Della peste e della pubblica amministrazione sanitaria

Part 7

Chapter 73,499 wordsPublic domain

Se nelle congiunture di peste scoppiata o appena cessata in una città o paese ecc., vengono spurgati in pochi giorni quantità di effetti che hanno servito ad uso dei pestiferati, lordi ancora di sanie, di sangue, di escrementi, e maneggiati successivamente e indossati da persone sane, senza che per ciò ne segua alcuna nuova infezione[4]; se si espurgano tuttogiorno in pochi minuti le lettere, i dispacci, le carte che vengono da luoghi infetti o sospetti, ponendole immediatamente in libera circolazione; se una quantità infinita di esperimenti ci hanno già da tanti anni dimostrato, che oggetti infetti immersi nell'acqua, o esposti all'azione dell'aria libera, della luce o del calorico portato ad un grado forte, vennero dai detti agenti perfettamente spurgati in un breve tempo; come pure da altri dati mezzi disinfettanti sono stati egualmente distrutti o scomposti in breve tempo e con sicurezza i germi pestilenziali che ragionevolmente ritener si dovevano in quegli oggetti annidati; perchè sarà tuttora necessario tener le merci chiuse in un Lazzeretto quaranta giorni e continuar ad esporre a pericolo la vita di tanti uomini, obbligarli a mettersi con quelle merci a contatto due volte al giorno (il così detto espurgo di prova) per chiarirsi se vi sia o no la peste, e continuare in varie altre antiche pratiche irragionevoli con un completo indifferentismo e senza alcun altro esame?

Nelle pratiche di espurgo delle varie merci sospette di peste, nei mezzi usati e nella durata dei periodi contumaciali o d'aspettazione che sono in vigore nei varii Lazzeretti di Europa, sussistono delle anomalie e differenze considerevoli in guisa, che sembra che dette misure disciplinari preservative non abbiano per base principii solidi, massime generali dettate dalla ragione, dalla scienza e dall'esperienza, ma unicamente il capriccio od un cieco empirismo. Le stesse merci e persone della medesima provenienza sono soggette in un Lazzeretto a 10 giorni di contumacia, in un altro a 14, in un terzo ora a 21 ora a 28, in un quarto a 40. In alcuni Lazzeretti si espurga col cloro e coll'aria, in altri coll'aria sola, in altri col calorico, in altri finalmente si usa l'espurgo di prova, e via discorrendo. Per esempio, al Lazzeretto di _Orsova_, limitrofo alla Turchia, al punto dove si riuniscono le frontiere dell'Austria, della Valacchia e della Servia, la contumacia è di soli dieci giorni senza alcuna disinfettazione; a Odessa, che non è che tre giorni distante da Costantinopoli, si fanno quattordici giorni di contumacia, fumigazioni di cloro e spoglio; in Valacchia quattordici giorni ed una fumigazione di zolfo; in Egitto sette giorni; in Grecia quindici giorni; a Malta e negli altri porti Europei del Mediterraneo, dell'Oceano e dell'Adriatico, distanti da Costantinopoli da cinque giorni a due mesi, si esige una contumacia di vent'uno, vent'otto e fino quaranta giorni, senza che si conosca su qual base, sopra quali osservazioni ed esperienze sieno fondate nè l'esagerata severità degli uni, nè la maggiore facilitazione degli altri. Così in alcuni Stati di Europa li Colli di mercanzie che provengono da un paese sano e sono diretti ad altro paese egualmente sano, ancorchè nell'effettuare il tragitto sieno stati obbligati a passare per paese sospetto o infetto, arrivati alla loro destinazione, non sono sottoposti ad alcuna contumacia o riserva, e con grande utilità del commercio vengono messi immediatamente in libera circolazione, perchè le Autorità Sanitarie del luogo della partenza hanno il dovere di sigillare detti Colli di merci col sigillo della Sanità e con quello del rispettivo Console, scortarli con relativo Processo Verbale, in cui dev'essere constatata la qualità dei suggelli e la loro integrità, e munito ciascun Collo di un forte involucro a doppio strato, che si chiama _coperta di sanità_, farli proseguire così senza più alla loro destinazione, accompagnati dalla relativa _Fede_ o _certificato Sanitario_. Giunti che sieno al luogo al quale sono destinati, dopo un tragitto più o meno lungo pel paese infetto, vengono depositati al Lazzeretto, dove non si fa che spogliarli degl'involucri esterni o coperte di Sanità; indi, verificata l'integrità dei suggelli, e colla scorta del relativo Processo Verbale riconosciuto esser integro il Collo ed essere stata rispettata la sua inviolabilità, sono posti immediatamente a libera pratica, trattenute soltanto al Lazzeretto le coperte che vengono con ogni diligenza spurgate, indi consegnate a chi di diritto per gli usi e bisogni ulteriori, senza altri aggravii e formalità; mentre invece in altri paesi le stesse merci, per la sola ragion del passaggio attraverso il paese sospetto o infetto, sono trattate nello stesso modo come se direttamente procedessero da luogo infetto, ed assoggettate alla stessa rigorosa quarantena.

