Annali d'Italia, vol. 7 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Part 95

Chapter 953,587 wordsPublic domain

Pisani, conquistano la Sardegna, IV, 116, 118, 131. E varii luoghi in Africa, 182, 183. Vincono Mugetto re de' Saraceni africani, 248. Insultano i Mori in Palermo, 316. Loro guerra coi Genovesi, 392. Lor vittoria sui Tunisini, 434. Da papa Urbano II, ad istanza della contessa Matilda, eretta la lor chiesa in arcivescovato, 454. Daiberto primo loro arcivescovo, a cui sono sottomessi i vescovati della Corsica, _ivi_. Mandano soccorsi in Terra Santa, 483. Acquistano Evizza, 544. E Maiorica, 548. Da una bolla di Gelasio II è confermata alla lor chiesa il privilegio sopra i vescovati di Corsica, 567. Guerra loro mossa dai Genovesi per questo, 574, 578, 584. Portata a Roma la lor lite, la sentenza è loro contraria, per cui maggiormente s'accese la guerra tra loro, 588. Che continua, 594, 596, 610. Saccheggiano Amalfi, 636. Colle lor forze assistono Lottario Augusto nella guerra di Puglia, 649. Fan guerra ai Lucchesi, 677. Loro discordia coi Genovesi nella città di Costantinopoli, per cui ne nasce un'accanita guerra, 783. Loro ambascieria all'imperadore Federico I, 786. Dal quale sono investiti di tutte le regalie, _ivi_. In cui favore armano molte galee contro il re di Sicilia, _ivi_. Dallo stesso imperadore sono investiti di tutta l'isola di Sardegna, 791. Della quale s'impossessano, _ivi_. Lor guerra coi Genovesi per ciò, 795, 799. Uniti con Federigo Augusto, 809. Guerra di essi coi Lucchesi, 819. E coi Genovesi, _ivi_. Loro lega coi Fiorentini contro i Genovesi stessi, 828. Messi al bando dell'imperio da Cristiano arcivescovo eletto di Magonza ed arcicancelliere dell'imperio, 831, 832. Mettono in rotta i Lucchesi, 836. Pace fra essi e i Genovesi, 849. E di nuovo guerra, 906. Vanno in aiuto di Arrigo VI Augusto, 936. Vengono alle mani coi Genovesi, 938. Delusi da Arrigo VI Augusto, 941. Guerra lor fatta dai Genovesi, 945. S'impadroniscono di Siracusa, che loro è tolta dipoi dai Genovesi, 986. Tornano indarno ad assediarla, 990. Sardegna loro sottoposta, 1035. Lor vittoria sulla flotta genovese, 1167. Guerra lor fatta dai Fiorentini e Lucchesi, 1244, 1258. Danno coi Veneziani una rotta ai Genovesi, 1274. Liberati dall'interdetto da papa Clemente IV, V, 63. Sconfiggono la flotta de' Provenzali, 74. Rotta loro data dai Lucchesi, 82. Guerra fra essi e i Genovesi, 159, 166. Grandi sconfitte date loro dai Genovesi, 174. Lor pace coi Fiorentini, 182. Danno la signoria della città a Guido conte di Montefeltro, 208. Favoriscono Arrigo VII re de' Romani, 352. Per la morte di lui costernati, prendono per loro signore Uguccione dalla Faggiuola, 368. S'impadroniscono di Lucca, 378. Assediano Montecatino, 382. Grande sconfitta da loro data ai Fiorentini, _ivi_. Scacciano Uguccione, e creano lor signore il conte Gaddo de' Gherardeschi, 388. Fanno pace coi Fiorentini, 393. Assediano Lucca, e danno una rotta ai Fiorentini, 558. Prendono quella città, 563. Lor civili discordie, 596. Varie loro azioni per la venuta di Carlo IV imperadore, 644. Loro guerra coi Fiorentini, 689. Sconfitti, fanno pace, 698, 699. Venduti a' Fiorentini, riacquistano la libertà, 935. Creano lor capitano o doge Giovanni de' Gambacorti, 936. Si rendono a' Fiorentini, 945. Si sottraggono al loro dominio, VI, 123. Sforzi vani de' Fiorentini contro di loro, 136. Smantellano la cittadella, ed hanno soccorso dai Veneziani, 140. In aiuto di essi viene pure Massimiliano Cesare, 142. Protetti da' Veneziani contro gli stessi Fiorentini, 148. Assediati indarno dai Fiorentini, 153.

