Dell'arte dei giardini inglesi

Part 15

Chapter 153,589 wordsPublic domain

Le piante, che convengono maggiormente a simili piantagioni, sono le quercie, i castagni comuni, e quelli d'India; le ginestre, i viburni, l'olivetta, il crespino, e gli spini vi convengono più fra gli arbusti.

I ruscelli d'acqua viva sono preferibili agli stagni; ma nel ricinto de' cervi vi si troverà un laghetto. Un picciol lago, che si veda sorgere d'improvviso tramezzo una foresta, riesce oggetto, che fa sorpresa, e piacere; soprattutto allorchè è disposto naturalmente, e reso ombroso in parte da qualche pezzo di adjacente foresta, o da qualche folto massiccio, collocato sulle sue rive; oppure che un casino di caccia vagamente si specchi nelle sue acque.

[Illustrazione: _Tav. XXVI._ Casino di caccia, d'invenzione di J. Canter.]

Il rigore della fredda stagione addomanda delle cure pel nutrimento del salvatico, e per la costruzione degli stabili ricoveri atti a custodirlo, che vogliono essere congegnati quanto mai semplici, e selvaggi, e collocati dimodochè accreschino l'aspetto pittorico del sito.

Un ricinto d'animali salvaggi, il cui terreno sia ineguale, e disseminato d'alture, e di fondi, è preferibile ad una monotona pianura. I muri della cinta saranno diligentemente nascosti; tutta la piantagione si accorderà col carattere naturale alle foreste, e mostrerà un'aria di abbandono, e di piacevole disordine.

Fra le macchie, i boschetti, e i cespugli serpeggieranno talora de' sentieri, e talora de' cammini atti all'uso de' cavalli, e de' cocchj.

Per rapporto agli edificj, ve n'han luogo diversi. Qualunque sorta di ruine, un tempio a Diana sull'alto, una grotta al basso consacrata ad Endimione, una negletta capanna di scorza d'alberi in riva allo stagno, riescono oggetti oltremodo corrispondenti alla natura agreste, e solitaria, che forma il carattere proprio di cotesta maniera di parchi.

Pompose foreste, e maestose masse d'alberi gruppeggiati; larghe aperture, ed ampj spazj vuoti, rallegrati dal verde smalto, e da sovra imposte fabbriche; laghi estesi, e limpidi a vaghe rive, coronate di vario verde; rapidi fiumi; considerabili cascate; lontananze, che presentino ricchi paesaggi; tempj di nobile stile, collocati sull'eminenze; importanti monumenti, distribuiti con sapere, e grandiosità, rispondono all'effetto, che si attende dai parchi reali, e del prim'ordine. I parchi del second'ordine abbraccieranno parte degli stessi oggetti in un grado meno eminente; e così discendendo in proporzione degli stati diversi de' proprietarj, e degli spazj, che gli son destinati, i giardini non saran composti che della parte propriamente detta giardino; e talvolta perfino circondato il campestre casino da semplici spazj liberi, messi a diverse colture, ma saggiamente disposti, e combinati con esso; non cercandovisi che l'utile, ne risulterà tuttavìa un complesso di effetti sommamente interessanti, ed aggradevoli.

DEI VILLAGGI.

L'arte di abbellire il paese si diffonde pur anche sui villaggi, e sui casali, considerati come parti inerenti talvolta della villa inglese, o come parti contigue, e mediate, o semplicemente come formanti punto di vista; e siccome nelle grandiose ville dei signori al di là de' monti, anche i villaggi, e le terre appartenenti erano sacrificate un tempo all'ostentazione, e alla simmetrìa, giusta i capricci della predominante moda; così nelle moderne, conforme lo stile inglese, sono subordinate alle leggi del bello, e del conveniente.

Non v'ha aspetto più aggradevole, e che più ristori l'animo di quello d'un villaggio, ove regni il comodo, e la serenità, e che attesti il buon essere de' suoi abitanti; e tali lo sono in Inghilterra, in Olanda, ed anche in parte della Svizzera, dove altresì si presentano sotto forme veramente pittoriche, ma generalmente non succede lo stesso tra noi, i nostri villaggi parodiando perpetuamente la città, privi d'acque correnti, e di verde.

