Dell'antico stato del lago di Pusiano nell'alto Milanese

Part 4

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Il più antico possessore, che si conosca del diritto della pesca in que' laghi si è l'Arcivescovato di Milano. Nella scomunica, che nell'anno 1312 lanciò l'Arcivescovo Cassone Torriani contro di Matteo Visconti, i figli dello stesso, i Consoli ed il Consiglio generale della città di Milano si legge: _Tu Mathae, rem universam Angleriensem, Leucensem, Bellanensem, Vallassinensem, Castanensem,... quæ arces et loca sunt antiquitus Ecclesiastici nostri juris, tenes. Eidem tibi decumæ nostræ lisantinæ, reditus nostri Varisienses, portoria nostra Mercuriolana nostræ_ PISCATIONES AD PUSIANUM EXIGANTUR. (Ripamonti, _Hist. Eccl. Med._, lib. VIII, pag. 493.) Non trovandosi però accennate le pesche di _Pusiano_ nella Bolla del Pontefice Alessandro III. data nell'anno 1162, in cui si enumerano distintamente le proprietà tutte dell'Arcivescovato di Milano, si potrebbe dubitare che questo diritto non fosse antichissimo al tempo dell'Arcivescovo Cassone se però non era compreso nei possessi della _Valassina_ che poco dista. (V. Sormani, _de Anathemate Sancti Ambrosii contra Gallos_, pagina 232.) Sembra poi che in que' secoli la proprietà della pesca negli altri laghetti vicini a quello di _Pusiano_ appartenesse ripartitamente alle _Comunità_, che li circondano, se vogliam riflettere che non rimane alcuna memoria ne' scrittori patrii, per quanto almeno noi sappiamo, d'alcun privato possesso in epoche lontane: che le _Comunità_ od almeno le _Vicinie_ godevano di non pochi diritti divenuti poscia proprietà dello stato; che le _Comunità di Malgrate_, di _Lecco_, di _Mandello_ e di _Brivio_, che sono poco lungi, fruivano anche in epoche meno lontane di questa proprietà, e qualche diritto crediam noi conservano queste ancora. In progresso ebbero il diritto della pesca in que' laghi per più o minor tempo, in una maggiore o minor parte di esso la Collegiata di S. Giovanni Battista di Monza, i Monaci di Civate, le famiglie Paravicini e Carpani, che ne' dintorni ebbero già chiara sede; ed indi i Bentivoglio, Rosales, Cella, Molo, d'Adda ed il Principe di Leuchtenbergh, non che altri. I _Carpani_ sin dall'anno 1483 presero a livello dall'Arcivescovo di Mil. Nardini il lago di _Pusiano_ pagando l'annuo canone di L. 320 e libbre cento pesce. Sotto il Pontificato di S. Carlo Borromeo la mensa arcivescovile alienò quella proprietà, essendosi cioè affrancati i sigg. Carpani del livello, mediante lo sborso di scudi 7000. Poco dopo l'arcivescovato acquistò quella porzione di lago che era di proprietà della Collegiata di Monza, e che in progresso divenne pure dei sigg. Carpani. (V. Frisi, _Memorie della chiesa di Monza. — Gridario del Duca di Sermoneta. — Documenti presso di noi_.) Alla metà circa dello scorso secolo, la famiglia _Molo_ diede principio al grandioso palazzo, che vediamo in _Pusiano_, e che servì più volte alla dimora di Principi e d'individui ragguardevolissimi. Abellì pure la vicina isoletta che ha la superficie, come abbiamo detto, di 24 pertiche compreso il lembo, che ben di frequente è innondato. — Nel 1782 il Governo diede a livello con condizioni saviissime una parte de' fondi uliginosi, che sono all'intorno di que' laghetti onde fosse ridotta ad utile coltura; (_Istromento_ 15 novembre 1782 _in rogito Lonati_.) Il vantaggio, che ne provenne può vedersi nella più volte citata _Storia e Coltivazione della brughiera paludosa di Sirone_. Circa quest'epoca i Monaci di Civate tentaron pure, e non infruttuosamente di rendere più proficue alcune delle paludi di loro proprietà presso il lago d'_Annone_, ma le loro fatiche furono in seguito non curate. Spiacevole cosa, che l'annichilamento di tutti gli ordini religiosi tra noi, abbia pur prodotta la dispersione degli archivi preziosi, che presso molti di questi ordini si conservavano, provocando anche in ciò la colpa, che gli autori vollero definire _retentio rei suæ invicem furis_. Prezioso quant'altri mai per antichissime carte era l'archivio de' Monaci di Civate, e dai frantumi, che noi conserviamo di due codici di esso col titolo _Memorabilia_ l'uno, _Liber guasonorum de Sara_ l'altro (libro dei luoghi fangosi in Sala) possiamo dedurre d'essere già quelle paludi più estese, ed anzi nel territorio di quella terra posta sulla sponda orientale del lago d'_Annone_ sono quasi del tutto scomparse. Pare, che da quelle carte e codici ben molte notizie si avessero a dedurre sui laghetti, di cui parliamo. Qualche privato tentò pure in questi ultimi anni di rendere fertili piccole porzioni delle paludi, che stanno alle sponde del lago