# Dialogo sopra la generatione de venti, baleni, tuoni, fulgori, fiumi, laghi, valli et montagne

## Part 2

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T. L'altro per il seruitio ch'ha fatto alla luce, & all'ordine, & essendo lei priuata per l'ombra della terra de i raggi del Sole, viene nel stato suo libera; & come humida, & fredda & stenuata per il battimento de i raggi del Sole essendo lei libera sotto, & sopra, & per ogni luogo da i raggi del Sole, diuenta imperatrice del suo genio, & cosi con la forza naturale che ha da attrare, attrae dalla terra & dalle acque, & dalle cose d'essa per rinfacciarsi, & per conseguir il desiderio suo, & se durasse lungo tempo distruggerebbe l'ordine. Perche la natura si mantiene de contrarij, & per questa causa rimangono così storditi i composti della natura che patiscono molto tempo & mostrano segni euidenti di quest'attione. Che ne dite voi Camillo, v'ho sodisfatto?

C. Signor si assai. Non cognoscete mò che con questo mezzo si cognoscono i secreti di tutti gl'altri, & i genij & le virtu ch'hanno tutte le cose ad vna per vna.

T. In vero nò. Dichiarate voi questo particolare, ma prima ditemi, essendo ecclissata la Luna, quest'ombra non c'è sempre verso il cielo, & non opra sempre?

C. Opra sempre essa ombra, & ricerca tutta la zona torrida in ogni luogo, & sempre doue lei va fa piu alto l'aria, & piu sottile il fuoco premendolo & mouendolo inanzi per il viaggio, & il fuoco di dietro seguitando à riempir secondo che lei va, vien quasi ad imitar dua fiumi, de quali vno fugga inanzi & l'altro corra à dietro, la qual cosa è sempre.

T. Dunque haurà potenza quest'ombra d'alterar la sfera del fuoco.

C. Certissimo perche dietro à quest'ombra ci uanno sempre spirando dentro gl'humori notturni, quali iscusano per vn riempimento ancora loro delli accidenti, che si fanno sopra & serueno a uso di sione su per l'aria verso il cielo, quali humori nel girar che fanno i cieli parte si risolvuono in rugiada, in pruina, in pioggia, venti, fulgori, comete, giacci, & altri simili, perche il fuoco & il Sole che seguitano, sempre ripercuoteno verso terra, & inanzi uan sempre attraendo & inalzando; & questo serue per flusso & riflusso su & giù & inanzi in vn tratto & forse ancora per il flusso del mare, & da questi effetti nascono ancora molti altri accidenti che noi non conosciamo.

T. Ancora questo non mi dispiace, perche chi potesse veder bene i secreti, direbbe ancora che per questa strada ritornano in cielo le dispositioni ouer gratie, che le stelle spargono giù in terra per noi altri, & che cosi vadino sempre oprando le cose naturali sotto i secreti di questo grand'ordine.

C. Horsu signor basta cosi, perche non finiremmo mai, se volessimo dir tutto quello che la mente discorre. Ma sete chiaro che mediante questo spirar delli vapori verso'l cielo per l'ombra, che quando la Luna ecclissa, perde i raggi del Sole, & ha potentia maggior d'attraher à se, si che tanto maggiori accidenti nascono qua giù, & tanto più s'accresce la sfera dell'aria, & tanto più si sminuisce quella del fuoco in quella parte, doue s'imbatte simile effetto, oltre che la natura tutta se ne risente, et più et manco secondo l'ecclissi maggiori & minori.

T. Ho inteso benissimo, mà hora dichiarateme quel particolare.

C. Chiara cosa è, ch'il Sole, la Luna, Venere, Marte, Gioue, Saturno hanno tutti vna certa diuinità nell'oprare, le stelle tutte ad una ad una, i cieli, gl'elemetni, tutti i composti che sono nella natura di ogni sorte di spetie, che le potesse conoscere, hanno dentro questa diuinità, la quale è di tanto sostegno et ualore che può far ogni minima cosa naturale gran cosa, & quasi miracolo à chi sapesse il secreto à chi lei è appropriata; perche stando tutte nell'eternità, et rette & gouernate da essa, han' tutte da quella tal virtù, ch'ogn'vna può in quello à che è appropriata secondo l'ordine dell'omnipotenza far cose admirande.

T. Veramente si perche si vede in vn minimo semplice esser tanta virtù, che è cosa mirabile: pensate poi quando il Sole è in sua essaltatione quel che può fare.

