Cronaca di Fra Salimbene parmigiano vol. I

Part 36

Chapter 363,797 wordsPublic domain

[46] Dopo molte indagini, di cui nessuna mi ha condotto a sapere chi fosse questo _Alachia_, mi sono rivolto a congetturare se mai _Alachia_ fosse un nome astratto significativo di castità, derivante da qualche lingua straniera, e probabilmente orientale. Interrogatone perciò un giovane e già illustre poliglotto parmigiano, che fu mio scolare al Ginnasio, P. Italo Pizzi ha gentilmente risposto, che la parola _Alachia_ nel senso di castità può derivare dall'arabo; e il movimento della scienza orientale verso l'occidente operatosi nel medio evo, o il contatto dell'occidente coll'oriente per mezzo delle crociate, può facilmente aver data la detta voce al dizionario del canonico Primasso. C. C.

[47] Alla sinistra dell'Oglio sulla strada da Cremona a Mantova. Il suo castello è ridotto a civile abitazione.

[48] Alla sinistra dell'Oglio all'oriente e non lunge di Canneto.

[49] Grosso paese alla destra del Pò non lunge da Guastalla.

[50] Alla sinistra dell'Oglio, pieno Nord di Marcaria.

[51] In mezzo tra il Chiese e il Mella sul canale Naviglio, se pure, come sì crede, sia il _castrum de Geo_ del testo salimbeniano.

[52] Sul Chiese, pochi chilometri sotto la strada Brescia-Lonato.

[53] A Nord-ovest di Mantova sulla strada che va a Castiglione della Stiviere.

[54] Sul Chiese poco lunge da Castiglione delle Stiviere.

[55] Tra il Chiese e il Mincio pieno Sud di Castel Goffredo.

[56] Gambara, Gottolengo, Pralboino e Pavone nello stretto territorio che è nel basso corso del Mella e del Chiese.

[57] Sulla sinistra dell'Oglio e sulla strada da Cremona a Brescia.

[58] Al Nord di Cremona sull'Ogiio e sulla strada Cremona — Brescia.

[59] Castel Leone fatto fabbricare nel 1227 da Bernardo da Cornazzano, allora Podestà di Modena, a fianchi di Castelfranco che si stava costruendo da' Bolognesi, e pare che fosse precisamente ove ora sorge il forte Urbano. Nulla restando Castel Leone.

[60] Cortenuova villa al sud sud-est di Bergamo, destra dell'Oglio tra Romano e Martinengo.

[61] Alla sinistra del Taro una dozzina di chilometri a monte dell'Emilia.

[62] Alla sinistra del Taro otto circa chilometri a monte dell'Emilia.

[63] A 18 miglia Nord Nord-Ovest di Bologna tra il Panaro e il Reno.

[64] _aven_, dal latino _habet_ nacque l'italiano antico, e non ancor morto, _ave_, così dal latino _habent_ ebbero _avene_, e, troncato, _aven_ per hanno, ora totalmente disusato.

[65] Di poco fuori della porta orientale di Modena.

[66] Sulla sinistra del Panaro a dieci circa chilometri a monte dell'Emilia. Patria dell'illustro architetto Barozzi, detto il Vignola, e di Lodovico Muratori.

[67] Sei chilometri circa ad oriente di Guastalla.

[68] Sulla riviera ligure orientale vicinissimo a Chiavari Est.

[69] Questo Pietro Veronese inquisitore colle suo incessanti ricerche contro gli eretici, coi roghi, coi bandi, colla demolizione delle case, e la confisca de' beni degli inquisiti, si era reso odiosissimo a chiunque temeva d'essere accusato di opinioni eterodosse. Tra tanti era stato messo al bando come eretico, Stefano Confaloniere di Alliate, e gli si doveva diroccare la casa e confiscare il patrimonio. Avvisato _come per fra Pietro era stato misso nel bando_, dice il Corio, si concertò con altri malcontenti nelle terre di Giussano, ed erano Manfredo Chiroro, Guidotto Sacchella, Jacopo della Chiusa, Tomaso Giuliano, Carlo da Balsamo, Alberto Porro, e lo uccisero il 6 Aprile 1252 presso Barlassina con un colpo di falce.