Biasima il Dott. Bulard, e a ragione, siffatta disarmonia, tanta varietà di pratiche sanitarie o di mezzi impiegati per respingere ed annientare la peste. A ragione egli dice essere ormai tempo che questa grande quistione economico-politica fissi l'attenzione dei varii Governi di Europa, e che si cerchi di mettersi d'accordo intorno ai varii sistemi sanitarii di aspettazione, manipolazione, od espurgo; procurando di conciliare per quanto è possibile con una saggia legislazione la sicurezza pubblica coi bisogni del commercio e di una navigazione ognor più crescente ed estesa in Oriente dove suol regnare la peste, senza che pratiche sanitarie esagerate ed inconvenienti pongano indebiti ostacoli ai progressi dei nostri rapporti commerciali e giungano a falcidiare una parte dell'utile e dei beneficii, che le popolazioni di Europa hanno ragione di attendersi da queste ampie sorgenti di ricchezza e di prosperità nazionale. E non sarà questo un bell'argomento di utile pubblico da prendersi in disamina dal Congresso sanitario Europeo, senza bisogno ch'egli si occupi prima di tutto, come propone il Dott. Bulard, ad instituire nuovi esperimenti a fine di provare la contagiosità della peste, servendosi a tal uopo dei delinquenti che la legge ha condannati alla pena capitale; poi, qualora ciò non corrispondesse alle vedute del legislatore, appellarsi al coraggio e alla filantropia dei Medici membri del Congresso, invitandoli a subire detti terribili sperimenti, e ad incontrare una gloriosa morte? Come mai sperare che tale idea strana potesse venire bene accolta in Europa? È bensì vero e giusto il principio che il Dottor Bulard allega ad appoggio della sua proposizione; quello cioè «che una disposizione legislativa non può essere basata che sopra la perfetta conoscenza del fatto al quale essa si adatta»; ma non è giusta la sua applicazione, nè la conclusione che da tale principio generale egli intende tirarne. A' nostri giorni, e dopo che una funesta esperienza di molti secoli ha posto fuori di ogni quistione e di dubbio la contagiosità della peste, non v'ha più bisogno di nuovi sperimenti per provare questa verità di universale accettazione, e su cui oltre l'esperienza di secoli, esistono moltissime cognizioni tradizionali ed infinite e sempre costanti osservazioni antiche e moderne di tutti i tempi, di tutti i paesi, in modo tale che non vi ha più chi ne dubiti, e non si può dire di non avere di questo fatto piena conoscenza.

