Della scienza militare

Part 15

Chapter 152,766 wordsPublic domain

La casa d'Austria si trovava legata alla Russia in virtú del sistema che i politici dell'epoca chiamavano «orientale» e che tendeva allo scompartimento delle possessioni ottomane in Europa, e lo era alla Francia in occidente contro la Prussia e l'Inghilterra. Innovazioni rapidamente operate non corrisposero nei loro risultamenti alle buone intenzioni dell'imperatore Giuseppe, che uno ingegno cospicuo caratterizzò come «facente male il bene». In effetto gravi turbolenze nascevano in Ungheria; rivolta compiuta nel Belgio; e le sue operazioni amministrative non furono facilmente applicate e non trovarono riconoscenza se non che negli Stati italiani. Giuseppe secondo morí scontento e sorpreso di tali risultamenti, come tutti quelli che non sanno determinare i limiti che separano il bello dal possibile. Il suo successore, il savio Leopoldo, riparò con prudenza e con pacatezza ai mali che la precipitazione dell'antecessore avea cagionati, trattò coi turchi, fece rientrare il Belgio sotto il dominio della casa d'Austria, acquetò gli spiriti in Ungheria e vide con calma la politica che dovea tenersi con la Francia agitata dalle civili discordie.

Se l'impero germanico avea perduta l'unitá dell'epoca della riforma, l'elevazione della monarchia prussiana consumò la sua scissione, per modo che restò ricco di forme e povero di vita e facea presagire a chiunque era dotato di qualche acume, che non avrebbe resistito ad una forte commozione che tutto annunziava siccome prossima.

La Polonia col perfezionare le sue istituzioni faceva di riparare in parte alla perdita di una gran porzione delle sue provincie; ma vi sono delle epoche nelle vicende delle nazioni come in quelle degl'individui, nelle quali nulla riesce ed in cui i rimedi stessi si trasformano in mali.

La Russia sotto il dominio di una sovrana illustre ingrandiva il suo territorio in oriente del pari che in occidente colle spoglie de' turchi e de' polacchi. Tutto a quella autocratrice riusciva a bene, perché quantunque straniera erasi compiutamente nazionalizzata ed era la piú energica ed illuminata espressione delle tendenze del popolo che reggeva. La sua politica interna ebbe piú splendore che merito reale; ma le sue utili conquiste, aprendo uno sbocco all'industria agricola delle provincie meridionali dell'impero, ne promoveano l'incivilimento per mezzo della crescente prosperitá. Da questo insieme era facile dedurre l'importanza militare e politica che ben presto avrebbe questo impero esercitato in Europa.

L'impero ottomano si ammolliva senza incivilirsi, non sapea né combattere né produrre, ignorando ad un tempo le arti della guerra e quelle della pace; esso esisteva per l'altrui gelosia non per propria virtú, e la perdita della Crimea e de' tartari gli toglieva ogni possibilitá di lottar colla Russia. Chiaro appariva che la sua storia futura avrebbe offerto guerre infelici, paci ruinose ed interne discordie, le quali avvilirlo dovevano come popolo prima di farlo cessare di esistere come Stato.

La Scandinavia offeriva all'osservatore nella Danimarca un'amministrazione paterna e modesta senza essere priva di lumi; nella Svezia, un sovrano distinto che tolse a operare una rivoluzione politica, condotta pressoché in guisa di una cospirazione, e la quale sebbene tendesse a restringere i poteri dei corpi deliberanti fu popolare, siccome quella che ristabiliva l'equilibrio necessario per fare il ben dello Stato: il sovrano perí vittima dei risentimenti di una classe e del delitto di un individuo, ma restò venerato e fu pianto.

L'Italia godea della pace da piú di quarant'anni, pace di cui la prosperitá fu conseguenza. I suoi governi in generale tendevano al progresso, fuorché le repubbliche. Gli avanzi del medio evo erano combattuti da' governi monarchici della penisola, siccome quelli che ponevano ostacolo ai miglioramenti amministrativi e all'unitá del potere sovrano. La vita attiva d'altronde era quasiché spenta negli individui: nessuno sforzo si esigeva da essi né dalle masse per cooperare ad un ordine di cose che procedeva naturalmente e che in virtú di felici circostanze favoriva il benessere ed il riposo. Ben trista era una siffatta disposizione per affrontare quella serie di solenni e gravi avvenimenti che doveano sconvolgere la penisola dalle Alpi al Faro.

