Della peste e della pubblica amministrazione sanitaria
Part 51
Continuava la peste fra la truppa Russa, ch'era di presidio in Moldavia e nella Valacchia. Dietro i suggerimenti del rinomato D.r Oréo, i soldati, abbandonate le case de' Cittadini, ov'erano aquartierati, si posero a campo aperto fuori dell'abitato. Il quartier generale di quel corpo d'armata fu piantato a due verste lontano da Bukarest. Pochi giorni dopo accampata la truppa, la peste tra essa minorò d'assai. Il corpo maggior dell'armata comandato dallo stesso generale in capo Conte di Romanzov mantenevasi sano; e siccome lungo la riva destra del Pruth, da quella parte che risguarda la Moldavia e la Valacchia, l'infezione era pressochè generale, tanto fra la truppa che fra gli abitanti del paese; così quel Comandante diresse la sua marcia verso la parte sinistra del detto fiume confinante colla Bessarabia, già quasi deserta; ed altre precauzioni prese per impedire ogni comunicazione, sì co' paesi infetti, e sì con quei corpi di truppa fra' quali serpeggiava il contagio; e le fece osservare con molto rigore. È da notarsi, che per tutto il corso della State, fra i varii corpi componenti la detta grande armata non si è manifestato alcun accidente di peste, malgrado le molte vittorie riportate sopra i Turchi specialmente a Kaul e Larga, ed il ricco bottino fatto dal soldato vittorioso negli abbandonati campi nemici[66]. Verso la fine di settembre (1770), durando per molti giorni un tempo sciloccale e piovoso, si manifestò la peste fra il detto grande esercito, attaccando da prima un corpo di cannonieri, che dopo aver valorosamente espugnato il castello di Ackerman se ne ritornava al campo carico di bottino, seco asportando colle spoglie de' vinti anche la peste. Nè andò molto, che il contagio si propagò in altri corpi d'armata, malgrado tutte le precauzioni.
La peste, dopo aver piantate profonde radici nella Moldavia, estese le sue stragi fino a Chozim, città di confine tra la Moldavia e la Polonia, situata alle rive del Niester. Di là propagossi nella Podolia e nella Volinia, nelle quali Provincie venne recata primamente da alcuni rivenduglioli ebrei, che avendo acquistato molti mobili a Yassy e Chozim, ed in altri luoghi, li rivendettero in Polonia. Dalla Podolia s'inoltrò nel mese di agosto fino a Kiew o Kiovia, città considerevole della Russia europea, nella qual città uccise più di quattromille persone; e dove appunto, come pur troppo suol accadere nelle città maggiori, la peste fu da prima messa in dubbio, nè se ne ravvisò il pericolo che troppo tardi; ed allorquando, divenuta poi grande ed estesa la mortalità, alla cieca fidanza successe ad un tratto il convincimento, e con esso lo spavento generale, il terrore, la confusione, ed il più fatale abbandono di tutte le cose.
In tale stato i più ricchi e potenti e parte delli stessi Magistrati disertarono dalla città, lasciandola in balìa della sorte in uno stato di scompiglio e di desolazione da non potersi ridire. Studenti, mercadanti, operai, e tutti quelli cui le famigliari faccende permettevano di allontanarsi, seguirono il loro esempio, seco portando qua e là il seme del contagio, che per tal modo si sparse rapidamente in varii castelli e villaggi della piccola Russia. Dopo aver infierito colà durante i mesi di settembre, ottobre e novembre, e tolte di vita parecchie migliaja di persone; nel dicembre, al cader delle brine invernali mitigò da sè, e nel successivo gennajo poco a poco scomparve, non solo a Kiew, ma ancora negli altri luoghi infetti di quelle vicinanze. Si accese però di nuovo nella seguente primavera sì a Kiovia, e sì pure a Neskin, mostrando di voler riprodurre le stesse tragiche scene; ma spedito opportunemente colà d'ordine dell'Imperatrice Catterina II.da il General Maggiore Schipow, ed a cura di lui attivate e rigorosamente mantenute ottime discipline e provvedimenti sanitarii, la peste venne subito soffocata, e quel nuovo sviluppo non ebbe da quella parte ulteriori conseguenze.
