Commentario de le piu notabili, & mostruose cose d'Italia, & di altri luoghi di lingua aramea in Italiana tradotto, nelquale si impara, & prendesi estremo piacere

Part 4

Chapter 43,688 wordsPublic domain

Phoco albanese soldato valoroso, fu l'inventore di mangiare la frigilla, che in alcuni luoghi d'Italia, chiamasi il frinco, da latini fu detta Frigilla per il freddo, nelquale è solita di cantare: habita l'estate ne loghi caldi: & la vernata ne freddi: del medesimo stimasi l'inventione della Folega: habita questo ucello vicino a laghi & dal colore ch'essa ha fulica fu chiamata: è alquanto maggiore d'una columba: è presaga della tempesta: è di tanta importanza questo ucello, che ha meritato che di lui favelli Vergilio nel. I. libro della Georgica.

Il primo mangiator del capone fu Melanthio soriano: s'ingrassano col mele mescolato con la farina di miglio.

Il primo che mangiasse l'ucello detto la Cassita fu Corebo di Marsiglia: fa il nido nelle biade, in quel tempo apunto che si apparecchia di far la messone.

Albidio Siracusano fu il primo che habbi mangiato il gallo, ilche davanti non si fece per la gran riverenza, essendo messaggiero della futura luce, gratissimo a Latona, per esser stato a suoi servitij, quando ella partori, fu di piu carissimo servidore di Marte, & in questo ucello fu per ira tramutato, non essendo stato vigilante a far la guardia mentre teneva Venere fra le sue braccia: la favola è nota, ne fa (per quanto credo) mestieri che in questo luogo piu diffusamente ve la spiani. Scrive Lucretio che i lioni n'hanno gran paura: a me non s'appartiene a dirne altro, salvo chi sia stato l'inventore di porli in tavola cotti: chi ne vuol saper distesamente, legga il terzo libro di Varrone, nel nono capo.

Palemone Alessandrino, fu il primo che mangiasse la Galerita, cosi detta dal galero, che l'ha in capo. Scrive Plinio, che se ella si mangia arrostita sanarsi incontanente il difetto del Colon dove si causa il dolor colico.

Formiano Messanese, fu il primo che cuocesse et mangiasse galline. Scrive Alberto magno essersi ritrovato in Macedonia una Gallina laqual fece diciotto uova, & di ciascuno ne nacquero dui pulcini. Scrive Plinio che le galline di villa hanno in se religione & molta.

L. Tigellino Epirota fu il primo che mangiasse la merla: suol questo ucello di negro diventar di color rufo: canta la state, & la vernata balbutisse, & circa il solstitio divien in tutto muta: partorisce due volte l'anno, & ama stremamente il tordo.

Licinio florido fu il primo che mangiasse perdici, lequai sono sopra modo lussuriose: sono consacrate a Giove, & a Latona: le perdici della Paphlagonia hanno dui cori (se il vero dice Theophrasto) & s'impregnano sol in udir la voce del maschio.

Novellio Cresta fu il primo, che habbi mangiato palumbe: elle viveno trenta anni, & infermando si purgano con l'alloro: fanno i lor nidi ne gli alberi & nelle sepi.

Ortensio Romano nobilissimo oratore fu il primo che amazzasse il Pavone, solito di vivere sino a vinti cinque anni. È uno essempio d'invidia, & di vanagloria. Il Pavone di Samo è reputato il piu dilicato. ama le columbe. Essendo Alessandro in India, vidde il Pavone, & rimase tutto attonito di tanta bellezza: per il che comandò che niuno havesse ardire d'amazzarlo.

Agamontino Persiano fu il primo che mangiasse fagiani: liquali presero il nome da phasi fiume di Colchi. sogliono morire da pidocchi mangiati se non si spolverizano ottimamente.