[70] Quasi nell'asse dell'Apennino sul parallelo di Caserta.

[71] A dodici miglia Nord-Est di Milano.

[72] Non colla forza dell'armi, ma colle pratiche fatte presso i milanesi, che lo restituirono a patto che nè esso nè il padre movessero mai più guerra contro Milano.

[73] Fatto distruggere dai ministri di Federico II dopo aver dato asilo ai baroni ribelli, ora non resta che un piccolo villaggio. Gli abitanti però in seguito lo rifabbricarono a 12 chilometri circa di distanza vicino al mare e a trenta chilometri Sud-Est di Salerno, ed è città di qualche considerazione.

[74] Sul cucuzzolo di un alto colle a Sud-Sud-Ovest di Reggio sulla destra dell'Enza.

[75] Al Sud di Reggio, Comune di Castelnovo ne' monti, versante dell'Enza.

[76] Sud-Ovest di Reggio nei pressi di Bibianello.

[77] A pieno Nord di Reggio sulla destra dal Po.

[78] Castello dell'alto Apennino Sud-Ovest di Parma sulla via che va a Spezia.

[79] Cioè sulla destra dell'Enza.

[80] A Nord-Nord-Ovest di Parma presso la foce del Taro in Po.

[81] Sul Po ad Oriente della foce del Taro.

[82] Sul Po a pieno Nord di Guastalla.

[83] Sulla sinistra del Taro a monte dell'Emilia circa dodici chilometri da Parma.

[84] Sulla sinistra del Taro a pochi chilometri Ovest di Noceto.

[85] Alla sinistra del Taro, a Sud-Ovest di Parma a monte dell'Emilia, e a 20 circa chilometri da Parma.

[86] A pieno Nord di Cremona sulla sinistra dell'Oglio, e sulla strada Crema Brescia.

[87] Tra il Lamone e il Senio ed Ovest e non lungi da Ravenna.

[88] Nell'agro di Forlì.

[89] Alla sinistra del Taro poco più che due chilometri al disotto dell'Emilia.

[90] Nella parte orientale della città, circa sull'area dell'attuale collegio Maria Luigia.

[91] Due miglia al Nord di Bassano sul Brenta. È questo il castello, d'onde ha tratto nome e origine di potenza la famiglia di Ezzelino.

[92] Piazza S. Giorgio trovasi a pieno Nord di Verona, sulla sinistra dell'Adige; e, sul murello di cinta del convento di S Giorgio, leggesi anche oggi su pietra la seguente iscrizione:

_Ezzelino III da Romano_ _sospettandoli a parte Guelfa legati_ _Fece trucidare undicimila Padovani_ _Inermi e prigioni_ 1256.

[93] A Nord di Parma sulla sinistra del Po.

[94] Ora detto ponte di Caprazucca, allora di Donna Egidia, perchè Egidia da Palù lo fece costruire a proprie spese.

[95] Quel Biduzzano corrisponde al luogo, ove ora la Baganza mette foce nel torrente Parma, quasi sotto le attuali mura di cinta della città di Parma. Ora non sussiste più un luogo col nome di Biduzzano. Molti cambiamenti deve avere avuto quel punto d'incontro delle acque dei due torrenti, e quindi n'è scomparso sino il nome.

[96] A Cremona tra le attuali Porta Romana e Porta Po era aperta un'altra Porta, detta Porta Mosa, e subito fuori di quest'ultima vi era uno spianato o una piazza che prendeva nome dalla porta che vi metteva. Su quello spiazzo o campo erano le forche. Ora di Porta Mosa, per ricostruzione delle mura avvenuta sulla fine del secolo passato, non resta più traccia; ma in città la strada, che conduceva alla porta soppressa, ritiene ancora il nome di Via a Porta Mosa; ed era, su quell'antico campo, o spiazzo, vi è il tiro a segno.

