Cronaca di Fra Salimbene parmigiano vol. I
Part 2
L'anno 1216, millesimo già sunnotato, milizie e arcieri andarono in aiuto de' Bolognesi attorno a S. Arcangelo[6] contro quei di Rimini, e posero assedio a quel castello, e vi stettero lungo tempo, tanto che fu poi fatta la pace; e tutti quelli di Cesena, che erano nelle carceri di quei di Rimini, ed erano settecento, furono prosciolti. Cadde quell'inverno grandissima quantità di neve, e fece freddo intenso, sicchè ne furono distrutte le vigne, e il Po gelò e su quel ghiaccio le donne menavano le danze; e i cavalieri facevano correndo loro torneamenti; e i campagnuoli passavano il Po co' loro carri, barocci e treggie. Così durò due mesi. E allora lo staio del frumento si vendeva nove di quegli imperiali che erano in corso e lo staio della spelta quattro imperiali. E la Regina, moglie di Federico Imperatore, figlio del fu Imperatore Enrico, passò per Reggio di ritorno dalle Puglie, e in viaggio per raggiungere suo marito in Germania. E il Comune di Reggio le fece le spese per tutto il tempo della sua sosta in città.
a. 1217
L'anno 1217 fu fatto Papa Onorio III, il quale convocò un concilio, in cui decretò che per virtù di quel solo decreto incorressero la scomunica tutti quelli che facessero una legge qualunque restrittiva della libertà della chiesa; e che nessun sacerdote o prelato studiasse giurisprudenza, nè vi fosse insegnamento di leggi a Parigi; depose un Vescovo, che non aveva letto il Donato[7]; e ordinò che stesse sempre acceso un lume davanti all'ostia consacrata, e che il sacerdote nel portarla agli infermi la tenesse sempre davanti al petto.
a. 1218
L'anno 1218 in Giugno i Reggiani andarono col loro esercito in aiuto de' Cremonesi e Parmigiani a Zibello[8] contro i Milanesi e loro alleati; e fu gran combattimento tra loro il giovedì tra le tempora; e molti d'ambe le parti ne morirono, e molti furono i prigionieri; e fu giurata un'alleanza tra Reggio e Parma. Guido da Reggio era allora Podestà di Parma. L'anno stesso i pellegrini cristiani cinsero d'assedio Damiata.
a. 1220
L'anno 1220 Federico figlio dell'Imperatore Enrico fu incoronato nella chiesa di S. Pietro in Roma da Papa Onorio III il dì di S. Cecilia vergine e martire; e sua moglie la Regina Costanza fu coronata Imperatrice con buona pace de' Romani; il che quasi mai s'è udito di altro Imperatore. Ed imperò trent'anni ed undici giorni; e morì il giorno compleanno della sua incoronazione in una piccola città della Puglia, che si chiama Fiorentino[9] presso Nocera[10] de' Saraceni. Nel millesimo suddetto da' Reggiani, Parmigiani e Cremonesi fu posto assedio a Gonzaga[11], che era occupata da' Mantovani e dal conte Alberto di Casaloddi della diocesi di Brescia. E l'anno stesso si fece il cavo Tagliata, o Incisa, e vi si immise il Po[12]; fu preso il castello di Bondeno[13] un martedì 16 di Giugno da' Mantovani, Veronesi, Ferraresi e Modenesi; e il 10 d'Agosto, giorno di S. Lorenzo, i Mantovani furono sconfitti, messi in fuga e fatti prigionieri da quei di Bedullo, che erano venuti da Fabbrico[4] e da Campagnola[4] per depredare e incendiare Bedullo[14] stesso.
a. 1221
L'anno 1221 morì il beato Domenico ai 6 d'Agosto. Ed io frate Salimbene di Adamo di Parma nacqui quest'anno stesso ai 9 di Ottobre giorno di S. Dionigi e Donnino; e Baliano di Sidone, gran barone di Francia, che d'oltre mare era venuto a conferire con Federico II, mi tenne a battesimo, come mi dicevano i miei, nel battistero di Parma, che era accanto a casa mia. E me lo ha detto anche frate Andrea d'oltremare, della città di S. Giovanni d'Acri, dell'Ordine de' frati Minori, che vide e se ne ricorda, e si trovava col prenominato barone, come addetto alla sua famiglia e compagno di viaggio.