Spondillo calabro fu il primo mangiatore de tordi, liquali fanno il lor nido nelle sommità de gli alberi. sono loquacissimi & grandemente sordi: di modo, che ne ha fatto luogo al proverbio, piu sordo che non è il tordo. sel si arrostisse con le bacche di mortella, giova a la dissenteria mirabilmente.

Quirino Sabinello fu il primo che habbi mangiato Tortore, lequali sono molto amiche de Papagalli, & amiche di castità. Al medesimo si attribuisce l'haver prima d'ogni altro mangiato francolini, & pavoni di India, dellaqual cosa n'andò longamente altiero.

Taigeto rodiotto medico eccellente fu il primo che mangiasse la Lodola, da greci detta corydalus, vogliono Plinio & Svetonio ch'ella desse il nome a la legione detta Alauda, della quale fa mentione il mio M. Tullio scrivendo ad Attico. Ve ne sono di due sorti, l'una ha la cresta, & l'altra n'è senza, & è di minor corpo.

Apidano Cretense fu il primo che mangiasse l'ucello detto Apiastra: perche si mangia l'api molto ingordamente.

Pelusio Normano fu il primo mangiatore di quello ucello detto da latini Ardea: & parmi cosi detto quasi ardua, per l'altissimo volo ch'egli fa. Fa di questo ucello mentione Vergilio dicendo, Notasque paludes deserit, atque altam supra volat Ardea nubem: prenuntia ne le arene stando la futura pioggia, & cosi fa quando troppo alto vola.

Cattheo da Pisa architetto espertissimo fu inventore di mangiar l'attagena, ucello Asiatico, & annoverato da golosi fra i piu dilicati cibi. Sono piu saporiti quelli che nascono in Ionia. Ha questa notabil proprieta, come è fatto prigione diventa subito mutolo.

Alessandro Etholo poeta fu il primo che mangiasse l'oca, la cui natura è di calidissimo stomaco, & percio la veggiamo vaga di herbe fredde, & dalle acque irrigate: & anchora che di pascer herbe & varie frondi vaga sia, non tocca pero mai l'alloro. Lodossi gia il cuor dell'oca fra i lodatissimi cibi. Scipione, o Metello, overo Sessio, che fra questi tre batte la cosa, fu il primo che ingrassasse i fegati con il latte, & con il vin cotto, & che se li mangiasse.

Pelione Thesalo: fu il primo, che mangiasse que uccelli detti Alectoridi: sono di becco longo, pigliansi nelle sepi degli orti, & delle vigne: n'è cagione il troppo amore che portano all'huomo.

Callibretto di Smirna: fu il primo, che mangiasse l'anitra: egli è ben vero chel non soleva mangiare salvo che il petto, e quella parte che noi chiamiamo la cervice: infermando, soglionsi purgare le anitre con un'herba detta siderite: le pontiche, si pascono di veleno.

Theramene mitileneo, fu il primo che mangiasse Cicogne: Scrive Cornelio nipote al tempo di Augusto esser stato in maggior pregio le cicogne, che le gru: ma che poi al tempo di Vespesiano mutossi appetito & cangiossi voglia: non hanno lingua, & sono da Thessalli nodrite contra i serpenti: Scrive Eliano, che per beneficio delli dei in alcune isole sono in huomini tramutate: solevasi scolpir l'imagine sua ne regali scettri, per manifestare la pietà, & lindustria di che natura le ornò: Sogliono nodrire i parenti quando sono invecchiati, ne più per lor stessi si possono procacciar il vitto: havendo da combattere contro de serpenti, soglionsi fortificar con l'origano.

Gavro perizone da Sio: fu il primo che mangiasse coturnici: non durò longo tempo la gratia loro, nelle nostre mense, poi che ci fummo aveduti, che elle si pascevano di velenoso seme, & che solo fra gli ucelli era soggetta al mal caduco: fanno il lor nido nelle biade, ò vero ne luoghi graminosi.

