Part 17
Silvia dormiva di un sonno affannoso ed irregolare, coi lineamenti contratti, col viso diminuito, quasi divorato dalla lotta combattuta; balbettava ancora qualche frase del suo delirio. Troppo tardi era venuta la vita, troppo tardi ella era stata madre--il suo organismo già vecchio, già disseccato, si era infranto in quella pruova.
--Papà, lasciamelo vedere ancora--disse lei con voce fioca, risvegliandosi.
Il padre si scosse, prese dalla culla il piccino e glielo portò. Era una creaturina debole e fragile dagli occhi semispenti, dalle manine gelate. Silvia mise un bacio leggiero sulla piccola fronte.
--Papà!--chiamò dopo un momento di silenzio la figliuola.
--Silvia?
--Dimmi: la mamma, la mamma mia era molto dispiacente di morire?
--Non funestarti con queste idee, figlia mia...
--Dimmelo, papà, te ne prego. Era molto dispiacente di morire?
--Sì, perchè lasciava in terra una figlia.
--Le doleva, perchè lasciava in terra una figlia--ripetette quasi macchinalmente l'ammalata;--eppure... era una santa donna.
--Una santa, Silvia.
--Essa sel sapeva--riprese lei lentamente--essa sel sapeva. I figli non possono restare senza madre sulla terra.
Si assopì da capo. Il padre si sentiva soffocare in quella camera dove si respirava l'agonia ed uscì fuori: vi era del tragico in quella figura di vecchio colpito dalla disperazione.
Silvia si era assopita, ma la fierissima febbre rendeva leggiero il suo sonno: erano le sei e mezzo; il treno che veniva da Roma fu annunziato dal suo fischio. Essa si destò di soprassalto: era sola.
--Giunge il treno--disse come fra sè--giunge il treno... fa il suo compito... riparte.
Si alzò sopra un braccio e fissò nella penombra il candore della culla:
--Andiamcene, figlio mio--mormorò essa.
COMMIATO.
Alcuni mi dicono: Voi siete triste. In quello che scrivete vi è sempre un'ombra di malinconia; anche quando scherzate, compare ogni tanto un pensiero mesto.
Altri esclamano: Beata voi con la vostra gioventù e l'allegria! La gioia schizza fuori dalle parole, il buonumore vi si appalesa; quando cominciate un'elegia, terminate sempre in un inno.
Io non rispondo e penso. Non so nulla di questo, è sicuro; non mi ricordo se sono stata allegra o malinconica, lo stato del mio animo mi è sfuggito. Sforzo la mia memoria; è inutile, essa ha obbliato l'impressione di quel momento fuggevole.
Vediamo allora che ne dice il pubblico. Ma ogni particella di questo pubblico è un'anima che sente, una mente che ragiona, una volontà che opera; ogni particella di questo pubblico è un individuo con le sue inclinazioni, i suoi gusti, le sue passioni; è un individuo col proprio carattere. Pensare questo, è semplicemente spaventoso per lo scrittore.
* * *
Che può l'artista? Può nelle sue veglie tormentose provare lo spasimo di una idea che rimane velata, latente, incognita, lontana o vicina ma inafferrabile: può inginocchiarsi, battere la fronte sulla nuda terra, spargere lagrime impotenti e supplicare così l'idea di sollevare il suo velo, di rivelargli il volto fulgido, dovesse pure rimanerne acciecato; può, felicissimo evocatore, veder apparire nella notte la celeste fantasima e gridarle: Salve, o divina! Tu sei visione ed io ti farò realtà: tu tremoli come un'apparizione al limitare del mondo esistente ed io renderò fermo il tuo passo e vera la tua vita; ti darò la parola che è suono, che è luce, che è calore, che è sentimento; ti darò per farti vivere la mia anima ed il mio cuore--e tu, parte di me migliore, da me distaccata, da me creata, esisterai!
Ma, dopo questo, l'artista si ritrova deserto e solitario. Si guarda dattorno: qualche cosa gli manca, ha la sensazione di un vuoto enorme. Gli manca il suo grande amico, il giustiziere sconosciuto, il cervello immenso che accoglie e fa sue tutte le novelle idee, l'anima straordinaria che comprende, indovina, intuisce tutte le vere passioni: l'artista ha bisogno di una eco potente, sia di biasimo, sia di plauso: ha bisogno dello sprone che gli punga i fianchi come ad indomito corsiero; ha bisogno della voce imperiosa che gli faccia bollire il sangue nelle vene. Così fra l'artista ed il pubblico si stabilisce un invincibile legame che nulla potrà spezzare.