La riconosciuta indipendenza degli Stati uniti d'America era il preludio della decadenza del sistema coloniale, e appariva chiaramente che il monopolio delle metropoli sulle loro colonie, considerato come la sorgente della ricchezza dello Stato, doveva accelerare la separazione degli Stati americani, i quali avrebbero oramai influito lentamente sul sistema generale come Stati e non piú come possessioni europee, secondo che era accaduto fino all'epoca di cui teniamo discorso.

Il carattere generale dell'epoca è lo stesso di quello che dicemmo aver contraddistinto l'epoca esaminata nel precedente discorso, essendosi le grandi trasformazioni operate nel corso del periodo. Cercherem poi da ultimo di riassumere le condizioni della societá dopo i grandi avvenimenti cui fu soggetta, ed i cangiamenti che si operarono in essa sotto tutti gli aspetti.

Ora secondo il metodo per noi adottato in questo lavoro proporremo alcune quistioni e faremo di scioglierle.

1. Quali fossero gli uomini, le armi e gli ordini nei periodi dal 1789 al 1800 e dal 1800 al 1815.

2. Quale lo stato della tattica, della strategia, della fortificazione, della guerra di assedio, dell'amministrazione militare e di tutte le istituzioni correlative nei due periodi sopra indicati.

3. Quali mutamenti o modificazioni subisse la scienza militare verso la fine del periodo del quale trattiamo, e come se ne rilevi lo stato dagli scrittori militari, dalle pratiche dei gran capitani e dalle istituzioni che ne son risultate. Da ultimo in che modo possano considerarsi queste modificazioni delle belliche scienze, come accadano e come esprimano le vicende sociali e intellettuali dell'epoca.

4. Qual fosse lo stato delle scienze esatte, naturali e morali nell'indicato periodo.

5. Quale il carattere dello stato sociale verso la fine del periodo e ciò che ha lasciato traccia dello stato intermedio per cui è passato.

6. Quali i risultamenti politici di questa lunga lotta dopo il congresso di Vienna ed in che le transazioni intermedie sieno state conservate o sieno interamente scomparse.

La composizione della forza pubblica nel suo primo elemento, cioè gli uomini, non subí nessuna modificazione nei vari Stati europei fino all'epoca della guerra della rivoluzione, la quale fece entrar nell'esercito di Francia i battaglioni delle sue numerose guardie nazionali — create per mantenere l'ordine interno — onde supplire alle perdite ed opporre forze bastanti al numero de' nemici. A questo si aggiunse una requisizion generale, che non richiedeva altra condizione che quella dell'etá per farne parte o per esserne escluso. Sí fatto mezzo straordinario e violento non potea divenire metodo permanente se non che regolarizzato siccome legge e perdendo colla sua forma anche il nome. Cosí nel 1799 fu decretata la coscrizione, che dichiarava il servizio militare come dovere di tutti, successivo e temporaneo, e che armonizzava con l'unitá della legislazione civile, criminale e finanziera ch'era stata sostituita alla divisione in classi, in ordini ed in privilegi particolari; e cosí la tendenza alla fusione delle classi tutte della societá nel senso delle loro obbligazioni, la quale formava il carattere del secolo decimottavo, trovava la piú significante espressione nella scelta degli uomini destinati a comporre gli eserciti. La composizione del corpo degli uffiziali subí il cangiamento corrispondente all'abolizione de' privilegi nell'ordine civile, e il servizio essendo divenuto un dovere, bisognava che potesse divenire una carriera per tutti, esigendosi non piú privilegi di nascita ma condizioni di capacitá. Ciò fece che non vi fosse piú soluzione di continuitá nell'esercito, dal tamburino al generale in capo; e quando Luigi decimottavo diceva che nella giberna di ogni soldato vi era un bastone di maresciallo, dava al tempo stesso una definizione chiara ed una sanzione solenne a questo gran fatto sociale. E se vuolsi por mente alla composizione della forza pubblica nel medio evo tal quale noi l'esponemmo nel terzo discorso, vedrassi essere stata interamente diversa dalla presente, perocché ivi tutto era individuale e per cosí dire privilegiato, e qui tutto generale e condizionato. E nei seguenti discorsi, dal quarto al settimo, abbiamo indicati tutti i passi successivi che si erano fatti per operare gradatamente e senza sorpresa questa fausta trasformazione nel primo elemento della milizia; trasformazione che simboleggiava e confermava al tempo stesso quella operata in tutto l'ordine sociale. Gli altri Stati europei che combattevano la Francia e si opponevano alla rivoluzione anziché adottarla, furono pur nondimeno costretti dal sentimento della propria conservazione a supplire ai mezzi ordinari che la guerra coi suoi nuovi metodi distruggeva rapidamente, chiamando sotto forme e nomi diversi tutta la loro popolazione valida a servir di riserva e di alimento agli eserciti. E questo movimento cominciò nel 1808 nella penisola spagnuola, nel 1809 in Austria, e durò fino al 1815 da per tutto fuorché in Inghilterra, ove si reclutò bensí nelle milizie, ma per influenza dei capi e non per legge dello Stato. Una volta chiamate le masse a formare l'esercito, non solo era necessario il sistema delle pene, ma bisognava allettarle con quello delle ricompense; per il che decorazioni ed avanzamenti furono accordati, e questo ancora negli Stati ove dagli ordinamenti civili la separazione delle classi era stata conservata e sussistevano interi i privilegi e finanche la servitú della gleba. Epperò la Francia e le sue dipendenze adottarono il nuovo sistema come conseguenza della loro legislazione, e le altre potenze in opposizione agli ordinamenti che le reggevano lo adottarono perché il richiedea l'interesse della propria conservazione; chiara pruova del nostro assunto sull'influenza reciproca delle belliche scienze e dello stato sociale.

