Dell'arte dei giardini inglesi

Part 19

Chapter 192,847 wordsPublic domain

Inoltre l'Inghilterra presenta una maggior quantità di cantoni agresti, romanzeschi, e fortemente caratterizzati, coperti da boschi, e da rocchi, e con una quantità di sorgenti, e di fiumi superbi, che portano le loro acque a fior di terra, e che non vi traboccano mai, non esclusa pur anche la regale Tamigi. La Francia al contrario ha meno di paese pittorico, e molto più di piano, che non permette una ricca varietà di scene, nè tocca la fantasìa, e che ha dato nascimento ai monotoni, e meschini giardini della pianura, che tali altronde convengono al Francese, cui bisognano de' giardini, dei quali possa colpirne al primo sguardo il totale; de' giardini vezzosi, che blandamente sorridano ai suoi occhi, e lo solletichino mollemente, e prestino alla vivace, e ristretta sua immaginazione un proporzionato campo.

È cosa inutile arrestarsi di più sulla profusione, e sul non senso dei giardini della vecchia maniera, i quali non erano, che copie servili l'uno dell'altro, sorgenti di noja, ed il frutto dei pregiudizj, della mancanza di gusto, e della pigrizia più crassa. Fortunatamente in questi ultimi tempi si è principiato a riconoscere, che anche in fatto di giardini, come di musica, e di pittura, non vi può essere che un solo genere, il bello.

La rivoluzione nell'arte dei giardini ha resa più ricca, più ridente, più pittoresca la faccia dell'Inghilterra, spogliando il paese del suo aspetto agreste, e monotono, non per rifonderlo, ma per abbellirlo. Ha propagata la conoscenza, e la ricerca delle piante indigene, e forastiere, coll'avvantaggio, che ne hanno saputo tirare in seguito le arti, ed i mestieri; ha esteso i progressi dell'agricoltura, e della scienza dell'acque, rendendovi più attenta, ed invogliandone la classe de' più facoltosi possessori; ha propagato, e diffuso in tutti l'amore, ed i beni della vita campestre, allargando la sfera degl'innocenti piaceri, delle utili occupazioni, e dell'osservazione sagace, e comunicando lo studio, e l'intelligenza delle belle arti.

Per distruggere poi l'idea, non si sa come tra noi prevalsa di soverchio dispendio, e di perdita di terreno, aggiungerò, che taluni dei parchi Inglesi non son altro che una possessione di lusso, e tale la chiamano spesso gli stessi loro autori, e proprietarj.

Alcuni ricinti Inglesi sono quanto di più fino, e di più speculato è forse stato trovato finora nell'arte di unire l'utile al dolce, e di saper trarre profitto da tutte le circostanze, e da tutti gli oggetti; e fra tutte le possessioni sono forse quelle, che rendono più colà al suo proprietario, come quelle sotto l'occhio perpetuo del padrone, delle quali n'è riservata a se la cura, e l'amministrazione, e ne ha formato un simultaneo oggetto di profitto, e di delizia.

