Dell'antico stato del lago di Pusiano nell'alto Milanese
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DELL'ANTICO STATO DEL LAGO DI PUSIANO NELL'ALTO MILANESE.
MEMORIA
DI CARLO REDAELLI.
MILANO Coi TIPI di GIO. GIUS. DESTEFANIS. 1824.
_Non crederò già che queste sollecitudini piacciano a que' solamente cui... sembra l'erudizione profittevole, ma sì ancora a que' molti che professano di cercar l'utilità, e con questo vocabolo null'altro intendono che il guadagno._
PALCANI — _Prose Italiane._
DELL'ANTICO STATO DEL LAGO DI PUSIANO NELL'ALTO MILANESE.
Pochi fra gli scrittori, che s'occuparono della storia antica del milanese ebbero cura d'investigarne la corografia parlando anzi di questa bene spesso solo per incidenza o con brevi parole, se eccettuiamo il Giulini ed il P. Ferrari; e quanto pur dissero alcuni, devesi forse prendere in nuovo esame. Altri neppur sospettarono, che l'antico stato del suolo milanese offrir dovesse argomento alle loro indagini, e che per ovviare errori od oscurità andar unite dovessero alle istoriche ricerche le topografiche e corografiche. Par dunque che molto rimanga a farsi in tale argomento, e nella lusinga noi d'apportarvi qualche debol lume, abbiam preso ad esaminare per la disparità delle opinioni, se il lago di _Pusiano_ nell'alto milanese sia propriamente il lago _Eupili_ rammentato da Plinio fra quelli della decima regione d'Italia, secondo la divisione fattane da Augusto[1], o se un avanzo dell'_Eupili_ sieno e quello stesso di _Pusiano_ e gli altri tre limitrofi chiamati comunemente d'_Alserio_, d'_Isella_ e d'_Annone_. Nè vogliasi dire troppo tenue argomento il cercar d'illustrare poche linee del naturalista romano che alle cose patrie si riferiscono, rese oscure ed intricate dal corso de' secoli per mezzo dei quali il di lui libro passò glorioso.
I laghetti di _Pusiano_, d'_Annone_, d'_Isella_, e d'_Alserio_ sono alla distanza di 24 miglia circa al settentrione di Milano lungo le falde dei monti della Valassina, che sono emanazioni delle alpi Rezie. Per l'amenità de' loro dintorni e per la salubrità dell'aria, che vi si gode, non che per essere nati sulle loro sponde il Parini e l'Appiani son dessi conosciuti e giustamente celebrati. Quello di _Pusiano_ è il più considerevole, di forma pressochè ovale, si estende per circa quattro miglia da _Pusiano_ a _Ponte Nuovo_. I conjugi Federico e Carolina _Lose_ hanno recentemente offerto al pubblico due belle _vedute_ di questo lago[2]. L'altro detto _Serio_ o d'_Alserio_ ed anche di _Conservio_ dal piccolo luogo di questo nome, che è sulle sponde, si estende circa due miglia e mezzo. Questi due sono ad uno stesso livello, e potrebbe dirsi, che entrambi hanno l'emissario nel fiume Lambro, che scorre lì presso. Un altro emissario ha pure il lago di _Pusiano_ in quello d'_Isella_ denominato il _Pescone_. Il lago d'_Annone_, che dicesi anche di _Oggionno_ e di _Sala_, di forma ovale allungata, ha l'estensione di miglia tre circa milanesi dal ponte di _S. Nazaro_ al luogo di Bagnuolo. Amenissime sono in particolare le _sponde_ di lui, e di questo pure i conjugi _Lose_ ci hanno data una _veduta_[3]. D'assai minore ampiezza è quello d'_Isella_ o di _Civate_. Di figura quasi circolare, conta nella maggiore larghezza un miglio e mezzo, cioè da _Civate_ al fiume _Pescone_. Una lingua di terra partendo dal lembo di quel paese va allargandosi fra le acque, e presenta una penisola ricca di vigneti, di gelsi e di seminati, la quale è abitata da contadini e da pescatori. Le acque così divise formano due laghi da piccolo stretto congiunti, e questi alquanto più basso degli altri hanno l'emissario quasi a ritroso per la valle di _Malgrate_ nel lago di _Lecco_. Vi sono metri 2300 tra il lago di _Pusiano_ e quello d'_Isella_.
