Compendio di Chimica Fisiologica

Part 5

Chapter 5 3,367 words Public domain Markdown

Per riconoscere i pigmenti biliari nell'urina può usarsi il metodo di Hathrein che è semplicissimo: egli aggiunge all'urina riscaldata della tintura di iodo, la quale da una colorazione verde, nel caso che vi sia della bile.

_Biliverdina_. La bile, estratta da un animale morto da qualche tempo, è colorata in verde: questa colorazione le è data dalla biliverdina che vien dalla ossidazione della bilirubina. Differisce da questa perche incristallizzabile: è insolubile nell'acqua, nell'etere, nel cloroformio, è solubile nell'alcool.

Risponde alle reazioni della bilirubina: è trasformato dall'idrogeno nascente in idrobiliverdina.

Altri pigmenti biliari son la bilifuscina, la biliprasina, la bilicianina, la biliumina.

La prima è un prodotto di idratazione della bilifuscina, la seconda è un prodotto di idratazione della biliverdina, mercè due molecole d'acqua. Staedeler ha descritto un altra pigmento-bilumina.

Credo utile raggruppare i principali pigmenti biliari in un quadro che ne segua l'origine e lo sviluppo:

2(C_{96}H_{51}N_{6}Fe_{3}O_{18}) + 6HO = 6(C_{32}H_{48}N_{2}O_{6}}) + 6FeO ematina bilirubina

C_{32}H_{48}N_{2}O_{6} + (H_{2}O + 3O) = C_{32}H_{20}N_{2}O_{10} bilirubina biliverdina

C_{32}H_{48}N_{2}O_{6} + (H_{2}O + O) = C_{32}H_{20}N_{2}O_{8} bilirubina bilifuscina

C_{32}H_{20}N_{2}O_{10} + (H_{2}O + O) = C_{32}H_{22}N_{2}O_{12} bilifuscina biliprasina

_Pigmenti dell'urìna_.

_Urobilina_: si forma nell'urina per azione di un cromogeno od urobilinogeno in essa contenuto: la quantità, che se ne elimina, normalmente, eccede mai un limite basso, invece nell'urina febbrile può esservene talvolta una quantità notevolissima. Però è da notare che l'urobilina normale e quella febbrile si differenziano per alcuni caratteri ottici: da questa ultima può ottenersi l'urobilina normale mercè l'azione del permanganato di potassio (Mac Munn).

Per riconoscerlo, basta aggiungere all'urina del cloroformio ed agitare: il cloroformio prenderà così il colore giallo il quale si farà giallo scuro, con fuorescenza verde, aggiungendo della tintura di iodo.

Aggiungasi all'urina dell'ammoniaca o un poco di soluzione di cloruro di zinco: l'urobilina dà una bella fluorescenza verde.

Aggiungendo all'urina molto acido cloridrico, l'urobilina dà ad esso un colore violetto.

_L'urocromo_ è il pigmento normale e costante dell'urina: può ottenersi da questo come polvere amorfa d'un colore tra il nero ed il giallo, solubile nell'acqua, negli alcali, negli acidi e precipitato dall'acetato neutro di piombo.

La sua soluzione acquosa esposta all'aria si arrossa.

Per riconoscerlo si fan cadere delle gocce d'acido cloridrico sull'urina riscaldata: s'ha un colore violaceo-rosso intenso, proporzionalmente, all'urocromo, dell'urina.

_L'uroeritrina_ rappresenta, secondo le vedute moderne il prodotto di ossidazione dell'indicano, pero nelle urine, escrete da qualche tempo, lo si trova sempre: si emette già formato in casi patologici.

Per vederne la presenza nell'urina si aggiunge a questa dell'acetato di piombo; si avranno i cloruri, i solfati, i fosfati, gli urati di piombo i quali preciteranno perchè insolubili; questo precipitato sarà bianco in assenza di uroeritrina, ma sarà più o men roseo o rosso, se l'urina contiene uroeritrina.

Alle volte, nel precipitare, l'acido urico e gli urati appaion tinti in rosso-mattone: questa pigmentazione devesi all'uroeritrina.

_L'indicano_ o acido indossilsolforico è un pigmento giallo dell'urina che s'origina dall'indole il quale si forma nell'intestino per azione del succo del pancreas sugli albuminoidi: questo viene prima ossidato a formare ossindolo, poi, per la combinazione coi solfati di potassio, forma indossisolfato potassico, epperò, esiste l'indicano nell'urine, come sale alcalino.

