Part 9
Queste poche parole contengono la vera Storia dell'_Architettura Gotica_; e, come oggi dicono, la _sintesi_ della Storia. I Goti dettero l'_arco acuto_ a' Tedeschi, e questo da' Tedeschi tornò in Italia. Il Vasari, poco versato nelle Storie civili de' popoli, non pensò punto a' Visigoti, ma sì agli Ostrogoti: e così la brevità come la sicurezza delle sue affermazioni dimostrano sempre più ch'egli ebbe i disegni del Tempio Gotico in Ravenna innanzi agli sguardi. Certamente non furono le presenti parole del Vasari, che per la prima volta nel 1550 comandarono agli uomini di chiamar _Gotico_ lo _stile ogivale_, quantunque il nome di _Gotico_ non si legga in Leon Batista Alberti, ed in altri Scrittori, che parlarono dell'_arco acuto_. Questo silenzio procedette dal loro proposito di trattar delle ragioni dell'arte, non della sua Storia. E però, secondo il comune dialetto di Liegi, nel 1659 chiamavansi _Gotici gli angoli acuti_ della Chiesa delineata nelle _Lamine_ presso il Wiltheim[212].
Ed or si comprende, che la sintesi del Vasari contiene in se tutte le verità Storiche intorno all'_Architettura Gotica_, od _ogivale_. I più recenti Scrittori non fecero, che aleggiare intorno al vero, descrivendone a brani a brani chi l'una e chi l'altra particella: gli uni volendo che lo _stile ogivale_ si mostrò in Francia dopo la caduta del Romano Imperio, senza pensare a' Visigoti ed a Sant'Oveno: gli altri, che l'_ogiva_ fu nemica de' Cattolici, senza rammentarsi dell'Arianesimo de' Visigoti: alcuni altri ch'ella fu Anglo-Sassonica, non ponendo mente a' Goti dell'anno 449 in Cantorbery, non che a' Tempj di Birca e di Letra: ed altri finalmente ricordarono l'arcano linguaggio degli Architetti Laici, quasi per lunghi secoli non avessero i Geti o Goti usato nel Settentrione d'Europa il secreto idioma de' lor mormorii e susurri Zamolxiani.
Un altro insegnamento si ritrae dal Vasari, ed è ch'e' non confuse le stirpi de' Goti con quelle de' Germani di Tacito. L'Hickes pretendeva, che Ulfila i cui progenitori nacquero, per attestato di Filostorgio[213], in Cappadocia, fosse un Tedesco. Al che rispose il gran Leibnizio, che i Goti non furono un popolo Teutonico: »Quod doctissimus HICKESIUS novissime ULPHILAM ad FRANCOS, vel ad aliam TEUTONICAM GENTEM voluerit GOTHICA referre, credo quod sibi persuadere non possit GOTHOS fuisse adeo TEUTONES[214]». Gli Scrittori Tedeschi d'oggidì scrivono intorno all'Origini Teutoniche secondo la maniera dell'Hickes, non del Leibnizio. Un altro uomo dottissimo di Svezia venne aleggiando intorno al vero, senza raggiungerlo, ed anzi capovolgendolo, quando egli fece uscire Zamolxi ed i suoi Goti dalla Scandinavia per andare a predicare l'immortalità dell'anime nella Tracia. Parlo della famosa Opera di Carlo Lund, intitolata _Zamolxi_, ove dice: »GETAS SEU GOTHOS exisse e SCANDIA affirmant inter alia _Scaldae_, mores, litterae, sacra et leges patriae _omnium antiquissimae_[215]».