La carta, che abbiamo unita soccorrerà meglio il lettore, che non ha peculiare cognizione di que' laghetti, e che vuol seguirci nell'esame di questo punto di corografia milanese.
Non cade già dubbio che l'_Eupili_ ricordato da Plinio non fosse posto nella regione in cui si trova il lago di _Pusiano_, ma nasce questione intorno all'estensione dell'_Eupili_, da che in modo oscuro e contraddicente ne hanno parlato gli scrittori de' secoli a noi vicini.
Alcuni credono, che il _Lario_ non avesse già emissario presso il borgo di Lecco, od almeno che l'avesse così in alto, che altro pur vi fosse verso Como, supponendosi presso Lecco unite tra loro le montagne laterali al lago, e che le acque del _Lario_ comunicassero con quelle dell'_Eupili_. Si pretese pur anche di determinare il luogo, ove i monti fossero tra loro congiunti[4]. Che se per avventura si credesse prezzo dell'opera l'entrar di proposito in questa disamina; e risultasse fondata quell'opinione, sarebbe tolto ogni dubbio sull'antica unione de' nostri laghetti. Doveva allora l'_Eupili_ occupare una grande estensione, ed il verso di Virgilio: _Anne lacus tantos? te lari maxime..._[5] non avrebbe più bisogno di alcun comento, potendo essere il _Lario_ più esteso d'ogni altro lago d'Italia. Le disparità degli antichi scrittori sull'estensione di questo lago potrebbonsi forse allora conciliare, e si potrebbe dar forse una sufficiente spiegazione di alcune vetuste asserzioni intorno ad esso, ed ai pesci che vi si trovavano, che tengono del favoloso. Una spiegazione pur avressimo del trovarsi presso Villa Albese nel Piano d'Erba una selva sotterranea, che dir vorrebbesi _Lignite_[6]. A cagione dell'oscurità, in cui è involta una ricerca sopra di un avvenimento, che può aver preceduto i tempi storici, il gran libro della natura può solo per avventura esserci guida. Sarebbe quindi da bramarsi, che taluno con ampio corredo di mezzi l'intraprendesse, come atta a fornire utili risultamenti. Sembra, che il chiarissimo geologo _Breislak_ abbia voluto farci sentire le difficoltà di questa disamina nell'istante in cui vi ha pur messo qualche lume[7]. La scienza, che egli coltiva con tanto ardore, domanda da lui nuove fatiche su di ciò, le quali certamente saranno utilissime, e serviranno a diradare alcun poco quel velo che nissuno forse saprebbe intieramente levare. Ma che che ne fosse un tempo di questa maggiore estensione ed altezza del _Lario_ noi esaminiam solo, che fosse l'_Eupili_ nel primo secolo dell'era volgare, in cui Plinio lo dinotò come un lago distinto da quello di Como colle seguenti parole. «Anche in questa decima regione, ritrovansi ragguardevolissimi laghi e fiumi, che sono come loro parti od alunni; se pure non li ricevono d'altronde per restituirli di nuovo al loro corso, siccome fa il lago di Como del fiume Adda, il lago maggiore del Ticino, del Mincio quello di Garda, dell'Oglio quello d'Iseo e del Lambro il lago _Eupili_; i quali fiumi tutti recano delle acque loro tributo al Pò[8].»
