Part 4
2. Se trasportiamo queste considerazioni alla psicologia, appare tosto manifesto che essa, pel proprio contenuto, è senz’altro costretta a tenere lo stesso cammino di quelle scienze, nelle quali un’osservazione esatta è possibile solo sotto la forma di osservazione sperimentale, e che però essa non può mai essere una scienza di pura osservazione. Infatti il contenuto della psicologia risulta di _processi_ e non di oggetti persistenti. Per indagare esattamente l’apparizione e il decorso di questi processi, la loro composizione e le relazioni reciproche delle loro diverse parti, noi dobbiamo prima di tutto produrre a nostra volontà quell’apparizione, e poterne variare secondo il nostro intento le condizioni; il che è possibile solo per mezzo dell’esperimento e non coll’osservazione pura. A questa ragione generale se ne aggiunge per la psicologia una speciale, che non esiste egualmente poi fenomeni naturali. Siccome in questi noi facciamo astrazione dal soggetto conoscente, ci è possibile servirci, sotto certe condizioni, della semplice osservazione; e sopratutto se essa, come nell’astronomia, viene favorita dalla regolarità dei fenomeni, ci è dato determinare con sufficiente sicurezza il contenuto oggettivo dei fenomeni. Ma la psicologia, non potendo per principio astrarre dal soggetto, troverebbe condizioni favorevoli per una casuale osservazione solo quando in molti ripetuti casi le medesime parti oggettive dell’esperienza immediata coincidessero col medesimo stato del soggetto. Questo, per la grande complessità dei fenomeni psichici, non è possibile avvenga, tanto più che in modo speciale _l’intenzione stessa dell’osservare_, che deve essere presente in ogni esatta osservazione, altera sostanzialmente il principio e il decorso del processo psichico. L’osservazione naturale invece non viene generalmente turbata dall’intenzione dell’osservare, perchè essa sin dal principio astrae di proposito dal soggetto. Consistendo uno dei còmpiti principali della psicologia nell’esatta ricerca del modo di sorgere e svolgersi dei processi soggettivi, è facile comprendere come qui l’intenzione di osservare o muta sostanzialmente i fatti da osservare, o essa stessa in tutto si sopprime. Al contrario la psicologia, per il modo naturale in cui sorgono i processi psichici, è costretta al metodo sperimentale, appunto come la fisica e la fisiologia. Una sensazione si presenta in noi sotto condizioni favorevoli all’osservazione, se essa è suscitata da uno stimolo esterno, una sensazione di suono ad esempio, da un movimento sonoro esterno, una sensazione di luce da uno stimolo luminoso esterno. La rappresentazione di un oggetto è originariamente determinata da un insieme sempre più o meno complesso di stimoli esterni. Se noi vogliamo studiare il modo psicologico in cui sorge una rappresentazione, noi non possiamo usare alcun altro metodo che quello di imitare questo processo nel suo svolgimento naturale. In questo modo abbiamo il grande vantaggio di potere volontariamente variare le rappresentazioni stesse, facendo variare le combinazioni degli stimoli agenti nelle rappresentazioni, e così di giungere ad una spiegazione dell’influenza che ogni singola condizione esercita sul nuovo prodotto. Le rappresentazioni della memoria non sono, è ben vero, direttamente suscitate da impressioni sensibili esterne, bensì le seguono solo dopo un tempo più o meno lungo; ma è chiaro che anche sulle loro proprietà, e specialmente sul rapporto loro alle rappresentazioni primarie svegliate da impressioni dirette, si giunge alla più sicura spiegazione quando non ci si affidi alla loro casuale apparizione, ma si tragga vantaggio di quelle immagini che sono lasciate dagli stimoli precedenti in un modo sperimentalmente regolato. Non altrimenti si fa coi sentimenti e coi processi volitivi; noi li potremo porre nella condizione più opportuna ad un’esatta ricerca, se a nostra volontà produrremo quelle impressioni che secondo l’esperienza sono regolarmente legate alla reazione del sentimento e del volere. Non v’è quindi alcuno dei fondamentali processi psichici pel quale non sia possibile usare il metodo sperimentale ed egualmente alcuno per la cui ricerca questo metodo non sia richiesto da ragioni logiche.