Simili errori sull'origini de' Geti o Goti e de' Teutoni o Germani di Tacito corruppero la Storia dell'Architettura per la confusione fatta delle due stirpi di popoli affatto diversi, e per la dimenticanza, in cui si posero il Tracio cenacolo di Zamolxi ed i fatti seguenti dell'_Architettura Gotica_ Oltredanubiana, la quale nel 412 passò nelle Gallie Meridionali, e si diffuse in tutta l'Europa con una doppia corrente; l'una Visigotica da' Pirenei, l'altra non meno Gotica dall'Alpi di Scandinavia, da Cantorbery e dalla Normandia di Rollone il Daco. Più volte, il confesso, doverono mutarsi e rimutarsi le sembianze dell'_Architettura Gotica_ nel corso di più secoli; ma ella non perdè mai le sue naturali condizioni d'Oltredanubiana, e però diversa dalla Greca e dalla Romana. Le sue varie trasformazioni ammisero un uso più o men generale dell'_ogiva_: e se questa trionfò nel tredicesimo e nel quattordicesimo secolo sull'_arco rotondo_, non perciò dee dirsi, ch'ella era incognita nel quinto e nel sesto a' Visigoti.
XXXVIII.
La Chiesa di Roma ottenne in ogni età questa lode, che avesse amato benedire e santificare, non distruggere i Tempj del Paganesimo. Lo stesso ella fece intorno alle Chiese de' Goti Ariani di Spagna e della _Gallia Gotica_, dopo la loro conversione al Cattolicismo nell'anno 587. Durante l'Arianesimo, ben dovettero i Visigoti usar l'ogiva in odio della Chiesa Cattolica e dell'_arco rotondo_, al quale si dia pur il nome di Sacerdotale o _Ieratico_. Nella _Gallia Gotica_, ove ho detto più volte che rimase un lievito d'Arianesimo, l'ogiva dovè più lungamente piacere a' Visigoti non convertiti. Roma intanto accettato avea e benedetto l'_ogiva_, senza curare il breve stuolo de' Visigoti ostinati nell'eresia. E ben videro i Pontefici Romani de' secoli seguenti, che l'_ogiva_ era di gran sussidio all'_elevazione Visigotica_ de' Tempj la quale innalza gli animi delle fragili creature verso Dio.
Le Storie intanto dell'Architettura si scrivono al dì d'oggi sopra il fondamento, che i Visigoti non ebbero arte d'alcuna sorte, e che lo _stile ogivale_ nacque nel decimo e nel duodecimo secolo. Il danno maggiore, che deriva da sì fatta proposizione, consiste nell'impedire, che si facciano le più diligenti ricerche in Ispagna e nella _Gallia Gotica_ per vedere se può scoprirsi una qualche reliquia delle fabbriche de' Re Atanagildo, Sisebuto, Vamba, Recesvindo, Ervigio, ed Alfonso il Casto, alcune delle quali sussisteano a' giorni del Mariana. La Gallia Tolosana e la _Marca Ispanica_, ossia di Barcellona, dovrebbero esplorarsi altresì per trovarvi una qualche rovina, od almeno un qualche indizio di quell'industria Gotica, della quale il _Muro_ ed il _Fosso_ di Monpellieri nell'undecimo secolo non furono certamente il primo tentativo. Da queste ricerche un nuovo lume apparirà nella Storia della Cavalleria Spagnuola, della lingua e letteratura dei Provenzali e della civiltà intera d'Europa.
FINE.
NOTE:
[1] GRIMM, _Uber Iornandes und die Geten_ — Berlino 1846, in 4.
[2] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. I, pag. 143 (stampato nel 1839).
[3] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. I, pag. 189 — _Tavola Cronologica_, pag. 103.
[4] _Ibidem_, Vol. I, pag. 189.
[5] TREOPOMPUS, apud ATHENAEUM, _Dipnos_, lib. XIII, cap. 5.
[6] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. I, pag. 278.
[7] STRABO, _Geogr._ lib. VII, pag. 303 (Casaub. 1620).
[8] IORNAND., _De Rebus Geticis_ cap. XI »(DECENAEUS) naturaliter _propriis legibus_ vivere fecit, QUAS USQUE NUNC CONSCRIPTAS BELLAGINES vocant».
