Democrazia futurista: dinamismo politico
Part 1
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DEMOCRAZIA FUTURISTA
434 -- IV-1919 -- Cooperativa Grafica degli Operai.
F. T. MARINETTI
DEMOCRAZIA
FUTURISTA
DINAMISMO POLITICO
1919
FACCHI, EDITORE -- MILANO
18, VIA DURINI
_Dedico questa prima opera di politica futurista ai_ _*Fasci politici futuristi*_ _di MILANO, ROMA, FIRENZE, FERRARA, TARANTO, PERUGIA, ecc. e all_'_*Associazione degli Arditi*_.
_F. T. M._
INDICE
1. Un movimento artistico crea un Partito Politico. 2. La servaccia e i quadri degli antenati. 3. Ideologie sfasciate dalla conflagrazione. 4. Vecchie idee a braccetto da separare. 5. Crollo di filosofi e storici, sibille a rovescio. 6. Idee-muri da sfondare. 7. Contro il matrimonio. 8. Orgoglio italiano rivoluzionario e libero amore. 9. La Democrazia futurista. 10. Contro il Papato e la mentalità cattolica, serbatoi di ogni passatismo. 11. Patriottismo futurista. 12. Pacifismo e Società delle Nazioni carabiniera. 13. Contro l'immonda anzianità, la burocrazia, per il decentramento. 14. Il proletariato dei geniali. 15. Governo tecnico senza parlamento, senza senato e con un Eccitatorio. 16. Contro il diritto di successione. 17. Sintesi della concezione marxista. 18. L'Azionariato sociale. 19. Sintesi della concezione di Mazzini sulla proprietà e la sua trasformazione. 20. La riforma fondiaria di Henry George. 21. Denaro ai combattenti! 22. Abolizione della coscrizione, esercito volontario, scuole di forza, coraggio e patriottismo; corsi di strategia e d'armi. 23. Il cittadino eroico, l'abolizione delle polizie e le scuole di coraggio. 24. Morale del pericolo: la libertà elastica senza carceri e carabinieri. 25. Eroismo dinamico e antigloria. 26. Gli Arditi, avanguardia della Nazione.
1.
Un movimento artistico crea un Partito Politico.
Il nostro Partito Politico Futurista è nato naturalmente dalla grande corrente spirituale del movimento artistico futurista.
Unico nella storia il nostro Partito è stato concepito, voluto e attuato da un gruppo di artisti poeti, pittori, musicisti, ecc.: che, carichi di genio e di coraggio ormai provati, dopo avere svecchiato brutalmente e modernizzato l'arte italiana sono giunti logicamente ad una concezione di politica assolutamente sgombra di retorica, violentemente italiana e violentemente rivoluzionaria, libera, dinamica e armata di metodi assolutamente pratici.
Poichè un passato illustre schiacciava l'Italia e un _avvenire infinitamente glorioso_ ribolliva nel suo seno, appunto in Italia, sotto il nostro cielo troppo voluttuoso, l'energia futurista doveva nascere, dieci anni fa, organizzarsi, canalizzarsi, trovare in noi i suoi motori, i suoi apparecchi di illuminazione e di propagazione. L'Italia, più di qualunque altro paese, aveva un bisogno urgente di futurismo, poichè moriva di passatismo. L'ammalato inventò il proprio rimedio. _Noi siamo i suoi medici occasionali._ Il rimedio vale per gli ammalati di ogni paese.
Il nostro programma immediato era di combattimento accanito contro il passatismo italiano sotto le sue forme più ripugnanti: archeologia, accademismo, senilismo, quietismo, vigliaccheria, pacifismo, pessimismo, nostalgia, sentimentalismo, ossessione erotica, industria del forestiero, ecc. Il nostro movimento ultra-violento, anticlericale, antisozzalista e antitradizionale si fondava sul vigore inesauribile del sangue italiano e lottava contro il culto degli avi che, ben lungi dal cementare la razza, l'anemizza e l'imputridisce.