Pisone (Lucio), prefetto di Roma sotto l'imperadore Tiberio, I, 96.

Pisone (Gneo Calpurnio), governatore della Soria, ai tempi dell'imperadore Tiberio, mentre Germanico Cesare era generale in quelle parti, I, 55. Uomo violento e poco amico del suddetto Germanico, _ivi_. Sospetti che gli procurasse la morte, 58. Processato per questo, si uccide, 62.

Pisone (Caio Calpurnio); sua congiura contro Nerone scoperta, I, 235. La paga colla sua vita, 237.

Pisone Frugi (Lucio Calpurino), imperadore efimero, I, 908.

Pistoia. Divisione in essa fra la nobiltà in due fazioni, bianchi e neri, V, 240, 270. Afflitta dalle fazioni civili, 273. E da' Fiorentini e Lucchesi, 280. Che l'assediano, _ivi_, 300. E se ne impadroniscono, 305. Si rimette in libertà, 332. Ne diviene signore Castruccio degli Interminelli, 446. Perduta e ripresa da lui, 469. Riacquista la libertà, 487. Ne viene usurpata la signoria dai Fiorentini, 503.

Pitti, popoli della Scozia, vinti da Costanzo Cloro, I, 1069. Infestano la Bretagna, 524.

Pittura, quando perfezionata in Italia, V, 899.

Pitzia, generale del re Teoderico, va in soccorso di Mundone, Unno, nella Mesia, II, 576.

Placidia (Elia). _V._ Flacilla.

Placidia (Galla), sorella di Onorio Augusto, II, 263. Accompagna il fratello Arcadio a Milano, 315, 316. Acconsente alla morte di Serena sua parente, 390. Presa da Alarico re de' Goti, 402. Condotta nelle Gallie dal re Ataulfo, che aspira alle sue nozze, 407. Per sua insinuazione è trattenuto dall'inferocire contro l'Italia, 416. Continua a dimorare con quel barbaro, 421. Finalmente s'induce a prenderlo per marito, 424. Strapazzata dopo la morte di lui, 429. Torna a Ravenna, 432. Sposata da Costanzo conte, 434. Partorisce Valentiniano III, 440. Dichiarata Augusta, 445. Calunnie contro di lei, _ivi_, 446. Esiliata dal fratello, si rifugia a Costantinopoli, 450, 451. Torna in Italia dopo la morte di lui, 456, 461. Tutrice del figliuolo di Valentiniano, 461, 464. Sospetta di tradimento Bonifazio conte, per la perfidia di Aezio, 468. Di cui ne viene in chiaro, 474. Suo odio verso Aezio, 482. Rimette in grazia Bonifazio, e lo dichiara generale delle milizie, 483. Suo voto, per cui fabbrica la basilica di San Giovanni Evangelista in Ravenna, 487. Pel matrimonio del figlio, cede l'Illirico a Teodosio II padre dalla sposa, 498. Ottiene dal papa Sisto III, che sia eretta in arcivescovato la Chiesa di Ravenna, 502. Va a Roma, 541. Sua morte, 547.

Placidia, figlia di Valentiniano III Augusto, condotta prigioniera da Genserico in Africa, II, 580. Maritata ad Olibrio, 586. Rimessa in libertà, 599, 612.

Placidio, o Placido, console sotto re Odoacre, II, 679.

Placido, prefetto di Roma sotto l'imperadore Costanzo, II, 19.

Placilla (Elia), _V._ Flacilla.

Platina (Bartolommeo Sacchi detto il), scrittore insigne ai tempi del papa Paolo II, VI, 21. Dallo stesso pontefice fatto imprigionare per sospetti, 37. Sua morte, 77.

Platone, esarco di Ravenna, II, 1237, 1241, 1245.

Plautilla (Fulvia), figlia di Plauziano, già favorito dell'imperadore Severo, maritata con Caracalla, I, 689. Da esso poi fatta morire, 714.

Plauto (Rubellio), esiliato ed ucciso da Nerone, I, 219.

