Dizionario storico-critico degli scrittori di musica e de' più celebri artisti, vol. 2 Di tutte le nazioni sì antiche che moderne

Part 20

Chapter 203,004 wordsPublic domain

KALKBRENNER (Cristiano), nato a Munden nel 1755, dall'età di 14 anni diessi esclusivamente allo studio della musica sotto il cel. Emmanu. Bach, tra' di cui numerosi allievi si distinse al segno di esser ricevuto ancor assai giovane nella cappella dell'elettore di Hassia-Cassel. Dominato da una focosa immaginazione, e divorato principalmente dalla nobile ambizione di accrescere le sue cognizioni musicali, si rese alla corte di Berlino, ove la regina e 'l principe Arrigo, fratello del gran Federico, gli affidarono la direzione del teatro francese, per cui compose egli moltissime opere con incredibil successo. Nel 1796, percorse alcuni circoli della Germania, e come da gran tempo lo bramava, viaggiò ancora per l'Italia e quindi si rese in Francia. Parigi divenne il termine de' suoi viaggi e de' suoi successi. Ricevuto poco dopo all'Accademia imperiale di musica, vi scrisse diverse opere in musica. Egli morì li 10 agosto 1806, di sua età 51. Possedeva a fondo la teoria dell'arte, e pubblicò primamente in Berlino: _Traité de accompagnement_: _Traité de la fugue et du Contrepoint, d'apres le sisteme de Richter_, in Parigi: opera mediocre, che può riguardarsi come un ristretto di quella di Fux. Vi ha di lui in oltre: _Histoire de la Musique, in 2 volu. in 8.º, a Paris 1802_. L'autore, benchè tedesco, l'ha scritta in lingua francese non ispregevole: ella è piena di ricerche curiose, ma l'A. non ebbe il tempo di terminarla: vi si desidera la porzione più interessante, quella cioè che da Guido d'Arezzo si estende sino a' nostri tempi. Nella storia della musica dei Greci l'A. non si allontana in oltre da' comuni pregiudizj. _Federico Kalkbrenner_ suo figliuolo nato nel 1784, è riguardato in Parigi come uno de' migliori allievi di M. Adam sul forte-piano, di cui vi sono impressi concerti, capricci e sonate a quattro mani pregiatissime, e alcuni drammi in musica.

KAUSCH (Giov. Gius.), dottore in Filosofia e in medicina, nato a Loewenberg nel 1751, è autore d'una Dissertazione molto interessante intitolata: _Psychol. Abhandlung etc._ cioè: _Riflessioni psicologiche sull'influenza de' suoni, e particolarmente della musica sulle affezioni dell'anima_, a Breslavia 1782, ed un'altra _Sullo scopo immediato delle belle arti, in 8º_.

KEEBLE (John), organista della chiesa di S. Giorgio in Londra, dopo il 1759, era allievo del cel. Pepusch, quel gran partigiano della musica greca. Keeble adottò il sentimento del maestro, e l'ha sviluppato in un'opera assai ben scritta, che fu impressa in Londra nel 1784, col titolo: _The theory of harmonics; or an illustration of the Grecian harmonica, in two parts. Teoria della musica, o spiegazione di quella dei Greci, 2 vol._ Nel 1º tomo tratta dell'armonia secondo i principj del preteso Euclide, d'Aristosseno e di Bacchio il seniore, nel 2º vol., dell'armonia, ch'egli stabilisce su i principj della ragione (_V. Monthly Review 1785_).

KEIL dottor, ha calcolato che in alcune voci, i ristringimenti e le dilatazioni della glotta, sono sì prodigiosamente tenui, che quest'apertura, la quale non ha più d'una decima d'un pollice, è divisa in più di 1200 parti; ed un orecchio esatto distingue il suono differente di ciascuna. Quale delicatezza di tensione non deve esservi nelle fibre! Non è lo stesso d'una voce ordinaria, che non percorre altrettante divisioni.

KEISER (Reinhard), nato in Lipsia nella Sassonia, cel. compositore de' suoi tempi, morto nel 1739. Scheibe dice, che Mattheson chiamava Keiser il primo compositore di opere in musica nell'universo; e Teleman assicura che Hendel ed Hasse si sono formati non solo sopra di lui, ma che hanno profittato spesso delle sue invenzioni. Lo stesso Sassone confessava al D. Burney, _che aveva scritto più di Scarlatti, e che le sue melodie, malgrado i cambiamenti che 50 anni portato aveano nella musica, erano così armoniose che potevansi frammischiare all'altre moderne senzachè gl'intendenti medesimi potessero accorgersene_ (_Travels, t. 2_). Gli Alemanni pretendono, che la Germania, l'Inghilterra e la stessa Italia a lui debbano la perfezione della melodia. Cheche ne sia, è pena che perdute si fossero le costui opere impresse, qualche arietta che rimane non può farci giudicare dell'asserzione de' tedeschi.