sotto Civate; ma il mezzo sicuro di tutte renderle proficue, ossia di asciugarle sarebbe quello di abbassare qua e là l'emissario del lago d'_Annone_, che è largo poche braccia, e lungo 3200 metri circa. Se non può forse ottenersi l'asciugamento totale dei tanti luoghi paludosi che sono alle sponde dei laghi, e se abbassandosi il pelo d'acqua, mentre si disseccano delle paludi, si abbia dubbio per verità, che se ne scoprano delle altre ora coperte dalle acque, di certo almeno un numero rilevante di pertiche di terreno diverrebbero fruttifere, che ora altro non producono se non poca paglia e delle canne, e si eviterebbero le inondazioni, che l'aria in qualche luogo rendono meno pura ne' caldi estivi. Questo lavoro avrebbe un sicuro risultato, e l'ispezione locale ne mostra la facilità. — Nel secolo decimo quinto si fecero delle livellazioni per veder se potevasi da questa parte condurre a Milano un canale; ma l'opera si riconobbe allora impossibile. Dall'analoga relazione, che ci ha dato il Pagano nel raro di lui libro intorno al Naviglio, sembra potersi dedurre, che questi laghetti fossero allora più alti. S. A. R. l'Arciduca Ferdinando Governatore dello Stato di Milano fece praticare alcune livellazioni, che sembrò avessero per iscopo il progetto dell'unione del lago di _Pusiano_ a quello d'_Annone_. Convien dire, che queste livellazioni od altre cause abbiano mostrato impossibile il mandare ad effetto i vasti divisamenti, che questo principe nutriva per opere architettoniche, o giovevoli all'agricoltura ed al commercio. Nel 1793 il signor Diotti formò un progetto per trarre a profitto dell'agricoltura parte delle acque del lago di _Pusiano_, ma gravi opposizioni si posero in campo, ed in linea d'arte, e per la difficoltà di conciliar l'interesse degli utenti del Lambro, ed i diritti del proprietario della pesca del lago. Per l'esecuzione però di questo progetto non è per anco abbandonato il pensiero. Negli anni 1810 e 1811 il Governo fece eseguire varie opere, fece praticare un nuovo emissario del lago di _Pusiano_, all'oggetto di estrarre una maggiore quantità di acqua per il reale parco di Monza, ma forse il risultamento di quelle opere non è corrispondente all'ingente somma che ci si spese. Altri in seguito si affaticarono, onde rinvenire il modo di rendere ancor più utili quelle acque; ed in tanto lume delle scienze fisiche è a lusingarsi, che vedrem fra non molto eseguiti utili progetti. Il sig. Giuseppe Bruschetti nella citata _Istoria dei progetti, e delle opere per la navigazione interna del milanese_ dice a questo proposito quanto segue «A compiere con vantaggio la rete di navigazione del milanese potrebbe fra le altre opere aprirsi anche un canale da Malgrate al lago di Civate o d'Oggiono abbassando questo lago e facendo cambiar corso allo scaricatore del medesimo. Da questo lago poi attraversando un'altura e dirigendosi verso Molteno si troverebbe un colatore detto la _Bevera_ che scarica le acque nel fiume Lambro, il quale attraversa tutta la Brianza e si dirige a Monza. Continuando la navigazione in questo canale si avrebbe la comunicazione col naviglio Martesana poco prima di Crescenzago, ove il detto fiume Lambro entra e sorte dal naviglio medesimo» (pag. 253) — Fu nelle acque di _Pusiano_, che nel novembre dell'anno 1816 il meccanico sig. Locatelli fece il primo esperimento del naviglio inaufragabile; e le sponde e le alture, che le circondano erano piene di spettatori recativisi anche da lungi non poco, il che formò un quadro singolarissimo. — Negl'inverni 1821 e 1823 morì nel lago d'_Isella_ una quantità considerabilissima di pesci, nè si saprebbe assegnare una ragion sufficiente. Ne vale l'attribuirlo al rigor della stagione, ed alla poca profondità del lago, gelando questi duramente come quello pure d'_Annone_ pressochè in ogni inverno. Meriterebbe forse le indagini del naturalista il credersi da alcuni che abbia a ciò dato causa un'abbondante estrazione di tufo, che si effettuò negli scorsi anni in una cava posta poco lungi di questo laghetto, e per modo che vennero ad entrare nel lago delle acque lorde, zeppe da minime particelle del tufo stesso, che si distaccano nell'estrarlo. Per gelare quello di _Pusiano_ richiedesi però un freddo più intenso, diremmo straordinario. Osandosi di transitarli in quello stato pur anche con carri da coraggiosi briantei, ne avvennero luttuose vicende, che mostrano la necessità di un severo divieto. Tutti questi laghi sono ben di poco profondo, meno alcuni luoghi. L'altezza ordinaria dei due d'_Annone_ e d'_Isella_ è di circa braccia 18 e poco più sono alti quelli di _Pusiano_ e di _Alserio_. Quello di _Pusiano_ in un