Lo storico Tristano Calchi parlando de' nostri laghetti sentì forse prima d'ogni altro il dubbio, che forma l'oggetto di questo scritto, non trovando che le parole di Plinio corrispondessero allo stato fisico del luogo. «Al piede di questi monti (della _Vallassina_) giaciono, dice, varj laghetti abbondevoli di pesci, chiamati dal nome delle prossime castella di _Montorfano_, di _Erba_, di _Monguzzo_, di _Pusiano_, e d'_Annone_. Plinio riputolli un lago solo, che denominò _Eupili_, da cui il Lambro riceve le acque. Allorchè le pioggie li rialzano, il che spesso accade, si riuniscono insieme, e vengono come a formare un solo lago; e così mescolati fra loro sembra che diano origine al fiume, il quale però nasce nei soprastanti monti[9].»
Dopo del Calchi Paolo Giovio nella vita di Ottone Visconti rammentò una tradizione, che vuol essere esposta. «Asseriscono alcuni, che l'_Eupili_ per un violento terremoto si sprofondasse, e che nei siti più bassi del suo letto ineguale lasciasse cinque piccoli laghi dei quali escono le acque del fiume Lambro[10].» Questo scrittore mostra poi di non averci senza disamina tramandata una tale tradizione, da che quasi lo stesso replicò in altre due opere scritte in tempi diversi, ed in una delle quali come vedremo, cerca anche di assegnare altra cagione della diminuzione delle acque[11].
Convennero nel dire del Giovio vari scrittori, tra quali il Cluverio[12]; ma in progresso alcuni nominando l'_Eupili_ lasciarono inforse se per esso intendessero il solo lago di Pusiano, oppure tutti quattro que' laghetti[13]; altri parlarono in modo, che non sembrò il loro dire degno per avventura di alcuna riflessione per le incongruenze, come accenneremo, che sembravano venirne; da quasi tutti però fu creduto, che l'_Eupili_ rammentato da Plinio fosse il lago di _Pusiano_[14]. Si riputò altresì, che il nome di _Pusiano_ fosse una derivazione da _Eupili_, quasi dir si volesse _Pusilliano_, _Eupisiliano_, e questa voce che si ritenne d'origine greca, venne spiegata per passaggio alle alpi[15]. Così contrarj divisamenti vorrebbero se non altro farci sospettare una catastrofe fisica in quella regione. Soltanto sul fluire dello scorso secolo se non vennero alcuni a stabilire, che debbasi propriamente intendere pel lago _Eupili_, si praticarono ciò nulla di meno indagini utili a questa disamina. Vediamo se colla scorta ben anche di tali osservazioni si potesse credere, che al tempo di Plinio tanta quantità di acque vi fosse nei luoghi de' quali parliamo da stimare che quei quattro laghetti fossero un vasto ed unico lago.
Primieramente ci pare, che Plinio non avrebbe fatta menzione del lago _Eupili_ parlando degli esistenti nella decima regione d'Italia, secondo la divisione di Cesare Augusto, se stato questo non fosse fra i più ragguardevoli, poichè questi soltanto egli annoverò. Se al tempo di Plinio questi laghetti fossero stati tra loro disgiunti e separati (ritenendosi accennato col nome di _Eupili_ quello solo di _Pusiano_) poteva per avventura pur far parola degli altri tre attigui, non dovendosi credere, che in questo caso abbia tralasciato di accennarli per la loro picciolezza, poichè quello di _Pusiano_ ha un'estensione ben di poco maggiore del lago d'_Annone_. Quanti poi non ne avrebbe ricordati se avesse voluti annoverare tutti i laghetti della circonferenza ad un dipresso del lago di _Pusiano_ posti nel paese formante la decima regione, che comprendeva il milanese, il bergamasco, il mantovano ed altre minori provincie?
