Part 24
La natura dell’azione di tali combinazioni sulla coscienza può in qualche modo essere chiarita dalla parte importante che spetta nel processo a certi elementi legati all’impressione, ad es., nelle rappresentazioni visive alle sensazioni tattili interne dell’occhio. Sono per l’appunto questi immediati elementi sensibili, che nella corrente fluttuante di elementi rappresentativi venenti incontro all’impressione, ne scelgono alcuni a loro stessi adeguati e li trasportano nella forma corrispondente agli altri elementi dell’impressione immediata. Con ciò si dimostra che non soltanto gli elementi delle nostre rappresentazioni mnemoniche sono relativamente indeterminate e quindi variabili, ma che anche l’apprendimento di un’impressione immediata può a seconda delle condizioni speciali variare entro limiti abbastanza larghi. In tal guisa il processo di assimilazione ha il suo primo punto di partenza da elementi dell’impressione immediata, e principalmente da quelli che hanno un valore predominante per la costituzione delle rappresentazioni, come ad es., nelle rappresentazioni visive dalle sensazioni che accompagnano le posizioni e i movimenti dell’occhio: questi elementi svegliano elementi mnemonici del tatto determinati e a loro stessi adeguati. Questi poi alla lor volta esercitano un’azione d’assimilazione sull’impressione immediata, la quale infine può alla sua volta reagire ancora come assimilatrice sugli elementi riprodotti. Questi atti singoli, come pure l’intero processo, non sono per solito successivi, ma, almeno nella nostra coscienza, simultanei, imperocchè anche il prodotto del processo è appercepito come una rappresentazione tutt’unita direttamente data. Le due proprietà caratteristiche dell’assimilazione stanno dunque in ciò: 1) che essa consta di una somma di processi di combinazione _elementari_, cioè di processi tali che si riferiscono non a un tutto rappresentativo, ma a componenti rappresentativi; 2) che in essa le parti associate agiscono le une sulle altre, modificandosi a vicenda nel senso di una _reciproca assimilazione_.
11. Ciò posto, le differenze capitalissime dei processi di assimilazione composti trovano facilmente la loro spiegazione nella partecipazione, pei singoli casi molto varia, dei diversi fattori richiesti per ogni assimilazione. Nelle comuni rappresentazioni oggettive gli elementi diretti così predominano che i riprodotti per solito sono trascurati, quantunque in realtà essi non manchino mai e siano spesso di assai grande importanza per l’apprendimento degli oggetti. Gli elementi riprodotti si offrono in modo più opportuno alla nostra osservazione, quando l’azione assimilante delle impressioni dirette è inibita da influenze esterne od interne, ad es. quando l’impressione è indistinta e quando nascono sentimenti ed emozioni. In tutti quei casi, nei quali per tal modo la differenza fra l’impressione e la rappresentazione reale diventa così grande che essa si fa tosto manifesta ad un nostro esame più intimo, noi designiamo un tale prodotto d’assimilazione come un’_illusion_.
Il carattere di generalità delle assimilazioni non ci lascia dubitare che esse possano avvenire fra elementi riproducibili, e in modo che, ad es., una rappresentazione mnemonica sorgente in noi sia subito modificata dalla sua relazione con altri elementi mnemonici. Ma in questo caso, come facilmente si comprende, ci mancano i mezzi per la dimostrazione del processo. Possiamo solo affermare come verosimile, che anche nei così detti “processi puri di memoria„ non mancano interamente gli elementi diretti sotto la forma di sensazioni e di sentimenti sensoriali che sono suscitati da stimoli periferici. Ad es., nelle imagini visive riprodotte essi sono senza dubbio presenti sotto la forma di sensazioni tattili interne dell’occhio.
_b. — Le complicazioni._
12. Le _complicazioni_, ossia le combinazioni fra formazioni psichiche eterogenee sono parti costitutive della coscienza non meno regolari delle assimilazioni. Come ben difficilmente v’è una rappresentazione intensiva, o spaziale, oppure un sentimento composto, che non sia in qualche modo modificato dal processo di assimilazione reciproca fra gli elementi diretti e riprodotti, così quasi ciascuna di queste formazioni psichiche è insieme legata ad altre di diversa natura, colle quali ha certe relazioni costanti. Ma la complicazione si distingue sempre dall’assimilazione per il fatto, che l’eterogeneità delle formazioni rende meno stretta l’associazione, per quanto questa sia regolare; e però se in essa uno dei componenti è diretto, l’altro riprodotto, noi ve li possiamo con facilità distinguere immediatamente. Ma d’altro lato vi è un’altra causa che, malgrado la natura diversa facilmente riconoscibile degli elementi, dà pur sempre al prodotto di una complicazione l’aspetto di una formazione organica. La causa sta nel _predominio_ di una formazione psichica sulle altre associate, per cui queste di fronte a quella devono ritirarsi nella parte oscura del campo visivo della coscienza.
