Della peste e della pubblica amministrazione sanitaria
Part 21
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_OSSERVAZIONI ed AVVERTENZE generali intorno alle premesse bibliografiche Notizie._
Quantunque io abbia usato ogni maggior diligenza e studio nel raccogliere e compilare queste bibliografiche Notizie, le quali vengono a formare un catalogo molto più ampio di ogni altro finor pubblicato su questo suggetto; pure sono ben lontano dal credere che il lavoro mi sia riuscito completo. Molte Opere sull'argomento della Peste, e sulla pubblica Amministrazione Sanitaria non vi saran registrate, poichè non mi venne fatto di conoscerle, nè di trovarle descritte. Feci però, quanto meglio ho potuto; nè in questo fatto mi valse il desiderio di fare di più; dirò per altro al caso mio con uno scrittore autorevole: _Vita brevis, libri multi, nummi parci, tempus arctum_. Quelli che verranno dopo di me, lavorando sopra questa materia, potranno più di leggieri correggere ed ampliare l'opera mia. Io mi sono giovato delle Opere di Plouquet, dell'Adami, dell'Hallero, e di altri parecchi. Il lavoro lungo e nojoso per sè stesso ha richiesto molto tempo e molta pazienza. Aggiugni poi le particolari ed avverse mie circostanze, e le non poche altre difficoltà, che ben conosce per esperienza chi versa su questo obbietto di letterarj esercizi.
Ma di quale utilità, dirà taluno, sono queste tue Notizie bibliografiche? che altro presentano esse fuori di una semplice indicazione di Autori, d'Opere, di Edizioni? Un così fatto Catalogo non contribuisce punto ai progressi della scienza o dell'arte. Esso non è che un soggetto di pura curiosità; uno studio vano di più vana ed arida letteratura. Sia pur ciò vero; nè altro sia il quadro degli Autori e dell'Opere che presento, che la serie di una sterile ed arida sposizione di nomi. Ma questa, che pur potrebbesi dire letteratura _nominale_, istruisce, e conduce non di rado alla letteratura reale. L'intendimento umano va passo passo dilatando la sua possanza, e le sue forze sull'infinità degli obbietti, anche coll'ajuto di apparentemente piccole cose.
E di vero, quando in una materia si conoscano gli autori, i luoghi, i tempi, i titoli e le ragioni delle Opere, quando se ne distinguano le qualità, quantità e occasioni delle edizioni diverse; quando tra l'opere di più argomenti sien note e distinte quelle in ispezie, che all'uopo di ogni scrittore, maestro, od artefice trattino l'argomento, ch'egli abbia per mano, o di che in sul fatto gli occorra istruirsi, e su chi e quali con più sicurtà possa egli fondare i consigli e le prove del suo esercizio; allor si può dire che nell'arte o nella scienza siesi pur fatto felicemente alcun passo.
Oltre di ciò; è già manifesto che chiunque una scienza si propone di coltivare, cerca di aver notizia degli scrittori e delle opere, e di tutto ciò che alla prediletta scienza in qualsivoglia modo appartiene; quindi, versando sui respettivi obbietti, la mente ci porta a considerare e a conoscere le varie fonti donde attinger possiamo i principj, i mezzi, il corredo per l'esercizio e la pratica della facoltà che ci siam dati a seguire. L'amor proprio, l'amor della gloria, il desiderio o il bisogno di novità e d'interesse succedonsi, e tutti insieme pur anche mettono in foga le potenze tutte dell'anima, di maniera che ansiose cercano di conseguire il proposto lor fine; quindi trovano, e non di rado, in questi sussidj di erudizione norma, direzione, e suffragio. Ma senza più oltre parlare della forza che tiene sul cuore umano un tema propostosi di grande argomento, come non dovranno esser gradite, ed accette, per non dir necessarie, tutte sorti d'idee e di notizie, che c'introducano a mano a mano nel grande stadio, corso gloriosamente dagli altri? Dalle quali idee io non posso non confortarmi nella mia intrapresa colla dolce speranza, che si conosca e si approvi la fatica e il divisamento di far precedere sì doviziosa suppellettile al generale e particolar Trattato, che sulla Peste mi dieder mezzo di compilare la sperienza, lo studio, l'osservazione, e l'analisi in mezzo ai varj crudeli suoi sintomi, ed ai terribili suoi effetti. E col pensiero tornando sul Catalogo da me compilato, pur mi conforta il vedere, come tanti chiari ingegni in ogni età e in differenti provincie con tanto merito ed onore travagliarono su questo argomento, non risparmiando nè fatica nè spesa, onde fornire all'uman genere provvedimento e salute. Finalmente la Repubblica letteraria mostrò sempre di aver buon grado a coloro, che hanno posto ogni cura, perchè si conservi la memoria di tanti benemeriti ed onorati Autori, i quali adoperarono il lor sapere e gli studi loro a vantaggio dell'umanità, facendo conoscere i progressi, e gli effetti delle loro osservazioni ed esperienze, ed illuminando il corpo sociale sopra oggetti di salute pubblica col mostrare i pericoli, che ne minacciano, e il modo di preservarsi dal flagello più terribile e più devastatore dell'umana generazione.
