Commentario de le piu notabili, & mostruose cose d'Italia, & di altri luoghi di lingua aramea in Italiana tradotto, nelquale si impara, & prendesi estremo piacere

Part 5

Chapter 53,594 wordsPublic domain

Dell'ozimo, vivanda fatta d'intestina, & è di soavissimo odore: fu l'inventore Cardamo Dalmatino il piu sciagurato & il maggior parabolano non vidde mai il sole.

Usasi da molti popoli una sorte di schiacciate, dette Elaphi, fatte di Sesamo, & di fior di farina, delle quale fu inventore Pirro da Capova. Al medesimo si attribuiscono molte altre foggie di focaccie, ispetialmente le montiane, che erano di vino & di cacio composte.

Crespino Falisco fu il primo che facesse la scelta di tutti li piu delicati cibi che si usorno al tempo di Eliogabalo, di cui egli fu longo tempo cuoco: tolse prima per honorare un solenne convito il Pavone di Samo, l'Atagena di Phrigia, tolse delle Grue Melice, capretti di Ambracia, Pelame Calcedonie, Helopi Rhodiotti, Scari di Cilicia, Datteri dell'Egitto, giande dell'Hiberia, conchilie di Lucrino, noci pontiche, pera amerine, murene tartesie, schiacciate di Samo, tonni tirij, conche pelorine, cestrei di Sciatho, menidi di lipari, rape di Mantinea, o di Norsia, cacio Siciliano, & di luna.

Giulia fu la prima che ponesse in uso l'enola, ispetialmente la campana, ch'è tenuta la migliore. è di sua natura nimica al stomaco, mescolata pero con cose dolci, la vi diviene amicissima: fassi spesso vino di Enola in Alemagna, & nella Val telina.

Platone fu de primi che ponesse in uso di mangiare in tavola fichi: & non ne fu men vago che si fusse Claudio imperadore di mangiar il pesce Scaro: per questo molti Greci il chiamarno philosicon: non dico perciò che egli fusse il primo che lo mangiasse, perche nel vero fu Habram hebreo. Il piu lodato fico si è l'Hircano, poi il Calcidico. ha buoni fichi l'Affrica & Rhodi. tosto s'invecchia per la brevità delle radici: & è piu fecondo ne le parti inferiori, che ne le sommità.

Il primo che mai mangiasse in Italia ciregi fu Calistonio trombetta, & Lucullo fu il primo che ce le portasse di Ponto. rallegrasi quest'albero di star ne monti acquosi; ne mai si puote per diligentia che vi si sia usata, piantar in Egitto che frutto facesse.

Il primo che mangiasse Cornari fu Gadoleto Cipriotto: ha quest'albero i rami duri & rigidi come il corno, & perciò se ne fanno haste & dardi ottimi.

Il primo che mangiasse mai castagne & bollite, & arrostite fu Delio Corfuotto. Vergilio le chiama hirsute, cosi dicendo, Stant et iuniperi, et castaneæ hirsutæ.

Il primo che mangiasse cedri fu Demetrio Salamino. il legno di questo albero non è mai infestato da tarme: l'olio del cedro conserva le cose da putrefattione: i piu lodati sono in Creta, Affrica, & Siria.

Il primo che mangiasse mai Mandorle fu un Cesarisco di Puglia. In questo albero (per quanto favoleggiano i poeti) fu tramutata Phillide; l'è la prima che fiorisca, & avanti la maturità facilmente perde il frutto.

Il primo che mangiasse noci fresche fu Carbonchio Epirota. Sono le noci di tal natura che s'ingrassano per la vecchiezza. L'albero ha natural discordia con la quercia: con la lor scorza si tingono le lane. L'ombra sua è nemica alli seminati: & a nostri capi inducono doglia. Lelia Romana fu poi la prima che le confettasse, & lodata ne fu.

Il primo che mangiasse Nespole fu un Prudentio Rodiotto: le foglie di questo albero prima che caschino si fanno rosse: ha molte radici atte, & inestirpabili. Non fu questo frutto in Italia al tempo di Catone. suol essere l'albero molto infestato da vermicelli rossi, & pelosi. Cassandra da Ferrara fu la prima che le confettasse.