Tutti li nuovi esperimenti, tutte le nuove osservazioni che, servendo all'opinione del Dottor Bulard, si potrebbero fare dai signori Medici componenti il Congresso, menerebbero alla conclusione _che la peste è contagiosa_. Ma questo già lo sappiamo. Questo quesito interessante, che il Dott. Bulard propone doversi sciogliere dal Congresso prima di passare alla decisione del problema amministrativo, è già sciolto da secoli. Il carattere contagioso della peste non è più per l'Europa un problema. È un fatto già riconosciuto, che non ha più bisogno di prova e sul quale tutti i dotti e sperimentati Medici, non escluso lo stesso Dott. Bulard, tutti i Magistrati Sanitarii, tutti i Governi e le persone più illuminate e imparziali di tutti i tempi, di tutti i paesi sono già perfettamente d'accordo. Giova sperimentare qualunque volta v'abbia penuria di fatti, quando si abbiano buone ragioni per dubitare, e la quistione penda incerta, irresoluta; ma allorquando i fatti abbondano, allorchè sono tutti concordi nè sussistono fondate ragioni per dubitare, e la quistione è stata già risolta da molto tempo in guisa che la soluzione del problema è divenuta un fatto certo, invariabile, ammesso dal generale consentimento, a che pro scandalezzare il genere umano col produrre ora in campo siffatta quistione?

Intorno poi alla qualità degl'individui sui quali si propone di fare detti sperimenti, lasciando da parte gl'immensi imbarazzi, difficoltà e pericoli cui sarebbero esposti i Signori del Congresso per ottenere e mantenere sempre pronte al sacrificio le indicate vittime infelici; convien riflettere, che essendo il pubblico esempio il principale scopo cui mira la legge nel punire il delitto, ed il terribile castigo inflitto al delinquente innanzi agli occhi di tutti, essendo diretto non a vendicare la società, ma a servir di freno ai malvagi mal intenzionati, onde impedire la rinnovazione della colpa; commutando la pena capitale in un esperimento di peste, verrebbe a mancare lo scopo salutar della legge, e si tradirebbero con ciò i più grandi interessi della società. Relativamente ad alcuni Stati converrebbe poi ricercare, chi si crederà in diritto di fare tali commutazioni, come rispetto ad altri, chi sarà quello che le farà? E qualora anche queste commutazioni venissero fatte, i Signori Medici componenti il Congresso si crederanno poi in diritto di attentare alla vita dei loro simili? Saranno poi essi disposti a fare, sebbene in altro modo e con altro mezzo, quello che senza la commutazione sopraccennata avrebbe spettato all'esecutor di giustizia? E se mancheranno i delinquenti per le preaccennate esperienze, come supporre che i Signori Medici chiamati a formar parte del ridetto Congresso vengano presi dalla vocazione di morire di peste, e si offrano spontanei, in luogo dei delinquenti condannati alla pena capitale, a subire sì terribili e funesti sperimenti per provare la contagiosità della peste, la di lei essenza patologica, ed il trattamento curativo che le conviene, ecc.?

