Part 27
[66] Se il generale Elsnitz contro la guardia consolare a Marengo, se la cavalleria francese al primo combattimento di Krasnoi nel 1812 contro il generale Newroscki, avessero potuto far precedere le loro cariche dal fuoco di pronte artiglierie, né il general russo avrebbe recato a termine la sua bella ritirata, né il quadrato di Marengo avrebbe stancata e tenuta sí lungamente occupata la bella e numerosa cavalleria imperiale. Ma il generale Elsnitz sembra che ne mancasse; ed i francesi a Krasnoi ne attesero per lungo tempo, e poi sopravvenne assai poca artiglieria alleata e non perfettamente servita. La cavalleria inglese non riuscí contro i quadrati della guardia francese a Waterloo se non dopo di averli per cosí dire battuti in breccia con la sua artiglieria.
[67] Come afferma il signor maggiore Ferrari, pagina 16, nota 1. Nondimeno i cannonieri a cavallo, francesi, russi, prussiani, polacchi (del granducato di Varsavia), italiani d'ogni paese..., ebbero parte in molte vittorie.
[68] Il tenente generale Allix (_Système d'artillerie de campagne de_ D. G. ALLIX, Paris, Auselin et Prochard, 1827), giudice competente per lunghi ed importanti comandi (e taccio d'altri), si esprime su tale assunto in tai termini: — «_J'ai vu et entendu beaucoup de songecreux qui n'ont vu... la guerre que dans les bureaux du ministère... avoir à cet égard_ (l'abolizione dei cannonieri a cavallo) _la meilleure volonté du monde. Gassendi a prêché ce système...; mais c'était chez-lui par principe d'économie et non par défaut de connaissance. Et en effet en supprimant les chevaux de l'artillerie á cheval, on évite... les dépenses... Mais il y a á la guerre des économies qui ne sont pas bonnes á faire_...». — Ed in séguito: — «_Ce serait ignorer la nature même des choses, de vouloir donner á l'artillerie á pied la même vitesse qu'á l'artillerie á cheval... Aussi tous les efforts pendant le cours de nos dernières guerres pour démonter les cannoniers et substituer aux chevaux pour porter les cannoniers les voitures mêmes de l'artillerie, ont-ils étés sans succès_». — In Francia i tentativi per trasportare i cannonieri sui carri precedettero quelli mercé i quali furono messi a cavallo. La esperienza non raccomandò il primo modo di trasporto; il secondo fu seguito da lunghi e brillanti successi, onde si giunse all'abuso. Federico, reso piú leggiero il suo materiale di artiglieria, creò i cannonieri a cavallo e li conservò sempre gelosamente. Tornare ai _wurst_ sará progredire? I dotti ne giudicheranno.
[69] La Prussia conserva in pace centotto pezzi serviti da cannonieri a cavallo e centosessantadue da cannonieri a piedi. In guerra sembra che i primi stiano ai secondi come uno a quattro. Il CARAMAN, _Essai sur l'armée prussienne,_ pagina 110 (Paris, 1831), _cosí si esprime: — «Comme on tient beaucoup... á la perfection des manœuvres, on exige beaucoup de l'artillerie á cheval, qui est habituée á suivre et la plus part du temps á précéder les mouvements les plus rapides de la cavalerie: elle exécute ordinairement au galop, souvent en carrière_...».
[70] È giusto di riflettere non essere ussaro chiunque monta su di un cavallo, ma colui solamente che si serve del cavallo per lo fine e nelle guise degli ussari.
[71] L'autore dell'articolo redarguisce coloro i quali mettendo a cavallo un artigliere, lo resero mozzo e l'obbligarono all'istruzione d'un cavaliere; approva che sia divenuto vetturino. Ammesso che ciò stia bene, sarebbe questo un nuovo miglioramento pensato da uomini istruiti dalle ultime guerre.
[72] Nelle artiglierie inglesi ed anche nel sistema dell'anno XI ed in quei che lo precedettero. Non è mestieri di ricordare la profusione del calibro da quattro nel sistema di Gribeauval, la scarsezza degli obusieri, la disseminazione dei pezzi nei battaglioni..., colpa dei tempi piú che sua; ma alla perfine era cosí. Del rimanente pei miglioramenti gravi introdotti nell'artiglierie, come per la convenienza dei cannonieri a cavallo e del loro modo di combattere uniti alla cavalleria, si veggano le opere sommamente istruttive dei signori GREVENITZ e DECKER (traduzione del RAVICCHIO), opere in cui non meno è ad ammirarsi il vasto sapere che la profonda esperienza di quei chiarissimi e laboriosi autori, esperienza che accompagna tutte le altre opere del Decker (Per GREVENITZ, Parigi, 1831, presso Levrault; e per DECKER, Parigi, 1825 e 1831, presso il medesimo).