Se grandi furono gli effetti di questi avvenimenti sugli uomini, piccioli furono sulle armi e possono ridursi: 1. all'uso piú frequente dell'artiglieria leggiera, con vari metodi nei diversi Stati; 2. all'uso degli obici fatto piú frequente ed in proporzioni maggiori coi cannoni, fino a formare il terzo de' pezzi di una batteria; 3. ai razzi alla _congrewe_ che furono impiegati negli eserciti alleati anche in campagna, e dal 1813 in poi adottati generalmente, benché senza aver grandi effetti; 4. alla importanza che racquistarono nel secondo periodo, dal 1800 al 1815, i corazzieri e i lancieri.

Gli ordini, per la stessa causa, non subirono alcuna alterazione e furono i medesimi che nell'ultima epoca di Luigi decimoquarto e di Federico secondo, se ne togli le tre righe nella cavalleria le quali furono dissusate piuttosto che abolite. Si conservò ancora l'ordine in due righe adottato come primitivo nell'esercito inglese per la fanteria. L'ordine del giorno dodici ottobre 1813 all'esercito di Napoleone, ove è prescritta la formazione in due righe, ma disposta in colonna per divisione, e questa come ordine abituale, non può esser considerato che come una disposizione di circostanza per potere maneggiar facilmente un esercito forte di numero e povero d'istruzione, e cosí dargli piú consistenza contro la cavalleria nemica alla quale non poteva opporsene una simile per numero e qualitá. Ed in effetto i militari regolamenti posteriori non hanno fatto veruna menzione di quest'ordine di battaglia siccome parte della tattica elementare.

Venendo ora alla soluzione del secondo quesito, diremo che la tattica seguiva in tutti gli Stati europei piú o meno compiutamente il sistema prussiano. In Francia l'ordinanza del 1791 semplificava e perfezionava questo stesso sistema, e l'esperienza acquistata in un lungo periodo di guerra fatta su tutti i terreni e con tutte le nazioni non rese necessario verun cambiamento importante, del che l'ordinanza del 1831 è una novella e piú compiuta dimostrazione. In tutta l'Europa s'imitò piú o meno quel regolamento. Nel secondo periodo un'ordinanza di cavalleria fu redatta in Francia nel 1802 da uomini molto periti nell'arma e ricchi dell'esperienza di dieci campagne. I conoscitori trovano questo regolamento fondato sull'essenza dell'arma, dettato dalla pratica della guerra, e veggono nella sua posizione una severa deduzione logica dai principi alle conseguenze dei movimenti tutti. L'ordinanza del 1831 pubblicata in Francia per l'arma di cui discorriamo, ad avviso di distinti generali e dei medesimi collaboratori di essa, non contiene veruna mutazione importante. Se tanta scienza e tanta esperienza sparsa in Francia non ha saputo procacciare maggiori perfezionamenti alla tattica elementare delle due arme, rimane dimostrata la soliditá de' principi che furono stabiliti nella redazione delle prime ordinanze. L'artiglieria non variò molto nei suoi metodi. Solo l'artiglieria a cavallo riunita in gran masse ebbe bisogno di ricorrere agli spiegamenti, come le due altre arme, ove la parte giá spiegata favorisce quella che dee ancora spiegarsi[32]. Ma se la tattica elementare quanto alle armi ed agli ordini non subí, né il poteva, gran cambiamenti, la tattica sublime ricevette nelle varie circostanze di cosí lunga lotta qualche modificazione, la quale perfezionò l'uso della tattica elementare senza alterarne i principi.

