Dell'arte dei giardini inglesi

Part 7

Chapter 73,375 wordsPublic domain

Costiere ricolme a dolci pendìi, piacevoli elevazioni isolate, tondeggianti rincalzamenti, cigli di fiume sicuri, o abbandonati dall'acque, e circondati da interessanti, e variate vedute alla portata dell'occhio formano le belle situazioni, ed il locale più atto alla costruzione di una villa di piacere, che non riporrete agli orli di un lago, nè alle falde di un monte, nè inchiodata ad un rapido colle, o confusa ne' villaggi, come generalmente tra noi si veggono, e dove le belle posizioni per la maggior parte sono occupate unicamente da rocoli, e da cappuccini. La scelta della situazione vien fatta in Inghilterra dopo le più grandi indagini, e i più maturi esami.

L'esposizione ancora merita sommi riflessi, e il più delle volte converrà, che l'abitazione prenda obbliquamente i venti cardinali, e sia riparata dalle incomode gole, e dai venti settentrionali.

I fiori, gli arbusti, le piante, e l'acque sono mezzi capaci a rompere la monotonìa del piano; ma un paese montuoso, e disseminato di colli, dalla natura stessa è stato organizzato per essere più suscettibile di varietà, e di movimento. Fornisce diversità nelle ineguaglianze, nelle curvature, e nel declinamento del terreno; maggior grandezza, e differenza negli aspetti; più libertà, ed ardimento nella situazione degli alberi; più di vita ne' ruscelli, e nelle cadute d'acqua, che non si riposano mai.

Un parco, o un vasto ricinto esige un paese ove si trovi una ricca successione di variati cantoni, di valli, di colline, di fondi, di montagne, di pendìi dolci, e rapidi: quì le vedute si moltiplicano da se stesse; ve ne sono sull'alto, ve ne sono al basso; ciaschedun passo mena verso un sito, verso un nuovo quadro. Le scene spariscono, e ricompajono; delle nuove nascondon le già vedute; le situazioni cambiano perpetuamente. Si sale, e l'orizzonte stendesi da ogni parte; più si monta, e più si vedono i cantoni affondarsi, e perdersi; la celeste volta si sviluppa all'infinito, ed ai suoi orli la luce del giorno va ad indebolirsi ne' lontani vapori: l'ammirazione, e la meraviglia vi riempion l'anima. Succedonsi commozioni più dolci a misura che si riviene al basso. Fugge il cielo, si nascondono i lontani oggetti: i pendìi conducono a praterìe, a boschi, a laghi. La sola natura del suolo fornisce tutte queste diversità, e tutti questi incanti. Le ineguaglianze del terreno animano in gran parte la natura; senza di esse l'acqua dormirebbe nei laghi, non vedremmo scherzare i ruscelletti, non intenderemmo lo strepito della rapida caduta.

La natura è infinita nella maniera, con cui riunisce le differenti disposizioni del suolo; ed in questa riunione sempre nuova è riposta una delle incognite sorgenti del suo inesausto allettamento.

L'artista giardiniere non perda mai di mira questa inimitabile maestra, quando si tratta di distribuire, d'innalzare, o d'abbassare il terreno, ed allorchè cerca una novella connessione fra le parti. Egli non muova passo senza averla accuratamente consultata.

Conviene principalmente indagare qual è il carattere naturale del cantone, che vuolsi cangiar in giardino, onde adattarsi a cotesto carattere, ed onde saperne cavare il miglior partito.