Per capacitarsene, convien rimontare alla necessaria Cognizione degl'immensi terreni incolti, sparsi su tutta l'isola, e perfino negli stessi contorni di Londra, dove attesa l'opportunità degl'ingrassi, la facilità de' trasporti, e l'approvigionamento della capitale, questi terreni dovrebbero sembrare i più preziosi; e sono in tale stato per mancanza di braccia, occupate nella marina, e alle manifatture, ed altresì per l'interesse maggiore, che ne risulta ai particolari nell'impiego diverso dei loro capitali. Alcuni di questi tratti incolti appartengono a comunità, ed il loro acquisto diventa imbarazzante, ma non impossibile in un paese, dove le conversioni all'utile, e le proficue speculazioni sono famigliari a chicchessìa, e ben presto abbracciate. I terreni ancora sono l'oggetto il meno caricato, e la loro tassa non equivalente a quelle degli altri articoli, perchè regolata su' vecchj catastri, che non si rinnovano, perchè interessanti la parte legislativa, cui spetta l'imposizione delle tasse. Risulta adunque che il costo delle terre è moderato, e nulla in Inghilterra è meno aggravato dalle imposte. Quindi un tratto di terreno incolto, ridotto colà a parco, effettivamente guadagna. Edotti dell'importante, non si persuaderà essere oggetto di somma spesa il cingere questo tratto di terreno con meschino murello, o con barriera di legno, ove invece di legna si abbruccia il carbon fossile, ed anche per maggior risparmio coll'economico cartello, che avvisa esservi trappole, ed inciampi nascosti. Ciò fatto, a norma delle qualità, e delle differenti situazioni del fondo, questo è posto a colture analoghe, ed opportune. Un tratto di costiera al mezzodì sarà messo a viti, pianta esotica, e che dando puranche un vino pestifero, sarà sempre prezioso per il padrone di casa, ricavato da un suolo ribelle, e sotto i suoi occhi; un pezzo di terreno sarà paludoso, e vi si tenterà la coltivazione del riso. Ma siffatte cose consideransi pure per semplici capricci, e per vani tentativi di nessun lucro. Tutto il restante del parco, vale a dire la massima parte del terreno, forma altrettante praterìe effettive, e variate, abbellite da gruppi d'alberi diversi, ed irrigate da copiose acque bellissime, di cui qualcheduna ha la sua sorgente sul sito. Numerose mandre vi pascolano, talune in tratti separati, affittati, e tal altre in altri spazj riserbati al padrone. Sopra alture meno fruttifere vedonsi arrampicare montoni, e nei boschi, che danno legna d'opera, si vedono correre daini, e qualche cervo, ricercatissimi, e di sommo costo. Le case rustiche in quà, e in là disperse, o che formano casale, sono abitate da' contadini, e guarnite d'ogni genere di pollame, e d'animali. Subordinato il tutto al maggior comodo, all'economìa, ed all'ordine più preciso, tuttavìa un genio pittorico ha preordinate le situazioni, e la costruzione d'ogni cosa. Perfino la cappelletta del luogo, situata sopra un poggio, sembra appartenere al recinto, e fa quadro. Le acque abbondano di pesci, ed in alcuni tratti di prato pascolano i cavalli. Gli ortaggi, i frutteti, e le serre sono in parti nascoste, vicine alla casa, e formano scene separate.

Il nostro terreno prezioso, e generalmente coltivato non acquisterebbe certo come in Inghilterra ad essere ridotto a parco; ma tuttavìa una possessione ridotta un po' pittorescamente, e mantenuta con lusso, non può che migliorare e per l'effetto degli occhi, e per quello della borsa[33]. Obbliga altresì alla riunione de' fondi, e a piantarvi la casa nel mezzo, giusta i precetti de' buoni agricoltori. Con poca spesa, ma con assidua cura si ritrarrebbero sommi utili, che crescerebbero in ragione della superiorità del nostro clima, e della varietà, e bellezza de' nostri prodotti.

La supposizione poi che il nostro paese sia diggià un giardino, sarebbe la stessa di quella, che la nostra popolazione sia formata da altrettante Veneri, ed Apolli, come ce li descrivono i poeti, e come ce li mostrano l'opere dei migliori scultori; e si avverta, che come appunto l'Apollo di Belvedere rappresenta un bello ideale per la bellezza delle singole parti, che lo compongono, e la squisitezza del suo totale, composizione ricavata dalla natura umana, ma che realmente in essa non esiste, così dovranno essere i giardini pittorici. Ricavati da' siti naturali li singoli pezzi superiormente belli, formeranno un totale, che diventerà bello ideale (come si è detto a suo sito); e come appunto i mostri d'ogni genere hanno precedute le belle statue Greche, e Romane, così gli altri giardini hanno preceduto i giardini pittorici, stati singolarmente adottati dagl'Inglesi, e ridotti a somma perfezione; punto fisso, siccome il bello, da cui non si saprebbe deviare, che per effetto di prevalsa barbarie, o di luttuosa catastrofe di calamità.

Un'altra conseguenza, che risulta dall'osservazione di quest'opera, si è, che i giardini regolari dell'antico stile non potranno altrimenti amalgamarsi, o formar parte de' giardini naturali del moderno gusto. Il volerne da principio far saggio, e la mancanza di coraggio d'abbattere, e di conformare così il restante, hanno potuto suggerire da principio questo mezzo termine, che non quadra punto col risultato, e cogli effetti, che attendere si devono dal totale; ed anzi questa parte isolata, e perduta fa mal opera a se, ed al resto.

Si è detto, che la natura dei giardini moderni, accostandosi alla casa, ne diventa più colta, e più gentile, e vi ammette puranche qualche ornato dell'arte; ma non potrà per questo fondersi, ed accoppiarsi con una natura, che non è natura, e che non appartiene ad alcun'arte. Grandemente parlandosi, e con precisione, non vi è che un solo stile in fatto di giardini; e i giardini promiscui sono mostri.

