Dell'arte dei giardini inglesi

Part 9

Chapter 93,306 wordsPublic domain

_dumosus_, L. _Des buissons_, F.; a fior bianco, e giallo.

_ericoides_, L. _A feuilles de bruyère_, F.; a fior bianco, e giallo.

_linari-folius_, L. _A feuilles de lin_, F.; a fior bianco, e giallo; alto.

_concolor_, L. _De la même couleur_, F.; giallastro.

_rigidus_, L. _Roide_, F.; a fior giallo, e purpureo-carico.

_nova Angliæ_, L. _De la nouvelle Angleterre_, F.; a fior purpureo-ceruleo.

_cordifolius_, L.; a fiore giallo, e bianco.

_puniceus_, L. _A tiges rouges_, F.; a fiore giallo-cinereo.

_mutabilis_, L. _Changeant_, F.; a fior giallo-cerulescente.

_tradescanti_, L. _De Virginie_, F.; a fior giallo-cinereo.

_novi Belgii_, L. _De la Pensilvanie_, F.; a fiore giallo-cerulescente.

_tardifolius_, L.; a fiore di color giallo, e cilestro sporco.

_grandiflorus_, L.; a fiori grandi, giallo-atro-purpurei.

_corimbosus_, L. _En bouquet_, F.

BUPHTHALMUM

_grandiflorum_, L. _Œil de bœuf à grandes fleurs_, F.; a fior giallo.

_helianthoides_, L. _En forme de soleil_, F.; a fior giallo.

CHRYSANTHEMUM

_coronarium_, L.; a fior giallo.

_Indicum_, L.; a fior doppio purpureo-ceruleo; tardissimo.

CLEMATIS

_integrifolia_, L.; a fior cilestro.

COREOPSIS

_verticillata_, L. _Cératocéphale à feuilles verticillées_, F.

_tripteris_, L.; _A feuilles ternées_, F.

_lanceolata_, L.

A fiori gialli su fondo variabile.

CROCUS

_officinalis_, L.; a fiori di porpora-carica.

ERYNGIUM

_amethystinum_, L. _Panicaut améthyste_, F.

EUPATORIUM

_cannabinum_, L. _Eupatoire commun_, F.; a fiori purpurascenti.

_purpureum_, L.

_maculatum_, L.

_perfoliatum_, L.

_altissimum_, L.; a fiori bianchi.

GERANIUM

_striatum_, L. _Bec de grue strié_, F.; a fiore bianco, e rosso-pallido.

_sanguineum_, L. _Sanguinaire d'Europe_, F.

GNAPHALIUM

_rutilans_, L.; con fiori a mazzetto, color di fuoco.

HELENIUM

_autumnale_, L. _Helène d'automne_, F.; a fior giallo.

HELIANTHUS

_multiflorus_, L. _Soleil à plusieurs fleurs_, F.; a fior doppio d'un bel giallo.

_giganteus_, L.; a fior giallo.

HIERACIUM

_auranticum_, L. _Chicoracée à fl. couleur d'orange_, F.

_umbellatum_, L; a fiore giallo.

LATHYRUS

_latifolius_, L. _La gesse à larges feuilles_, F.; a fiori purpurei.

POLYGONUM

_bistorta_, L. _Bistorte_, F.; a fiore purpureo, disposto in spica.

RUDBECKIA

_laciniata_, L. _Rudbeck laciniée_, F.; a fiore giallo.

_hirta_, L.; a fiore giallo sopra fondo scuro.

_purpurea_, L.; a fior porporino.

SAPONARIA

_officinalis_ fl. pl., L. _Savonière des boutiques à fl. doub._, F.; a fior porporino.

SCABIOSA

_arvensis_, L. _Scabieuse des champs_, F.; a fior cerulescente.

SOLIDAGO

_virga aurea_, L. _La verge d'or d'Europe_, F.

_sempervirens_, L.; a fior giallo.

_altissima_, L.; a fiori gialli.

_Canadensis_, L.; a fiori gialli.

_laterifolia_, L.; a fiori gialli.

_Mexicana_, L.; a fiori gialli.

_D'inverno._

Appartengono in qualche modo a questa stagione le piante tardive e le primaticcie, le sempre verdi, e le esotiche; ed artificiosamente si possono avere durante l'inverno i fiori di quasi tutte le piante. Il grande elleboro nero, _helleborus niger major_, L., a fior bianco, che si cangia in rosso, fiorisce sotto le nevi[8].