Non si può mai abbastanza inculcare, che bisogna seguir la natura, e non guastarla a forza di mal inteso dispendio di testa, e di borsa, nè stranamente disfigurarla con violenza volendola abbellire. Non bisogna formar il piano del giardino a norma d'un sol modello isolato, che ci è piaciuto; ma conviene aver sempre riguardo alla particolar disposizione del locale. Operando così, si rimarrà fedeli alla natura; vi sarà un maggior numero di bei giardini, e non si discernerà una sola copia. L'opera principale de' giardini all'Inglese consiste nella disposizione del terreno. Se questa disposizione l'ha già fatta la natura, o l'arte l'ha imitata, ma in modo, che rechi piacere da per se sola, e denoti i differenti partiti da prendersi, null'altro resterà più, che di vestire il suolo, e d'ornarlo d'erbe, di piante, d'acqua, e di fabbriche. Generalmente parlando, e soprattutto trattandosi di piccioli giardini, la scena della casa sarà la prima a ricavarsi, ed i ritagli risultanti serviranno per le altre.

Si possono ornare de' siti nudi, si possono disunir delle parti, per dare ad esse una nuova connessione; si puonno aprire, e chiudere delle prospettive, introdurre il chiaro, o dar luogo all'oscurità, chiamar l'allegrìa, o la tristezza in un cantone; si può rinforzarne, o indebolirne il carattere, renderne gli effetti più determinati, più delicati, e più vivi: ma con tutte queste risorse, l'arte non deve mai smarrirsi al segno di tentare con isforzi temerarj di rovesciar la natura: deve piuttosto impiegarli a pulire, che a rifondere; non tormentare, nè soverchiamente finire gli oggetti naturali, che a forza di travaglio cessano d'essere belli. La natura presenta cantoni, che l'arte non può nè trasformare, nè produrre; tali sono il romanzesco, ed il solenne. Come mai l'arte creerebbe oggetti così maestosi, e come ne additerebbe la di lor combinazione? Come quelle catene di monti, quelle rupi, e quegli scogli, quelle acque, e quelle lontananze? Che l'arte adunque non prodighi le sue forze in distretti senza importanza, senza carattere, e d'una disposizione contraria alle leggi del bello: potrà raggiustarli; ma non potrà, che rare volte metamorfosarli senza offender la natura, e senza lasciarvi le tracce della violenza, e del dispendio: evitate li cantoni di un carattere ribelle, ed indomabile; oppure, allorchè voi nelle vicinanze travagliate su siti più docili, lasciate questi cantoni tali quali sono, perchè servino d'ombra al quadro.

Quando si è ben colpito il carattere del paesetto, o d'un cantone, che n'è una parte, bisogna rivolgersi con tutta la cura, ed ornare e rinforzare questo suo carattere: piantagioni, distribuzioni, cangiamenti, scene isolate naturalmente, o ad arte ne vengono in conseguenza. Sia che si formi un giardino, ove domini la maestà, il romanzesco, la melanconìa, il piacevole, e l'allegrìa, sia che se ne formi tal altro per gioire de' piaceri delle differenti stagioni, sia finalmente che se ne formi per soddisfare ai bisogni, per occupare una qualsiasi destinazione, sempre si troverà costretto l'artista di rivenire al carattere proprio del cantone, ove lavora, e di cui non perderà mai di vista la viva immagine. Il carattere naturale d'un paesetto può essere semplice, o composto: può egualmente essere solingo, animato, ridente, melanconico, fertile, deserto, scoperto, rinchiuso, o consistere in una variata combinazione di tali qualità. Quando si tratta di giardini di una vasta estensione, e ne' quali la scena può essere diversificata, il carattere composto avrà la superiorità sul semplice. Ricercate allora le marcate divisioni di questo carattere, affine di disporre le vostre decorazioni, e lo spazio delle vostre differenti scene, di maniera che ciascheduna corrisponda al carattere particolare del sito, che occupa.

Dipende dall'osservazione di questa capital regola il conveniente legame de' diversi caratteri isolati, che presenta lo spazio totale del giardino, e da essa deriva in gran parte la di lui perfezione.

I giardini d'un carattere semplice non domandano che un consimile canton generale, senza notabili varietà. La natural disposizione d'un cantone lo rende atto per se stesso ad una determinata specie di giardino. La stessa forma del terreno, senza far caso sopra il più, o meno di sua fertilità, sopra le sue piantagioni, e gli oggetti del circondario, annuncia anticipatamente quale specie di giardino esiga.

