Don Pietro Caruso

Part 2

Chapter 23,275 wordsPublic domain

C'è tempo, c'è tempo.... Ma, del resto, eccomi a voi. Quali comandi, signor conte?

_Fabrizio_

Nessuna preghiera, don Pietro. Prima di partire, desidero di saldare quel conticino.

_Pietro_

_(giubilante e affaccendato)_ Caro signor conte, voi siete un portento... voi siete un prodigio.... Margherita, una sedia, t'ho detto.... Che cosa fai lì, come una statua?

_Fabrizio_

Non ce n'è bisogno, don Pietro....

_Margherita_

_(tremante e con lo sguardo rivolto altrove per non lasciarsi scorgere, gli avvicina una seggiola.)_

_Fabrizio_

Grazie, signorina.

_Pietro_

_(portando la seggiola presso la scrivania)_ Qui, qui! _(Quasi costringendolo a sedere)_ Accomodatevi, ve ne prego.

_Fabrizio_

Sì, ma non perdiamo tempo.

_Pietro_

Eh, che volete! La sorpresa... il piacere.... Voi non potete immaginare come arrivate opportuno.... _(Sedendo dall'altro lato della scrivania)_ La manna nel deserto!... E tu, Margherita, non salti dalla gioia?

_Margherita_

_(tenta di sorridere.)_

_Pietro_

_(a Fabrizio)_ È commossa. Vedete, non ho vergogna di dirvelo: senza di voi, oggi, io e lei avremmo passata la giornata così... a bocca asciutta.

_Margherita_

_(siede presso la tavola, a lavorare all'uncinetto, sempre perplessa, sofferente, con le orecchie tese.)_

_Fabrizio_

Cioè, a bocca asciutta, no, perchè questa è una bottiglia di Cognac.

_Pietro_

Posso offrirvi? _(Ne versa nel bicchierino.)_

_Fabrizio_

Grazie, no.

_Pietro_

Alla vostra salute! _(Beve e tossisce.)_

_Fabrizio_

Non bevete, don Pietro; dobbiamo parlare di affari.

_Pietro_

Per me, oramai, è come l'acqua. Sono all'ordine, io. _(Apre un registro sulla scrivania.)_

_Fabrizio_

_(cava di tasca qualche carta. -- Piano:)_ Vorreste pregare la signorina di allontanarsi un poco?

_Pietro_

_(forte)_ Oh, non vi preoccupate! Quella lì non ci disturba.

_Margherita_

_(subito)_ No davvero.

_Fabrizio_

Tuttavia....

_Pietro_

Niente, niente. Lasciatela stare.

_Fabrizio_

_(malvolentieri)_ Come volete.

_Pietro_

Il conto completo delle spese fatte nella settimana precedente alle elezioni ve lo mandai martedì, e, se non sbaglio, è quello che avete in mano.

_Fabrizio_

Perfettamente.

_Pietro_

E dovete convenire che, fra tutti i vostri collaboratori elettorali, don Pietro è stato il più economico.

_Fabrizio_

Economico, così così.

_Pietro_

Oh! oh! Mi date un dolore....

_Fabrizio_

Veniamo al _quatenus_, se non vi dispiace.

_Pietro_

Veniamoci.

_Fabrizio_

Secondo la vostra noticina, la somma che vi versai il giorno sette fu tutta esaurita.

_Pietro_

I cento voti che vi promisi li avete avuti sì o no?

_Fabrizio_

Va bene, li avrò avuti.

_Pietro_

E la neutralità di quel camorrista di Attanasio Belfiore dovevo o non dovevo ottenerla a qualunque prezzo?

_Fabrizio_

Ma va benissimo....

_Pietro_

Le carrozze che servirono a portarvi tutti gli elettori sciancati e paralitici, dovevo o non dovevo pagarle?

_Fabrizio_

_(spazientito)_ Ho capito, don Pietro, ho capito....

_Pietro_

E non lo sapete che feci risuscitare otto morti affinchè venissero a votare per voi?

_Fabrizio_

O Dio, don Pietro, finiamola!

_Pietro_

Volevo ragionare, volevo.

_Fabrizio_

Ma che ragionare! Abbiamo assodato che quella somma fu esaurita?...