Plauziano (Lucio Fulvio), favorito di Severo Augusto, I, 653. Prefetto del pretorio, commette molte iniquità, 682, 683. Sua figlia maritata con Caracalla, 689. Console, 690. Suoi vizii, 691. Severo cerca d'abbassare la sua albagia, 693. Disgusti tra lui e il genero, 694. Da cui è ucciso, 696.

Plauziano (Quintilio), senatore fatto morire da Severo Augusto, I, 701.

Plauzio (Aulo), pretore e governatore della Germania Inferiore sotto l'imperadore Tiberio Claudio, 156, 157. Dal quale ottiene il piccolo trionfo dell'ovazione, 170.

Plinio (Caio Secondo), il Vecchio, amico di Vespasiano Augusto, I, 295. Sua storia naturale dedicata a Tito Cesare, 312. Quando e come morisse, 319, 320.

Plinio (Caio Cecillo), il Giovane nipote del precedente, corre rischio della vita alla morte dello zio, I, 320. Console, 386. Assiste ai giudizii di Traiano, 397. Inviato vice-pretore al governo del Ponto, 399. Lettere di lui a Traiano, 409. Celebre sua lettera in favor dei cristiani, 412, 413.

Plotina (Pompea), moglie di Traiano: sue virtù, I, 382. Favorisce Adriano, 408. Il porta allo imperio, 431. Onorata da lui in vita e in morte, 447. Le è da lui fabbricata una maravigliosa basilica a Nimes in Provenza, 452.

Plotino, celebre filosofo platonico sotto i Gordiani, I, 846. Sua morte, 946.

Plutarco, insigne storico, e filosofo ai tempi di Adriano, I, 484.

Po: sua gran rotta con danno del Ferrarese, del Mantovano, Mirandolese e Modenese, VII, 194.

Poggio de' Bracciolini, segretario della repubblica fiorentina, insigne letterato: sua morte, V, 1258.

Polemone, re del Ponto, I, 119.

Polemone, re della Cilicia, I, 311.

Polemone, sofista a' tempi degl'imperadori Adriano ed Antonino Pio: sua alterigia, I, 502.

Policarpo (San), interviene al concilio dal papa Aniceto tenuto in Roma, nel quale fu decisa la controversia intorno al giorno di Pasqua, I, 521.

Polieno, scrittore sotto l'imperadore Marco Aurelio, I, 591.

Pollenza, o Potenza, città una volta nel Monferrato. Presso di essa i Goti sotto Alarico sono sconfitti da Stilicone generale dell'imperadore Onorio, II, 364, 365.

Polo. _V._ Reginaldo Polo.

Polonia, assalita dai Turchi, VI, 1266.

Pompeiano (Claudio); con lui si rimarita Lucilla figlia di Marco Aurelio, I, 554. Coll'Augusto suocero va a guerreggiar contro i Marcomanni, 556. Creato console, 577. Congiura di Lucilla sua moglie contro il fratello Commodo senza che n'abbia seniore, 602. Rifiuta la dignità imperiale a lui offerta in pubblico senato da Pertinace, 634. Colla sua prudenza fugge i pericoli sotto d'esso Augusto, _ivi_.

Pompeiano iuniore, perde la vita sotto Caracalla, I, 727.

Pompeiano (Ruricio), prefetto del pretorio sotto Massenzio; difende Verona contro Costantino il Grande, I, 1108.

Pompejano, prefetto di Roma sotto l'imperadore Teodosio II, II, 381.

Pompeo (Gneo), genero di Claudio Augusto, I, 147, 158. Da lui è ucciso per la malignità e calunnie di Messalina, 168.

Pomponio, celebre giurisconsulto a' tempi d'Alessandro imperadore, I, 771.

Pomposa, monistero insigne in Comacchio posseduto da Giovanni VIII papa, e da lui restituito alla Chiesa di Ravenna, III, 763.

Pomposiano (Metio): clemenza di Vespasiano verso di lui, I, 309. Esiliato in Corsica, poi fatto uccidere da Domiziano, 355.

Ponte mirabile fatto sul Danubio, dall'imperadore Traiano, I, 401.

Ponte magnifico, fabbricato sul Reno da Costantino il Grande, I, 1079.

Pontefice Massimo, titolo non preso da Costantino il Grande, I, 1130.

Pontefice romano: da chi fatta una volta la sua elezione, III, 70; IV, 289, 299.