È del dovere dell'artista giardiniere di correggere, e di saper velare i difetti dello spazio, ove deve impiegare il suo genio; difetti, che la natura, la quale non travaglia, che in grande, poteva benissimo lasciar sussistere; ma riempiendo questo difficile incarico, cerchi di evitare un'esattezza penosa, ed esagerata. Volendosi tutto abbellire, e tutto lisciare, si palesa per il minuzioso una preferenza, dovuta unicamente a ciò, ch'è importante; si prova che vien dimenticato quanto le piccole negligenze possono non solamente accordarsi coll'effetto, che produce la bellezza; ma eziandìo col toglierle, farvi perdere una parte del bello, che piace mai sempre.

Non si potrà abbastanza inculcare, che convien guardarsi dal distruggere inutilmente, o mal a proposito gli oggetti naturali, che si trovano nello spazio totale. Gran numero di giardinieri credono, che avanti di principiare le loro piantagioni si debba levare tutto ciò, che la natura ha fatto crescere; e l'esperienza prova, che sarebbero più presto, e più felicemente pervenuti al loro intento, se avessero secondato la natura con cambiamenti leggieri, e con moderate addizioni. Frattanto che le nuove piantagioni languiscono, o non pervengono che lentamente ad una tal qual perfezione, si stanca del primiero progetto, o si fanno tanti cangiamenti di tempo in tempo, che riducesi l'opera a nessun valore.

Quante cose, che al primo colpo d'occhio sembrano superflue, e quasi nocive, possono, dopo un maturo esame, fondersi felicemente nel piano generale! Un albero, di cui a formare l'orgogliosa cima vi è voluto un mezzo secolo, viene spesse volte sradicato per un nulla, non senza una specie di sacrilegio. Risparmierei perfino una quercia secolare col suo tronco per metà consunto, e co' suoi rami informi, in parte seccati; e se il luogo lo permettesse, vorrei collocato sotto la sua poco folt'ombra un romitaggio, cui invitasse a visitare la considerazione, che tutto perisce; frattanto che un compassionevole gufo, nascosto in una concavità dell'albero, facesse sentir dall'alto i rari e lugubri suoi lamenti.

Non si spinga troppo in là questa osservazione. Tutto ciò, che notabilmente intercetta un aspetto aggradevole; tutto ciò, che felicemente non si accorda, o non si piega a verun partito, devesi levare; e l'artista giardiniere, che eseguisce le sue piantagioni, ha il diritto di disfarsi di quanto è ribelle, o ripugna alla composizione del suo piano, lo impedisce, o lo confonde: ma non distrugga mai senza grave necessità. Non si possono dar precetti fissi circa i confini, che aver deve lo spazio d'un giardino: sono sommessi a grandi variazioni, dipendenti dalla natura del distretto, dalla distribuzione, e dalla destinazione stessa del giardino, punti fondamentali da consultarsi. Tuttavìa si può quasi stabilire per massima, che non bisogna sforzarlo a prendere una determinata figura, e che i confini non devono essere troppo fortemente segnati, nè troppo in vista. Riescono aggradevoli quando vanno a perdersi insensibilmente nel circondario, e quanto più si amalgamano meglio con esso. I muri, o le fosse del confine saranno nascoste col maggior artificio[7]. Un giardino, il cui termine è occulto all'occhio, sembra più naturale, e più grande. La vista della fine d'un sito piacevole è importuna, del pari che l'idea, che pervenuti a un tal punto, bisognerà retrocedere. Gli oggetti lontani, ed una veduta, che si sviluppa grandemente, soddisfano piacevolmente ai bisogni della nostra immaginazione. In generale più i passaggi, le elevazioni, ed i rabbassi fan comparire i prospetti moltiplicati, e varj, più la vista nelle parti lontane, che da per se sola ricrea, ed estende l'anima, è ravvivata; quindi noi apprezzeremo maggiormente l'artista giardiniere, che ci ha saputo procurare tanto piacere, di cui non possiamo più far senza, accostumati che siamo al bello di natura.