_Pietro_

Sissignore.

_Fabrizio_

E non ne parliamo più. C'è stata qualche altra spesa che per caso abbiate dimenticata?

_Pietro_

Siete d'una delicatezza degna del nome che portate. Un momentino. _(Legge nel registro, mormorando:)_ «Conte Fabrizio Fabrizii... Conte Fabrizio Fabrizii... Conte Fabrizio Fabrizii»... _(A lui)_ Nessun'altra spesa, signor conte. _(Altero di questa sua risposta)_ Cheh!... Questo significa aver le mani pulite!

_Fabrizio_

_(si stringe nelle spalle)_ Sicchè, ora non mi resta che compensarvi di tutto ciò che avete fatto per me. Se il risultato non è stato quello che voi più di tutti mi facevate sperare, io non ve ne serbo rancore. Anzi... desidero di remunerarvi largamente... molto largamente....

_Pietro_

_(il cui volto s'irradia)_ Signor conte!

_Margherita_

_(ascolta impallidendo.)_

_Fabrizio_

... Anche perchè... mi avete resi tanti altri favori....

_Pietro_

Servigi sempre.

_Fabrizio_

... e il vedervi, proprio ora, ridotto in queste condizioni....

_Pietro_

Agli estremi! agli estremi!

_Fabrizio_

... mi rattrista, mi fa male....

_Pietro_

Troppo buono!

_Fabrizio_

Sì, voglio lasciarvi _(sottolineando le parole, affinchè Margherita comprenda)_ una grata memoria di me; e, uscendo da questa casa, voglio sapervi lieto, voglio sapervi felice... insieme con la vostra figliuola.

_Pietro_

_(inebriandosi)_ Non senti, Margherita?

_Margherita_

_(cui manca la voce)_ Sì, sento, babbo.

_Pietro_

_(a lui)_ È commossa.

_Fabrizio_

Ma intanto... ho da chiedervi un ultimo piccolo favore.

_Pietro_

Ordinate.

_Fabrizio_

_(pianissimo)_ Voi, di certo, non avrete distrutte alcune lettere mie riguardanti qualche affaruccio,... In esse non c'è nulla di grave... Nondimeno,... se me le renderete, io, francamente,... starò più tranquillo.

_Pietro_

_(abbassando la voce più di lui)_ Mi offendete.

_Fabrizio_

Via, don Pietro, ci conosciamo....

_Pietro_

Io non so che cosa intendiate dire, ma,... per non contrariarvi... _(apre un cassetto della scrivania, e cerca)_ obbedirò. _(Dandogli un pacchetto di carte)_ Ecco le vostre lettere.

_Fabrizio_

_(dopo averle contate)_ Oh, bravo! Così mi piace! _(Si alza.)_

_Pietro_

_(con premura e smarrimento)_ Come!! Ve ne andate?

_Fabrizio_

_(amaro e fiero)_ Adesso siete voi che offendete me!

_Pietro_

Eh! Potrei rispondere alla mia volta che... ci conosciamo....

_Fabrizio_

Siete un impertinente!

_Pietro_

_(mutando)_ Ma appunto perchè ci conosciamo, io ho piena fiducia nella vostra parola.

_Fabrizio_

_(contenendosi)_ Ciò non mi commuove che mediocremente. Sorvoliamo. _(Pausa. -- Cavando fuori una busta)_ Questa busta è per voi.

_Margherita_

_(più che mai inquieta, guarda con la coda dell'occhio.)_

_Pietro_

_(avidamente tende le mani.)_

_Fabrizio_

Prima di prenderla, però, voi mi dovete promettere, mi dovete giurare che non sciuperete questo danaro per i vostri vizii e per le vostre solite stravaganze. _(Con gentilezza e con sincera bontà)_ Vi parlo da amico, don Pietro. Ricordatevi che avete una figliuola grande e che tutto ciò che sperperate è tolto a lei, verso cui avete dei sacri doveri.

_Pietro_

_(umilmente)_ Nella vostra voce c'è qualche cosa di buono e di affettuoso a cui non sono abituato. Ve ne ringrazio, signor conte... E io vi giuro sul mio ono... _(s'interrompe, mortificato; indi, si corregge)_ vi giuro... sull'onore di Margherita....