[97] Ad Ovest-Ovest-Nord di Parma a valle dell'Emilia, 18 chilometri distante da Parma. Ha un magnifico castello, in cui si reca a villeggiare la famiglia de' Conti Sanvitali, a cui appartiene.

[98] _Partì da Lione per la Francia_. Vuol dire pel regno di Francia quale aia allora politicamente costituito, di cui Lione non faceva parte, ed era uno stato a sè, retto dagli Arcivescovi pro tempore di Lione stessa.

[99] Salimbene chiama Planum Carpi il paese nativo dell'illustre viaggiatore fra Giovanni. Nell'Umbria in seguito lo dissero Pian di Carpine. Ora è valle di Magione; e Magione siede presso il Trasimeno sulla ferrovia a 21 chilometri da Perugia, alla cui Provincia e circondario appartiene.

[100] Figlio e successore del famoso Gengis-Kan.

[101] Questa torre, detta egregia in una cronaca Ravennate, sorgerà in quell'area che si stende dalla strada del Corso a porta Alberoni, e, restaurata da Federico II nel 1240, fu atterrata secondo il Riccobaldi, nel 1295.

[102] Detta in cielo d'oro perchè il soffitto era ornato di stucchi dorati.

[103] A quattro chilometri circa da Ravenna C. G. Cesare cavò a mani un porto per stanza di una flotta romana, e sul lido di fronte costruì un _castrum stativum_ un accampamento stabile per alloggio di una legione in servizio della flotta. Trasportato il centro dell'Impero romano a Costantinopoli, fu ritirata flotta e la legione; restò l'accampamento, che era già fornito di non pochi edifizii, e il popolo di Ravenna lo invase, e mutò in una città, che sorse non inferiore a Ravenna, e, da _classis_ flotta, prese il nome di Chiassi. Distrutta poi, rimase il nome stesso al luogo e al circondario dove era stata.

[104] Al Nord-Nord-Ovest di Parma sulla destra del Po; però ve ne ha un'altra di rimpetto a questa sulla sinistra.

[105] Città e Cantone della Svizzera tedesca: La celebre Abbazia fu fondata nel 700.

[106] Montecassino, a' cui piedi è S. Germano, che, sulla ferrovia Roma Napoli, dista da questa città 111 chilometri. La magnifica Abbazia, che è sull'altura, fu fondata nel 529.

[107] Il Yonne.

[108] Beaune: Bella città del dipartimento Costa d'Oro, posta in fertilissima pianura, e ricca di celebri vigne.

[109] Vezellay; pochi chilometri distante da Auxerre.

[110] Jeres dista ora quattro chilometri dal mare di fronte alle isole omonime.

[111] Digne: Capoluogo del dipartimento Basse Alpi, sul Bleone influente della Duranza.

[112] Bariols: Nel dipartimento del Varo, sulla Duranza, ad Ovest di Draguignan, che n'è il capoluogo.

[113] L'Abbate Gioachimo sativo di Celico, villaggio vicino e ad Est di Cosenza, fece professione monastica nel monastero di Coraci, villaggio vicino e al Sud di Cosenza. Era nato nel 1111. Comandato da Clemente III di continuare i commentarii sulla sacra scrittura, si ritirò col suo discepolo Rainiero in un luogo solitario detto Flora, sulla vetta d'un monte presso Cosenza, ove eresse un oratorio e qualche cella. Ivi si moltiplicò il numero de' suoi discepoli, e fondò un nuovo monastero, e una congregazione con Regola più austera di quella dei Cisterciensi, a cui egli apparteneva, e la chiamò Congregazione di Flora o Florense, e ne fu proclamato Abbate.

[114] Vienna: Città sul Rodano, dipartimento dell'Isero.

[115] _Sebbene di piccola statura_: Vedine la ragione nei seguenti versi.