[73] Fin dal cominciamento delle ultime guerre s'intese in Francia il bisogno di un cambiamento nel sistema del Gribeauval, e le organizzazioni dell'anno III repubblicano, dell'anno VIII e dell'anno IX vi provvidero diversamente. Onde il general LESPINASSE nel suo _Essai sur l'organisation de l'artillerie_ (Paris, an. VIII) può dire a nota (b): — «_Si lorsque le général Gribeauval a organisé le canon de campagne, nos armées avaient été composées comme aujourd'hui de divisions considerées comme éléments déterminés, il aurait changé la composition de ses divisions d'artillerie_...». — Il celebre general Gribeauval, mente vasta ed ordinata, colma delle dottrine francesi nell'arma sua e della sperienza della guerra dei sette anni che fece negli eserciti imperiali, rigenerò l'artiglieria di campagna (sistema Vallière) della Francia, e fu il primo artigliere forse di Europa; ma la guerra cambiò dopo di lui e con essa le applicazioni dell'arma. — «_Napoléon fit dans le service de l'artillerie une revolution en rapport avec les changements que des longues guerres ne pouvaient manquer d'amener dans le moral de l'armée_». — FOY, _Guerre de la peninsule_, pagina 120.
[74] Il Dupin riferisce che in Inghilterra i razzi sono stati provveduti di recipienti per metraglia e provati in tal modo. Ignoro se ad epoche molto remote siano stati adoperati in Europa come artiglierie, ma par dimostrato che nelle Indie Tippoo se ne servisse contro l'esercito inglese nella difesa della sua capitale.
[75] Questo proietto è per metá pieno e per metá vuoto e riempito di palle. Scoppia ad una data distanza.
[76] I ponti del Danubio al secondo passaggio dell'esercito francese nel 1809. I ponti a botti cilindriche tentati in Inghilterra ed in Francia. Lo strettoio idraulico indicato dal DUPIN, di cui potrá consultarsi la distinta e compiuta opera, che non potrei né riassumere né svolgere adeguatamente: _Voyages dans la Grande Bretagne. Forces militaires_, tomo II: _Études et travaux_. È evidente non essere opera di un cosí breve discorso il presentare una sposizione comparata di ciascuna parte della scienza bellica e delle sue applicazioni. Accennando alcuno dei lavori e perfezionamenti degli ultimi tempi è mio pensiere d'indicare solamente il movimento degli spiriti, che in ogni luogo di Europa si portava acremente al miglioramento d'ogni parte di essa, e di notare alcuno tra i suoi effetti. Vedi l'opera del DRIEUX ed il Saggio _sui ponti militari_ del DOUGLAS.
[77] Il maggior barone Ferrari condanna i dragoni e come infanteria e come cavalleria, e pare che pensi d'accordo col Rogniat che due sole specie di cavalleria debbano entrare nella composizione di uno esercito: la leggiera e la grave.
[78] Sembra che in Francia tutta la cavalleria media e leggiera sia ora armata di moschetto (_mousqueton_), ordinariamente sospeso alla bandoliera. Ignoro se i dragoni o anche i cacciatori siano o pur no armati di baionetta. Di certo poi i dragoni sono destinati a combattere a piedi. Il gran Federico esigeva che i suoi dragoni fossero accuratamente esercitati nelle evoluzioni d'infanteria e gli armava di piccolo fucile e di baionetta. Bonaparte consiglia che tutta la cavalleria venga addestrata a combattere a piedi. Vedi MONTHOLON, tomo II, pagina 169 e MIRABEAU, opera citata, pagina 107.
[79] Le gravi differenze che passano tra la coscrizione quale ora si pratica in molti Stati d'Europa e quella in uso presso i popoli dell'antichitá dotta, è facile di scorgerle ove solamente si consideri la differenza degli ordinamenti civili nelle due epoche, ed ove si legga e si ponderi il rapporto fatto su tale oggetto dal generale Jourdan al Consiglio dei Cinquecento nell'anno 1799.