Pontefici romani: loro elezione e consecrazione, come regolate una volta, III, 924, 928, 956, 957.

Pontificato romano, ambito anche negli antichi secoli, II, 158.

Ponziano, pontefice romano, I, 796. Esiliato, e sua morte gloriosa, 814.

Ponzino de' Ponzoni, signor di Cremona, V, 397, 515. Rende quella città ad Azzo Visconte, 520.

Ponzio, abbate di Clugnì, IV, 547.

Poppea Sabina. _V._ Sabina.

Poppone, patriarca d'Aquileia, viene in Italia coll'imperadore Arrigo II, IV, 133. Muove lite al patriarca di Grado, chiamandolo usurpatore di quel titolo, e come soggetto alla sedia sua, 142. S'impadronisce di Grado, da dove poi viene scacciato dai Veneziani, 143. Dall'imperadore Corrado II riceve in custodia Eriberto arcivescovo di Milano, 191. Dal papa Benedetto IX ottiene un decreto che la Chiesa di Grado dovesse riconoscere per metropolitano l'arcivescovo aquileiense, 220. Portatosi con gente armata a Grado dà il sacco a tutto, non risparmiando neppur le chiese, _ivi_.

Poppone, vescovo di Brixen, _V._ Damaso II.

Porfirio, filosofo celebre al tempo di Diocleziano imperadore, I, 1122.

Porga, principe de' Croati, II, 1203.

Portica di San Pietro, che fosse, IV, 559.

Porto vastissimo vicino a Roma, fatto fabbricare dall'imperadore Tiberio Claudio, I, 148.

Portogallo, d'onde così chiamato, II, 590. Dominato dagli Svevi, 672. Suo regno acquistato da Filippo II re di Spagna, VI, 785.

Portoghesi in lega con Carlo III, dichiarato re di Spagna, VII, 179.

Possidio, cattolico vescovo di Calama, esiliato da Genserico re de' Vandali, II, 496.

Postumo (Marco Cassio Lazieno), generale di Valeriano Augusto, poscia governatore delle Gallie sotto Gallieno, I, 900. Proclamato imperadore, 904. Sue azioni prima della ribellione, 913, 914. Riconosciuto da quasi tutte le provincie, 914, 915. Suo mirabil fine, 926.

Postumo (Caio Giunio Cassio), figlio di Postumo seniore, creato Augusto, 915. Sua morte, 926.

Precedenza tra gli arcivescovi di Milano e Ravenna, cagion di lite, IV, 158, 235.

Predicatori: loro ordine quando istituito, IV, 1029. Frutto delle loro prediche, 1115.

Prefetti del pretorio d'Italia, Gallia, Illirico ed Oriente, I, 1115, 1193.

Prefetti di Roma, ristabiliti sotto gli Ottoni Augusti, loro autorità, IV, 110.

Prefetto del pretorio: dignità onorevole e temuta, I, 184.

Prefetto di Roma, prestava una volta giuramento di fedeltà agli imperadori, IV, 956. In seguito ai romani pontefici, 957.

Presente (Bruttio), suocero di Commodo Cesare, I, 581. Console, 587.

Presidio, console orientale sotto l'imperadore Anastasio, II, 717.

Pretestato (Vezio Agorio), prefetto di Roma sotto l'imperadore Valentiniano, II, 156. Risposta da lui data a papa Damaso che l'esortava a farsi cristiano, 158. Designato console, muore, 253.

Pretoriani, soldati, il terrore di Roma, I, 3, 88. Per forza vogliono imperadore Claudio II, 142. Poi Nerone, 194. Insolenti sotto Nerva, 376. Proclamano Pertinace imperadore, 632. Poi Giuliano, 641. Svergognati dall'imperadore Settimio Severo, 648. Sotto l'imperadore Alessandro combattono col popolo di Roma, 789. Loro grande ardire sotto lo stesso, 790. Altra loro rissa col popolo romano sotto l'imperadore Massimino, 832. Nel qual tempo attaccano fuoco a Roma, 833. Ridotti a poco numero da Galerio, 1077. Creduti i più valorosi degli altri soldati, 1105. Aboliti da Costantino, 1114.

Priamo, Franco, avo del re Faramondo, II, 438.

Primigenio patriarca gradense, II, 1200.