Il primo che mangiasse more fu Caustio da Cotrone: l'ultimo albero fra tutti che fiorisca, & aspettar suole che sia ben passato il freddo: & per questo i poeti lo chiamano albero prudentissimo: erano i suoi frutti bianchi, ma diventorno rossi dal sangue di Piramo & di Tisbe: ama egli d'habitar ne monti, & tardi s'invecchia.

Il primo che mangiasse olive fu Alonseco di Medina: a questo albero non cadeno mai le frondi: è consacrato à Minerva: & solevansene gia coronare le torme de cavaglieri, cresce tardamente, et fassi sterile per il morso caprino: dura quest'albero ducento anni. Philippello spetiale è stato il primo che le habbi confettato in Sicilia.

Il primo che mangiasse pruna fu Carillo d'Andrinopoli: soncene di piu ragioni; ma le piu lodate sono le Damascene: non è questo albero punto amico de monti, ma de ben culti piani.

Il primo che mangiasse pera: fu Agatone soriano, fu chiamato sotto cotesto nome Pero dalla figura piramide la qual pare imitare: li Crostumini sono i piu lodati & poscia i Falerni: campa poco, e facilmente perde il frutto: furono confettate da Achille alessandrino spetiale.

Il primo che mangiasse Datteri fu Carmandro affricano: quest'albero in Europa è sterile, & in ispagna fa il frutto di niuna soavità: hà quest'albero l'uno & l'altro sesso, e non li cascano le foglie.

Antronio da cotrone: fu il primo che mangiasse in Italia Persica, le quali tragono il nome da Persia; quest'albero ne fiorisce, ne fa alcun frutto in Rhodi, altrove si, dicesi ch'egli fusse portato in Italia per avenenarci, ma che la benignità del cielo italiano spense l'innota sua malitia: sono alcuni che rasimigliano gli huomini losenghevoli e de peggior fatti, di Persico dolce di fuori, & amaro dentro.

Clenandro da negroponte: fu il primo che mangiasse pignuoli freschi: non fiorisce mai quest'albero, ne li cadono le frondi. Se alcuno li lieva la cima diventa sterile, ne perciò muore, come l'è tagliato, non si rimette mai piu, mai piu germina: e per questo Creso presso di Erodoto, minaccia che distrugerebbe i lampasceni come si distrugge il Pino.

Il confettar persica e pignuoli, è l'inventione di Curio Tripaldino: huomo di ladronecci infame, & di sporchissima lussuria.

Il primo che mangiasse fritelle di sambuco, & di ramarino fu Giannotto da Gorgonzola, che fu poi impeso per tradigione con duoi figliuoli a canto.

Ortandro chiozzotto: fu il primo che mangiasse poponi, & li mangiava con sale, & con perfetto cacio, & poi vi beveva appresso della malvasia garba, mori costui per troppo mangiare.

Clorida da Ello, Bresciana, fu la prima che mangiasse, & cuocesse fagioli freschi con la scorza, aggiungendovi dell'aglio, del pepe, dell'aceto, & del petrosello: fu essa anchor la prima che mangiasse l'erveglia à cotesto modo, se il vero mi narra Liombruno grammatico nella sua cronica.

Clelia da Veruli; fu la prima che ponesse il vin cotto in servitio delle vivande: Fu cotal inventione molto da savi medici approvata, & assai ne fu da tutti commendata, se il vero però rifferisce Piliandro scrittor de annali.

Cleope da Venafro: fu il primo che cucinasse Carcioffali nel brodo grasso; fu anch'esso il primo che li frigesse col grasso di porco, ponendovi pepe, sale, & aceto: Galeno il chiama Cinnara, & si maraviglia come sia salito à tanta reputatione generando humori adusti, concede egli però che conforti il stomaco.

Asclepiade Prusiense: famigliare di Gn. Pompeio, & medico si eccellente, che puote risuscitar i morti: fu il primo che introducesse il mangiar Spargi, cosi in minestra, come anchora in insalata: fu questo medico il primo che si imaginasse sol con il vino variamente dato, potersi risanar qualunque infermo: pose costui in uso i bagni d'acqua dolce, & i letti sospesi per meglio procacciare all'infermo il sonno.

Arcagato figliuolo di lisania peloponese; ilquale fu il primo medico, che intrasse mai in Roma, fu anche il primo che mangiasse l'oche arrostite vive, bagnandole d'acqua rosa, di botiro fresco, di zenzaro, & di canella sottilmente pesta: fu la costui venuta dal cominciamento gratissima: vedutone poi, con quanta crudeltà, & ferocità di cuore, usasse l'arte sua nelle incisioni, & nelle adustioni, fu publicamente chiamato per nome di Carnefice: Venne in Roma essendo Consoli L. Emilio & M. Livio.