Imperversando, come si è detto, il contagio a Kiew, e nelle altre località della piccola Russia, nel mese di settembre (1770) si propagò a Braensk e Sewsk, città della gran Russia poste quasi in mezzo tra Kiew e Mosca, ed in parecchi castelli e villaggi che s'incontrano da quella parte; e finalmente nel dicembre dello stesso anno 1770 manifestossi nella città di Mosca.
_Della descrizione della Peste di Mosca._
Nel progredire colla stampa di questo primo Volume si è riconosciuto, che ove in esso si avesse voluto comprendere, oltre la Bibliografia, tutta la parte storica fino al 1838, sarebbe risultato il libro di soverchia grossezza, di un formato tozzo, e perciò incomodo a maneggiarsi. Si venne quindi nella determinazione di comprendervi soltanto la parte storica fino alla peste di Mosca degli anni 1770, 71, 72, riportando la descrizione di quella memorabile pestilenza, e la rimanente Storia fino al giorno d'oggi nel secondo Volume che fra breve terrà dietro a questo. Il quale secondo Volume comprenderà in oltre, un Supplemento alla Bibliografia, in cui saranno registrate tutte le Opere più recenti sulla Peste e sulla pubblica Amministrazione sanitaria, e molte altre, delle quali non venne fatto all'Autore di aver conoscenza se non che dopo terminata la stampa dei varii fogli di bibliografia che costituiscono la prima parte del presente Volume; non che un Indice ragionato, il quale agevolerà la conoscenza di tutto ciò che di più rimarchevole e di più interessante trovasi sparso nella storia delle varie pestilenze descritte in questi Volumi. Saranno in oltre riuniti i varii dati sparsi, le analoghe osservazioni delle differenti epoche in un solo prospetto e sotto lo stesso punto di vista, il che potrà forse servire a stabilire alcune verità pratiche e trarre utili conclusioni, le quali non mancheranno di avere una certa utilità all'evenienza de' casi, e segnatamente al manifestarsi improvviso di qualche grave insorgenza morbosa. Confida l'autore che tutto ciò sarà ben accetto e gradito dai leggitori.
SPIEGAZIONE DELLE TAVOLE
1. Coperchio che si apre mediante cerniera nella parte posteriore della macchina.
2. Gola destinata a ricevere il coperchio che va a combaciare in essa.
3. Corpo della macchina.
4. Cassettina per riporvi le mostre.
5. Tavoletta che scende verticalmente incanalata per la separazione interna della cassetta dalla macchina.
6. Tavoletta incanalata orizzontalmente, che si apre per deporre nella cassetta le lettere con mostre, ecc.
7. Portello fermato a susta per cui viene introdotto il vaso fumigatorio.
8. Valvula.
9. Cerniera che unisce il coperchio alla macchina.
10. Telajo con graticcio di giunco o simili su cui vengono poste le carte.
11. Mensolette che servono di appoggio al detto telajo.
12. Listello con sovrapposti uncinetti servienti a ricevere le canne di vetro su cui ponere accavallate le lettere, od altri fogli spiegati.
13. Lenti a mezzo delle quali può guardarsi nell'interno della macchina senza aprirne il coperchio.
14. Coperchio col quale la valvula può, per maggior sicurezza, chiudersi esternamente.
15. Piccolo piano su cui sono fissati i due ritti 16, 16, fermati nella traversa superiore 17, col mezzo delle due viti 18, 18.
19. Vaso di vetro masticiato sopra la piccola asse mobile, 20, che si mette a canale ne' due ritti.
21. Vite di legno co' suoi pani 22, che passano per la traversa superiore 17, e che portano nella loro estremità la traversa mobile 23, che abbraccia i due ritti.