3. Invece _l’osservazione pura_, la quale è pur possibile in molti campi della scienza naturale, nel senso esatto è impossibile dentro il dominio della psicologia _individuale_ a causa dell’intero carattere del processo psichico. Essa si potrebbe solo pensar possibile, se vi fossero oggetti psichici persistenti e indipendenti dalla nostra attenzione, come vi sono oggetti naturali relativamente persistenti e che non mutano colla nostra osservazione. Nulla di meno anche nella psicologia si offrono fatti i quali, benchè non siano veri oggetti, pure posseggono il carattere di oggetti psichici, presentando quelle caratteristiche di natura relativamente persistente e indipendente dall’osservatore; oltre a queste proprietà possiedono anche l’altra di essere inaccessibili ad un’osservazione sperimentale nel senso comune. Questi fatti sono i _prodotti spirituali_, che si sviluppano nella storia dell’umanità, come la lingua, le rappresentazioni mitologiche ed i costumi. La loro origine e il loro svolgimento si fondano dappertutto su generali condizioni psichiche, che si possono argomentare dalle loro proprietà oggettive. Perciò anche l’analisi psicologica di questi prodotti può dare spiegazioni intorno ai reali processi psichici della loro formazione e del loro svolgimento. Tutti questi prodotti spirituali di natura generale presuppongono l’esistenza di una comunità spirituale di molti individui, quand’anche le loro ultime sorgenti siano evidentemente le proprietà psichiche già appartenenti al singolo uomo. A causa appunto di questa relazione alla comunità, specialmente alla comunità di popoli, si suole indicare l’intero campo di questa ricerca psicologica dei prodotti spirituali come _psicologia sociale_, contrapponendola alla individuale o, come anche può essere detta pel metodo che in essa predomina, psicologia _sperimentale_. Benchè queste due parti della psicologia siano, a causa dello stato attuale della scienza, trattate per lo più ancora distintamente, esse costituiscono non diversi domini, ma piuttosto metodi diversi. La cosidetta psicologia sociale corrisponde al metodo della pura osservazione, ha per suo carattere solo questo, che gli oggetti dell’osservazione sono prodotti dello spirito. La intima connessione di questi prodotti colle comunità spirituali, connessione che ha dato origine al nome di psicologia sociale, nasce anche dalla circostanza secondaria, che i prodotti individuali dello spirito presentano una natura troppo mutabile, perchè possano essere sottoposti ad una osservazione oggettiva; e che perciò i fenomeni ricevono qui la costanza necessaria per una tale osservazione, solo quando diventano fenomeni collettivi o di masse.
Appare chiaro dunque che la psicologia, non meno che la scienza naturale, dispone di _due_ metodi esatti: il primo, il metodo sperimentale, serve all’analisi dei processi psichici più semplici; il secondo, l’osservazione dei più generali prodotti dello spirito, serve allo studio dei più alti processi e sviluppi psichici.