Il futurismo, nel suo programma totale, era un'atmosfera d'avanguardia; la parola d'ordine di tutti gl'innovatori o franchi-tiratori intellettuali del mondo; l'amore del nuovo; l'arte appassionata della velocità; la denigrazione sistematica dell'antico, del vecchio, del lento, dell'erudito e del professorale; un nuovo modo di vedere il mondo; una nuova ragione di amare la vita; una entusiastica glorificazione delle scoperte scientifiche e del meccanismo moderno; una bandiera di gioventù, di forza, di originalità ad ogni costo; un colletto d'acciaio contro l'abitudine dei torcicolli nostalgici; una mitragliatrice inesauribile puntata contro l'esercito dei morti, dei podagrosi e degli opportunisti, che volevamo esautorare e sottomettere ai giovani audaci e creatori; una cartuccia di dinamite per tutte le rovine venerate.
La parola futurismo conteneva la più vasta formula di rinnovamento; quella che, essendo a un tempo igienica ed eccitante, semplifica i dubbî, distrugge gli scetticismi e raduna gli sforzi in una formidabile esaltazione. Tutti i novatori s'incontrarono sotto la bandiera del futurismo, perchè il futurismo proclamava la necessità di andar sempre avanti, e perchè proponeva la distruzione di tutti i ponti offerti alla vigliaccheria. Il futurismo era l'ottimismo artificiale opposto a tutti i pessimismi cronici, il dinamismo continuo, il divenire perpetuo e la volontà instancabile. Il futurismo non era dunque sottoposto alle leggi della moda nè al logorìo del tempo, non era una _chiesuola_ nè una _scuola_, ma piuttosto un grande movimento solidale di eroismi intellettuali, nel quale l'orgoglio individuale è nulla, mentre la volontà di rinnovare è tutto.
Il futurismo italiano, profeta della nostra guerra, seminatore e allenatore di coraggio e d'orgoglio italiano, ha aperto undici anni fa il suo primo comizio artistico col grido: _W. Asinari di Bernezzo! Abbasso l'Austria!_
I futuristi organizzarono _Le due prime dimostrazioni_ contro l'Austria nel Settembre 1914 a Milano in piena neutralità, bruciarono in piazza otto bandiere austriache e furono incarcerati a S. Vittore.
Vollero la guerra, lottarono per la guerra e fecero la guerra.
FUTURISTI
_Morti in prima linea._
_Cantucci_ (medaglia d'argento). _Stojanovich._ _Sant'Elia_ (medaglia d'argento). _Carlo Erba._ _Athos Casarini._ _Luca Labozzetta._ _Luigi Peron-Cabus._ _Visone._ _Occhinegro._ _Angelo Della Santa._ _Annunzio Cervi_ (medaglia d'argento). _Ugo Tommei._
_Feriti in prima linea._
_Guizzi Doro._ _Nino Zuccarello._ _F. T. Marinetti._ _Nino Formoso._ _Jamar_14. _Bolongaro_ (medaglia di bronzo). _Racchella_ (5 ferite -- mutilato -- medaglia di bronzo). _Raffaele Merola_ (mutilato). _Berr_ (4 ferite -- 2 medaglie d'argento). _Piero Bolzon._ _Gennari_ (mutilato -- 3 medaglie d'argento). _Soffici_ (medaglia di bronzo). _Russolo_ (mutilato -- medaglia d'argento). _Vann'Anto'._ _Dessy._ _Olao Gaggioli_ (4 medaglie). _Steiner_ (mutilato). _Mario Carli._ _Marcello Manni._ _Ugo Piatti._ _Ottone Rosai_ (medaglia d'argento). _Enrico Rocca._ _Cerati._ _Astarita_ (medaglia d'argento). _Morpurgo._ _Catapano_ (medaglia di bronzo). _Paolo Rubio._ _Businelli_ (medaglia d'argento). _Raffaello Franchi._ _P. P. Carbonelli._ _Urrico Foa._ _Berto Ronchis_ (mutilato -- 3 medaglie). _Romano Imegli_ (2 medaglie). _Renato Beccati_ (2 medaglie). _Renato Zamboni_ (mutilato). _Giorgio Forlai._ _Giovanni Brunetti._ _Nino Scotto_ (4 ferite). _Corrado Giusti._ _G. Benasciuti._ _Arturo Breviglieri._
_Morto sotto le armi._
_Umberto Boccioni_.
Convinti di avere col genio profetico, il coraggio, il sangue e la tenacia collaborato ampiamente alla formidabile vittoria italiana, i futuristi italiani sentono oggi la necessità di partecipare direttamente alla direzione politica dell'Italia, lanciando in avanti un sogno rinnovatore infinitamente più audace e un programma di libertà infinitamente più rivoluzionario.