KELLNER (David), pubblicò in Amburgo un'opera col titolo: _Leçons fidèles de Basse continue_, in 4º, 1732, della quale vi ha non meno che cinque edizioni, l'ultima è del 1773. _Giov. Cristoforo Kellner_ figliuolo di David, maestro della cappella cattolica della corte a Cassel apprese da suo padre la musica e la composizione dal celebre Benda. Sino al 1785, egli aveva date al pubblico 15 opere di sonate, trio e concerti per il forte-piano, molti oratorj e cantate per chiesa. Si è fatto anche conoscere come autore per la sua _Istruzione teorica e pratica per apprendere il basso continuo, ad uso de' principianti_, pubblicata in tedesco nel 1788.

KEN (Tommaso), dotto vescovo di Bath in Inghilterra, benchè avesse molto gusto per la poesia e la musica, nulla trascurava frattanto per adempire a' doveri del suo ministero, istruiva il suo popolo e con ispezialità il clero, istituì delle scuole, e lasciò molte opere che sono state raccolte nel 1721 in 4 vol., fra le quali vi ha un _Discorso sulla musica sacra_. Di lui si rapporta che ogni giorno all'alzarsi del letto cantava un Inno a Dio accompagnandolo col suo liuto. Morì nel 1711 a Longleat.

KEPLERO (Giov.), cel. astronomo e mattematico nato a Wied nel 1571, e morto in Ratisbona nel 1630. Nella sua opera _Harmonica mundi_ impressa a Linz in Austria nel 1619, egli tratta a lungo delle proporzioni armoniche e degli elementi del canto. Vi ha poca solidità nella sua dottrina, e molti pregiudizj, come allorquando s'impegna a provare che il movimento de' corpi celesti e l'armonia nella musica posano sugli stessi principj di teoria.

KIRBERG, autore tedesco di un'opera teoretica sulla musica, di cui racconta il Carpani, che Haydn avendolo studiato ne' suoi primi anni ne rimase poco contento, perchè parevagli che lo imbrigliasse troppo collo scrupoloso suo rigore (_Lett. 3_).

KIRCHER (Atanasio), gesuita, nato a Buchow nel principato di Fulda, fu da prima professore a Wirzburgo, poi in Avignone, e finalmente in Roma, ove morì nel 1680 in età di 78 anni. Tra le molte sue opere piene d'una profonda erudizione, e notabili per le singolarità che vi accumula, due sono da rimarcarsi intorno alla musica: 1. _Musurgia universalis sive ars magna consoni et dissoni_, Romæ 1660, 2 Vol. in fol.; 2. _Phonurgia nova de prodigiosis sonorum effectibus, et sermocinationes per machinas sono animatas_, Kempten 1682, in fol. “Quest'uomo originale non si curò d'altro, che di sorprendere il pubblico con invenzioni d'ogni sorta. Acuto, ingegnoso, riflessivo, studioso in ogni genere di scienze e d'arti, non trascurò neppur la musica. Egli fu de' primi a leggere la raccolta de' greci armonici, ed a pubblicare le tavole delle loro note musicali. Meibomio che si preparava a pubblicarne la raccolta ne restò talmente sorpreso, che da furibondo grammatico si scagliò contro Kircher, e lo trattò d'impostore: ma la sua bile è fuor di proposito. Kircher nelle sue opere di musica contentossi di facilitare a' moderni contrappuntisti la loro arte, e di agevolarla ai pratici colle invenzioni di organi maravigliosi” (_Requen. Prefaz._). Ma in queste sue opere alcune viste ingegnose, alcuni fatti curiosi compensano di raro l'ammasso di cattivi ragionamenti e di peggior fisica, in cui sono sommersi: niuno si fa più a leggerle, perchè quasi nulla insegnano. _Lo spirito di critica che presiede oggidì allo studio e alla discussione de' fatti e de' monumenti dell'antichità ha condannato all'oblio tutte le pie visioni di Kircher, e le sue opere non hanno ottenuto tutta la confidenza, che i lunghi travagli e la vasta erudizione del loro autore meritar dovevano alle medesime. Egli era alcun poco visionario, e rimaneva contento, purchè trovasse delle cose, che niuno prima di lui aveva dinotato._ Di ciò ne sia un saggio l'aver ridotto a note musicali nella sua _Musurgia_ le diverse specie di febbri, alle quali soggiace il corpo umano. Il pensamento è proprio dell'ingegno dell'A., dice Eximeno; ma io credo che i medici non vorranno far partecipi i maestri di cappella dell'usufrutto delle nostre miserie, chiamandoli per far la battuta mentre ci tastano il polso.