Lucio neratio da Metelino fu il primo, che asaggiasse del columbo: è consecrato à Venere, ne usa il coito, sel non manda prima avanti il bacio: Serba fede nel matrimonio: infermando, purgasi con un'herba detta helsine: Ama grandimente i Pavoni, et odia l'aquile, & li Sparvieri: Al medesimo inventore si attribuisce d'haver prima de gli altri mangiato il beccafico.

Diomede Pescennio: fu il primo, che mangiasse starne fresche, Taine, Erbolane, Cedroni, Mulacchie, Fatapij, Passere, Barattoli, Germani, Farciglioni, Avelie, & Capitorzi, fu molto virtuoso in tutte le virtu.

Nello farullo: fu il primo c'habbi mangiato il botaccio, il Sassello, la merla aquaiuola, il pettirosso, il piombino, il pescadore, la rovesta, la scaverciaccia, la Calandra, il monacho, il Calenzuolo ucello dalla natura indorato.

Sisigabo: fu il primo che mangiasse la Spaiardola, il riatolo, il codirosso, & il codilungo non sol arrostiti, ma anche nel tegame.

Tiro da Forlimpopoli: fu il primo che mangiasse l'Oca marina: fu anche il primo c'habbi arrostito la gru nel schidone, et credesi esser stato il piu tristo huomo che mai terra premesse.

Petronio galeso: fu il primo huomo che mangiasse mai Ghiri: Sonvi però alcuni, che attribuiscono cotesta inventione a Q. Scauro: dormeno i Ghiri tutta la vernata, & l'estate ringioveniscono: inducesi presso di Martiale à favellare in cotesto modo: Tota mihi dormitur hiems, & pinguior illo tempore sum quo me nil, nisi somnus alit.

Phereciano di Thessaglia: è stato il primo, c'habbi posto i capretti intieri su le tavole, arrostiti, & di aglio, & di petrosello pieni.

Camillo da Venaffro: è stato il primo, che facesse mai insalata delle interiora de polli: Al medesimo si attribuisse d'haver prima d'ogni altro mangiato le coradelle minucciate con cipolle per dentro et buone spetie.

Cucculo da Granopoli: stimasi esser stato il primo, che mangiasse mai pasticci, ò vero paste: fannosi à questo modo, si minuccia la carne, & vi si pongono per dentro delle spetie: del grasso di vitella, et altre coseline non ingrate al palato come pruna, marasche, et uva passa.

Ebuso Pirolo da monte ilcino: fu il primo che mangiasse funghi, et freschi, et insalati, con il sapore, & perche non li nocessero freschi essendo, li cuoceva per dentro delle pera selvatiche: Trovansi di piu spetie funghi, & Galeno li chiama tutti pernitiosi: de Funghi parlando, Dioscoride scrisse. FUNGORUM ALII GENERE, ALII COPIA, LAEDUNT.

Hippomenio da Tholosa: fu il primo che mangiasse quella vivanda detta in alcuni luoghi caritea, laqual si usa la state piu che la vernata, entranci ova, carne minuta, aceto, cacio, petrosello, et spetie dolci, uva passerina, & marasche secche.

Soriano comasco: fu il primo che frigesse il pane nel butiro, benche alcuni affermino esser stato un'Abrucese, & in testimonio di ciò adducono, che insino al di d'hoggi si dica Abrucese pan unto.

Del far primo ravizze con l'agliata dassi l'honore à coradina da pozzolo luogo ameno di Lombardia.

Di cuocere le porchette da latte piene d'aglio, serpillo, & lardo pesto: fu inventore Melibeo da Tolosa ladro & tristo quanto esser si possa.

Il primo che mangiasse luppoli, pastinache fritte, cocumeri, zucche nostrane, & indiane: fu Melibea da Belinzona: una sua figlia poi ritrovò di cuocerli per dentro dell'uova sbattute, & poseli nome zucche maritate, & fino al di d'hoggi cosi si chiamano in Lombardia. Alla medesima si attribuisce l'inventione della peverada qual usano i contadini la vernata ispetialmente nelle montagne Trentine.

