Part 10
9_a_. Fra le tre direzioni principali di sentimenti ora distinte è stata di solito presa in considerazione solo quella di piacere e di dispiacere, le altre erano annoverate tra le emozioni. Poichè le emozioni, come vedremo nel § 13, sono combinazioni di sentimenti secondo leggi, è chiaro che le forme fondamentali delle emozioni debbano già essere preformate negli elementi sentimentali. Alcuni psicologi hanno inoltre considerato il piacere e il dispiacere, non come concetti collettivi riferentisi a una grande varietà di sentimenti singoli, ma come riferentisi a stati concreti pienamente uniformi, così che, ad es., il dispiacere del dolore di denti, di un insuccesso intellettuale, di un avvenimento tragico, ecc., dovrebbero nel loro contenuto sentimentale essere identici. Altri ancora cercarono identificare i sentimenti con speciali sensazioni, e precisamente colle sensazioni della pelle e muscolari. Queste teorie lasciano senza risposta i problemi dei processi sentimentali composti, come pure di tutta l’estetica e l’etica, oppure esse, ad imagine della psicologia volgare, ricorrono a interpretazioni intellettualistiche. Si suole in questo caso dapprima annullare l’effetto estetico mediante riflessioni logiche su di esso, per poi affermare che queste riflessioni sono l’effetto stesso. Piuttosto si potrebbe ammettere che le sei classi di sentimenti, che si ottengono dalle tre suddistinte direzioni (piacere, dispiacere, eccitazione, inibizione, tensione, sollievo), siano già di per sè stesse qualità semplici concrete, nelle quali si formino differenze qualitative soltanto per le diverse intensità e mescolanza dei fattori. Ma contro ciò sta l’osservazione dei sentimenti semplici, specialmente di colore e di suono. Quando, ad es., si fa variare il colore bleu puro dello spettro dal bleu cielo profondo all’indaco-bleu, si ottiene in ambedue i casi l’impressione di riposo propria di questo colore, ma in una tonalità alquanto diversa, che difficilmente si può spiegare, supponendo che si sia introdotta un’altra direzione sentimentale. La teoria delle tre coppie uniformi di sentimento ancora meno potrebbe bastare a spiegare quei sentimenti che sono legati a impressioni composte. Così l’accordo della terza maggiore, della quarta e quinta è accompagnato da sentimenti di piacere diversi non solo intensivamente, ma anche qualitativamente. La mancanza di designazioni nel linguaggio rende senza dubbio più difficile la sicura distinzione di tali gradazioni dei sentimenti. Ma questa mancanza può tanto meno essere riferita a una mancanza dei sentimenti stessi, in quanto essa in questo caso trova spiegazione in altre ragioni. Una conferma alla nostra conclusione ci è data dalle sensazioni, per le quali il numero dei nomi è più grande, a causa della loro continua applicazione oggettiva, senza che però esso raggiunga, anche solo lontanamente, la moltitudine delle qualità soggettivamente distinguibili nelle sensazioni, principalmente poi per le sensazioni di suono, di colore, di luce.
10. Si è posta la questione, se ai sentimenti semplici, alla stessa guisa che alle sensazioni, corrispondano determinati _processi fisiologici_. Mentre la vecchia psicologia propendeva a negare tale questione, e a contrapporre il sentimento come uno stato interno puramente psichico alle sensazioni suscitate dal mondo esterno, in più recente tempo si è di solito risposto affermativamente, senza tuttavia potersi appoggiare ad una sufficiente dimostrazione empirica.
Senza dubbio le nostre teorie sui fenomeni fisiologici, concomitanti ai sentimenti, devono avere a guida processi fisiologici realmente dimostrabili; così come le teorie sui fondamenti fisiologici delle sensazioni si uniformarono ai risultati delle ricerche sulla struttura e funzione degli organi di senso. Avuto riguardo alla natura soggettiva dei sentimenti, tali processi concomitanti non dovranno essere cercati, come per la sensazione, in processi che siano direttamente prodotti nell’organismo da azioni esterne, ma piuttosto in processi che sorgano come _effetti_ a quelli suscitati direttamente. Su questa via c’indirizza pure l’osservazione delle formazioni composte di elementi sentimentali, delle emozioni e dei processi volitivi, come quelle che sono accompagnate da fenomeni fisiologici chiaramente percettibili, i quali presentano sempre esteriori movimenti corporei o alterazioni nello stato degli organi esterni di movimento.