Ora scendendo al particolare, d'ordinario si osserva, che ne' casi dubbj di peste, o già scoppiata, o vicina, da ministri della pubblica autorità si fa ricorso a chi se ne crede più istrutto e perito. Nè è raro, che in così fatte emergenze a dare un giudizio, da cui spesso dipende la sorte delle popolazioni, o a sostener pubblici ufizj sanitarj, pur troppo per l'importanza loro gravissimi, sieno chiamate alcune persone, le quali, sebben fornite d'un titolo legale in alcuna parte dell'arte salutare, non di meno manchino delle necessarie cognizioni politico-sanitarie: o veramente altre tali, che, quantunque addette a tutt'altro mestiere, pure o in riguardo de' vecchi sistemi, o per qualche combinazione sono collocate ad agire nella carriera Sanitaria, mancanti però affatto de' lumi, e delle respettive cognizioni. Or sì gli uni, che gli altri possono a queste fonti giovarsi, perchè l'opera loro in sì duri frangenti torni a profitto della patria e della nazione. Essi impertanto vi troveranno una guida facile per rinvenire que' lumi, de' quali abbisognano, e con minore fatica e minor dispendio di tempo, ch'è prezioso in ogni circostanza della vita, ma specialmente nelle calamitose congiunture di peste. Per sì facile mezzo ecco ripari opportuni al male, e all'onore ed al nome del magistrato, del medico, o di chi altro sia eletto ministro e provveditore.
L'uomo di lettere, il saggio, ed il perito non avrà forse bisogno d'indici e di cataloghi; ma non per questo inutile o grave tornerà a lui il vedersi registrato ordinatamente sì copiosa serie di autori. Nè a persuadernelo credo necessarie le già dette, nè altre ragioni da dirsi a prova della utilità di questo lavoro. In fatti il letterato o per troppe brighe o per moltiplicità di notizie e d'idee è talora sì inviluppato ed oppresso, che gli può tornar di sollievo e di scorta il trascorrere un elenco, e 'l trascegliere, quale autore più e meglio per la reminiscenza conosca aver trattato la materia, ch'ei si trova fra mani. Di questo ajuto è più verisimile ch'egli abbisogni nelle calamitose e difficili congiunture di peste, nelle quali la mente agitata da continue angustie e timori, e sopraffatta da passioni diverse trovasi spesso in tumulto; perchè stando più confuse le idee, e le urgenze vie più premendo, più difficile anche ne suol venire il ritrovamento e la scoperta dei più saggi scrittori. Di questo mezzo allora ei si giova non solo per riandare su idee utili, ma specialmente per risparmiare un tempo prezioso, il quale nel cercare tra proprj libri un oggetto d'altra parte fors'anche noto, assai di frequente si perde. In breve, sia vaghezza o bisogno che s'abbia d'istruirsi nell'argomento della Peste, ed in oggetti di pubblica amministrazion sanitaria, saran queste bibliografiche Notizie un mezzo, che conduce a buon fine. Nè val l'opporre: come è possibile in una selva di tanti libri, indicati soltanto, conoscere i buoni, gli utili, e sceglier quelli, che facciano meglio al caso proprio, ed ai bisogni instantanei corrispondano in tutto? Un solo catalogo di autori e di titoli non basta per far conoscere altrui ove all'uopo trovar si possa medicina e riparo alla ferocia ed urgenza del male. Non val l'opporre, io dissi, giacchè non è un Catalogo, donde riparo e medicina cercar si voglia, ma bensì da un Catalogo destar nozioni e principj, de' quali potersi all'uopo fornire, e provvedersi l'autore, che si conosca, o per la propria o per l'altrui sperienza, far meglio al proposito. Conciossiachè ogni libro d'una materia per naturale principio si sa contenere almeno su quel soggetto alcune generali avvertenze, le più conosciute sperienze e nozioni; in una parola, la disciplina, il metodo, la dottrina seguita in quelle date occasioni, per le quali s'è scritto. Di più; e chi non sa quasi tutti aver poi coteste generali nozioni e regole vicendevolmente seguite? Ma de' più recenti parlando, è ben chiaro, come che la filosofia, la storia generale, la fisica scienza, e la chimica, a' nostri tempi salite in alto grado di cognizioni e di forza, anche da queste fonti sonosi ampliate; così pure la facoltà di combattere questo truce e maligno nemico dell'umana specie. Quindi giova avvertire che i più recenti fra gli autori, al confronto degli altri, hanno in se raccolto un maggiore corredo di cognizioni atte a fiaccarne la tremenda possanza. Il perchè un catalogo, che sponga, come degli antichi, così de' più recenti scrittori il nome ed il titolo, e che delle varie opere loro distingua i tempi e le classi, dovrà risguardarsi come un'ottima guida, un utile scorta, ancorchè materiale, capace di condurci allo scopo desiderato.
