Annali d'Italia, vol. 7 dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750

Part 89

Chapter 893,739 wordsPublic domain

Martino d'Aragona, re di Sicilia, V, 782. Ricupera la Sicilia, 862. Ricupera Catania a lui ribellatasi, 863. Continua ad abbassare la fazione contraria aderente al partito di papa Bonifazio IX, 869. Sua morte, 961.

Martino, re d'Aragona, dà una terribile sconfitta ai popoli della Sardegna, V, 961.

Martino V papa. Sua elezione, V, 1007. Mette fine al concilio di Costanza, 1014. Viene in Italia, 1015. Va a mettere la sua residenza in Firenze, 1019. A lui si umilia il già papa Giovanni XXIII, 1020. Fa lega colla regina Giovanna, _ivi_. Manda Braccio da Montone contro Bologna, 1026. Nemico alla regina Giovanna, 1027. Va a Roma, 1033. Dà aiuto a Lodovico d'Angiò, 1036. Mette pace fra i pretendenti del regno di Napoli, 1040. Protegge Lodovico d'Angiò, 1047. Sua premura di liberar l'Aquila assediata da Braccio, 1052. Sua vittoria contro esso, 1056. Ricupera Perugia ed altre città, _ivi_. Mette pace fra i Veneziani e il duca di Milano, 1067, 1068, 1072. Fa guerra a' Bolognesi, 1075, 1077. Ricupera quella città, 1077. Altri luoghi da lui ricuperati, 1080. Termina il suo vivere, 1084.

Martino Lutero. _V._ Lutero (Martino).

Martiri, chiamati una volta anche confessori, I, 604.

Marzia, concubina di Quadrato, poi di Commodo Augusto, I, 618. Onorata quale imperadrice, 621. Cospira con altri alla morte di esso Commodo, 629.

Marziale (Marco Valerio), poeta, grande adulatore di Domiziano, I, 330, 570.

Marziano, generale di Gallieno Augusto, I, 912, 931. Sua congiura contro esso imperadore, 933.

Marziano, suocero d'Alessandro Augusto, da lui creato Cesare, poi per invidia fatto uccidere, I, 774.

Mas-Aniello, capo della sollevazione di Napoli, VI, 1150. Dichiarato capitan generale del popolo, 1153. Fa una visita al vicerè, 1155. È ucciso, 1156.

Masceldel, o Mascezel, scappa dalla ribellione fatta dal fratello Gildone in Africa contro l'Augusto Onorio, e si rifugia in Italia alla corte imperiale, II, 337. Gildone gli fa uccidere due figli in vendetta, _ivi_. Va con una flotta contro il fratello, _ivi_. Si fa accompagnare in quella spedizione da molti romiti dell'isola Capraia, _ivi_. Secondo Paolino, confortato da un'apparizione di santo Ambrosio, 338. Sbaraglia le truppe del fratello, che fugge, _ivi_, 339. Torna a Milano, ove è accolto con molte carezze, 339. Fatto miseramente morire de Stilicone, _ivi_.

Massar, capo de' Saraceni, va in aiuto di Radelgiso principe di Benevento, III, 652.

Massenzio (Marco Aurelio Valerio), figlio di Massimiano Augusto, I, 1077. Proclamato Augusto in Roma, _ivi_. Rende vani i tentativi del nemico Galerio, 1084. Ricupera l'Africa, 1102. Sue enormi iniquità in Roma, 1104. Preparamenti da lui fatti contro Costantino, 1105. Sua armata da lui postata al Tevere, 1111. Nel qual fiume resta sommerso, 1113.

Massenzio, patriarca d'Aquileia, III, 561.

Massimiano (Marco Aurelio Valerio), creato Cesare da Diocleziano Augusto, I, 1013. Poi imperadore, 1015. Sue imprese contro i Germani, 1019. Sconfitto da Carausio, 1022. Crea Cesare Galerio, 1027. Sconfigge Giuliano tiranno, 1031, 1032. Vince i Marcomanni, 1049. Sua infame libidine, 1052. Depone l'imperio, 1064. Da che il figlio Massenzio fu proclamato Augusto, ripiglia la porpora, 1078. Inganna ed uccide Severo Augusto, 1082. Ricorre a Costantino, 1083. Indarno tenta di deporre Massenzio suo figlio, 1085. Ricorre a Galerio, _ivi_. Poi di nuovo a Costantino, 1089. Contra cui ordisce un tradimento, 1090. Altro suo tradimento, e sua morte, 1093, 1094.