Aristogene medico, che fu già, servo di Chrisippo filosopho, fu il primo che mangiasse le molignane fritte con l'aglio, & col petrosello: hebbe costui gran reputatione per la mirabil cura ch'egli fece di Antigono, & in picciol tempo ricchissimo si fece.

Acrone agrigentino medico: fu il primo che mangiasse il porro cotto sotto le bragie, del qual cibo, tanto ne fu già vago Nerone, che niuno piu vago esser ne puote, philosophò costui longamente in Athene insieme con Empedocle, & fu assai più antico di Hippocrate.

Aristogene thasio, medico di Antigono re di Macedonia: fu il primo, che ponesse in tavola le olive schiacciate, & li capperi mangiasse con l'oximele: è il Fapero aperitivo, e molto giovevole alla milza.

Alconcio medico di Piaghe: che fu già condennato da Claudio di cento sestertij, e confinato in Francia: fu il primo che ponesse in tavola Aranci e limoni, premevali, e del succo bagnava le vivande; ma li premeva negligentemente.

Agrane medico: fu il primo che portasse in tavola coriandoli confetti, per reprimere i fumi, che sogliono per il pasto salir al celebro, costui fu quello, che risanò Athene della peste accendendo de molti fuochi.

Cresto bizantio sophista: fu il primo che facesse la Raffanata: l'è un sapor fatto di raphano: usasi la vernata presso de tedeschi frequentemente.

Mirtale, donna al ber deditissima: fu la prima che cuocesse l'uova nel fuoco, e condite con sale e canella se le sorbisse: à costei si da parimenti il vanto, che facesse la copeta, ponesse in Tavola pistacchi, e ne facesse delle torte per quelli, ch'erano al lussuriare indisposti.

Pillade da Lucca: fu il primo che mangiasse castagnazzi, & minestra di semola, & di questo ne riportò loda.

Diogirida Re di Thracia, fu l'inventore di mangiar bottarghe: Aquilio fu poi quello, che le frigesse nell'olio, e con l'aceto se le mangiasse.

Cisenno fu il primo che mangiasse caviaro, e ne facesse delle frittate, un suo nipote dopo molti anni, cominciò a premervi sopra delli Aranci.

Pollidonio da macerata: fu quello che trovò il mangiar le mele granate dopo'l pasto, persuaso forse da scritti di Cornelio celso, perche in vero non lascino corrumpere il cibo nel stomaco.

Il primo che mangiasse aranzi, limoni, & poma di Adamo, confettate, fu Pierio Landuccio Fiorentino.

Il primo che confettasse il seme di popone, l'aniso, & il fenocchio, fu Laviniano da Tolentino huomo frodolento piu di ogni altro di età.

Il primo che cuocesse cipolle, & scalorgne, & ne facesse insalata: fu Aliprando da Sigillo mercatante richissimo.

Un Pieruzzo comasco lecardo à maraviglia: fu il primo mangiatore delle frettate dette rognose, le quai aguzzano l'appetito, ne sono punto stuchevoli.

Il primo che ponesse fichi, pera, & mela in tavola fu Ermo Cipriota, huomo protervo, fallace, & sopra modo bugiardo.

Il primo che ci ponesse in tavola mel cotto, & oximele per salsa, fu Adriano di Corrira, il quale era infame de ladronecci, & in segno di ciò fu impiccato à Negroponte.

Il primo che mangiasse quella herba detta Eringion fu Achille Troiano di Troia di puglia. L'è una herba mordace, & n'è buona solamente la radice, provoca la lussuria, mangiasi col cinamomo, & col Garoffano.

Il primo che mangiasse Cardi fu Protesilao macedonico, crescono maravigliosamente in Cartagine, & in Cordova fa parer buono il vino: la radice è buona per generar maschi, vogliono il sale, & il cinamomo, benche hoggidi s'usi di mangiar col pepe, gli antichi li mangiavano col mele, & con l'aceto.

Anaxilao philosopho: fu il primo che mangiasse l'aglio crudo: Galeno lo chiama Triacca de contadini, & Oratio ne disse molto male, cosi scrivendo. Edat cicutis allium nocentius: ò dura messorum ilia: Quid hoc veneni sevit in præcordijs?

