delle predette » 163

» VIII. Comparazione della cittá di Napoli con la cittá di Venezia e Genoa a rispetto delli predetti accidenti » ivi

» IX. Condizioni della cittá di Napoli e Venezia per l'effetto predetto » 164

» X. Come, non obstante le condizioni predette, Venezia abbonda d'oro e argento, e perché » 166

» XI. Come, stante le condizioni di Napoli, sia quella povera di oro e argento » 170

» XII. Comparazione di Napoli con l'altre cittá d'Italia » 176

PARTE SECONDA:

PROEMIO » 177

CAPITOLO I. Se la bassezza o altezza del cambio della piazza di Napoli con l'altre piazze d'Italia sia o possa essere causa dell'abbondanza o penuria di moneta nel Regno » 178

» II. Se, essendo vera l'esperienza che dice, séquiti conclusione vera, che il cambio basso faccia abbondare e l'alto impoverire » 183

» III. Se è vera la esperienza detta di sopra » 185

» IV. Se è vera la ragione che il cambio alto dia guadagno a chi vuol portare denari in Regno per cambio e non in contanti, e per tal rispetto non vengano contanti » 189

» V. Delle prime ragioni e consequenze che deduce dalla altezza e bassezza del cambio, con le cause che non fanno essere denari in Regno » 192

» VI. Della provisione consultata farsi per l'abbondanza di denari in Regno » 193

» VII. Se gli effetti, che dice dover produrre la provisione predetta, siano veri » 194

» VIII. Del banno fatto dal signore conte d'Olivares sopra il bassare del cambio » 196

» IX. Se la provisione o pragmatica predetta di bassare il cambio possea essere impedita da altri prencipi d'Italia » ivi

» X. Se l'entrate che tengono forastieri in Regno con l'industrie e ritratto di mercanzie siano causa della penuria della moneta » 199

» XI. Se contradicea alla giustizia la detta pragmatica » 201

» XII. Degli altri effetti, che dice seguitare da detta pragmatica, se siano veri » 203

CONCLUSIONE DI QUESTA SECONDA PARTE » 205

PARTE TERZA:

PROEMIO » 207

CAPITOLO I. Delli remedi fatti e proposti per fare abbondare il Regno di moneta » 209

» II. Del remedio della proibizione dell'estrazione della moneta » ivi

» III. Del remedio di far correre la moneta forastiera o crescere la valuta » 212

» IV. Delli espedienti proposti come crescere la moneta propria o bassarla di peso o di lega » 216

» V. Della proporzione giusta fra l'oro e l'argento, tanto d'antichi quanto di moderni » 223

» VI. Delli espedienti contra la penuria della moneta in generale » 224

» VII. Della difficoltá o possibilitá delli espedienti predetti » 225

» VIII. Se, non ostante la difficoltá, si possa reparar alla penuria e introdur l'abbondanza » 227

» ultimo.Come si possano facilitare gli espedienti predetti » 228

CONCLUSIONE » 233

APPENDICE » 235

III

LA ZECCA IN CONSULTA DI STATO DEL DOTTOR GEMINIANO MONTANARI

PROEMIO » 239

CAPITOLO I. Che cosa sia moneta, e delle materie con che si fabbrica, e di quanta importanza ne sia l'uso all'umana societá » 243

» II. Della proporzione della moneta alle cose vendibili, considerata universalmente » 255

» III. Dell'alterazione che ricevono i prezzi delle cose dall'abbondanza o raritá delle medesime, data la stessa quantitá di monete nel mondo » 264

» IV. Dell'oro ed argento, e delle antiche e moderne proporzioni di valuta fra loro » 268

» V. Del vero prezzo dell'oro e dell'argento, e come ognuno d'essi è prezzo dell'altro » 276

» VI. Varie cagioni che ponno alterare la proporzione della valuta dell'oro a quella dell'argento » 282

» VII. Delle monete di rame e delle altre d'argento di bassa lega, e loro proporzione con quelle d'oro e d'argento » 285

» VIII. Del valore delle monete paragonate alle lire e scudi di ciascun paese, che sono per lo piú immaginarie » 295

» IX. Che, quando si dice crescer di valore le monete, perché si valutano piú lire o soldi immaginari, piú propriamente si deve intendere che le lire, soldi, scudi immaginari scemino di prezzo » 303

» X. Qual effetto produca la proporzione dell'oro all'argento, male osservata nella valutazione delle monete » 307

» XI. Anche l'abuso di lasciar correr monete scarse di peso per buone produce danno al principe ed a' sudditi, facendo alzar di prezzo le buone » 315

» XII. Danni che dall'alzamento delle monete provengono all'erario del principe ed alle borse de' privati » 319

» XIII. L'introduzione di monete d'oro e d'argento forestiere a maggior prezzo dell'intrinseca loro bontá produce alzamento di quelle del paese » 331

» XIV. L'introduzione di monete basse e forestiere a prezzo maggiore dell'intrinseca bontá cagiona danno ed alzamento alle monete » 339

» XV. Alcune ragioni che producono l'alzamento delle monete, e con esse i danni giá descritti » 344

» XVI. Che alcuni partitanti, nelle proposizioni che fanno a' principi di batter monete, cuoprono il loro interesse e fanno falsamente apparire che dalle loro proposizioni risulti utile non solo al principe, ma a' popoli ancora » 352

» XVII. Per qual cagione le monete in tutti gli Stati si vedono crescere e mai calare di valuta » 357

» XVIII. Regole universali per le zecche, e prima dell'osservar la proporzione piú comune tra l'oro e l'argento » 364

» XIX. Regola seconda. Batter metallo della maggior finezza possibile » 373

NOTA » 381

BIBLIOGRAFIA » 391