Mentre l’analisi delle sensazioni e delle formazioni psichiche, che da esse derivano, è fondata sull’uso diretto del _metodo d’impressione,_ l’indagine dei sentimenti semplici e dei processi, che sono composti di sentimenti, può giovarsi solo in modo indiretto di questo metodo. Invece il _metodo dell’espressione_, cioè la ricerca degli effetti fisiologici di processi psichici, è in modo speciale adatto per lo studio dei sentimenti e dei processi composti di sentimenti, perchè, come l’esperienza dimostra, tali effetti sono regolarmente sintomi dei processi sentimentali. In questo senso si può, per aiutare il metodo dell’espressione, trarre vantaggio da tutte le manifestazioni, nelle quali si danno a conoscere esteriormente gli stati interni dell’organismo. A tale ordine di manifestazioni appartengono, insieme ai movimenti dei muscoli esterni, i movimenti della respirazione e del cuore, le contrazioni e le dilatazioni dei vasi sanguigni delle diverse parti del corpo, la dilatazione e il restringimento della pupilla, e altre simili. Il più sensibile di questi sintomi è il moto cardiaco, di cui ci da un’imagine fedele il polso esaminato ad una arteria periferica. Nel caso dei sentimenti semplici mancano generalmente tutte le altre manifestazioni; soltanto per una grande intensità di essi, per la quale essi passano nel tempo stesso continuamente in emozioni, si presentano anche altri sintomi, specialmente alterazioni di respiro e movimenti mimici.
11. Fra le suricordate direzioni di sentimenti, i sentimenti di _piacere_ e di _dispiacere_ sono specialmente quelli, pei quali è stata dimostrata una regolare relazione ai movimenti del polso. Essa consiste in un rallentamento e rinforzamento del polso per i sentimenti di piacere, in un acceleramento e indebolimento per quelli di dispiacere. Per le altre direzioni le modificazioni intervenute possono essere argomentate con una certa verosimiglianza solo dagli effetti delle emozioni corrispondenti (§ 13,5). Pertanto i sentimenti _eccitanti_ sembrano manifestarsi solo con pulsazioni più forti, i _calmanti_ con più deboli, senza alcuna contemporanea modificazione nella velocità; i sentimenti di _tensione_ invece con polso più lento e indebolito, quelli di _sollievo_ con polso accelerato e rinforzato. Appartenendo la maggior parte dei sentimenti singoli a più direzioni, in molti casi la pulsazione diventa complessa e si può al più conchiudere generalmente per la preponderanza dell’una o dell’altra direzione del sentimento; ma anche questa conclusione rimane incerta, fintanto ch’essa non viene confermata da una diretta osservazione del sentimento.
11_a_. I rapporti che offrono una certa probabilità, dopo le ricerche fin’ora fatte sui sintomi che il polso ci dà dei sentimenti e delle emozioni, sono rappresentati dallo schema seguente:
Polso _________________|________________ | | forte debole ____________|____________ ___________|_______ | | | | | | rallentato | accelerato rallentato | accelerato | | | | | | piacere eccitazione sollievo tensione calma dispiacere | | |_________| | | | |__________________________________| | |_______________________________________________________|
Come appare da questo schema, l’eccitazione e la calma si manifestano con sintomi del polso semplici, il piacere e il dispiacere, il sollievo e la tensione con sintomi doppi. Del resto questo schema, per lo più dedotto da complicati effetti di emozioni, abbisogna della conferma di ricerche, nelle quali si prenda cura d’isolare le principali direzioni del sentimento. Così pure le variazioni nei movimenti di respirazione e nella tensione muscolare ecc., aspettano ancora ulteriori indagini. Dal fatto che ogni sintomo si presta a più interpretazioni, appare anche che se un determinato sentimento è dato all’osservazione del psicologo, questi può conchiudere dai sintomi presenti a determinati effetti d’innervazione, ma non può mai dai sintomi fisiologici conchiudere all’esistenza di certi sentimenti. Da ciò segue che è inammissibile porre allo stesso livello rispetto al valore psicologico, il metodo dell’espressione e quello dell’impressione. Per la natura stessa della cosa, nell’arbitraria produzione e variazione dei processi psichici è possibile usare il solo metodo d’impressione. Il metodo d’espressione può dare sempre solo risultati, i quali sono in grado di spiegare i fenomeni fisiologici accompagnanti i sentimenti, non mai però la natura psicologica di questi.