L'indicano cristallizza in lamette incolori e splendenti. Per azione degli acidi minerali si sdoppia in bleu d'indaco od indigotina ed in indoglucina, epperò, aggiungendo all'urina un egual volume d'acido cloridrico puro, indi un po' d'ipoclorito di calce s'ha una colorazione che va dal verde al bleu, a seconda della quantità d'indicano.

Il metodo di Iaffè consiste nell'addizionare l'urina di un po' di cloroformio e poi di un volume d'acido. cloridrico uguale al volume dell'urina, indi di cloruro di calcio in soluzione concentrata: l'indicano sarà in eccesso od in difetto secondo che la colorazione azzurra che l' urina assume è più o meno intensa.

Ordinariamente s'usa di far cadere due o tre gocce d'urina sull'acido cloridrico riscaldato: s'ha un colore che varia dal violaceo roseo al bleu, secondo la quantità d'indicano contenuta nell'urina.

Alle volte il bleu d'indaco trovasi in cristalli aghiformi nelle urine decomposte.

E qui opportuno considerare due sostanze, volatili, cristallizzabili, molto affini all'indicano, che danno alle feci il puzzo caratteristico: essi sono l'indolo C_{8}H_{7}A_{7} e lo scatolo C_{9}H_{9}A_{2}.--Tutte e due s'originano dalle putrefazioni intestinali degli albuminoidi e possono ottenersi dall'indicano mercè la riduzione con stagno ed acido cloridrico e successivo riscaldamento del residuo di riduzione con stagno in polvere.

Facendo attraversare una corrente di ozono in acqua che abbia in sospensione dell'indole, questo si trasforma in bleu d'indaco.

_Le luteine_ son dei pigmenti gialli che colorano il torlo d'uovo, l'adipe, il siero.

CAPITOLO 5.

_Prodotti di metamorfosi regressiva_.

1° Amidi, cioè corpi in cui sono sostituite molecole d'ammoniaca (NH_{2}) a gruppi ossidrilici di acidi.

2° Acidi amidici, cioè corpi in cui vien sostituito il gruppo amidogene NH, ad atomi d'idrogeno di acidi.

3° Amine, cioè corpi in cui un atomo di idrogeno dell'ammoniaca è sostituito da gruppi di carburo di idrogeno.

4° Sostanze di ignota costituzione.

1° Gruppo--_Amidi_.

Urea CH_{4}N_{2}O: è biamide dell'acido carbonico: CO(OH), dà CO(AzH_{2}) = CH_{4}N_{2}O

Si trova nell'urina, escreta nella quantità giornaliera di gr. 25-40: trovasi nel chilo, nella linfa, nel siero, nel fegato ecc.

Cristallizza in prismi allungati, filamentosi, a quattro facce, solubili nell'acqua e nell'alcool, di sapor fresco salato.

Può ottenersi, trattando una sua soluzione con acido nitrico: si forma nitrato d'urea: aggiungendo carbonato di sodio, s'ha nitrato di sodio ed urea, che può cosi aversi in bei cristalli.

Trattando l'urea con acido ossalico, si forma ossalato d'urea. Il nitrato d'urea è in pagliette esagonali, dorate, solubili nell'acqua, l'ossalato è in piccoli priami o rombi bianchi.

Per riconoscerla nell'urina e per dosarlo v'ha numerosi metodi dosimetrici esatti ed approssimativi.

L'ureometro Yvon è un apparecchio molto comune formato d'un tubo, di diametro omogeneo nella sua lunghezza ed esattamente graduato in parti, di cui ciascuna corrisponde ad un c.c. Questo porta ad un estremo una svasatura imbutiforme, mentre per l'altro estremo è saldato ad un' ampolla di vetro, merce un tubo, che porta un rubinetto di vetro, cosiffatto, che possa interrompere la comunicazione tra l'ampolla ed il tubo suddescritto. Dal fondo di questa ampolla sale un tubo sottile che va ad aprirsi alla parte alta di essa: questo tubolino è la continuazione di un altro tubo lungo, graduato, aperto in basso.

