Carlo Porta e la sua Milano

Part 25

Chapter 251,512 wordsPublic domain

[2] _Archivio storico lombardo_ (quaderno di giugno 1920).

[3] CALVI, _Il patriziato milanese_, pag. 77 e 81.

[4] SCOTTI, _Elogio dell'abate Passeroni_.

[5] Madama, ha qualche novità da Lione? Massacrano anche adesso i preti e i frati que' suoi birboni di Francesi che hanno buttato la legge, la religione e ogni cosa giù in un fascio?

Che cosa n'è di colui, di Pétion, che pretende, con questa bella libertà, di mettere insieme con noi nobiltà e con noi dame tutti quanti i mascalzoni? (_Péthion era presidente della Convenzione, massacratore di nobili, idolo del popolo. Perseguitato poi dai rivoluzionari, fu trovato mezzo divorato dai lupi nelle lande di Bordeaux_.)

A proposito: mi lasci veder quel cappello là, che ha d'intorno un velo. È stato inventato dopo che hanno ammazzato il re?

È il primo ch'è arrivato? Oh bello! oh, bello! Oh, i gran Francesi! Bisogna dirlo: non c'è popolo che sappia fare le cose meglio di quello!

[6] Biblioteca ambrosiana, Raccolta, 227. (Milano, tip. Bolzani, 1795).

[7] Ved. l'edizione pariniana curata da M. Scherillo (Milano, 1906, a pag. 197).

[Footnote 8:GARGANTINI, _Cronologia di Milano_, pag. 284.]

[9] Esopo dice che, in questo paese, sono state prime le donne a portare l'eguaglianza dei Francesi. — Almanacco _La piazza de Mercand_ (Milano, 1797).

[10] _Memorie Manzoniane_ del prof. CRISTOFORO FABRIS, Milano, 1901, pag. 82.

[11] C. Cantù, _Milano. Storia del popolo per il popolo_ (1871), pag. 285.

[12] _Memorie Manzoniane_ citate, pag. 81.

[13] GIUSEPPE ROBERTI, _Il cittadino Ranza_ (Torino, 1890).

[14] Fra i manoscritti e stampe della raccolta Custodi, nella Biblioteca Nazionale di Parigi (dal numero 1545 al 1566).

[15] Si può leggere il copioso manoscritto nel riparto «Risorgimento» della Biblioteca Nazionale di Roma.

[16] FOSCOLO, _Prose politiche_ (Firenze, Le Monnier, 1856), pag. 1-15.

[17] Giornali della Cisalpina nella _Biblioteca Ambrosiana_: LUIGI RAVA, _Il giornale di Bonaparte in Italia «Le Courrier de l'armée d'Italie»_ (Roma, 1919); SORIGA, _Giornali e spirito pubblico in Milano sulla fine del secolo XVII_ (articolo nella _Rivista d'Italia_, 1916); A. PÉRIVIER, _Napoléon journaliste_, ecc.; F. CUSANI, Due appendici sulla _Perseveranza_, ecc.

[18] Codice DCXI, classe V.

[19] _Poesie satiriche_ di PIETRO BURATTI, _viniziano, con note dell'autore ad «usum delphini»_, Amsterdam, presso S. Locke e figlio.

[20] Lungo (_gugella_ è l'ago lungo per infilar fettuccie nelle guaine).

[21] Sono magro senza essere una sardina.

[22] Ho le ciglia nere.

[23] Neri gli occhi anch'essi. Ved.: RAFFAELLO BARBIERA, _Il libro delle curiosità_ (Bergamo, 1893), pag. 23.

[24] Il codice CCCLXXXII.

[25] BECATTINI, _Storia degli anni dal 1796 al 1800_ (Amsterdam), tomo I, pag. 194; CUSANI, _Storia di Milano_, vol. V, pag. 52.

[26] Pagina 67 della edizione 1888.

[27] Mi pareva che un ulano mi gettasse la corda al collo, strascinandomi per Milano a ricevere brutte parole.

[28] MALAMANI, _Memorie del conte Leopoldo Cicognara_ (Venezia, 1888), vol. I, pag. 165.

[29] Bravi signori recitanti! Se Iddio vi ha data la disgrazia d'essere corti a quattrini, vi ha compensato per altro con una bellissima sfacciataggine, che vale di più.

[30] _Mémoires de mademoiselle_ AVRILLION, _sur la vie privée de Joséphine_ (Paris, 1833), vol. I, pag. 205.