Specialmente le alterazioni osservate nel polso devono essere considerate come effetti di un mutamento nell’innervazione del cuore che parte dal centro di esso. Ora la fisiologia dimostra, che il cuore sta in connessione cogli organi centrali mediante un doppio sistema: mediante un sistema di _nervi di eccitamento_, che corrono nei nervi simpatici e indirettamente provengono dal midollo allungato, e mediante un sistema di _nervi d’inibizione_, che corrono nel X nervo cerebrale _(Vagus)_, ed hanno egualmente la loro origine nel midollo allungato. La regolarità normale della pulsazione dipende da un equilibrio tra le influenze dei nervi eccitanti e inibenti, pei quali, oltre che nel cervello, sono centri anche nel cuore stesso, nei gangli di esso: Ogni aumento e ogni diminuzione dell’energia cardiaca ammette in generale una doppia spiegazione: il primo può provenire dall’aumento dell’innervazione eccitante o dalla diminuzione di quella inibente, la seconda dalla diminuzione dell’eccitante e dall’aumento dell’inibente, e in ambedue i casi le due influenze possono anche combinarsi. Noi non abbiamo un espediente per la distinzione di queste possibilità; ma la circostanza che la stimolazione dei nervi d’inibizione ha un più rapido effetto di quella dei nervi d’eccitamento, può in molti casi offrirci una notevole probabilità per l’una o per l’altra supposizione. I sintomi che il polso dà dei sentimenti, seguono assai presto le sensazioni che li producono. Si può quindi con probabilità conchiudere che le variazioni dell’innervazione d’inibizione, proveniente dal cervello e guidata per il vago, siano specialmente quelle che noi osserviamo nei sentimenti e nell’emozioni. Epperò si può forse ammettere che alla tonalità sentimentale d’una sensazione corrisponda fisiologicamente una diffusione dei processi stimolatori dal centro di senso agli altri domini centrali, che stanno in rapporto colle origini dei nervi d’inibizione del cuore. Quali siano questi domini centrali noi ancora non lo sappiamo; ma la circostanza, che i sostrati fisiologici per tutti gli elementi della nostra esperienza psicologica appartengono con ogni probabilità alla corteccia cerebrale, rende accettabile quest’opinione anche per il campo centrale di quell’innervazione d’inibizione; mentre oltre a ciò le differenze essenziali delle proprietà dei sentimenti da quelle delle sensazioni non lasciano credere che quel centro sia identico ai centri di senso. Se si ammette una speciale regione corticale come organo di tali effetti, non vi è alcuna ragione per presupporre che ogni centro sensitivo abbia uno speciale centro di trasmissione, ma la piena omogeneità dei sintomi fisiologici ci fa credere piuttosto che esista un unico dominio, il quale debba essere una specie di organo centrale di collegamento fra i diversi centri di senso. (Sul particolare significato di una tale regione centrale e sulla sua probabile posizione anatomica v. più innanzi § 15, 2_a_).
II. — LE FORMAZIONI PSICHICHE
§ 8. — Concetto e divisione delle formazioni psichiche.
1. Per “formazione psichica„ noi intendiamo ogni parte composta della nostra esperienza immediata, la quale si distingue per certi caratteri da tutto l’altro contenuto dell’esperienza stessa, e in modo che essa è appresa come un’unità relativamente indipendente, ed è stata designata con un nome speciale, quando il bisogno pratico lo richiedeva. Il procedimento di denominazione ha qui seguito la regola generalmente tenuta dalla lingua; questa infatti si limita alla designazione delle _classi_ e delle _speci_ principalissime, sotto le quali i fenomeni possono essere assunti, mentre la distinzione delle formazioni concrete è lasciata all’intuizione immediata. E però espressioni, come rappresentazioni, emozioni, azioni del volere e simili, indicano classi generali di formazioni psichiche, mentre espressioni, come rappresentazioni visive, gioia, collera, speranza, ecc., indicano singole speci contenute in ogni classe. Queste designazioni nate dall’esperienza pratica d’ogni giorno, poichè si basano su caratteri differenziali realmente esistenti, potranno essere mantenute anche dalla scienza. Solo che questa deve rendersi conto tanto della natura di ogni carattere, quanto del particolare contenuto delle singole forme principali di formazioni psichiche, per dare ai singoli concetti un più esatto significato. E qui sin dal principio si devono tener lontani due pregiudizi, ai quali quelle originarie denominazioni facilmente conducono: l’uno sta nell’opinione, che una formazione psichica sia un contenuto assolutamente indipendente della nostra esperienza immediata; l’altro sta nel credere che a certe formazioni, alle rappresentazioni, ad es., spetti una specie di realtà _sostanziale_. In verità le formazioni psichiche hanno soltanto il valore di unità _relativamente_ indipendenti che, come sono già per sè stesse composte di molteplici elementi, così stanno fra loro in una connessione generale, nella quale si collegano continuamente formazioni relativamente semplici a formazioni più complesse. Inoltre le formazioni, allo stesso modo degli elementi psichici, che sono in esse contenuti, non sono mai oggetti, ma _processi_, che variano da un momento all’altro, e però si possono pensare, fissati in un dato momento solo mediante un’arbitraria astrazione, che è assolutamente indispensabile allo studio di alcuni di essi (v. § 2; pag. 11).