Per servirsi di quest'apparecchio si usa la soluzione di iprobromito di sodio, che può prepararsi secondo la seguente formola:

Soda caustica fusa gr. 34 Acqua » 166 Bromo liquido c.c. 10

Si immerge il tubo inferiore in una provetta con acqua ed, aprendo i rubinetti, si fa salire l'acqua in esso, sino a livello del collo dell'ampolla di vetro: indi, chiusi i rubinetti, si versano nel tubo superiore uno o più c.c. d'urina ed, aperto il rubinetto, si fanno cadere questi pian piano nell'ampolla sottostante. Indi si chiuda il rubinetto, si mettano nel tubo stesso 8 o 10 c.c. di soluzione di ipobromito di sodio e, riaprendo il rubinetto, si fanno cadere questi nell'ampolla sottostante. Il bromo decomporrà l'urea, dando luogo alla formazione di bromuro di sodio, che resta in soluzione, di anidride carbonica, che resta sciolto e di azoto, il quale esercita pressione sulla colonna d'acqua, contenuta nel tubo graduato inferiore, epperò questa sarà spostata in basso, di tanti centimetri cubici, quanti se ne leggeranno alla scala.

Può aversi come norma che ad ogni 3,7 c.c. di azoto corrisponde 1 cg. di urea.

--Un ureometro molto semplice è quello di Southall, che consiste in un tubo a sifone graduato, chiuso nell'estremo superiore, e, nell'altro estremo, che risale, terminante in una grossa ampolla di vetro. Si riempie il tubo graduato di soluzione di ipobromito, sino al collo del rigonfiamento, e si riempie questo d'acqua: indi, mercè una pipetta coll'estremo affilato ricurvo, si fa pervenire nel tubo 1 c.c. d'urina. La reazione avrà luogo e delle bolle d'azoto si addenseranno in alto del tubo: dalla quantità di questo può dedursi la quantità dell'urea, ricordando che ciascuna zona di divisione dell'azoto corrisponde ad 1 mg. d'urea.

--Versando nell'urina una soluzione di nitrato mercurico, s'ha un precipitato bianchiccio, ficcoso, insolubile nell'acqua da cui può dedursi la quantità dell'urea.

--Riscaldata a 160° C. l'urea si decompone in biureto ed ammoniaca. Tirattata con soda caustica e con soluzione di solfato di rame, da una colorazione rosso violacea (reazione del biureto).

L'acido urico, ossidandosi, da urea; del pari questa può nascere dalla creatina e dall'allantoina.

Molto discussa fu la genesi dell'urea. Ora par dimostrato che si forma in gran parte nel fegato dal carbonato di ammoniaca, che differisce dall'urea in quanto che è più ricca di questa per due molecole d'acqua: infatti Schröder ha fatto attraversare il fegato da sangue carico di carbonato d'ammoniaca, iniettandola direttamente nei vasi, ed ha notato un grande aumento nella quantità d'urea del sangue. Del pari si forma urea per lo scindersi del glicogene in glucosio ed urea.

Che altri organi diano urea è discusso; Schröder crede che ne i reni abbiano attività, formatrice di urea.

Questo è il prodotto di metamorfosi regressiva più importante: esso è l'espressione del consumo organico, essendo un ultimo prodotto di metamorfosi delle sostanze proteiche.

_Acido ippurico_ C_{9}H_{9}AzO_{3}. E un amide dell'acido benzoico ove v'ha la glicina invece dell'ammoniaca. Trovasi nel sudore, nel sangue, in gran quantità nell'urina degli erbivori, in piccola quantità in quella dei carnivori. Nell'uomo trovasi in una quantità media di poco maggiore a mezzo grammo, giornalmente.

E cristallino in lunghi aghi prismatici od in prismi rombici bianchi, duri, solubili poco facilmente nella acqua e nell'etere, molto nell'alcool.

L'acido ippurico riscaldato con un acido minerale assorbe acqua e si scinde in glicina ed acido benzoico. Bollito con un alcali caustico da un benzoato della base alcalina e glicina.

Per ottener l'acido ippurico dalle urine, si aggiunge a queste del latte di calce e si riscalda: si filtra e si aggiunge acido cloridrico, che fa precipitar l'acido ippurico. Si aggiunge di nuovo all'acido ottenuto dell'acqua di calce, che lo scioglie, indi dell'acido cloridrico: i cristalli si formeranno di nuovo.

Cosi facendo più volte, potranno ottenersi soli cristalli purissimi di acido ippurico.