Oldrico svizzaro: fu il primo, che mangiasse in minestra Orgio, & Avena pesta, era costui bellicoso à maraviglia.

Clemente d'Augusta: fu il primo che mangiasse la mosa fatta d'uova, di latte, & di botiro, con spetie di sopra: al medesimo si attribuisce l'haver prima mangiato il stoc fis.

Balaustio panormita: fu il primo, che mangiasse capre, & selvatiche, & domestice: le salvatiche sono migliori: non perseverarno le capre di venire alle nostre mense longo tempo per non esser mai senza febre: spirano per gli orecchi, & non per le narigie, come fanno altri animali. l'urina loro calda, sana gli orecchi: n'hò veduto in Affrica grandi come cavalli.

Mintio carbonaro di Tolosa, fu il primo mangiatore de cervi, de quali, sol i maschi hanno le corna (per l'opinione però di alcuni scrittori) non dimeno leggo presso di Euripide queste parole: ti darò una cerva cornuta per mano delli Achei, qual sacrificherai per tua figliola, leggo anche presso de poeti, che la cerva ispugnata da Hercole, haveva le corna: un Claudio da Granopoli fu il primo che ne facesse pasticci all'usanza francesca.

Prometheo fu il primo che mangiasse carne di bù: v'era già una lege che vietava sotto grave pena, ch'egli non si uccidesse, per esser ministro di Cerere, & compagno dell'huomo nell'esercitio dell'agricoltura: dal cadavero bovino, ne nascono l'api madri del mele.

Laberio Egittio: fu il primo che mangiasse il porco, la cui carne preferisce Galeno à tutte l'altre: Se l'è castrato piu tosto s'ingrassa: Non possono vivere nell'Arabia, è consagrato à Cerere, & nelle leghe di amicitia, si soleva amazare il porco.

Taborro Egittio: fu il primo che mangiasse il Cingiale, & Plinio dice che P. Servilio Rullo fu il primo che lo ponesse intiero su le mense Romane: il che non penso però che discordi: li cinghiali dell'India hanno i denti longhi un cubito: in Creta, & in Affrica, non se ne ritrovano: quando l'è amalato si medica se stesso con l'edera.

Cremide Egittio: fu il primo che mangiasse dell'humil pecorella: le buone pecore, deveno esser di gran corpo, di lana molle, & densa, di ventre peloso, & di humil gamba: le migliori pecore, & le migliori lane, sono (per il parer di Plinio) le italiane: hanno il secondo luogo le Milesie, & di gran reputatione sono le pugliese, le tarentine, le canusine, & in Asia le laodicene.

Marino rhetico: soldato tremebundo, fu l'inventore di mangiar le Camoccie, & di cucinarle dilicatamente: Vede questo animale tanto di notte, quanto fa di giorno, ne mai si li veggono gli occhi lippi: un suo nipote, fu poi l'inventore di mangiare le Damme, animal timidissimo, delle quali favella Martiale à cotesto modo: Dente timetur Aper, defendunt cornua Cervum. Imbelles Damæ quid nisi præda sumus? Del medesimo, credesi esser stata inventione, il mangiare quei animali simili alle capre: i latini li chiamano Musimoni: & in alcune parti di Lombardia si chiamano Stambecchi: veggonsi frequentemente in Alemagna, ispetialmente nelle montagne de Rheti Alpini, hoggidi chiamati Grisoni.

Potamone Soriano: havendo isperimentato, che il latte camelino era dolcissimo: incominciò à mangiar del Camelo cibo per avanti non usitato: è un animale molto nemico del cavallo, & campa alle volte sin à cent'anni: Se si arrostisse il cerebro del Camelo, & sia bevuto con l'aceto, giova mirabilmente al mal caduco: il fele, posto col mele, sana la scarancia: la coda arrostita scioglie il ventre, & la cenere del suo sterco con l'olio, increspa i capelli.