2. Tutte le formazioni psichiche sono decomponibili in elementi psichici, cioè in sensazioni pure e in sentimenti semplici. Ma questi elementi, conformemente alle proprietà dei sentimenti semplici studiati nel § 7, si comportano in modo essenzialmente diverso, in quanto gli elementi sensibili, ottenuti mediante una tale scomposizione, appartengono sempre a uno dei sistemi di sensazioni più su considerati; mentre come elementi sentimentali si presentano non solo quelli che corrispondono alle sensazioni pure contenute nella formazione psichica, ma anche altri che nascono solo quando gli elementi si combinano in una formazione. Perciò i sistemi qualitativi della sensazione rimangono sempre costanti nello sviluppo delle più varie formazioni; laddove i sistemi qualitativi dei sentimenti semplici continuamente crescono in tale sviluppo. Con questa proprietà se ne collega un’altra, che è in massimo grado caratteristica per la reale natura dei processi psichici. Le proprietà delle formazioni psichiche non sono soltanto prodotti della proprietà degli elementi psichici che in esse entrano, ma in seguito alla combinazione degli elementi si aggiungono a quelle sempre proprietà _nuove_, che sono particolari alle formazioni come tali. Così una rappresentazione visiva contiene non solo la proprietà delle sensazioni luminose, e insieme delle sensazioni dì posizione e di movimento dell’occhio, ma oltre a ciò anche le proprietà dell’ordine spaziale delle sensazioni, che queste in sè e per sè non contengono affatto; oppure un processo volitivo non consiste solo di rappresentazioni e sentimenti, nei quali i singoli atti del processo possano venire scomposti, ma dalla combinazione di questi atti risultano nuovi elementi sentimentali, che sono specificamente particolari al processo volitivo composto. Ma qui anche le combinazioni degli elementi di sensazione e di quelli sentimentali si comporta in modo diverso, perchè pei primi, a causa della costanza dei sistemi di sensazioni, sorgono non sensazioni _nuove_, ma particolari _forme dell’ordine delle sensazioni_: queste forme sono le _varietà estensive di spazio e di tempo;_ nelle combinazioni degli elementi sentimentali si formano invece _nuovi sentimenti semplici_, i quali, congiunti cogli originari, presentano unità sentimentali _intensive_ di natura composta.
3. La divisione delle formazioni psichiche si fonda naturalmente sugli elementi, dei quali esse constano. Diciamo _rappresentazioni_ le formazioni che sono, o in tutto o in preponderanza, costituite da sensazioni; chiamiamo _moti d’animo_ quelle che in massima parte constano di elementi sentimentali. Ma anche per le formazioni valgono le stesse limitazioni che per i corrispondenti elementi; se quelle sono ancor più di questi, sorte dall’immediata distinzione dei reali processi psichici, non vi è però in fondo un puro processo rappresentativo, come non vi è un moto d’animo puro; ma noi possiamo soltanto astrarre nel primo caso da questo e nel secondo da quello. Anche qui appare una relazione analoga a quella esistente tra gli elementi, perchè per le rappresentazioni è possibile trascurare gli stati soggettivi concomitanti, mentre la descrizione dei moti d’animo deve sempre presupporre qualche rappresentazione. Queste rappresentazioni però possono essere di assai varia maniera per le singole speci e maniere dei moti d’animo.
Noi distinguiamo quindi tre forme principali di _rappresentazioni_: 1) rappresentazioni intensive; 2) rappresentazioni di spazio; e 3) rappresentazioni di tempo; e similmente tre forme principali di _moti d’animo:_ 1. composizioni intensive di sentimenti; 2. emozioni; 3. processi volitivi. Le rappresentazioni di tempo costituiscono un punto di passaggio fra le due forme fondamentali, perchè certi sentimenti hanno una parte essenziale al sorgere di esse.
§ 9. — Le rappresentazioni intensive.