luogo vicino all'isoletta ha tale profondità, che dicesi volgarmente non trovarsi fondo; e presso di _Bosisio_ ad un sito denominato _Padufè_ è alto forse più di 50 braccia milanesi. Nel mezzo quello d'_Alserio_ oltrepassa talvolta le trenta braccia. I due luoghi più profondi del lago d'_Annone_ lo sono di 25 braccia, e diconsi il _Pompo_ ed il _Peloso_. Questo lago deve avere molte sorgenti sotterranee. _Pendocca_ e _Pescone_ diconsi i due punti più alti di quello d'_Isella_ cioè di 22 braccia. Il chiarissimo sig. ingegnere Carlo Parea ci ha data la elevazione di questi laghi sul pelo basso del mare Adriatico. Da queste livellazioni risulta, che il laghetto d'_Annone_ è alto metri 225,698, quello di Pusiano 259,198, quello d'Alserio 259,698. (_Bruschetti opera citata_, pag. 261.). — In tutti quei quattro laghi, ma ancor più in quello d'_Isella_, abbonda a preferenza d'ogni altro il pesco (_perca fluviatilis_,) ed è d'assai buona qualità. Così era pure ne' secoli trascorsi, poichè il Porcacchi parlando di questi laghi dice «_et tutti son notabili per la presa di grossi pesci persici_» (_Nobiltà di Como_, pag. 136) e prima di lui Paolo Giovio «_omnes percarum præpinguium captura notabiles_» (_Descriptio Larii lacus_, pag. 52.) Vi si trova poi de' pesci di qualche pregio, un numero sufficiente di anguille (_murena anguilla_,) se eccettuiamo però quello d'_Alserio_, in cui non amano troppo di propagarvisi, probabilmente per le tante serpi, che vi sono ne' canneti, che circondano in particolare la depressa sponda settentrionale: vi sono delle tenche (_ciprinus tinca_) e dei lucci (_esox lucius_) ma però in quello d'_Isella_, questi due ultimi si trovano in assai scarso numero. Fra i pesci di poco o nessun pregio si enumerano i cavezzali (_ciprinus capeto_,) i carpani (_ciprinus carpio_,) i barbi (_ciprinus barbus_) un tempo già più abbondanti, le arborelle (_ciprinus albor_) le scardorelle (_ciprinus brama_) e le così dette _troje_, ec. Nelle antiche scritture si trova accennato come esistente nel lago di _Pusiano_ un pesce detto _Canedini_, che non sapremmo dire qual fosse. Forse così denominavasi nel secolo decimo quarto il _cavezzale_, che dicesi anche in buon italiano _cavedano_, e volgarmente in Brianza _cavèden_. — I Governi in varie epoche emanarono utili disposizioni, e perchè prosperar potesse la pescagione in questi laghi, ed a difesa di chi v'ebbe la proprietà della pesca (V. _Gridario di Don Diego Phelippes de Guzman sotto l'anno 1640_, ec., ec. _Compendio delle Gride ed Ordini della città di Milano dell'anno 1601_, ec., ec.). Il Duca di Milano Francesco Primo Sforza sotto il giorno 2 Marzo 1463 scriveva al Vicario del monte di Brianza «_Dilecte mi — per la introclusa supplicatione intenderay la querella fa labbate de sancto Petro de chiua de la usurpatione se li fa de quello laco Volemo che te informi bene de la cosa e trovando così esse come expone prouedi superinde per modo che quelli danono non siano admisi ala possessione de dicto laco se non per la parte hano possuto legittimamente comprare, e non de altra che spetta ad esso abbate._» (_Dall'Archivio Governativo di S. Fedele in Milano._) Innosservate sempre le disposizioni a tutela della pescagione e vive sempre delle contestazioni sulla proprietà di qualche parte, d'assai si diminuirono i prodotti di questi laghi. Negli anni, che decorsero dal 1514 al 1527 le terre limitrofe ai nostri laghetti dovettero somministrare ciascun anno alla città di Milano, riunendo le parziali quote in uno, libbre 860 pesce (_Sommario degli Ordini pertinenti agli Ufficiali della Comunità di Milano, pag. 66._) — Nelle alture, che circondano questi laghi, nelle antiche sponde a mattino ed a mezzodì diressimo propriamente dell'_Eupili_, prosperava diggià l'olivo, e dava un frutto considerevole, ma ora vi è trascurato per non corrisponder più, quale ne sia la causa, le cure che richiede al prodotto sempre tenue. — Lungo i monti, che sovrastano al Nord i laghetti, più d'uno vi ha osservate delle petrificazioni. Il Baretta (memoria citata) disse, che il _Monte di S. Fermo è composto d'ammoniti, alle quali, qualche rara venere è pur frammista_. L'Amoretti (_opera citata_ pag. 300.) dice «_Il sasso di questi contorni è calcare, sovente rossigno, in alcuni si trovano non infrequenti degli ammoniti, de' nautili ed alcune veneri._» Ed il sig. Breislak nella _Descrizione geologica_ di cui ci giovammo, pag. 52, riconobbe pure _la presenza de' corpi organici marini sopra i monti del piano di Erba_. Noi conserviamo degli _ammoniti_, che rinvenimmo l'anno 1802 nel monte detto di _Suello_ sopra il lago di _Pusiano_ ad un'altezza considerabilissima.