Il disordinamento che la rivoluzione produsse negli eserciti francesi per l'emigrazione degli uffiziali e per l'indisciplinatezza dei soldati, dovette far sorgere il bisogno di un'applicazione della tattica che corrispondesse agli elementi di cui si componeva la forza pubblica in quello Stato e in quell'epoca. Il problema da risolversi consisteva nel determinare come potesse opporsi con buon successo un esercito composto di antichi soldati non agguerriti e di nuovi non istruiti a truppe istruite e agguerrite. La flessibilitá dell'ordinanza del 1791 permise di adottare un sistema che risolvette il problema enunciato. Il metodo fu il seguente. Si facea cominciare il combattimento da una massa di bersaglieri superiore di molto alla consueta, per modo che vi s'impiegavano battaglioni interi. Questi, abbandonati al loro coraggio ed alla loro intelligenza individuale, riconoscevano la parte debole della posizione nemica, penetravano negl'intervalli, attiravano l'attenzione della fanteria e profittando del terreno operavano contro l'artiglieria con un fuoco di moschetteria esatto e continuo. Cosí operando coprivano i movimenti delle masse, le quali formate in ordine di colonna per battaglioni o per reggimenti, protette dall'artiglieria di campagna e sostenute dalla cavalleria, caricavano le posizioni nemiche e si spiegavano dopo averne preso possesso. La romana legione si vide ristaurata nella formazione delle divisioni, le quali composte di tutte le arme, potevano isolatamente operare in tutti i casi. L'artiglieria fu resa piú mobile, e la leggiera in ispecie dal far parte dei battaglioni passò dal 1794 fino al 1812 ad essere annessa alla divisione; e se i battaglioni ebbero i loro pezzi, ciò fu eventualmente e per facilitare i trasporti di artiglieria. La rapiditá dell'artiglieria leggiera favorí il nuovo genere di combattere, col prendere rapidamente di fianco le posizioni o concentrar molti fuochi sul punto che voleva forzarsi, prima che fosse rinforzato da un'artiglieria meno mobile. Questo sistema comandato dalla necessitá ebbe il suo effetto in questo: che le battaglie furono ridotte ad una serie d'affari di posti nei quali le posizioni estese erano forzate, le circoscritte accerchiate, in guisa che tutte le linee composte d'ostacoli territoriali perdettero la loro importanza e il cordone difensivo del Lascy dovette soccombere in faccia ad un cordone offensivo, che aveva per sé i vantaggi del movimento e dell'impulsione che ne deriva, e che bilanciava i vantaggi che le truppe ben manovranti dovevano avere sulle inesperte. Ciò che vi era d'inusitato in tal metodo contribuí al suo felice successo, e tutte le battaglie date, da quella di Jemmapes nel 1792 fino a quella dell'esercito del Reno a Landau nel 1795, furono cosí condotte ed ottennero felici risultamenti. Persino a Fleurus ove si operava con masse riunite in un terreno circoscritto, ogni divisione francese difese parzialmente il proprio terreno, e niun gran movimento venne impiegato in quella importante giornata. Fino al 1800 il sistema fu lo stesso, e la battaglia di Zurigo fu un combattimento che durò quindici giorni sopra uno spazio di cinquanta leghe; nelle battaglie di Stockak, di Dettingen, della Trebbia e di Novi, benché si operasse sopra terreni limitati, meno l'impiego di qualche riserva non videsi nulla che rassomigliasse a Leuthen e Rosbac, come neppure nelle strepitose azioni di Castiglione, di Arcoli e Rivoli[33]. La battaglia di Marengo nel 1800 è la prima ove si vedono alte combinazioni tattiche per rifiutare un'ala o per farne avanzare un'altra, ed alla stessa epoca nelle battaglie di Moreau sul Reno, ad Engen, a Moschik, a Biberach, ad Hohenlinden, si vide l'impiego della tattica; il che vie meglio dimostra che le truppe erano piú istruite e i generali piú avvezzi a muover le masse. In tutte queste guerre la cavalleria francese, inferiore in tutto fuorché nel valore a quella degli alleati, operava per cariche parziali, e i loro nemici non ebbero né un Seidlitz né un Murat per trarre partito dalla loro cavalleria. La battaglia di Marengo fa di ciò ampia fede. La campagna di Egitto rese necessario l'uso de' quadrati in una grande scala e come ordine abituale, mentre vaste pianure ed un nemico forte in cavalleria indicavano il metodo che Marco Antonio aveva adottato contro i Parti presso l'antichitá e Munick nella conquista della Crimea. L'ordine in quadrato divenne pei francesi in Egitto ciò che i campi erano pei romani, essendo provato che gli ordini e gli accidenti del terreno e i mezzi fortificatorii a vicenda si appoggiano e si suppliscono nelle guerre.