Allorchè il Dott. Bulard concepì quest'idea, e scrisse e sostenne con tanta fermezza che per poter basare _un'irrevocabile_ (!!) legislazione sanitaria, prima di tutto, e prima d'introdurre alcuna modificazione o riforma negli attuali sistemi sanitarii, e fare alcun cangiamento nell'attuale legislazione di contumacie, Lazzeretti ecc., fosse necessario decidere la quistione scientifica col mezzo di esperimenti, onde _eruire la verità del contagio pestilenziale_ (!!) convien dire che venisse sedotto dalla fervida sua fantasia, dalla nobile sua passione di raccogliere più estese cognizioni ed esperienze in un argomento in cui diede tante prove di sublime carità e di coraggio, mentre non s'avvide, che i nuovi esperimenti in tale proposito istituiti, e così com'egli li propone, renderebbero sì lunghe, imbrogliate e difficili le operazioni del Congresso, che bisognerebbe aspettare mezzo secolo almeno prima di poter sperare la desiderata riforma degli attuali sistemi di contumacia, e che alcun utile cangiamento avesse luogo. Sicchè i felici risultamenti e le conclusioni di questo Congresso Sanitario Europeo non sarebbero più per noi, ma per le generazioni future, che sole sperar potrebbero di godere il frutto di tanta scienza sanitaria riunita, fusa al crogiuolo della propria sperienza; ed i Signori Medici ed altre persone dotte e sperimentate chiamate a comporlo, prima di partire per l'isola che si pensa assegnar loro a quartiere e porsi all'opera, pensar dovrebbero seriamente a mettere in buon assetto tutte le cose loro, perchè non si tratterebbe niente meno che di una definitiva traslocazione; giacchè «_il preziosissimo albero che recar deve gli attesi benefici frutti per tutto il mondo_» non può crescere sì presto, nè dare speranza di frutto che dopo cinquanta o sessanta anni. Sedotto dall'ardente suo zelo l'onorevole collega non fece riflesso che ove, per un'illimitata deferenza alle di lui opinioni e proposizioni, i Governi di Europa avessero la bontà di ordinare ai loro commissarii Medici, che prima di tutto occupar si dovessero della contagiosità della peste, ciò che non è probabile, mettendo in dubbio le osservazioni costanti ed i fatti di tanti secoli, si arrischierebbe per ciò appunto di trovarsi nel bujo più fitto che mai sopra questa materia; mentre intraprendendo le proposte sperienze sopra i delinquenti o sopra i Medici del Congresso, chi ci assicura che sarebbe per combinarsi in essi la suscettività o attitudine individuale necessaria a contrarre la malattia, quella che il Dott. Bulard chiama _organisme impressionable par les circonstances prédisposantes_, e non piuttosto trovare in essi quella certa impassibilità o inattitudine individuale al contagio, sia idiosincrasica, sia artificiale; quello stato o condizione dell'organismo _per cui le vie d'assorbimento divengono refrattarie all'influenza morbifica di certe cause patogeniche_; quella immunità che si osserva spessissimo in circostanze di peste e che tutti i Medici pratici, compreso lo stesso Dott. Bulard, hanno riconosciuta ed accennata; ovveramente, che per mancanza dell'influenza o concorso delle circostanze atmosferico-telluriche opportune al morboso sviluppo non avesse luogo la malattia, a malgrado l'attitudine individuale e l'introduzione dei principii di secrezione morbifica sia per inoculazione, sia per assorbimento, sia per ingestione o applicazione endermica; giacchè, per quanto attivo sia il seme, per quanto fertile e adattato il terreno che lo riceve e ricco di principii favorevoli al sollecito suo sviluppo, ove manchi l'aria, l'acqua, l'opportuno grado di calorico, la luce, quelle condizioni in somma atmosferico-telluriche che sono indispensabili alla sua elaborazione e sviluppo, il germe non si svolgerà, non pullulerà, non darà alcun prodotto, ma indecomposto ed inerte resterà a marcire entro quel corpo medesimo che doveva prestargli vita e alimento. Allora sì che i signori Medici oppugnatori della contagiosità della peste, i grandi agitatori e fabbricatori di nuovi sistemi comparirebbero schierati in battaglia con armi e bagaglio a cantar vittoria, ed in vece che sciogliere la quistione la si avrebbe avviluppata, resa difficile e incerta. Sicchè coi nostri pericolosi sperimenti avremmo reso un cattivo servigio all'umanità.

Senza immergerci in nuove quistioni scientifiche, delle quali già ne abbiamo abbastanza, che terminerebbero come tante altre senza nulla concludere e lascierebbero _in statu quo_ le già radicate opinioni intorno alla peste; in vece di prender la cosa dalla creazione del mondo, non sarebbe forse meglio e più utile ammettere la comunicabilità della peste come un fatto certo e positivo di generale accettazione, una verità già dimostrata e provata, cercar di profittare del passato e delle esperienze ed osservazioni che già possediamo copiosissime su questa materia, nonchè dei progressi fatti dalle scienze fisiche pei nostri bisogni presenti e futuri, ed a fine di cogliere il contemplato scopo della sicurezza e prosperità pubblica con una saggia legislazione meglio corrispondente ai nostri bisogni ed ai nostri interessi? Ciò sarebbe, a mio credere, molto più saggio e più conveniente, senza dover protrarre di molti anni una riforma già riconosciuta utile e sommamente importante agl'interessi della società, per la sola ragione di occuparsi a combattere le capricciose opinioni contrarie di qualche scienziato invaso dalla smania di singolarizzarsi e rendersi celebre nella via del progresso, o di tal altro saputello del facile sentenziare, schierato materialmente sotto le bandiere di qualche ardito innovatore e propagator di sistemi, senza obbligar il Congresso ad entrare nel caos di siffatte quistioni, dalle quali, come si è detto di sopra, non si possono sperare risultamenti decisivi, e soltanto v'ha la grande probabilità di suscitare nuove quistioni e render più tarda, più difficile la riforma cui mira l'illuminata politica dei Governi di Europa.

