Della peste e della pubblica amministrazione sanitaria

Part 1

Chapter 13,113 wordsPublic domain

DELLA PESTE E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SANITARIA

[Illustrazione: A. A. FRARI]

DELLA PESTE

E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SANITARIA

Opera DI A. A. FRARI

DOTTORE IN MEDICINA, I. R. EFFETTIVO CONSIGLIERE DI GOVERNO, PRESIDENTE DEL MAGISTRATO DI SANITÀ MARITTIMA DI VENEZIA, SOCIO DI VARIE ACCADEMIE ITALIANE E STRANIERE, DECORATO DA S. M. I. R. DELLA MEDAGLIA D'ORO DI ONORE DEL MERITO CIVILE PER SERVIGI PRESTATI IN CIRCOSTANZE DI PESTE.

Avertere a populo pestem. _Seneca_.

VOL. I.

VENEZIA Tipografia di Francesco Andreola MDCCCXL.

_Quest'Opera stampata a tutte spese dell'Autore è posta sotto la garanzia delle vigenti Leggi._

A Sua Eccellenza _il Signor_ Francesco Antonio _Conte di_ Kolowrat-Liebsteinsky

_Signore di Reichenau, Czernikowicz, Wamberg, Maierhöfen, Pfraumberg e Koschadek, di Borohradek, Horaticz e Scheisselicz in Boemia, Cavaliere del Toson d'oro, Gran Croce dell'Ordine Imperiale Austriaco di Leopoldo, Croce d'oro dell'onor civile, Balio onorario e Gran Croce dell'Ordine Sovrano di S. Giovanni di Gerusalemme, Gran Croce dell'Ordine Reale Sassone della Corona di ruta, Cavaliere di I.ma Classe, degli Ordini II. Russi di S. Andrea, di S. Alessandro Newsky, dell'Aquila bianca, di S. Vladimiro, e di S. Anna, Protettore della Società Filarmonica e dell'Istituto Boemo per le vedove e i sordo-muti, Presidente della Reale Società Boema per le scienze, Membro della Società Agronomica di Vienna, Membro onorario dell'Accademia di Belle Arti di Vienna e di Milano, della Società Agraria della Carniola e di Baviera, e di quella Mineralogica di Jena, Membro attuale della Società del Museo Nazionale di Boemia, Membro onorario della Società Irlandese per la letteratura nazionale, e Membro ordinario della Reale Società di Copenaghen per l'archeologia nordica; di S. M. I. R. A. Consigliere Intimo attuale, Ciambellano, Ministro di Stato e di Conferenze._

=Eccellenza=!

__A Voi, Eccellentissimo Signore_, cui meta d'ogni desiderio è il pubblico bene, piacemi d'intitolare quest'Opera che ha per principale scopo la preservazione della salute degli uomini._

_Io _Vi_ offro in essa il frutto sudato de' miei lunghi studii e di una pericolosa sperienza qual pubblico omaggio all'altissimo _Vostro_ merito, e quale espressione sincera de' miei sentimenti di profondissima stima e di rispettosa ammirazione per le rare _Vostre_ virtù._

_Io doveva umiliarla a _Voi, Eccellentissimo Signore_, che con tanto lustro presiedete al Gran Consiglio di Stato dell'Austriaca Monarchia, e che siete il proteggitore benefico delle scienze, delle arti, e di ogni utile imprendimento. A _Voi_, che dotato di sommi talenti e di lumi, accoppiar sapete alle gravi cure governative la coltura delle ottime discipline, e l'amore di tutto ciò che può esser utile e contribuire al bene della società._

_Aggradendone l'umile offerta _Voi_ avete non solo accordato il più bel premio ed il più gradito al mio lavoro, ma avete mostrato altresì quanto _Vi_ stia a cuore il bene dell'umanità ed i suoi veri interessi, e come oggetto principale di tutte le _Vostre_ sollecitudini sia tutto ciò che in qualunque modo può contribuire al ben essere ed alla prosperità di questa grande famiglia, di cui_ SUA MAESTÀ L'AUGUSTO NOSTRO SOVRANO _nell'alta Sua saggezza _Vi_ ha affidato il sacro deposito dell'Amministrazione._