La formazione dei giardini Inglesi, come tutte le opere, che abbracciano totalità, non potrà essere ideata, e diretta, che da una sola persona. Si sono abbastanza dettagliate le qualità, che costituiscono l'artista giardiniere, al quale potrebbe con onore supplire anche un amatore, di nessun mestiere, e che avesse una giusta conoscenza di molti, dotato d'un colpo d'occhio sicuro, e di sano discernimento, avvezzo all'osservazione, e all'esame. Richiedesi in lui molta immaginazione, o piuttosto una facile ritentiva di quanto ha veduto, e che abbia veduto assai; e per ultimo l'arte, ossia la conoscenza, il giudizio, l'industria di saperlo variamente applicare a proposito, e conformare con buon effetto. Non basterà, come si è detto, di porre in carta il disegno, e quello del circondario; gioverà ancora farne il modello, e sovrattutto disegnar ogni cosa al naturale sul sito. Walpol rimarca, che il proprietario, per poco che abbia di gusto, è il migliore ordinatore del suo giardino.

L'arte dei giardini deve travagliare non solamente per l'occhio, e per l'immaginazione, ma ancora per il sentimento. «Laddove è introdotta una miglior maniera, dice Chambers, ove i giardini sono naturali senza rassomigliare alla natura ordinaria, nuovi senza essere affettati, e straordinarj senza essere stravaganti; ove l'attenzione dello spettatore è continuamente tenuta in sospeso, punta la sua curiosità, ed il suo spirito occupato da una grande diversità di sensazioni; là bisogna, che i giardinieri siano gente di genio, d'esperienza, e di criterio; bisogna, che dessi siano pronti a sentire, ricchi di mezzi, fertili in invenzioni, e che conoscano a fondo tutt'i movimenti del cuore umano.»

Per quanto sorprendenti siano i progressi fatti in Inghilterra nell'arte dei giardini pittorici, tuttavìa sarebbe uno strano pregiudizio quello di riguardare quest'arte come pervenuta colà alla sua perfezione. Per forza di carattere, e per sovrabbondanza di mezzi molto hanno fatto gl'inglesi anche in quest'arte, ma molto resta loro da farsi ancora; ed un esame imparziale ci mostrerà gli errori, ne' quali incorrono sovente. Uno de' principali loro difetti è d'essere ancora troppo limitati. Fino al presente si sono generalmente ristretti al solo genere aggradevole, e non si sono abbastanza estesi su tutte le altre specie sì variate di giardini, che si ponno disporre a norma della differenza dei siti, e dei caratteri proprj a ciaschedun cantone. Questa sterilità si mostra ancora non solamente nella continua ripetizione di torri Chinesi, di kioschi, d'obelischi, di colonne, di tempj, e di cose, e di avanzi gotici, ma puranche nella stessa maniera del piantare. A Kent si rimproverava che le sue masse erano soverchiamente piccole, e non proporzionate agli spazj, e che si attaccava di troppo agli effetti immediati, e che non piantava per l'avvenire. Non mi è riuscito di vedere in Inghilterra de' giardini relativi alle stagioni, e alle parti del giorno. Il miscuglio intelligente delle diverse qualità di verdi, ed il contrasto delle loro forme è appena conosciuto ne' modernissimi giardini. È cosa ordinaria al lungo de' tratti erbosi, de' ruscelli, e de' fiumi la continuazione di gruppi, composti esattamente del medesimo numero, e della medesima specie d'alberi, e di vedere nel restante una continua schiera piramidale di piante, cominciando dalle più basse alle più alte. Gl'Inglesi hanno altresì accumulata una quantità di cose gotiche, d'archi trionfali, di statue equestri, di piramidi, e di circhi, che non sembrano gli oggetti fatti per un giardino.

Il gusto de' giardini Inglesi si è diffuso ben presto in tutta l'Europa, ed è stato avidamente abbracciato dalle nazioni più colte. La Francia si vanta d'avere dato il giorno a Watelet, artista, e poeta d'un rango distinto, che fu il primo scrittor Francese, che sommise i giardini all'invariabilità del bello. Penetrato delle massime, e degli effetti della pittura, fece, per quanto si poteva, l'applicazione delle regole di quest'arte a quella de' giardini; e quest'applicazione fu più felice di quella degli architetti quando trasportarono ne' giardini la simmetrìa dei loro edifizj.