[116] Marisco: Paese della diocesi di Bath in Inghilterra, sul canale di Bristol, Ovest di Londra. Bath è antica e cospicua città romana.

[117] Lincoln: Città che possiede molti monumenti Sassoni e Normanni, posta su ripido colle a pieno Nord di Londra verso il mare del Nord, a 53 circa di latitudine.

[118] Tarascon: è sulla sinistra del basso Rodano, a circa 15 chilometri Nord di Arles.

[119] Beaucaire: sulla destra del basso Rodano unita con ponte a Tarascon.

[120] Antica città distrutta, che era alla foce della Magra, che si versa in mare subito fuori del golfo di Spezia all'Est.

[121] Provins. Alla destra della Senna Sud-Est e non lontano di Parigi.

[122] A 22 chilometri Ovest di Parma sull'Emilia.

[123] Sull'Yonne alla sinistra della Senna, sud di Parigi.

[124] Al confluente del Yonne e del Vannes Sud-Est di Parigi.

[125] Ieres: Paese sulla sponda del Mediterraneo di fronte alle Isole omonime, dipartimento del Varo.

[126] Merlino, secondo le cronache antiche, è il frutto misterioso di un incubo d'una religiosa, figlia d'un re di Scozia, nei monti della Caledonia. Sebbene la sua origine sia favolosa, pure non si può dubitare della sua esistenza, e pare si debba fissare al quarto secolo, e forse toccò anche il quinto. D'alto ingegno, di lunghe meditazioni, ricco di cognizioni, versatissimo nelle matematiche e nelle scienze naturali, era uomo di molto superiore al suo tempo; e quindi nessuna meraviglia che la leggenda tessutane in que' secoli d'ignoranza attribuisse ad ispirazione del cielo, ed a spirito di profezia, quanto era in lui effetto della scienza e della previdenza calcolata dall'uomo che medita. Ebbe la fiducia dei principi, che mi giovarono della sua prudenza e sagacia nelle loro imprese. Tra gli storici chi ne parla come d'un santo, e d'un profeta; chi come d'un mago e d'un incantatore. E, divenuto l'uomo leggendario nel secolo quinto, lo rimase sino alla fine del medio evo. Fu soggetto di molte tradizioni popolari nel ciclo del re Arturo e dei cavalieri della _Tavola Rotonda_.

[127] La cattedrale di Ravenna è detta Chiesa Orsiana, perchè S. Orso nel IV secolo la fondò, o almeno la fece restaurare ed ampliare.

[128] Polenta: Castello sui colli sud-ovest di Cesena.

[129] Erano a Firenze due vie, l'una nominata di Garbo dalla illustre famiglia omonima, l'altra di S. Martino, nelle quali avevano sede fabbriche di panni. In via di Garbo si confezionavano panni fini, nell'altra grossolani. Onde ebbe origine l'uso di chiamare panno di garbo il panno fino, e panno di S. Martino il grossolano. Dalle cose la frase passò alle persone, e si chiamarono di garbo le persone gentili e di fina educazione.

[130] Seguendo la dottrina de' ternari, i Gioachimiti in tre ordini o stati dividevano gli uomini, i tempi, la sapienza, la vita. Abbracciava il primo tre stati, o tre ordini d'uomini: cioè quello dei coniugati, che aveva avuto luogo sotto il regno del Padre eterno, e sotto l'Antico Testamento; quello dei chierici, sotto il regno del figliuolo, e sotto la legge di grazia; e quello dei monaci, che perdurar doveva nel tempo della maggior grazia per via dello Spirito Santo. Il secondo ternario era quello della sapienza: cioè il Vecchio Testamento dato dal Padre; il Nuovo che è opera del figliuolo; e l'Evangelio eterno, che doveva venire dallo Spirito Santo. Il ternario de' tempi costituiva i tre regni summentovati: del Padre, o lo spirito della legge mosaica; del Figlio, o lo spirito di grazia; dello Spirito Santo, ossia la somma grazia, o la rivelazione della verità. Sotto il primo erano vissuti gli uomini secondo la carne; sotto il secondo tra la carne e lo spirito; sotto il terzo, sino al finire del mondo, vissuto avrebbero secondo lo Spirito puro. Nella quale ultima epoca dovevano, secondo loro, cessare i sacramenti, le figure, e quanti vi aveva simboli o segni sensibili, e mostrarsi nuda la verità.