3_a_. Avendo l’uso dei metodi sperimentali la sua origine nella maniera sperimentale usata dalla fisiologia, e specialmente dalla fisiologia degli organi di senso e del sistema nervoso, la psicologia sperimentale è anche detta “psicologia fisiologica„. Nella trattazione di questa sono di solito usate quelle conoscenze fisiologiche date dalla fisiologia del sistema nervoso e degli organi dei sensi, conoscenze che appartengono senza dubbio alla sola fisiologia, ma rendono nondimeno desiderabile una trattazione che tenga conto specialmente dell’interesse psicologico. Quindi la psicologia fisiologica ha il carattere di disciplina di transizione; nella sua parte essenziale è, come lo dice il nome, _psicologia_ e, fatta astrazione da quei sussidi fisiologici, coincide colla psicologia sperimentale nel senso sopra definito. Se altri ha cercato di porre una distinzione tra la psicologia propriamente detta e la psicologia fisiologica, nel senso che solo alla prima spetti l’interpretazione dell’esperienza interna, ed alla seconda invece la derivazione dell’esperienza stessa dai processi fisiologici, si deve respingere tale distinzione come insussistente. Vi è _un solo_ modo di spiegazione psicologica causale, e questo consiste nella derivazione di processi psichici più complessi da altri più semplici; in questa interpretazione gli elementi fisiologici possono sempre entrare, in virtù del sopra affermato rapporto dell’esperienza naturale alla psicologica, ma solo come sussidiari (§ 2, 4). La psicologia materialistica, negando l’esistenza di una causalità psichica, ha in luogo del còmpito da noi stabilito per la psicologia, posto l’altro di derivare i processi psichici dalla fisiologia del cervello. Questo indirizzo, insostenibile e teoricamente e psicologicamente per le ragioni dimostrate (§ 2, 10a), trova tuttavia buona accoglienza così fra i sostenitori della psicologia pura, come fra quelli della psicologia fisiologica.
§ 4. — Linee generali dell’argomento.
1. I contenuti immediati dell’esperienza, che costituiscono l’oggetto della psicologia, sono in ogni caso processi di natura composta. Percezioni di oggetti esterni, ricordi di tali percezioni, sentimenti, emozioni, atti di volere non sono soltanto collegati continuamente gli uni cogli altri nelle più svariate maniere, ma ciascuno di questi processi è per la sua stessa natura un tutto più o meno complesso. La rappresentazione di un corpo esterno consta delle rappresentazioni parziali delle sue parti. Noi riferiamo un suono, per quanto semplice sia, ad una direzione spaziale e in tal modo lo colleghiamo colle rappresentazioni assai più complesse dello spazio esterno. Un sentimento, un atto di volere è riferito ad una sensazione qualsiasi che suscita il sentimento, ad un oggetto che è voluto e così via. Di fronte ad una natura così complessa dei fatti psichici la ricerca scientifica deve condurre a termine consecutivamente _tre_ còmpiti. _Il primo_ consiste nell’_analisi_ dei processi composti, _il secondo_ nel _mettere in luce le connessioni_ tra gli elementi trovati mediante l’analisi, _il terzo_ nell’_investigazione delle leggi_, che presiedono al sorgere di tali connessioni.
2. Fra questi tre còmpiti è sopratutto il secondo, il sintetico, quello che alla sua volta racchiude in sè una serie di problemi. Dapprima gli elementi psichici si collegano in _formazioni psichiche_ composte, le quali si separano le une dalle altre, relativamente indipendenti nel continuo flusso del processo psichico. Tali formazioni sono, ad es., le rappresentazioni, sia che esse possano essere riferite ora direttamente a stimoli od oggetti esterni, sia che possano venir da noi interpretate come riproduzioni di stimoli od oggetti anteriormente percepiti. Tali formazioni sono pure i sentimenti composti, le emozioni ed i processi di volere. Inoltre queste formazioni psichiche stanno fra loro nelle più diverse combinazioni: le rappresentazioni si collegano