[9]
»Ah, PUDETI et GETICO scripsi SERMONE libellum!». OVID., _Ex Ponto_ lib. IV, eleg. 13.
[10] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. I, pag. 505. — Tavola Cronologica, pag. 202.
[11] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. II, pag. 687.
[12] _Ibidem_, Vol. II, pag. 689.
[13] _Ibidem_, Vol. I, pag. 862. — Tavola Cronologica, pag. 358.
[14] STAT., _Silvar._ Lib. I, Carm. 1.
[15] TACIT. _Vita_ AGRICOLAE cap. 41.
[16] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. I, pag. 574 — Tavola Cronologica, pag. 227.
[17] LUCIANUS, In SCYTHA, Operum vol. I, pag. 859 (edit. Hemstheruis).
[18] CLEMENS ALEXANDRINUS, _Stromatum_, Lib. I, Cap. 15; Lib. IV, Cap. 8.
[19] TERTULLIANUS, _Contra Iudaeos_, Operum pag. 189 (Venetiis 1741).
[20] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. 1, pag. 666 — Tav. Cronol. pag. 264.
[21] AGATHIAS, _Histor._ lib. I, cap. 3.
[22] ORIGENES, _Contra Celsum_, lib. I, cap. 16; lib. II, cap. 65; lib. III, cap. 54 (edit. La Rue). Γέτας σοφώτατα ἔτνη, καὶ ἀρκαῖα (ORIGEN., lib. I, cap. 16).
[23] ORIGENES, _ibidem_ lib. III, cap. 34.
[24] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. I, pag. — Tav. Cronol. pag. 296.
[25] AMMIANUS MARCELLINUS, Lib. XVII. Cap. 1.
[26] S. EPIPHANIUS, _Adversus Haereses_, Lib. III., Operum, I. 827. (Coloniae, 1682).
[27] EUNAPIUS, In Excerptis Legationum, pag. 48-52. Editio NIEBHUR (A. 1829).
[28] S. ISIDORI HISPALENSIS. Chronicon GOTHORUM. (_Era quadringentesima quintadecima_).
[29] AMMIANUS MARCELLINUS, Lib. XXXI. Cap. 3. »Muros ALTIUS erigebant.... LORICAM...... EFFICAX OPUS».......
[30] EUNAPIUS, loc. cit. In Excerptis Legationum, pag. 48-52.
[31] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. II, pag. 865.
[32] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. I. pag. 993. — Tav. Cronol. pag. 415.
[33] _Ibid._ Vol. I. pag. 1056. — Tav. Cronol. pag. 484.
[34] IORNANDES, De Rebus GETICIS. Cap. XLI.
[35] DOM VASSETTE, Histoire du LANGUEDOC, I. 217. (A. 1730).
[36] APOLLIN. SIDONII, Lib. VIII, Epist. 9.
[37] SIDONIUS, _Ibid._ Lib. VII, Epist. 6.
[38] _Vedi_ storia d'Italia, Vol. II, pag. 205.
[39] CAESAR, _De bello Gallico_, Lib. LIV., Cap. 23.
[40] ACHAINTRE, Ad dictum locum CAESARIS, Nota (13). Nell'edizione dei Classici, detta di LE MAIRE, I, 323. (A. 1819).
[41] APOLLINARIS SIDONII, Lib. VII. Ep. XI. »SEMIUSTAS _fragilis muri_ ANGUSTIAS».
[42] CONCIL. EPAON. Apud. MANSI, Concil...
[43] ULMARUS, De inventione Corporis S. VEDASTI, Apud BOLLANDUM, Acta SS. Februarii (6. Feb.), I 806. (A. 1658.)
[44] ANONYM. Apud LAURENTIUM SURIUM. Vitae. Sanctorum (24 Agosto), IV, 879 e 890. — Et Apud BOLLANTISTAS, Acta Ss. Augusti, IV. 818-849. §. 40-41 (A. 1739).