Ma per entrar al fine nel midollo del mio suggetto, e per agevolar altrui il pro, ch'io me ne sono proposto, alla conoscenza, alla scelta, e all'uso de' libri da me registrati gioveran forse le seguenti generali avvertenze.
Ancorchè i filosofi ed i storici antichi Greci e Latini molto prima de' medici abbiano conosciuto la contagione della peste; e fra gli altri Tucidide, Aristotele, Dionisi d'Alicarnasso, Diodoro di Sicilia, Appiano d'Alessandria, Anna Comneno, Evagrio, Procopio, Eusebio Panfilo, Tito Livio, Ammiano Marcellino, Boccaccio, e tanti altri, della qualità sua attaccaticcia più o meno chiaramente ne abbiano scritto; quantunque tra gli autori che fiorirono prima del secolo XV s'abbiano pur ottimi precetti intorno la peste e le malattie contagiose; e li provvedimenti politico-sanitarj de' Veneti del secolo XIV, quelli del Governo di Milano, e d'altre principali città d'Italia ottimi suggerimenti preservativi contengano; pur si vuol tenere, che le più chiare idee della peste e dei mezzi da ripararla debbonsi agli autori del secolo XV, e particolarmente a quelli del secolo XVI. _Raimondo da Vinario_, _Guido da Cauliaco_, autori del secolo XIV, ricordarono appena, che fosse pericoloso il trattar coi malati di peste, e con quelli, che venissero da siti appestati, ma non conoscevano nè i mezzi nè i modi del purificare le robe infette, nè quelli del ripararsi dall'infezione, come dottamente prova l'Autor degli Annali Universali di Medicina. _Marsilio Ficino Fiorentino_, _Alessandro Benedetti_, Veronese, scrittori del secolo XV hanno tra i primi divulgata la nozione del contagio; ma le vere cognizioni intorno il contagio, e le più chiare idee della peste e dei mezzi di preservazione si debbono specialmente agli autori del secolo XVI. Gli antichi medici non avevano per così dire idee dei contagi, o quali ne avevano, erano poche ed imperfette. La maggior parte da vizio nell'aria, da corruzione dell'aria, da un'aria velenosa la contagion ripetevano. Il perchè, quasi tutti raccomandarono i vieti bezoardici, l'accensione de' fuochi, la purificazione dell'aria con sostanze odorose, per difendersi dall'infezione e per estinguer la peste. Altri le cagioni di essa da influsso degli astri e delle stelle derivarono, altri dagli influssi terrestri; e v'ebbero pur anco autori e diversi del secolo XVII, che non seppero svincolarsi da tali ridicole opinioni. In fatti pubblicò il _Leto_ proceder la peste dalla sostanza del cielo (Parigi, 1621), l'_Helbling_ essere ingenerata la peste da un triplice ente, cioè divino, degli astri, naturale (Friburg, 1615), l'_Artmanno_, nell'aria consistere le cagioni della Peste (Regiom, 1687), il _Bartolino_, Consiglio per correggere l'aria pestilenziale (Hafn., 1654), _Giovanni Giovane_ de' Medicamenti _Bezoardici_, il cui uso preserva dalla Peste (Antwerp. 1585), il _Lasson_ essere il bolo armeno rimedio della Peste (Parigi, 1575), il _Limbisano_ dal terremoto, come cagion della Peste (Napoli, 1629), ed altre si fatte opinioni. Per molto tempo i mali contagiosi sono stati insieme confusi coi mali epidemici, e ad onta degli insegnamenti di valenti scrittori, per lungo tempo la peste è stata dai medici confusa con altri morbi. Dal Fracastoro incominciarono i medici occuparsi di proposito di questa materia gravissima. A lui dobbiamo di essa le vere e più esatte nozioni; non che al Sennert, al Lancisi, a Prospero Alpino, al Sydenham, al Mead, allo Schmid, ec.
