Dal Molino Di Cerbaia A Cala Martina Notizie Inedite Sulla Vita
Chapter 8
Devo alla squisita gentilezza dell'amico signor Cammillo Serafini il dono del primo di questi documenti, cioè della lettera scritta da Angiolo Guelfi al suo arrivo a Massa, quando non trovò ivi Giccamo come aveva sperato. È questo per me un preziosissimo autografo, e che mi è doppiamente caro, come quello che da un lato è prova della parte non ultima presa dal padre mio nell'impresa onoranda, e dall'altro mostra l'amicizia di cui mi onora il signor Cammillo Serafini, che con gentilezza d'animo senza pari volle donare al figlio un documento così importante scritto dal padre suo 35 anni avanti, in quali condizioni ognuno può pensarlo. Ed io ne rendo qui all'egregio donatore pubbliche e meritate grazie.
[12] Seguendo il sistema di documentare quanto più è possibile questo tratto di storia fino a qui imperfettamente conosciuta, credo bene annotare, per la sua importanza storica, l'itinerario di Angiolo Guelfi dal 28 agosto al 4 settembre, tale quale ho potuto ricostituire con certezza dalle deposizioni dei superstiti poste in confronto coi fatti che si andavano svolgendo, ed è il seguente: 28 agosto. Nelle ore del mattino si trovava alla fiera del Ponte di Ferro sul fiume Cecina, da dove partì improvvisamente per San Dalmazio, tostochè fu avvertito della presenza di due proscritti politici.
--Nelle ore della sera parlò col Generale in casa Serafini.
29 agosto. Partì nelle prime ore del mattino per Massa Marittima, e non trovandovi Giccamo continuò per Follonica; sennonchè lo incontrò alle 10 antimeridiane circa sulla via di Massa, e continuò per Scarlino, ove arrivò alle ore 12 circa. Ripartì la sera per Follonica e continuò per Massa.
30 agosto. Nelle ore della mattina tornò al Morbo.
31 agosto. Si trattenne al Morbo.
1 settembre. Ebbe avviso nella sera che tutto era pronto, e partì per San Dalmazio a portarne la notizia.
2 settembre. Dopo la notizia dell'arrivo di Garibaldi alla Pecora partì per Pisa.
3 settembre. Tornò da Pisa a San Dalmazio.
4 settembre. Andò col Serafini alla fiera del Palazzo a Travale, ove doveva incontrarsi con Olivo Pina.
[13] F. D. GUERRAZZI nella sua opera _Lo Assedio di Roma_ accenna al salvamento di Garibaldi compiuto dai patriotti toscani nel 1849, e nella prima edizione così si esprime: «Di Garibaldi note le fortune, la costanza, l'ardire, i pericoli, e i casi dolorosi. Episodi pieni di amarezza infinita della Odissea pietosissima sono le morti del Brunetti e dei suoi figliuoli, di Ugo Bassi, e della valorosa sua donna Anita, le fughe, le insidie, la ferina caccia, e l'eroico aiuto dei buoni, e per ultimo lo scampo miracoloso per virtù del Guelfi maremmano nostro, bella gloria toscana.» Livorno, 1864, pag. 876. Nelle successive edizioni, dopo le parole: «_per virtù del Guelfi maremmano nostro_,» aggiunge: «_e di una donna, Giuseppa Bonfanti_ ecc.» L'eccelso scrittore fu tratto in inganno da informazioni prima incomplete, poi erronee. Non già il solo Guelfi, che pure vi ebbe splendida parte, bensì una mano di patriotti da Vaiano a Scarlino compierono il salvamento dell'Eroe, e in quanto alla Giuseppa Bonfanti di Poggibonsi, buona donna, ma inconsapevole di chi riceveva nella sua casa, essa non fece che il compito di onesta e ospitale massaia.--Questo dico al solo scopo di ristabilire i fatti nella loro storica verità.
[14] Vedi opuscolo RICCIARDI.
[15] Le particolarità del soggiorno di Garibaldi a San Dalmazio, quelle della sua partenza e del cammino fatto fino al Molino di Bruciano, non che la copia degli importanti documenti finora inediti che sono riportati in questa parte di racconto, tutto questo mi è stato fornito dal prelodato signor Cammillo Serafini. Mi sono poi venute in aiuto le informazioni del signor Odoardo Pellini per il viaggio notturno degli esuli fino a Massa, e per tutto ciò, ma più specialmente per la parte presa nel salvamento dai patriotti di Massa Marittima, mi ha guidato il già citato opuscolo del dottor Ricciardo Ricciardi, il quale, coscenzioso sempre, è in questa parte esattissimo per aver potuto raccogliere le più minute informazioni dalla bocca degli ora defunti Giulio e Riccardo Lapini. Le particolarità del viaggio di Angiolo Guelfi nella Maremma mi sono state date specialmente da Olivo Pina.