Se la complicazione associa un’impressione diretta con elementi riprodotti di natura disparata, l’impressione diretta colle assimilazioni ad essa legate costituisce di regola la parte predominante, mentre gli elementi riprodotti esercitano talora un’influenza notevole soltanto pel loro tono sentimentale. Quando noi parliamo, le rappresentazioni verbali acustiche sono le parti predominanti, colle quali abbiamo oscure le sensazioni di movimento pur date direttamente, e come riproduzioni, le imagini ottiche delle parole. Al contrario nella lettura, quest’ultime sono nel primo piano (Vordergrund) della coscienza, mentre le rappresentazioni uditorie diventano più deboli. Pertanto a causa della proprietà che hanno le rappresentazioni oscure di agire col loro tono sentimentale in modo relativamente forte sull’attenzione (pag. 175 e seg.), l’esistenza di una complicazione può spesso essere avvertita solo dalla speciale colorazione del sentimento totale, che accompagna la rappresentazione predominante. Così, ad es., la impressione particolare di una superficie ruvida, di una punta di stile, di un’arma da fuoco, dipende dalla complicazione dell’immagine visiva colla tattile, e per l’arma da fuoco anche con impressioni uditorie; ma di solito queste complicazioni sono avvertite soltanto pel loro effetti sentimentali.
_B_. — LE ASSOCIAZIONI SUCCESSIVE.
13. L’associazione successiva non costituisce un processo che sia diverso per proprietà essenziali dalle due forme dell’associazione simultanea, l’assimilazione e la complicazione. Essa si fonda piuttosto sulle stesse cause generali e si distingue solo per questa condizione secondaria: il processo di combinazione, il quale là si presenta in un atto che per l’osservazione immediata è indivisibile nel tempo, qui subisce un ritardo, per il quale esso si separa distintamente in _due_ atti. Il primo di questi atti corrisponde al sorgere degli elementi _riproducenti_, il secondo al sorgere dei _riprodotti_. Anche qui in moltissimi casi il primo atto è introdotto da un’impressione di senso esterno, la quale per solito si associa tosto con un’assimilazione Ma siccome ulteriori elementi di riproduzione tendenti ad una assimilazione, oppure anche ad una complicazione, sono arrestati da cause inibitorie, ad es., perchè altre assimilazioni si presentano prima all’appercezione e riescono poi ad agire solo dopo un certo tempo, ne segue, che dal primo atto d’appercezione si separa distintamente un secondo: il contenuto psichico di questo ha subite modificazioni tanto più essenziali quanto più numerosi sono gli elementi introdotti di nuovo dalla ritardata assimilazione e complicazione, e quanto più essi respingono colla loro diversa natura quelli già prima esistenti.
14. Nella maggior parte dei casi un’associazione così sorta si limita a _due_ processi rappresentativi o sentimentali, che si succedono l’un l’altro e sono nella suddetta maniera collegati da assimilazioni o complicazioni; ma al secondo membro possono poi annettersi o nuove impressioni di senso, oppure combinazioni appercettive (§ 17). Più di rado avviene che gli stessi processi, i quali causarono la prima scomposizione di un’assimilazione o complicazione in un processo successivo, si ripetano nel secondo, nel terzo membro, così che sorga in tal modo una _serie associativa_. In generale questo caso si verifica solo in condizioni eccezionali; e precisamente quando si sono prodotte alterazioni nel corso normale delle combinazioni appercettive, ad es., nella così detta “fuga d’idee„ degli alienati. L’associazione a più membri ben difficilmente si presenta nell’uomo normale e nelle consuete condizioni di vita.
14_a_. Una tale associazione a serie può anche determinarsi sotto condizioni create ad arte per l’osservazione, cioè quando intenzionatamente si cerca di sopprimere nuove impressioni di senso e nuove combinazioni appercettive. Ma anche allora essa presenta un corso diverso dallo schema solitamente dato, perchè non ogni membro successivo si annette a quello immediatamente precedente, ma il terzo, il quarto, ecc. al primo, fino a che una speciale impressione di senso, o una rappresentazione con un tono sentimentale d’intensità nuova costituisce tra nuovo punto di collegamento per le associazioni seguenti. Anche le associazioni nella fuga d’idee degli alienati mostrano per lo più lo stesso tipo del ricorso a certi membri principali predominanti.