24. Disco di vetro, che serve di coperchio, masticiato sopra la faccia inferiore della tavoletta mobile 23.
25. Astuccio chiuso in cui è contenuta la boccia disinfettante.
26. Astuccio spaccato per mostrare la posizione della boccia.
27. Boccia disinfettante rinchiusa nel suo astuccio, 26, 26, e fermata col coperchio a vite 28.
29. Parte che occupa il miscuglio.
30. Tappo smerigliato della boccia tenuto obbligato dal coperchio 28, 28, e che lo comprime per mezzo dello sughero o cuojetto 31, 31, fermato nel fondo del coperchio potendosi serrare più o meno con la vite 32, 32.
33. Fondo dell'astuccio su cui va incollato un girello di sughero o cuojo per posarvi adagiata la boccia.
Per la spiegazione delle Fig. IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV, veggasi quanto è detto nel testo alla pagina 769-71.
[Illustrazione: Figure I, II, III, IV.]
[Illustrazione: Figure V, VI, VII, VIII.]
[Illustrazione: Figure IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV.]
INDICE DELLE MATERIE CONTENUTE IN QUESTO PRIMO VOLUME.
PREFAZIONE pag. 1 _e seg._
PARTE PRIMA.
_Bibliografia_ » 1 _a_ 181 _Opere sulla peste in Latino_ » 1 _a_ 79 —— _in Italiano_ » 80 _a_ 99 —— _in Francese_ » 100 _a_ 118 —— _in Tedesco_ » 119 _a_ 167 —— _in Inglese_ » 168 _a_ 178 —— _in altre lingue_ » 179 _a_ 181 _Osservazioni ed avvertenze sulle premesse Notizie bibliografiche_ » 182 _a_ 202 _Utilità che si può ritrarre dalle dette Notizie bibliografiche_ » 185 _e seg._ _Storici e Filosofi Greci e Latini che trattarono della peste e ne riconobbero la contagione_ » 189 _Più chiare idee sulla peste, e sui mezzi di ripararsi da essa, dovute agli autori del secolo XV. e particolarmente a quelli del secolo XVI._ » 190 _e seg._ _Ridicole opinioni di alcuni medici del secolo XVII. intorno la peste_ » 191 _e seg._ _I morbi contagiosi confusi coi morbi epidemici. — Autori che si occuparono di proposito di questa materia gravissima_ » 192 _Autori che oppugnarono la comunicabilità della peste_ » 195 _e seg._ _Autori pratici, ch'ebbero a trovarsi in occasione di peste. — Loro preferibilità_ » 195 _e seg._ _Uomini celebri, che senza esser medici hanno dato al pubblico trattati e descrizioni sulla peste di un merito superiore a quello di molti medici_ » 198 _Storici e Cronologisti della peste_ » 199 _Regolamenti Politico-Sanitarii particolari delle varie Città e Governi. — Ragioni per le quali si crede non doverne dare un giudicio. — Avvertenze generali nel proposito_ » 199 _a_ 202
PARTE SECONDA.
_Serie Cronologica di tutte le pestilenze memorabili, dai più remoti tempi fino al presente_ » 205
PRIMA EPOCA.
_Anni del Mondo secondo l'Era la più comune._ » 209
_Descrizione delle pesti di questa prima epoca_ » 209 _a_ 221 _Descrizione della peste di Egina riferita da Ovidio_ (Metamorph. VII.) » 211 _e seg._ _Descrizione della peste di Troja agli anni del Mondo 2750 regnando Laomedonte, lasciata da Seneca nell Edipo_ » 215 _e seg._ _Prima peste in Italia, di cui la Storia ci abbia conservato memoria nell'anno del mondo 2778_ » 219 _Celebre pestilenza che desolò la Giudea agli anni del Mondo 3017 sotto il regno di Davidde, di cui parlano le Sacre carte_ » 220
SECONDA EPOCA.