Lo stesso Dott. Bulard non avendo ora più bisogno di convincere sopra questo argomento alcuni Medici dell'Egitto coi quali ebbe delle discrepanze, e di provare per la via esperimentale l'assurdità delle loro opinioni anticontagioniste; e d'altronde conoscendo ora un po' meglio come la pensino su tale argomento i Medici ed i Governi di Europa, è probabile che fosse per convenire spontaneo sulla superfluità di promuovere siffatta quistione e sull'inopportunità dei proposti sperimenti. Ciò tanto più facilmente è credibile, quanto che essendo egli già pienamente convinto e persuaso del carattere contagioso della peste, non si sa concepire come possa cotanto insistere per provare un fatto di cui egli stesso ha l'intimo convincimento. Ch'egli così la pensi intorno alla contagiosità della peste, li seguenti brani tratti dalli stessi suoi scritti serviranno sempre più a dimostrarlo.

ECONOMIE SANITAIRE

_Etiologie._

«Quoique cette cause soit complétement inconnue (la cause prochaine et essentielle de la peste) on sait qu'elle est essentiellement contagieuse, c'est-à-dire qu'elle ne peut se propager que par une voie individuelle, soit qu'on se mette en rapport direct avec les pestiférés, ou avec des individus soupçonnés de l'être, soit qu'on touche des effets à leur usage ou considérés comme dépositaires du principe pestilentiel, soit seulement qu'on se trouve dans la sphère d'activité d'un pestiféré. Dans tous les cas, il y a eu _rapport_ et la maladie _peut_ se communiquer, mais non pas _nécessairement_; au contraire, ses effets sont toujours circonscrits et toujours subordonnés à certaines circonstances qui paraissaient provoquer les causes prédisposantes.»

A. B.

(_Supplément au N.º 305 du Journal de Smyrne N.º 2_)

«Dans les circonstances remarquables qui font l'objet de ce rapport et des quelles nous avons été témoin, la transmission du principe de la maladie ne peut nécessairement s'expliquer que par une cause tout individuelle, toute déduite d'une raison de contact ou de la sphère d'activité des malades, qui n'est elle-même qu'une forme de contact; elle ne saurait être rapportée ni à une cause locale ni à une influence accidentelle d'atmosphère, car pas un seul cas de peste n'existait en Egypte depuis 1824».

«Tel était l'état sanitaire d'Alexandrie et de toute l'Egypte à cette époque. Il n'y avait de pestiférés que dans le Lazaret où les accidents finissent toujours par s'éteindre sans que jamais d'autres cas de peste surgissent simultanément au dehors et puissent faire croire à une influence pathogénique endémique.»

«Rendons-nous donc à l'évidence des chiffres, au matérialisme des faits, et convenons que la raison d'effets si différents gît, toute, dans des causes individuelles si différentes aussi; que la différence des résultats est nécessairement déduite de la différence d'action, en un mot, qu'ici l'isolement sauve, et que là la libre pratique tue.»

(_A. Bulard, De la Peste Orientale, Paris 1839, pag. 18 e 40_).