_a. — I processi di riconoscimento e di conoscimento sensitivi._
15. La comune associazione a due membri nella sua maniera di sorgere dalle combinazioni di assimilazioni e complicazioni può essere nel modo più distinto osservata per entro i processi del riconoscere e conoscere sensitivo. Noi usiamo l’attributo “sensitivo„ per questi processi di associazione, da un lato per dimostrare che il primo membro della combinazione è sempre un’impressione sensibile, dall’altro per distinguere questi processi da quelli _logici_ di conoscenza.
Abbiamo il più semplice caso psicologico di un riconoscimento, quando abbiamo avuta una sol volta la rappresentazione, ad es., visiva di un oggetto e a un nuovo incontro lo riconosciamo pel medesimo. Se il primo incontro è avvenuto solo poco tempo prima, oppure se l’impressione è stata vivace in modo speciale e ha suscitate emozioni, l’associazione si compie di solito immediatamente come un’assimilazione simultanea; e il processo si distingue dalle speciali assimilazioni che hanno luogo in ogni rappresentazione oggettiva, solo per un particolare sentimento concomitante, il _sentimento della contezza_. E perchè un tale sentimento è presente solo quando si è fino ad un certo grado “coscienti„, che l’impressione è già stata una volta in noi, lo si deve manifestamente attribuire a tutti quei sentimenti che provengono dalle rappresentazioni confuse esistenti nella coscienza. La differenza psicologica tra questo nuovo processo ed una solita assimilazione simultanea si può ben riconoscere in ciò, che nel momento in cui il processo di assimilazione si compie coll’appercezione dell’impressione, proprio allora quei componenti della rappresentazione primitiva, i quali non partecipano all’assimilazione, emergono nella penombra della coscienza, e in questo caso la loro relazione agli elementi della rappresentazione appercepita si esplica in quel sentimento. Tali componenti non assimilati possono essere in parte elementi dell’impressione anteriore, i quali sono così diversi da certi elementi dell’impressione nuova che rifuggono dall’essere assimilati; in parte e specialmente, essi possono consistere in complicazioni che già prima erano distintamente presenti, ma ora rimangono inosservate. In una tale cooperazione della complicazione trova una spiegazione il fatto, che per gli oggetti della vista il nome loro, ad es., per le persone il nome proprio, e all’occasione anche alcune particolarità acustiche, ad es. il suono della voce, sono sussidi straordinariamente efficaci per il riconoscimento. Ma questi sussidi perchè giovino, non devono necessariamente essere rappresentazioni chiare nella coscienza. Se noi incontriamo un uomo di cui già abbiamo udito il nome, questo, benchè non ci ritorni tosto distinto alla memoria, può facilitare il riconoscimento.
15_a_. Una tale influenza delle complicazioni può essere dimostrata anche sperimentalmente. Se in una sol volta si presenta all’occhio un certo numero di dischi, i quali mostrino diverse gradazioni di grigio fra bianco e nero, è possibile riconoscere facilmente ogni singolo disco come affine a una certa impressione precedente, fintanto che non si scelgano più che cinque gradi in tutto (cioè tra bianco e nero ancora tre gradazioni di grigio); ma se si prende un maggior numero di gradi, questo riconoscimento non riesce più possibile. Si può con verisimiglianza supporre che questo fatto si connetta colle cinque determinazioni comuni: bianco, grigio chiaro, grigio, grigio oscuro, nero. Infatti ne sarebbe una conferma l’osservazione, che, esercitandosi a un maggior numero di designazioni, si può anche riconoscere un maggior numero di gradazioni (eventualmente sino a 9). È vero che in queste ricerche la complicazione può essere distintamente cosciente; ma non occorre che dapprima lo sia, specialmente nelle cinque gradazioni comuni; piuttosto qui di solito la designazione conveniente è cercata solo quando il vero atto di riconoscimento è già compiuto.