[45] ALEXANDRI WILTHEIM, De Diptyco LEODIENSI, pag. 22. In Appendice (Leodii, 1659).
[46] MARIANA, De Rebus HISPANIAE, Lib. V. Cap. 9.
[47] GREGORII TURONENSIS, Hist. Lib. IV. Cap. 92. Editio RUINART.
[48] DOM VAISETTE, Hist. du LANGUEDOC, l. 277. _Vedi_ la sua Nota LXXI.
[49] _Vedi_ prec. § XI.
[50] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. III. pag. 217.
[51] _Vedi_ prec. §. XI.
[52] _Vedi_ prec. § XI.
[53] VENANTIUS FORTUNATUS, Oper. Lib. II, Cap. XII, Editio LUCHI (A. 1786).
[54] IOH. BICLAR., Chron. Apud RONCALLI, Chron. Latin. Vetust. II. 389. (An. 1787).
[55] PAULUS EMERITENSIS, Cap. VI. §. 16. Apud FLOREZ, XIII, 312.
[56] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol, II; pag. 829.
[57] INSCRIPTIO, Apud FLOREZ, ESP. Sagrada, VII. 35. (A. 1766).
[58] _Vedi_ Cod. Dipl. Longobardo, Num. 994.
[59] _Vedi_ Storia d'Italia. Vol. II, pag. 832.
[60] _Vedi_ seg. §. XXVII.
[61] SISEBUTI Regis Epistola, Apud FLORÈZ ESP. Sagrada, VII, 321-328 Num. VIII. (A. 1766).
— _Vedi_ Codice Diplomatico Longobardo, in cui ella trovasi ristampata con Note, I. 571. Num. 259.
[62] MARIANA, De Rebus HISPANIAE, Lib, IV Cap. 4.
[63] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. II. pag. 833.
[64] SANCTI AUDOENI, Vita S. ELIGII, Apud ACHERY, Spicilegium, V. 456. — DOM BOUQUET, Scrip. Rer. FRANCICARUM, III. 552. (A. 1741).
[65] _Vedi_ prec. §. XVI.
[66] GREG. TURON., Lib. IX. Cap. 20. _Vedi_ DOM VAISSETTE, l. 277.
[67] S. AUDOENUS, _loc. cit._ Lib. I. Cap. 4.
[68] S. AUDOENUS, _ibidem_, Lib. I. Cap. 4.
— _Vedi_ Codice Diplomatico Longobardo. V. 18.
[69] Seguo, nell'assegnar gli anni, la Cronologia di DOM BOUQUET, notata in margine a ciascun Capitolo della Vita di Santo Eligio scritta da S. Oveno.
[70] _Vedi_ seg. §. XXI.
[71] ANONYMUS, in Vita S. AUDOENI, Apud BOLLANDISTAS (24 Agosto) Acta Sanctorum Augusti, Tom IV. pag. 807, §. 9. _Auctore Suppare_ (A. 1739).
[72] MARIANA, De Rebus HISPANIAE, Lib. VI. Cap. XI.
[73] LEX WISIGOTHORUM, Lib. II. Tit. I. Leg. 9.
[74] LEX WISIGOTHORUM, Lib. III. Tit. I, Leg. 1. Editio GEORGISH.
[75] VICTOR VITENSIS, Hist. Persecutionis VANDALIGAE, Lib. II §. 13, Lib, IV. §. 1. Editio RUINART.
[76] MARIANA, De Rebus HISP. Lib. VI. Cap. 8. »FRUCTUOSUS EX REGIO GOTTHORUM SANGUINE».
[77] VALERIUS ABBAS, Apud MABILLON, In Vita S. FRUCTUOSI, Cap. I. Act. Ordinis S. B., II. 557.
[78] ISIDORUS PACENSIN, pag. 8 Editio SANDOVAL (A. 1634): et Apud FLOREZ, ESP. Sagrada, VIII. 293, § 24. (A. 1769).
— _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. II, pag. 834.