* * *
Mi ricordo, un giorno non molto lontano, mi parve di avere in qualche parte del mondo un amico incognito a cui dovessi scrivere tante, tante cose; la penna correva, correva, le parole fuggivano rapidamente come foglie trasportate dal vento autunnale; senza essere chiamati, i pensieri tumultuavano, affannandosi, accavallandosi; si moltiplicavano senza numero le idee vecchie e nuove, i ricordi e le speranze, le aspirazioni e tutto questo nella forma che più conveniva alla spinta potente che li urtava. Nulla poteva arrestarmi: noncurante della età giovanile, della scarsa esperienza che doveva trarmi in inganno, dei pericoli che potevano sorgere ad ogni passo, delle lotte che mi aspettavano al varco, delle molte probabilità di caduta, io ho continuato a lavorare, guardando sorridente il chiuso avvenire. L'amico non mi rispondeva; solo ad intervalli, ora per una bocca, ora per un'altra mi giungeva una parola: una parola talvolta amabile, talvolta severa--e gli scoraggiamenti profondi o le novelle speranze mi erano sempre salutari. Nulla poteva arrestarmi: quanto nasceva nella fantasia, quanto era frutto di osservazione, quanto era corrispondente ad una impressione io ho scritto al mio amico. Come era la vita sua, come era la vita mia, volta a volta il sorriso malinconico o la lagrima gioconda, si sono trasfusi involontariamente nelle mie parole, e quando, dopo un anno di questa corsa, io ho preso fiato per un momento, mi accorsi che avevo scritto un libro e che l'amico era il pubblico.
* * *
Ora, amico lettore, il libro è terminato: grata notizia, nevvero? Per me no. Chiedi a chiunque abbia mai veduto il suo lavoro pronto a partire, se non gli è parso nel momento che vergava la parola _fine_, di sentire una stretta dolorosa al cuore; se alla soddisfazione dell'amor proprio non si è unito un senso vago di mestizia. È forse quel tremore che invade il pellegrino quando s'incammina per contrade ignote, è forse quella sfiducia di sè e della propria opera che assale ogni spirito; è forse per la divisione da una cosa che vi fu lungamente e arcilungamente cara: perchè per quanto meschine, per quanto grette per quanto contraffatte siano queste deboli creature che si distaccano da noi, noi non possiamo impedirci di voler loro bene; e sapendo quanto dubbia sia la loro sorte, quanto dubbia sia la loro fortuna, si rimane esitanti, un po' inquieti, un po' crucciati.
E mentre il libro nuovo, bello, fiero della sua apparenza fresca, se ne va tutto ardito pel mondo, provando le sue forze e credendo di trovare tutti visi cortesi e paroline benevoli, l'autore si agita nella sua casa deserta e si affanna pel caro assente e si pente di averlo lasciato andare: e pensa alla critica che lo incontrerà per la via e non mancherà di chiedergli con qual diritto viaggia per l'Italia; pensa a coloro che per preconcetto guardano in cagnesco ogni lavoro novello; pensa alla oscurità del suo nome....
--Almeno--egli dice fra sè--almeno questo mio libro raccogliesse un sol sorriso, ritrovasse un sol amico; avrei la consolazione di averlo scritto per quell'uno! Ma tutto questo è inutile, buon lettore: tu hai finito di leggere ed io non posso chiederti se hai sorriso.
FINE.
INDICE.
Dedica: A Rocco De-Zerbi Pag. 5 Fanciullo biondo » 7 La canzone popolare » 13 Pseudonimo » 21 Casa nuova » 27 Votazione femminile » 33 Il trionfo di Lulù » 39 Il Cristo di Saverio Altamura » 61 In provincia » 65 Nel bosco » 73 Nuova caccia » 77 Acacia » 85 Un intervento » 91 Frutta » 113 La notte di S. Lorenzo » 119 Villeggiatura » 123 Tristia » 131 Lettera aperta al signor _Vesuvio_ » 139 Vita nostra » 145 Dualismo » 149 La storia di Mario » 161 Alla decima Musa » 171 Estratto dello Stato civile » 177 Per le fanciulle » 183 Apparenze » 191 Giornata » 199 La moglie di un grand'uomo » 207 Trilogia » 215 Domenica » 221 Notte di agosto » 229 Mosaico » 237 Idilio di Pulcinella » 253 Palco borghese » 277 Silvia » 283 Commiato » 303
MILANO--PERUSSIA & QUADRO--EDITORI.
__Bozzetti turchi.__--di GRENVILLE MURRAY.
_(Il mio cavasso ed io stesso--Un'ambasciata--Il sultano--Il bascià governatore--Il bascià ispettore--Il cadì--Il bin-bashee (ufficiale)--L'ufficiale di marina--Il prelato greco--Una casa turca--Matrimoni turchi--La donna turca--Urbanità turca--Costumi generali--Una visita--Un vecchio turco--Un vecchio greco--La donna greca--Le pulci--Il bagno--Un santo turco--Un santo greco--Un funerale greco--Il medico--Il villaggio dei lebbrosi--Giustizia--Schiavi--I conventi--L'esercito--I turchi nelle strade e nelle locande--Governanti e governati---Io senza il mio cavasso--Consigli d'amico.)_ Un elegante volume in-16 di pag. 240 con incisione... L. 2 50
E. C. Grenville Murray, già addetto all'ambasciata inglese in Turchia, ha avuto campo di raffinare, colla esperienza sua personale, il tatto pratico e degli uomini e delle cose; onde questi suoi bozzetti sono improntati non soltanto di artistica evidenza, ma compenetrati--per così dire--del _senso_ e della _caratteristica_ del popolo, ch'egli imprese a descrivere. Quel mondo che De Amicis ha nel _Costantinopoli_ dipinto nella sua realtà esteriore, E. C. Grenville Murray sorprende e svela nella profonda intimità della vita domestica, sociale e politica, per trarne giudizi e conclusioni.