[131] Villaggio sull'Emilia ad oriente di Parma e distante dalla città poco più d'un chilometro.

[132] Greccio è sulla sinistra del Velino al di sotto di Rieti circa 12 chilometri.

[133] Montefeltro, ora Sasso Feltrio, tra il Conca ed il Marecchia a Sud e vicinissimo alla Repubblica di S. Marino, è un piccolo tratto di paese che diede nome ad un'illustre famiglia principesca, che ebbe signoria in Urbino, Pesaro, Sinigallia, Gubbio ed altre Terre vicine.

[134] A pieno sud di Faenza, tra' colli.

[135] Circa 20 chilometri da Siena ad Ovest e a pochissima distanza della ferrovia Siena-Empoli.

[136] Dista 9 miglia sud-Est da Velletri. Cori è antica città dei Volsci, ha mura ciclopiche e avanzi considerevoli di templi antichi.

[137] Pertuis: Sulla destra della Duranza, pieno Nord di Marsiglia.

[138] Montesarchio: Paese al Sud-Ovest e non lunge di Benevento.

[139] Paese al Sud del lago omonimo e a Ovest-Nord di Brescia.

[140] Bibbianello, ed ora per accorciamento Bianello, dista 11 miglia al Sud-Ovest di Reggio, sui colli. Non lunge da Bibbianello più d'un tiro di balestra e tutti in amenissima postura erano anche altri tre castelli, detti Montevecchio (poi Montevetro, Montevedro); Monteluncilo (poi Monte Lucio, Monteluzo); Montegiovanni (poi Montezano): Appartenevano tutti alla Contessa Matilde di Canossa. Ora restano pochi ruderi di tre; ma Bianello sorge ancora magnifica villeggiatura e proprietà del Professore Cavaliere Luigi Caggiati, che con molto spendio lo ha sottratto a ruina, e con molto buon gusto l'ha fornito di un ricco mobilio di stile antico.

[141] A Sud-Ovest di Reggio; e da Reggio dista cinque miglia.

[142] A venti chilometri Sud-Sud-Est da Parma sulla sinistra dell'Enza.

[143] Tre castelli nel territorio reggiano portavano questo nome: uno, verso Bismantova; un altro, sul confine del mantovano; finalmente quello che è quì nominato, a tre miglia Sud di Reggio.

[144] Due cavi si conoscono col nome di Scalopia: uno nel territorio di Brescello con direzione verso Guastalla; l'altro nel territorio di Reggio, che solca le ville di Cadelbosco, dell'Argine e il distretto di Castelnuovo di sotto fin presso Gualtieri, al Nord di Reggio con direzione al Pò. Questo si chiama la Parmesana, e di questo Cavo pare si debba intendere parlato dal Salimbene.

[145] Alla foce del ramo orientale del Nilo.

[146] Embrun: Sulla Duranza, Dipartimento Alte Alpi, Nord-Est di Gap.

[147] Espressione enfatica di Giobbe usata da questo Vescovo per indicare che piuttosto che fare il Vescovo avrebbe sopportato ogni sorta di fatiche e di dolori sin anche la morte.

[148] Pochi chilometri a monte dell'Emilia tra Cesena e Forlimpopoli.

[149] A pieno Nord e a circa 10 chilometri da Correggio.

[150] A sud-ovest di Reggio sopra l'Emilia a piè dell'Apennino.

[151] Poco distante da Reggio verso Modena.

[152] A 20 chilometri circa da Reggio a Nord, Nord-Est.