ora a maggiori complessi di rappresentazioni contemporanee, ora a regolari serie di rappresentazioni; nè in minor numero sono le combinazioni cui dànno luogo i processi del sentimento, del volere così fra loro come colle rappresentazioni. In tal modo nasce la _connessione delle formazioni psichiche_ come una classe di processi sintetici di _secondo_ grado, che si eleva sulla combinazione più semplice degli elementi in formazioni psichiche. Siccome poi le singole connessioni psichiche costituiscono le une colle altre composizioni alla loro volta ancor più complesse, le quali mostrano pur sempre una certa regolarità nell’ordine delle loro parti, sorgono da queste nuove combinazioni i composti di _terzo_ grado, che noi indichiamo col nome generale di _sviluppi psichici_. Noi possiamo distinguere sviluppi di diversa estensione: quelli di natura più ristretta si riferiscono ad _una sola tendenza psichica_, ad es., allo svolgimento della funzione intellettiva, del volere, del sentimento, oppure talora semplicemente allo sviluppo di una speciale parte di queste forme funzionali: ai sentimenti estetici, morali, ecc. Da una quantità di tali sviluppi parziali sorge poi lo _sviluppo complessivo_ della _singola individualità psichica_. Finalmente, poichè già l’individuo animale, e in più alta misura anche il singolo uomo si trova in continua relazione con esseri dello stesso genere, su questi sviluppi individuali si elevano gli _sviluppi psichici di specie_. Queste diverse parti della storia dello sviluppo psicologico formano, da una parte i fondamenti psicologici di altre scienze: della teoria della conoscenza, della pedagogia, dell’estetica, dell’etica e però sono trattate opportunamente insieme a queste; dall’altra parte esse hanno dato luogo a speciali scienze psicologiche; donde la psicologia del fanciullo, la psicologia animale e sociale. Dei risultati di queste tre ultime scienze qui esporremo in seguito solo quelli che più importano per la psicologia generale.
3. La soluzione dell’ultimo e più generale còmpito della psicologia, la determinazione delle _leggi del processo psichico_, si fonda sullo studio di tutte le combinazioni di grado diverso: delle combinazioni degli elementi in formazioni, delle formazioni in connessioni, delle connessioni in sviluppi. Se tale studio delle composizioni psichiche ci dà a conoscere l’effettiva costituzione dei processi psichici, le proprietà della causalità psichica che si esplica in questi processi, si possono solo dedurre da quelle leggi, alle quali si riferiscono le forme di connessione dei contenuti psichici dell’esperienza e delle loro parti.
Pertanto noi considereremo qui in seguito:
1. gli elementi psichici; 2. le formazioni psichiche; 3. la connessione delle formazioni psichiche; 4. gli sviluppi psichici; 5. la causalità psichica e le sue leggi.
I. — GLI ELEMENTI PSICHICI
§ 5. — Forme principali e proprietà generali degli elementi psichici.
1. Poichè tutti i dati psichici dell’esperienza sono di natura complessa, gli _elementi psichici_, in quanto parti assolutamente semplici ed indecomponibili del fatto psichico, sono i prodotti, di un’analisi ed astrazione, la quale diviene solo possibile perciò che gli elementi sono realmente collegati gli uni agli altri in modi diversi. Se si trova l’elemento _a_ in un primo caso cogli elementi _b, c, d_.... in un secondo con _b’, c’, d’_ e così via, quell’elemento, pel fatto che nessuno degli elementi _b, b’, c, c’_ è costantemente legato ad _a_, può essere astratto da tutti quelli. Se noi, ad es., udiamo un suono semplice di una certa altezza ed intensità, lo possiamo riferire ora a questa, ora a quella direzione dello spazio, e possiamo insieme udire ora questo, ora quest’altro suono. Non essendovi nè una direzione costante nello spazio, nè un costante suono d’accompagnamento, è possibile astrarre da queste parti variabili, così che il singolo suono rimanga solo come elemento psichico.
