# Economisti del cinque e seicento

## Part 10

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E, per esser dunque i detti preciosi metalli coniati per uso generale, com'è detto, è cosa molto necessaria e di grandissima importanza che per essi vi sia un sol peso ed un sol prezzo generalmente, come se il mondo fosse una sola cittá o monarchia, e fare quell'istesso di detti peso e prezzi in universale come si fa e osservasi delli pesi e misure nelle cittadi in particolare, e non altrimenti di quello che si faccia dei numeri, quali sotto una regola sola servono per tutto il mondo: cosa che non fanno i pesi e le misure particolari delle cittadi, che in generale non servono. Ed ancora fare che li campioni, che per ciò saranno necessari (destruendo ed anichilando affatto qualunque sorte di pesi per l'oro e l'argento finora usati), tutti siano regolati e ridotti sotto il peso del detto campione della libra di Bologna, e con i partimenti di essa nel capitolo VIII giá descritti, e che siano in tutti i luoghi osservati per sempre, cosí nel far la tassa di tutte le monete, come nel ridurre in monete i detti preciosi metalli. E tutto ciò dovrassi fare ed osservare, accioché li contisti ed altri possano per sempre fare i conti loro confronti con un sol ordine e una regola sola per il fatto delle monete, come se ciò fosse stato loro da un sol monarca commesso. Or qui, s'alcun dicesse che fosse cosa impossibile di poter fare ed osservare tutto quello che nel precedente e nel seguente capitolo vien proposto, veramente di gran longa in ciò s'ingannerebbe, per le molte e vere ragioni nel _Discorso_ allegate: e, quando i prencipi possederanno ben questo fatto, conosceranno che ciò non apporterá loro danno alcuno, ma sí ben utile onesto ed onor perpetuo, e tanto per l'interesse particolare quanto per l'universale. Oltreché, i nomi di quelli, che nelle loro cittá e zeche osservare faranno questi ordini, eternamente con gran lode si manteneranno non solo negli Stati e regni loro, ma ancora in tutte quelle parti del mondo ove le loro monete saranno trasportate e spese: imperoché esse saranno in effetto da ogniuno mantenute e conservate per sempre nel loro essere e, tenute in gran considerazione e venerazione; il che veramente sará a perpetua gloria di essi prencipi, che cosí le averanno fatte fare.

Laonde la Santitá del sommo pontefice, la Maestá cesarea ed altri re e prencipi a chi spetta tal impresa, abbracciando questo fatto, potrebbono per legge publica ordinare che tutto ciò osservato fosse. E senza alcun dubbio non sará persona o publica o privata (come cosí tengo per fermo), che non accetti volontieri questi nuovi, veri, reali, facili e cosí utili ordini; conoscendosi che le cose delle monete sono per andar di male in peggio, ed anco perché ciascuno desidera conseguire con effetto nelle monete e d'oro e d'argento la giusta quantitá in peso del puro e del fino, che sia l'integro e real pagamento del suo credito, e non altrimenti. E cosí anco è sempre stata ed è mente delli re, prencipi e signori che da ciascuno sia ricevuto nelli pagamenti tutto quello che di ragione e veramente aver si debbe.

CAPITOLO XLVI

Conclusione del _Discorso_, nella quale si mostra l'ordine che in tutte le zeche tener si dovrebbe per coniare l'argento e l'oro.

Ora, per concludere qualunque mio ragionamento, dico che, volendosi effettuare quanto vien proposto per far la zeca universale, vi hanno da concorrere ed intervenire quattro capi principali necessari, de' quali ciascuno contiene tre parti, da osservarsi unite e cosí tutte insieme, e non altrimenti.

Primo capo, delli prencipi e signori.

La prima parte, ch'appartiene alli prencipi, è che essi in modo alcuno non concedano che siano cavate le fatture dal corpo o dosso delle monete.