[31] CALVI, _Il patriziato milanese_, pag. 218.

[32] Id., pag. 219.

[33] Lettera di Lord Byron al Murray, del novembre 1816.

[34] STENDHAL, _Rome, Naples et Florence_ (Parigi, 1888), pagina 60.

[35] C. FABRIS, _Memorie Manzoniane_ (Milano, 1901), pagina 87.

[36] Atto I, scena IV.

[37] MAGGI, _I consigli di Meneghino_, atto I, scena I.

[38] Atti ufficiali: 21 vendemmiale, anno VI (12 ottobre 1797).

[39] _Giornale storico_, vol. XXI.

[40] Tomo I, pag. 222.

[41] Religione santa de' miei vecchi di famiglia — che in mezzo ai triboli delle passioni — non fai altro che tirarti indietro — in fondo al cuore, rannicchiata in un angolo....

[42] Epigramma XXIII.

[43] MANTOVANI, _Diario manoscritto_, vol. I, pag. 29.

[44] Vol. I, pag. 54.

[45] Che la guarda s'hin coss — De fa cont ona donna — Fedele de sta sort, che soo di coss — Che domà che zittis — Fareven scurì el sò.

[46] Aria purissima, sottile, frizzante.

[47] CUSANI, _Storia di Milano_, cap. XIX.

[48] Vedi: RAFFAELLO BARBIERA, _Poesie Veneziane illustrate_ (Firenze, Barbèra, 1888), pag. 86.

[49] Sacrifici li chiama? Signor no. Queste sono parole di lor signori, e noi poverelli non le comprendiamo. Noi facciamo le cose alla buona, senza ragionarci su tanto.

[50] E io non dovevo far nulla per loro? Questa vita, questo sangue, questo fiato che respiro sono cose sue; e io non devo spenderle per lei, e adoperarle a un bisogno? (atto I, scena V).

[51] C. Fabris, _Memorie Manzoniane_ (Milano, 1901), pagina 92.

[52] _Raccolta di Costituzioni italiane,_ volume II (Torino, 1852).

[53]

A proposito, illustrissimo, di vaccinazione, Senta un po', se vuol ridere, questa che le racconto adesso; Sarà un mese che mi è capitata, Nel far vaccinare la Barberina. C'era in casa del medico una mammina, Che si trovava in un impaccio da non dirsi Per scegliere il posto dove far inoculare L'innesto del vaiuolo a una sua piccina. Non qui, perchè qui dà troppo nell'occhio, Non qui, perchè si vedrà, Qui nemmeno, perchè le rimarrebbe la cicatrice. Tira qua e tira là, un mondo di ragionamenti; Finchè il medico, per calmarla: — Facciamole l'innesto, dice egli, sulle cosce? Oh, che pezzo di minchione! Esclama questa signoretta all'improvviso: Sulle cosce? Proprio!... più ancora in vista!

[54] _Foglio ufficiale della Repubblica italiana_, anno I.

[55] Andate pure, gente mia.

[56] Alle due Colonne o ai Servi (nomi di due botteghe da caffè di Milano, oggi sparite).

[57] A prendere un caffè che vi assassina i nervi.

[58] Io, invece, sono contento di starmene qui seduto al mio caminetto.

[59] Ad amoreggiare con un bicchiere di vino.

[60] Ad assaporarlo e a odorarlo.

[61] E se si può toccarlo con qualche amico.

[62] Burlarsi guardandosi i baffi.

[63] E poi d'estate? vo al Gallo (osteria, presso la Piazza del Duomo, ora sparita; già famosa).

[64] Vo alla Scala, vo al Gambero, vado ai Tre Re (altre osterie scomparse).

[65] Vado nel fiume Olona piuttosto che a un caffè.

[66] R. BONFADINI, nella _Perseveranza_, 7 marzo 1880.

[67] CALVI, _Francesco Melzi_ (nelle _Famiglie notabili milanesi_), disp. VII.

[68] Rapporto del 15 aprile 1805 (in Cantù, Cronistoria, vol. I, pag. 278).

[69] Cusani, Storia di Milano, vol. VI, pag. 151.

[70] _Bollettino delle leggi_, 1805, vol. I, pag. 49; _Giornale storico_, 2ª serie, vol. I, maggio 1805.

[71] _Mémoires_, vol. I, pag. 189.

[72] CANTÙ, _Storia di Milano_, pag. 292.

[73] DE CASTRO, _Milano durante la dominazione napoleonica_ (Milano, 1880), pag. 230.

[74] A guardare.