C. Non c'è ingegno ch'aggiunga si gran secreti che sono infusi in tutte le cose della natura.

T. Haurei à caro saper un poco più quell'ingrossar del fuoco, et assottigliar dell'aria, hor da una banda, hor dall'altra, sotto all'artico, & antartico.

C. Già di sopra l'hauiamo detto, mà è mancato solo da dir, ch'l Sole quando entra nel principio d'Ariete, principia vn giorno di sei mesi di chiaro sotto all'artico su la terra, di che cominciando dal principio d'Ariete, et andando per Tauro, Gemini, Cancro, Leone, Vergine, insin'al principio di Libra standosi vn giorno di sei mesi, augmenta la sfera del fuoco, & sminuisce quella dell'aria uerso l'artico, il che facendo può causar in qualche parte dell'Oceano vn vento di sei mesi dall'artico uerso l'antartico più & meno gagliardo per i diuersi aspetti che fa la Luna, & tutta quella quantità d'aria và dall'altra ad augmentar l'aria della notte che dura sei mesi sotto l'antartico su la terra, & causa nel passar venti diuersi.

T. Et la Luna in questo tempo che mutatione fa in questi arij & questi fuochi?

C. Ogni Luna fa vna giornata di 15. di, di luce, in quella parte doue è la notte 6. mesi, cioè verso l'antartico, & nel far la quintadecima, essa con li raggi del Sole, quali lei riflette in terra, in terra vien a fecondarla, & purgar l'aria & quell'humidità, che lei caccia, vien verso l'artico, & cosi venendo verso l'artico, & trouando il freddo, & l'humido, il caldo, & secco, fanno insieme vna confusione, dalla quale nascano Tuoni, Baleni, Fulgori, Tempeste, & quella vehementia de venti tanto terribile; & perche combattono questi contrarij in questo campo tra l'aria e'l fuoco, il secco & humido piegano d'ogni banda seconda la parte che cede, & secondo che sono attratti dal moto di cieli, & di pianeti, & dalla proprietà de i luoghi della terra, da quali sono portati intorno; & massime dalla Luna, qual sempre si va mouendo, & facendo nuoui aspetti, come gia di sopra s'è detto: oltra che quando la Luna vien à far col Sole ha potentia d'augmentare l'aria & diminuir il fuoco verso l'artico; d'onde vien à far turbamento in questi elementi; & dinuouo in questo contrasto che fanno nell'andar inanzi & indietro, sotto & sopra fanno il simile: non vi par che sia cosi?

T. Si bene, & il medemo verrà ad esser, quando'l Sole andrà dalla Libra in fin'al principio d'Ariete, oue può parimente causar in qualche parte dell'Oceano vn vento di sei mesi dall'antartico, verso l'artico, & questi dua venti di sei mesi l'uno, possono esser quelli che serueno per la navigatione dell'India, & la Luna essendo opposita al Sole verso l'artico farà effetti simili?

C. Cosi s'intende per abbreuiar i ragionamenti, presupponendo ancora l'altre cause trattate negl'altri miei scritti, quali cause fanno quella varietà di caldo, freddo, humido & secco, & stagioni tanto differenti l'vna dall'altra come si vede.

T. Hor su veramente non è stato poco hauer inteso queste sottigliezze, ma fin doue giunge la luce del Sole sotto all'artico?

C. Lei và crescendo mentre ch'il Sole ua dal principio d'Ariete in sino al tropico di Cancro à di per di a spira in sin'al circolo artico, & di poi torna insino al punto adietro: pur à spira in sin che'l Sole vada in principio di Libra.

T. Da l'altra banda dunque il simile ha fatto la scurità della notte, non è il vero?

C. Cosi è, che l'ombra è cresciuta in sin'al circolo antartico, & poi è tornata in sul punto dell'antartico su la terra adesso ch'il Sole è nel principio di Libra stanno gli humori in sul moto di voler cambiar luogo, cioè quei che sono stati verso l'antartico, venir verso l'artico, et il fuoco & secco che sono stati verso l'artico, andar verso l'antartico, & di qui vengono queste mutationi & iscontri nuuole che vanno, & vengono sotto & sopra, humide & secche, per trauerso & per ogni banda diuidersi, vnirsi, quietarsi come se fussero stabili; perche nell'equilibrio che fanno nel torre & dare, fanno la pausa.