[79] MARIANA, De Rebas HISPANIAE, Lib. VI. Cap. 14.
[80] _Id. Ibid._ »Marmora convecta, in quibus _Rotae_ aut _Rosae_ similitudine sculptae immagines _pluribus in locis_».
[81] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. II. pag. 733.
[82] FLOREZ, ESP. Sagrada, XIII, 222. (A. 1782), _Vedi_ Storia di Italia, Vol. II. pag. 839.
[83] DOM VAISSETTE, Histoire du LANGUEDOC, I. 404. »La GOTHIE, infortunée Province, fut plus maltraitée par les Chrétiens que par les Infideles».
[84] _Vedi_ Codice Diplomatico Longobardo, IV. 131. Num. 563.
[85] _Ibidem_, Num. 547.
[86] _Vedi_ prec. §. XVIII in fine.
[87] _Vedi_ Cod. Diplomatico Longobardo, Num. 729.
[88] _Vedi_ Codice Diplomatico Longobardo, Num. 730.
[89] SMARAGDUS, Apud MABILLON, Acta Ordinis S. BENEDICTI, V. 184-215.
[90] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. II. pag. 840.
[91] CHRONICON ALBELDENSE, Apud FLOREZ. ESP. Sagrada, XIII. 153.
[92] _Idem_, _Ibidem_, XIII. 453.
[93] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. II. pag. 845.
[94] _Vedi_ Codice Diplomatico Longobardo, V. 24.
[95] CAV. DI S. QUINTINO, Ragionamento sull'Architettura Italiana sotto i Longobardi, pag. 90. Brescia, in 8. (A. 1829).
[96] MABILLON, Acta Ord. S. BENEDICTI. V. 105. In Vita S. ANGILBERT Lib. II. §. 7.
[97] SMARAGDUS, Apud MABILLON, Acta O. S. B. V. 202.
[98] _Idem, Ibidem_, V. 492.
[99] WALAFRIDUS STRABO, De Rebus Ecclesiasticis, Cap. VII. In Bibliotheca Patrum, XV, 184. (A. 1587).
[100] V. prec. § VII. intorno agli Sciti Iutungi, e § X. intorno a' Borgognoni.
[101] _Vedi_ prec. §. XIX.
[102] _Vedi_ prec. §. XXI.
[103] PLACITUM CAUNENSE. EX _Autographo_ CAUNENSI, Apud MABILLON, De Re Diplomatica, Lib. VI. Num. LXXXIX.
[104] S. EULOGII, Lib. II. Memorialis Sanctorum, Apud SCHOTTUM, HISPANIAE Illustrata, IV. 231. (A. 1608).
[105] ALVARUS CORDUBENSIS, Epistola XX. Ad Transgressorem, Apud FLOREZ, ESP. Sagr. XI. 118. (A. 1775).
[106] ALVARUS CORDUBENSIS, _Ibid._ XI. 283. In Epist. De _Bibliotheca_ LEOVIGILDI.
[107] CONCILIUM TRICASSINUM, Apud BALUTIUM, Capitularium, II. 277. (A. 1677).
[108] _Vedi_ prec. §. IV.
[109] OTFRIDUS, Paraphr. Evangel. Apud SCHILTER, Thesaurus Antiquitatum THEOTONICARUM, Tom. I, pag. 11. (A. 1728).
[110] OTFRIDUS, _Ibidem_.
[111] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. II, pag. 873.
[112] _Vedi_ prec. §. XIII.
[113] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. II, pag 676-678.
[114] DUDO S. QUINTINI, Hist. NORM. Apud DUCHESNE, Script. NORM. (A. 1619).
[115] _Idem, Ibidem_, Lib. I, in principio, pag. 69. 70.
[116] _Idem, Ibidem_, pag. 70.
[117] MISSI THEODOSII, Apud DICUIL, pag. 10. Vedi Storia d'Italia, Vol. I, pagina 1052.
[118] GREGOR. TURON. Hist. Lib. X. Cap. 9.