KIRCHMAIER (Teodoro), dottore in filosofia della facoltà di Wittemberga, dove nel 1673 pubblicò un'opera col titolo: _Schediasma fisicum de viribus mirandis toni consoni_, in 4º. È divisa in 3 capitoli, nel primo tratta del potere dell'armonia nel muovere gli affetti; nel secondo della forza che ha il suono di commuovere e fin di rompere i corpi; e nel terzo di curare i morbi.

KIRNBERGER (Giov. Filippo), dotto musico nato nella Turingia, e morto in Berlino in qualità di musico di camera della principessa Amalia di Prussia a 27 luglio del 1783, in età di 62 anni. Benchè non mancasse nè di gusto, nè di abilità nella pratica della sua arte, negli ultimi venti anni di sua vita non si occupò che della teoria della musica. Ecco il catalogo delle sue opere scritte da lui in tedesco: _Costruzione della temperatura equilibrata_, 1760. _Il temperamento di Kirnberger è uno de' più cattivi_, dice M. Chladni, _perchè contiene 9 quinte esatte, e 'l comma pitagorico è molto inegualmente ripartito sopra 3 quinte. Bisogna notar ciò, perchè l'autorità di Kirnberger, celebre con ragione per altro come armonista, ha fatto, che molti autori hanno adottati de' falsi principj_ (_Acoustique, p. 39_). 2. _L'arte della composizione pura, secondo positivi principj spiegati con esempj_, 1774. Il secondo volume di quest'opera ha tre parti, 1776. 3. _Principj dell'uso dell'armonia_, 1773. 4. _Principj del basso continuo come primi elementi della composizione_, con molti rami, 1781. 5. _Idee intorno a differenti metodi di composizioni_, ec. 1782. Egli ha fondato una scuola in Germania, ed ha sottomesso ad un nuovo sistema tutt'i principj dell'armonia. 6. _Istruzione per apprendere la composizione del canto_, Berlino 1782. A lui si dee finalmente la più parte degli articoli di musica, che contengonsi nel 1º vol. della teoria delle belle arti di Sulzer.

KLEIN (Giov. Giuseppe), avvocato e maestro di cappella ad Eisenberga, nel 1783 pubblicò a Gera _Versuch_ ec. cioè: _Saggio d'una istruzione sistematica della musica pratica_. E nel 1785, _Libro di musica semplice, con una introduzione su questo genere di musica e 'l suo uso nel servizio divino_.

KLINGHAMMER (J. C.). Nel 1777, aveva incominciato a pubblicare a Salzwedel, un'opera periodica sotto il titolo di _Idee intorno alla musica teoretica e pratica_, in tedesco: ma egli non continuò l'intrapresa.

KLOCKENBRING (Feder. Arnoldo), secretario della cancelleria di Hannover, dove pubblicò nel 1787, in sua lingua: _Dissertazioni diverse_ in 8vo. Le seguenti sono relative alla musica: 1. _Sullo stato della musica ne' paesi nuovamente scoverti nel mare del Sud, e particolarmente sulla differenza del sistema d'intervalli di que' popoli dal nostro_; 2. _Lettera d'un dilettante di musica su la questione_: Se le giovani persone di buona famiglia debbono apprender la musica, e come? 3. _Risposta d'una dama all'autore della precedente lettera._ Il primo raccomanda la teoria dell'arte; la dama, per contrario, insiste sulla pratica.

KLOTZ, celebre fabbricante d'instromenti, era scolare di Steiner. I suoi violini, molto apprezzati, imitano così bene la costruzione di quelli di Steiner, ch'è quasi impossibile il distinguer gli uni dagli altri.

KOCH (Arrigo-Cristiano), nato a Rudostaldt, fu musico di camera di quel principe, e maestro di concerto. Nel 1782, fece quivi imprimere _Essai d'instruction pour l'art de la composition_, 2 vol. in 8vo. Questo trattato è scritto con molto metodo e con chiarezza; il secondo volume è del 1787.