Una foresta, le praterìe, e soprattutto un lago sono i confini più aggradevoli d'un giardino: poichè non solamente questi oggetti piacciono sempre

per se medesimi, ma di più l'occhio vi si fissa con compiacenza, perchè vi trova occupazione, e divertimento.

Qualche volta il carattere particolare, e la destinazione d'un giardino possono esigere un recinto, ed una privazione assoluta di lontananze; ed in allora bisognerà far conto sopra de' soli punti di vista interni, che si creeranno.

Il capo d'opera nella formazione d'un giardino all'Inglese, sarà quello d'intraprendere nello stesso tempo la costruzione del giardino, e della casa in uno spazio ben inteso, ed in vicinanza d'un corpo d'acqua disponibile. Dove il terreno salga, la casa dovrà essere situata nella parte più alta; e dove vi sia pianura, si praticheranno i sotterranei, ove altre volte vi sarebbe stato il pian terreno abitabile. Con terre addossate ai muri, e dolcemente inclinate si coprirà il piede della fabbrica appartenente ai sotterranei in modo, che abbia luogo l'accesso della luce ad essi, e si stabilirà un general basamento, dal quale si discenderà per un dolce pendìo, portandosi al livello dell'acque del giardino, che vogliono essere vedute radenti terra nel loro corso di fiume, o di ruscelli. Per tal maniera la casa siederà nell'alto, e tutta la mossa del terreno fatta colle regole della prospettiva, riuscirà la più vistosa, e felice, e si presterà ai più belli e variati effetti. Lo spazio totale allora sarà naturalmente diviso in due parti, nell'alta, e nella bassa, ove risiederan l'acque.

Un tappeto verde con sentieri regnerà avanti la casa, stendendosi per lo meno due volte e mezza l'altezza della medesima, e circonderà inegualmente tutta la facciata, e buona parte de' fianchi. I contorni di questo spazio verde dovranno essere formati da curve ondeggianti; riflettendo, che l'aggregato di queste linee si allargherà verso l'angolo della facciata, dove si presenterà maggior apparenza di spazio, e si ristringerà all'angolo opposto, dove il terreno sembrerà mancare. Qualora lo spazio sia vasto da ogni parte, la linea si restringerà verso la pianura, e si allargherà verso la montagna, combinandosi ciò col carattere, e l'esigenza della casa.

Questa linea ondeggiante forma la cornice della scena della casa, ed è composta di massicci diversi di bosco, che s'avvicinano a' suoi fianchi con gruppi d'alberi, fra' quali vien praticato il sentiero generale, che dalla casa conduce alle differenti scene del giardino. Parte del fiume scorre in avanti. È questo il piano generale del giardino, che si presenta dalla casa, quale contiene l'area della stessa, ed accenna tutta la piantagione, che abbraccia, e nasconde le scene all'intorno; piantagione, che non nuoce alla libera veduta all'intorno, per la maggior parte venendo essa riposta al basso.

Dietro queste traccie è sorto tra noi un superbo palazzo con giardino all'Inglese, di cui non ve ne ha forse un altro più ben inteso, nè più grande nel recinto d'alcuna gran capital conosciuta; opera tutta dell'intelligentissimo proprietario, recentemente estinto, Lodovico di Belgiojoso, e del valente architetto Leopoldo Pollach, che ne ha diretta l'esecuzione, ed ideate le fabbriche, che l'adornano, del quale ne presentiamo la principal veduta.

[Illustrazione: _Tav. XI._ Veduta del giardino, e di parte del palazzo Belgiojoso in strada risara.]

DEGLI ALBERI, ED ARBUSTI.

L'arte de' giardini si allontana nella sua maniera di dividere in classi gli alberi, e gli arbusti dai caratteri, e dai segni distintivi della botanica: non giudicando delle famiglie, e delle specie, che per le varietà esteriori, che colpiscono l'occhio, e per il diverso uso, che se ne può fare ne' giardini, li colloca in un nuov'ordine indipendente dalle qualità interne, e dalle differenze essenziali delle piante.