Secondo Bunge l'acido ippurico risulta dalla combinazione dell'acido benzoico colla glicina nei reni. Hallvachs e Kühne hanno invece osservato che, somministrando ad animali dell'acido benzoico per lo stomaco ed estirpando il fegato, s'elimina acido benzoico e non acido ippurico: ciò fa ad essi pensare che l'acido ippurico si formi nel fegato.

_Acidi amidici_.

Amine acide o glicine.

Sono corpi acidi che vengono dagli acidi della serie lattica di cui sono il risultato della sostituzione di un gruppo ossidrilico ad un gruppo ammoniacale.

_Glicocolla_ C_{2}H_{5}AzO_{2}: è detta anche zucchero di gelatina, perchè s'ottiene facendo bollire la gelatina con acido solforico diluito: s'ottiene ancora facendo agire l'acido cloridrico sull'acido ippurico. È una sostanza bianca, cristallizzabile, insolubile nell'alcool, solubile nell'acqua.

_Acido glicolico_ C_{26}H_{43}AzO_{6}. Trovasi abbondante nella bile dell'uomo, formando sali alcalini, più specialmente sodici.

Cristallizza in aghi finissimi e molto piccoli, solubili nell'alcool facilmente, solubilissimi negli alcali, poco nell'etere, difficilmente nell'acqua.

Trattata con acqua di barite, si scinde in acido colalico e glicina; trattata con acidi minerali dà acido coleidinico e glicina.

Il glicocolato di soda è cristallino, in aghi stellati, solubilissimi'nell'acqua, da cui precipita merci: acetato neutro di piombo.

La bile contiene di questo sale più che del corrispondente taurocolato.

La reazione di Pettenkofer è comune a tutti gli acidi biliari: un po' di zucchero di canna e qualche goccia d'acido solforico, aggiunti ad un liquido che ne contenga, danno a questo col riscaldamento un colore osso-porpora.

_Taurina_ C_{2}H_{7}AzSO_{3} è un amide solforato: riscaldata sviluppa acido solforoso. Può otttnersi riscaldando l'isetionato d'ammoniaca: essa è da considerarsi come l'amide dell'acido isetionico in cui può essere trasformato mercè l'anidride azotosa.

È cristallino in aghi prismatici, incolori, obliqui, solubili nell'acqua, insolubili nell'alcool e nell'etere.

Trovasi nella bile a formar taurocolato di soda, cioè, come sale sodico della sua combinazione coll'acido colalico, trovasi nell'intestino, epperò anche nelle feci, nel pulmone, nel muscolo.

_L'acido pneumico_ (Verdeil) credesi sia un miscuglio di taurina ed acido lattico.

_Acido taurocolico_ C_{26}H_{45}AzSO: è formato d'acido colalico e di taurina: è liquido non capace di cristallizzare, precipitabile pero come polvere biancastra, di sapore amaro, solubilissima nell'acqua, nell'alcool, insolubile nell'etere.

Nella bile trovasi abbondante in combinazione colla soda, formando il taurocolato di soda, sale cristallizzabile in prismi, solubilissimi nell'acqua. Questo vien precipitato dall'acetato basico di piombo, laddove il glicolato di soda vien precipitato, merce Pacetato neutro dello stesso metallo.

L'acido taurocolico trattato con potassa, soda o barite si scinde in acido colalico e taurina.

--Il taurocolato ed il glicolato di soda formano i cosiddetti principii resinosi della bile i quali possono estrarsi precipitando col cloroformio l'estratto della bile con alcool, formando una massa gelatinosa cristallizzabile: sale cristallino di Platner.

Ludwig e Fleischl dimostrarono che gli acidi biliari sono formati solo dal fegato: essi legarono il coledoco di un cane e videro che la bile riassorbita veniva posta nel torrente sanguigno, merce i linfatici ed il dotto toracico; la legatura di quest'ultimo impediva ogni versamento. Questa teoria è però contrastata e s'ammette da taluni che la formazione di acidi biliari abbia luogo in-diversi organi.

_Tirosina_ C_{9}H_{11}AzO_{3}. E una sostanza bianca, cristallizzabile in aghi sottili, lucenti, poco solubili nell'acqua, insolubili nell'alcool e nell'etere. L'acido solforico concentrato la scioglie, dando un fugace colore rosso alla soluzione: aggiungendo del carbonato di barite e del percloruro di ferro, s'ha un bel colore violetto: questa è detta prova di Piria.