Il _Corriere della Sera_ diceva nell'aprile 1917: «Purchè l'Italia non sia, come a volte pare, un organismo sociale _sui generis_, nè aristocrazia nè democrazia, ma gerontocrazia, una gelosa repubblica senile ove -- salvo strabilianti eccezioni -- è preclusa la strada a chi non sia tanto stagionato e infiacchito da non dare ombra a nessuno».
Sì: è così. È assolutamente così, ed è contro questa Italia schifosa -- sostenuta in realtà dal _Corriere_ stesso -- che noi combattiamo da dieci anni.
Il manifesto del Partito Politico Futurista Italiano, pubblicato e lanciato l'11 febbraio 1918, dichiara:
«Bisogna portare la nostra guerra alla sua vittoria totale, cioè allo smembramento dell'impero austro-ungarico, e alla sicurezza dei nostri naturali confini di terra e di mare, senza di che non potremmo avere le mani libere per sgombrare, pulire, rinnovare e ingigantire l'Italia».
La nostra profezia, come altre nostre, si è pienamente realizzata. Il nostro ottimismo futurista molte volte deriso, combattuto da quasi tutti, ha avuto pienamente ragione.
Abbiamo le mani libere. Incominciamo dunque senza ritardo a sgombrare, pulire, rinnovare e ingigantire l'Italia, liberandola dal peso del passato e dello straniero.
Il Partito Futurista vuole una Italia libera, forte, non più sottomessa al suo grande Passato, al forestiero troppo amato e ai preti troppo tollerati: una Italia fuori tutela, assolutamente padrona di tutte le sue energie e tesa verso il suo grande avvenire.
Il Partito Politico Futurista sarà nettamente distinto dal movimento artistico futurista. Questo continuerà nella sua opera di svecchiamento e rafforzamento del genio creativo italiano. Il movimento artistico futurista, avanguardia della sensibilità artistica italiana, è necessariamente sempre in anticipo sulla lenta sensibilità del popolo. Rimane perciò una avanguardia spesso incompresa e spesso osteggiata dalla maggioranza che non può intendere le sue scoperte stupefacenti, la brutalità delle sue espressioni polemiche e gli slanci temerari delle sue intuizioni.
Il Partito Politico Futurista invece intuisce i bisogni presenti e interpreta esattamente la coscienza di tutta la razza nel suo igienico slancio rivoluzionario. Potranno aderire al Partito Politico Futurista tutti gli italiani, uomini e donne d'ogni classe e d'ogni età, anche se negati a qualsiasi concetto artistico e letterario.
Le ostilità suscitate dal Futurismo artistico non devono turbare i nuovi aderenti al Partito Politico Futurista.
Le opere artistiche del movimento futurista possono apparire ai loro occhi troppo programmatiche e violente, troppo cariche di voluto e di teorico.
Ciò è naturale.
Le faccie di coloro che scavano un _tunnel_ sono contratte dallo sforzo violento e tenace.
Le faccie di coloro che entrano in un _tunnel_ sdraiati in un treno di lusso veloce sono calme, allentate, appagate, soddisfatte e senza contrazioni.
Il nostro Partito Politico vuole creare una libera democrazia futurista che disprezzando le utopie pacifiste al latte-e-miele tragga la sua potenza di sviluppo dal valore tipico energetico di tutto il popolo italiano.
Questa italianità provata e glorificata nelle vittorie sanguinose dal più umile fante, deve trasformarsi domani, nel più umile fante (operaio o contadino) in un saldo orgoglio di sentirsi italiano.
Tutte le audacie, tutti i progressi e tutte le libertà in questa grande luce che si chiama Italia.
L'Italia unico sovrano.
Tutto, tutto per la libertà il benessere il miglioramento fisico e intellettuale la forza il progresso la grandezza e l'orgoglio italiano del più umile e più piccolo italiano.
Essere italiano è oggi un titolo di nobiltà altissimo, un grande diritto, un valore incalcolabile.
Noi Futuristi esigiamo dunque da ogni italiano un nuovo sforzo eroico perchè superando tutte le debolezze della razza calpestando e uccidendo ogni viltà e ogni abitudine del cervello del cuore e dei nervi tronchi brutalmente con tutto il suo passato e appaia finalmente virilissimo, _nuovissimo_, _italianissimo_.