La seconda, che facciano imprimere sopra tutte le monete, che per l'avenire si faranno, le note del loro valore, della lega o finezza e del numero di quante ne vadino alla libra, e con l'ordine nel capitolo XXII dimostrato; e che le note del valore abbiano sempre a significare le lire, i soldi e i denari sotto titolo d'«imperiale».

La terza, che facciano provigioni di tempo in tempo, e particolarmente quando si dará principio all'osservazione delli presenti ordini, che tutti quelli, che porranno argenti nelle zeche per farli coniare, debbano ridurre la quinta parte di essi in monete minute, over altra porzione, come a' detti prencipi parerá, e di quelle leghe ch'essi conosceranno esser piú necessarie.

Capo secondo, delli zechieri.

La prima parte, ch'appartiene alli zechieri, è ch'essi avvertiscano di fare che i saggi dell'oro e dell'argento da doversi coniare siano giusti e non scarsi alla lega o finezza che segneranno sopra le monete; il che sará di loro grande onore.

La seconda, che lavorino delle finezze o leghe che si contengono nelle tariffe suddette, ed anco come si dice nelli capitoli XXII e XXIII, per non intervenirvi rotti.

La terza, che compartiscano le monete, cosí d'oro come d'argento, giustamente sotto il peso o campione della libra di Bologna, e non d'altra.

Capo terzo, delli contisti.

La prima parte, ch'appartiene alli contisti, cosí delle zeche come altri, è ch'essi, col mezo delli saggi, bilance e conti loro, riveggano di mano in mano ciascuna sorte di monete, tanto coniate nelle loro cittadi e paesi quanto quelle che saranno portate da diversi luoghi, per conoscere e far sapere alli suoi superiori s'esse corrisponderanno giustamente e saranno conformi alle note che sopra quelle saranno impresse.

La seconda, che tassino le monete sinora fatte, cosí d'oro come d'argento, per il giusto loro valore, avendo sempre riguardo alle finezze e pesi loro, e lasciando a favore di esse monete tutti li rotti che si troveranno essere meno di un quattrino per ciascuna, e adoperando sempre nel fare la detta tassa il campione della detta libra, se ben le monete fossero giá state fatte e coniate sotto qualunque altro peso o campione.

La terza, che debbano fermamente osservare, e per sempre, che in qualunque sorte di monete, cosí d'oro come d'argento, che si conieranno, e nelle giá fatte che si tasseranno, sia fatto il conto ed il calcolo per l'oro puro a ragion di lire 72 imperiali l'oncia, e per l'argento fino o di coppella a ragion di lire 6 l'oncia, e non mai sotto altri valori.

Capo quarto, del publico.

La prima parte, ch'appartiene al publico, è che in tutti li pagamenti ciascuno abbia la sua giusta quantitá in peso dell'oro e dell'argento, in qualsivoglia sorte di monete.

La seconda, che si statuisca che tutti gli instromenti e contratti, o publici o privati, cosí di vendite, doti, livelli, affitti, come altri, che si faranno da ora inanzi, restino chiari per sempre della quantitá in peso dell'oro e dell'argento coniato che si dovrá dare o avere, cioè a ragion di puro e di fino.

La terza ed ultima è che si facciano nuovi campioni proporzionati per le monete cosí d'oro come d'argento, i quali abbiano la loro dipendenza dal detto peso della libra di Bologna e dalli suoi partimenti nel capitolo VIII descritti; e che siano conservati presso il publico, accioché da quelli se ne facciano altri da distribuire per i popoli per servirsene in vedere i debiti pesi delle monete. E, sopra il tutto, il detto peso o campione della libra dovrá esser cosí conservato in tutti i luoghi, e de' quali se ne dovrá tener ottima cura dagli ufficiali di tempo in tempo a ciò deputati; imperoché non occorrerá mai piú calare o crescere le monete di valori, ma solo sará necessario conservarle e mantenerle per sempre nel giusto peso loro.

Laonde manifestamente si conosce che dall'osservazione di tutte le suddette dodici parti succederá che tutti li pagamenti, che per l'avenire si faranno, resteranno perfettamente fatti; e si potrá poi veramente dire che si spenderá per sempre una sola moneta per tutto il mondo.