_In questa mia Opera _Voi_ troverete, Eccellenza, dipinte le più grandi sciagure dell'umanità. Sono certo che esse desteranno nel _Vostro_ cuore benefico un fremito di compassione, e _Vi_ animeranno a proteggere sempre più le scienze utili, segnatamente quelle che hanno per iscopo di preservare la società dal più temuto dei mali, dal flagello più grande e più distruggitore dell'umana specie. Gli uomini veri benemeriti dell'umanità non sono tanto quelli che pubblicano Opere utili, e che coi loro scritti, coi loro lavori diffondono nel pubblico conoscenze importanti e proficue, quanto quelli che le proteggono, e che colla loro autorità e con generoso impulso li incoraggiano a tentar nuovi sforzi per meglio contribuire ai progressi della scienza e all'utile della società._

_Accordatemi, _Eccellentissimo Signore,_ l'onore di protestarmi con profondo rispetto e riverenza._

_Venezia, il 4 Marzo 1840_

_Di Vostra Eccellenza_

_Umiliss. Devotiss. Obbligatiss. Servitore_

_Angelo Antonio Frari_

VOL. I. PARTE I.

BIBLIOGRAFIA

OSSIA

CATALOGO ALFABETICO DELLE OPERE CONOSCIUTE SULLA PESTE E SULLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SANITARIA.

PARTE II.

STORIA GENERALE DELLA PESTE

CONTENENTE

CENNI STORICI DELLE PESTILENZE PIÙ MEMORABILI, COMINCIANDO DAI PIÙ REMOTI TEMPI E DISCENDENDO IN SERIE CRONOLOGICA FINO AL PRESENTE.

AGGIUNTAVI UN'ISTRUZIONE SUI VARI METODI DI DISINFEZIONE, ED ALCUNI CENNI SULLA DIAGNOSI, PROFILASSI, E CURA DELLA PESTE.

_Etiam si omnia a veteribus inventa sunt, hoc semper novum erit, usus, et inventorum ab aliis scientia et dispositio_. SENECA.

PREFAZIONE

Quest'Opera è destinata ad avvisare ai mezzi onde tener lontana dalla Società la peste (_a_), malattia la più spaventosa e distruggitrice che si conosca, flagello il più grande e più desolatore dell'umana specie; il quale suole far strazio della vita degli uomini, e cangiare in orridi deserti le più floride e popolose città, seminar dovunque lo squallore, la desolazione, la morte, e preparar sciagure e miserie anche per le generazioni avvenire.

Chi non ha veduto la peste allorchè imperversa in una città o paese, è difficile che si formi di tanta umana sciagura una giusta idea, e pervenga a dipingere con colori abbastanza vivi e conformi alla verità le luttuose scene, la desolazione, le stragi per essa prodotte. Il perchè, quelli che si sono trovati in mezzo agli orrori e alle devastazioni della peste, ed hanno avuto occasione di osservar da vicino la paura, il cordoglio, l'angoscia, il desolamento della comune strage e rovina per essa prodotti, potranno soli concepire la gravità e l'estesa di tale flagello e ben valutare di questo argomento l'importanza (_b_).

Qualunque sia l'aspetto sotto cui piaccia di risguardarlo, è certo, ch'esso abbraccia i più grandi e più preziosi interessi dell'umanità, la salute e la prosperità delle popolazioni in generale e di ciascun individuo in particolare. Per la qual cosa non potrà esso non richiamare l'attenzione dei varii Governi, scopo delle cui sollecitudini esser deve in ogni tempo la felicità e la salute delle popolazioni sulle quali sono destinati ad esercitare la loro influenza.

L'economia politica è rispetto allo Stato ciò che l'economia particolare è rispetto ad una famiglia. Come l'oggetto di una saggia economia di famiglia è di provvedere ai bisogni, alla salute, all'impiego e al ben essere dei varii individui che la compongono; nello stesso modo, l'Autorità pubblica, e quelli cui la Provvidenza ha destinati a reggere la sorte de' popoli, debbono cercare con tutti i mezzi che sono in loro potere, di conservare fra la Società il tesoro prezioso della salute, allontanare da essa ogni causa di calamità e di sciagura, e tener d'occhio specialmente quelle funeste malattie popolari di contagio specifico, che sogliono mietere le vite degli uomini a migliaja, e cangiare in istato di avvilimento e di comune desolatrice miseria la pubblica prosperità. A raffermarli in tale proponimento valga la riflessione, che la grandezza politica delle nazioni dipende in gran parte dai provvedimenti che risguardano la salute.