— _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. II. pag. 47.
[119] DUDO S. QUINTINI, _loc. cit._, Lib. III. pag. 100.
[120] DUDO S. QUINTINI, _Ibidem_, pag. 112.
[121] CASSIOD., Variar. Lib. VIII. Epist. 21.
[122] _Idem, Ibidem_, Lib. XI. Epist. 1. Senatui Urbis Romae.
[123] _Vedi prec._ §. XVI. in fine.
[124] RAMÉE, Manuel de l'Histoire de l'Architecture, II. 277. (A. 1813).
[125] _Vedi_ Cod. Dipl. Long., I. 864. Num. 284. _Vedi_ anche la mia _Disertazione Bobbiese_, dopo il Num. 307. dello stesso Codice.
[126] SCHOEPFLIN, ALSATIA Illustrata, In Conspecto Operis, I. 14. §. XXII. (A. 1751).
[127] _Id. Ibid._ »Ortae hinc innumerabiles Villae, Arces, Vici, Oppida, Castra haud majore quam XLV spatio leucarum».
[128] RAMÉE, Manuel, _etc._ II. 284.
[129] RAMÉE, _ibidem_, II. 158, 281.
[130] MOMSEN, De Collegiis et Sodalitiis ROMANORUM, in 8.º Kiliae (A. 1853.).
[131] _Vedi_ prec. §. XVI. in fine.
[132] GIOVANNI DE RUBERTIS, Delle Colonie Slave del Regno di Napoli, pag. 20, 21. In 12. Zara (A. 1856.).
[133] DUDO S. QUINTINI, _loc. cit._ Lib. III. pag. 153.
[134] WILTHEIM, Diptycon LEODIENSE, Append. pag. 85-87, Cap. 5. (A. 1659).
[135] GALLIA CHRISTIANA NOVA, Tom. XI. Col. 511-533: et In Appendice Instrumentorum, Col. 105.
[136] MABILLON, Annales Ordinis S. B. Lib. L. §. 62. »Ecclesia S. MICHAELIS, cujus Orientalis facies GOTHICI OPERIS delicatissima est».
[137] CHRON. S. MICH., Apud LABBÉ, Nova Bib. MS. I. 551. (A. 1637).
[138] ORDERICUS VITALIS, Eccl. Hist., Lib. VIII, Inter Scriptores NORTMANNICOS Apud DUCHESNE, pag. 705.
[139] ORDERICUS VITALIS, _loc. cit._ pag. 706.
[140] DOM VAISSETTE, _loc. cit._ II. Preuves, Col. 56, 69, 83, 91.
[141] LEX WISIGOTHORUM, Lib. IV. Tit. II. Leg. 5.
[142] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. II. pag. 361-362.
[143] LEX SALICA emendata a CAROLO, Tit. XLVI.
[144] DOM VAISSETTE, Histoire du LANGUEDOC, II. 91. (A. 1733.) _Vedi_ la donazione da lui riferita, Preuves, Col. 102.
[145] _Idem, Ibidem_, II, Preuves, Col. 131.
[146] _Idem, Ibidem_, II, Preuves, Col. 147.
[147] _Idem, Ibidem_, II, Preuves, Col. 158.
[148] _Idem, Ibidem_, II, Preuves, Col. 274.
[149] MARIANA, De Rebus HISPANIAE, Lib. VII. Cap. 14.
[150] _Idem, Ibid._ Lib. VII. Cap. 20.
[151] ORDERICUS VITALIS, _loc. cit._ Lib. IV. pag. 530.
[152] GALLIA CHRISTIANA NOVA, Tom. XI. Col. 870. et in Append. Instrumentorum, Col. 218.
[153] _Ibidem_, XI. 728.
[154] RAMÉE, Manuel, _etc._ II. 186.
[155] _Idem, Ibidem_.
[156] DOM VAISSETTE, loc. cit. II. 103.
[157] _Idem, Ibidem_, II. Preuves, Col. 139. Num. 120.