Gli alberi, e gli arbusti, de' quali tentiamo quì una nuova specie di distribuzione relativa all'arte de' giardini, sono indigeni in parte, ed in parte trasportati tra noi da poco tempo da lontani paesi, e particolarmente dall'America settentrionale. Questi ultimi sono commendabili, tanto perchè si son fatti al nostro clima, quanto perchè forniscono alle nostre piantagioni delle belle varietà, ed un incremento prontissimo. Sarebbe un pregiudizio strano quello, che ci portasse a preferirli unicamente alli nostri, o a disprezzarli compiutamente.

Servendoci de' nomi di Linneo, coll'aggiunta de' nomi Francesi, ed Italiani, ci limiteremo alle famiglie, ed alle specie, che non esigono le cure, ed il calor della serra, che soffrono i nostri inverni, e non domandano, che de' siti riparati.

CATALOGO

_D'alberi, d'arbusti, d'erbe a fiori, e d'erbe da prato, atte al giardino all'Inglese._

ALBERI, ED ARBUSTI.

ACER

_campestre_, Linneo. _Erable_, in Francese. _Acero_, in Italiano. _Oppio_, in Lombardo.

_negundo_, L. _Erable à feuilles de frêne_, F. _Acero a foglie di frassino_, I. Bel tronco, come tutti gli aceri, a fogliame abbondante, e lucido; ama l'umido.

_dissectus_. Bell'albero a foglia stratagliata.

_opalus_, Mil. Superbo pedale ad ampia corona.

_platanoides_, L. _Erable à feuilles de platane_, F. _Acero platanoide_, I.; a foglie di vite, grandi, e lucide.

_pseudo-platanus_, L. _Sycomore_, F. _Pseudo-platano_, I.; a foglie di vite, in qualunque terra.

_rubrum_, L. _Erable de Virginie_, F. _Acero rosso_, I.; a fogliame cangiante, con fiori rossi; ama l'umido.

_sacharinum_, L. _Acero zuccarifero_, I.

_striatum_, L. _Erable à feuilles de plane_, F. _Acero striato_, I.; a fogliame lucido.

AMYGDALUS

_communis_, L. _Amandier_, F. _Mandorlo_, I.; a rami in aria; ama terreno soffice, magro, ed anche sassoso.

_nana_, L. _Amandier nain des Indes_, F. _Mandorlo nano_, I.; a fiori abbondanti, color di rosa, di primavera.

_pumila_, L. _Amandier nain d'Afrique à fleur double_, F.; a fiori rossi.

_Persica_ fl. pl., Münchh. _Pécher à fleur double_, F. _Persico del fior doppio_, I.

ÆSCULUS

_hippocastanum_, L. _Marronnier d'Inde_, F. _Castagno d'India_, I. Bel tronco, a fogliame grande e copioso che forma fiocco; ama terreno grasso.

_pavia_, L.; a fiori rossi, ed anche a gialli.

AMORPHA

_fruticosa_, L. _Barba di Giove_, I.; a fiori violacei; ama l'aprico, in terra qualunque.

ARALIA

_arborea_, L.

_spinosa_, L.

Amano terreno fresco, e soffice.

ARBUTUS

_unedo_, L. _Arbousier_, F. _Corbezzolo_, I.; sempre verde con bei fiori, e più bei frutti; sta volentieri presso i muri ombrosi, oppure ben difeso dal settentrione.

_uva ursi_, L. _Vigne ursine_, F. _Vite d'orso_, I.

AZALEA

_viscosa_, L. _Cisto di Virginia_, I. Ama terreno forte, ed umido.

BETULA

_alba_, L. _Bouleau vulgaire_, F. _Betula_, I.; a tronco bianco, rami cadenti, fogliame raro.

_alnus_, L. _Aune_, F. _Ontano_, I. _Onizza_, Lom.; a foglie di verde carico; ama l'umido.