Il primo mangiatore del Raphano: puro, non dico della raphanea, che già l'habbiamo detto, fu Oldrico da Sciaphusa: Androcida ne faceva mangiare per riparare all'imbriaganza: Scrive Plinio che crescono in Alemagna alla misura d'un fanciullo, guasta i denti, & credettero già gli antichi ch'egli fusse contra il veleno.

Il primo che mangiasse zucche: fu Marullo egittio: ve ne sono di lunghe, & di rotunde, le lunghe sono piu grate in su le mense: Chrisippo medico le dannava, generano però buono humore, & giovano alle febri coleriche per il parere di Avicenna: Avvertisce Columella, che donne non vadino dove le sono piantate, ispetialmente se l'hanno il flusso menstruale.

Li Arcadi furono i primi, che mangiassero delle giande.

Li Budini popoli dell'Asia maggiore, furono i primi che mangiassero pidocchi.

I Nomadi dell'ethiopia, & i Simbari, furono i primi che mangiassero delli Elephanti.

Li popoli Cinocephali furono i primi, che si pascessero di latte.

Li Agriophagi furono i primi mangiatori de Lioni, & di Panthere.

Li Antropophagi furono i primi che mangiassero carne humana.

I Mandi, & i Parthi furono i primi, che mangiarno locuste.

I popoli detti Solite, furono i primi, che mai mangiassero pesce.

Li Ophiophagi furono i primi mangiatori dei serpenti.

Li Arpei furono i primi che mangiato habbino Bacche.

Li Amazoni furono i primi che mangiassero lacerte, & per questo furono detti Sauropatide, imperoche saura vol dir lacerta.

Protogene fu il primo che mangiasse lupini, & che insegnasse à macerarli con l'acqua, per indolcirli.

Ebosio fu il primo che mangiasse zuccaro.

Nerullo fu il primo che mangiasse capretti.

Farello pedemontano: fu il primo mangiatore de Tragemmati, detti da latini bellaria: componevansi anticamente di Cocco, di Fava, di Condro, di Cacio di mele, & di Sisamide.

Il primo che ritrovasse que pani detti Thiagoni, dicasi à Dio Etholia fu Larisso.

Trattaremo hora delli inventori dei migliori Beveraggi, & cominciaremo dalla Vernaccia da Celatica, & da quella da Cassano, le quali traggono sua nobil origine dall'antico Falerno, di cui favellando i scrittori delle cose naturali: dicono non esser sano, essendo molto vecchio, ò molto nuovo: la mezana età cominciar dal quintodecimo anno: Crispo Fabiano fu quello che ne portò l'insito in Lombardia: variansi i vini per la varietà del terreno, & dell'aspetto del cielo, si come apertamente si vede.

I vini di Val telina, di Chiavenna, & di Piuri (dico quelli chi si chiamano di Roncho) traggono sua origine da quello vino detto Puccino, per il quale, diceva Livia Augusta esser pervenuta all'età di LXXII anni, Pirro da ponte ne fu il traportatore.

I vini del lago di Como, & di Trezzo, sono discesi dal vino detto Setino: qual Augusto preferi à tutti gli altri, e lo essaltò con maravigliose lodi: Scipione bruno lo trapportò, e ne fu assai lodato, e premiato.

Li racesi, amabili, e moscatelli, di Taggia, sono di schiatta del Cecubo: reputato generosissimo, il quale, solo si accendeva con la fiamma (sel vero afferma Pli.)

I Trebiani di Modona, & di Toscana: sono discesi dal Gaurano: Philippo fusello fu il trapportatore.

I vini del Monferrato: sono delle radici del vino detto Faustiano: le portò in que paese Lucio Trotellio huomo virile, e strenuo bevitore.

I vini da Drò, & da Tremenne: discendono da i vini Macissi: li portò in questi paesi Carbonio Trentino solenne bevitore.

I vini Salerni & Sanseverini, erano i vini detti Caleni: benche hora siano (al mio giudicio) migliori che prima non erano.

Il vino Corso venne da Velitri, & da Piperno: erano questi vini in gran prezzo, hora non tanto: il terreno di quella isola l'ha di gran lunga migliorato.

Il vino Briancesco dir si puo figliuolo del Signino: benche mutando paese habbi mutato natura: era il Signino Austero & atto molto à restringere il ventre. Fabio Porcino lo portò in questi monti, & n'hebbe gran mercede.