2. Ai _due_ fattori, onde consta l’esperienza immediata, un contenuto oggettivo dell’esperienza e il soggetto senziente, secondo il § 1 (2), corrispondono _due specie di elementi psichici_, i quali si ottengono come prodotti dell’analisi psichica. Gli elementi del contenuto oggettivo dell’esperienza diciamo _elementi di sensazione_, o semplicemente _sensazioni_: ad es. un suono, una certa sensazione di caldo, di freddo, di luce, ecc. In ogni caso si fa astrazione da tutti i legami di questa sensazione colle altre, non meno che dall’ordine spaziale o temporale della medesima. Gli elementi soggettivi diciamo invece _elementi sentimentali_ o _sentimenti semplici_; esempi di tali elementi sentimentali sono: il sentimento che si accompagna ad una sensazione di luce, di suono, di gusto, d’olfatto, di caldo, di freddo, di dolore; oppure i sentimenti che vanno uniti alla vista di un oggetto piacevole o spiacevole, che sono nello stato dell’attenzione, nel momento di un atto volitivo, e così via. Tali sentimenti semplici sono per doppio riguardo prodotti dell’astrazione: ogni sentimento è al tempo stesso non solo legato ad elementi rappresentativi, ma anche parte di un processo psichico, che si svolge in un certo tempo, durante il quale il sentimento muta da un momento all’altro.
3. Consistendo i veri contenuti psichici dell’esperienza di combinazioni varie fra elementi sensibili e sentimentali, il carattere specifico dei singoli processi psichici è fondato per massima parte non sulla natura di quegli elementi, ma piuttosto sulle loro combinazioni in formazioni psichiche composte. Così, ad es., le rappresentazioni di oggetti spazialmente estesi, una serie temporale di sensazioni, un’emozione, un atto volitivo sono forme _speciali_ della esperienza psichica, le quali però, come tali, non sono già date immediatamente con gli elementi sensibili e sentimentali, come, ad es., le proprietà chimiche dei corpi composti non possono essere determinate, per quanto si enumerino le proprietà degli elementi chimici. Proprietà _specifica_ e natura _elementare_ di processi psichici sono pertanto due concetti tutt’affatto diversi l’uno dall’altro. Ogni elemento psichico è un contenuto specifico dell’esperienza, ma non ogni contenuto dell’esperienza immediata è egualmente un elemento psichico. Così le rappresentazioni spaziali e temporali, l’emozioni, le azioni volitive sono processi specifici, ma non elementari. Alcuni elementi hanno, è ben vero, la proprietà di apparire solo in formazioni psichiche di specie determinata, ma siccome queste contengono regolarmente anche altri elementi, la speciale natura delle formazioni può essere dedotta non dalle proprietà astratte degli elementi, ma soltanto dalla loro maniera di collegarsi. Noi riferiamo, per es., una momentanea sensazione di suono sempre ad un certo istante; ma poichè questa percezione dell’istante dipende dalle relazioni alle altre sensazioni precedenti e seguenti, lo speciale carattere delle rappresentazioni temporali non può essere fondato sulla singola sensazione di suono isolatamente pensata, ma soltanto su quella connessione. Così pure un’emozione come la collera, o un processo volitivo contengono certi sentimenti semplici, che non appaiono in nessun’altra forma psichica; quindi ciascuno di questi processi è un composto, perchè esso ha un decorso nel tempo, nel quale determinati sentimenti si seguono con una certa regolarità, e appunto tutta questa serie di sentimenti è ciò che caratterizza il processo stesso.
4. Le sensazioni e i sentimenti semplici mostrano e proprietà comuni e differenze caratteristiche. Una proprietà comune ai due elementi è di avere ciascuno d’essi _due parti determinative_; noi diciamo _qualità_ e _intensità_ queste due parti determinative inscindibili di ogni elemento. Ogni sensazione semplice, ogni sentimento semplice ha una certa proprietà qualitativa, che li denota di fronte a tutte le altre sensazioni, a tutti gli altri sentimenti: questa proprietà è sempre data con una certa intensità; noi distinguiamo i diversi elementi psichici dalla qualità; percepiamo invece l’intensità come il valore di grandezza appartenente a uno speciale elemento in un caso concreto. Le nostre _denominazioni_ degli elementi psichici si riferiscono esclusivamente alla qualità di esse; perciò noi distinguiamo le sensazioni, come bleu, giallo, caldo, freddo, ecc., e i sentimenti, come serio, allegro, triste, depresso, melanconico, ecc. Esprimiamo invece le differenze d’intensità degli elementi psichici sempre per mezzo delle stesse indicazioni di grandezza, come debole, forte, mediocremente forte, molto forte, ecc. In ambedue i casi queste espressioni sono concetti generali, che servono a un primo ordinamento superficiale degli elementi, ciascuno dei quali abbraccia generalmente un numero illimitatamente grande di elementi concreti. La lingua si è foggiata in modo relativamente completo queste distinzioni delle qualità delle sensazioni semplici, soprattutto dei colori e dei suoni. Invece le denominazioni delle qualità dei sentimenti e dei gradi d’intensità sono rimaste di gran lunga addietro. Talora oltre l’intensità e la qualità si distingue anche l’essere chiaro od oscuro, distinto o confuso[5]; ma poichè queste proprietà, come più sotto sarà dimostrato (§ 15, 4), sorgono sempre solo dalla combinazione di formazioni psichiche, non possono essere considerate come proprietà degli elementi psichici.