_Erbe per li tappeti verdi._

ALOPECURUS

_pratensis_, L. In terreno umido.

_agrestis_, L.

AIRA

_cespitosa_, L.

AVENA

_pratensis_, L. In terreno umido.

_elatior_, L. In terreno secco, e magro.

BUTOMUS

_umbellatus_, L. _Jonc fleuri_, F. Terreno umido.

HEDISARUM

_flore rubente_, L. _Sulla_, F. Terreno secco.

HOTTONIA

_palustris_, L. _Giroflée d'eau_, F.

IRIS

_Siberica_, L. _Flambe de Sibérie_, F.

LOLIUM

_perenne_, L. _Yvraie sauvage, ou ray-grass_, F. In terreno arido.

PLANTAGO

_lanceolata_, L.

POA

_pratensis_, L.

_trivialis_, L.

_annua_, L.

PHALARIS

_Canariensis picta_, L. _Chasse-bosse_, F.

STATICE

_armeria_, L. _Statice_, I.

Il _timothy-grass_, il _bird-grass_, l'_ajonc_, ossia la _ginestra spinosa_, prosperano in terreno secco, e magro; l'ultimo si conserva verde anche d'inverno.

DE' CARATTERI DISTINTI DELLE PIANTE.

La bellezza del tronco consiste in un fusto diritto, alto, e snello, ed anche, per rapporto ad alcuni alberi, nella scorza liscia, ed unita. Queste qualità invitano la nostra attenzione verso un albero, e ci risvegliano grate impressioni. Convengono ai siti, ove la bellezza delle forme, la regolarità, e la maestà campeggiano. Convengono soprattutto ai viali, ai larghi sentieri, ai boschetti; servono all'abbellimento di monticelli, e nel circondario di fabbriche di nobile stile.

Gli alberi a rami staccati, e pendenti fanno un buon effetto ne' cantoni dedicati alla melanconìa: sembrano dinotare colà una specie di simpatìa colla tristezza; e l'impressione, che producono, si aumenta allora quando collocati intorno d'un urna, o d'un monumento, si frammischiano con altri alberi a foglia trista, ed oscura.

La natura destina gli alberi di ricco fogliame a somministrar ombra; li destina alle scene estive, ai siti di riposo, ai sedili isolati, ec. ec. Quelli a foglia rara, e leggiera li disegna per le scene, che non domandano nè ricovero, nè ombra, e che debbono essere forate d'aperture trasparenti, ed aeree, penetrate liberamente da' raggi del sole, ed abitate dall'allegria, e dalla libertà.

Le scene melanconiche, li sentieri, e gli spazj consacrati alla meditazione, ed alla tristezza, gli eremi, le urne, e gli altri monumenti di dolore, e d'afflizione vogliono essere decorati, resi ombrosi, e rinforzati da alberi a foglia scura[9]. Vi sono alberi con foglie d'una varietà pittoresca di colori, che producono buon effetto nelle scene autunnali,

ed offrono un aspetto aggradevole, soprattutto quando s'intrecciano ad arte con altri alberi, che conservino ancora il verde lor particolare. Questi fogliami variabili convengono alle piantagioni, che vogliono distinguersi colla lor diversità; dicono bene ne' cantoni romanzeschi, che ricercano un'apparenza strana, e meravigliosa, e dove si vuol sorprendere, o produr contrasto. La durata del fogliame, e le piante sempre verdi sono convenienti ai giardini d'inverno, e servono mirabilmente per gli scuri in avanti. Per riguardo ai fiori, il merito degli alberi dipende dalla bellezza de' loro colori, da quella delle loro forme, e grandezze, e dalla soavità dell'odore, che mandano. Il tempo della fiorita determina la specie degli alberi proprj ad una scena di primavera, o di estate. I fiori brillano nelle scene piacevoli, e ridenti.

Devesi far gran conto degli alberi fruttiferi, e per motivo della bellezza de' fiori, e per quella de' frutti, ed eziandìo perchè sono primaticci. I frutti d'un verde di prato, come alcune specie di prugne, o di colore scuro, o griggio, come alcune pere, e mele, non fanno bell'effetto sugli alberi; al contrario l'occhio è allettato da quelli color di carne, gialli, o rossi. Il tempo della loro maturità determina il sito a proposito, nel quale vanno riposti.