CAPITOLO XLVII

Dodici utilitadi che ne seguiranno dall'osservazione degli ordini che nel _Discorso_ si contengono.

La prima è che si leverá qualunque occasione di disputa, che potesse nascere nel fare i conti delle monete, cosí d'oro come d'argento, per cagione delle varietá de' valori dati loro sotto diversi titoli; imperoché, nel conteggiarle a ragione di puro e di fino, non v'interveniranno mai rotti alcuni, procedendo tutto ciò dalla forma di uno per dodici e dodici per uno in quanto alli pesi, e del valutare l'oro a lire 72 e l'argento a lire 6 imperiali l'oncia.

Seconda. Non si guasteranno mai piú le monete per rifarle, sapendosi che si getterebbono via le fatture; onde le belle monete de' prencipi per sempre si vederanno.

Terza. Si rimoverá il mal pensiero agli empi monetari di far monete false, perché, facendo i prencipi le loro monete con belli, sottili e ben attesi conii, sará cosa molto difficile e quasi impossibile fare le false della medesima bellezza ed attillatura.

Quarta. Non si toseranno le monete o d'oro o d'argento, percioché, avendosi a pagare o ricevere a peso ed a ragion di puro e di fino, ciascuno cercherá di avere piú tosto le monete giuste che le leggiere o tose: e perciò saranno tenute ed usate le buone bilance ed i giusti campioni. Le quali bilance, al mio giudicio, dovrebbono esser fatte e regolate del modo e con l'ordine descritto dal magnifico e molto reverendo don Giovanni Agostino Panteo, nel capitolo VIII della prima parte dell'opera sua inscritta _Voarchadumia_; benché tutte le bilance giá fatte, che buone e giuste esser si trovano, senza farvi altro, adoperare si doveranno. E perciò non occorrerá mai piú che prencipe alcuno faccia bollare o marchiare sorte alcuna di monete, dopoché saranno uscite dalle zeche, accioché le giuste di peso siano conosciute dalle leggiere: credo ben che ciò sia cosa di poco giovamento.

Quinta. Non potrá mai nascere alcuna differenza nel dare o ricevere danari, imperoché, col mezo delle giá dette note, che saranno impresse sopra quelli che di nuovo si faranno, si conoscerá il loro valore, la lega, il numero ed il peso suddetti; e cosí anco si saprá delli giá coniati, che tassati saranno con l'ordine di sopra dimostrato.

Sesta. Che gli instromenti e contratti o altre memorie, che si faranno, rimaneranno per sempre chiari in quanto alli crediti o debiti; essendoché in essi si nominerá l'oro e l'argento coniato nella forma, valore, lega, numero e peso giá descritti.