In luogo d'una lunga fila di case, che significa nulla, riuscirà cosa più comoda, più utile, e dilettevole il distenderle isolatamente, riempiendosi gl'intervalli tra l'una casa, e l'altra di gruppi d'alberi, o di siepi fiorite, che difendino i rispettivi orticelli.

L'ammucchiamento delle case rustiche aumenta i pericoli in caso d'incendio, o di malattìe contagiose; apporta maggior distrazione, ed ozio nelle famiglie, e strascina minor pulitezza, soprattutto dove si trova bestiame.

L'architettura delle case deve regolarsi sopra gli usi, e i bisogni del contadino. Dappertutto una libera ventilazione, un'abbondanza di luce, e la maggior solidità. Anche quì tutto vuol essere ragionato, e ben concepito.

Un'acqua sana, e pura è oggetto di prima necessità, e devesi rivolgere ogni cura a procurarla tale, e singolarmente a tirar partito delle naturali sorgenti, ove il sito le dona.

Un villaggio ancora può essere ornato da recipienti diversi d'acqua, onde servire all'abbeveramento del bestiame, e per la lavatura de' carri, e della biancherìa.

Le piazze de' villaggi non devono assomigliare a quelle delle città, e il loro principal ornamento debbono esserne gli alberi. Quegli che preservato avesse il villaggio da un grande incendio, o salvata la vita al suo vicino; quegli che avesse fatta a sue spese un'utile fondazione, o a cui qualche ramo di rustica economìa dovesse una nuova scoperta, ed una riconosciuta utilità generale, troverebbe quì un posto adattato all'erezione d'un umile monumento in suo onore.

La chiesa ancora, allorchè è situata sopra una leggier eminenza, e convenientemente decorata, può fornire un punto di prospettiva oltremodo interessante.

I siti più belli per la costruzione de' villaggi, e casolari sono sulle colline mediocri, e sopra dolci declività riposte fra eminenze, che si succedono alternando; alla riva sicura d'un fiume, o d'un limpido lago, che presenta alle sovra imposte fabbriche l'amabile suo specchio, e che le vicine piantagioni coronano d'una degradata verdura.

[Illustrazione: _Tav. XXVII._ Tempietto a pergolato.]

DEI VERZIERI.

Gli orti per gli erbaggi, e i frutteti contigui alla abitazione, vogliono essere posti, come si è detto, sui lati, in siti appartati, dove vi siano le serre per le piante esotiche, e i serbatoj per i vasi di cedro; ed egualmente i lettorini, e le campane di vetro per la verdura, e per le frutte d'inverno. Quì regna soltanto l'utile, e la distribuzione di consimili giardini riesce talmente metodica, e il loro aspetto talmente uniforme, che qualunque sorta di bello ne pare escluso.

Tuttavìa si possono combinare gli orti in modo che campeggino con vezzo, e con effetto, senza punto privarli della loro utilità.

Non è necessario in primo luogo, che le ajuole siano distribuite simmetricamente; e per riguardo alle altre parti dell'orto si prestano senza ripugnanza ad una varietà di forme, che loro comparte un aspetto men artificioso, e duro.

Sono particolarmente da proscriversi i murelli, ordinaria chiusura degli orti, che spargono sopra d'essi un'aria dispiacevole, rinchiudendoli dentro uno spazio isolato, e rompendo in conseguenza il naturale loro legame cogli oggetti, e le viste all'intorno; ed è precisamente questa concatenazione di scene campestri, che per l'incanto de' suoi effetti, ora contrastando, ora rinforzandosi, ed accrescendosi di valore armoniosamente, ora compensandosi, e reciprocamente correggendosi, agisce con tanto potere sull'animo dell'osservatore sensibile. La connessione d'una scena aggradevole, oppure dispiacevole cogli oggetti vicini, decide principalmente del suo vantaggio, o disavvantaggio, egualmente che un immagine, un pensiero ne rende chiaro, od oscuro un altro. E perchè non lasciamo noi sussistere pel nostro piacere questo legame dell'orto colle altre utili piantagioni, e colle attrattive de' campi? Perchè continuamente questo nojoso quadrato, nel quale si crede di doverlo sempre rinchiudere? E perchè non si pone maggior attenzione alla qualità del terreno, ed al sito, che alla sua regolarità? Perchè questi muri rialzati, cotanto dispendiosi a fabbricarsi, e a mantenersi, e d'un aspetto tanto ingrato? Il picciol numero di piante a frutta, che si coltivano in ispalliera al lungo di questi muri, potranno forse compensarne le spese? Un fosso secco, o una doppia siepe non proteggono abbastanza l'orto? E qualche altura, oppure un bosco a disegno piantato a tramontana non potranno ricoverar le parti esposte ai venti nocivi?