Massimiano, mandato dal senato romano all'imperadore Onorio, perchè approvi la pace fatta dai Romani con Alarico re de' Goti, II, 394. Caduto in mano di essi Goti, è riscattato da Mariniano suo padre, _ivi_.

Massimiano, vescovo di Costantinopoli, II, 480.

Massimiliano, Austriaco, figlio di Federigo III eletto re de' Romani, VI, 93. Succede nell'imperio a suo padre, 114. Prende per moglie Bianca Maria Sforza, sorella di Gian-Galeazzo, 116. Chiamatovi da Lodovico il Moro, viene in Italia, 141. Con grande magnificenza accolto a Milano, _ivi_. Si porta a Genova, poi a Pisa, _ivi_. S'accinge all'assedio di Livorno tenuto da' Fiorentini, _ivi_, 142. Tenta varie imprese, ma senza venirne a capo, _ivi_. Torna in Germania, _ivi_. Muove guerra a' Veneziani, 227. Costretto ad una vergognosa pace, 228. In Cambrai si collega con varii potentati contra di essi Veneti, 229. Se gli rendono Verona, Vicenza e Padova, 239. Perde vilmente quest'ultima città, 243, 245. Le mette l'assedio, 246. Se ne ritira, 247, 248. Vende Verona al re di Francia, 252. Si stacca da' Franzesi, 280. Unito co' Veneziani caccia essi Franzesi d'Italia, 286, 287. Manda gente contro i Veneziani, 305. Sua lega con papa Leone X in difesa di Milano, 322. Difende Brescia, e cala armato in Italia, 335. Suoi inutili sforzi contro i Franzesi, 336. Sue leghe, 342. Fine de' suoi giorni, 353.

Massimiliano Sforza, dichiarato duca di Milano, entra in quella città, VI, 293. Se gli ribellano i Milanesi ed altri, 300. Ristretto in Novara, 302. Riporta vittoria de' Franzesi, 303. Ricupera le città perdute, 304. E i castelli di Milano e Cremona, 312. Ritirato nel castello di Milano, 323, 328. Cede tutto al re di Francia, ove va a dimorare, 329.

Massimiliano II, re de' Romani e d'Ungheria, manda i suoi due figli Ridolfo ed Ernesto a Madrid, VI, 704. Creato imperadore, 708. Dà fine al suo vivere, 772.

Massimiliano Emmanuele, elettor di Baviera, interviene alla liberazione di Vienna, VII, 47. Fa guerra a' Turchi, 55, 60. S'impadronisce di Belgrado, 73. Viene a guerreggiare in Piemonte, 95. Governatore di Fiandra, 150. Fa dichiarare erede del trono di Spagna da re Carlo II il suo figlio Ferdinando, _ivi_. Che gli muore, 154. Abbraccia il partito de' Gallispani, _ivi_. Occupa varie città in Germania, 174. Poco tempo dopo il Tirolo, 175. Poscia lo perde, 176. Dopo la sconfitta di Hogstedt perde la Baviera, 187. Rotta a lui data dagl'inglesi a Ramegli, 205. Assedia Brusselles, ed è costretto a ritirarsi, 224. Ricupera gli aviti suoi Stati, ma desolati, 260.

Massimino (Caio Giulio Vero), che fu poi imperadore, conosciuto la prima volta da Severo Augusto, I, 686. Milita nell'armata d'Alessandro Augusto, 811. Trama ed eseguisce la sua morte, 812. Sua fortuna da privato, 815. Proclamato imperadore, 817. Sue imprese contro i Germani, 819. E contro i Sarmati e i Daci, 821. Sua crudeltà ed avidità, _ivi_, 822. Gordiano creato imperadore contra di lui, 824. Roma se gli ribella, 826. Vola in Italia, 827. Mormorazioni dei soldati contra di lui, 831. Assedia Aquileia, _ivi_. Ove è ucciso da' soldati, 834.