a. 1222
L'anno 1222 furono colmate dai Bolognesi e Faentini le fosse della città di Imola, e ne furon portate le porte a Bologna. E lo stesso anno, a Reggio si sentì una fortissima scossa di terremoto, mentre Nicolò Vescovo di Reggio predicava nella chiesa maggiore di S. Maria; e fu sentito anche per tutta Lombardia e Toscana, e fu detto specialmente terremoto di Brescia, perchè ivi si fece sentire più terribilmente; sicchè fuggiti i Bresciani dalla città, se ne stavano all'aperto sotto padiglioni per non morire sepolti sotto le ruine delle case. E ne ruinarono molte case, torri e castelli de' Bresciani; i quali poi si erano tanto addomesticati con quel terremoto, che quando cadeva il pinacolo d'una torre, o una casa, stavano a guardare e scrosciavano dalle risa. Onde un tale disse in versi:
Mille ducentis viginti Christe duobus, Postquam sumpsisti carnem, currentibus annis Talia fecisti miracula Rex benedicte: Stella comis variis augusti fine refulsit; Septembris pluvia vites submersit et uvas, Destruxitque domos, fluvii de more rapacis; Lunaque passa fuit eclypsim mense novembris; Christi natalis media quasi luce diei Terra dedit gemitus rugiens, tremuitque frequenter; Tecta cadunt, urbes quassantur, templa ruerunt; Exanimes dominos fecerunt moenia multos; Flumina mutarunt cursum repetentia fontes.
L'anno mille e dugento e venti e due Dacchè vestisti le mortali spoglie, Queste rifulser maraviglie tue, O Re di quanto in terra e in ciel s'accoglie. L'arso Lion suo regno al fin volgea E il crin chiomata stella all'aura sciolse; La vergine dal grembo acque scotea E i tralci e l'uve ne percosse e tolse; E l'onde in fiume accolte, alto, vorace, Del colono atterraro il dolce albergo; Vide lo Scorpio la notturna face Ritrarsi oscura della terra a tergo; E in mezzo al dì che a noi ti fe' palese, Scossa tremò fra gemiti la terra, Mugghiò, ruggì a lunghe e più riprese Come ne fosse ogni elemento in guerra. Case crollar, crollar cittadi e tempi; Su l'ospite l'ostel di sè fe' monte, E i fiumi ancor con inauditi esempi Fuggir ritrosi a ricercar lor fonte.
Mia madre era usa a dirmi che quando tirò quel terremoto io era nella mia cuna: ed essa si pigliò le mie due sorelle, ciascuna sotto un'ascella, perocchè erano piccine. E, lasciato me nella cuna, corse a casa di suo padre, sua madre e suoi fratelli, per timore, come essa diceva, che le cascasse addosso il battistero, che era lì accanto a casa mia. E perciò io non l'amava tanto caramente perchè doveva curarsi più di me, come maschio, che delle femmine. Ma essa diceva che le poteva portar meglio perchè grandicelle.
a. 1223
L'anno 1223 il 1º di Maggio i Mantovani sorpresero i Cremonesi, che conducevano quasi cento barche onerarie cariche di sale, e le posero a guasto e a ruba e le colarono in un fondaccio del Bondeno[15].
a. 1224
L'anno 1224 i Mantovani vennero con navi ad assediare la strada Reggiana nelle paludi e sopra la Tagliata e fecero cataste di legne per abbruciare i ponti e le navi, che erano in Ranfreda[16]. E fu allora che morì Giacomo da Palù, il quale fu cagione di gran discordia tra que' da Palù e[17] que' da Fogliano.
a. 1225
L'anno 1225 si fece una tregua tra' Reggiani e Mantovani per intromissione di Ravanino Bellotti di Cremona Podestà di Reggio.
a. 1226
L'anno 1226 ai 4 di Ottobre, sabbato a sera, il beato Francesco istitutore e guida dell'Ordine de' frati Minori passò dal naufragio di questa vita alle sfere celesti; e fu sepolto la domenica in Assisi, fregiato delle Stimmate di Gesù Cristo, vent'anni dopo il principio della sua conversione. Perocchè cominciò l'anno 1207 sotto Innocenzo III Papa, di cui si canta:
Coepit sub Innocentio, Cu sumque sub Onorio Perfecit gloriosum.