[16] Per le ragioni altra volta esposte del riscontro storico delle date riassumo l'itinerario di Pietro Gaggioli detto Giccamo, il quale ebbe parte così importante nel trovare la barca che condusse in salvo i due esuli:
29 agosto. Parlò a ore 10 ant., con Angiolo Guelfi per la via di Follonica a Massa, e nelle ore di sera dello stesso giorno partì per Piombino.
30 agosto. Nelle prime ore del mattino partì in contrabbando per l'Elba sulla barca di Pietro del Santo detto Bacco, e sbarcato alla Punta al Cavo, andò a piedi a Portolongone a trovare l'amico suo Azzarrini, col quale combinò il trasporto degli esuli.
31 agosto. Partì dall'Elba sulla barca dell'Azzarrini, e la notte del 31 tornò di contrabbando a Follonica.
1 settembre. Nella mattina andò a Massa a dare notizia ai Lapini dell'arrivo della barca; nella notte dal 1º al 2 andò alla Pecora coll'Azzarrini per prendere gli ultimi accordi.
2 settembre. Tornò a Follonica coll'Azzarrini nelle prime ore del giorno. All'ora fissata, per la via del Puntone tornò a Meleta, ove incontrò Garibaldi e gli Scarlinesi, e con essi arrivò fino a Cala Martina.
[17] Tutte quante le notizie che riguardano il viaggio di Giccamo mi sono state fornite dal di lui figlio, ed amico mio Giovanni Gaggioli. I diversi episodi avvenuti alla Pecora, e nella traversata del piano di Scarlino, e l'itinerario seguito, mi sono stati concordemente narrati dai quattro Scarlinesi Olivo Pina, Giuseppe Ornani, Leopoldo Carmagnini e Oreste Fontani, come resulta altresì dall'Atto Pubblico di Notorietà da essi sottoscritto nel dì 19 agosto 1883, rogato a Scarlino dal Notaro Biageschi, e registrato a Massa Marittima. Detto Atto, che ha per scopo precipuo la identificazione e descrizione dello stile americano donato da Garibaldi ad Angiolo Guelfi, riassume altresì i principali fatti del salvamento dal Morbo fino al mare.
[18] La carta militare italiana, ed anche la pianta topografica della tenuta demaniale di Follonica, danno nomi diversi da noi alle località nelle quali avvenne un fatto storico che andiamo svolgendo. In ambedue viene indicato col nome di Cala Martina il seno di mare che sta al sud di Punta Martina dalla parte di Castiglione della Pescaia, e vi si chiama Poggio degli Olivastrelli quello che noi chiamiamo Poggio Sentinella, mentre non si dà nome alcuno al seno di mare da noi conosciuto per Cala Martina. Saputa questa differenza di nomi, ci siamo dati pensiero di interrogare i più vecchi pratici dei luoghi, e così abbiamo potuto accertare che da essi si chiama Cala Martina il luogo ove avvenne l'imbarco, limitato dalla parte di Castiglione della Pescaia da Punta Martina, e dalla parte di Follonica dal Poggio Sentinella, o Poggio degli Olivastrelli che dire si voglia. In ogni caso è indiscutibile che l'imbarco del Generale nel 1849 avvenne nella piccola cala che noi descriviamo, e questo ci risulta per reiterate visite fatte sul luogo insieme agli Scarlinesi che servirono di scorta ai profughi, e così ci venne indicato anche il punto preciso della costa da dove mosse il Garibaldi per incontrare la barca.
[19] L'imbarco con tutte le sue particolarità mi fu narrato in modo uniforme dai quattro Scarlinesi che vi erano presenti, ed è convalidato dal già citato atto di notorietà. La lettera dell'Azzarrini, e l'attestato rilasciatogli dal Generale sono tolti dal più volte citato opuscolo dell'amico dottor RICCIARDI.
INDICE
AL LETTORE Pag. V Nomi di coloro che cooperarono al salvamento di Garibaldi VII INTRODUZIONE IX I Dal Molino di Cerbaia a Prato 1 II Da Prato al Bagno a Morbo 27 III Dal Bagno a Morbo a San Dalmazio 43 IV Da San Dalmazio alla Casa Guelfi 61 V Dalla Casa Guelfi a Cala Martina 117 VI L'Imbarco 139
_Prezzo: UNA LIRA_
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i seguenti refusi:
P. viii--Azzarrini [Azzarini] Paolo di Rio Marina P. xii--pel Modenese [Modanese] sarebbero di poi passati P. 14--urgente il togliere i profughi [prfughi] da luoghi P. 57--perchè il loro arrivo passasse inavvertito [invvertito] P. 69--«_State bene e sano [sono]._» P. 93--Aveva i calzoni da generale [genenerale] P. 143--mare verso Castiglione [Castiglioni] P. 143--il Carmagnini [Carmignini] si appostò tranquillo P. 148--che si era compiuto [campiuto].
Grafie alternative mantenute:
augurii / augurî cavalleggeri / cavalleggieri Gorzhowscki / Gorzkowscki seguìto / seguito volontarî / volontari