[158] _Idem, Ibidem_, II. 350.
[159] _Idem, Ibidem_, II. 104.
[160] DOM VAISSETTE, Histoire du Languedoc, II. 103.
[161] _Idem, Ibidem_, II. 171.
[162] _Idem, Ibidem_, II. Preuves Col. 327-329. »Quidquid est inter Vallatos et Muros».
[163] MARTÈNE, Novus Thesaurus Anecdotorum, IV. 120. (A. 1717.)
[164] CARDINALIS DE LORENZANA, Praefatio ad Breviarium GOTHICUM, secundum regulam B. ISIDORI. Matriti, in fol. (A. 1775).
[165] RENOUVIER et Ricard, Des Maitres de pierre et des autres Artistes GOTHIQUES de MONTPELLIER, in 4. Monpellier (A. 1844).
[166] _Idem, Ibid._, pag. 11. »Ces pièces de l'Archive contiennent des details precis et interessans sur les _Tours_ et les _Tourelles_, les _Portails_ et les _Fossés_ d'une _Chemise Gothique_».
[167] _Idem, Ibid._, pag. 105, Append. des Documents, Num. 1. Ex Arch. Com. de la Commune de Monpellier, Arm. B. Cass. 10, num. 2.
[168] _Vedi_ prec. §. XXVII, in fine.
[169] GALLIA CHRISTIANA NOVA, Tom. XI. 730. — ORDERICUS VITALIS, Lib. IV. pag. 544, 545.
[170] DURER, Trattato Geometrico delle misure, _etc._ (in Tedesco) Norimberga, A. (1525).
[171] S. EULOGII, Apologeticus Martyrum, Lib. II. Apud SCHOTTUM, HISP. Illustratae, IV. 272 (A. 1608).
[172] RAMÉE, Manuel, _etc._ II. 116 e 117. in Nota.
[173] _Vedi_ prec. §. XIII. in fine.
[174] RAMÉE, _Ibidem_, II. 430.
[175] _Idem, Ibidem_, II. 186. »Les Ducs de NORMANDIE etaient guerriers, par conséquent _Laiques_; leurs monuments furent dans le style que nous nommons A OGIVE».
[176] _Vedi_ prec. §. XXVIII.
[177] MONTFAUCON, Antiq. Expliquée, III. 232. (A. 1719).
[178] BEULÉ, Discours d'ouverture d'un Cours d'Archéologie.
Stampato in parte nel Journal des Débats del 28 Gennaio 1857, con alquante Osservazioni preliminari del Laboulaye.
[179] _Vedi_ Codice Diplomatico Longobardo, V. 30.
[180] VITET, Rapport à M. le Ministre de l'Intérieur sur les Monuments et les Bibliothèques, pag. 12, 13. Paris (A. 1831).
— _Idem_, Notre Dame de NOYON, nella _Revue des deux Mondes_, dell'anno 1844, Tom. IV. pag. 654, 655.
[181] RAMÉE, _loc. cit._ II. pag. 158. »Les traditions du 926 remontent _à la plus haute antiquité...._ les ANGLO SAXONS s'elancèrent alors au delà des vieilles traditions (_Sacerdotales_).»
[182] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. I. pag. 1148, 1149.
[183] HICKES, Praefatio ad Grammaticam ANGLO-SAXONICAM, pag. VIII. XIII. In Tomo I. Thesauri Linguarum Septentrionalium, in fol. Oxonii (A. 1703).
[184] DUDO S. QUINTINI, _loc. cit._ Lib. I. pag. 62. »GETAE, qui et GOTHI, venerantes THUR, DEUM SUUM».
[185] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. I. pag. 935, 959, 975, 1127, 1250, 1254.
[186] _Vedi_ Tavola Cronologica, pag. 407-428.
[187] THORLACIUS, Miscellanea, Borealia, Specimen VII. in 8.º Hafniae A. 1799.