Gli arbusti differiscono principalmente dagli alberi, perchè cacciano più rami fuor di terra da ogni parte, e perchè sono d'un minor crescimento. Gli arbusti rendonsi raccomandabili, ora per le loro foglie, ora pei lor fiori, per motivo del loro grato odore, e per altre buone qualità. Gli arbusti servono primieramente a variare il quadro, componendosi de' boschetti, e delle piantagioni basse; servono a tappezzare i muri, i padiglioni, e i piccioli gabinetti; a dar dell'ombra, e del buon odore ai siti di riposo; ad ornare i boschetti; a guarnire, ed orlare i passeggi; a decorare, ed a caratterizzare le differenti scene.

Cogli alberi la natura compone i gruppi, i boschetti, i boschi, e le foreste; e cogli arbuscelli i cespugli, e le macchie.

ALBERI, ED ARBUSTI ISOLATI.

Un albero, benchè solo, ed isolato, può essere rimarcabile per il carattere, che gli è proprio: può attirarsi l'attenzione colla smisurata grandezza, colla svelta cima, ed anche co' rami, col fogliame, e co' fiori. Più l'albero è isolato, meno l'occhio è distratto; vi si riposa sopra a piacere, e gode di contemplarlo. L'artista giardiniere però non offrirà con tanta facilità un albero solo, a meno che non meriti un particolar riguardo. La di lui posizione può rendere un albero isolato altrettanto osservabile, che lo stesso suo carattere. Un alto tiglio, che copra colla sua ombra una sottoposta capanna; un'annosa quercia traforata, e minacciante ruina, che stenda i suoi rami sul tetto di un eremo; un rispettabile loto, che regni sulla cima più alta d'un monticello; qualunque albero fronzuto, che contrasta col differente verde d'un'altura, contro d'un'acqua chiara, coll'azzurro del cielo, contro una nube luminosa, provano la verità di quest'asserzione.

Un albero solo può servire ancora per approssimare, e legare le parti separate, per interrompere la linea retta, e per coprire un punto di vista. Impiegato fra' boschetti, e fra' gruppi vi sparge una piacevole varietà; collocato in uno spazio di prato, riesce talvolta meglio, che un cesto d'alberi. Molti alberi isolati circondano con vezzo i siti rotondi, e figurano ne' viottoli, e d'intorno all'acque. Un arbusto isolato non potrà far bene, che da vicino, o di fianco ad una grotta, o ad una capanna: vuol esser quasi sempre unito con altri, o messo al piè d'un albero. Un albero isolato deve dire al contemplatore: guardatemi, io sono il più bello della mia specie; e d'ordinario la natura è prodiga con lui di bellezze, perchè tutto il circostante umore, tutta l'aria, ed il sole a lui serba.

DEI GRUPPI D'ALBERI.

Pel mezzo de' gruppi la natura comincia le combinazioni degli alberi. Whately ha fatte diverse osservazioni, e dà regole sensate circa la formazione dei gruppi, e dei massicci. «I gruppi, dic'egli, sono isolati, o dipendenti. Allorchè sono isolati, non si esamina la lor bellezza, che come oggetto particolare; allorchè sono dipendenti, le bellezze delle loro parti debbono sacrificarsi all'effetto del tutto. Il più picciol gruppo dev'essere di due alberi per lo meno; ed il miglior risalto, che possano avere, sarà quello, che le loro teste unite non sembrino formare, che un solo grosso albero: per tal maniera due alberi di differente specie, ossia sette, o otto alberi, le di cui forme non si congiunghino abbastanza bene, formeranno difficilmente un bel gruppo, sovrattutto se tendono alla forma circolare. Tali massicci composti di pini sono di rado aggradevoli, perchè non formano mai un sol tetto, e perchè le lor cime si mischiano confusamente: tuttavolta si può evitare la confusione, disponendoli per file, e non per gruppi circolari; un massiccio d'alberi di questo genere riuscendo più aggradevole, allorchè si estende, più per lunghezza, che per larghezza. Tre alberi riuniti formano una linea retta, oppure un triangolo. Per nascondere la regolarità, bisogna variar le distanze. Si otterrà lo stesso fine, variandosi le forme, e specialmente le grandezze: allorquando una linea retta è formata da due alberi consimili, e da un terzo un poco più piccolo, appena si potrà discernere, se si trovano sulla stessa direzione.