Succedens his Gregorius Magnificavit amplius Miraculis formosum.
Raggiar vide Innocenzo l'alma stella, Che sotto Onorio il ciclo ognor più bella Compì gloriosa.
Gregorio a lor successe, e a niun secondo, Per opre e per virtù mostrolla al mondo Maravigliosa.
Parimente l'anno stesso morirono nel territorio di Canossa Ugolino da Fogliano[18] e Guido da Baiso[19].
a. 1227
L'anno 1227 fu gran caristia di biade e di ogni vittovaglia, sicchè lo staio del frumento si vendeva 12 sino a 15 soldi imperiali correnti; lo staio della spelta 5, 6 soldi imperiali; lo staio della melica 8 soldi imperiali, e la libbra di carne di maiale 12 soldi imperiali.
a. 1228
L'anno 1228 i Bolognesi col loro carroccio andarono attorno al castello di Bazzano[20], e contro loro corsero i Modenesi, i Parmigiani e i Cremonesi, e misero a fuoco le terre de' Bolognesi, e arrivarono sino nell'alveo del Reno, ove abbeverarono i loro cavalli. E quando tornavano indietro passando per Strada, i Bolognesi andarono loro incontro nella contrada di S. Maria in Strada[21], e s'ingaggiò tra loro un fierissimo combattimento, onde molti ne furon morti dell'una e dell'altra parte. Nel detto anno, mentre i Bolognesi stavano attorno a Bazzano, i Modenesi, Parmigiani e Cremonesi presero e bruciarono Piumazzo[22]. L'anno stesso, il dì di S. Cristoforo, cominciò a nevicare smodatamente; e sino a quel giorno era stato un sì bel tempo, e l'inverno tanto caldo che le strade ne erano polverose. E nel detto anno fu celebrata la prima messa nella chiesa della S. Trinità di Campagnola dal Cardinale Ugolino, che era direttore, protettore e censore dell'Ordine de' frati Minori, e facente funzioni di Legato in Lombardia. E morì Onorio; e l'anno stesso fu eletto Papa il prenominato Cardinale Ugolino d'Anagni, e fu chiamato Papa Gregorio IX. Questo Gregorio distrusse cinque volumi di decretali, e ne serbò materia per uno solo. Costui fu eziandio lungo tempo in rotta coll'Imperatore Federico II, che fece tanti danni a quella Chiesa di Dio, che lo aveva allevato e coronato; sicchè per poco sotto il prenominato Papa la nave di Pietro non ebbe a naufragare. Questo è quel che disse dei Pontefici romani l'abbate Gioachino, cioè che alcuni avranno a usar gran forza per tener testa ai Principi, altri passeranno i loro giorni in pace. Di fatto Alessandro III, Innocenzo III, Gregorio IX, e Innocenzo IV ebbero molte e dure lotte coi Principi della terra; Onorio III, Alessandro IV, e Clemente IV vissero in pace. Così il patrimonio di S. Pietro fu quasi tutto occupato dall'Imperatore Federico; e per la nequizia dell'Imperatore stesso molti prelati e Cardinali corsero molti pericoli in terra e in mare. Anche l'Ungheria in quell'anno fu assai devastata dai Tartari[23] e dai Cumani[24]. Questo Papa inoltre scomunicò i Greci perchè hanno un'erronea opinione intorno all'origine dello Spirito Santo, e perchè non vogliono obbedire al Capo della santa romana Chiesa. Lo stesso anno ai 16 di Luglio il beato Francesco fu ascritto all'albo dei Santi e fu canonizzato dallo stesso Papa, che canonizzò anche la beata Elisabetta, figlia del Re d'Ungheria e moglie del Langravio di Turingia, la quale, tra altri innumerevoli miracoli...... risuscitò 16 morti e diede la vista ad un cieco nato, e dal suo corpo sino ad oggi si vede stillare olio. Questa Santa, dopo la morte del marito, visse sotto l'obbedienza de' frati Minori, dei quali fu sempre devota.
a. 1229