FINE.

[Illustrazione: Carta geografica]

NOTE:

[1] Hist. nat., lib. III, cap. XXIII.

[2] V. _Viaggio pittorico nei monti di Brianza corredato di alcuni cenni storico-statistici diviso in 24 vedute_.

[3] _V. il detto Viaggio pittorico._

[4] V. Giovio: _Como_ e il _Lario_, pag. 231. — _Le lettere lariane_ del medesimo, pag. 146. — Amoretti _viaggio ai tre laghi_, edizione quinta, pag. 240, ed altri.

[5] _Georgicon, lib. II, v. 159._

[6] Amoretti, _Opera citata_.

[7] V. _Elementi di geologia, tom. II., pag. 70. — Descrizione geologica della provincia di Milano, pag. 198_.

[8] Liber III, cap. XXIII, Hist. nat. = _In hac regione et XI lacus incliti sunt, amnesque eorum partus aut alumni: si modo acceptos reddunt, ut Adduam Larius, Ticinum Verbanus, Mincium Benacus, Ollium Sebinus, Lambrum Eupilis, omnes incolas Padi._

[9] Historiæ Patriæ, lib. X, pag. 203. = _Horum radicibus complures iidemque piscosi lacusculi ex proximis oppidis nomina sortiti Montorfani, Herbæ, Mongutis, Pusiani, Annoni adiacent unicum Plinius judicavit, Eupilum vocat qui Lambrum amnem emittat. Forte cum imbribus augentur, ut sæpe faciunt, in unum conjunguntur, et nascenti ex montibus fluvio mixti ortum praestare videntur._

[10] _Thesaurus antiq. et histor. Italiæ_, tom. III, pars prima, pag. 266.

[11] _Descriptio lacus Larii._ Avenione. 1776, pag. 52 — _De Piscibus Romanis_, num. XXIV.

[12] _Italia antiqua_, cap. XXXVI, pag. 410.

[13] V. Muratori _Rerum Ital._, tom. IX, pag. 1, nota 7. — Alciati _Rerum patriæ_, lib. II, pag. 76 — Parini nelle odi intitolate _La Vita rustica — La Salubrità dell'aria_ — Monti, _Versi estratti dal quinto canto inedito della Mascheroniana_.

[14] Giulini _Memorie della città e campagna di Milano_, tom. IX, carta corografica, ed alla pag. 144. — Arduino al citato libro III di Plinio. — Leandro Alberti _Descrizione d'Italia_, pag. 409. — I lessici geografici. — Guid. Ferrari _op. volumen_ IV, pag. 275. — Bossi _Istoria d'Italia_, tom. I., pag. 65, ec., ec.

[15] V. il Giulini luogo citato. — Benedetto Giovio _Istoria di Como_, pag. 20. — Gaudenzio Merula _De Gallorum Cisalpinorum antiquitate, ac origine_, pag. 17.

[16] V. _Disquisitiones Plinianæ_, lib. IX, pag. 10.