5. Ogni elemento, essendo costituito di due parti, della qualità e dell’intensità, possiede nel campo della sua qualità un certo _grado d’intensità_, che si può pensare portato per una continua graduazione a un qualunque altro grado d’intensità dello stesso elemento qualitativo. Ma una tale graduazione è possibile solo in due direzioni, delle quali indichiamo una come _accrescimento_, l’altra come _diminuzione_ dell’intensità. I gradi dell’intensità di ogni elemento qualitativo formano così un’unica dimensione, nella quale da ogni punto si può muovere in due direzioni opposte, allo stesso modo che da un punto qualsiasi di una linea retta. E possiamo esprimere questa proprietà colla seguente proposizione: _i gradi d’intensità di ogni elemento psichico costituiscono un continuo in linea retta_. Diciamo _i punti estremi_ di questo continuo nel caso delle sensazioni _sensazione minima e massima_ e nel caso dei sentimenti _sentimento minimo e massimo_.
Di fronte a questo uniforme modo di comportarsi dell’intensità, le _qualità_ presentano proprietà varianti. Anche ogni qualità può certamente essere ordinata in un continuo tale, che da un determinato punto di esso si possa giungere ad un altro punto qualunque del medesimo per passaggi ininterrotti. Ma questi continui delle qualità, che noi possiamo indicare come _sistemi delle qualità_, mostrano differenze tanto nella varietà delle loro gradazioni, quanto nel numero delle direzioni in esse possibili. Pel primo rapporto noi possiamo distinguere sistemi di qualità _uniformi_ o _varî_, pel secondo sistemi _ad una dimensione_ ed _a più dimensioni_. In un sistema di qualità uniformi sono soltanto possibili delle differenze così piccole, che generalmente non si sentì alcun bisogno pratico di una distinzione linguistica tra le diverse qualità. Epperò noi distinguiamo qualitativamente solo _una_ sensazione di pressione, di caldo, di freddo, di dolore, soltanto _un unico_ sentimento dell’attenzione, dell’attività, ecc.; mentre ognuna di queste qualità è possibile in molti gradi diversi d’intensità. Da ciò non si deve conchiudere che in ciascuno di questi sistemi sia data soltanto una qualità; piuttosto pare che in questi casi la varietà delle qualità sia soltanto più limitata, cosicchè il sistema, se ce lo rappresentassimo in forma sensibile nello spazio, non sarebbe mai ridotto ad un punto. Le sensazioni di pressione, ad es., mostrano senza dubbio per le diverse parti della pelle piccole differenze qualitative, le quali però sono tuttavia abbastanza grandi, perchè si possa nettamente distinguere ogni parte della pelle da un’altra sufficientemente lontana da essa. Invece differenze, come quelle per il contatto di un corpo ottuso od acuto, ruvido o liscio, non devono certo essere considerate come differenze qualitative, perchè esse si fondano sempre su un maggior numero di sensazioni contemporaneamente presenti, dalle cui diverse connessioni in formazioni psichiche composte nascono quelle impressioni.