[80] Dissi determinando le tre forme ed epoche successive della qualitá degli eserciti: milizie feudali o comunali, eserciti permanenti, armate coscritte. Altri potrá meglio denominarle; a me bastava di trovare una indicazione qualunque, la quale esprimesse la mia idea e dividesse sensibilmente i tre periodi.
[81] Rampon a Montenotte, Gujeux a Salò, Kellerman a Marengo, Richepanse ad Hohenlinden, Mortier a Diernstein, l'ammirabile difesa delle strette di Koesen, la stessa battaglia d'Averstaed, i successi delle avanguardie francesi in tutte le direzioni dopo le battaglie gemelle di Jena e di Averstaed... La materia è abbondante, a scelta sola e difficile.
[82] Gli eserciti di Francia nel 1800, 1813 e 1815, della Prussia nel 1813 e dell'Austria nel 1809.
[83] Il passaggio delle Alpi nel 1800; la marcia dalle coste dell'Oceano, che conteneva le vittorie di Ulm e poi di Austerlitz; le operazioni che diedero luogo al passaggio della Saale nel 1807 ed alle sue conseguenze, e quelle che precedettero il doppio passaggio del Danubio nel 1809.
[84] Il glorioso risorgimento della Prussia nel 1813, militarmente preparato ed operato dal distintissimo general Scharnost.
[85] Attribuita a Sua Altezza imperiale l'arciduca Carlo d'Austria; princípi di cui fece sí brillante applicazione contro gli eserciti francesi della Sambra e Mosa e del Reno e Mosella nel 1796.
[86] Differenza facile a scorgersi paragonando gli scrittori militari delle due epoche. Nella prima la castrametazione, le evoluzioni, gli ordini distesi e profondi, l'armamento, la piccola guerra, la scelta delle posizioni formano lo scopo cui tende quasi unicamente lo spirito degli scrittori, come in Feuquières, Puysegur, nei profondisti e nei loro avversari, in Maurizio di Sassonia, negli eruditi, come in Guischardt, in Maireroi e nel piú sagace indagatore degli effetti e cambiamenti prodotti dalla polvere, Mauvillon.
Indi ed intermediatamente Eugenio, Lloyd, l'immortale Federico, Bulow, accennano il passaggio ad un nuovo genere d'analisi, la quale s'ingegna di dedurre princípi e regole fisse ed universali, dai fatti tenta di elevar l'arte a scienza, di svelare il secreto dei grandi uomini di guerra. Aggiungo il Rohan (ma non cronologicamente) che tanto disse, ed in sí poche pagine, della guerra di montagna; argomento ripreso ai dí nostri con ugual sobrietá e sostanza dal Lecourbe dissertando, dal Molitor raccontando...
Nella seconda epoca in tale carriera si avanza con un gran corredo di fatti, di sagacitá, di ragionamento, il Jomini nelle diverse sue opere divenute classiche; il Pelet analizzando alcune campagne, in cui mirabilmente accoppia la descrizione drammatica di una battaglia, lucidamente indicando ogni evoluzione, all'alto concepimento, all'idea prima e semplice donde emana ogni fatto, ond'è che può ugualmente formare un uffiziale di battaglia ed una mente regolatrice, se tuttavia una mente tale può essere formata da libri e da insegnamenti; il Dumas, accurato scrittore, critico distinto e sobrio, il piú compiuto istorico militare della Francia; infine il Gourgaud, il Vaudoncourt, il Koch, lo Stutterheim, il Boutourlin, il Vacani, il Wilson, il Londonderry-Wane, il Napier il quale ha meritato che il Dumas lo annotasse e che ha preso giustamente posto tra' piú rinomati scrittori militari della nostra epoca, e massimamente le _Memorie_ di capitani francesi, come dei Suchet, Saint-Cyr... e di colui che grandeggia tra loro nel posto solitario dei geni.
[87] Anche allorché si aggiugnesse a questo ritrovato l'abolizione dei dragoni e dei cannonieri a cavallo, triplice condizione in che il barone maggiore Ferrari sembra faccia consistere l'incremento dell'arte e della scienza della guerra.
[88] Il signor Ferrari promette che una sua invenzione, di cui lungamente ragiona, renderá facile e sicuro il servirsi della polvere da percussione per comunicar il fuoco alla carica di qualunque fucile da guerra. Nelle artiglierie napolitane si sono giá fatti, ignoro con qual meccanismo e con qual successo, dei saggi per adattare tale polvere all'accensione della carica dei cannoni.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.