16. Le osservazioni esposte ci rendono conto anche delle condizioni, nelle quali il riconoscimento può trasformarsi da un’associazione simultanea in una successiva. Se passa un certo tempo prima che gli elementi rappresentativi anteriori, a poco a poco sorgenti nella coscienza, producano un distinto sentimento di riconoscimento, allora l’intero processo si scinde in _due_ atti, in quello dell’_apprendimento_ e in quello del _riconoscimento_, dei quali il primo è legato soltanto alle consuete assimilazioni simultanee, mentre nel secondo si hanno gli effetti di quegli elementi della rappresentazione anteriore, i quali rimangono oscuri, e però non sono assimilabili. Ne segue, che il processo di riconoscimento si distingue tanto più distintamente in due atti, quanto maggiori sono le differenze dell’impressione anteriore e della nuova. Allora non solo suole esservi una più lunga pausa di notevole arresto tra apprendimento, e riconoscimento, ma anche i processi appercettivi, cioè i processi dell’attenzione volontaria corrispondenti allo stato della reminiscenza (Besinnen) agiscono sulle associazioni nel senso di promuoverle. Il fatto detto del “riconoscimento mediato„ costituisce un caso estremo di questa specie; in esso un oggetto non è riconosciuto per le proprietà ad esso inerenti, ma a causa di qualche particolarità concomitante che si trova con esso in connessione casuale, ad es., una persona incontrata è riconosciuta a causa di un’altra che l’accompagna, e simili. Non è possibile trovare una differenza psicologica essenziale tra questo caso e quello del riconoscimento immediato. Anche quelle proprietà che non spettano per sè stesse all’oggetto riconosciuto, appartengono pur sempre a tutto il complesso degli elementi rappresentativi, che insieme agiscono nella preparazione e nel compimento dell’associazione. Però quel ritardo di tempo che separa l’intero processo del riconoscimento in due processi rappresentativi, e che spesso anche richiede il soccorso della reminiscenza volontaria, si presenta, come è facile comprendere, in modo più pronunciato in questi riconoscimenti mediati.
17. Il processo di riconoscimento semplice, come esso si svolge nell’incontro di un oggetto già altre volte percepito, costituisce il punto di partenza per lo svolgimento degli altri più vari processi di associazione, così di quelli, che al pari di esso stanno ancora sul confine di associazione simultanea e successiva, come di quelli nei quali il ritardo che conduce all’associazione successiva, si dimostra poi nella formazione di associazioni di assimilazione e complicazione. E così il riconoscimento di un oggetto spesso percepito è un processo che si svolge più facilmente e quindi per solito si compie simultaneamente; questo processo si avvicina ancor più alla solita assimilazione, perchè il sentimento di contezza è di un’intensità molto minore. Il processo del _conoscere sensitivo_ si distingue per solito soltanto in piccola parte da questi riconoscimenti di singoli oggetti famigliari. La differenza logica dei due concetti sta in ciò, che il riconoscere designa un’affermazione dell’identità individuale del nuovo oggetto osservato con uno osservato anteriormente; il conoscere invece indica la subsunzione dell’oggetto ad un concetto di già ben noto. Però nel processo del conoscere sensitivo non ha luogo una reale subsunzione logica, siccome non esiste uno sviluppato concetto generale, al quale possa essere subordinato. L’equivalente psicologico di una tale subsunzione sta piuttosto solo nell’essere l’impressione riferita a un numero indeterminatamente grande di oggetti. E ora poichè questo riferimento presuppone l’anteriore rappresentazione di oggetti diversi che concordino soltanto in certe proprietà, tanto più il processo del conoscimento psicologico coincide con una comune assimilazione, quanto più famigliare è la classe di oggetti alla quale l’oggetto appartiene, e quanto più questo concorda coi caratteri generali della classe. Ma poi anche il sentimento proprio ai processi di conoscimento e riconoscimento decresce in eguale misura e da ultimo sparisce interamente, e allora noi in questi casi dell’incontro di oggetti di natura comune non parliamo più affatto di un processo di conoscimento. Questo processo anche in tali casi si manifesta distintamente tosto che l’assimilazione incontri qualche _arresto_, o perchè la rappresentazione di quella certa classe di oggetti sia divenuta insolita, o perchè il singolo oggetto offra proprietà eccezionali. Allora qui l’associazione simultanea può cedere il passo alla successiva, diventando apprendimento e conoscimento due processi susseguentisi. In egual misura anche il _sentimento di conoscimento_ appare ora come un sentimento specifico, che è affine certamente al sentimento di contezza, ma che però, in conformità alle diverse condizioni di sua origine, si distingue in modo caratteristico specialmente per il suo decorso nel tempo.
_b. — I processi di memoria._
18. Il processo di riconoscimento semplice si svolge in una direzione essenzialmente diversa, se quegli ostacoli ad una pronta assimilazione che determinano la trasformazione di un’associazione simultanea in una successiva, sono tanto grandi, che gli elementi rappresentativi antagonistici alla nuova rappresentazione sensitiva (o dopo ohe il processo di conoscimento si sia svolto, o anche senza che sia avvenuto) si riuniscono in una nuova formazione rappresentativa, la quale è riferita direttamente a un’impressione antecedente. Il processo che così si svolge, è il _processo dì memoria_, e la rappresentazione che per tal guisa giunge all’appercezione, è detta _rappresentazione mnemonica o imagine mnemonica_.