Massimino (Caio Galerio Valerio), dichiarato Cesare da Diocleziano, I, 1064. Suoi vizii, 1065. Prende il titolo d'Augusto, 1088. Occupa la Bitinia dopo la morte di Galerio, 1100. Indegno trattamento da lui fatto a Valeria vedova d'esso Galerio, 1101. Sua infame libidine, 1103. Fa lega con Massenzio, 1106. Muove guerra a Licinio Augusto, 1123. In una battaglia resta sconfitto, 1125. Dopo di che, gettata vilmente la porpora, se la dà a gambe travestito da servo, 1126. Si avvelena, 1127.

Massimino, uffiziale di Valentiniano I: sue crudeltà, II, 179, 187. Sua morte, 200.

Massimo (Lucio Appio) sconfigge ed uccide Lucio Antonio, I, 349, 350. Suo valore nella guerra co' Daci, 394, 395. Creato console, 395. Ucciso da' Parti, 427.

Massimo (Laberio): sua congiura contro Traiano, I, 412.

Massimo (Mario), scrittore della vita di Adriano Augusto, I, 477.

Massimo (Gavio), prefetto del pretorio sotto Antonino Pio, I, 492, 497.

Massimo (Claudio), maestro di Marco Aurelio, Augusto, I, 497.

Massimo Tirio, Filosofo vissuto a' tempi d'Antonino Pio, I, 524.

Massimo (Quintilio), generale in Germania sotto l'imperadore Marco Aurelio, I, 582. Ucciso da Commodo, 605.

Massimo (Caio Giulio Vero), ossia Massimino juniore, creato Cesare, I, 816. Ucciso col padre, 834.

Massimo (Valerio), prefetto di Roma sotto Valeriano, I, 881.

Massimo (Giunio), prefetto di Roma sotto gli imperadori Diocleziano e Massimiano, I, 1016.

Massimo (Artorio), prefetto di Roma sotto gli imperadori Diocleziano e Massimiano, I, 1046.

Massimo (Valerio Basilio), prefetto di Roma sotto Costantino, I, 1144, 1146, 1148, 1153.

Massimo, prefetto di Roma sotto l'imperadore Giuliano, II, 106.

Massimo Efesio, mago, maestro di Giuliano Apostata, II, 115. Chiamato da lui alla corte, 119. Dopo la morte dell'Apostata, dilegiato dal popolo d'Antiochia, 140. Condannato alla prigione dall'Augusto Valentiniano finchè avesse pagato una grossa pena pecuniaria, 148. È condannato a morte, 192.

Massimo (Magno Clemente), tiranno: sua origine, II, 241. Suoi costumi e sua ribellione, 242. Ucciso da' suoi uffiziali Graziano Augusto, 244. Pace da lui fatta con Valentiniano II Augusto, 249, 251. Fa da zelante della fede cattolica, 261. A lui da Valentiniano spedito santo Ambrosio per iscoprire i suoi disegni, 268. D'improvviso col suo esercito sbocca in Italia, 269. Occupa varie città, ed anche Roma e l'Africa, 271. Sue estorsioni e tirannie, 275. Rotta data da Teodosio Augusto alle di lui armate, 277, 278. Preso in Aquileia, e tolto di vita, 279.

Massimo, creato imperadore da Geronzio in Ispagna, II, 409. Degradato, 412. Risorge, 441. Preso ed ucciso, 448.

Massimo, sofista, creato conte da Teodosio II Augusto, II, 463.

Massimo (Petronio), uno de' senatori romani più ricchi e potenti sotto Valentiniano III, creato console II, 484. A lui attribuita la morte di Aezio, 5?3, 575. Si vendica d'un affronto fattogli da Valentiniano Augusto con farlo uccidere, 575. Si fa proclamare Augusto, 577. Gli è tolta la vita dall'infuriato popolo, 579.

Massimo (San), vescovo di Torino, II, 548.

Massimo, vescovo di Salona, II, 1111.

Massimo (San), abbate: sua disputa con Pirro, II, 1237. Condotto prigione a Costantinopoli, 1260. Gli vien tagliata la lingua per ordine di Costante Augusto, 1266. Passa a miglior vita, 1273.

Massimo, patriarca gradense, II, 1245.

Massimo, vescovo di Pisa, III, 152.

Mastaro, duca d'Amalfi, III, 1039.

Mastaro II, duca d'Amalfi, III, 1189.

Mastino dalla Scala, signore di Verona, V, 16, 36. Scaccia da quella città Lodovico conte di San Bonifazio, 40. Maggiormente assoda _ivi_ la sua signoria, 85. Ucciso da' congiurati, 125.