Il signor di Girardin ha composta un'opera preziosa sulla composizione del paesaggio, e sui mezzi d'abbellire la natura intorno le abitazioni, accoppiando l'utile all'aggradevole; e non contento di avere esposta la teorìa, ha presentato il celebre suo giardino di Ermanonville.

In Francia è comparso il poema di Delille, che merita la palma fra tutt'i poemi didascalici sopra i giardini; l'immaginazione del cui autore è ricca, e fiorita, il suo gusto delicato, e formato dall'osservazione della natura, e dallo studio de' migliori modelli.

Anche la Germania in fatto di giardini moderni presenta de' capi d'opera, che possono gareggiare coll'opere più belle delle emule nazioni. La Germania possiede Hirchfeld. Ghesner sollevò alquanto la benda, e Sulzer fu il primo in Germania a collocare l'arte del giardinaggio fra le belle arti.

Dall'ingegno Italiano è fuor di dubbio, che colla scorta de' materiali, col favore della limpidezza del nostro cielo, e bontà di clima[34], questo ramo novello di delizia, e d'utile potrà col tempo essere portato ad un eminente grado di bello nel paese natìo dell'arti geniali; ma era necessario frattanto di avere tra noi in qualche modo una guida, onde conoscere questi giardini, e giudicarne; e sino a che i veri principj dell'arte non erano stati sviluppati a dovere, e resi generalmente cogniti, non prendendosi la buona strada, si andava soggetti a traviare spesso. Scarsi d'immaginazione, e di principj analoghi, privi d'idee chiare, e senza una giusta cognizione della cosa, si vacilla mai sempre, e non si sa che copiare a stento, e con cattivo successo de' pezzi già veduti in altri giardini; ed in questo genere non si tratta mai di copiare, ma d'inventar sempre.

Ora il cammino, che si deve percorrere, seguendo la riflessione, e lo studio della natura, è almeno in gran parte indicato; e si ritenga per massima fondamentale, che il più bel giardino è quello, che è precisamente tutto ciò, che può essere a seconda dell'indole, e qualità del sito, e de' suoi contorni.

_INDICE DELLE MATERIE._

_Origine dei giardini Inglesi_ Pag. 1 _Descrizione di Chambers dei giardini della China_ » 18 _Osservazioni relative all'arte dei giardini del moderno gusto_ » 36 _Della destinazione, e dignità dei giardini_ » 47 _Della grandezza, e della varietà_ » 52 _Quadro della grandezza_ » 54 _Quadro della varietà_ » id. _Della bellezza_ » 56 _Del colore_ » 59 _Del movimento_ » 63 _Della vaghezza_ » 65 _Della novità, e della sorpresa_ » 67 _Del contrasto_ » 70 _Della parsimonia, e sobrietà_ » 73 _Dei differenti caratteri del paesino, e de' suoi effetti_ » 76 _Parti individuali del cantone_ » 79 _Eminenze_ » 81 _Degli sfondi_ » 82 _Delle roccie_ » 83 _Boschi_ » 85 _Dell'acque_ » 87 _Delle praterìe_ » 92 _Delle lontananze_ » 93 _Accidenti_ » 96 _Caratteristico dei diversi cantoni_ » 98 _Romanzesco, e magico_ » 101 _Dello spazio totale_ » 108 _Degli alberi, ed arbusti_ » 125 _Catalogo d'alberi, d'arbusti, d'erbe a fiori, e d'erbe da prato atte al giardino all'Inglese_ » 126 _De' caratteri distinti delle piante_ » 154 _Dei gruppi d'alberi_ » 159 _Boschetti_ » 163 _Boschi_ » 166 _Foresta_ » 170 _Cespuglio_ » 172 _Landa_ » 173 _Dell'ombra, e della degradazione de' colori delle foglie_ » 175 _Dei fiori_ » 180 _Dell'erba_ » 183 _Delle acque_ » 187 _Del lago_ » 188 _Stagni_ » 191 _Dei torrenti_ » 192 _Fiume_ » 194 _Ruscelli_ » 197 _Cascata_ » 201 _Delle cateratte_ » 203 _Osservazioni sopra le acque_ » 204 _Dei cammini, e sentieri_ » 206 _Dei viali_ » 213 _Dei tempj_ » 215 _Delle grotte_ » 226 _Dei romitaggi_ » 234 _Ruine_ » 239 _Siti di riposo_ » 247 _Dei ponti_ » 250 _Porte_ » 251 _Statue_ » 252 _Monumenti_ » 255 _Iscrizioni_ » 262 _Delle fabbriche nei giardini_ » 265 _Delle case_ » 268 _Abbellimenti di parti isolate di casa di campagna_ » 270 _Dei villaggi_ » 278 _Dei verzieri_ » 281 _Delle citroniere_ » 285 _Ripresa, ed osservazioni su varj articoli, particolarmente relativi alla piantagione_ » 290 _Concezione d'un giardino_ » 303 _Condotta, e filo d'un giardino_ » 309 _Dei giardini pubblici_ » 316 _Giardini d'università, e d'accademie_ » 321 _Giardino d'ospitale_ » 324 _Dei giardini di convento_ » 325 _Giardini annessi a' cimiterj_ » 326 _Giardini relativi alle stagioni_ » 332 _Giardino di primavera_ » 333 _Giardino estivo_ » 337 _Giardino d'autunno_ » 340 _Giardino d'inverno_ » 343 _Giardini, o scene relative alle parti del giorno_ » 347 _Conclusione_ » 353