KOCH (Cristoforo-Arrigo) nel 1802 pubblicò in Lipsia un _Lexicon musicale_, scritto in tedesco in 2 vol. in 8vo. Quest'opera puramente dogmatica ha ottenuto la stima dei teorici. L'autore ne ha dato un _Compendio_ in un vol. in 8vo, Lipsia 1807.

KOENIG (Giov. Ulrico), dopo aver terminati i suoi studj a Stuttgard e nelle università di Tubinga, e d'Heidelberga, diè le prime prove de' suoi sublimi talenti nella poesia; si rese quindi a Dresda, e conciliossi talmente il favore del re di Polonia, che lo fece consigliere di corte, e gli accordò ancora i titoli di nobiltà. Egli morì colà nel 1744. Amava molto la musica, e nel suo soggiorno in Hamburgo e a Dresda acquistato aveva delle cognizioni molto estese in quest'arte. A questa predilezione di Koenig per la musica dee la Germania due de' suoi più gran maestri, Hasse e Graun, ch'egli onorò di sua protezione. Nell'appendice delle opere di Besser vi ha di Koenig una pregevole dissertazione _Sur la comparaison du rhythme dans la poesie et dans la musique_.

KOLMANN (A. F.), maestro di cappella di S. James a Londra, ha pubblicato nel 1809, a Offenbach un'opera in due lingue, inglese e tedesca, col titolo: _A practical guide to thorough bass_; cioè _Guida pratica del basso generale_, assai pregiata dagl'intendenti.

KOLZ (Matteo), autore dell'_Isagoge musicæ_, ossia _Introduzione alla musica_. Prinz cita questo trattato fra le altre opere impresse, che a motivo della estrema lor rarità, ha egli stesso trascritto. Quest'autore è de' principj del secolo 17º.

KOZELUCH (Leopoldo), maestro di cappella in Vienna, nato in Boemia nel 1753. Di nove anni fu mandato per fare i suoi studj a Praga, e vi apprese nello stesso tempo il cembalo, e 'l contrappunto. Nel 1771 fece i primi saggi de' suoi talenti musicali in età di 18 anni con scrivere de' balli per quel teatro, ch'ebbero gran successo, quindi venne a stabilirsi in Vienna. Kozeluch è uno de' più stimati compositori de' nostri giorni, e deesi convenire ch'egli merita la gran riputazione che si è acquistata. Distinguonsi le sue composizioni per il brio e le grazie dello stile, per la più nobile melodia unita all'armonia più pura e 'l più aggradevole ordine per rapporto al ritmo ed alla modulazione. Egli ha scritto moltissime opere per teatro sì italiane che francesi ed allemanne, per la più parte impresse: molte sonate e concerti per cembalo assai pregiati, e molta musica strumentale d'uno squisito gusto.

KRAUSE (Crist. Godofredo), avvocato nel senato e ne' tribunali francesi in Berlino, era figlio di un maestro di musica nella Silesia, alle cui lezioni dovette egli la sua grande abilità nell'accompagnare col violino e col cembalo. Nel 1748, egli pubblicò in Berlino: _Lettre sur la difference entre la musique italienne et françoise_, in 8vo. Nel 1782 _De la poésie et de la musique_, in 8vo. Quest'opera è stimatissima. _Pensées diverses sur la musique_, e trovansi inseriti ne' tomi II, e III, della Critica di Marpurg. Egli è autore in oltre di buona musica sia vocale sia strumentale impressa.

KRAUSE (Giuseppe), morto a Stockolm nel 1792, maestro di cappella del re di Svezia: era allievo dell'ab. Vogler. Giovane studiò con gran zelo le scienze in molte università dell'Allemagna; ma il suo pendio per la musica gliele fece abbandonare del tutto. Per perfezionarsi viaggiò per quattr'anni sino al 1787, in Inghilterra, in Italia e in Francia, ove i suoi talenti lo fecero apprezzare e stimar da per tutto. Egli compose l'eccellente musica della _Didone_, gl'intermezzi di _Amfitrione_, e la musica funebre per l'esequie e sepoltura di Gustavo III.