Il Cesennato procede dal Surrentino, vino molto sano. Soleva dir Tiberio Cesare che tutti i medici in ciò consentito havevano di dargli la palma d'esser sano.

I vini Forlani procedeno da i Mamertini, da Giulio Imperadore celebrati, si come appare nelle sue epistole.

I Vicentini nati sono da quei vini detti Potulani, grandimente istimati: Calandro fu che ce li portò.

Le Albane di Ferrara nate sono del Taurominitano: ma hanno molto tralignato da suoi progenitori. L'inventore fu Dalido da Tiano.

I vini Berzamini, che nel Padovano nascono, parte descendeno da quei vini, che detti furono Pretutij, parte dalli Anconitani, de quali favella Plinio honoratamente.

I vini di Santo Columbano & da Cesezzo, sono di schiatta del vino Palmesio, et Mecenatiano: Pirro di haverlo traportato n'andò longamente altiero.

I vini Rhetici, liquali sono da Vergilio preferiti à tutti, eccetto che al Falerno: altri vogliono che siano latiniensij, altri gravicani, & altri stoniensi: et si come molti vini hanno peggiorati, cosi questi hanno migliorato tramutandosi da luogo à luogo: & di questo dassi l'honore à Lentidio Pontano.

I vini d'Orliens sono discesi dal ceretano del quale si fa mentione presso di Plinio; & lo ripone fra i vini lodati, un Parigino cortigiano del re di Francia fu l'inventore di traportarne il germe.

I vini di Spagna per la maggior parte nascono da i vini di luna, à quali la Toscana dette gia la palma: et questi sono divenuti migliori delli suoi predecessori.

I vini di Beona da quei di Spagna nacquero (se non m'inganna un curioso scrittore) li traportò un Scocese soldato, & bevitore eccellente.

Quelli di Hungaria hebbero l'origine da i Tarentini (mercè di Ungrado mercatante lealissimo) che li condusse in quei paesi non senza grande remuneratione.

Quelli vini che in Baviera nascono, hebbero origine dalli servitiani: benche alcuni ostinatamente affermino esser discesi da quei vini, che in Cosenza nascono: & questo beneficio si hebbe per opra di Claudio Alemano.

Le viti che lungo il lago di zurrigo in tanta copia piantate sono, furono tolte in Lucania da uno Oldrico eccellente bevitore.

Le viti che fanno la malvagia in Ragugia sono state portate da Candia da un Bassiano Macedonico.

Il greco di Somma: venne dall'isola di Sio: donde ancho il mastico ne viene, & portato vi fu da Papinio Suvessano.

I vini di Correggio: sono figliuoli delli vini di Lesbo, & di cotal tralatione dassi la debita lode à Palmerio anginolo.

I vini della Valle d'elsa, descendono da i vini, che à Tempsarà già si felicemente nascevano: fu l'inventore Nillo cresporio.

I vini della lunigiana nati sono da i vini detti Turini per industria di Belloccio huomo facetissimo.

I vini pisani, secondo l'opinione di alcuni, sono discesi da quel vino di Arcadia, ilquale faceva le femine fecunde, & gli huomini rabiosi.

Le viti spoletine vengono da quelle di Trezenio, che soleva indur sterilità: perdette poi quella qualità si rea per la benignità del cielo Italiano.

Le viti mirandolane furono tolte da sempronio megillo in lacanea già detta Cidonia, luogo della Candia: hanno perduto gran parte del primier vigore.

Del vino detto omphacio fu inventore Nicandro da berina: faceasi di labrusca, et è detto da greci enantino.

Del vino di poma: credo inventore Publio negro.

Il vino Luchese ispetialmente quel che nasce à Vorno, à Forci, à lopeglia, à S. Quirico, & à Marlia: credesi esser disceso da quel nobil vino detto dalli antichi Thasio, & esserne stato il traportatore Pompeio mintio.

Il vino di Geneva fu portato di oltra mare, & da quel vino procede, che gia fu detto Arsio.

Il vino di Losana nasce da quel vino detto Naspercenite, molto commendato da Apollodoro medico, in quel suo volume, nelquale scrive a Tolomeo, qual sorte di vino dovesse bere: & è opinione d'alcuni, che i vini Italiani allhora noti non fussero. tiensi di tal fatto autore Lelio Capitone.