Attalico di Cidonia fu l'inventore di mangiar carne di Lepre, la qual dorme co gli occhi aperti: riposasi il giorno, & vassene vagando la notte: se si conducono in ithaca (che fu la patria di Ulisse) subitamente moiono: Partoriscono ogni mese: intorno Brileto, Tharne, & nel Chersonesso, hanno dui fegati: Era vecchia superstitione, che chi ne mangiasse, doventasse bello per sette giorni: fa di questo fede Martiale: così scrivendo: Cum leporem mittis, semper mihi gellia mandas: Septem formosus marce diebus eris.

Bubalino spagnuolo cittadino di Concha: fu l'inventore di mangiare conigli, animali fecondissimi, & vaghi d'habitare nelli incavati antri, come testifica Martiale, così dicendo: Mostravit tacitas hostibus ille vias. Gaudet in effossis habitare cuniculus antris.

Licasto Caldeo, fu l'inventore di mangiare l'uova cotte col botiro fresco, & di farne frittate, ò vero pescio d'ovo: fu similmente sua inventione di cuocerle nel fuoco, & nel tegame con ottime spetie, & agresta.

Partusio da Nicopoli, fu l'inventore di far torte de vari legumi, herbe, & frutta.

Libista contadina Lombarda da Cernuschio: fu l'inventrice di far raffioli aviluppati nella pasta, & di spogliati detti da Lombardi mal fatti.

Macharia da Cremona: fu l'inventrice di far le tartare, & di cuocere quella compositione, che dalle noci si chiama nosetto: ravolta questa ne Cavoli: in alcune parti d'Italia chiamansi caponi: L'è il nosetto una vivanda, che si usa la quaresima in alcuni luoghi di Lombardia, & spetialmente in Milano.

Marina da Offlaga: fu l'inventrice de Fiadoni, & de Raffioli di Enola, & del mangiare herbe amare.

Melibea da Manerbio: fu l'inventrice de casoncelli, delle offelle, & delli salviati: fu costei donna di grande ardire, & è chiara cosa, che con le proprie mani amazzò un'orso di grandezza mostruosa.

Meluzza comasca: fu l'inventrice di mangiar lasagne, macheroni con l'aglio, spetie, & cacio, di costei fu anchora l'inventione di mangiare formentini, lasagnuole, pinzoccheri, vivaruolo: mori di ponta, & honorevolmente fu per le sue inventioni sepelita.

Il primo, che ponesse in costume di mangiar appio, fu Lanieno: prima se ne coronavano solamente le tempie quando eravamo vincitori in Nemea: così referisce Plutarcho nella vita di Timeleonte.

Claritia da Cremona: fu l'inventrice di mangiar fagioli col pepe, con l'aceto, col sale, & olio, asciutti però, & non con brodo.

Camena da Piperno: fu l'inventrice del mangiar ceci, cicerbita, & lenti con molto aglio et salvia per dentro.

Camilla anconitana: fu l'inventrice della fava menata, ben'oliata, ben impepata, & vi poneva per dentro il porro, ne la reputava buona se non era tanto tenera, che l'entrasse per un fiasco.

Il primo che usasse nelle vivande l'Aneto fu Bacchio di Corintho, il seme suo (se il vero scrive Avicenna) è giovevole alli dolori, & il seme anchora bollito & odorato rafrena i singhiozzi.

Coccolina da Lucca: fu l'inventrice di far composta di rape, di carotte, di zucche, & de poponi: & fu anche quella che prima pose il fenocchio, le pesche, la basiggia, & i cocumeri nell'aceto.