I ripari intorno di muro, oggetto tristo, che richiamano alla mente la presenza de' ladri ne' siti consacrati al piacere, e che tolgono gli effetti del bello, e del grande, isolando aspramente un picciolo spazio dal resto del circondario, riescono altronde facilissimi a scavalcarsi, tanto più dove da una parte vi si appoggiano spalliere. Questi muri vogliono essere allontanati, e nascosti; e piuttosto si rivolgerà il pensiero a trovarne una più economa costruzione, che compensi la di loro maggior estensione. Si potranno fare a pilastri, impiegandovi sassi, o in altro modo. In Inghilterra cingono così una parte della possessione, nella quale si trova compresa la delizia del signore, ossia la villa.

Medianti questi cambiamenti, gli orti, ordinario teatro d'una diligente coltura, e di assiduo travaglio, si spoglierebbero della dispiacevole loro monotonìa, e di quanto in essi dispiace all'occhio, e l'offende; si congiungerebbero bene colle piantagioni d'intorno, e presterebbero nuove attrattive. Provansi queste grate impressioni negli orti d'Olanda, ed in alcuni della Germania, ed anche rare volte tra noi, dove i legumi son coltivati in rasa campagna.

Alla regolarità, all'ordine, alle debite precauzioni, che devono regnare in un orto, onde comodamente potersi accostare a ciascheduna pianta, osservarla, e curarla; alla proprietà, che vi si esige, si può accoppiare una tal qual sorta di bello, che faccia sì, che l'osservatore si arresti con piacere, tenuto lontano, o in disparte quanto vi può essere di disgustoso.

Arbusti fruttiferi ora contorneranno il sentiero, ora nasconderanno un angolo acuto, ora romperanno una linea troppo lunga, ed or comporranno un ben ordinato gruppo. Le ortaglie combinate colle piante di frutta, e colle serre forniscono abbondante messe alla ricreazione dell'animo, e a quella degli occhj.

Le opere a pergolato, quantunque non siano adottate dal gusto inglese, tuttavìa, attesa la loro somma leggierezza, possono convenire agli ortaggi; e la precedente vignetta ne presenta un disegno.

[Illustrazione: _Tav. XXVIII._ Prospetto della citroniera, e di parte del castello di Belgiojoso.]

DELLE CITRONIERE.

Le citroniere sono quasi sconosciute nei giardini d'Inghilterra, e le poche che vi si trovano, rassomigliano a piccioli ospitali, ove languono prive di fiori, e di frutti, queste specie di piante, onor primiero del giardino. Ma nel loro paese nativo, ed anche tra noi, ove prosperano, mediante poca cura, che loro si accordi, la coltura di queste piante non è da trascurarsi, e possono infinitamente contribuire all'abbellimento delle parti architettoniche del giardino, ed anche delle naturali. In conseguenza la citroniera dev'esser parte inerente alla casa, oppure contigua; come la è nel primo caso quella assai vaga del Clerici in Balsamo, e nel secondo la magnifica nella superba villa di Belgiojoso, della quale la precedente vignetta ne offre il prospetto.

Tali citroniere possono essere abbellite internamente in più maniere, con pergolati, con getti d'acqua, con statue, e vasi, e rallegrate da uccelli peregrini, che vi svolazzino in libertà.

Le piante degli agrumi possono esser riposte entro vasi, e produrranno ancora effetto migliore se in cassette sepolte in terra.

Qualora l'aranciera non sia inerente, nè contigua all'abitazion principale, formerà una scena distinta nel giardino d'inverno, o nel verziere.