T. Mà come mi mostrarete il generar de Fulgori, Baleni, & Tuoni tanto stravaganti?

C. Il Baleno viene da più cause.

T. Ditele.

C. Voi hauete inteso ch'il fuoco và verso l'antartico, & che l'humido, & il freddo vanno verso l'artico, & hauete inteso che la Luna ha potenza d'attrarre, & cacciar' ò rallentar' per dir meglio.

T. L'ho inteso, che volete dir adesso?

C. Voglio dir che quando la Luna attrahe l'humidità in su, quei vapori lei li tira nel caldo, & nel caldo si ristringono insieme, fuggendo l'humido, il caldo, & ristretti che sono all'estremo, spenti dal contrario, scoppiano, da questo scoppio nascono Saette, Tuoni, Baleni, come cose ch'apreno i nuuoli, & l'aria, & fanno ampiezza, & come corporei feriscono, rompeno, spezzano, & di più, perche sono piu globi di nuuoli se ne ponno creare piu, vno appresso al'altro, & ponno esser più Tuoni, l'vno dopò l'altro, & l'uno percuoter l'altro, & far quelli strepiti tumultuosi, che si sentono.

T. Eccene d'altra sorte?

C. Signor si: quando le nuuoli ignee sono cacciate nell'aria fredda dalla Luna, ò pur per empir il vacuo, si ristringono fuggendo il freddo in se medesimo, insino che siano nella sua finezza, & ben digesta, & astretti dal freddo intorno, crepano, & da qui nascono i Tuoni, Baleni, Folgori, mà questi Folgori son quelli, che abbruciano, & diseccano.

T. Quel Tuono che scoppia si forte, & dura tanto, che cosa è?

C. Il medemo, se non che quel gran scoppio procede dalla macchina maggiore, & da temporali per il stretto crudi, quali fanno far maggior impeto, & quello caminando per i nuuoli fan vn tumulto grande, & li corrisponde la concauità dell'aria frà i nuuoli, quale ancora lui premuto percuote il nostro vdito, & perche lo scoppio è grande, fa gran baleno, & perche il baleno è specie di fuoco, fa gran motiuo, & perche il gran motiuo è nell'aria, & nel fuoco causa gran violenza de venti & perche saranno piu, & in piu luoghi di questi, scoppiano per il motiuo, & per il contrasto che fanno insieme.

T. Puonno esser di dua sorte in vn tratto?

C. Signor si, perche puonno andar le nuuoli humide, & fredde nel caldo, & secco et le nuuoli calde & secche nel freddo, & humido, & cosi nel suo stato ogn'una può generare le sue, per contrario come si vede, che quando vengono i temporali, che vna saetta rompe arbori, & torri, & l'altra secca & abbrugia, & non rompe, oltra che quella che è materiale che rompe, & spezza, qual viene dal fuoco, il fuoco la seguita perche, Non datur vacuum in natura, & per l'union di fuoco ch'ha intorno doue è stata creata lassa i vestigij doue la rompe.

T. Qui si veggono gl'effeti delle saette, & tuoni diuersi, fulgori maggiori, & minori, mà quel balenar che si fa senza hauer occasione di nuuoli, come mi darete ad intendere la sua generatione?

C. Io dirò che sia lontano il temporale, & che li miei occhi non veggano sopra l'Orizonte i nuuoli, mà che siano ne le valli o in altro luogo lontani, & secondo ch'occorreno i temporali lontani non si possa sentir il rumore, mà solo veder il splendore che fanno i folgori & nuuoli mouendosi ne i raggi del Sole sotto al nostro Orizzonte, & questi fulgori sono di diuerse sorte, & fanno diuersi effetti secondo la natura del minerale doue sono creati, & secondo il dominio della sua stella come in altro luogo ha uiamo detto.

T. Et li temporali, e tante tempeste e tanto grosse à i quali la Lombardia è sottoposta donde vengono, & come si compongono?