Il Partito Politico Futurista si dichiara dunque nettamente antimonarchico, ma non contentandosi del rancido e floscio ideale repubblicano vuole giungere ad un governo tecnico di 30 o 40 giovani direttori competenti senza parlamento, eleggibili da tutto il popolo mediante sindacati.
Il Partito Politico Futurista avendo per obbiettivo la _massima_ libertà, il _massimo_ benessere e la _massima_ potenza di produzione di tutti gli italiani, tutti portati al loro massimo valore, vuole l'abolizione graduale del matrimonio mediante il divorzio facilissimo, il voto alle donne e la loro partecipazione all'attività nazionale. Inoltre abolire l'attuale sistema di Polizie e di Questure riducendo al minimo l'attuale complicata inefficace difesa del cittadino che deve -- _anzitutto_ -- difendersi da sè.
Il Partito Politico Futurista vuole inoltre con un anticlericalismo intransigentissimo liberare l'Italia dalle chiese, dai preti, dai frati, dalle monache, dai ceri e dalle campane.
Il Partito Futurista ha come unica religione l'Italia di domani, non ammette mezzi termini, esige senz'altro l'espulsione del Papato.
Il manifesto del Partito Politico Futurista dichiarava nel febbraio 1918:
«Mantenere l'esercito e la marina in efficienza fino allo smembramento dell'Impero austro-ungarico. Poi, diminuire gli effettivi al minimo, preparando invece numerosissimi quadri di ufficiali con rapide istruzioni. Esempio: duecentomila uomini con sessantamila ufficiali, la cui istruzione può essere suddivisa in quattro corsi trimestrali ogni anno. Educazione militare e sportiva nelle scuole. Preparazione di una completa mobilitazione industriale (armi e munizioni) da realizzarsi in caso di guerra contemporaneamente alla mobilitazione militare. Tutti pronti, con la minore spesa, per una eventuale guerra o una eventuale rivoluzione».
Poichè lo smembramento dell'Impero austro-ungarico è un fatto compiuto, noi crediamo di superare questa concezione propugnando senz'altro l'abolizione della coscrizione, la creazione di un piccolo esercito volontario che organizzerà le nostre colonie e sarà il punto di partenza di una eventuale improvvisazione di grande esercito in caso di guerra.
2.
La servaccia e i quadri degli antenati.
La vita italiana si riduce a una convivenza cretina di quadri d'antenati e di una lurida servaccia.
Sotto i quadri d'_antenati_ senza autorità e senza prestigio che spandono intorno in una penombra tediosa pessimismo, pedantismo, austerità professorale, verbalismo patriottico e polvere di Roma antica, s'aggira sporca taccagna provinciale brindellona la servaccia che fa tutto male, tiene malissimo la casa, non vuole migliorare nulla, perde le giornate a verificare le spese di cucina, ha sempre paura di spendere e di rovinarsi ed è tronfia perchè sa fare una minestra non troppo salata che costa poco.
I quadri d'antenati sussurrano: «ricordate le legioni romane, l'urbe.... I padri conversanti lunghesso il Fiume Sacro....».
La servaccia spiega freneticamente come mediante le sue chiacchiere coi fornitori e la sua pertinacia turbolenta sa conservare il prestigio del padrone di casa, si tiene in buoni rapporti col dottore, ecc.
Vanta il suo eroico libero pensiero perchè fa le corna dietro le spalle ai preti.
Va però in chiesa, è amica del delegato e sa veramente strangolare una _spaventosa_ economia.
La servaccia e i quadri d'antenati si rivoltano ferocemente all'idea di cambiar casa.
Sono d'accordo anche sulla conservazione della polvere, dei tarli, dei topi, della muffa, dei prefetti, ecc.
I quadri d'antenati si chiamano Boselli e Salandra, la servaccia si chiama Giolitti o Bissolati.
3.
Ideologie sfasciate dalla conflagrazione.
1º La conflagrazione ha prodotto lo sfasciamento del concetto religioso della Provvidenza e dell'intervento divino negli avvenimenti terrestri.
2º La conflagrazione ha prodotto lo sfasciamento delle logiche e dei sistemi filosofici quadrati e chiusi. Un sintomo: il suicidio tentato dal filosofo Ardigò.
3º La conflagrazione ha prodotto la glorificazione della forza brutale e del diritto compenetrati.