Le citroniere poi in ispalliera colle piante stabilmente in terra, ponno essere magnifiche per se stesse, e fornire un grato passeggio durante l'inverno, ed imbalsamar l'aria nella bella stagione; ma riuscirà cosa difficile il tirare un buon partito da queste, volendosi un giardino pittorico. Lasciando da parte la grave spesa, che continuamente esigono, disdicono all'occhio in più maniere, ed è particolarmente alla ricerca, ed alla ricreazione dell'occhio, che tutto vuol essere diretto ne' giardini all'Inglese. Se in luogo di spalliere rettilinee mai più finite, si rivolgesse il pensiero a formare piccioli quadrati, forse con non maggior dispendio si perverrebbe ad ottenere boschetti naturali d'agrumi d'un effetto voluttuoso, ed incomparabile.

I vecchj giardini inglesi, e forse i più belli tra gli attuali, ne' quali non rimane più vestigio di regolarità, erano regolari un tempo, ed assoggettati ai principj del predominante in allora stile francese. Forniti però d'abbondanti acque bellissime, e di una prodigiosa copia d'alberi superbi, contenendo nel loro seno una mirabile varietà di piani, che l'arte non aveva saputo abbastanza vincere, nè sfigurare, e circondati dal paese il più vago, e ridente; all'appoggio di così preziosi materiali il genio Britannico applicandovi i principj della pittura, e del bello, mediante qualche sacrificio, e qualche leggiera addizione, è pervenuto a saperne approfittar tanto, ed ottenere i giardini che formano da gran tempo l'universal ammirazione.

Abbattute le cinte di muro, e le arcate verdi, si sono estesi, e nascosti i confini; non hanno più esistito i gran viali, e tutte le emanazioni della linea retta sono scomparse; le masse d'acqua, e dei boschi sono state contornate naturalmente, e praticate grandi aperture, che presentassero sfondi, e perspettive, correlative alle distanze, ed al significato del davanti: le fitte masse de' boschi disseminate di spazj vuoti variamente configurati, ed adorni, e percorse da fiumi, e da gorgoglianti ruscelli.

Le stesse case in tai siti soggiacquero a considerabili variazioni; s'interrì il primo piano, che si convertì in cantine atte al servizio, e sostituendo ad esso nuovi piani, si portò in alto la casa, e si ripose sopra un'artificiale collinetta.

Allorchè ebbero principio in Inghilterra i giardini del nuovo gusto, si videro sorgere quadri di paesaggio d'uno stile vario, e ragionato, che spiegarono un complesso di bellezze ricavate dall'arte, e dalla natura. Tutto lo studio consiste nel saper scegliere le parti, che possono entrare nella composizione di siffatti giardini, e di saperle legare in modo, come abbiamo detto tante volte, perchè formino un determinato totale, e quest'arte dipende molto da quella, che c'insegna a levare dal quadro tutto ciò, che non gli conviene, a riunire gl'interni disegni colle scene esteriori, a ben disporre i limiti, ed approfittare delle lontananze[23].

La configurazione, le mosse, e gli effetti del terreno vogliono essere diligentemente studiati, come

ognun sa, alla montagna, o nelle adjacenze de' fiumi, nei siti, in cui le acque hanno stazionato altre volte, e il cui terreno hanno percorso, e travagliato. Perfettamente edotti, e penetrati delle bellezze di questi effetti, si tratta di saperne trarre il buon partito, ove queste circostanze si presentano, soprattutto accompagnate da quella della sicurezza, e dell'inviolabilità del sito; oppure di saperle saggiamente trasportare in una sede sicura, che vi aggiunga le proprie qualità; e col mezzo della formazione de' fiumi, de' laghi, dell'alto e del basso, ottenere una egual varietà, e bellezza di quadri. Le ville inglesi sono di questi due generi.

Lo sguardo generale presentandosi in giardino deve scorrere fra massicci diversi di verdura, fra boschi, e fra alberi isolati, fra spazj erbosi, e fra strati di fiori; dal chiaro passando all'ombroso, e dall'ombroso al chiaro; dai siti scoperti ai siti rinchiusi, dal ridente al tristo, e da una degradazione d'un verde all'altro.