Calandrina da Pistoia: fu l'inventrice di por l'olive in compagnia del rostito, di far le empiture de gli ucelli, & di mangiar le trippe di Vitello, di bue, di porco, & di capretto, & ponevaci per dentro delli aglietti, ò vero porretti, & di quelle spetie di Pistoia, che avanzano tutte l'altre.

Il primo che usasse aniso, ne condimenti delle vivande, fu Creusa da Megara: molto lo commendò Pithagora, toglie li insogni se l'è sospeso al capezale.

Menina briancesca, fu l'inventrice della salsa verde, & della limonea, gratissima ad ogni sciocco appetito, fassi ottima a Milano nel monister maggiore per quelle sante mani di D. Anastasia cotta.

Meridiana da Cesenna, fu l'inventrice di far le minestre col latte di mandorle, & di far le rossumate, & alcuni altri intingoli saporitissimi.

Melina da Reggio fu l'inventrice del fare le insalatte delle carotte, & di far cuocere i caci cavallucci nel schidone con prestissimo fuoco, & col sopraporvi zuchero, & canella copiosamente: la medesima fu inventrice di far quel rosto, che si chiama rosto annegato.

Calidonia Brunella: fu l'inventrice del sapore fatto di nocelle, di far baldoni, lucanica fresca, insalata, et delle tomacelle, per le quai cose, venne in gran riverentia il porco, che prima si schifava, & crebbe piu quando furono asaggiati i salciciotti, & le mortadelle.

M. Apitio: fu il primo, che n'insegnasse mangiar le angurie, in cotesto modo, facevali dentro un buco et vi poneva dentro di molto zucchero; poi chiudeva, & facevalo star dui giorni al sole, & due notti alla rugiada, avanti che li mangiasse. fu costui si goloso, che havendo udito dire, che nella Libia nascevano ottime Carice, subitamente vi navigò, & trovando non esser come gli era stato riferito, maledisse la Libia, & chi vi habitava. Costui fu anchora il primo, che giudicasse esser la lingua del Phenicoptero di perfettissimo sapore. fa di costui mentione Martiale nel undecimo libro de suoi Epigrammi.

Il primo che usasse la Satureia detta per altro nome Timbra fu Marcello Egineta: eccita Venere perciò fu detta Satureia, quasi Satireia, perche li Satiri sono molto pronti alla carnal libidine.

Aristoxeno Cireneo: ritrovò quella vivanda detta dalli piu interni Lombardi Ciambaglione: fu costui si studioso della gola, che inaffiava la sera le lattughe col vin cotto, acciò fussero di piu dilicato sapore, & piu largamente crescessero.

Sanctra golosissimo, delquale cosi scrive Martiale: Nil est miserius, nec gulosius Sanctra: fu l'inventore delle rossumate, del brodetto, & di quella vivanda detta cardinale.

Il primo che mangiasse delle lattughe per medicina fu Augusto, per consiglio di Antonio Musa suo medico.

Susanna Melina, fu la prima che mangiasse porcelana, persuasa di rafreddar per cotal mezo la lussuria sendo molto fredda.

Phagone da Smirna, fu quel che n'insegnò condir i fegatelli di porco col suco di mele rancie agre, & col pepe: essendo una fiata questo giottone introdotto alla Tavola di Aureliano: mangiò un porco selvatico intiero: cento pani, un porcello domestico, & un castrato: cotesto non vidi già io, ma Flavio Vopiscolo narra diffusamente, & per cosa verissima l'afferma.

Astidama Milesio: fu il primo che accompagnasse l'uva moscatella con il rostito; questo è quell'Astidama, ilquale essendo chiamato à convito da Ariobarzane persiano solo mangiò quanto era stato apparecchiato per tutti i convivanti.

Alessandra da Carinola: fu la prima che facesse le conserve rosate, le schiacciate di mandorle, & confettasse i zenzovini.

Laufello Toledano, fu il primo che ritrovasse il bianco mangiare, chiamanlo i Greci leucophagon: fu costui ottimo mariuolo.