[75] Che fa passare la luna davanti al sole.

[76] Chi faceva affumicare un pezzo di vetro.

[77] Chi faceva portare nel cortile della casa i secchi d'acqua per vedervi riflessa l'eclissi.

[78] Quando si è visto venire un trombettiere.

[79] Ha voluto così.

[80] Mi servono così.

[81] Assai poco mi manca.

[82] A bruciarli tutti.

[83] Ripiglia.

[84] _Biografia degl'Italiani viventi_ (Lugano, 1819), volume I, pag. 163.

[85] Cattolici, apostolici e romani.

[86] Slargatevi il cuore, ch'è arrivato il sospirato momento.

[87] Sono qui i Tedeschi.

[88] _Pattan_, per ischerno, venivano chiamati gli Austriaci; li dicevano anche _Pattatucch_ (vedi GROSSI, _Prineide_), e non solo a Milano, ma in tutto il regno Lombardo-Veneto.

[89] Prediche, messe.

[90] _Perdon a brent_, indulgenze a botti (ricorda il «Chi manna fôra l'indurgenze à bbòtte?» di GIOACHINO BELLI, nel sonetto _L'uccupazione der Papa_).

[91] C'è da andare in Paradiso anche addormentati, anche a non averne voglia.

[92] E senza il quasi che non val niente.

[93] Voglia o non voglia, tutti, non c'è caso.

[94] Dobbiamo andare tutti su, in cielo, o crudi o cotti.

[95] Chè ci hanno messi tutti.

[96] Con lo spogliarci nudi.

[97] _Carteggio di_ A. MANZONI (Milano, 1912), vol. I, pagina 342.

[98] Lettera, a pag. 345, ivi.

[99] Briccone.

[100] _Prose e poesie scelte_ di CARLO TENCA, edizione postuma per cura di Tullo Massarani (Milano, 1888), vol. I, pag. 125.

[101] _Atti segreti_, nell'Archivio di Stato di Milano (Busta CXX). Vedi tutto il cap. XIII delle _Passioni del Risorgimento_, di RAFFAELLO BARBIERA (Milano, Treves).

[102] Due sonetti sono tuttora inediti, perchè troppo osceni. Due altri furono pubblicati nel 1903 (ved. RAFFAELLO BARBIERA, _Passioni del Risorgimento_; Milano, Treves, 4ª edizione, pagg. 434-35).

[103] La villa della principessa di Galles fu trasformata in _Grand Hôtel Villa d'Este_, dove il Bourget pose la scena d'un suo romanzo, non peraltro intorno alla famigerata e infelice principessa, il cui processo riempì il mondo di scandalo.

[104] Di muovere, di mescolare come si vuole.

[105] Nascoste.

[106] Il gusto del pasticcio.

[107] Nientemeno.

[108] _Carteggio_, vol. I, pag. 478.

[109] Dal discorso di Ruggero Bonghi sul Manzoni, in occasione dell'inaugurazione della _Sala manzoniana_ nella Biblioteca nazionale di Milano (6 novembre 1886).

[110] Di passaggio.

[111] L'_Accattabrighe_, che si stampava su carta color di rosa.

[112] Ricorrevano i giorni della Settimana santa.

[113] Lo pubblicò il Cantù nelle _Corrispondenze di diplomatici_ della Repubblica e del Regno d'Italia (Milano, 1886). — Ved. le «postille» in fondo di questo libro.

[114] Io, Signore, gettato in ginocchio, mi angoscio, mi dispero.

[115] MANTOVANI, _Diario_ manoscritto nella _Biblioteca Ambrosiana_ (vol. VI, anno 1821).

[116] Sui _Frammassoni a Milano_, ved. _Archivio storico lombardo_, vol. XV, pag. 625, e vol. XVIII, pag. 703.

[117] _Carteggio_, vol. I, pag. 516.

[118] _I Promessi Sposi_, capitolo XXXIV.

[119] Mucchio.

[120] Susurrio.

[121] Il popolo milanese designava col nome di _pattan_ il soldato austriaco.

[122] Genterella (_tananan_ è lo scricciolo, uccelletto piccolissimo detto anche forasiepi, e si applica a cose piccole: _Pover tananan d'ón fieu!_).

[123] Strana coincidenza! Simigliante è la chiusa del sonetto del Belli _Er dispotismo_: «È arisposero tutti: _è vvero! è vvero!_

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

End of Project Gutenberg's Carlo Porta e la sua Milano, by Raffaello Barbiera