[153] Sei chilometri distante da Reggio alla sinistra del torrente Crostolo.

[154] A Nord Nord-Est di Reggio stanno Novi, Rolo e S. Stefano, il quale pare fosse alla destra della Secchia nelle vicinanze della Mirandola.

[155] Dista 17 miglia al Sud di Padova a piedi de' colli Euganei.

[156] Questo palazzo fu poi riedificato dalla famiglia, e nel 1500, o poco dopo, fu comperato e atterrato per innalzare su tutta, o su parte dell'area, il bel tempio detto della Steccata.

[157] Di quella città nulla più resta che qualche rudere, e un tratto di cortina del castello imperiale, a cui è addossata una cascina della famiglia Romano.

[158] Cassio è sul fianco settentrionale dell'Apennino a mezzo circa della strada postale, che da Parma mette a Pontremoli.

[159] Molte e varie cose, tra vera e false, intorno a questa Costanza, tramandarono ai posteri i Cronisti a lei contemporanei, a seconda delle passioni di partito, ond'erano mossi. Tra l'altro fu scritto dal Cranzio, dal Villani e da altri, che quando l'Imperatrice Costanza era grossa di Federico II in Sicilia e in Puglia s'avea sospetto che per la sua grande età la potesse realmente essere; per la qual cosa quando venne a partorire, fece tendere un padiglione in su la piazza di Palermo, e mandò bando che, qual donna volesse, v'andasse a vederla, e molte v'andarono e videro, e quindi cessò il sospetto. Ma tutto questo è favola, e se non d'altronde, si desume dal fatto che Federico II è nato a Iesi. Salimbene dice che a trent'anni d'età i fratelli cercarono di collocarla a marito. Giovanni Villani e più altri narrano che si maritasse a cinquant'anni ed oltre. Ma gli uni e gli altri possono accordarsi; poichè può essere vero il racconto del Salimbene che a trent'anni la volessero maritare, ma che poi, non avendole allora trovato un partito conveniente, e pur volendola allontanare dalla Corte, per aver pace in famiglia, la collocassero in un convento, da cui uscisse quando si maritò a circa cinquant'anni d'età, e si effettuasse il matrimonio nell'età appunto, a cui lo riportano gli altri Cronisti. Di fatto tutti convengono nel raccontare che ha passato una parte de' suoi anni in un monastero di Palermo.

[160] Questo tale, come si può ragionevolmente arguire da quel che segue, pare dovesse essere uno de' cagnotti di Alberigo, il quale sensibile ai dolori di tanto strazio, credette di potere col suo stratagemma far decampare Alberico da quell'ordine brutale, inducendogli nella mente il pensiero che fra quelle donne ve ne potessero essere alcune, che non avessero coi condannati quelle attinenze di parentela, che comunemente si credeva, e per cui se ne voleva dilaniare il cuore.

[161] Il Sile è piccolo fiume che passa vicino a Treviso e si getta nell'Adriatico.

[162] È alle scaturigini del torrente Senio nell'alto Apennino, pieno Sud di Imola. Conserva tuttora l'antico castello.

[163] Due chiese sull'attuale Strada S. Francesco; la prima, soppressa da tempo, mostra tuttora un suo fianco in via detta Guasti di Santa Cecilia; la seconda, che era sin'ora conosciuta col nome di chiesa dei Cappuccini, perchè chiesa del loro convento, resta soppressa quest'anno, per conseguenza della legge sulle Corporazioni religiose.

[164] Animale del genere dello scoiattolo. Pare che del vaio siasi perduta la specie.

[165] Canoli: A Nord-Est di Reggio, da cui dista circa 15 chilometri.

[166] Rosa, o Rosola, castello alla destra del Panaro al Sud di Modena, d'onde dista circa trenta chilometri.

[167] Circa 25 chilometri a Sud di Borgo S. Donnino presso le scaturigini dello Stirone.

[168] A Sud-Sud-Ovest di sopra l'Emilia.