Primo (Antonio), soprannominato Becco di Gallo: sue imprese in favore di Vespasiano, I, 277. Mette in rotta le truppe di Vitellio, 279. Giunto a Roma, opprime Vitellio stesso, 274. Abbattuto da Muciano console, 286, 287.

Principi d'Italia: esorbitanti contribuzioni loro imposte dai ministri cesarei a' tempi dell'Augusto Leopoldo, VII, 97, 102, 111.

Principio, prefetto di Roma sotto l'imperadore Valentiniano, II, 175.

Prisca, moglie di Diocleziano Augusto, I, 1013, 1110, 1121. Uccisa da Licinio, 1128, 1129.

Priscillianisti, eretici; scritti di papa Leone contro di essi, II, 528.

Prisciano: sua congiura contro Antonino Pio, I, 495.

Prisco (Stazio), generale romano contro i Parti sotto l'imperadore Marco Aurelio, I, 534.

Prisco (Caio Lutorio), poeta celebre sotto l'imperador Tiberio, condannato a morte, I, 65.

Prisco (Giulio), prefetto del pretorio sotto Vitellio, I, 274. Mandato contro l'esercito di Vespasiano, 281.

Prisco (Elvidio), senatore e filosofo a' tempi degli imperadori Galba, Vitaliano e Vespasiano: sua superbia, I, 301, 302. Esiliato, poi ucciso, 302, 303.

Prisco (Nerazio), giurisconsulto celebre sotto lo imperadore Adriano, I, 431.

Prisco da Nicea, ingegnosissimo architetto, I, 661.

Prisco, fratello di Filippo seniore Augusto, governatore della Soria, I, 853. Sollevazione di quei popoli contro di lui, 859, 860. Unitosi coi Goti nella Macedonia, è proclamato imperadore, poi ucciso, 868.

Prisco, storico, da Teodosio Augusto inviato ambasciatore ad Attila, II, 525, 537.

Proba (Valeria Faltonia), moglie di Adelfio proconsole, compone i Centoni di Virgilio, II, 501.

Probato (Celio), prefetto di Roma sotto l'imperadore Costanzo, II, 42.

Probiano (Petronio), prefetto di Roma sotto l'imperadore Costantino, I, 1185, 1186.

Probiano, prefetto di Roma, sotto l'imperadore Valente, II, 204, 207.

Probiano, prefetto di Roma sotto Valente imperadore, II, 204, 207.

Probiano, prefetto di Roma sotto Teodosio II imperadore, II, 431.

Probino, prefetto di Roma sotto Costanzo imperadore, II, 17.

Probino, patrizio, creato console a' tempi di re Odoacre, II, 699. Insieme con Fosto e col senato romano sostiene Lorenzo antipapa contro Simmaco, 744, 745.

Probo, genero di Severo Augusto, I, 653.

Probo (Marco Aurelio), spedito dall'imperadore Aureliano a ricuperare l'Egitto, I, 966. È proclamato imperadore, 982. Sue lettere al senato romano dopo la morte di Floriano, 983. Da tutti riconosciuto come imperadore, _ivi_. Sue belle doti, 984. Sue militari imprese, 986. E vittorie riportate contro i Barbari, _ivi_. Doma gli Isauri, 989. Il re di Persia Narseo o Narsete cerca di placarlo, con replicate ambascierie a lui spedite, 991. Suo trionfo in Roma, 997. Sue applaudite provvisioni, 998. È ucciso da' suoi, 999.

Probo (Sesto Anicio Petronio), prefetto d'Italia ai tempi dell'imperadore Valentiniano, II, 169. Creato console, 178. Prefetto dell'Illirico, 188. Con Valentiniano II, per timore di Massimo, fugge dall'Italia, imbarcandosi per Tessalonica, 270.

Probo, figliuolo d'Alipio, pretore in Roma ai tempi di Giovanni tiranno, II, 404.

Probo, console orientale sotto l'imperatore Anastasio, II, 742.

Probo, console occidentale sotto re Teoderico, II, 786.

Procle, o Proclo, patriarca di Costantinopoli, predica le lodi di san Giovanni Grisostomo, II, 490. Sua morte, 529.

Proclo, eletto questore da Giustino Augusto, II, 800. Sua autorità presso quell'imperatore, e sua lealtà nell'amministrare la giustizia, _ivi_.