[188] REMBERTUS, In Vita S. ANSCHARII, §. 28. Nelle Raccolte del BOLLANDO, del MABILLON, del LANGEBEK, del FANT e del PERTZ.
[189] ADAMUS BREMENSIS, Historia Ecclesiastica, _etc_. Apud ERPOLDUM LINDEBROGIUM, Script. Rer. GERMANIC. SEPTENTRIONALIUM, curante FABRICIO (A. 1706).
[190] _Idem, Ibidem_, Lib. I. Cap. 14.
[191] _Idem_, De Situ DANIAE, Post Historiam Ecclesiasticam, pag. 60. §. 231.
[192] ADAMUS BREMENSIS, De situ DANIAE, pag. 61. §. 233. Editio LINDEBROGII.
[193] _Idem, Ibidem_, pag. 61.
[194] ADAMUS BREMENSIS, _Ibidem_.
[195] DITMARI, Seu THIETMARI, Historia, _etc_. Lib. I. Cap. 9. Editio PERTZ, Inter Monumenta GERMANIAE. V. 739. (A. 1839.)
[196] ADAMUS BREMENSIS _loc. cit._ De Situ DANIAE, pag. 61.
[197] AENEAS GAZAEUS, In Dialogo THEOPHRASTUS, sive de Immortalitate animae, pag. 43. Editio BARTHII (A. 1655).
[198] TOPPELTIN, Origines et casus TRANSYLVANORUM, pag. 24. Lugduni, in 12. (A. 1667). »GOTHI, ut mea fert opinio, sunt veteres DACI...... GETAE, DACI pro Iisdem habentur.... Reliquiae autem ipsorum GOTHORUM, AD HUNC USQUE DIEM, pristina orbati nobilitate, VIVIMUS OBSCURI».
[199] ADAMUS BREMENSIS, loc. cit. pag. 61.
[200] _Vedi_ Storia d'Italia Vol. I. pag. 123.
[201] PLATO, In CHARMIDE, Opp. II. 156-157. Editio SERRANI (A. 1578).
[202] Iulianus, In Caesaribus, pag. 369. Editio SPANHEMII (A. 1696).
[203] ADAMUS BREMENSIS, _loc. cit._ pag. 61.
[204] PRIVILEGIUM ALEXANDRI III.: Apud FANTUZZI, Monumenti RAVENNATI, II. 139. (A. 1802): Ex Archiv. Canonic. RAVENNAE.
[205] STATUTORUM RAVENNAE, Num. CCCXLVIII. Apud FANTUZZI; Mon. Rav. IV. 142. (A. 1802).
[206] DESIDERII SPRETI, De Originibus RAVENNAE, Lib. I. (A. 1489). Extat etiam in Thes. ITAL. GRAEVII et GRONOVII. Tom VII. Part. I.
[207] _Vedi_ proc. §. XII.
[208] AREVALUS, In ISIDORIANA, Tom. II. pag. 383. Opp. S. ISIDORI (A. 1797).
[209] FANTUZZI, Monumenti RAVENNATI, II. _nel Frontispizio_.
[210] VASARI, Introduzione alle Vite de' Pittori, Cap. III. in fine, presso il Torrentino (A. 1550).
[211] VASARI, _loc. cit._
[212] L'Opera del Wiltheim, divenuta rara, fu inserita dal Gori nella sua Raccolta de' _Dittici_.
[213] _Vedi_ Storia d'Italia, Vol. I. pag. 690.
[214] LEIBNITIUS, De variis linguis, Inter Scriptores Orationis Dominicae in varias linguas per IOHANNEM CHAMBERLAYNE, pag. 27. Amsterdam, in 4. (A. 1715). — Scrittura, che fu ristampata fra l'Opere del Leibnizio, Tom. V. Part. II. (A. 1768).
[215] CAROLI LUND, ZAMOLXIS restitutus, in 4. (A. 1687).
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
End of Project Gutenberg's Della architettura gotica, by Carlo Troya