Questo scrittore disse poi provenire il fiume Lambro dal lago _Eupili_; il che repugnerebbe al fatto, qualora per l'_Eupili_ s'intendesse il solo lago di _Pusiano_, giacchè quel fiume vi passava solo da vicino ed in questo da pochi anni venne introdotto con idrauliche operazioni. Ha quest'origine nella _Valassina_, e ricevendo entro i soli confini di quella valle, che divide per mezzo, ed ove è utilissimo alle manifatture, molti rivi, fiumane e torrenti, s'ingrossa d'assai nelle grandi e lunghe pioggie. Bagnato _Asso_ irrompe nel _Piano d'Erba_ arrecandovi bene spesso colle sue inondazioni gravissimi danni. Determinando i confini all'occidente della Brianza propriamente detta, come i laghetti, di cui parliamo ne lo determinano al settentrione, questo fiume bagna Monza, inaffia vaste campagne, e sbocca in Pò presso il luogo detto _Botterone_ nel distretto di Belgiojoso provincia pavese. Perchè non dovremmo noi credere, che effettivamente fosse di esso all'epoca di Plinio, quanto dice essere dell'Adda, e degli altri fiumi accennati nel passo da noi riferito, cioè che _entravano_ ed indi _uscivano_ dai loro rispettivi laghi, come avviene ancora a nostri giorni, e solo il Lambro dovevasi eccettuare prima delle accennate operazioni idrauliche. E come altrimenti ciò esser potrebbe senza una rivoluzione fisica? È probabile di altra parte, che Plinio conoscesse minutamente i luoghi dell'alto milanese, di cui ragioniamo; e quindi sembra doversi ammettere colà un ampio lago, da cui ne usciva il fiume Lambro che già v'aveva portate le sue acque. E non doversi pertanto trovare in errore, o meno esatto il naturalista romano, nè dovrebbesi così dare una ricercata interpretazione alle sue parole per avere il lago di _Pusiano_ un emissario nel Lambro, od asserir gratuitamente, come fece il Calchi, che Plinio giudicò que' laghetti un solo, nel mentre che quest'ultimo scrittore nelle parole «_allorchè si alzano per le pioggie, il che spesso accade, si riuniscono insieme, e vengono come a formare un solo lago_» esponeva un fatto, il quale fornisce un'argomento ad appoggio del nostro assunto. Pare, che queste sole osservazioni rendano pur meno tenebroso quel passo di Plinio del lib. II.º che viene comunemente letto «_Ut in Fucino lacu invectus amnis, in Lario Addua, etc._», e che debbasi al contrario leggere con il conte Della Torre di Rezzonico dietro diligenti osservazioni filologiche, «_Ut in Eupilio lacu invectus Lamber, in Lario Addua, etc._» E così non una sol volta ma due Plinio ci avrebbe detto, che il Lambro usciva dall'_Eupili_[16].
Forse per la considerevole diversità di livello tra il lago di _Pusiano_ e quello d'_Isella_ e d'_Annone_, e da questi al lago di Lecco, ove ha fine l'emissario dei due ultimi, alcuni moderni scrittori[17] sembran credere, che l'_Eupili_ fosse formato dalle acque dei soli laghetti di _Pusiano_ e d'_Alserio_ in cui _entrasse_ ed indi n'_uscisse_ il Lambro. Il lago di _Pusiano_, come risulta dalle livellazioni praticate è più alto di metri 55,60 del lago di Lecco presso Malgrate, ed è superiore di metri 35,60 a quello d'_Isella_; onde quest'ultimo è più alto circa metri 20 del pelo del detto lago di Lecco ambi in istato ordinario.