_(Come per un fluido magnetico, s'incontrano gli sguardi, furtivi, di Margherita e di Fabrizio_.)

_Pietro_

_(continuando)_... che questo danaro, dal quale sottrarrò appena quel poco che è necessario alle esigenze momentanee, sarà conservato, scrupolosamente... per lei.

_Margherita_

_(si leva, frenandosi e parlando senza fiato)_ No, babbo.... Io... non potrò mai permettere che....

_Pietro_

_(con giocondità)_ Silenzio, tu! Quello che potrai permettere lo saprai più tardi.

_Fabrizio_

A voi, don Pietro. _(Gli consegna la busta.)_

_Pietro_

_(col cuore palpitante apre la busta e subito il suo volto si anima e i suoi occhi brillano di stupore e di ebbrezza.)_ Signor conte!... Che cos'è questo?!... Ma io sogno!... Io non merito tanto! _(Mostrando con la mano in alto, in preda ad una gioia pazza, i biglietti di banca)_ Margherita! Margherita!

_Margherita_

_(si sorregge alla tavola.)_

_Pietro_

_(spaventato)_ Margherita!... Figlia mia!... Tu sei pallida....

_Margherita_

_(ritrovando la forza nella sovraeccitazione)_ Babbo, tu non devi accettare quel danaro!

_Pietro_

Non devo accettarlo? O scherzi, o impazzisci!

_Fabrizio_

Non le date retta, don Pietro!

_Margherita_

_(gridando)_ Non devi, non devi accettarlo!

_Pietro_

_(dilatando le pupille)_ Non devo accettarlo? _(Invaso dal dubbio atroce)_ Ma perchè?... Ma perchè?... _(Un silenzio.)_ Margherita? Parla, parla: perchè non devo accettare il suo danaro?...

_Margherita_

Non lo hai ancora compreso?! Ebbene, te lo dico io....

_Pietro_

Parla!

_Margherita_

_(prorompendo)_ Perchè esso è il prezzo della mia colpa....

_Pietro_

_(disperatamente, gettando via il danaro)_ No!

_Fabrizio_

Tacete, Margherita!

_Margherita_

Perchè esso è il prezzo del mio peccato....

_Pietro_

No! No!

_Margherita_

_(con lacerante veemenza)_ È il prezzo del mio povero amore, del mio amore sciocco e insensato, ed è ciò che egli paga, intendi?, è ciò che paga a me e a te per avere il diritto di licenziarmi come si licenzia la serva di cui non si ha più bisogno!

_Pietro_

_(alla figlia, sentendosi strozzare dal dolore e dall'ira)_ Esci.... Esci di casa mia.... Esci.... Vattene... Mi fai ribrezzo!....

_Margherita_

Babbo!

_Pietro_

Mi fai ribrezzo!... Vorrei essere cieco per non vederti, vorrei essere sordo per non udire la tua voce. _(Terribile)_ Esci!

_Fabrizio_

Vi prego, don Pietro....

_Pietro_

Non parlo con voi, signor conte. _(A Margherita)_ Esci! _(Restano tutti e tre qualche momento in silenzio, come paralizzati.)_

_Margherita_

_(lenta e dimessa, singhiozzando, si avvia per uscire.)_

_Pietro_

_(con un impeto subitaneo)_ No, aspetta! _(Supplichevole)_ Aspetta! _(Pausa.)_ Te ne andavi davvero, eh?... Dove andavi?... _(Sottovoce)_ Le strade sono piene di pericoli... e, tra poco... _(avendone un brivido)_ sarà notte.... _(Poi, rivolgendosi risoluto a Fabrizio)_ Signor conte, voi non mi lascerete così la mia figliuola.

_Fabrizio_

_(cortese)_ Don Pietro, innanzi a lei non possiamo parlare liberamente.

_Pietro_

È giusto. _(A Margherita)_ A te: hai inteso?

_Margherita_

Sì.

_Pietro_

_(la prende per un braccio, e, con lieve violenza, la conduce verso la porta a sinistra, parlandole all'orecchio concitatamente:)_ Mi hai confessato tutto?

_Margherita_

_(sempre singhiozzando)_ Tutto.

_Pietro_

Non hai altro da dirmi?