KROMMER (Franc.), uno de' recenti compositori di musica stromentale che per lo studio delle divine carte di Haydn è più riuscito ad imitarne lo stile. Vi sono di lui impresse 50 opere consistenti in sonate, trio, quartetti ec. L'ultima è comparsa in Parigi nel 1805. Nelle di lui composizioni si trova dell'originalità ed una bella melodia; ma vi ha alle volte abuso di modulazioni, ed un poco di guazzabuglio armonico. Carpani lo dice uno de' scrittori dotti insieme e melodiosi. _V. l'articolo di Haensel._

KRUGER (Giov. Gottlieb). Nel magazzino musicale di Hamburgo del 1737, p. 363 si trova di lui una dissertazione intitolata: _Anmerkungen_ etc., cioè: _Note fisiche intorno ad alcuni soggetti relativi alla musica_.

KUHNAU (Giov.), maestro di musica di S. Tommaso in Lipsia. Sin da' più teneri anni sviluppò i talenti che ricevuti avea dalla natura sì per le scienze, che per la musica. A Dresda la sua familiarità con la famiglia del maestro di cappella italiano Albrici oltre il vantaggio di studiare le costui composizioni da lui comunicategli, ebbe quello di apprender ben presto la lingua italiana, che unicamente parlavasi in quella casa. Il titolo di allievo d'Albrici fecegli gran fortuna in Lipsia, dove grandemente furono ammirate le sue composizioni. Kuhnau coltivò nello stesso tempo le matematiche, l'algebra, e le lingue greca ed ebrea in quell'università: tradusse quivi più opere dall'italiano e dal francese, e scrisse inoltre più opere sì teoriche che pratiche. Egli morì sulla medietà dello scorso secolo. Le sue opere sono: _Dissert. de juribus circa musicos ecclesiasticos_, in 4º, _Il ciarlatano in musica_, Lipsia, 1700, in 12º, _Tractatus de monochordo seu musica antiqua ac hodierna_ etc., _Introductio ad compositionem musicalem_, e _Disputatio de triade harmonicâ_: oltre molte opere di pratica.

ERRORI. CORREZIONI.

PAG.

10 e quello a quello 24 esser da tutti esser letto da tutti 39 _le Nozze di Titi_ _le Nozze di Teti_ 40 quindecesimo quindicesimo 58 uno de' più, giureconsulti. uno de' giureconsulti 85 applaudisca applica ivi _Balayrac_ _Dalayrac_ 88 venne a cavare venne a vacare 91 sul cammino diatonico sul cammino diatonico del del tuono, basso l'accordo convenevole a ciascun grado del tuono 104 di cui ne ha dato d di cui ne ha dato il 106 intelligibili inintelligibili. 122 a causa accusa 134 Pleyer... Bianchini Pleyel... Bianchi 141 _ana_ _una_ 153 profonda profondo 158 abbia potuto abbiano potuto 164 per mezzo ch'è stato per mezzo di un pendolo ch'è stato 181 traspottossi trasportarsi 199 _all'art._ Holfeld, _dopo le parole_ ne fa il vero ornamento, _si aggiunga_: — destinato a notare e scrivere i pezzi di musica, a misura che si eseguiscono sul cembalo. 223 acciò a ciò

AVVISO A' LETTORI

Per uno sbaglio del tipografo sono stati omessi gli articoli de' due _Grimaldi_ da Messina celebri costruttori di cembali, come ancora del rinomato nostro violinista _Sig. Andrea Grimaldi_, che col suo stromento fa oggidì le delizie de' buoni conoscitori di questa Capitale; si daranno però nel _Supplemento_ dell'ultimo tomo. L'autore si è fatto in oltre un dovere di presentare a' suoi Lettori in questo volume l'_Esame delle riflessioni critiche sul di lui Dizionario_. Sembran elleno, a suo avviso, nate non già da una giudiziosa critica atta ad istruire, e rischiarar vie più il soggetto, ma da uno spirito di contenzione e di malevolenza. L'autore ne rimette la decisione al sano ed imparziale giudizio de' suoi Lettori.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (Paisiello/Paesiello, matematica/mattematica, clavicembalo/gravicembalo, strumento/istrumento/instrumento, stromento/istromento/instromento e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni indicate dall'autore a pag. 235 sono state riportate nel testo. L'ordine alfabetico non è corretto a pag. 71 (la voce "Cleaver", erroneamente scritta "Claaver" nell'originale, precede "Clamer"). Sono stati corretti i seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):

7 — nacque a Lecce [Lecci] 9 — ed abate di Senones [Seuones] nella Lorena 12 — CAMPIONI [Gampioni] (Carlo-Antonio) 32 — un Tanneguy Le Fèvre [in Tanneguì le Fevre] 60 — sopra 21 di larghezza [lunghezza] 71 — CLEAVER [Claaver] (William) 158 — Son questi di quei svarioni [stravioni] così singolari