Osserverò in oltre, siccome il Dott. Bulard, mentre richiede un Congresso Sanitario Europeo perchè occupar si debba _ad istabilire un sistema sanitario uniforme in tutti i paesi_, atto a guarentire la sicurezza pubblica, provvedere convenientemente agli interessi della navigazione e del commercio delle nazioni, ed a riconoscere in qual modo distruggere con sicurezza e nel più breve tempo possibile i germi del contagio pestilenziale che possono trovarsi annidati negli oggetti e nelle merci che vengono d'Oriente; mentre egli stesso avverte, che questo Congresso composto di Medici dotti ed esperimentati e di uomini di Stato, dovrebbe occuparsi dei grandi problemi di economia politica e commerciale per una radicale riforma sanitaria, non riserva poi alle deliberazioni e conclusioni del Congresso dette grandi quistioni politico-amministrative riferibili alla radicale riforma sopraccennata, da che le decide egli stesso anticipatamente; e quello che pare lo interessi maggiormente si è, che i detti signori Medici ed uomini di Stato componenti il Congresso faccian la parte di testimonii competenti onde convalidare gli esperimenti e servire alla conferma ed al sostegno delle di lui opinioni; ed abbiano a prestarsi in particolare alla ripetuta applicazione del rimedio la cui scoperta il Dott. Bulard riserva per sè. (_V. Omodei. Annali Univ. di Medicina Fascic. Febbrajo e Marzo 1839 fac. 455. Dott. Beer Gesundheits-Zeitung 3 Dicembre 1838 N.º 97_).

Ed in vero; prima ancora che sia stato dai Governi deliberato sulla massima se il detto Congresso debba aver luogo o no, egli ha già deciso ed annunciato;

«Che detto Congresso di dotti dovrà radunarsi sopra un'Isola del Mediterraneo e precisamente a Malta (_Op. cit. pag. 451_);

Che il primo atto del Congresso dovrà essere la redazione delle proprie ricerche, sperienze e discussioni (_ivi_);

Che dopo finito questo lavoro preparatorio dovrà passare immediatamente ai fatti della medicina sperimentale (_ivi_);

Che i sperimenti da farsi dal Congresso dovranno precisare se la peste si propaghi per contatto immediato o mediato; se in distanza, cioè per la sfera d'influenza dei malati, ovvero per innesto (_pag. 452_).

Ed acciocchè questi sperimenti possano condurre a risultati pratici vantaggiosi alle legislazioni, 1.º che debbano istituirsi fuori delle località di peste, indi nel loro centro, durante l'influenza del morbo e dopo cessato lo stesso, come pure ne' suoi diversi rapporti di tempo e di luogo; 2.º che le esperienze debbano eseguirsi sopra stranieri ed indigeni, sani e malati, vaccinati e non vaccinati; avanti e dopo il vajuolo naturale, con e senza fonticoli ed altri esterni rivelenti, avanti e dopo superata la peste, ed in persone che non ebbero relazione alcuna con effetti infetti e che non si trovarono mai nel mezzo della sfera dell'influenza del male ecc. ecc. (_ivi_).

(Ci vuol altro che mezzo secolo per poter combinare tutte queste circostanze onde mandar ad effetto tutte le indicate specie di esperimenti. Occorreranno ben altro che soli delinquenti, vaccinati e non vaccinati, per eseguirli, per mettere in pratica tutte le indicate diverse specie di esperienze, ed i signori Membri componenti il Congresso dovranno fare parecchie passeggiate in corpo fuori dell'Isola per eseguire le loro esperienze nelle località ove abbia fatto centro la peste, poi dove essa avesse appena cessato, e ne' suoi diversi rapporti di tempo e di luogo).

Non riserva, dissi, la soluzione delle sopraccennate grandi quistioni al Congresso, giacchè anticipatamente ha deciso ed annunciato:

Che tutti i Lazzeretti Europei contro la peste possono essere rimpiazzati da un solo Lazzeretto centrale, e che questo debba essere a Malta (_pag. 455_);

Che 24 ore per le merci, e 7-8 giorni per le persone sarebbero l'estremo termine che in qualunque caso e sotto ogni rapporto potrebbero offrire la più sicura guarentigia di Lazzeretto (_pag. 455_);

Che tutti i profumi di espurgo sono empirici e riescono affatto superflui (_ivi_); e cose simili.