_alnus incana_, L. _Aune à feuilles blanchâtres_, F. _Ontano a foglie screziate di bianco_, I.

_nana_, L. _Bouleau nain_, F.

_dolentarica_; a foglia stratagliata.

BERBERIS

_vulgaris_, L. _Epine-vinette_, F. _Crespino_, I.; a fiori gialli, e frutti rossi.

BIGNONIA

_catalpa_, L. _Bignone_, F. _Bignonia_, I.; a foglie grandi di verde-chiaro, a fiori giallo-bianchi, punteggiati di bianco al di dentro.

_radicans_, L. _Jasmin de Virginie_, F.; a fiori rossi a trombetta.

BUPLERUM

_fruticosum_, L. _Seseli etiopico_, I.; a foglie di salice; vuole il sole, ed ama terreno fertile.

BUXUS

_sempervirens_, L. _Buis_, F. _Busso, o bosso_, I.

_arborescens_, L.

_suffruticosa_, L.

CALLICARPA

_Americana_, L. Bella pei fiori bianchi, e rosei; frutto roseo, che dura parte dell'inverno.

CALYCANTHUS

_floridus_, L. _Bulneria à fleurs d'anémone_, F. I fiori sono d'un color sanguigno-carico; vuole terreno fertile.

CARPINUS

_betulus_, L. _Charme_, F. _Carpino_, I.; a fogliame allegro.

_Virginianus_, L.

CASSIA

_Marylandica_, L. _Cassier de Maryland_, F.; a fiori gialli, d'autunno.

CEANOTHUS

_Americanus_, L. _Thé de la nouvelle Jersey_, F. _Celastro_, I.; a foglie d'un verde allegro, fiori bianchi a spighe.

CEPHALANTHUS

_occidentalis_, L. _Button-Wood_ degl'Inglesi. _Scabiosa Americana_, I.; a foglie d'un verde vivo, fiori bianchi odorosi.

CELTIS

_australis_, L. _Micoulier_, F. _Bagolaro, o loto_, I. _Frigé_, Lom. Si veste ben tardo; fiori da nulla.

_occidentalis_, L.

_orientalis_, L.; a foglia più larga.

CERCIS

_siliquastrum_, L. _Gaînier_, F. _Albero di Giuda_, I.; a foglie grandi di verde-chiaro, a fiori porporini, precoci, attaccati al tronco.

_Canadensis_, L. _Gaînier du Canada_, F.; a foglie di verde-chiaro al di sopra, e di verde-pallido al di sotto, a fiori rossi; ama terreno fertile.

CHÆROPHYLLUM

_arborescens_, L.

CHIONANTHUS

_Virginica_, L. _Amelanchier de Virginie_, F.; a foglie di verde-chiaro, fiori bianchi a foggia di fiocchi di neve.

_Zeylonica_, L.

CISTUS

L. _Cisto_, I. Diverse specie a fiori rossi, porporini, bianchi, e giallastri.

CLETHRA

_alnifolia_, L.; a foglie lucide, a fiori bianchi odorosi, disposti in spighe.

CLEMATIS

_viticella_, L.

_viorna_

_orientalis_

_Virginiana_

_vitalba_

_maritima_

_integrifolia_

Arrampicanti, fiori bianchi, rossi, cerulei.

CORNUS

_sanguinea_, L. _Sanguin ou bois punais_, F. _Sanguinella_, Lom.; a fogliame, che si cangia in rosso nell'autunno, e a fiori bianchi.

_florida_, L. _Cornouiller_, F.; a fiori bianchi.

_alba_, L. _Sanguin à fruit blanc_, F. Fiori bianchi.

_mas_, L. _Cornier_, F. _Corniolo_, I. _Cornaro_, Lom.; a fiori gialli, precoci. Una varietà a foglie brinate d'oro.

CORONILLA

_valentina_, L. _Séné bâtard_, F.; a fiori gialli.

_emerus_, L.; a fiori gialli, di primavera.