La vigilanza pubblica può agevolmente prevenire moltissimi mali della Società, e segnatamente quelli che dipendono dalla diffusione delle malattie popolari di contagio specifico, andando incontro ad esse con mezzi pronti, attivi ed efficaci. Per sì nobile scopo la scienza della legislazione è considerata la più sublime teoria della beneficenza, l'incombenza più bella che l'uomo possa proporsi sulla terra. È dessa quella che prende cura degli uomini come nazione e come individui, li protegge, li difende, e fa sentire a tutti quelli che non sono in istato di difendersi da sè i frutti delle sue benefiche cure, delle sue amorose sollecitudini, dei saggi suoi provvedimenti. Molto possono le misure sanitarie opportunamente prese e con energia sostenute, molto i mezzi profilatici debitamente usati; e migliaja d'individui, intere popolazioni, a mercè di quelle e di questi, scamparono da gravi ed imminenti rovine. All'incontro, sommi danni e sventure sono da attendersi allorchè i Magistrati, cui è affidato il gran pensiero della pubblica sicurezza, per negligenza, per insano indifferentismo, per basse passioni, o particolari riguardi trascurino gli opportuni presidii di difesa, o ad essi faccian ricorso troppo tardi, quando il male ha fatto progressi, e, non capendo più fra i cenci sozzi del povero, è già trascorso fin nei palagi dei ricchi e potenti. Allora, per ordinario, molte misure sanitarie vengono prese. Si fanno succedere le une alle altre tumultuariamente in mezzo al generale disordine; e quantunque non s'abbia fiducia di domare per esse il male, pure vi si mette molta fretta nel porle in pratica, per ischivare il rimprovero e la taccia d'inoperosità. Ma ridotte le cose a tal punto, ogni mezzo di difesa, per quanto valido sia, non ha che debolissima efficacia. Il male s'è già dilatato ed ha fatto progressi. Non si può più arrestarlo. Si conosce lo sbaglio, ma è troppo tardi per rimediarvi. I malati, i morti, i moribondi, i superstiti, che avviliti dal timore sono già malati prima che la malattia li colpisca, ve lo rimproverano ad ogni istante. Tutto e tutti, ogni cosa, ogni fatto, ogni circostanza ve lo ricordano. Si vorrebbe pur riparare, ma non è più tempo. Il tempo in cui si poteva tutto salvare è sfuggito. Lo si è miseramente perduto in quistioni, in incertezze, in ambage, in misure ridicole e vane. Non restan più che i rimorsi ed un tardo pentimento. Tali sono le conseguenze della cieca incuria, dell'improvvida condotta dei Magistrati in circostanze di contagio, tratti essi stessi non di rado in inganno dai falsi giudizii, dalle discrepanti opinioni dei Medici, in nessun'altra circostanza così scandalose e fatali quanto in tempi di peste, dalle temerarie voci del popolo, che spesso vuol farla da giudice anche in ciò che non conosce nè intende, e da altre ragioni. La storia generale delle pesti abbonda di esempii funestissimi di pestilenze devastatrici derivate da simili sbagli; mentre con una maggior vigilanza, con misure sanitarie adattate, pronte ed efficaci, ed una direzione più cauta e saggia per parte delle pubbliche Autorità, si avrebbe potuto facilmente por argine alla diffusione del contagio ed evitare tante sciagure alla misera umanità, i cui più preziosi interessi sono stati irreparabilmente traditi da quelli stessi cui incombeva l'obbligo di tutelarli.