Il vino che nasce nel Casentino descende dal vino detto Mesogite: ilquale soleva gia indur doglia di capo a chi ne beveva.

Dal Epheso; & dal Apameno derivano i vini della maremma di Siena per opra di Erophilo nobile cavagliero.

Dal vino detto Protagio commendato molto dalla schuola di Asclepiade, nacque il moscatello di Galbià, luogo ne monti di Brianza.

Del vino fatto col calamo aromatico, delquale fassi memoria nella comedia di Plauto detta Persa, fu l'inventore Spurio Carbone.

Del vino fatto con la Salvia per confortare il stomacho & i nervi fu inventore Theophane medico da Megara.

Del vino che si fa con il Rosmarino, fu inventore Theophilo da Egina medico, non men dotto, che prudente.

Del vino che si fa con l'Enola per riscaldar i freddi stomachi, fu inventore Archigene Cipriano medico esperto.

Del vino fatto con l'assentio (vino per certo utilissimo) fu l'inventore Ruffo da Salamina medico molto acuto.

Del vino fatto con la pece: chiamasi da latini vinum piccatum, credesi esser stato l'inventore Ruffo medico di molta isperienza.

Del vino fatto con le rose: del quale fassi memoria presso di Plinio: credesi esser stato authore Onocrito Corfuotto medico eccellentissimo.

Di porre l'acqua marina nel vino: fu l'inventore Erasistrato huomo dottissimo.

Di far la Graspia: fu l'inventore Pisone da Regio.

Di far la posca è stato il primo Clenardo da Pola.

Di dar il moscatello al vino: fu l'inventore Godinzo bresciano.

Di far l'hippocrasso, siamo tenuti à Gottifredo di Monlione.

Del vino fatto de prugnoli è stato l'inventore Polidamasso da spello.

Del far il vino col sacco: fu inventore Cosmo dalla Mirandola.

Del vino di mele granate tiensi fusse l'autore Philisto medico Rhodiotto.

Dell'aquaruolo tiensi per authore Nonnio da Moncia.

Delle cervose ch'hoggidi si usano in alcune parte di Francia, Alemagna, Inghilterra, & altri paesi: tiensi fusse l'autore uno maestro Placidio da Vilna lituano: huomo nemico mortale dell'acqua, & sviscerato del vino.

Di ber un sorso d'acqua fresca dopo il pasto, fu consiglio di Celso, & io sovente senza nocumento alcuno (quantunque sia di stomaco debole) n'ho sentito grande utilità.

Domitiano brunello: fu inventore di quella bevanda detta da popoli di Thracia, Anysta, laquale, si soleva bere con gli occhi chiusi, ne fa di questa mentione Oratio nel primo lib. de suoi versi.

Thimotheo Cogellio: fu inventore di quella bevanda detta oxihalma: laquale si faceva di sale, & di fresco aceto, per andar ne luoghi sospetti de fiati serpentini.

Hieroniano medico Rodiotto: fu inventore di quella bevanda detta oxizaccara, fatta di zucchero, & di aceto, per rinfrescar i corpi nostri: del medesimo autore, trovo in piu d'un luogo memoria presso di M. Tullio.

Bestonio hidruntino: fu l'inventore della bevanda detta piratio: perche de peri si faceva: & pigliavasi in luogo di vino. S. Gerolamo contra Ioviniano persuade à Thimotheo, che non piratio, ma vino ne l'avenir beva per il stomaco mal conditionato.

Callimeno pendonio: fu inventore del zitho, che si fa in Egitto, del medesimo autore è inventione la bua: bevanda da fanciulli, de laquale Catone fa ne suoi scritti grata memoria: il medesimo fu inventore della Celia, & della cerea che si fa in ispagna: & della Cervisia gallicana: laquale, se non si adacqua, imbriaca come fa il vino.

Hippocrate di Coo medico eccellentissimo: fu inventore della ptisana: fassi d'orgio: fanne di questa mentione Martiale nel XII.

Gregorio buccalino dalmatino dell'isola di mezo: fu l'inventore della bevanda detta Sabaia: fassi d'orgio, & di frumento, & è bevanda piu usitata da poveri, che da ricchi.

SUISNETROH, SUNDAL, ROTUA TSE

BRIEVE APOLOGIA DI M. ORTENSIO LANDO, per l'autore del presente Chatalogo.