Aggiungendo del nitrato mercurico ad una soluzione bollente di tirosina, s'ha un precipitato giallo: aggiungendo ancora dell'acqua bollente, acidulata con acido nitrico, il precipitato si fa rosso intenso.

Per riconoscerne la presenza o nelle varie glandule o nelle urine patologiche, alle volte basta evaporare un po' di liquido sul vetro porta-oggetti: vi si formeranno dei bei cristalli, setosi, lucenti, facilmente riconoscibili.

Per riconoscerne quantità piccole si aggiunge, trattandosi di urina, dell'acetato basico di piombo: indi il liquido si filtra e si fa passare pel filtrato una corrente di idrogeno solforato, che precipita il piombo allo stato di solfuro. Indi si filtra ancora, si condensa il residuo a bagno-maria, poi si aggiunge dell'alcool assoluto che scioglie l'urea, non la tirosina, poi l'alcool soprastante si toglie via; in ultimo s'aggiunge ancora un po' di alcool con ammoniaca: dopo un po' di riposo, la tirosina cristallizzerà.

_Leucìna_. Trovasi nella milza, nel pancreas, nel pulmone, nel fegato, nel rene, nelle capsule surrenali, raramente nelle feci. E cristallina in lamine clinorombiche, di color perla od in sfere od emisferi fatti da strati addossati.

Talvolta questi cristalli son cosiffatti da avere apparenza di tante calotte aggruppate, le più piccole d'intorno alle più grandi.

La leucina è solubile nell'acqua, negli alcali, negli acidi, insolubile nell'etere, poco solubile nell'alcool. Il nitrato d'argento la precipita dalle sue soluzioni. Gli acidi nitrico, solforico, cloridrico formano con essa sali cristallizzabili.

Per ottenerla dall'urina vale il metodo adoperato per la tirosina, cui quasi sempre la leucina accompagna.

La leucina e la tirosina rappresentano due gradini intermedi di passaggio alla formazione dell'urea (Salkowschi).

_Cistina_. C_{3}H_{6}AzSO_{2}. Trovasi nei reni e nell'urina formando talvolta su questa, assieme ad altri sali, una membrana lucente. Entra spesso a far parte dei calcoli delle vie-urinarie. È cristallizzato in piccole laminette esagonali, solubili negli alcali, negli acidi minerali, insolubili nell'acqua, nell'alcool, nel carbonato di ammoniaca. Vien precipitato dalle sue soluzioni alcaline dagli acidi organici e dalle soluzioni acide, mercè il carbonato d'ammonio.

Aggiungendo dell'acetato di piombo e della potassa ad una soluzionedi cistina, si forma solfuro di piombo.

Normalmente si trova nell'urina una sostanza simile alla cistina, in quantità minima: questa invece pare rappresenti un prodotto anormale di decomposizione degli albuminoidi, trovandosi quasi sempre unito alla putrescina ed alla cadaverina, due ptomaine formatisi nella putrefazione cadaverica.

_Creatina_ C_{4}H_{9}Az_{3}O_{2}. Trovasi nei muscoli, specialmente nel cuore, nei centri nervosi, nel sangue. Nell'urina trovasi nella quantità giornaliera di gr. 0,50. Cristallizza in prismi romboidali ed in tronchi di' piramidi a basi ravvicinate: è solubile in acqua, in alcool, negli alcali e negli acidi anche diluiti.

Bollita con soluzione di barite da sarcosina e urea. Alcuni fisiologi, fondandosi su questo sdoppiamento, considerano la creatina come prodotto precedente la formazione dell'urea. La sua genesi è collegata col lavorio muscolare ed intellettivo.

La creatina, trattata con acido idroclorico, perde acqua e si trasforma in creatinina.

_Creatinina_ C_{4}H_{7}Az_{3}O: è come vedesi uguale alla creatina meno una molecola d'acqua.

Cristallizza in prismi incolori, lucidi, solubili nell'acqua, nell'alcool, nell'etere.

Trattata con cloruro di zinco, forma un clorura doppio di zinco e di creatinina che precipita sotto forma di granuli cristallini.

La creatinina trovasi nell'urine nella quantità giornaliera di gr. 1,16.

3° gruppo--_Amine_.

_Neurina_ C_{5}H_{13}AzO: è un idrato dimetilvinilammonio. Trovasi nel cervello e nelle capsule surrenali, però non si sa se sia preesistente o nasca nel cadavere da sdoppiamento della lecitina. E una ptomaina (forse) molto tossica, di consistenza sciropposa, abbondante nei cadaveri putrefatti.