Gli aspetti interni saranno numerosi, e variati; a ciaschedun passo, a ciascheduna fermata, ad ogni voltata si scorgerà un nuovo quadro.

I gruppi d'alberi siano differenti per le lor forme, per le loro grandezze, per la loro composizione, e per le loro distanze.

[Illustrazione: _Tav. XXIX._ Casa rustica nella villa Silva a Cinisello.]

RIPRESA, ED OSSERVAZIONI SU VARJ ARTICOLI, PARTICOLARMENTE RELATIVI ALLA PIANTAGIONE.

La distribuzione delle piante, degli arbusti, e dell'erbe domanda una grande conoscenza dei vegetabili, molta osservazione, molta cura, e molte prove. In fatto di piantagione, da disporsi pittorescamente, è a guardarsi da un botanico, perchè uno precisamente botanico va del pari d'un altro precisamente architetto. A tal uopo richiedesi una sufficiente cognizione botanica, corroborata però da un occhio, che le leggi della prospettiva hanno reso intelligente, e le bellezze della natura delicato.

La composizion pittoresca de' differenti colori atta a produrre un quadro, che possa piacere, esige la conoscenza delle diverse tinte, e delle affinità dei colori. Il bianco fa lega con tutt'i colori; il color giallo s'accorda meglio col bianco, che col rosso, o col turchino; il color rosso s'unisce meglio col giallo, che col celeste; i colori intermedj faciliteranno le mischie[24]. Gli schizzi dolci, ed un amabile impasto sembrano preferibili in tal genere di pittura.

L'arte, o la maniera di ordinare una piantagione è dipendente dalla qualità dei siti. Una landa è disseminata senz'alcun ordine; una scena malinconica debb'essere folta, e come ammucchiata, e lasciare pochi interstizj alla luce; un cantone allegro domanda molta vista dell'orizzonte; e un cantone romanzesco consiste nei contrasti singolari tra le forme degli alberi, e tra i colori delle lor foglie.

I boschetti ridenti figurano meglio sulle colline dolcemente gonfie, e rivestite d'un verde animato, che alla pianura. Il modo, col quale le cime si alzano le une sopra le altre, oppure le une dietro alle

altre; le forme ineguali delle loro elevazioni; le varie cadute de' loro pendìi; la maniera, in cui talune sembrano ritirarsi, frattanto che tal altre s'avanzano con risalto; tutte queste varietà di volume, di sito, e d'aspetto formano la bellezza del quadro. Egualmente bisogna comporre le piantagioni seguendo un tal carattere, e talvolta diradare i gruppi, e tal altra inspessirli; ora spargerli lontani, e distaccati, ed ora rinserrarli in masse solide, e fitte; quì collocare un bell'albero isolato, e là gettar i cespugli, o ben anche una successione interrotta di piante della stessa specie, che si va perdendo insino che un'altra specie diversa a poco a poco vi predomini, per lasciar poi lo spazio successivo ad un altra.

Bisogna che l'aperto succeda al chiuso, il chiaro all'oscuro, il vuoto al pieno, il piano al rilevato, l'elegante all'agreste.

Componendosi boschi o boschetti, o raccomodandosi naturali foreste, una delle principali avvertenze sarà di risparmiare i punti di vista. Convien che lo sguardo sia, per così dire, incatenato ai soli oggetti, che lo interessano; e che gli altri oggetti, che non apporterebbero che distrazione, sieno nascosti, o velati infino a tanto che l'immaginazione, e il sentimento siano compiutamente soddisfatti da ciò che li aveva singolarmente invitati. Con colline, con curve sporgenti di piantagione si nasconde quanto si vuole.