»Se le piante più picciole, collocate all'estremità, possano indicare la più perfetta irregolarità, se ne dovrà far uso in altre circostanze; la varietà nella grandezza è quella, che conviene particolarmente ai gruppi. Quando l'opera dell'arte riesce troppo sensibile negli oggetti naturali, diviene fastidiosa. Ora i gruppi sono oggetti talmente marcati, così proprj a far nascere il sospetto, che sono stati disposti in tal maniera, onde produrre tale effetto; che per impedire l'attenzione, che potrebbe indovinar l'arte, l'irregolarità nella composizione è quivi più importante, che in un bosco, o in un boschetto: altronde un gruppo, essendo meno esteso, non può essere suscettibile d'altrettanta varietà ne' contorni. Le variate grandezze sono più rimarcabili in un piccolo spazio, e le numerose gradazioni possono spesso disegnare le più belle forme.

»La fronte, e la linea esteriore d'un bosco, o d'un boschetto adescano più l'attenzione, che le estremità; ma ne' gruppi le estremità sono della maggior importanza: determinano la forma del totale, e tutte due si scorgono al tempo stesso. Conviene dunque applicarsi a renderle piacevoli, e diversificarle. La facilità, colla quale si possono paragonare, non permette, che si rassomiglino; poichè la più leggiera apparenza d'eguaglianza risveglia l'idea dell'arte. Così un gruppo, la cui larghezza è eguale alla lunghezza, pare meno l'opera della natura, che quello, ove la lunghezza prevale.

»V'hanno diverse qualità di situazioni, che permettono, o che domandano de' massicci isolati. Devonsi impiegare sovente come oggetti belli per se stessi; e talvolta diventano necessarj per rompere l'estensione troppo vasta d'un pezzo di prato, o d'una linea troppo uniforme, sia d'un terreno, sia d'una piantagione. Quantunque le elevazioni presentino i gruppi, o massicci sotto l'apparenza la più avvenente, un'eminenza, che sembrerebbe non essere stata creata, che per essere coronata da un massiccio, diverrebbe fastidiosa se l'arte vi si manifestasse: allora si disporranno degli alberi ne' fianchi per cagionar illusione. Lo stesso spediente si può impiegare per riguardo ai massicci collocati sulle sommità d'un colle, onde diminuirne l'uniformità: l'effetto sembrerà più naturale ancora, se i gruppi si stenderanno in parte sul pendìo.

»Malgrado tutti gli avvantaggi dati a tal sorta di piantagione, conviene spesso escluderla, allorchè si tratta d'un'eminenza dominata da un'altra. I massicci veduti dall'alto perdono talune delle loro principali bellezze; e quando son troppo abbondanti, manifestan l'arte. Non presentano più la superficie d'un bosco, e tutti gli effetti de' loro rapporti sono perduti.»

Giacchè si possono considerare i massicci sotto differenti aspetti, e relativamente ai rapporti, che hanno gli uni cogli altri, essi diventano uno scopo in conseguenza d'una maggior varietà di colpi d'occhio, più che non è un bosco, od una foresta. La stessa lor trasparenza serve a moltiplicare i punti di veduta. È bello lo spettacolo d'un fiume, di cui risplendono le onde argentine tra gli alberi d'una forma superba, e d'una verdura animata, de' quali alberi ciaschedun gambo si abbellisce pel contrasto, che forma la mobil luce dell'acqua con quella del giorno, che penetra le diradazioni della selva.

Lo stesso piacere del passeggio si aumenta fra gruppi d'alberi. Ciascheduna brigata offre un vago prospetto all'altra. La folla sembra ripartita in altrettante coppie amorose; i tortuosi sentieri presentano i passeggiatori ora da una banda, ora dall'altra: quì gli alberi li nascondono un istante, là un'impensata apertura li rende alla vista in un'altra situazione.

[Illustrazione: _Tav. XII._ Grotta nella villa Silva a Cinisello.]

BOSCHETTI.

Il boschetto tiene il di mezzo fra il gruppo, ed il bosco; varj gruppi giunti insieme compongono il boschetto: il bosco distinguesi per la sua grandezza, il boschetto per la sua bellezza.