L'unione dei laghi di _Pusiano_ e d'_Alserio_ che hanno, come abbiamo detto, uno stesso livello, od almeno non è più alto il secondo che di 500 millimetri[18], accadde più volte a nostri giorni, e ne fummo testimonj di vista; lo stesso deve essere avvenuto e per lunghi intervalli nel corso de' secoli, in modo da farli credere un solo, attesa anche la poca distanza che vi ha fra l'uno e l'altro. L'Alciati disse: _Il Lambro esce dal lago, che Plinio chiama Eupili, non traendo seco una notabile quantità di acque, se non si aumenti, come suole di frequente accadere, per lo sciogliersi delle nevi_[19]. Se noi riferiamo questa asserzione ai soli laghi di _Pusiano_ e d'_Alserio_ ne esce un concetto distinto, altrimenti non sappiamo che abbia voluto dirci questo grave autore, e che abbia egli voluto intendere pel lago _Eupili_. Bisogna adunque dire, che al tempo, in cui scriveva fossero tra loro uniti que' due laghi, e che abbia propriamente creduto, che da que' soli constasse l'_Eupili_. Ma questo non avrebbe avuta un'estensione bastevole per essere posto da Plinio fra quelli ragguardevoli della decima regione d'Italia. L'accennata differenza di livello è certo un'obice riflessibile all'opinione, che cerchiamo d'illustrare, ma se oltre tutto quanto fu detto sopra in prova dell'esistenza un tempo d'una maggiore quantità di acque in que' dintorni noi con plausibili congetture ed osservazioni, con alcuni fatti pur anche mostreremo assolutamente, che maggior quantità di acque eravi all'intorno di tutti quattro que' laghetti, converrà pur dire che son d'essi gli avanzi dell'_Eupili_, e che a ragione Plinio lo pose per la sua estensione tra i laghi più ragguardevoli. Non oseremo asserire però, che fossero nel primo secolo dell'era volgare intieramente uniti questi vasti serbatoj d'acque, come possono esserlo stato un tempo, mentre con facilità si saranno abbassate nel corso de' secoli a poco a poco le acque. Vogliamo però tener per certo, che a tutte venisse dato il nome di _Eupili_, e che si considerassero un lago solo, trovandosi se non altro fra le altre comunicazioni più ampia d'assai quella dei due di _Pusiano_ e d'_Isella_ col mezzo del fiume _Pescone_.
E come una maggiore quantità di acque potesse pur esservi in que' siti, malgrado l'emissario per la Valle Madrera nel lago di Lecco, lo vedemmo nell'ottobre dell'anno 1801 in cui v'ebbero grandissime inondazioni. Non solo allora si riunirono i due di _Pusiano_ e d'_Alserio_, ma poco mancò, che quelli pure d'_Isella_ e d'_Annone_ non venissero a formarne un solo con quello di _Pusiano_. Pressochè del tutto coperta era quella lingua di terra, che divide i laghi d'_Isella_ e d'_Annone_ ed un vero lago presentavano le brughiere denominate i _pascoli_ di Bosisio, di Molteno, ec. Un'immagine allora si ebbe dell'antico _Eupili_; ed è ovvio il riflesso, che di tanto per le lunghe e dirotte pioggie, che v'ebbero in quell'autunno, si era alzato il lago di Lecco da rendere difficile lo scarico delle acque di quello d'_Annone_. Ma una straordinaria inondazione non è certo bastevole argomento per l'assunto nostro. Comprovata l'esistenza un tempo di questa maggiore quantità di acque, esporremo da poi, nell'investigare la causa della diminuzione delle medesime, alcune ipotesi che sembran dar ragione come ciò fosse malgrado questa notabile differenza di livello.
Osservando i dintorni di tutti questi laghetti nulla si presenta, che mostri fisicamente impossibile, poter già i medesimi formar parte del fondo di un esteso lago. Scorrendo questo suolo incontriamo bene spesso degli avvallamenti che ci manifestano la dimora delle acque in età anche non di molto rimote: riguardandolo poi dalle circonvicine alture, pare a non dubitarne di vedere il letto di un esteso lago, a cui essendo mancata l'acqua, solo tanto ne rimase da riempirne i luoghi più profondi del letto stesso. Nè noi intendiamo qui di parlare di quella estensione di acque, che unite al Lario tutta per avventura coprisse quella parte dell'alta Brianza, che trovasi circoscritta dai monti della Valassina e da una catena di colline, che si stendono dal lato opposto quasi in giro, e che vanno ad attaccarsi ai monti verso Como a ponente e verso Lecco a mattino, ma bensì intendiam solo di parlare di que' bassi fondi, che non molto distano dai laghi, ed ove ha fine il declivio di quegli amenissimi poggi e di quelle ridenti colline. Non vi sono tra questi laghi nè valli, che essendo necessariamente emissarj renderebbero improbabile l'esistenza di un solo, nè colline, che li dividano. Avvi un'eminenza di mezzo tra quello di _Pusiano_ e d'_Isella_, ma è ad osservarsi, che per un buon tratto di terreno potevan essi tra loro comunicare; essendovi in questo, non meno che altrove dei luoghi bassi, ed in cui bene spesso vi stagnano delle acque, ed in ispecie per le pioggie autunnali. E non vorremo poi dare all'_Eupili_ delle ineguaglianze nel suolo, de' scoglj, delle sinuosità? Giova l'osservare che alcune volte meno lontana si rende la comunicazione dei due laghi poco lungi dall'accennata eminenza, alzandosi le acque per modo, che volendo andar da Lecco a Como fa d'uopo prendere più alto cammino.