La conflagrazione cominciò con una aggressione della Forza Bruta al Diritto. Il Diritto, invenzione audace del cervello umano come l'Amore Puro Eterno Unico è un freno ideale creato per contenere nei limiti le forze brutali. Il Diritto però esagerò le sue pretese esagerando in quietismo, pietismo, pacifismo internazionalista, rammollimento fisiologico, ipertrofia del cervello a scapito della muscolatura. Il Diritto così gradualmente minacciava di evirare sviare e ammosciare l'umanità.
Gli Imperi Centrali furono evidentemente scelti dal _grande Equilibrio Universale_ delle forze per ristabilire i diritti della forza brutale contro gli eccessi del Diritto.
Scoppiò la lotta fra il Diritto, gran freno spirituale, e la Forza che ha per ragione d'essere la sua stessa sfrenatezza.
Se gli Imperi Centrali avessero avuto oltre alla forza il genio elastico improvvisatore avrebbero vinto e soppresso le razze avvelenate di pacifismo, che credevano di potersi difendere con l'unica arma del Diritto.
Gli Imperi Centrali avevano invece come zavorra pericolosa il preparazionismo pedantesco professorale, aprioristico della loro razza, che tolse loro ogni divinazione, ogni agilità improvvisatrice.
L'Intesa, formata di razze malate di pacifismo e padrone assolute del Diritto, fu più volte colpita e quasi atterrata imparando così a proprie spese a valutare la forza brutale e la necessità della violenza e imparando inoltre a svalutare un poco la fragile benchè esistente divinità del Diritto.
L'Intesa vinse gli Imperi Centrali poichè seppe -- combattendo -- imparare da loro quel poco che potevano insegnare. Dall'Intesa vittoriosa nasce una concezione di nuova umanità veramente futurista, fatta di violenza rivoluzionaria, elastica, improvvisatrice, eroica di spirito, muscoli, ferro.
Gli Imperi Centrali servirono unicamente a dare con la loro aggressione una lezione di forza brutale al Diritto. Il Diritto esce dalla lotta agilissimo ma inguainato di duttile acciaio.
Non dimentichiamo il favoritismo esplicito e palese che le forze misteriose dimostrarono nel dosare sui campi di battaglia le temperature, le intemperie invernali alle offensive germaniche. Uragani, pioggie, nevi, collaborarono fino all'ultima fase con Hindenburg e Ludendorff.
Le forze misteriose dirigevano così la guerra, formidabile coito che tendeva a mescolare e ad equilibrare la Forza e il Diritto, compenetrandoli in un corpo a corpo sanguinario.
La Forza doveva sverginare il Diritto, fecondarlo di nuova forza e morire perchè nascesse un Diritto più forte.
4º La conflagrazione ha prodotto coi suoi contraccolpi lo sfasciamento dell'Amor Puro. L'amor puro con tutti i suoi corollarî di fedeltà e di costrizioni matrimoniali è l'esagerazione e degenerazione dell'amore fisico: coito naturale. Così il Pacifismo pietista è l'esagerazione e la degenerazione del Diritto.
La conflagrazione costrinse l'umanità a delle forme d'amore libero, fugace, senza domani.
Abbiamo avuto la fusione delle razze più lontane che si rinforzavano così fisiologicamente.
Molti maschi diversi di razze diversissime venuti da tutte le parti del mondo per unirsi in coiti imprevisti e veloci con una sola donna. Sfasciamento del matrimonio tradizionale, dispersione della famiglia, amore libero e rapido. Sfasciamento delle tradizioni e delle abitudini sentimentali. Bonifica brutale del cuore-pantano dove si ferma la carne-istinto.
La conflagrazione, sintesi di patriottismo accanito, di militarismo, di garibaldinismo improvvisatore, di forza rivoluzionaria, d'imperialismo e di spirito democratico, ha sconfessato tutti i partiti politici, ridicolizzato tutti i calcoli diplomatici, frantumato tutti i quietismi, sgretolato o spaccato tutti i passatismi, e rinnovato il mondo.
La conflagrazione ha liberato igienicamente il mondo da tutti i mediovalismi (Czarismo, Kaiserismo, ecc.).
La conflagrazione ha dimostrato il fallimento inevitabile del concetto di preparazione metodica di quadratura pesante e di cultura.
La conflagrazione ha dimostrato il trionfo del concetto d'improvvisazione elastica intensiva. La preparazione stanca e irrita la Fortuna. L'improvvisazione attira e seduce la Fortuna.