SPIEGAZIONE DELLE TAVOLE.

Tav. I. Pag. 3 Frontispizio esprimente un baccanaletto. » II. » 24 Scoglio Chinese praticabile. » III. » 34 Piano generale di casa, e giardino Inglese. » IV. » 46 Pagliajo rotondo, ricavato _du détail des nouveaux jardins_. » V. » 75 Veduta di Woobourn di P. Southcote. » VI. » 82 Collinetta nella villa Silva a Cinisello. » VII. » 85 Capanna boschereccia nella villa Cusani a Desio. » VIII. » 88 Veduta del laghetto nella villa di Monza. » IX. » 98 Veduta del ponte, del tempio di Venere, ec. ec. nel giardino del Cav. F. Dashwood a West Wycomb. » X. » 108 Casino in posizione naturale, atta a ridursi a villa Inglese. » XI. » 124 Veduta del giardino, e di parte del palazzo Belgiojoso in strada risara. » XII. » 163 Grotta nella villa Silva a Cinisello. » XIII. » 170 Carbonaja, che forma internamente biblioteca, con cammino. » XIV. » 173 Antro di Polifemo nella villa di Monza. » XV. » 183 Veduta del palazzo, e di una parte del giardino del Cav. Fr. Dashwood a West Wycomb. » XVI. » 190 Veduta del laghetto nella villa Cusani a Desio. » XVII. » 201 Caduta d'acqua nella villa di Monza. » XVIII. » 206 Tenda Greca nel giardino Belgiojoso. » XIX. » 214 Veduta di Wilton di Lord Pembroke. » XX. » 233 Grotta sforata, d'invenzione di M. Schuricht. » XXI. » 249 Seggio coperto, d'invenzione di Schuricht. » XXII. » 255 Piramide con sua cella, spaccato, e pianta, d'invenzione del cittadino la Gardette. » XXIII. » 261 Colombario, ossia cinerario della famiglia degli Acii nel parco di Belgiojoso, con suo spaccato, e pianta. » XXIV. » 265 Pagoda Chinese, suo spaccato, e pianta, d'invenzione de la Gardette. » XXV. » 272 Prospetto del palazzo di Scoonenbergh presso Brusselles, altrimenti chiamato la villa del Lake. » XXVI. » 276 Casino di caccia, d'invenzione di J. Canter. » XXVII. » 281 Tempietto a pergolato. » XXVIII. » 285 Prospetto della citroniera, e di parte del castello di Belgiojoso. » XXIX. » 290 Casa rustica nella villa Silva a Cinisello. » XXX. » 302 Modello di piantagione per gruppeggiare le piante. » XXXI. » 308 Veduta della casa, e di una parte del giardino, ricavata dal piano generale, tav. III, p. 34. » XXXII. » 326 Campo santo, d'invenzione de la Gardette. » XXXIII. » 332 Uccelliera del cittadino P. A. Zappa a Sesto. » XXXIV. » 337 Latterìa di Hohenheim. » XXXV. » 349 Tempietto antico in rovina, consacrato al mattino. » XXXVI. » 353 Torre astronomica, d'invenzione di Weinling.