Cornelia calandra: fu l'inventrice de susameli, mostacciuoli, & pastidelle: & per questa inventione fu gratiosissima.

Camble Re de lidi: fu il primo che mangiasse lattimele, cagliata, & delle ricotte fresche: hora col mele, & hora col zucchero, fu costui si gran mangiatore, che si mangiò una notte la moglie, di questo ne fa fede Musonio autor greco.

Galba imperadore: il cui studio fu tutto nel mangiare: vi aggiunse l'acqua rosa, & il sale, perche si tosto come suole nel stomaco non si corrumpesse.

Vedio Pollio fu il primo che accompagnasse il cacio con le frutta: era costui si vago de le cose dilicate, che gettava i servi ne le piscine, accioche i pesci doventassero di piu grato sapore mangiando le carni humane di sapor dolcissimo.

Caligola, ilquale consumò quasi tutto il thesoro che li lasciò Tiberio in far sontuose cene: fu il primo che formasse di zucchero, pesci, funghi, castagne, torte, rafioli, & altre cose, il che si usa al presente in Napoli madre de le delitie.

P. Gallonio fu il primo che confettasse i cotogni, & nel confettarli vi ponesse il muschio: fu costui per la sua gola notato da Oratio, & da Lucillo. Fra molte cose da Tertulliano biasimate fu il sontuoso viver di Gallonio, la gola di Apitio, il giuoco di Curio, & l'imbriachezza di Antonio, non dopo molto un suo nipote ritrovò di far il gelo, & di confettar i pezzi interi: ne laqual cosa tiene à nostri tempi il primo luogo sor Barbara da Correggio, il secondo donna Lodovica, & il terzo la Gattina de la S. Lucretia da Este.

Cleonimo da Spelle fu il primo che confettasse le zucche, le lattuche, & i cedri: fu costui di santissima vita.

Gnosippo Perla fu il primo che confettasse le pere moscatelle, le nespole, le lattuche, & le radici di bugolossa.

Aglais Tibicina fu la prima che facesse marzapani, calissoni, pignocate, zuccherini, & pane pepato, ma molto diverso di quello che si fa hoggidi in Firenze.

Clodio Albino fu il primo che mangiasse terratuffole: cocevale costui sotto le bragie, poi le lavava col vino odorifero, & con olio perfetto, pepe, sale, & succo di limoncelle le godeva.

Abrone da Narni, fu il primo che mangiasse bericoccoli, canistrelli, & caviadine, guardani, confortini fatte con zucchero, canella, uova fresche, & butiro fresco.

Dorothea prisca da Bergamo fu l'inventrice dell'agliata: fu anche la prima che frigesse l'aglio, & con l'aceto sel mangiasse: non fu biasimata cotal inventione, conoscendosi esser l'aglio la vera Triacca de contadini, & rilassar i spiracoli delle vene per quanto Dioscoride afferma.

Trovasi sino al di d'hoggi presso di alcune nationi, un pane, ilqual chiamavano gli antichi Artolagano. Facevasi di semela cotta nell'oglio, aggiungendovisi un poco di vino, con pepe, overo con un poco di grasso: delquale fu inventore Statiano da Nocera huomo molto bellicoso.

Usasi presso d'alcuni popoli una vivanda detta carica: laqual si compone di varie cose al palato gratissime, & di molto sangue di porco nel farla vi concorre, ne fa di questa vivanda mentione Ovidio nel primo de suoi Fasti: i Lidij l'usavano assai frequentemente, & credeno ne fusse l'inventore un certo Pericone pentolaio da Palermo, usasi questa in Affrica.

Usasi appresso d'alcuni popoli ispetialmente in Puglia, una sorte di pane, detto Coliphio: delquale fa mentione Plauto dicendo: Coliphia mihi ne incocta detis. stimasi di cotal pane inventore Perna Sabino hoste cortesissimo.