[17] Rezzonico luogo citato, pag. 63. — Frisi _Memorie della chiesa Monzese_, dissert. I. pag. 2. — Tamassia _Quadro economico dei cantoni di Bellano ed Asso_, pag. 29.

[18] V. Bruschetti _Storia dei progetti e delle opere per la navigazione interna del milanese_, pag. 261.

[19] Luogo citato. Ecco le sue parole. _Lamber in Mediolanensi agro fluvius ab lacu, quem Plinius Eupolim apellat, oritur non sane magnam aquarum molem, traens, nisi pluviis liquescentibus nivibus, quod frequentissime accidit, augeatur._

[20] Atti nell'Archivio del Senato.

[21] V. _Atti della Società Patriotica di Milano_, tomo III, pag. LI.

[22] V. _Della maniera di preparare la torba, e di usarla_, ec., pag. 5. Milano 1785.

[23] V. Amoretti: _Della Torba e della Lignite._ Milano 1810, pag. 46.

[24] _Viaggio ai tre laghi_, pag. 301, edizione quinta.

[25] _Descrizione geologica della provincia di Milano_, pag. 148.

[26] _Gallorum Insubrum antiquæ sedes_, pag. 39.

[27] _Topografia della Pieve d'Arcisate_, pag. 23.

[28] V. Ballerini _Compendio delle cronache della città di Como_, pag. 318. — _Histoire naturelle de Pline traduite en françois, par_ Poinsinet de Sivry.

[29] _Tav. II._ V. Atlante _Dell'Ortelio_, edizione di Anversa del 1622, pag. XLIII.

[30] Si conservano nell'I. R. Archivio Diplomatico in Milano.

[31] V. Porcacchi, _Nobiltà di Como_, pag. 22.

[32] _Istoria patria_, parte prima.

[33] V. Frisi, _Memorie storiche di Monza_, tom. II., pag. 163.

[34] Simonetta, _Sforziade_, lib. XX, pag. 310. — Corio, _Istoria di Milano_, parte V.

[35] Ode intitolata, _La salubrità dell'aria_.

[36] Ode intitolata, _La vita rustica_.

[37] _In morte del esimio pittore cavaliere Andrea Appiani, Canzone di G. Prayer._

[38] V. Micali, _L'Italia avanti i Romani_, parte prima, capo IX. — Carli, _Lettere americane, ec., ec._

[39] V. Somaglia, _Nuova descrizione dello stato di Milano_, pag. 32. — _Tab. chorographica medii ævi_, Muratori _Rer. Ital._, tom. X, pag. 132. — Quadrio, _Dissertazione intorno alla Valtellina_, tomo I., pag. 32.

[40] Hist. nat., lib. III, cap. XVII.

[41] V. Giulini _Memorie della città e campagna di Milano_, tom. III, pag. 370.

[42] _Istoria di Milano_, parte prima.

[43] Luogo or ora citato.

[44] V. Roncali, _Dissertatio physico-chimico-medica, de aquis mineralibus Coldoni ad oppidum Leuci_.

[45] V. Iovius, _Histor. Novocom._, lib. I, pag. 33. — Sigonius, _de reg. Italiæ_, lib. II, cap. I., ed altri molti.

[46] Volgarmente detta, _Casa del ponte_.

[47] Memoria citata, pag. LVI.

[48] Luoghi citati.

[49] Opera citata, parte I.

[50] V. Rezzonico, _Disquisitiones Plinianæ_, lib. IX, pag. 43.

[51] pag. LVI.

[52] Opera citata, cap. XXV, pag. 68.

[53] V. Breislak. _Descrizione geologica della provincia di Milano_, pag. 90 e 97.

[54] V. Allegranza, _De sepulcris christianis_, pag. 23. — Amoretti, _opera citata_, pag. 292.

[55] Luogo citato.

[56] Questa valle offerse pure il soggetto di una _veduta_ nel citato _Viaggio pittorico_.

[57] pag. LIV.

[58] _De piscibus romanis_, cap. XXIV.

[59] pag. LVI.

[60] pag. LIV e LVII.

[61] Luogo citato.

[62] V. La pag. 237 del _Como e il Lario_. — Ecco le parole di Sidonio. «_Uluosum Lambrum, cœrulum Adduam, velocem Athesim, pigrum Mincium, qui ligusticis, euganeisque montibus oriebantur, paulum per ostia adversa subuectus, in suis etiam gurgutibus inspexi: quorum ripæ etc._», lib. prim., lit. V.

[63] Opera citata, pag. 240.

[64] _La Nobiltà di Milano_, pag. 548.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.