C. Essendo la Lombardia vn piano sottoposto al caldo, & le tante acque che correno per essa Lombardia, qual piano vien circondato dalle montagne intorno à uso di teatro, il Sole la concuoce, & la scalda, & per il riflesso de raggi del Sole in esse montagne secondo che và girando, & ne tra vapori caldi, & humidi, i quali vapori per voler alzarsi, & andar alla regione del fuoco come è il suo naturale, e trouado il freddo, & secco ch'esce da quelle montagne, & valli de i laghi, & iscontrandosi insieme & salendo alla regione fredda dell'aria vn vrta l'altro à vso di fatto d'arme, & entrando l'uno nell'altro, fanno tutti quegl'effetti ch'hauiamo detto di sopra, & di più l'acqua insieme con le nuuole humide, & calde ristretta dal freddo & secco in iscambio di pioggia, si conuertisce in tempeste, baleni & saette, è tanto più si congelano grosse, & fansi spesso in essa Lombardia, quanto più domina il caldo, & l'humido, il freddo, & secco, & maggiori venti freddi, & secco nell'aria, & perche questi venti freschi nascono dà diuersi monti, & valli, vengono à incontrarsi, & à contrastar insieme, si che da questo contrasto ne nascono diuersi venti, è temporali in vn tratto in diuersi luoghi diuidendo secondo le forze maggiori, & minori, da l'vna parte, è da l'altra.

T. Et questa ragione può cader in molti luoghi per il mondo secondo le diuersità di siti, più & manco, non è vero?

C. Verissimo, cosi s'intende.

T. Vna cosa mi fa strauedere, che queste tempeste piglieranno vna strada, & lascieranno à destra, & à sinistra, vna & più strade senza far danno alcuno dalle bande.

C. Questo è vn di quei contrasegni che hauiamo sopra nominati nel principio, Mari, Fiumi, Torrenti, Laghi, Paduli; questo è specie di torrente, perche doue và il vento, li porta la tempesta, & fa come vn torrente, lasciando dalle bande à vso d'argine, & cosi fanno questi effetti in diuersi luoghi: come hauiamo detto, diuidendosi, ò per iscontro de i monti, ò per diuersi venti, o per diuersi iscontri che fanno i caldi, & freddi, & gli humidi, & secchi, & cosi secondo ch'vno vince l'altro, ne nasce dà vna banda tempesta, & dall'altra pioggia, & da vna banda caldo, & da l'alltra freddo.

T. Oh mi piace assai, & resto sodisfatissimo: mà quella stella che par che cadi, che cosa è?

C. Già n'hanno trattato altri, mà secondo il parer mio, direi che fusse questo, che battendo il Sole nel mar Oceano, ò in qual si uoglia acqua ferma, ch'andando i raggi di riflesso verso la sfera del fuoco, apre, & purga l'aria, & quel pare vna stella come l'altre; ma quando il Sole abbandona l'acqua, i raggi ancora abbandonano l'aria, si che si viene à ferrare l'aria, & quella luce par che corra per mezzo, si che rappresenta vna stella cadente à gli occhi nostri, & questo può ancora dependere da i raggi della Luna, & però ne posson parere in diuersi luoghi, & in diuersi modi.

T. Orsu ancora questo è bene, & se non fusse per darui fastidio, vi dimandarei onde vengano tante montagne, & che caminano tanto paese, e tanto lontano.

C. Questo si risolue con poche parole; mà bisogna che veniamo alla conclusione, per non andar nell'infinito.

T. Anzi l'hò a caro che con poche parole ci intendiamo à cenno.

C. Imaginateui tutta la terra tonda ad vn modo nel suo principio, & che le pioggie con i uenti la bagnano, & li faccino sopra quel che s'usa adesso. Voi sete chiaro che quando piouerà sopra questa terra tonda, che l'acqua uorrà correr'al mare, & pigliando il corso per andar al mare, comincia à cauare, & fa vn fiume, & come comincia ad abbassare, tutte quelle acque correno à quel basso, & correndo à quel basso cauano più, & lassano più alto donde vengan, facendo vn canale, & ogni di slongandosi per le acque, che vanno pigliando quel basso, calando da ogni banda, fanno diuersi riui, & poi fiumi, & in questo furore, & accrescimento d'acque vanno cauando di piu, & quanto più l'acqua cresce, tanto più caua, & più s'abassa, & lassa doue principiano le ripe più alte; & allontanandosi, & facendosi maggiori, & pigliando piu paese.

T. Mostratemene vno, & con ragione.

C. Io dico ch'Italia ha monti che caminano dalla sua ponta insino a i monti di Francia, quali sono stati generati dalle acque piouane, che sono calate parte verso la Lombardia, e parte verso il mare Adriatico, e dall'altra parte verso il mare Mediterraneo, & è rimasta la metà nel mezzo alta, e dalle bande à destra, & à sinistra le valli, che hanno fatte l'acque, & bassandosi ancora in punta l'vn più dell'altro, & più in vn luogo ch'in vn altro, si fanno diuersi monti, e tutto vien dal cauamento che fanno l'acque piouane.