[169] A pieno Ovest di Pavia, su di un crocicchio Lomello Pavia, Lomello Mortara, Lomello Valenza, Lomello Tortona.

[170] Nessuna delle ricerche storiche fatte, ha condotto a dare piena luce al presente periodo, la cui traduzione letterale sta scritta in corsivo. Forse a togliere l'apparente contraddizione gioverebbe supporre che quel Marchese Guglielmo di Monferrato sia un cadetto della famiglia de' Marchesi di Monferrato, signore di alcuni castelli, e l'altro, che è semplicemente indicato col titolo di Marchese di Monferrato, sia il capo della famiglia, il vero signore della Marca, o del Marchesato di questo nome; e supporre eziandio che il Pallavicino contro il capo della famiglia dei Marchesi di Monferrato armasse il cadetto Guglielmo, il quale poi mancasse alla fede data al Pallavicino. E in tal caso la traduzione dovrebbe dire non _il Marchese Guglielmo di Monferrato; ma Guglielmo de' Marchesi di Monferrato_.

[171] A 22 chilometri da Piacenza sulla Ferrovia Piacenza-Parma.

[172] Landasio era alle scaturigini della Mozzola, che è un influente di sinistra del Taro nell'alto Apennino. Ora è scomparso il castello e anche il nome. Se non che i pastori di quelle vette chiamano ancora con tal nome un greppo roccioso, a cui d'opera d'uomo non resta altro segno che una cisterna.

[173] Ghisalecchio sull'alta Mozzola alla sinistra. Ne resta il nome ad una Villa, nella quale è una località detta anche oggi il Castello.

[174] Circa 20 chilometri a monte dell'Emilia sulla sponda sinistra del Ceno, che è un influente di sinistra del Taro.

[175] Circa 12 chilometri a monte dell'Emilia sulla sinistra del Taro.

[176] Miano e Costamezzana sono nei pressi di Medesano.

[177] Sull'Oglio e sulla via Lodi-Crema-Brescia.

[178] A 13 miglia Est di Ferrara alla sinistra del Po di Volano, ove era un antichissimo e ricchissimo monastero, detto di S. Maria di Comacchio.

[179] Sulla sinistra del Po di Trimaro a Nord-Ovest di Ravenna.

[180] Resta incerto se frate Aldobrando sia di quel Foiano che è nel distretto di Campobasso nel Napoletano: o dell'altro che è in Val di Chiana ad Ovest Ovest-Nord del Lago di Perugia.

[181] Di pochi chilometri sotto l'Emilia Ovest di Modena.

[182] Di pochissimo sopra l'Emilia Ovest di Modena.

[183] Sulla destra del Panaro un trenta chilometri a monte dell'Emilia.

[184] Sull'alto Appennino a sud di Modena tra le scaturigini del Leo e la Scoltenna o Panaro.

[185] Villa posta sulla destra dell'Enza a tre chilometri circa al disotto dell'Emilia.

[186] Per ispiegare l'asserto di Salimbene e di Matolino, e le conseguenze a cui arriva l'uno e l'altro, è necessario ammettere che nella casa di Marco di Michele vi fossero donne di facili condiscendenze.

[187] Sulla destra del Po di Primaro a Nord-Ovest di Ravenna.

[188] Sulla sinistra del Po di Primaro.

[189] Sulla Duranza del Delfinato.

[190] Dovara o Dovera è un cospicuo villaggio tra Lodi e Crema.

[191] Sulla penisola che tra Lonato e Peschiera si stende nel lago di Garda.

[192] Sulla sinistra del fiume Ronco, otto miglia al sud di Forlì, tra monti.

[193] Sulla Strada che dal mare corre rasente la destra del Pescara per andare ad Aquila.

[194] Circa 12 chilometri Nord-Est di Napoli sulla strada che va a Caserta.

[195] A pochi chilometri dall'adriatico sulla via che da Vasto conduce a Campobasso.

[196] A ottanta chilometri da Napoli sulla ferrovia del mediterraneo.