1. Noi diciamo rappresentazione intensiva una combinazione di sensazioni, nella quale ogni elemento è legato a un secondo, proprio nella stessa guisa che a un qualunque altro. In questo senso, ad es., l’accordo _re fa la_ è una rappresentazione intensiva. Le singole combinazioni, nelle quali si può scomporre quell’accordo, in qualunque ordine possano essere pensate, come _re fa, re la, fa re, fa la, la re, la fa_, sono nell’apprendimento immediato fra loro di egual valore. Questo appar chiaro, tosto che noi paragoniamo quell’accordo con una serie di sensazione sonore identiche, dove _re fa, re la, fa re, fa la_, ecc., sono rappresentazioni essenzialmente diverse. Le rappresentazioni intensive possono quindi essere definite anche come _combinazioni di elementi sensibili in un ordine permutabile a piacimento_.
Per questa proprietà le rappresentazioni intensive non presentano alcun carattere derivante dal modo in cui sono collegate le sensazioni, carattere per il quale esse possano venir scomposte in singole parti; ma una tale scomposizione è sempre possibile solo in base alla diversità delle sensazioni componenti. Così noi distinguiamo gli elementi dell’accordo _re fa la_, solo perchè in esso udiamo i toni qualitativamente diversi _re, fa, la_. Questi singoli elementi entro l’organica rappresentazione del tutto, possono però essere meno nettamente distinti che nel loro stato isolato. Questo ritrarsi degli elementi di fronte all’impressione del tutto, fatto che ha una grande importanza in tutte le forme delle combinazioni rappresentative, noi lo diciamo: _fusione delle sensazioni_, e nel caso speciale delle rappresentazioni intensive: _fusione intensiva_. Se un elemento è così intimamente legato ad un altro, che possa essere percepito nel tutto solo mediante una non comune direzione dell’attenzione, appoggiata dalla variazione sperimentale delle condizioni, diciamo la fusione _perfetta_; se invece l’elemento si confonde pur sempre nell’impressione totale, ma in modo che rimanga di per sè direttamente riconoscibile nella sua propria qualità, diciamo la fusione _imperfetta_. Diciamo infine _elementi predominanti_ quegli elementi, che fanno prevalere sugli altri le loro qualità. Il concetto della fusione nel senso qui definito è un concetto _psicologico_; esso presuppone che gli elementi fusi nella rappresentazione possano di fatto essere soggettivamente dimostrati; è chiaro che esso non deve quindi essere confuso col concetto, tutt’affatto d’altro genere e puramente fisiologico, della fusione d’impressioni esterne in un unico processo di stimolazione. Se, ad es., si combinano colori complementari del bianco, non si ha naturalmente alcuna fusione psicologica.
In realtà tutte le rappresentazioni intensive ammettono sempre anche certi legami spaziali e temporali. Così, ad es., un accordo ci è sempre dato come un processo che ha durata nel tempo, che noi, benchè spesso solo indeterminatamente, riferiamo a una direzione qualsiasi nello spazio. Ma poichè queste proprietà temporali e spaziali possono variare a piacimento per un’eguale natura intensiva delle rappresentazioni, si astrae da esse nello studio delle proprietà intensive delle rappresentazioni.
2. Nelle _rappresentazioni del senso generale_ si dànno fusioni intensive, quali combinazioni di sensazioni di pressione con sensazioni di caldo o di freddo, di sensazioni di pressione o di temperatura con sensazioni di dolore. Queste fusioni sono generalmente imperfette, e talora nessun elemento predominante risalta decisamente sugli altri. Più strette sono le combinazioni di certe _sensazioni dell’olfatto e del gusto_; esse sono evidentemente favorite pel lato fisiologico dalla vicinanza degli organi di senso, pel lato fisico dal regolare combinarsi di certe azioni stimolanti nei due organi di senso. Di solito le sensazioni più intensive sono le predominanti, e quando questo predominio spetta alle sensazioni di gusto, l’impressione composta è per lo più appresa come una qualità in tutto gustativa, così che la maggior parte dei così detti, volgarmente, “sapori„ sono in realtà composizioni di sapori o di odori.
Il _senso dell’udito_ presenta nella più ricca varietà rappresentazioni intensive di tutti i gradi possibili di composizione. Fra esse quelle relativamente più semplici, che stanno più vicine ai toni semplici, sono i _suoni isolati_; forme più complesse sono date dagli _accordi_, dai quali sotto certe condizioni e per la contemporanea connessione con sensazioni semplici di rumore, sorgono i _rumori composti_.