Mastino dalla Scala, marito di Taddea da Carrara, V, 477. Succede a Cane nella signoria di Verona, 486. Assedia indarno Brescia, 496. Fa lega contro Giovanni re di Boemia, 500. Si impossessa di Brescia, 506. Sconfitta da lui data all'armata pontifizia, 511. Fa guerra a varie città, 519. Divien padrone di Parma, 525. E di Lucca, 529. Sua alterigia, 531. Guerra a lui mossa da' Veneziani e Fiorentini, 532. Mette in fuga l'armata de' collegati, 535. Perde Padova e Brescia, 536, 637. Uccide il vescovo di Verona, 540. Sua pace co' Veneziani, 542. Sottopone al papa i suoi Stati, 550. Gli è tolta Parma, 555. Vende Lucca a' Fiorentini, 556. Marcia in danno de' Mantovani, 604. Dà fine al suo vivere, 625.

Matasunta, figlia d'Amalasunta, costretta a prendere per marito il re Vitige, II, 866. Congiura contra di lui, 875. Maritata con Germano nipote di Giustiniano Augusto, 889.

Materno, capo de' sediziosi sotto Commodo nelle Gallie e nelle Spagne: sue imprese, I, 612. È giustiziato, 613.

Matidia, nipote di Traiano; porta a Roma le ceneri dell'Augusto zio, I, 433. Ebbe il titolo di Augusta, 446, 447.

Matilda, figliuola d'Ottone I, Augusto, badessa quindiliuburgense; sua morte, IV, 36. A lei avea lasciato Ottone il governo del regno alla sua venuta in Italia, _ivi_.

Matilda, contessa, figlia di Bonifazio e Beatrice marchesi di Toscana. Sua nascita, IV, 234. Perde in tenera età il padre, 256. Erede di tutti gli Stati del padre, 270. Data in moglie a Gotifredo il Gobbo duca di Lorena, 341. Atti del suo dominio in Toscana, 353, 357, 358. Resta vedova, 372. Accoglie papa Gregorio in Canossa, 377. Suo esercito sconfitto, 400. Lucca le si ribella, 403. Suoi Stati in Lorena, 408. Guerra a lei fatta dal re Arrigo IV, 411. Assedia Nonantola, 416. Le è di nuovo mossa guerra dal re Arrigo, 421. Il cui esercito resta sconfitto, _ivi_. Suo matrimonio con Guelfo V d'Este, 439. Mantova, sua città, assediata dall'armi del re Arrigo, 444. È presa con altre terre, 446, 447. Rifiuta la pace, 452. Suo divorzio con Guelfo V, 465. Libera Nogara dall'assedio, 468. Sua gloria per aver liberato l'Italia dall'armi d'esso Arrigo IV Augusto, 472, 473. Sue dissensioni col re Corrado, 489. Ricupera Ferrara, 492. Dona i suoi Stati alla Chiesa romana, 498. Si accorda col re Arrigo V, 524. Che va a visitarla, 534. Ricupera Mantova, 546. Fine de' suoi giorni, 547.

Matteo Rosso degli Orsini, cardinale, nel conclave radunato dopo la morte di Niccolò III si oppone perchè non sia eletto un papa franzese, V, 140. Alla morte di Niccolò IV si fa capo del partito affezionato a re Carlo di Napoli, 218. Esce incontro a papa Bonifazio VIII, che torna a Roma dopo le soperchierie sofferte in Anagni da un emissario di Filippo il Bello re di Francia, 284. Protegge papa Benedetto XI, contro gli altri cardinali, 290. Capo del partito italiano nell'elezione di papa Clemente V, 295.