Settima. Chi vorrá conoscere e sapere quant'oro o argento coniato si dovrá ricevere per un suo credito di molti anni inanzi creato, ciò si potrá facilmente fare servando quest'ordine. E ne darò un essempio. S'alcuno sará creditore di ducati o fiorini 100 d'oro, quali giá si spendeano per lire 4 soldi 11 imperiali l'uno o circa, che tutti ascendono alla somma di lire 455, ancorché si spendano di presente in molti luoghi per lire 8 soldi 12 o circa l'uno, volendo esser pagato giustamente del suo credito, e non si trovando di quelli da quel tempo per fare tal pagamento, sará necessario che sia sodisfatto in questo modo: cioè che faccia opera di trovare una o due o piú di simili monete per poterle bilanciare e sapere la loro lega, over farne il saggio, e poi col mezo di un contista far vedere di quante n'andavano alla libra; e, quandoché non se ne potessero trovare, per ciò fare fará di bisogno trovare i suddetti peso e finezza col mezo delle zeche di quel paese ove in tal tempo si battevano. E cosí il debitore sará tenuto pagare con tanti ducati o scudi delli correnti, nei quali vi sia altrotanto oro puro a peso quanto n'era in quelli ducati al tempo del contratto; e non si dee avere riguardo al numero o valore delle lire, soldi e denari, col quale si spendono di presente, ma solo si dee aver riguardo alla quantitá del peso dell'oro puro ch'entrava in quelli al tempo della creazione del debito. E, se vorrá pagare con scudi, li pagherá in questo modo: e ne darò un essempio. Se in detti ducati 100 vi fossero state once 12 di pur'oro, fa di bisogno pigliare tanti scudi delli correnti di presente o della balla, o d'altri di maggiore o minor peso, e procedere con quest'ordine: cioè, come sarebbe a dire, in una libra di scudi di finezza di denari 22 si trovano esser once 11 di pur'oro, ed in un'oncia d'essi ne sono denari 22, e ve ne vogliono anco denari 2 di puro d'una parte d'un altro scudo, che saranno once 12 di pur'oro, e peseranno in tutto essi scudi, cioè il brutto e netto, once 13 denari 2-2/11; e in tal modo il debitore pagherá il debito con altrotanto oro puro a peso cosí coniato, e non col numero di lire finora usato. Ed anco, se si pagheranno scudi 108 da lire 8 l'uno, overo scudi 123-3/7 da lire 7 l'uno, overo scudi 144 da lire 6 l'uno, nelle tariffe figurati, sará il medesimo, perché in ciascuna sorte d'essi vi saranno le dette once 12 di pur'oro. E, s'alcuno sará creditore di lire 455, e che al tempo del contratto il debitore si fosse obligato pagarle in tanto oro, e che il ducato fosse valuto lire 4 soldi 11, come di sopra, esso debitore pagherá il medesimo oro per l'ordine suddetto. Il simile avenirá nell'argento. Come per essempio, s'alcuno sará creditore di lire 455 da esser pagate in monete, fará di bisogno trovare una o due o piú monete di quelle sorti che fosse giudicato esso creditore dover avere, e poi col mezo del contista, come di sopra, conoscere la quantitá in peso del fino ch'entrava in tante delle dette monete, che giá ascendeano al valore delle dette lire 455. E, quandoché non se ne potessero trovare, fará di bisogno saper di che sorti di monete si faceano nella zeca della cittá o del paese ove fu fatto il contratto, e di quante n'andavano alla libra, ed in particolare di quelle leghe che fosse giudicato, com'è detto, esso creditore dover avere. E cosí il debitore sará tenuto pagare con tant'altre monete simili di lega o della piú accosta, che in esse vi sia altrotanto di fino argento quanto n'era in quelle al tempo del contratto; e non si dee aver riguardo al numero delle lire, soldi e denari, col quale si spendono di presente.

Ottava. Non saranno rifiutate le monete di luogo alcuno, quando su esse saranno impresse le giá dette note, e l'effigie col nome o impresa di quel prencipe sotto il quale, o di quella cittá nella qual esse monete saranno cosí state fatte; imperoché ciascuno le piglierá senz'alcun sospetto. E perciò ogni prencipe ed ogni republica vorrá restare nell'onorata sua magnificenza, per non cadere in quella giusta censura, cosí santamente in tal proposito dal detto Cassiodoro descritta nel preallegato capitolo: _Omnis quidem utilitas publica_, ecc., la quale è questa: «_Quidnam erit tutum, si in nostra peccetur effigie?_». E similmente tutte le monete, cosí d'oro come d'argento, finora fatte, che tassate saranno con l'ordine nel capitolo XLI dimostrato, accettate saranno indifferentemente da tutte le nazioni: imperoché si piglieranno e si spenderanno solamente per i valori dati loro per la rata del puro e del fino, che in esse ed in ciascuna di loro si troverá essere, secondo la tassa reale ed universale giá detta; la qual potrá esser fatta sotto una regola istessa in tutti i luoghi e paesi, ed in qualunque castello, giurisdizione, cittade e regno. Per cagion della qual tassa persona alcuna, di qual grado o condizione esser si voglia, non potrá giamai in alcun modo restar fraudata ed ingannata in qualsivoglia sorte di pagamenti.