La prima regola in questa specie di piantagione è, che gli alberi non vadano a perdersi troppo lontano l'uno dall'altro; ciò che formerebbe una collezione d'alberi isolati, e non un tutto collegato, come deve essere. Affine di produrre all'occhio impressioni piacevoli, convien, che vi sia nella posizione degli alberi una varietà, accompagnata da cert'ordine, ma non da regolarità, nè da una visibile eguaglianza, e compassata misura degli spazj. Conviene, che gli alberi ora si rinserrino, ora si diradino, che le loro posizioni, e diramazioni presentino ora una tal figura, ora una tal altra, e che persino i tronchi si disegnino variamente. I contorni esteriori siano larghi, ed estremamente morbidi, e spontanei.

La passeggiata nel boschetto, perchè riesca deliziosa, bisognerà, che non manchino al terreno le opportune facilità, ma che dappertutto sia libero il passaggio. Un sentiero erboso converrà meglio quì, che un viottolo sabbiato. Pel mezzo delle sinuosità del sentiero, si potrà guidare altrui ora fra spazj vuoti ridenti, fra punti di vista lontani, ora fra siti ombrosi, ed ora a piacevoli sorprese.

L'ineguaglianza del terreno accresce la bellezza del boschetto. Quello, che s'innalza dalla rotonda base d'una rupe, o che dolcemente discende ad un fiume, o ad un lago, oppur che si stende al di sopra d'una ondeggiante serie di collinette, ne diventa oltremodo delizioso. Tuttavìa un terreno piano, ed anche un abbassamento totale di terreno può soventi volte efficacemente concorrere a meglio determinare il carattere d'un boschetto. Quello, consecrato alla melanconìa, resti sepolto in una valle, e quello del piacere coroni la cima d'una vaga costiera. Ripeterò, che il principal mezzo di caratterizzare un boschetto consiste nella diversità naturale degli alberi, ed in quella di variamente disporli.

Un boschetto, che annuncia maestà, e decoro, si forma d'alberi annosi a gran fusto, e a larghi rami, coperti d'abbondante fogliame. Gli spessi ramuscelli, i rami pendenti, il fogliame oscuro, e folto compongono un boschetto patetico, ove amor piange a canto ad un'urna. Gli alberi, che stendonsi arditamente, le foglie leggiere, e lucide, le trasparenti aperture, un terreno liscio, e sgombrato da spini, formano il carattere di un boschetto piacevole. Un boschetto romanzesco risulta dalla singolarità, e dallo straordinario, che regnano nelle forme degli alberi, nel colorito delle foglie, e de' fiori, e nella mescolanza delle differenti specie di piante.

La decorazione d'un boschetto di determinato carattere non potrà mai essere arbitraria, ma dovrà tendere a rinforzare l'indole di questo suo carattere. Gli arbusti fioriti sparsi in quà, e in là sotto gli alberi, i fiori, le fabbriche eleganti, e qualsiasi oggetto, che forma l'ornamento d'un boschetto piacevole, male si accorderà con un boschetto melanconico, che domanda gli eremi, le solinghe capanne, le ruine, e le tombe.

BOSCHI.

Oltre la vastità, per la quale noi abbiamo diggià osservato, che il bosco si distingue dal boschetto, la qualità ancora delle piante fa distinguere l'uno dall'altro; non richiedendo necessariamente il bosco piante scelte, e d'una grandiosa forma. Quelle d'un bosco possono essere neglette, ed incolte, e d'una specie comune, e il terreno avviluppato dagli sterpi.

L'elevazione, e la grandezza degli alberi, la diversità delle loro figure, e delle loro distanze, l'alternativa di rarezza, e di spessezza de' rami, il cambiamento del fogliame, la decorazione degli arbusti, delle piante, e de' fiori, che abbigliano il terreno, gli spazj vuoti, chiusi, e scoperti, la diafanità degli intervalli, l'effetto del chiaroscuro colle diverse loro combinazioni, presentano diverse varietà nell'interiore d'un bosco.