T. Io comincio à compredere, seguitate, l'alpi che vengono da Francia, & che caminano dietro, insino in punta della Grecia, cioè Acaia, & Salona ne in confini della Morea nel stretto, & ancora appresso a Costantinopoli fanno che pioua ancora verso Lombardia, & il mare Adriatico, & fuori dell'Adriatico insino à Lepanto, & à Salona, quali seruono à vso di tetti di quella banda. In testa della Lombardia, & Italia ci sono i monti à torno à vso di theatro: si che voi vedete, che per ridursi tutte quest'acque intorno à vso di tetti che corrispondeno per diuersi laghi, & fiumi nel Pò fanno questa pianura con tante acque, & questo basso, & riempiendo il mare per la materia che portano, fanno questo effetto, non è uero questo?

T. E vero, è dite benissimo, perche si vede nella cosmografia.

C. E questo sarà vn di quei siti, ch'hà preso il basso la prima volta, donde n'è poi venuto col tempo à lasciar tant'altri monti, & abbassare i luoghi, doue sono corse l'acque & cosi farà sempre mentre starà la natura.

T. Mostratemene un'altro per più sodisfattione.

C. L'altro è dell'Alpi, che caminano per la Grecia, in sin'appresso à Costantinopoli, & pioueno verso il Danubio, qual piglia tutto quel paese di là, & fa vn'altro piano, & vn'altro corso simile, cosi fa il Rheno, il Rodano, il Tago, l'Arno, il Teuere, et cosi infiniti altri in Italia.

T. Cosi s'intende in tutte le parti della terra in ogni luogo, perche guardando si trouano per tutto i monti, valli, & piani, quali dependeno dalle medesime ragioni; ma vna cosa mi fa la menta inquieta.

C. Dite, su, che cosa sarà, che noi non possiamo ancora discorrere di essa?

T. Si può discorrere, mà non so se la risolueremo con ragione.

C. Or su ditemelo?

T. Come mi darete ad intendere la generatione de laghi in tante maniere, cioè quelli ch'han bocca, & quei che non han bocca, & come si sono generati?

C. Con le cose già dette, voglio che risoluiamo questo fatto, & con poche parole, perche con le medesime si prouerà il medesimo fatto.

T. O questo si che sarà bello à far, che dal primo ordine naschino tanti effetti, hor alla proua.

C. Immaginiamoci un'altra uolta tutta la terra piana ad vn modo, & ch'il piouere faccia tutto quel ch'hauiamo detto nel principio, quando l'acque non haueano ancora il corso, si fermauano in se medesime, & poi pigliauano la decadenza nel principio verso il mare nel più basso, secondo si facea il più basso, & cosi vn'acqua chiamaua l'altra, et nel correre la moltitudine dell'acque nel piu basso in alcuni luoghi faceano vn cauo, & poi andauano alla volta dell'altre, & cosi con l'accrescimento de valli, e monti tanto più crescea il corso de i riui, & doue s'imbatteuano ad andar piu riui, lì contrastauano, & faceuano vn cauo nella terra, & poi s'alzauano, & andauano fuori in ponta cauando, & facendosi la bocca con questo andar inanzi il tempo, & cauando piu lontano, & andando con più violentia, han fatto i caui de laghi, quelli che sono stati frequentati dalle acque han la bocca, & correno et quelli che sono ristretti in poco luogo restano solo con l'acque in quel cauo fatto dal corpo dell'acque, quali si mantengono dall'acque sotteranee delle montagne, che nascono dentro, & dalle fontane, che nascono dalle montagne intorno, & queste sono le conserue della natura per dar l'acqua in diuersi luoghi, per seruigio de gl'huomini, perche i laghi sono più alti l'vno dell'altro, & ogn'vn essendo più alto del mare, vorrebbe tornar al mare, & perche non basta la bocca per la profondità del lago, la si fa la strada sotterranea per andar al mare, & cosi comparisce in diuersi luoghi di monte in monte, di piano, in piano.

T. O, come puonno rimaner i laghi, se l'acqua caua, & porta via la materia per andar al mare?

C. Perche l'importunità delle stagioni faranno tanta riua in vn tratto, è tanto cauo, che non bastano à potersi far la strada per scolare tutta quell'acqua oltra l'accidente maggiore, & minore più in un luogo che in vn'altro.