18_a_. I processi di memoria sono quelli, ai quali la psicologia dell’associazione ha limitato per lo più l’uso del concetto d’associazione. Ma essendo essi, come lo dimostra l’esposizione antecedente, associazioni che hanno luogo sotto condizioni specialmente complesse, fu con ciò fin dall’inizio resa impossibile la spiegazione genetica delle associazioni. Si comprende pertanto che la dottrina dell’associazione in discorso si limita essenzialmente a dividere le diverse specie dei prodotti di associazioni che si osservano nei processi di memoria, prendendo a punto di partenza una considerazione logica e non psicologica. Una conoscenza dei processi psichici che agiscono nelle associazioni, è solo possibile quando si parta dai processi più semplici di associazione. La comune assimilazione simultanea, il processo di riconoscimento simultaneo e successivo si presentano già per sè stessi come i naturali antecedenti dell’associazione di memoria. Il primo di quei processi di riconoscimento non è che un’assimilazione accompagnata da un sentimento, indizio d’elementi rappresentativi oscuramente presenti nella coscienza e non assimilabili. Nel secondo processo questi elementi ribelli hanno un’azione d’arresto, così che il riconoscimento ritorna alla primitiva forma di un’associazione successiva, essendo l’impressione assimilata dapprima nella solita maniero, e poi in un secondo atto con concomitante sentimento di contezza; e in ciò si ha anche una prova della maggiore partecipazione di certi elementi di riproduzione. Quando in questa forma semplicissima di associazione successiva le due rappresentazioni che si seguono, sono riferite ancora a un medesimo oggetto, di cui sono appercepiti nei due atti elementi rappresentativi e sentimentali in parte diversi, allora abbiamo una modificazione essenziale nell’_associazione di memoria_. Predominando in essa gli elementi eterogenei delle impressioni anteriori, alla prima assimilazione dell’impressione segue la formazione di una rappresentazione, nella quale sono contenuti tanto elementi dell’impressione nuova quanto elementi delle impressioni antecedenti, capaci di assimilazione a causa di certi loro componenti. Quanto più prevalgono gli elementi eterogenei, tanto più la rappresentazione che sorge seconda, è appresa come _diversa_ dalla nuova percezione; quanto più invece si mostrano elementi affini, tanto più essa è appresa come _simile_. Ma sempre la seconda rappresentazione si contrappone alla nuova impressione come una formazione psichica che è d’origine _riproduttiva_ ed è indipendente.
19. Le condizioni generali che stanno a base del sorgere delle rappresentazioni mnemoniche, possono alla lor volta offrire gradazioni e differenze, che vanno parallele alle forme già ricordate dei processi di riconoscimento e conoscimento. E infatti quei processi che sopra (15, 17) imparammo a conoscere come diverse modificazioni della solita assimilazione: il riconoscimento di un oggetto già rappresentato _una volta_, di uno già famigliare per _frequenti_ rappresentazioni, come pure il conoscimento di un oggetto _noto_ per un suo carattere generale, dànno luogo a diverse modificazioni nei processi di memoria.
Il riconoscimento _semplice_ passa in un atto di memoria tosto che all’assimilazione immediata di un’impressione facciano ostacolo quegli elementi, che appartengono non all’oggetto stesso, ma a circostanze a lui concomitanti nella rappresentazione anteriore. Appunto perchè l’oggetto era stato incontrato una sol volta, oppure perchè nella riproduzione è considerato come incontrato una sol volta, quegli elementi concomitanti possono essere relativamente chiari e determinati e insieme mostrare distinta la loro differenza dalle concomitanze della nuova impressione. In tal guisa dapprima sorgono forme miste; che stanno fra il riconoscimento e la memoria; l’oggetto è riconosciuto ed è insieme riferito a una determinata rappresentazione sensitiva anteriore; le cui condizioni concomitanti aggiungono all’immagine mnemonica una determinata relazione di spazio e di tempo. Il processo di memoria predomina specialmente in quei casi, nei quali l’elemento della nuova impressione, che agisce come assimilante, è pienamente cacciato dalle restanti parti costitutive della immagine mnemonica; così che la relazione associativa tra esso e l’impressione precedente può restare interamente nascosta.