Nona. Che sará lecito a ciascuno tenere presso di sé oro o argento, ancorché non coniato, per poterlo far ridurre in monete, over per farlo lavorare in opere, secondo il suo volere; ma, se si vorrá contrattare, sará necessario avere la fede dell'assaggiatore publico della finezza o lega, ed anco che sia bollato secondo il solito, accioché colui che lo riceverá sappia la sua bontade senza farne altro saggio.

Decima. Si conosceranno, col mezo di questi ordini, molti disordini ed errori occorsi, che occorrono e che occorrere potrebbono nel far pagamenti, per cagion delle monete, cosí d'oro come d'argento, giá fatte e di quelle che si facessero nei modi usati, cioè sotto ordini vari e diversi da una cittá all'altra e da una provincia all'altra, come ho altre volte detto.

Undecima. Non si lavorerá per l'avenire nelle zeche d'altri ori ed argenti che di minère e grezi, o di opere antiche o rotte o simili, e non si rifaranno mai piú i danari. Ed a me pare che il dover voglia ch'ormai si ponga fine a cosí longo abuso del guastare e fondere le innumerabili quantitadi di diverse sorti di monete d'argento e d'oro per rifarne altre. Egli è ben cosa necessaria che tutti li danari finora fatti restino fatti; ed essi, insieme con quelli che di nuovo si faranno, si abbiano da spendere per sempre in tutti i luoghi per li loro giusti e reali valori, cioè sotto l'ordine della giá detta tassa universale.

Duodecima ed ultima. Che tutte le monete, cosí d'oro come d'argento, saranno conosciute da qualunque persona che saprá leggere, ed anco da chi no, per prattica cioè del loro giusto valore, il qual sopra esse sará notato ed impresso; ed il simile intervenirá delle giá fatte, che tassate saranno con l'ordine giá detto. Ne seguirá ancora che gli ori ed argenti, tanto coniati quanto no, si contratteranno con ordini regolati e con ragion fondata, che sará da tutti facilmente intesa.

NOTA

Avvertiscano i benigni lettori che, se nascesse a qualcun di loro alcun dubbio sopra i detti sette fondamenti principali, over per cagion d'alcuni d'essi, e di ciò desideri farsene chiaro, rilegga con matura e diligente considerazione il detto _Discorso_ sopra tali casi; ché del tutto ne resterá, come non dubito punto, non solo sgannato, ma molto ben instrutto. Sottomettendo però sempre questi miei concetti al sano giudicio de' virtuosi, quali con suoi dotti scritti si degneranno di supplire a qualunque diffetto che ne' miei ragionamenti esser si trovasse, quandoché non fosse stato detto tutto quello che intorno a questo sí profondo soggetto dir si potesse; affinché i prencipi ed il mondo insieme apprender possano intieramente i veri termini di cosí gran maneggio, il qual dovrebb'essere da tutti ben inteso e posseduto.

TAVOLA

che mostra i prezzi degli argenti, secondo le leghe che vengono dimostrate per le toche sul paragone.

Perché molte volte occorre comprare o vendere opere fabricate e fatte di argento, overo alcune laminette ed altre simili cose d'argenti di varie leghe o finezze non lavorati, che, per essere di pesi di non molta importanza, a voler farne il saggio, non portano tal spesa; ed anco alle volte, per la bellezza di quei lavori, non si vogliono guastare con levar loro un poco d'argento, onde si sogliono contrattare simili argenti sotto la tocca delle leghe, che sul paragone vengono dimostrate ed al meglio che si può; ed affinché alli compratori ed alli venditori sia piú facile il conteggiare sopra i valori di tali argenti: ho fatto la presente tavola o tariffa, della quale ciascuno potrá servirsene, occorrendo, in fare simili conti. Ed in essa ho descritto 24 sorti d'argenti, cioè di leghe o finezze variate, compresa però la prima, ch'è di coppella; le quali si vengono poi diminuendo di meza lega in meza lega, come nella tariffa si vede. Avvertendo che il fino vien sempre apprezzato e valutato in ragion di lire 6 imperiali l'oncia.