Matteo Visconte: principio di sua grandezza, V, 172. Sue doti e sua figliolanza, 190. Come signore di Vercelli, 207. Cresce in potenza, 219. Creato signor di Novara, 224. E vicario della Lombardia, 231. Sua guerra coi Torriani, 237. Perde il dominio di Bergamo, 247. Gli sono tolte altre città, 263. Magnifiche nozze di Galeazzo suo figlio con Beatrice sorella di Azzo VIII marchese d'Este, 268. S'impadronisce di Bergamo, 273. Perde gli Stati, e va ramingo, 278. Tenta di ritornare in Milano, ma indarno, 287. Sue saggie risposte intorno al suo Stato, 328. Ben ricevuto da Arrigo VII re de' Romani, 338. A cui si mostra fedele, 343. Fa guerra a Pavia, 357. E a Vercelli, _ivi_. Abbatte Alberto Scotto già signor di Piacenza, ed altri vicini, 368. Fabbrica sul Po il castello detto da lui Ghibellino, 384. Divien padrone di Pavia e d'altre città, 385. Abbatte Giberto da Correggio signor di Parma, 389. S'intitola signor di Milano, 399. Ricupera, poscia restituisce alla chiesa di Monza il suo tesoro, 409. Scomunicato da papa Giovanni XXII, 411. Acquista Vercelli, 418. Guerra a lui mossa dallo stesso papa e dal re Roberto, 420. Il cardinale Bertrando dal Poggetto con gran solennità fulmina tutte le maledizioni di Dio e pubblica e conferma tutte le scomuniche e gl'interdetti contra di lui, 424, 425. Battaglia tra lui e Raimondo da Cardona, generale del papa e del re Roberto, in cui questo ultimo resta pienamente sconfitto, 425. Declinazione di sua fortuna, morte e figliuolanza, 427.

Matteo de' Maggi, _V._ Maffeo.

Matteo d'Acquasparta, cardin., mandato da papa Bonifazio VIII governatore della Romagna, V, 269.

Matteo II Visconte, nipote di Luchino, V, 552. Succede in parte agli Stati di Giovanni suo zio, 639. Sua morte e suoi difetti, 649.

Matteus, ammiraglio inglese, si batte contro la flotta gallispana, VII, 555. Rimane indecisa la vittoria, _ivi_. È richiamato a Londra, ed è sottoposto a rigoroso processo, 556.

Mattia Corvino, re d'Ungheria. Suo matrimonio, con Beatrice, figlia di Ferdinando re di Napoli, VI, 50. Sua morte, 107.

Mattias arciduca, coronato re d'Ungheria, VI, 922. E di Boemia, 934. Suo matrimonio con l'arciduchessa Anna figlia del già arciduca Ferdinando, _ivi_. Eletto imperadore, 935. Fa incoronar l'arciduca Ferdinando re di Boemia, 965. La quale se gli ribella, 970. Passa all'altra vita, 971.

Mauricione, duca di Perugia, _V._ Maurizio.

Mauringo, o Moringo, conte di Brescia, III, 538. Creato duca di Spoleti, 548.

Maurizio, autore delle sedizioni in Africa sotto lo imperadore Massimino, I, 823.

Maurizio, figlio di Mundone, o Mondo, Unno, generale bravissimo di Giustiniano imperadore, II, 862.

Maurizio, generale dell'armi di Tiberio Augusto, II, 1035. Dichiarato Cesare ed imperadore, succede ad esso Tiberio, 1044, 1045. Maltrattato dagli Unni Avari, 1047. Muove i Franchi contro i Longobardi, 1052, 1057, 1073. Ricupera alcune città in Italia, 1077. Infelice suo governo, 1096. Cade infermo con pericolo della vita, 1102. Sua lagrimevole fine, 1120. Suoi difetti e sue virtù, _ivi_.

Maurizio ossia Mauricione, o Mauritione, duca di Perugia, si ribella al re Agilolfo, II, 1086. Dal quale è ucciso, 1090, 1111.

Maurizio, vescovo d'Altino, II, 1230.

Maurizio, nobile d'Eraclea, doge di Venezia, III, 286. Gli è nominato a collega il figlio Giovanni, 337. Sua morte, 366.

Maurizio, figlio di Giovanni doge di Venezia, III, 438. Ribellatisi i nobili, eleggono in Trivigi Obelerio in doge, per cui fugge, e si ritira in Francia, ove muore, 446.

Maurizio, arcivescovo di Braga, soprannominato Burdino, corona Arrigo V Augusto, ed è scomunicato da papa Pasquale II, IV, 557. È creato antipapa dall'imperadore Arrigo, 563. Preso da papa Callisto II, muore in prigione, 580.

Maurilio, conte di Nassau, figlio di Guglielmo principe d'Oranges, succede a suo padre, VI, 797. Generale delle Provincie Unite, sue imprese, 839, 841, 843, 848, 852, 866, 867, 889, 894, 900, 903, 905, 916, 920.