_Anni della Fondazione di Roma avanti Gesù Cristo._ » 221
_Singolare descrizione di una pestilenza che afflisse Roma nell'anno 282 della sua fondazione, sotto il Consolato di Pinario Macerino, di cui parla Dionigi d'Alicarnasso; versione di Francesco Venturi_ » 224 _Celebre peste di Atene degli anni di Roma 323; avanti G. C. 431_ » 227 _Bellissima descrizione che di questa peste ci ha lasciato Tucidide_ (de bello Peloponnesiaco, lib. II. cap. 48, lib. III. cap. 80) » 228 _a_ 238 _Altra descrizione della stessa peste di Atene, di Lucrezio Lib V. v. 1123_ » 238 _a_ 244 _Descrizione fatta dal poeta Silio Italico, che visse nel primo secolo dell'Era Cristiana, della fierissima pestilenza che agli anni di Roma 541, avanti G. C. 213, travagliò l'armata Cartaginese nelle Sicilie avanti Siracusa, e di cui parla Tito Livio, Decad. III. Lib. 5_ » 249 _e seg._ _Peste terribile che agli anni di Roma 628, avanti G. C. 126, desolò la parte settentrionale dell'Affrica, nota sotto la denominazione di costa della Barbaria, e vi fece perire, secondo Orosio, ottocentomille persone nella Numidia, e duecentomille nelle provincia della costa marittima Cartaginese e Uticense_ » 252 _e seg._ _Peste fra l'esercito di Mitridate in Asia agli anni di Roma 680, av. G. C. 74, da cui, secondo Appiano Alessandrino_ (de bello Mithridatico), _perirono più di cento ventimille persone_ » 255 _Fierissima peste della Tessaglia, provincia della Macedonia, preceduta da terribile epizoozia, agli anni di Roma 705, avanti G. C. 49_ » 254 _Descrizione di questa peste data da Lucano, Lib. VI. v. 80 a 105_ » _ivi e seg._ _Pestilenza insorta fra l'armata Romana che formava parte della spedizione contro i Parti, attribuita alla fame, di cui parla Appiano_ (de Bello Parth.) » 255
TERZA EPOCA.
_Era Cristiana._
SECOLO I.
_Menzione delle pestilenze di questo primo Secolo_ » 256 _e seg._ _Peste sotto Nerone negli anni 65 e 66 di G. C., 819-20 di Roma, da cui perirono nella sola città di Roma oltre 30,000 persone_ » _ivi_ —— _sotto Vespasiano agli anni 72 dell'E. C. al tempo dell'assedio e distruzione di Gerusalemme_ » 257 —— _micidiale e così fiera a Roma, all'anno 80 dell'E. C. regnando Tito, che pervenne ad uccidere fino dieci mille persone al giorno, secondo Svetonio_ » _ivi_
SECOLO II.
_Pesti del Secolo II_ » 258 _a_ 262 _Feroce pestilenza che desolò l'Italia, e Roma singolarmente sotto l'Impero di Marco Aurelio nell'anno 170 dell'E. C. Essa durò tre anni, e fu una delle più memorabili della Storia_ » 258 _Descrizione di detta pestilenza. Galeno che s'attrovava a quel tempo a Roma fu preso da tanto spavento che se ne fuggì a Pergamo_ » 259 _e seg._ _Salona, Nona, e Scardona, città una volta considerevoli della Dalmazia, ora semplici borgate, nel detto anno 170 di Cristo, nel tempo della guerra dei Romani contro i Marcomanni, sono rimaste quasi distrutte dalla peste_ » 274 _Altra peste violentissima desolò Roma sotto l'Impero di Commodo agli anni 188-89 dell'E. C. in cui per certo tempo morivano fino due mille persone al giorno. Fu questa la prima circostanza di peste, in cui i medici consigliarono gli odori, e di portar adosso sostanze odorose per preservarsi e purificare l'aria, ma senza alcun effetto_ » 261
SECOLO III.