A nostro conforto però dobbiamo con compiacenza osservare, siccome i Governi di Europa vegliano con attenta cura alla nostra conservazione, e si prestano solleciti a tener lontano dalle suddite popolazioni le pestilenze e gli altri contagi. Già il provvidissimo sistema d'isolamento dei Lazzeretti, che costituisce il più valido baluardo di difesa contro l'importazione della peste, della cui prima istituzione è dovuto il merito alla saggezza dei Veneti (_c_), e caute leggi sanitarie, esistono in piena attività presso i diversi Stati di Europa. Già Lazzeretti, contumacie, espurghi ed altri sanitarii provvedimenti si incontrano oggidì anche nei paesi d'Oriente, però in istato ancora assai imperfetto, e tali da non ispirare fiducia, specialmente a quelli che conoscono l'intolleranza de' Turchi per ogni sorta di disciplina o vincolo sanitario, ed il loro cieco fatalismo (_d_). La pubblica Amministrazione Sanitaria posta essa pure nella via del progresso, e seguendo il movimento generale del secolo, si studia di riformare i suoi regolamenti, le sue dottrine, migliorare e semplificar le sue pratiche, e nella maggior estesa delle relazioni commerciali coi paesi d'Oriente, conciliare, per quanto è possibile, gli eminenti riguardi della pubblica sicurezza coi grandi interessi commerciali delle popolazioni di Europa; e finalmente, guidata da saggio consiglio, cerca di meglio conoscere per mezzo di una più illuminata sperienza il potente nemico che deve combattere, ajutata in sì importante e difficile impresa dai mobili sforzi d'intrepidi ed abili Medici, che con un coraggio ed una negazione di sè medesimi degni dei maggiori elogi si dedicarono a studiare la peste negli stessi paesi d'Oriente, ed a raccogliere utili ed importanti osservazioni sul campo stesso di battaglia, negli stessi spedali dei pestiferati, colà dove eran maggiori le stragi, cercando la peste, per così dire, con altrettanta sollecitudine ed interesse, quanto altri ne avrebbero potuto porre nell'isfuggirla. Pure, a malgrado sì nobili e coraggiosi sforzi; a malgrado la maggiore esperienza acquistata in tale materia, ed i progressi fatti dalle scienze fisiche; nullostante le provvide disposizioni dei Principi, lo zelo e le cure dei Magistrati, la scienza sanitaria, e segnatamente quella parte che risguarda la sanità marittima, carica tuttora del pesante fardello delle vecchie sue istituzioni, non potè fare di molti progressi, nè tener dietro ai passi arditi dello spirito umano nelle altre parti dello scibile. Arrestandosi col pensiero ad indagare le cause di siffatto ritardo di avanzamento di una scienza sì utile, non si può non meravigliarsi che tale arrenamento abbia potuto accadere a malgrado l'influenza di un secolo sì fecondo di lumi e di scoperte; e dove la smania di addottrinare i proprii simili e diventar celebri nella via del progresso sembra abbia promosso una gara d'innovazioni, e segnata una nuova Era nel cammin della vita. Ciò molto più dee sorprendere, quanto che nella maggiore e sempre crescente estesa de' commerciali rapporti coi paesi d'Oriente; nel maggiore avvicinamento dei varii popoli e nazioni lontane; e mentre questo avvicinamento con ogni sorta di mezzi e nuovi e potenti si promuove da ogni parte e si accelera, doveva esser sentito possentemente il bisogno di alleggerire i pesanti vincoli delle sanitarie riserve, per quanto ciò far si potesse senza pericolo, e conciliare la tutela della salute pubblica in modo da meglio corrispondere ai bisogni ed agli altri grandi interessi sociali.

Nel senso forse di queste idee e con tale divisamento; nel più sentito bisogno di un più libero movimento delle relazioni commerciali, nei maggiori sussidii di cognizioni scientifiche, e meglio sorretti dall'esperienza, alcuni Governi di Europa introdussero in questi ultimi anni modificazioni e riforme nei loro sanitarii sistemi contumaciali, e promossero quistioni, dalle quali chiaramente si scorge la felice loro tendenza a liberarsi da alcune vecchie pratiche sanitarie pesanti e superflue, e stabilire d'accordo un sistema contumaciale più ragionevole, e più vantaggioso ai progressi della navigazione e del commercio, ed agli altri grandi interessi della Società.

Probabilmente con tale scopo legislativo il Governo Francese nell'anno scorso facendo un officioso appello alla scienza medica (_e_), manifestò il desiderio d'intervenire nelle grandi quistioni relative alla peste. Questa lodevole iniziativa richiamò al pensiero la felice idea di un Congresso sanitario Europeo, annunciata prima nel 1832 dal professore Magendie, nel 1833 dal Dott. Cervin, il celebre agitatore anticontagionista, riprodotta poi e sostenuta con molto calore nel 1838 dal Dott. Bulard de Méru, che dimorava allora a Costantinopoli, osservatore distinto e zelantissimo, uno dei più intrepidi ed abili Medici fra quelli che incaricati dal Governo Francese di osservare e studiare la peste nei paesi d'Oriente, vi si dedicarono con mirabile intrepidezza e perseveranza, e con reale utilità della scienza. Secondo le annunciate idee e le opinioni che ci siamo potuti formare intorno al detto Congresso, pare ch'esso dovesse esser composto di Medici e di uomini di Stato, da nominarsi dalle varie potenze marittime di Europa, nella vista del miglior servizio sanitario e del maggior utile pubblico; che detto Congresso dovesse versare sui mezzi di migliorare le pratiche e discipline sanitarie attualmente impiegate in Europa per preservarsi dalla peste e dalle altre malattie di contagio specifico; estendere le sue dotte investigazioni sopra tutto ciò che aver poteva relazione con questo grande argomento; per quindi, partendo da dati più positivi, e sulla base di una più estesa ed illuminata esperienza, adottare d'accordo un Piano di Regolamento contumaciale e di espurgo più uniforme e più ragionevole, cauto, saggio, e adattato a guarentire pienamente la pubblica sicurezza; ma nello stesso tempo più conciliatore, più corrispondente ai bisogni della navigazione e del commercio, ed agli altri grandi interessi della Società: che a tale effetto dovesse detto Congresso occuparsi di una giudiziosa riforma di tutte le pratiche sanitarie inutili e irragionevoli, di un soverchio mal inteso rigore, che introdotte dalla pusillanimità e dalla paura in secoli d'ignoranza, in tempi di spavento e di terrore, allorchè era frequente in Europa l'imperversar della peste, vennero poi mantenute in vigore per cieca venerazione alle antiche leggi e pratiche sanitarie, o per materiale abitudine, per incuria, e più probabilmente per difetto di cognizioni e di coraggio necessarii per modificarle.