Maurizio, cardinale di Savoia. Guerra da lui fatta contro la duchessa Cristina reggente, VI, 1085, 1092, 1095, 1097, 1105. Fa pace con essa, 1111. Sposa la nipote Maria Luigia, _ivi_. Resta ucciso in battaglia, 1133.

Mauro, arcivescovo di Ravenna, II, 1245. Si ribella al papa Vitaliano, III, 26. Sua morte, 40, 65.

Mavorzio, generale sotto l'imperadore Valentiniano III, spedito in Africa contro Bonifazio conte, governatore di quella regione, II, 469.

Mazzarino (Giulio), cardinale: principio di sua fortuna, VI, 1029. Stabilisce tregua fra il duca di Savoia e i Franzesi, 1043. E la pace sotto Casale, 1046. Trattato da lui maneggiato fra il duca di Savoia e i Franzesi, 1049, 1050. Nunzio straordinario del papa Urbano VIII a Parigi, 1073. False dicerie contro di lui, 1090. È promosso alla sacra porpora, 1110. Sua esaltazione nella corte di Francia, 1114. Protegge i Barberini contro il papa, 1135. Sua infelice spedizione contro Orbitello, 1139. Con altra si impadronisce di Piombino e dell'Elba, 1141. Per l'odio contra di lui guerra civile in Francia, 1172. Trionfa de' suoi emuli, 1188. Sua magnifica funzione in Parigi, 1214. Allontana dalla corte la nipote Maria Mancini, 1216. Fine di sua vita, e sue mirabili qualità, 1224.

Meati, popoli feroci della Bretagna, I, 708.

Mebaraspe, re dell'Adiabene, soggiogato da' Romani, I, 424.

Mecca: luogo della nascita, non della sepoltura di Maometto, III, 85, 86.

Mecenate, favorito d'Augusto, 1, 2.

Mecezio, o Mizizio, usurpa l'imperio in Sicilia, II, 30. Trucidato da' Greci, 32.

Meciano (Lucio Volusio), valente giuriscousulto, I, 526.

Medici, stabiliti in Roma per servigio de' poveri da Valentiniano I imperadore, II, 170.

Medici (Giovanni de), creato cardinale, VI, 104. È costretto fuggir da Firenze per una ribellione di popolo contro il fratello Pietro, 123. Legato del papa nell'armata spagnuola, 273. Nella battaglia di Ravenna resta prigione de' Franzesi, 283. È aiutato a fuggire, 288. Rimesso co' suoi in Firenze, 292. È creato papa, 298. _V._ Leone X.

Medici (Caterina de), _V._ Caterina de Medici.

Medici (Giulio de), cugino di papa Leone, creato cardinale, VI, 317. Per opera sua ricacciato da Urbino Francesco Maria della Rovere, 347. Comanda in Firenze, 355. Va per legato all'armata contro i Franzesi, 368. È eletto papa, 398. _V._ Clemente VII.

Medici (Giuliano de), fratello di papa Leone X, suo illustre matrimonio, VI, 319. Sua immatura morte, 332, 333.

Medici (Lorenzo de), generale de' Fiorentini, VI, 322. Creato duca d'Urbino, 334, 345. Sue suntuose nozze in Francia, 351. Vien rapito dalla morte, 355.

Medici (Gian-Giacomo), marchese di Marignano, occupa Chiavenna, VI, 413. S'impadronisce di Monguzzo, 445. Passa al servigio dell'imperadore Carlo V, 544, 578. Generale delle armi cesaree contro Siena, 634. Riporta una vittoria su' Franzesi, 636. Sua crudeltà, e presa, di Siena, 642, 643. Sua morte, 645.

Medici (Alessandro de), figlio bastardo di Giuliano Juniore, VI, 418. Dichiarato dall'imperadore Carlo V capo detta repubblica fiorentina, 480, 485. Va a Firenze, 485. Dichiarato duca, 490, 503. Congiura contra di lui sventata, 510, 511. Sposa Margherita d'Austria, 616. È ucciso, 529.

Medici (Ippolito de), cardinale, VI, 464. Miserabile sua morte, 505, 511.

Medici (Cosimo de), dichiarato capo della repubblica fiorentina, VI, 530, 531. Dichiarato duca di Firenze, 541. Sue nozze con donna Leonora di Toledo, _ivi_. Ricupera le cittadelle di Firenze e di Livorno. 559. Fa guerra a Siena, 633. Sua vittoria contro i Franzesi, 636. Acquista Siena, 657, 680. A lui rapiti dalla morte due figli, 699. Cede il governo a Francesco suo figlio, 708, 709. Dichiarato gran duca da Pio V, 739. Termina la sua vita, 761.