_Menzione delle pesti del Secolo III_ » 262 _e seg._ _Nuova peste in Italia, e Brescia afflitta principalmente nell'anno di G. C. 216_ » 262 _Sotto l'Impero di Gallo e Volusiano, agli anni 254-55 dell'E. C., l'Italia fu travagliata di nuovo dalla peste, che desolò Roma e quasi tutte le provincie al Romano Impero soggette. Durò con eguale sevizie due anni, e, secondo alcuni, serpeggiò qua e là per dieci, fino a che nel 263 sotto Galieno la peste imperversò più forte, e la fame ed i terremoti si combinarono a desolare parecchie provincie Romane. Nello stesso anno Alessandria di Egitto fu pur dalla peste travagliata fino agli estremi_ » 262 _e seg._ _Peste in Oriente sotto Diocleziano nell'A. 295 E. C. accompagnata da vasti carbonchi, e nella quale il veleno pestilenziale soleva scaricarsi negli occhi, di maniera che quelli che scampavano dalla peste, per lo più restavano ciechi_ » 263
SECOLO IV.
_La Storia delle pesti di questo secolo è avvolta in densa caligine. Ammiano Marcellino fa menzione di una pestilenza fra la truppa nella Mesopotamia, sotto Amida assediata dai Persi. Il P.re Kirchero e Lebenswaldt fanno menzione di altre pestilenze negli anni 512, 554, 577, dell'E. C., ma se vera peste fossero state effettivamente le dette malattie, e se ed in quanto abbiano esse realmente esistito non è ben chiaro, non facendone gli altri storici menzione alcuna_ » 263 _e seg._
SECOLO V.
_Menzione delle pesti di questo Sec._ » 264 _e seg._ _Peste accompagnata da sintomi singolarissimi, che si sviluppò nell'Asia minore agli anni di G. C. 454 e continuò nel 455; si propagò nella Palestina, e di là fu trasportata in Europa ed attaccò la città di Vienna_ » 264 _e seg._
SECOLO VI.
_Pesti del Secolo VI_ » 265 _a_ 276 _Descrizione della terribile peste di Costantinopoli sotto l'Impero di Giustiniano, nell anno 542 dell'E. C. Fu questa una delle più memorabili e perniciose che ricordi la Storia. Il numero de' morti, secondo Evagrio e Procopio, giunse a Costantinopoli fino a dieci mila al giorno. Si propagò in quasi tutto l'Oriente e nell'Occidente; invase l'Italia, la Germania, la Francia ed altri paesi, e durò 32 anni, secondo gli storici, devastando gran parte della terra_ » 266 _a_ 271 _Peste desolatrice nella città di Zara che durò tre mesi nell'anno 548 di G. C._ » 274 _Dall'anno 542 al 590 dell'E. C. la peste divenne quasi indigena in Francia e in Italia_ » 275 _e seg._ _Nuova peste in Dalmazia, e segnatamente nella città di Zara nell'anno 588 di Gesù Cristo_ » 274 _Negli anni 588-89-90 dell'E. C. peste in quasi tutta l'Italia, a Roma particolarmente, memoranda per le sue devastazioni e singolarità de' suoi sintomi, non che per gli usi ed istituzioni cui diede motivo; usi ed istituzioni che sussistono tuttora. Vittima di essa perì il Pontefice Pelagio II. Questa stessa invase la Spagna, e la Francia, e ridusse deserti intere Città, tra le quali Marsiglia_ » 274 _a_ 276
SECOLO VII.
_Menzione delle pestilenze del Secolo settimo_ » 276 _a_ 278 _In questo Secolo sì Roma che tutta l'Italia travagliate più volte da fierissimi morbi epidemici preceduti da cruda fame, da straordinarie innondazioni, da terremoti, da tempeste spaventevoli che concorsero ad accrescere la tristezza e lo spavento delle popolazioni. Alcuni autori annunciano questi morbi qual vera peste orientale, altri come morbi epidemici di diversa natura, e dietro altre memorie sembra che nel maggior numero dei casi fosse stata la lepra, o elefantiasi contagiosa_ » _ivi_ _Nel 618 dell'E. C. vi fu vera e fierissima peste in Germania, e nel 640 a Costantinopoli_ » 277
SECOLO VIII.