Procolo (Tito Elio), usurpatore dell'imperio nelle Gallie, ucciso, I, 995, 996.

Procolo (Valerio), prefetto di Roma sotto l'imperatore Costantino juniore, I, 1210. E sotto Costanzo, II, 42, 51.

Procolo (Furio): sua vanità nel consolato, e sontuosi giuochi da lui dati, II, 14.

Procopio, generale di Giuliano Augusto in Mesopotamia, II, 128. Ribellatosi, occupa Costantinopoli a Valente imperatore, 151. Sue qualità ed azioni, 153. Suoi progressi, 155. Tradito dai suoi generali, cerca salvarsi colla fuga, ma da due suoi capitani, Fiorenzo e Barcalbo, preso e condotto all'imperatore Valente, da cui gli è fatto mozzare il capo, 160, 161.

Procopio, storico, seguita Belisario in Africa, II, 849. Sua descrizione della presa di Napoli fatta da quel generale, 864, 865. Sua narrazione del come sia stata presa Ravenna, 874. La sua storia segreta di Giustiniano ha molte cose incredibili, 981.

Proietto, vescovo, legato del papa Celestino al concilio terzo universale tenuto in Efeso, II, 480.

Promoto, general di Teodosio Augusto: sua vittoria sui Grutongi, II, 262. Generale della cavalleria contro Massimo tiranno, 274. Sua morte, 293.

Prospero (San) d'Aquitania, prete e scrittore della Chiesa cattolica, II, 615.

Prospero Adorno, doge di Genova, V, 1265. Sua caduta, 1266. Riduce Genova all'ubbidienza del duca di Milano, dal quale è nominato governatore, VI, 57, 58. Si rivolta contro lo stesso duca di Milano, 62. È cacciato, 63.

Prospero Colonna, cardinale, nipote del papa Martino V: processo contro di lui intentato da papa Eugenio IV, V, 1085. Fugge da Roma, 1086. Il suo palazzo è messo a sacco, _ivi_.

Proterio (San), patriarca d'Alessandria, ucciso dagli eretici, II, 597.

Proverbio militare, II, 630.

Prudenzio (San), poeta cristiano, scrive contro i pagani, II, 366.

Psamatossiris, re de' Parti, _V._ Partamaspare.

Publio Asprenate, generale de' Romani al Reno sotto Augusto, I, 30.

Publio Sulpicio, _V._ Quirino.

Pudente (Lucio Valerio), di soli tredici anni nei giuochi capitolini a Roma riporta la corona sopra gli altri poeti latini, I, 404.

Pugliesi, si ribellano ai Greci, IV, 91.

Pulcare, duca d'Amalfi, III, 785. Sua lega coi Saraceni, per cui è scomunicato dal papa Giovanni VIII, 809.

Pulcheria, figlia di Teodosio I Augusto, II, 257. Orazione funebre a lei scritta da San Gregorio Nisseno, 258.

Pulcheria, sorella di Teodosio II imperadore, dichiarata Augusta, II, 426. Consiglia al fratello di prendere Atenaide per moglie, 443. Costretta a ritirarsi dalla corte, 530. Tornata alla corte, 542. Divenuta imperadrice si marita con Marciano, 544, 545. Fine di sua vita, 571.

Pupieno (Marco Clodio Massimo), creato imperadore alla morte dei due Gordiani, I, 828. Va coll'esercito contro Massimino, 830. Dopo la vittoria riportata dalle sue armi va ad Aquileia, dove è ricevuto con indicibile plauso, 835. Sue dissensioni con Balbino Augusto, 836. Con Balbino ucciso dai pretoriani, 837.

Q

Quadrato (Caio Ummidio Durmio), governatore della Soria sotto Nerone, I, 199. Sua morte, 219.

Quadrato (Asinio), scrittore della guerra partica a' tempi dell'imperadore Marco Aurelio, I, 537.

Quadrato, mastro di camera di Commodo, congiura contro lui, I, 602. Da cui è fatto morire, 603.

Quadruplice alleanza contro la Spagna, VII, 286.

Quartino (Tito), proclamato imperadore da alcuni soldati, I, 818. Assassinato poscia da Macedonio suo amico, _ivi_.