__Ucciderla?__ _(Memorie dì un marito)_ di LEON AUGUSTO PERUSSIA (Seconda edizione).--Un elegante volume in-16...» 1 50
__In chiave di violino__,--Novelle di FERNANDO FONTANA. _(Un tenore in ferrovia--Le corde d'un cembalo--Il romanzo d'un sì di petto--Il suonatore di violino--Miss Anna Howard--Amore e musica)_.--Un volume in-16...» 1 50
__Trattato pratico di piscicoltura e ostricoltura__ _(con 10 illustrazioni di apparati, operazioni, ecc.)_ di UGO BARDI.--Un vol. in-8 » 1 --
MILANO--PERUSSIA & QUADRIO--EDITORI
OPERE IN NUMERO.
__Vittorio Emanuele nella sua vita intima.__ _Asterischi a matita di_ MEFISTOFELE. L.--75
__Ermengilda.__ _(Leggenda del secolo XVII.)_ di EMILIO QUADRIO (Seconda edizione) » 1 --
__Fisime d'amore__--_Bozzetti Sociali_ di EMILIO QUADRIO » 2 --
__La donna__--_Saggio_ di TITO MANETTI » 1 50
__Canti Ribelli__ di LUIGI VOLPE-RINONAPOLI (edizione elzeviriana) » 1 --
__Bocciuoli.__--_Versi_ di FRANCESCO CIMMINO (edizione elzeviriana) » 1 50
__Albe.__--_Versi_ di CARLO DE-LIETO (edizione elzeviriana) » 2 --
__Storie.__--di AUGUSTO BARATTANI » 1 --
__In vagone__.--di AUGUSTO BARATTANI » 1 --
__Storia d'un guanto__, di AUGUSTO BARATTANI »--60
__Clemenza e Diana.__ _(Storia del cuore_ di ALFREDO D'ARCO » 2 50
__Il figlio della maledetta.__--_Romanzo_ di R. ALTAVILLA L. -- 50
__Arianna.__--_Storia di un sogno_, di OUIDA. --Tre volumi » 3 --
__Signa.__--_Storia contemporanea_, di OUIDA » 1 --
__Amicizia.__--_Romanzo Sociale_, di OUIDA.--Quattro volumi » 4 --
__Storia di tre baci.__ per ENRICO MONTAZIO » 4 --
__Libro proibito.__ di A. GHISLANZONI » 2 --
__Libro allegro.__ di A. GHISLANZONI » 2 --
__Al di là.__--_Romanzo_ di OTT. DE BANZOLE » 4 --
__Gli idilj di Giulia.__--_Racconto_ di G. ROBUSTELLI » 2 --
__Su e giù__ _(Scene milanesi)_ di CARLO CAJMI » 3 --
__Terremoto.__ _(Storia del secolo XVI)_ di PARMENIO BETTOLI » 4 --
__Falene dell'amore.__--_Fisiologie sociali_ di A. G. CAGNA » 2 --
__Passione maledetta,__--_Romanzo_ di CESARE TRONCONI (Seconda edizione) » 3 --
__Madri... per ridere.__--_Romanzo_ di CESARE TRONCONI » 4 50
__Novità dell'industria applicate alla vita domestica__ _(Note sull'Esposizione di Parigi)_ di A. CACCIANIGA » 3 --
__Costantinopoli.__--di EDMONDO DE AMICIS » 6 50
__Ricordi di Parigi.__--di EDMONDO DE AMICIS » 3 50
__Gli zingari in Ispagna,__ di G. HUDSON » 3 --
__I russi d'oggidì,__ dell'AUTORE del _Deputato di Parigi_ » 3 --
__Bozzetti Umbri__ di P. PRAMPOLINI » 1 50
__La caccia ed i cacciatori.__--per ARTURO RENAULT » 4
__Il carattere nella vita italiana__ di A. MAZZOLENI » 3 --
__L'Italia aspetta.__--di AGOSTINO BERTANI » 1 50
__Lettera del deputato A. Bertani al deputato Quintino Sella__ »--50
__Vangelo civile e politico per gli operai__--di FILIPPO VILLANI » 1 --
__Corso di diritto pubblico amministrativo,__ del comm. dott G. DE GIOANNIS--Due vol. L. 17 --
__Rivoluzione conservatrice,__ di G. CAVALLETTI » 1 50
__Sul ventuno in Piemonte,__ di A. MANNO » 6 --
__Bozzetti Francesi__ di GRENVILLE MURRAY Due eleganti vol. in-16 » 3 --
_Dirigere le commissioni, col relativo importo in vaglia, francobolli o lettera raccomandata, alla_ CASA EDITRICE SOCIALE __Perussia e Quadrio__--_Via Bocchetto, 3_--MILANO.