_Margherita_

Niente altro.

_Pietro_

Non hai conosciuto che lui?

_Margherita_

Lui! Lui!... Il solo! _(Via.)_

SCENA IV.

PIETRO E FABRIZIO.

_Pietro_

_(chiude l'uscio, raccoglie i biglietti e li porge a Fabrizio in atto quasi di preghiera.)_ Riprendete, signor conte....

_Fabrizio_

_(pazientemente, scrollando il capo, intasca i biglietti.)_

_Pietro_

Ora, potrete rispondere. Voi non me la lascerete così la mia figliuola.

_Fabrizio_

Don Pietro, io non vi capisco.

_Pietro_

_(tutto tremante nella voce)_ È tanto semplice, è tanto naturale, è tanto chiaro....

_Fabrizio_

Gli è che siete troppo eccitato. Parleremo con più calma un'altra volta.

_Pietro_

Ma qui non si tratta d'un qualche affare che riguardi voi e me. Qui si tratta di lei, della mia creatura,... infame sì, ma sventurata.... E noi non abbiamo il diritto di prolungarle questi momenti d'angoscia.... Parleremo adesso, signor conte.

_Fabrizio_

_(rassegnato, siede.)_ E parliamo.

_Pietro_

Voi, da quel galantuomo che siete, non negate, non potete negare che la mia creatura, quando ha conosciuto voi, era una ragazza onorata.

_Fabrizio_

Non lo nego.

_Pietro_

Non potete negare che la sua confessione... quella che le è uscita di bocca un momento fa... è stata veritiera.

_Fabrizio_

Non nego neanche questo.

_Pietro_

E dunque, ragioniamo: la responsabilità di chi è?

_Fabrizio_

Di tutti e due, perchè Margherita non è più una bambina e io non sono nè un seduttore, nè un ingannatore.... Ci siamo amati, ci siamo piaciuti, siamo stati deboli, imprudenti.... Non dovrei parlare così, ma voi mi ci costringete. Ognuno di noi due ha la sua parte di responsabilità.

_Pietro_

Ah, già! _(Animandosi dolorosamente)_ Responsabile il maschio, responsabile la femmina! La natura umana è uguale per tutti, come la legge. Senonchè, questa eguaglianza finisce dove finisce il peccato e dove comincia la pena. La responsabilità è comune, sissignore, ma la femmina sconta la sua debolezza con la vergogna di tutta la vita, e il maschio la sconta con alcune migliaia di lire o, qualche volta, solamente con un'alzata di spalle. Ecco l'uguaglianza della natura umana! _(Pausa.)_ Signor conte, io sono e sono stato sempre una persona orribile, perchè, nascendo, ereditai, insieme con un po' di triste ingegnaccio, tutti i germi che man mano si sviluppano per ammiserire un uomo. Pure, un giorno, dopo un momento di brutalità, quando mi trovai dinanzi una povera donnetta che non aveva commessa altra colpa che quella a cui io l'avevo trascinata, sentii il desiderio e la necessità di farne mia moglie. _(Con tenera soavità)_ Mi visse due anni, e furono i più lieti della mia esistenza.... Non sentite lo stesso desiderio, la stessa necessità, voi, che siete una persona sana e virtuosa?

_Fabrizio_

Ma come c'entra tutto questo? Io non comprendo come voi, che, in fondo, siete un uomo assai intelligente, mi possiate chiedere sul serio ch'io sposi vostra figlia. Il suo caso mi sta a cuore più che non crediate. Le ho voluto bene veramente e ancora gliene voglio, ancora mi piace.... Mi separavo da lei per evitarle... guai peggiori. Prontissimo a qualunque accomodamento, ma sposarla?!... sposarla?!

_Pietro_

Sposarla, s'intende!

_Fabrizio_

Via, non scherziamo. Io non sono un uomo superiore, e non aspiro ad esserlo. Se la società in cui viviamo è fatta male, volete che la rifaccia proprio io?

_Pietro_

Sposare una ragazza che vi si è data anima e corpo significa rifare la società?

_Fabrizio_

Significa sfidarla, il che è più pericoloso.

_Pietro_

La sfidereste se non foste sicuro dell'onestà di lei.