Querini (Angelo Maria), cardinale chiarissimo, e vescovo di Brescia, VI, 40, 601, 648.

Quietismo (il), eresia condannata da Innocenzo XI, VII, 66, 67.

Quieto (Lusio), Moro di nazione, generale di Traiano: sue prodezze in Oriente, I, 427. Viene depresso da Adriano per sospetti, 437. Con molti altri personaggi di gran credito accusato di macchinazioni contro la vita dello stesso imperadore, 442.

Quieto (Gneo Fulvio), figlio di Macriano, dichiarato Augusto dal padre, I, 906. Lasciato governator della Soria, 908. Ucciso dai suoi, 909.

Quinquegenziani, popoli dell'Africa, domati da Massimiano Augusto, I, 1047.

Quinquennali, decennali, vicennali e tricennali: loro origine, I, 38.

Quintiliano (Marco Fabio), Spagnuolo; insigne maestro di eloquenza in Roma, I, 342, 370.

Quintilio (Massimo), tolto di vita dall'imperadore Commodo, I, 605.

Quintilio (Condiano), tolto di vita dall'imperadore Commodo, I, 605.

Quintilio (Sesto), come fuggisse l'ira di Commodo, I, 605.

Quintillo (Marco Aurelio Claudio), fratello di Claudio Augusto, I, 936. Proclamato imperadore, 946. Ucciso da' suoi soldati, 947.

Quinziano, vescovo di Rodes, cacciato dai Goti, II, 784. Da Teoderico poi, figlio di Clodoveo, nominato alla chiesa d'Auvergne, _ivi_.

Quirinio (Publio Sulpicio), fa la descrizione della Giudea, I, 12. Quando impiegato in tale uffizio, 13, 24.

Quod-vult-Deus, vescovo di Cartagine, II, 567.

R

Rabano Mauro, arcivescovo di Magonza; sue controversie con Gotescalco monaco, III, 652.

Rabodo, marchese di Toscana, IV, 558.

Radagaiso, re degli Unni o Goti, viene in Italia, II, 350, 359. Sua nuova mossa contro l'Italia, 369. Procede sino in Toscana, 371. Dove da Stilicone, generale dell'imperadore Onorio, è sconfitto, poi morto, 372.

Radaldo, conte e marchese, III, 991.

Radelchi, _V._ Radelgiso.

Radelgario, principe di Benevento, III, 664. Cessa di vivere, 672.

Radelgiso, ossia Radelchi, conte di Conza, III, 514. Suoi disegni contro Sicone principe di Benevento, 555. Si fa monaco a Monte Casino, 556.

Radelgiso, ossia Radelchi, principe di Benevento, III, 611. Contro di lui eletto principe Siconolfo, 617. Sconfitto dai Salernitani, 618. Guerra a lui fatta dal suddetto Siconolfo, principe di Salerno, 623. Chiama in aiuto i Saraceni, 625, 626. Sua armata sconfitta, 626, 630. Assediato in Benevento, 630. Di nuovo prende i Saraceni al suo soldo, 652. Diviso il ducato fra lui e Siconolfo, 654. Dà fine alla sua vita, 664.

Radelgiso II, ossia Radelchi, principe di Benevento, III, 824. Viene deposto, 843. Ricupera Benevento, 920. Poi lo perde, 945, 946.

Radoaldo, figlio di Gisolfo duca del Friuli, II, 1144. Dimora in Benevento, 1211, 1212. Proclamato duca di quelle contrade, 1233. Termine di sua vita, 1241.

Radoaldo, re dei Longobardi, ucciso, II, 1257.

Raffaello Adorno, doge di Genova, V, 1168. Rinunzia alla dignità, 1195.

Raffaello Riario, cardinale, VI, 60.

Ragenario, o Regnacario, signor di Cambray, perde regno e vita per mano di Clodoveo, II, 778.

Ragimberto, o Ragumberto, figlio di Godeberto re de' Longobardi, salvato dalle mani di Grimoaldo, II, 1275. Usurpa il regno, e muore, III, 112.

Ragimberto, governatore d'Orleans, III, 141, 142.

Raimondo II, conte di Barcellona, IV, 384, 545.

Raimondo, conte di Provenza, IV, 399.

Raimondo, conte di Sant'Egidio, conduce un corpo di Crociati in Levante, IV, 469.