L'altro ricordo, che gioverà aver presente intorno la scelta dei libri, si è di guardarsi cautamente da quegli autori, che, sedotti da soverchio amore per la propria opinione, o vaghi di singolarizzarsi, dichiararonsi oppugnatori della _comunicabilità_ della peste; e ad onta delle immense stragi, che ha menate cotesto flagello desolatore, non ostante le osservazioni in tutti i tempi, su tutti i luoghi, l'opinione di quasi tutti gli scrittori, ed il generale consentimento, sostennero la non contagione della peste. Questa opinione è stata una delle più funeste all'umanità, come quella, che trasse sovente le troppo credule Magistrature nel gravissimo errore di abbandonare le necessarie cautele di Sanità; quella, che mantenne la dissensioni e contraddizioni fra i medici, e quella certa dubbiezza fra le popolazioni, da cui derivarono incalcolabili danni. D'altra parte, fra gli oppugnatori della contagione della Peste si noverano scrittori per autorità e rinomanza riputati ed illustri; p. e. lo _Stoll_ nel 1774 (_Ratio medendi V. II. p. 59._) nega alla peste la qualità attaccaticcia. Questa stessa opinione è sostenuta dal Protomedico _Ferro_ nel 1782 _von der Ansteckung der epidemischen Krankheiten und besonders der Pest. Leipzig_, 1782. _Allgemeine deutsche Bibl. LIII. p. 387. Tüb. Anz. 1785. p. 205_, da esso poi emendata nel 1787. _Nähere Untersuchung der pestansteckung, nebst zwei Aufsaetzen von der Glaubwürdigkeit der meisten Berichten der Moldau und Walachey, und der Schaedlichkeit der bisherigen contumazen von D. Lange und Fronius_. L'_Assalini_ nel 1801 riproduce la medesima opinione della non comunicabilità della peste (_Riflessioni sopra la Peste di Egitto. Anno IX. 1801._). Il _Webster_ scrisse nel 1800 un'opera in due volumi, nella quale si sforzò di provare che la peste, la scarlattina, la petecchiale, la febbre gialla non sono contagiose (_A brief History of pestilential Diseases ecc. London_, 1800.). L'_Adams_ nel 1809 ha sostenuta l'opinione del _Webster_ (_An Inquiry in to the Laws of epidemie etc. London_, 1809.); e il _Maclean_ nel 1817 e 1818, oppugnatore appassionato della _comunicabilità_ della peste, giunse per fino ad esporre se stesso al pericolo di restar vittima del contagio per dar prova della sua opinione. L'_Hancock_ nel 1821 è dell'opinione del _Webster_ e del _Maclean_ (_Hancock, Researches in to the Laws and Phenomena of Pestilence etc. London_, 1821, _Maclean, Results of an Investigation respecting epidemic and pestilential Diseases ecc. London_, 1817. 1818.). Diversi altri autori molto prima di questi hanno negato alla peste la qualità contagiosa; tra' quali il _Bouillet_ (_Suite des Elemens de la Medecine pratique_), il _Dessenius a Cronenbourg_ (_de Peste Commentarius vere aureus ecc. Coloniae_, 1564.), il _Jourdan_ (_Pestis Phaenomena ecc. Francofurti_, 1576.), il _Faccio_ (_Paradossi della Pestilenza. Genova_, 1584.), il _Magirus_ (_von der Pest. Amsterdam_, 1632.), il _Lange_ (_Rudimenta Doctrinae de Peste. Viennae_, 1784.), il _Dale Ingram_ (_an Historical Account on the several Plagues that have appeared in the World since the year 1346: with an Inquiry into the present prevaling opinion, that the Plague is a contagions Distemper, ecc. London_, 1755.). Giova assai conoscere i sostenitori di sì pericolosa opinione per non lasciarsi sedurre in così grave argomento dalle loro dottrine, le quali, a guisa di quelle funeste meteore, che spargono una falsa luce sull'orizzonte, sono meno atte ad illuminare, che più non sieno acconce a danneggiare la terra.
Ma proseguendo a ragionare sulla scelta de' libri, secondochè occorra, sarà buon avviso di attenersi a quegli autori pratici, ch'ebbero a trovarsi in occasione di peste, avendo essi fatte le loro osservazioni in mezzo alle stragi del morbo, e quasi come sul campo di battaglia. Questa è la cattedra dell'istruzion più sicura; non quella di coloro, che lontani dal pericolo, senza aver mai veduto nè peste nè appestati, fra gli ozj tranquilli de' loro gabinetti letterarj si accinsero a scriverne, trascrivendo di qua e di là le altrui osservazioni, o al più i voli seguendo di troppo fervida immaginazione. Chi non si trovò nel caso di peste, difficilmente si potè formare un'adeguata idea di questo morbo esiziale; quindi è pur inverisimile, ch'ei possa dirette nozioni altrui sporre. Gli scritti di un autore, a cui toccò di osservare da presso una o più pestilenze, hanno un certo carattere solenne di verità e d'interesse, che li dee far distinguere di leggieri, per chi non è ignaro della materia, da tutti gli altri appartenenti ad autori, che non siensi trovati a trattare sì luttuoso argomento. Dovendo scegliere, specialmente in parità di circostanze, sarà sempre meglio preferire gli originali alle copie.