_Fabrizio_

Ma non devo esserne sicuro io; ne devono essere sicuri gli altri.

_Pietro_

Il vostro nome è una garanzia.

_Fabrizio_

Il mio nome esige precisamente ch'io dia conto agli altri della rispettabilità di mia moglie.

_Pietro_

E allora a che serve un nome come il vostro se esso non è la marca di fabbrica che può garantire la rispettabilità della donna a cui lo date?

_Fabrizio_

Don Pietro, voi mi obbligherete a dirvi delle cose molto crudeli....

_Pietro_

Ma dite, dite....

_Fabrizio_

Voi dimenticate o fingete di dimenticare la circostanza più importante.

_Pietro_

La circostanza più importante è che quella ragazza è rovinata.

_Fabrizio_

La circostanza più importante, la circostanza che esclude le speranze, le discussioni e i cavilli, don Pietro, è che essa è....

_Pietro_

_(intuendo)_ Zitto, per carità!

_Fabrizio_

_(vibratamente)_... è che essa è _vostra figlia_!

_Pietro_

_(colpito e annichilito, non può pronunziare una sillaba.)_

_Fabrizio_

_(alzandosi)_ Tutto sommato, è bene che voi abbiate udito il suono di queste parole. Ma io vi domando: se anche amassi Margherita sino alla follia, in che modo potrei distruggere tutto ciò che le sta d'intorno, in che modo potrei annullare il vostro passato, il vostro presente, tutta la vostra vita, tutto il discredito -- per non dir di peggio -- della casa in cui ella è nata ed è vissuta? Sì, vi scalmanate in favore delle donne.... Ne sposaste una probabilmente perchè essa non aveva per padre un uomo come voi e perchè voi non avevate niente da perdere e niente da sacrificarle. Ma per vostra figlia, che avete saputo fare?

_Pietro_

_(oscillando da capo a piedi come preso dalla paura)_ No, no, non continuate, non continuate....

_Fabrizio_

Fra questi medesimi muri, che mi accoglievano di nascosto, io avevo visto le cose più strane e più equivoche. Venivo qui quando volevo. Trovavo una fanciulla sola, sempre sola, disfatta dalla noia e dalla malinconia, inutilmente desiderosa di una vita attiva e proficua, abbandonata a sè stessa....

_Pietro_

_(quasi vedesse il triste quadro con le sue pupille dilatate e fisse)_ È vero!

_Fabrizio_

... senza una risorsa, senza un sollievo....

_Pietro_

È vero!

_Fabrizio_

... disposta a preferire qualunque lotta, qualunque rischio e financo la perdizione all'ozio lugubre del suo carcere. Nessuna traccia dell'autorità e dell'affetto paterno ci frenava, ci tratteneva, ci correggeva; nessun ostacolo si opponeva a me, nessuno a lei.... E mentre la solitudine contribuiva ad aumentare gli scoraggiamenti e le insidie nell'animo della vostra figliuola, che facevate voi, don Pietro?... Dove eravate?... Dove eravate?

_Pietro_

_(sfinito, esausto, parlando a stento)_ Basta, basta, per pietà.... Non ho più la forza di ascoltarvi.... Avete ragione.... L'avaro losco, che nasconde il suo tesoro in un pozzo senza fondo, non lo ritrova e non ha il diritto di ritrovarlo.... Avete perfettamente ragione.... Ma non mi tormentate più.... Mi aspettano ancora tante torture.... Concedetemi una tregua... e concludiamo il nostro colloquio.

_Fabrizio_

_(con affabilità contenuta)_ La conclusione è che Margherita potrà sempre contare sul mio affetto. Credevo di giovarle rompendo ogni legame e facendole indirettamente... una mia doverosa offerta. Ma io come io non desidero che di continuare ad essere per lei... quello che sono stato sinora, assumendo l'impegno... di provvedere alla sua vita, senza restrizioni.

_Pietro_

_(come ebetito)_ Questa è la vostra proposta?

_Fabrizio_

Questa.

_Pietro_

Siamo intesi. _(Un silenzio.)_ _(Un'idea tremenda gli occupa d'un subito il cervello.)_

_Fabrizio_

A rivederci, Don Pietro

_Pietro_

Riceverete a casa la risposta di mia figlia, fra pochi minuti.