Al mezzodì specialmente del lago di _Pusiano_ s'incontrano estese brughiere, le quali trovandosi al livello del lago vengono innondate, od almeno si rendono paludose, tostochè il medesimo si alza, e l'acqua in molti luoghi vi si ferma per qualche tempo nelle grandi pioggie, e viene a formare una specie di lacuna. Nel 1747 è stata pronunciata una sentenza dal Senato di Milano a favore dei signori Carpani contro coloro, che nelle escrescenze delle acque avevano pescato ne' prati confinanti al lago di _Pusiano_, riputandosi leso il diritto della proprietà della pesca[20]. Noi vedemmo più di una volta formarsi come una specie di lago anche nei così detti _Pascoli_ d'_Annone_, che sono parte delle accennate brughiere. Il sig. Don Giuseppe Barretta primo tra coloro, che sul finire dello scorso secolo vennero ad apprestare utili osservazioni e notizie per questa disamina, quantunque sembri, che abbia ignorato quanto avevano detto Plinio, il Calchi e Paolo Giovio intorno a questi laghi, in una Memoria, che ha per titolo _Storia e Coltivazione della brughiera paludosa di Sirone_, piccola terra nelle vicinanze del lago di _Pusiano_, accenna il ricordarsi i vecchi abitatori del paese, che in tempo di loro fanciullezza que' _Pascoli_ erano soventi volte inondati dalle acque[21]. Ciò viene pur comprovato dall'esistere nei medesimi della torba, come osservò anche lo stesso Baretta. Circa il 1780 scoprissi una _torbiera_, che poco dopo fu riconosciuta dal cavaliere Ermenegildo Pino per la estensione di 950 pertiche[22], e da pochi anni altre se ne rinvennero nei dintorni di tutti quei laghi di una estensione considerevole, e propriamente nei limitrofi territori di _Monguzzo_, _Alserio_, ec.[23]. E come la torba si va formando ove concorrano, e vi stagnano le acque per difetto di scolo, possiamo congetturare, che in molti altri siti all'intorno di quei laghetti trovar se ne debba, poichè ben molti altri luoghi di quelle vicinanze, come abbiam veduto, vengono pressochè annualmente innondati. Persuasi, che il lago _Eupili_ fosse di maggior estensione, si potrebbe qua e là ricercarla con fiducia, dovendosi credere, che da secoli siasi già formato quel misto _turfivo_ che va sempre poi aumentandosi. E qualunque esser possa l'utilità, e l'uso tra noi della torba, non è egli sempre lodevole cosa il riconoscere sin dove si estendono le produzioni del nostro suolo?
L'Abbate Amoretti disse esservi molti indizj, senza però accennarli, della esistenza in quel terreno di un ampio lago; e sembra doversi credere, che li abbia desunti da osservazioni geologiche e geognostiche[24]. Il sig. Breislak pria credette probabile questa estensione dell'_Eupili_, ed indi ne ha forse tali prove riscontrate, che non dubitò di asserire, parlando de' luoghi del Milanese ove esiste della torba «_e nel catino dell'antico EUPILI di Plinio, i residui del quale sono i laghi di Pusiano, e d'Annone_»[25]. Non è a tacersi, come sembra di riconoscersi delle _scogliere_ lungi non molto dalle sponde di taluno di questi laghetti. L'esistere in tutti e quattro le stesse specie di pesci, non sarebbe ad addursi, come un indizio dell'origine comune.