Le differenti situazioni egualmente concorrono ad accrescere questa varietà. Sono d'un tal numero le ineguaglianze, le curvature del terreno, e le posizioni aggradevoli, nobili, ed ardite. Riesce aggradevole il bosco, allorchè si distende su colline dolci, ed ondeggianti, o al lungo de' fiumi, e de' prati; nobile, quando s'innalza sulle montagne; ardito, quando sospendesi in aria minacciosa sopra scoscese rupi impraticabili. Può riuscire peranche romanzesco, e solenne: romanzesco, allora quando sembra sortire dal mezzo d'un lago, o che s'inclina sulle pareti d'una roccia, sotto la quale mugge un torrente; e solenne, allorchè collocato al lungo d'un alta catena di monti, vede aggirarsi le nubi a' suoi piedi.

I sentimenti di quiete, e d'elevazione ci penetrano deliziosamente in un vasto paese tutto circondato da boschi; ed anche un picciol distretto, rinserrato da boschi, è fecondo di commozioni. Le idee di tranquillità campestre, e di felicità, che procaccia un pacifico ritiro, s'impadroniscono di noi, allorchè nella solitudine d'un bosco incontriamo una capanna, ai cui fianchi vediamo pascere il bestiame sul prato, frattanto che il vicin pastore sotto l'ombra s'occupa delle sue faccende, o sta in un dolce ozio, e che non lontano la gallina conduce chiocciando la sua tenera covata. Le più semplici scene campestri fanno quì una profonda sensazione.

Una praterìa non alletta mai tanto, che quando è situata ai fianchi, ed anche meglio nel mezzo di un bosco. I punti di vista, allorchè da un luogo chiuso, ed oscuro mettono in un paese scoperto, che, sortendo dal silenzio, e dal riposo de' boschi, vanno a finire a scene ripiene di movimento, e di attività, al mare, alle città, divengono sommamente piacevoli.

Attesa la sua grandezza, e il suo circuito, un bosco fornisce una moltitudine di prospetti, consistendo d'ordinario per sua natura in una combinazione di cantoni diversi, de' quali ciascheduno si distingue pel suo particolar carattere. Osservando attentamente questa varietà naturale, l'artista giardiniere troverà l'occasione di formare scene interessanti, e che acquisteranno reciproca bellezza dalla loro varietà, e dal contrasto. Ad ogni tratto incontrerà nel suo cammino improvvisi passaggi dal chiuso all'aperto, dall'oscuro al chiaro, dal solingo all'animato, dal melanconico all'allegro, e saprà approfittarne secondando dolcemente, e rinforzandone gli effetti.

L'esteriore della totalità de' boschi verso la casa deve rappresentare una circonferenza, variata nella sua figura, e ne' suoi raccorci, e sporti. La bellezza della sua superficie cagiona miglior effetto, quando il bosco sale. Un ammasso d'alberi, le cui cime non offrirebbero che un piano, riuscirebbe poco piacevole, e poco naturale. Gli alberi, che s'innalzano in quà, e in là al dissopra degli altri, producono una mescolanza, ed una gradazione di colori piacevolissima, e gioveranno ancora a raddoppiare gli spazj. La cornice generale de' boschi, che segna una gran curva davanti la casa, deve formare un totale, e bisogna, che tutte le sue parti, e i diversi gruppi, e massicci, che la compongono, sieno felicemente collegati fra loro, e che distintamente si scorga questo lor legame.

Leggieri eminenze vagamente adorne d'un verde-chiaro abbelliscono piacevolmente il cominciamento d'un bosco situato sopra un'altura: produce lo stesso effetto la trasparenza degli alberi isolati, o a gruppo, che, collocati in avanti a una certa distanza, rompono con colori più chiari l'oscurità del bosco.

Un bosco ammette nel suo seno qualunque sorta di fabbrica, dal tempio superbo al romitaggio cadente. Queste fabbriche ben adattate al distretto, che loro conviene, servono a determinare, e a rinforzare il rispettivo carattere.

Per riuscire a formare giardini, che possano soddisfare alla curiosità, e al giudizio de' conoscitori, è indispensabile di portar tutta l'attenzione ai boschi, e agli effetti, che producono. Non va risparmiata in ciò nè cura, nè diligenza, giacchè la massa principale de' giardini di questo genere, e le generali loro cornici bene spesso non sono che bosco.

[Illustrazione: _Tav. XIII_ Carbonaja, che forma internamente biblioteca, con cammino.]

FORESTA.