Medici (Francesco de), figlio del duca Cosimo. A lui rinunziato dal padre il governo, VI, 708, 709. Sue nozze con Giovanna d'Austria, 713. Succede al padre, 762. Riconosciuto per gran duca dall'imperadore Massimiliano II, 768. Sposa Bianca Cappello, 780. Sua morte, 813.

Medici (Ferdinando de), cardinale, succede a Francesco suo fratello nel gran ducato, VI, 814. Sue nozze con Cristiana di Lorena, 827. Marita la nipote Maria col re di Francia Arrigo IV, 886.

Medici (Maria de). Sue nozze con Arrigo IV re di Francia, VI, 886, 887. Melania (Santa). È chiamata a Costantinopoli da Volusiano suo zio paterno, che converte alla fede di Cristo, II, 489. Onori che riceve da Eudocia imperadrice, 499.

Melchiade, romano pontefice, I, 1097. Sua morte, 1129,

Melchiore, vescovo di Tortona, V, 171.

Mella (Anneo), fratello di Seneca, fatto morire da Nerone, I, 240.

Mellobaude, re de' Franchi, II, 191. Va al servizio de' Romani, 207, 244.

Melo, potente cittadino di Bari, fa ribellar la Puglia da' Greci, IV, 91. Fugge dalla loro ira, 92. Gli sconfigge coll'aiuto dei Normanni, 119. Riceve da essi una rotta, 124, 125. Ricorre ad Arrigo I Augusto, 125. Tempo di sua morte, 129.

Memmia figlia di Supplizio console, moglie d'Alessandro Augusto, I, 774, 781.

Menna, patriarca cattolico di Costantinopoli, II, 862. Sua morte, 944.

Meonio, cugino d'Odenato imperadore in Oriente, I, 929.

Mercy (conte di), maresciallo, generale dell'armi cesaree in Sicilia, VII, 292, 299. E in Italia, 387. Lascia la vita nella battaglia sotto Parma, 392.

Merobaude (Flavio), generale di Valentiniano I Augusto, II, 195, 197. Creato console, 199, 238. Comanda le truppe di Graziano imperadore contro il tiranno Massimo, 243. Sua morte, 247.

Meroboduo, re de' Marcomanni, _V._ Maroboduo.

Meroveo, il più giovane figlio di Clodione re dei Franchi, II, 483. Coll'aiuto di Aezio succede al padre, 551, 555. Sua morte, 594.

Mesia, poi appellata Bulgaria, II, 756.

Messalina (Valeria), moglie di Tiberio Claudio imperadore, I, 147. Seduttrice del marito, 149. Vende le grazie e le cariche, 155. Sua infame lussuria, _ivi_. Sue iniquità, 169. Con incredibile sfacciataggine sposa Caio Silio, 172. Perciò uccisa, 176.

Messalina (Statilia), moglie di Nerone, I, 240.

Messi regii spediti a far giustizia. III, 495, 504.

Messina: sua ribellione, VI, 1263, 1270. Come terminasse, VII, 26. Presa dall'armi imperiali, 293.

Messinesi, si ribellano a Carlo d'Angiò re di Napoli, V, 150. Determinano di morire colla spada alla mano: loro memorabile difesa, 151, 152. (_V._ Siciliani.)

Metiano (Volusio), giurisconsulto celebre, I, 509.

Metrodoro, filosofo persiano, I, 1210.

Metz, città devastata da Attila, 11, 553.

Michele Arcangelo (San), protettore de' Longobardi, II, 1247.

Michele Curopalata, imperadore de' Greci, III, 477. Carlo Magno spedisce ambasciatori per confermar la pace con lui, 400. Deposto, prende per forza l'abito monastico, 404.

Michele Balbo, creato imperadore de' Greci, III, 526. Angelo Particiaco doge di Venezia a lui manda ad ambasciatore il nipote Angelo, 532. Suoi ambasciatori presentati a Lodovico Pio in Roano, 548. Dà a Giustiniano Particiaco, doge di Venezia, il titolo di consolo imperiale, 561. Sua morte, 566.