Diana degli Embriaci: Storia del XII secolo

Part 20

Chapter 20556 wordsPublic domain

— Grazie, amico; — aveva egli detto ad Arrigo; — io torno a Genova. I felici non debbono essere frastornati dalla gente profana. Fate di bastarvi sempre l'un l'altro. Fra due creature che s'amano non c'è luogo per altri, fuorchè per un angioletto dai capegli d'oro e dalle labbra di rosa. —

A tutti i benevoli, che hanno seguito il narratore fin qui, piacerà di saperne più a lungo, intorno alle vicende di Caffaro. Intendo questa curiosità e vedrò di soddisfarla, raccontando la storia del nostro simpatico personaggio un'altra volta; e sarà più presto che essi non pensino.

Di madonna Diana non vi dirò altro se non questo, che fu una delle più savie e reputate castellane di quel tempo. Non la cantarono trovatori; non andarono Goffredi Budelli a morirle davanti, come alla contessa di Tripoli, sua bella e famosa vicina. Ma tutto ciò si capisce. Beatamente chiusa nel suo amore per Arrigo, visse con lui in un settimo cielo, a cui non giungevano desiderii, nè tentazioni profane. Egli combattendo i nemici del reame, ella beneficando i vassalli, si composero un nido felice, in cui durarono lungamente fidi, costanti, librati in solitudine eccelsa, come una coppia di Numi, ma liberali altrui di quella pietà che solo può dare chi non ha mestieri d'implorarne per sè.

Invidiabile Arrigo!

FINE.

INDICE

CAPITOLO I. Ero aspetta Leandro Pag. 1 II. Qui si narra di Arrigo da Carmandino, come pigliasse la croce per gli occhi d'una donna » 10 III. Breve anzi che no pei lettori, ma sugoso per Arrigo da Carmandino » 22 IV. Delle prodezze di Arrigo e dei sottili accorgimenti di messere Guglielmo Embriaco » 30 V. Di una gran torre di legno, che comandò a molte torri di pietra » 43 VI. Che è tutto un miscuglio, come la minestra maritata di Anselmo » 53 VII. La presentazione del primo annalista di Genova » 67 VIII. Un cuore spezzato » 89 IX. Nel quale è dimostrata l'utilità del combattere a capo scoperto » 110 X. Sulle tracce di Arrigo » 132 XI. In cui si narra di un astore che si era fatto colomba » 148 XII. La via del deserto » 165 XIII. Alle strette di Cades » 183 XIV. Dove è dimostrato che sui ribaldi non si veglia mai abbastanza » 201 XV. Una triste novella » 215 XVI. La perla d'Occidente » 234 XVII. Nel quale si vedono operare i sortilegi di Abu Wefa » 256 XVIII. Dove si vede che la posta troppo alta confonde il giuocatore » 272 XIX. Che potrebbe intitolarsi il principio della fine » 289 XX. In cui si finisce una storia, promettendone un'altra » 304

DELLO STESSO AUTORE

_(Edizioni in-16)._

Capitan Dodero (1865). _Settima edizione_ L. 2 — Santa Cecilia (1866). _Quinta edizione_ » 2 — L'olmo e l'edera (1867). _Settima edizione_ » 2 50 I Rossi e i Neri (1870). _Seconda edizione_ » 2 — Il libro nero (1871). _Quarta edizione_ » 2 — Le confessioni di Fra Gualberto (1873). _Seconda edizione_ » 3 — Val d'Olivi (1873). _Seconda edizione_ » 2 — Semiramide, racconto babilonese. (1873). _Seconda ediz._ » 3 — La legge Oppia, commedia (1874) » 1 — Castel Gavone (1875). _Seconda edizione_ » 2 50 La notte del commendatore (1875) » 4 — Come un sogno (1875). _Quinta edizione_ » 2 — Tizio Caio Sempronio (1877). _Seconda edizione_ » 3 — Cuor di ferro e cuor d'oro (1877). _Seconda edizione_ » 5 — Lutezia (1878). _Seconda edizione_ » 2 — La conquista d'Alessandro (1879) » 4 — Il tesoro di Golconda (1879) » 3 50 La donna di picche (1880) » 4 — O tutto o nulla (1881) » 3 50 L'undecimo Comandamento (1881). _Seconda edizione_ » 3 — Il ritratto del diavolo (1882) » 3 —

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.