Cronaca di Fra Salimbene parmigiano vol. I
Part 16
La qual cosa si fa in Francia, ove, quando io vi era, i preti mi dissero che di tutti i beni dei loro parocchiani riscuotono la decima, sin anche degli agnelli e dei polli. Tuttavia saviamente agiva frate Boncompagno da Prato dell'Ordine dei Minori, che era sacerdote, predicatore, buon chierico e letterato e uomo dedito alle cose spirituali. Quando io seco abitai nel convento di Pisa, ove ogni anno ciascun frate riceveva due tonache nuove di panno di garbo[129], egli non volevano che una, e quella vecchia. Ed avendolo io interrogato, perchè così facesse, mi rispose: Frate Salimbene, l'Apostolo dice ecc; e appena per questa io potrò ricambiarne Iddio. Ma tra gli apostoli di Gherardino Segalello si trovano ribaldi, seduttori, ingannatori, ladroni, fornicatori, che fanno turpissime cose colle donne e sin co' fanciulli, poi ritornano al loro covile di ribaldi. Quale giudizio adunque cadrà su alcuni chierici del nostro tempo che non predicano il vangelo, e vivono oziosi del pane dell'altare? Non faticano come i campagnuoli, non si battono come i militari, non annunziano il Vangelo, come debbono fare i chierici, e, siccome non serbano ordine alcuno, andranno là _ove nessun ordine_ ecc. Il Segalello pertanto non deve osare di intromettersi nelle cose che spettano ai due Ordini, dei Minori cioè e dei Predicatori, i quali sono adombrati da Geremia sotto il titolo di pescatori e di cacciatori....... Salva l'esposizione dell'Abbate Gioachimo, ch'io da molti anni non ho letta. Cacciatori sono i Predicatori, principalmente oltremare, quantunque altrettanto faccia anche l'altro Ordine. Essendo che in Italia se ne escusano se non escono dalle città, ove abitano i cavalieri, i nobili, i potenti, mentre nelle ville e per le castella hanno romitaggi, ove dimorano frati Minori e possono bastare al bisogno de' secolari. L'Ordine del beato Francesco è simboleggiato dai parvoli, che quando si avvicinavano a Gesù Cristo, i discepoli li sgridavano. Così ne' primi tempi alcuni Cardinali non erano favorevoli alla istituzione di quest'Ordine. Ma come Gesù aveva detto ai discepoli, il Sommo Pontefice Innocenzo III disse ai Cardinali: _Lasciateli venire da me questi parvoli, e non vogliate impedirneli; di loro è il regno de' cieli._ Queste parole pronunciò Innocenzo III, dopo che ebbe avuta una visione mostratagli da Dio, nella quale vedeva la chiesa di Laterano minacciare ruina per vetustà, e che, un poverello umile e spregiato, miracolosamente la puntellava che non ruinasse. E la Scrittura nel Nuovo Testamento aggiunge: _Poi che ebbe su loro stese le mani, partì._ E fu perciò che allora Innocenzo III ordinò chierici que' dodici che il beato Francesco aveva condotti seco al cospetto del Papa, il quale ne confermò la Regola e l'Ordine, e conferì loro il ministero della predicazione (correva l'anno 1207); dopo di che tanto i Cardinali della Corte romana, quanto i Sommi Pontefici predilessero sempre l'Ordine del beato Francesco, riconoscendo e vedendo a prova che i frati Minori erano utili alla Chiesa e alla salvezza del mondo ......... Intorno al peccato di superbia del primo padre Adamo....... Parimente un tale disse:
O lasso me, ke fu' temptato, Com fo Adam nel paradhiso, Chi volse plu ke nò i fo dato, Perdè lo bene o' era miso. Perzò ne prego ogne amadhore, Ke no alze tanto lo core Ke cadha interra e sia damnato ecc.
Altri ancora disse:
Boni suno li spareci e li funze, E mejo sun le pècor ki le munze. Ki ponze troppo ad alto e no' li zunze, Kade in terra, e tutto se dezunze.