_Fabrizio_

Come vi accomoda. _(Fa per andare.)_

_Pietro_

Non volete neppure stringermi la mano?

_Fabrizio_

_(torna, porgendogli la destra)_ Ma sì.

_Pietro_

_(gliela stringe e gliela trattiene)_ E non lo dimenticate questo saluto.

_Fabrizio_

Perchè?

_Pietro_

Perchè... se Margherita vi dirà di sì.... Don Pietro andrà a fare il galoppino... nell'altro mondo.

_Fabrizio_

Non dite scioccherie!

_Pietro_

A voi sembra assurdo che un uomo della mia qualità non abbia il coraggio di assistere alla... _discesa_ della sua figliuola?... _(Lugubre)_ E intanto è così, signor conte, è proprio così.

_Fabrizio_

Vedrete, vedrete. Accomoderemo le cose in maniera che....

_Pietro_

... che tutti saranno soddisfatti?

_Fabrizio_

Precisamente.

_Pietro_

E io non ne dubito.

_(Un breve silenzio.)_

_Fabrizio_

Di nuovo, a rivederci, don Pietro....

_Pietro_

Sì, sì, a rivederci.

_Fabrizio_

_(esce.)_

SCENA ULTIMA

PIETRO E MARGHERITA.

_Pietro_

_(si stringe le braccia, incrociate sul petto, come per una sensazione di morte. Vede la bottiglia di Cognac. L'afferra, e beve. Tossisce. Si alza a guisa di uno stordito. Si accosta alla porta della camera dov'è Margherita, e mette l'occhio al buco della serratura. Poi, guardingo, tremando, apre un cassetto della scrivania, ne cava una rivoltella. Nasconde l'arma nella giacca. Ciò fatto, con accento per quanto gli è possibile fermo, chiama:)_ Margherita! Margherita!... Margherita!

_Margherita_

_(comparisce cogli occhi rossi, ansiosa, timida.)_

_Pietro_

_(cercando di dissimulare il colmo dell'orgasmo e parlando con solennità, cui mal s'addicono la voce tremula e la pronunzia alquanto debole)_ Margherita, ho ragionato a lungo col conte Fabrizii, e ci siamo detto... tutto ciò che potevano dirsi due uomini nelle nostre condizioni. Il risultato del colloquio è il seguente: Egli non può sposarti, e non ti sposerà. Su questo, niente da osservare.... La figlia di Don Pietro Caruso non si sposa. _(Pausa.)_ Ma c'è, in compenso, una sua proposta... di altro genere. Il conte Fabrizii, per mezzo di tuo padre, ti propone di essere la sua... la sua amica, come sei stata sino ad oggi; e ti offre, senza restrizioni, il suo appoggio. Vedi che son riescito a dire con disinvoltura e con garbo quello... che, probabilmente, nessun padre avrà mai detto a una figlia! _(Pausa.)_ Ora, Margherita, sei tu che devi decidere. Su, dunque! Animo!... Animo!... Che decidi?

_Margherita_

_(vorrebbe, ma non osa guardarlo, nè rispondere. È pallidissima.)_

_(Un silenzio.)_

_Pietro_

_(fissandola acutamente e penosamente)_ Rispondi, Margherita.... Rispondi. _(Pausa.)_ _(Quasi con energia)_ Che decidi?

_Margherita_

_(abbassa il capo.)_

_Pietro_

_(trepidante, le si avvicina, e, tuttora fissandola, le solleva delicatamente il capo, costringendola a sentirsi in faccia lo sguardo di lui.)_

_Margherita_

Babbo....

_Pietro_

Avanti!

_Margherita_

_(a un tempo umile e risoluta)_ Io l'amo!

_Pietro_

_(ne ha una tremenda stretta al cuore; ma si padroneggia.)_ E sta bene. Non è necessario di aggiungere altro. Egli aspetta la tua risposta. Te la dètto io. Scrivi.

_Margherita_

_(sospesa, timorosa, non si muove.)_

_Pietro_

_(con cupa violenza)_ Ti ordino di scrivere!