_Menzione delle pesti dell'ottavo Sec._ » 278 _a_ 280 _Peste così desolatrice a Brescia e suoi contorni nell'anno 709 dell'E. C., che i morti giacevano insepolti sulle strade e nelle case; il perchè ogni famiglia fu incaricata di seppellire i suoi_ » 278 _Costantinopoli assediata dai Saraceni, fu dalla fame e dalla peste così travagliata nell'anno 717 di G. C., che vi perirono trecentomila persone_ » _ivi_ _Memoranda pestilenza, che afflisse Costantinopoli e quasi tutto l'Oriente sotto Leone Isaurico agli anni di G. C. 745-46-47. Travagliò la Grecia, le Sicilie, le Calabrie e molte altre Provincie_ » 279 _Pavia, l'antica Capitale del Regno dei Longobardi, afflitta nell'anno 774 di G. C. da crudelissima fame, essendo stretta d'assedio da Carlo Magno. Alla fame ben presto tenne dietro la peste. Forse essa altro non fu che una malattia tifica prodotta dallo scarso e cattivo alimento_ » 279 _e seg._ _Peste nuovamente a Costantinopoli, sotto l'Imperatore Costantino Copronimo che ne rimase infetto nel tempo della spedizione da lui intrapresa contro i Bulgari, e vi morì il giorno 14 settembre 775 di G. C._ » 280
SECOLO IX.
_Pesti del Secolo nono_ » 280 _a_ 281 _Al principio di questo Secolo, e precisamente nell'801 la peste desolò l'Italia, la Germania e la Francia, preceduta da spaventevoli terremoti_ » 280 _Agli an. 811-12 dell'E. C. terribile pestilenza presso che universale. Inferocì particolarmente a Costantinopoli, dove i morti restavano insepolti per non trovarsi più chi li sotterrasse_ » _ivi_ _Nell'820 la peste fra gli uomini ed un morbo pestilenziale fra gli animali fecero orrende stragi in tutta la Francia_ » 281 _In Inghilterra la peste nell'anno di G. C. 865 fu preceduta da un'immensa quantità di locuste, che hanno distrutto le biade e cagionato la fame_ » _ivi_ _Agli anni 889 e 90 l'Italia provò ad un tempo tutte le sventure della guerra e della peste_ » _ivi_
SECOLO X.
_Pesti del Secolo decimo_ » 282 _a_ 284 _Negli anni 910-11 e 12 dell'E. C. fiera peste a Costantinopoli. Si riprodusse nel 920 con tanta forza che uccise, secondo il Lebenswald, da 500 mila persone_ » 282 _In questo Secolo la peste si appiccò due volte a Venezia, cioè nel 938 e 989, e vi operò orrende stragi_ » 282 _a_ 283 _Milano nell'anno 964 fu travagliata dalla peste così fieramente, che secondo Bernardino Corio, era ridotta a pochissimi abitanti, ancorchè fosse una delle città più popolate e fiorenti_ » 282 _Introdotta la carestia in Italia nel 983, a questa succedette la peste nel 984 che imperversò fierissima nei successivi anni 985 e 86. In detti tre anni, le calamità della fame, della peste e della guerra si combinarono unite a spopolare questo importante paese_ » 283 _Agli stessi anni la medesima pestilenza travagliò la Germania, preceduta da estremo freddo, per cui gelarono i fiumi e con essi i pesci_ » _ivi_ _Nel 990 peste a Cattaro in Albania, nella quale colla famiglia Leghletta perì Bastardo Re di Servia_ » 284
SECOLO XI.