+------------+------------------ | Ed è a | L'argento pesa | finezza di | Vale lib. onc. den. | onc. den. | lire ss. den. ---------------+------------+------------------ 1 -- -- | 12 -- | 72 -- -- -- 1 -- | 12 -- | 6 -- -- -- -- 12 | 12 -- | 3 -- -- -- -- 6 | 12 -- | 1 10 -- -- -- 1 | 12 -- | -- 5 -- ---------------+------------+------------------ 1 -- -- | 11 12 | 69 -- -- -- 1 -- | 11 12 | 5 15 -- -- -- 12 | 11 12 | 2 17 6 -- -- 6 | 11 12 | 1 8 9 -- -- 1 | 11 12 | -- 4 9-1/2 ---------------+------------+------------------ 1 -- -- | 11 -- | 66 -- -- -- 1 -- | 11 -- | 5 10 -- -- -- 12 | 11 -- | 2 15 -- -- -- 6 | 11 -- | 1 7 6 -- -- 1 | 11 -- | -- 4 7 ---------------+------------+------------------ 1 -- -- | 10 12 | 63 -- -- -- 1 -- | 10 12 | 5 5 -- -- -- 12 | 10 12 | 2 12 6 -- -- 6 | 10 12 | 1 6 3 -- -- 1 | 10 12 | -- 4 4-1/2 ---------------+------------+------------------ 1 -- -- | 10 -- | 60 -- -- -- 1 -- | 10 -- | 5 -- -- -- -- 12 | 10 -- | 2 10 -- -- -- 6 | 10 -- | 1 5 -- -- -- 1 | 10 -- | -- 4 2 ---------------+------------+------------------ 1 -- -- | 9 12 | 57 -- -- -- 1 -- | 9 12 | 4 15 -- -- -- 12 | 9 12 | 2 7 6 -- -- 6 | 9 12 | 1 3 9 -- -- 1 | 9 12 | -- 3 11-1/2 ---------------+------------+------------------ 1 -- -- | 9 -- | 54 -- -- -- 1 -- | 9 -- | 4 10 -- -- -- 12 | 9 -- | 2 5 -- -- -- 6 | 9 -- | 1 2 6 -- -- 1 | 9 -- | -- 3 9 ---------------+------------+------------------ 1 -- -- | 8 12 | 51 -- -- -- 1 -- | 8 12 | 4 5 -- -- -- 12 | 8 12 | 2 2 6 -- -- 6 | 8 12 | 1 1 3 -- -- 1 | 8 12 | -- 3 6-1/2 ---------------+------------+------------------ 1 -- -- | 8 -- | 48 -- -- -- 1 -- | 8 -- | 4 -- -- -- -- 12 | 8 -- | 2 -- -- -- -- 6 | 8 -- | 1 -- -- -- -- 1 | 8 -- | -- 3 4 ---------------+------------+------------------ 1 -- -- | 7 12 | 45 -- -- -- 1 -- | 7 12 | 3 15 -- -- -- 12 | 7 12 | 1 17 6 -- -- 6 | 7 12 | -- 18 9 -- -- 1 | 7 12 | -- 3 1-1/2 ---------------+------------+------------------ 1 -- -- | 7 -- | 42 -- -- -- 1 -- | 7 -- | 3 -- -- -- -- 12 | 7 -- | 1 15 -- -- -- 6 | 7 -- | -- 17 6 -- -- 1 | 7 -- | -- 2 11-1/2 ---------------+------------+------------------ 1 -- -- | 6 12 | 39 -- -- -- 1 -- | 6 12 | 3 5 -- -- -- 12 | 6 12 | 1 12 6 -- -- 6 | 6 12 | -- 16 3 -- -- 1 | 6 12 | -- 2 8-1/2 ---------------+------------+------------------