_Margherita_

_(automaticamente, siede presso la scrivania, e si dispone a scrivere.)_

_Pietro_

_(ridiventando mite)_ Poche parole, ma compendiose. Scrivi, scrivi. _(Dettando:)_ «Accetto la vostra proposta»... _(Pausa. -- Con un intimo avanzo di speranza)_ Hai scritto?

_Margherita_

Sì.

_Pietro_

_(sente la condanna che è in quel SÌ, e continua a dettare:)_ «L'accetto... _imperciocchè_ vi amo e fido ciecamente in voi»... Se sei abituata a dargli del tu, correggi! _(Dètta:)_ «Vi prego di venire appena avrete ricevuta questa lettera... _imperciocchè_... urge la vostra presenza».... _(Ancora un lampo di speranza)_ Hai scritto?

_Margherita_

Sì.

_Pietro_

_(sente ribadire la condanna; le forze gli mancano, si piega un istante sul tavolino; ma di nuovo si padroneggia e si solleva.)_ Benissimo. Firma, chiudi e mettici l'indirizzo.

_Margherita_

_(esegue.)_

_Pietro_

_(girando intorno lo sguardo smarrito)_ Il mio cappello?...

_Margherita_

Babbo, non uscire, adesso!

_Pietro_

_(prende la lettera di su la scrivania)_ Il palazzo Fabrizii è qui vicino. Porto la tua risposta al signor conte....

_Margherita_

Ma no, non c'è bisogno.... Non è indispensabile! _(Con uno slancio affettuoso)_ Non voglio! Non voglio!

_Pietro_

_(ha un raggio di illusione negli occhi)_ Non vuoi?... Che cosa non vuoi?

_Margherita_

Non voglio che ci vada tu stesso.... Sarebbe brutto, babbo, sarebbe sconveniente!...

_Pietro_

Ah! _(Pausa. -- Ricascando nella sua profonda tristezza)_ Questo è che non vuoi!... Eppure, è la prima volta che ti sono, in certo modo, un poco utile... Finora, non ti ho fatto che del male, Margherita. Assai te ne ho fatto!... Ti prometto di non fartene mai più!... Oh, non pensare che la testa mi giri! So quello che dico.... Poc'anzi..., questo è vero..., poc'anzi ho ancora bevuto.... Ma, credimi, ho le idee chiare, precise, fisse, ben inchiodate nel cervello, come non le ho mai avute.... _(Le si avvicina, profondamente commosso, con dolcezza, quasi con devozione)_ Senti, Margherita. Tu... ti perdi... sì, ti perdi perchè sei mia figlia....

_Margherita_

Babbo!...

_Pietro_

Ed io... ti chiedo perdono d'essere tuo padre!

_Margherita_

Babbo, non parlarmi così....

_Pietro_

_(stringendosela forte tra le braccia e scoppiando in un pianto dirotto)_ Dimmi, dimmi che mi perdoni....

_Margherita_

_(anche lei piangendo)_ Io non ho nulla da perdonarti!

_Pietro_

La tua incoscienza è la mia peggiore condanna! Dimmi che mi perdoni, Margherita, dimmi che mi perdoni... te ne supplico....

_Margherita_

E sia.... E sia. Ti perdòno.... Sì, ti perdòno... ti perdòno....

_Pietro_

_(coprendola di baci e di lagrime)_ Grazie... Grazie.... _(Frena il pianto, e, fingendo di calmarsi, a poco a poco si distacca da lei)_ Ecco... lo vedi... ora sono tranquillo. _(Sorride. Si drizza quasi impettito. Piglia il cappello e se lo calca in testa.)_

_Margherita_

Con questa giacca esci, babbo?

_Pietro_

Ah?... _(Stranamente imbarazzato)_ Con questa giacca? No. _(Se la toglie e cerca un pretesto per sottrarsi all'attenzione di Margherita.)_ Guarda un po', Margherita, se piove ancora.

_(Mentre ella va alla finestra e l'apre e la richiude, Don Pietro, con circospezione e sveltezza, cava la rivoltella dalla tasca della giacca e la ficca in una tasca del soprabito.)_

_Margherita_

No, babbo, non piove più.

_Pietro_

Be'!

_Margherita_

_(lo aiuta a indossare il soprabito.)_

_Pietro_

_(ne ha un brivido come se ella gli mettesse addosso la Morte.)_