Giustamente osserva il Dott. Bulard nel suo foglio _La peste_, che il vero ed unico mezzo per conseguire lo scopo cui ebbe in mira il Governo Francese nella indicata sua iniziativa era appunto quello della riunione del detto Congresso; «giacchè le opinioni staccate dei Medici e delle persone più illuminate del Levante non condurranno mai ad alcun utile risultamento, e per esse ne andrà fallito lo scopo.» E nemmeno è sperabile che giunger si possa a conseguire tal fine col mezzo dell'officiosa corrispondenza fra i varii Governi; mentre, oltre che ciò esigerebbe un tempo assai lungo per consumarne le pratiche, riuscirebbe assai difficile, se non impossibile, metter d'accordo le varie opinioni col mezzo di Note e di scritti, e pervenire felicemente ad un'utile conclusione. Un argomento bene sviluppato a voce e discusso, nel quale si vada mano a mano incontrando le diverse quistioni, e sciogliendo le obbiezioni dell'opinione contraria, può esser consumato e concluso con reciproca persuasione e convincimento in una o due sedute, mentre lo stesso argomento trattato per note o per rapporti scritti richiede sovente un'inutile scritturazione di anni, senza che riesca di persuadersi a vicenda, e senza nulla concludere. L'esperienza acquistata in un lungo servizio sanitario di trentasei anni mi ha convinto di questa verità, e della poca utilità che si può sperare di cogliere dal molto scrivacchiare nei sanitarii argomenti; e quanto facilmente abortiscano i migliori progetti per siffatto sistema, atto solo a popolare di carte inutili i polverosi archivj. Oltre di che; allorquando la discussione di simili grandi progetti di economia speciale viene assoggettata alla tarda rutina d'ufficio, ed al consueto lento metodo delle moltiplicate scritture, è assai più facile che le forme viziose de' privati interessi riescano ad eludere le buone intenzioni dei veri amici del bene, e rimanga sfigurato o tradito l'interesse universale della società; giacchè, trattandosi di una materia di non comune nè facile intelligenza, il linguaggio della privata ambizione, della bassa gelosia, dell'invidia, giunge più facilmente a mascherarsi sotto le mentite sembianze del zelo della cosa pubblica, dell'amore del bene, del giusto; e non solo l'ipocrisia, ma la temerità e la boriosa ignoranza elevate a maestre pervengono con maggiore facilità ad imporre agli altri col loro facile sentenziare, coi loro sofismi; mentre all'incontro in un Congresso di dotti, in una conferenza di Medici intelligenti e sperimentati, di uomini di Stato saggi ed illuminati, istrutti dell'argomento su cui sono chiamati a discutere, non è facile che la temerità possa tener luogo di scienza; ed ove per mala ventura l'ipocrisia o l'ignoranza giungano ad insinuarsi, non sono al caso di spacciare la loro falsa moneta, ma vengono invece costrette a starsene silenziose e ritirate nel proprio guscio per ischivare la vergogna e il ridicolo della lor posizione, della lor nudità.

La proposizione relativa al sopraccennato Congresso, fatta pubblica a cura dello stesso Dott. Bulard, non mancò, per quanto si potè raccogliere dai pubblici fogli, di essere bene accolta e trovare appoggio presso le grandi Potenze di Europa, siccome quella che appariva avere in sè un carattere di saggezza e di verità, e si avvisava ad un mezzo più di qualunque altro valevole ad ottenere felici risultamenti pel bene dell'umanità e pei grandi interessi del Commercio e della Navigazione degli Stati di Europa.