La conflagrazione ha sviluppato tutte le scienze e tutti gli sports, velocizzato e centuplicato le comunicazioni terrestri, marine ed aeree.
La conflagrazione ha sventrato a cannonate i cimiteri; dissodato e arato a cannonate le solitudini romantiche; decapitato a cannonate le montagne; sconvolto, sfasciato e vivificato a cannonate le città morte; scavalcato e rovesciato monumenti e cattedrali; condannato alla fame le città passatiste che persistono a vivere sfruttando il loro passato e svalutato e spaventato per sempre la pericolosa e umiliante industria del forestiero.
La conflagrazione ha massacrato il «buon gusto», le delicatezze effemminate, i bizantinismi psicologici, i decadentismi e gli estetismi (Baudelaire, Mallarmé, Oscar Wilde, D'Annunzio) le estasi mistiche, le nostalgie e tutti i sentimentalismi delle rovine.
La conflagrazione ha snobilitato, svalutato e ridotto l'amore alle sue proporzioni naturali. Tutti i soldati al fronte sapevano di essere, più o meno, traditi dalle loro donne ma se ne infischiavano.
La conflagrazione ha denigrato e preso a calci, col suo vasto massacro a ripetizione, il patriottismo commemorativo che morrà soffocato -- lo speriamo -- sotto la valanga degli eroi da commemorare.
La conflagrazione ha inspirato ai nostri grandi generali dei proclami duri, veloci, incisivi, balzanti, essenziali, che sono quasi _parole in libertà_ di guerra.
La conflagrazione ebbe per oppositori accaniti tutti i nemici del futurismo: conservatori, quietisti, tradizionalisti, clericali, uomini d'ordine, eruditi, archeologhi, critici, professori e avvocati (tipo Barzellotti, Benedetto Croce, Enrico Ferri, Claudio Treves).
La conflagrazione ha spento a cannonate le lampade dei filosofi e fatto tremare l'impiantito sotto i podagrosi piedi pensanti dei sedentarî che volevano sgovernare l'Italia dal fondo delle biblioteche e dei musei.
La conflagrazione è la nostra prima giovanissima parolibera futurista.
Tutti i partiti politici: conservatori, clericali, democratici, nazionalisti tradizionali, socialisti interventisti, anarchici e socialisti ufficiali si sono trovati a disagio in questa conflagrazione milita-rivoluzionaria.
Noi soli futuristi fummo veramente a posto nella conflagrazione: la prevedemmo, la comprendemmo e ricevemmo le sue confidenze segrete...
La conflagrazione era già tutta contenuta nel 1º Manifesto del futurismo (pubblicato nel «Figaro» di Parigi il 20 febbraio 1909) che sembrò contradittorio e pazzesco, mentre era semplicemente profetico.
4.
Vecchie idee a braccetto da separare.
La politica prima di noi ha vissuto sempre di luoghi comuni o meglio ancora di idee a braccetto che camminavano stupidamente sempre legate da una illusoria parentela che in realtà non esiste.
Quando si dice: monarchia, si pensa immediatamente all'esercito, alla guerra, alla patria, al patriottismo. E questo è ammissibile. Ma è assurdo che dicendo, per esempio, le parole patria, patriottismo, guerra, esercito entusiasta, si debba pensare forzatamente alla idea di monarchia reazionaria.
Quando si dice: nazionalismo, si pensa immediatamente a spirito conservatore, a imperialismo rapace e sistematico, a spirito tradizionale e reazionario, a repressione poliziesca, a militarismo, ad aristocrazia blasonata, a clericalismo.
Idee a braccetto da separare brutalmente.
Quando si dice: democrazia, si pensa immediatamente a spirito imbelle, umanitario, pacifista, pietista, quietista, rinunciatario, anticoloniale, umile, internazionalista, e senza orgoglio di razza o negatore delle razze.
Idee a braccetto da separare brutalmente.
Quando si dice: rivoluzione, si pensa immediatamente ad antipatriottismo, a internazionalismo e a pacifismo.
Idee a braccetto da separare brutalmente.
Quando si dice: educazione sportiva, slancio, coraggio, audacia, forza muscolare, mania del record, si pensa immediatamente alla monarchia imperialista o clericale.
Idee a braccetto da separare brutalmente.