COLUTEA

_arborescens_, L. _Baguenaudier_, F. _Colutea erbacea_, I.; a foglie di verde-chiaro, a fiori gialli, e con vesciche rossiccie.

_orientalis_, L. _Baguenaudier du levant_, F.; a foglie di verde di mare, fiori giallastri.

_istria_, L.; a fiori gialli.

CORYLUS

_avellana_, L. _Noisetier_, F. _Nocciuolo_, I.; specie diverse.

CRATÆGUS

_torminalis_, L. _Alizier à feuilles découpées_, F. _Spino_, I.

_æria_, L. _Alouche de Bourgogne_, F. _Sorbo dell'alpi_, I.; a fiori bianchi, odorosi, di primavera.

_crus galli_, L. _Azerolier de Virginie_, F.; a foglie di pero, e a fiori bianchi.

_oxyacantha_, L. _Azerolier à fleur double_, F. Spino bianco dal fior doppio.

_coccinea_, L. _Le grand Alizier d'Amérique_, F.

_alpina_, L. _Azerolier des alpes_, F.

_viridis_, L.

_lucida_, L.

CROTON

_sebiferum_, L.; colle foglie del pioppo nero. Non regge all'aria libera d'inverno, se non quando è alto un uomo. Terreno fertile.

CUPRESSUS

_disticha_, L. _Cyprès de Virginie_, F.

_thyoides_, L. _Cyprès du Canada_, F.

_sempervirens_, L.

CYTISUS

_laburnum_, L. _Ébénier, ou fausse Ébène_, F. _Lamburno_, I.; a foglie di verde-scuro, a fiori giallo-chiari pendenti a mazzo.

_nigricans_, L.

_sessilifolius_, L.

DAPHNE

_mezercum_, L. _Bois gentil ou garou_, F.; a foglie di lauro, e a fiori porporini primaticci. Regge presso un muro esposto al settentrione.

_thymalæa_, L. _Thymelée à fleur blanche_, F.; regge all'aria aperta, ma quando sia discretamente alto, e vecchio.

_laureola_, L. _Garou des bois_, F.; sempre verde, a foglie di verde-carico, a fiori di verde-giallo, precoci. Sta all'aria libera, ma presso un muro a settentrione.

_cneorum_, L. _Garou_, F.; a fiori rossi, di primavera.

DIRCA

_palustris_, L. _Bois de plomb_, F.; a fiori bianchi; ama l'umido.

ELÆAGNES

_angustifolia_, L. _Olivier sauvage du levant_, F.; a foglie argentine, a fiori gialli odorosi.

_latifolia_, L.

EPIGEA

_repens_, L. _Epigée_, F.

ERICA

_arborea_, L.

EVONYMUS

_Europeus_, L. _Fusain_, F. _Fusaggine, Silio_, I.; coperto in autunno di capsule rosse.

_latifolius_, L.; a fiori rossi, e verdi, e a frutto porporino.

_Americanus_, L. _Fusain de Virginie_, F.; sempre verde, a foglie spesse, e lucide.

FAGUS

_castanea_, L. _Châtaignier_, F. _Castagno_, I. _Varietas foliis ex aureo eleganter variegatis._ Si propaga d'innesto.

_pumila_, L. _Petit châtaignier de Virginie_, F.; con belle foglie.

_sylvatica_, L. _Hêtre_, F. _Faggio_, I. Bel tronco, fogliame grande, e lucido.

_foliis atro-rubentibus_, L. _Sanguin_, F. Faggio purpureo: si propaga d'innesto.

FRAXINUS

_excelsior_, L. _Frêne_, F. _Frassino_, I.; a fiori bianchi.

_ornus_, L. _Petit frêne_, F. Albero della manna.

_Americana_, L.

GENISTA

_Hispanica_, L. _Gênet, ou gênest du mont Ventou_, F. _Ginestra_, I; a fiori gialli, odorosi.

_Germanica_, L.

_Virginica_, L.

GLEDITSIA

_triacanthos_, L.