T. Non me ne fareste qualche essempio, accio io ne possi esser più chiaro?

C. Due ue ne uoglio fare, vn più bello dell'altro, vn'è il vento, il qual battendo l'acque, ch'erano in luoghi caui in faccia, facea che la bocca non corriua, & l'acque stauano in se stesse per i riui diuersi, che sono intorno cauando et nel cauar portauano alla volta della bocca, & il vento riteneua in collo l'acqua, & la materia, & manteneua l'argine, & cosi la bocca restando alta, faceuano tanto più bassa la concauità de laghi. Finiti poi gl'accidenti del vento, & delle pioggie, l'acqua poi scolaua facendo la sua bocca à poco à poco, & assettato ch'è il lago à vso di mare, riposa in se stesso, & questo n'è vno, che ne dite?

T. Bene, & non mi dispiace, dite l'altro.

C. L'altro è, che sia vero il sopradetto. Non và nissun fiume al mare, che quando il màre è in fortuna, non l'empia, e stoppi la bocca, & che l'acqua di dentro non s'inalzi, & faccia gran fondo, e tanto più fa gran fondo, quando s'imabatteno due accidenti contrarij in vn tratto, la fortuna in mare, & l'accidente delle pioggie in terra, & all'hora fanno caui intolerabili dentro.

T. Non me ne nominareste vno, qual voi hauesti visto, & del quale voi siate certo?

C. Ve ne voglio nominare vno, qual è chiamato la caua à Stura, qual è del Illustrissimo signor Marco Antonio Colonna, luogo veramente degno d'esser visto, perche rappresenta bene quel ch'è stato detto, cioè è largo 12. 15. & 20. canne, & lungo appresso à due miglia, & è fondo palmi 7. 8. 9. 10. 12. 14. 15. 16. 20. più, & meno secondo gl'accidenti. Et in tempo di bonaccia la bocca in mare non è più alta di due in tre palmi, & il fiume nella parte di sopra si guazza a cauallo. Ben che dite voi mò? non è spetie di lago questo?

T. Se gl'è cosi come voi dite, veramente io son sodisfatto.

C. E verissimo, & se dimanderete à qual si voglia di Nettuno, ve lo dirà ogn'vno, oltra che'l luogo serue per peschiera. Guardate nella Cosmografia, che quei laghi, che sono nella Lombardia, lago maggiore, lago di Lugan, lago di Como, tutti han voltato la bocca verso mezzo giorno, & verso Sirocco, & hanno hauuti i venti contrarij, & si sono creati in quelle ualli: si che non è merauiglia che con il piouere, & il portar della materia che fanno l'acque dall'alto al basso, & andar al mare portate dall'acque, & dal mare ributtate in terra, crescono sempre i piani, come han fatto à Ferrara, à Padoa, à Rauenna, che già erano su nel confine del mare.

T. A questo modo dunque mediante il tempo si potrà dire, ch'l Pò andrà insin alla ponta d'Italia, è ch'l Pò riceuerà tutti i fiumi, che sono à destra & sinistra, facendo la pianura di terra doue adesso è il mare Adriatico.

C. Mediante il tempo non è dubio alcuno, perche l'acqua del mare con le sue fortune cauando, & buttando ancora à terrà, di più di quella terra che c'entra, portata da fiumi, tanto maggiormente cresceranno i piani.

T. Et l'acqua salsa doue andarà?

C. Nelli altri mari facendosi la ritirata à poco à poco; & gl'altri mari cauando più negl'altri luoghi, per i flussi, & riflussi, & venti, & fortuna, vanno abbassandosi & mancando & ritirandosi in se medesimi, & per questo appareno tanto alti i monti, e tanta terra vien crescendo come la Fiandra, che già era la maggior parte mare, e tanti altri luoghi, quali sono manifesti à molti: oltra che ci sono tanti mari adesso, che stanno per asciugarsi, che fra pochi anni saranno terra ferma.

T. Ditemene vn poco vno, ò due.

C. Le seccaggine di Barbaria, & intorno la spiaggia Romana, & l'argine di Fiandra, al qual che facesse vn altro argine, quando il mare fa riflusso, s'acquisterebbe vn paese grandissimo in certi luoghi, & queste son cose chiare per gli essempij delle cose già state.

T. Dal principio in sin'adesso ecci manco acqua di quel ch'era quando fu creata?