L'artista giardiniere sarà guidato dalle leggi del bello, e da quelle della prospettiva, disponendo i suoi punti di veduta: esaminerà quando dovrà raccorciarli, o stenderli, e quando li dovrà nascondere per far gioire della solitudine, e per procurare riposo all'occhio; limitarli per far provare tutto l'effetto della scena, ed aprirli per far gustare i piaceri dell'estensione, e dell'aperto. Col soccorso dei punti di veduta ci appropriamo in qualche modo di tutto il paese intorno, aumentiamo i piaceri d'un piccolo spazio, e ci procacciamo un nuovo possesso, che ci rallegra, senza esserci a carico e senza toglier nulla al suo vero proprietario. Ma quanto ciaschedun punto di vista è differente ne' suoi effetti! Va egli a cadere sopra un lago? Cagiona un sentimento di gioja, e di serenità. Si avanza fra una valle? Desta sentimenti di pace campestre, e di riposo. Va errando per vaste campagne, e ben coltivate? Produce uno squisito senso di contentezza. Un'altura, che si elevi nel vicinato, accorcia la veduta, e risveglia l'idea del ritiro; una serie di montagne fa nascere un sentimento di grandezza, e d'elevazione: i vecchi castelli, e le rovine richiamano la malinconica memoria de' tempi andati: le tristi foreste eccitano la gravità, e le riflessioni serie: i boschetti percorsi da acque correnti risvegliano l'allegrìa: una catena di monti, che s'ammucchiano gli uni sugli altri sopra un fondo celeste, e che svaniscono coll'orizzonte, rapiscono l'immaginazione colla rappresentazione sublime dell'immensità. Conviene non solamente saper scegliere tutti questi aspetti sotto i loro punti di vista più favorevoli, ma saper fare ancora dei loro differenti effetti un uso convenevole al carattere del quadro; non prendere nè più, nè meno che la composizione di questo esige, e farli succedere di maniera che i sentimenti, che risvegliano, si leghino, e si rinforzino reciprocamente, si fondino in un seguito d'emozioni piacevoli, e colpiscano pel contrasto dei loro subitanei passaggi. Perchè non manchino d'effetto queste vedute del paese, devono accordarsi colle sensazioni, che fan nascere le scene interne del giardino. Gli aspetti rinchiusi nei limiti della piantagione del giardino sono altresì suscettibili di varietà. La diversità degli alberi, e degli arbusti; le grandezze diverse, e la posizione dei gruppi; la direzione dell'occhio tantosto verso un albero sommamente bello, o raro, tantosto verso tal altro oggetto di rimarco; la variata successione degli ornati, dei siti di riposo, delle fabbriche, degli spazj erbosi, e dei sentieri; la freschezza, che spandono i ruscelletti, che co' loro ponti leggieri animano tanto il paesino, sono altrettante risorse della varietà.

I boschi attraversati da passeggi sinuosi non ponno esser altro che masse più o meno grandi di gruppi di piante. Quelle che copriranno i murelli del confine, saranno abbastanza fitte, e larghe per nasconderli interamente. La distribuzione piramidale delle piante è quella che d'ordinario conviene maggiormente in tal caso, vale a dire, gli arbusti in avanti, poi le piante, e per ultimo gli alberi accosto al muro. Qualche albero de' più rari sarà posto solo, o gruppato con altri nei gomiti della piantagione con cespi fioriti ai piedi; e nelle stesse posizioni irregolarmente a vicenda qualche arbusto distinto pel suo fusto, pel suo fogliame, o pe' suoi fiori. È in grazia di queste piante sporgenti, che il sentiero piega, e vuol essere giustificata la prevalsa loro resistenza: il tutto sarà fatto senz'alcuna affettazione. Dove la massa presenta due fronti, onde ottenere la disposizione piramidale, gli alberi saranno collocati al lungo nel mezzo.

La disposizione piramidale conviene in qualche situazione, e per qualche tratto, ma la più naturale, e di maggior buon effetto riesce immancabilmente quella di formar varj gruppi di diverso numero di piante; ora della stessa specie, ed ora di specie analoga, e qualche volta affatto opposta, per ottenere contrasto tra le foglie, e tra le cime, situate agli sporti della piantagione, e nell'indentro delle sue curve, ed in quà, e là gettate nel folto del bosco, in modo che rappresentino successive piramidi diverse agli occhi di chi passa. La ben calcolata disposizione, e l'economìa delle piante otterran meglio l'intento, che la profusione. Fra i diversi gruppi di piante saranno collocati gli arbusti, egualmente gruppeggiati; avvertendo d'introdurre nel mezzo dei folti massicci, ove questi avran luogo, frequenti spazj vacui, essenziali non solo alla riuscita delle piante, e de' cespugli, ma essenziali ancora al magico effetto del chiaroscuro.