_Colina_: questa non è identica alla precedente (Brieger) con cui è ordinariamente confusa (Paladino). Èssa a differenza dell'altra è un idrato di trimetilossietilammonio di formula C_{5}H_{15}AzO_{2}; differisce però dalla neurina per essere più ricca per una molecola d'acqua. È molto tossica.

4° gruppo--_Sostanze di ignota costituzione_.

_Acido urico_ C_{5}H_{4}Az_{4}O_{3}. Trovasi nell'urina, nel sangue, nei reni, nella milza ed in vari umori e tessuti. È cristallino, in piccoli prismi retti a base romboidale, alle volte con angoli smussi, alle volte in piccole masse, variamente aggruppate o sotto la forma di dumb-bells, e come cunicoli stallattitiformi.

L'acido urico è poco solubile nell'acqua, insolubile nell'alcool e nell'etere, solubile in soluzioni di fosfati alcalini. Nei reni il fosfato neutro di sodio cede all'acido urico metà della sua base, dando luogo all'urato acido di sodio ed al fosfato acido di sodio.

I cristallini d'acido urico al microscopio si riconoscono e per la loro forma di cristallizzazione e perchè scompaiono aggiungendo una goccia di potassa. Allorchè l'acido urico precipita dall'urina è colorato in giallo od in rosso mattone, trascinando con sé i pigmenti.

Reazione della murexide: trattando l'acido urico con acido nitrico, s'ha effervescenza e produzione di alloxana, sostanza di color rosso; aggiungendo dell'ammoniaca s'ha una colorazione rossa porpora, dovuta all'isoalloxanato di ammonio: se si aggiunge della potassa, s'ha invece isoalloxanato di potassio, di color violaceo.

Per dosar l'acido urico nell'urina, si aggiungono 200 c.c. di urina 5 c.c. di acido cloridrico concentrato e si fa stare il miscuglio in luogo fresco. Dopo due giorni o poco meno si vedono dei cristalli al fondo del recipiente, i quali aderiscono alle pareti, epperò, dopo d'averli distaccati, li si raccoglie e si pesa.

S'usa ancora un altro metodo: si evapora un peso conosciuto di urina a consistenza sciropposa. Si esaurisce il residuo con alcool bollente, di peso specifico 0,93, si tratta il precipitato insolubile con potassa che lo scioglie. Per precipitar l'acido urico, si riscalda questa soluzione e s'aggiunge acido acetico: s'ha un precipitato, costituito di solo acido urico, che si lava in acqua acetificata, si dissecca e si pesa.

L'acido urico forma sali più o meno solubili: il più solubile è l'urato di litio, per indice di solubilità seguono gli urati neutri di sodio e di potassio, indi i sali acidi di sodio, di potassio e di ammonio, poco solubili.

Per riconoscere i sali urici nei depositi urinari o nei calcoli vale il quadro che qui mi piace trascrivere, aggruppando tutti i sali coi loro caratteri differenziali:

a) Il deposito od il calcolo evaporato su lamina di platino non lascia residuo fisso

1. Addizionato di una soluzione di potassa non svolge ammoniaca.

{Acido urico}

2. Addizionato di una soluzione di potassa svolge ammoniaca.

{Urato di ammonio. Normalmente questo si forma nell'urina in putrefazione, ma può trovarsi in queste preformato patologicamente. È un cristallo echiniforme o da forma di biscotti isolati od uniti a croce od a forma di stella.}

b) Lascia residuo

1. Il deposito od il calcolo fonde al cannello,comunicando alla fiamma un colore giallo intenso.

{Urato di soda; più comune è l'urato acido di soda-cristallino in prismi od in granuli.}

2. Fonde al cannello ma non colora la fiamma in giallo: disciolto nell'acido cloridrico dà un liquido che precipita in giallo il cloruro di platino.

{Urato di potassa}

3. Non fonde ma il residuo proveniente dalla calcinazione è del carbonato di calce: si discioglie nell'acido cloridrico con effervescenza e precipita in bianco con l'ossalato d'ammoniaca.

{Urato di calce}

4. Non fonde, ma il residuo della calcinazione si scioglie con lieve effervescenza nell'acido solforico diluito: la soluzione neutralizzata con ammoniaca, produce col fosfato di soda un precipitato bianco.

{Urato di magnesia}