Acquazzoni in montagna: Commedia in due atti
Chapter 3
Sapresti dirmi perchè questo scialle...
GARBINI
È bagnato? Non te lo so dire, in parola d'onore.
BALDASSARRE
Parliamo chiaro.
GARBINI
Non domando di meglio.
BALDASSARRE
Come mai il tuo cappello è ridotto così?
GARBINI
Perchè è bruciato; quell'animale di Carletto!
BALDASSARRE
Perchè l'hai dato a Carletto?
GARBINI
Se l'ha detto lui: per farlo asciugare.
BALDASSARRE
Perchè?
GARBINI
Perchè era bagnato.
BALDASSARRE
Come lo scialle di mia moglie?
GARBINI
Di più, di più, molto di più!
BALDASSARRE
Come va?
GARBINI
Ha pigliato la piova.
BALDASSARRE
Ah! confessi?
GARBINI
Non lo posso negare.
BALDASSARRE
Confessi! Non c'è più amicizia, non c'è più parentela, non c'è più rispetto ai sacri vincoli...
GARBINI
Baldassarre!
BALDASSARRE
Lo confessi!
GARBINI
Baldassarre!
BALDASSARRE
Com'è andata?
GARBINI
Oh! Signore Iddio misericordioso! ma tu sei impazzito del tutto, del tutto, del tutto?
BALDASSARRE
Rispondimi: quando... ieri sera?
GARBINI
Ma che cosa?
BALDASSARRE
La... la... piova.
GARBINI
No, stamattina.
BALDASSARRE
Non è vero.
GARBINI
Mi ero avviato al Monte Rosa...
BALDASSARRE
Non è vero.
GARBINI
Colla guida.
BALDASSARRE
Non è vero.
GARBINI
Oh senti: il cappello è mio, è mezzo bruciato, peggio per me; era inzuppato, peggio per me che non ne ho altri, ma è mio e ne posso fare quello che mi piace, e non dico una parola di più, cascasse il mondo!
BALDASSARRE
Gaspare... vado in bestia...
GARBINI
Non hai che da rimanere in te stesso.
BALDASSARRE
So tutto.
GARBINI
Oh bene! dimmelo a me. Sarà come tu vuoi.
BALDASSARRE
Tu sei uscito ieri sera.
GARBINI
Sì, e poi...?
BALDASSARRE
Lo confessi?
GARBINI
Sì, e poi?
BALDASSARRE
A notte.
GARBINI
Sicuro. È un gusto.
BALDASSARRE
Hai trovato la scusa dell'ascensione per giustificare la tua assenza.
GARBINI
Bravo!
BALDASSARRE
Ma eri venuto apposta.
GARBINI
S'intende. E poi?
BALDASSARRE
Come e poi?
GARBINI
Sì, avrò fatto qualche cosa...
BALDASSARRE
Spero bene che non avrai fatto nulla!
SCENA XI.
CARLETTO e detti.
CARLETTO
Il dottore Orazio mi manda...
BALDASSARRE
Che aspetti!
CARLETTO
Dice appunto che è stanco d'aspettare.
BALDASSARRE
Si riposi!
CARLETTO
Ma...
BALDASSARRE (_impazientito_).
Va via! (_Carletto scappa via_).
GARBINI
Baldassarre vieni qui. Ti giuro che non capisco una parola.--Calmati e spiegati.
BALDASSARRE
Tu ieri sera sei uscito con mia moglie.
GARBINI
Io! io! Oh!
BALDASSARRE
Negalo.
GARBINI
Se lo nego? ma lo nego di sicuro... ma lo grido ad alta voce... ma lo proclamo al cospetto di tutti gli Dei dell'universo... ma sono disposto a darne giuramento sul Vangelo! Io... con... tua moglie? Oh! oh! oh!
BALDASSARRE
Devi dire così.
GARBINI
Se fosse stato, non se ne sarebbe accorto... non è... bisogna bene...
BALDASSARRE
Spiegami lo scialle...
GARBINI
Non te lo so spiegare... non so, non so, non so!
BALDASSARRE
Il tuo cappello...
GARBINI
E dàlli!... Sono partito pel Monte Rosa stamattina... è piovuto e sono tornato indietro.
BALDASSARRE
Perchè non l'hai detto?
GARBINI
Perchè...
BALDASSARRE
Perchè hai imposto a Carletto di...
GARBINI
Perchè...
BALDASSARRE
Perchè ieri sera quella scusa...
GARBINI
Ma...
BALDASSARRE
Sentiamo, su, parla; non domando di meglio... giustificati, ridona la calma...
GARBINI
Senti...
BALDASSARRE
Perchè il terrore di mia moglie? perchè quel contegno di colpevole?
GARBINI (_scoppiando_).
Oh! lasciami o la faccio grossa, la faccio grossa!
SCENA XII.
CARLETTO (_tornando_) e detti.
CARLETTO
Il dottore mi manda a dirle che se lei non scende, salirà lui in persona.
GARBINI
Bravo! digli che venga.
BALDASSARRE
No.
GARBINI
Sì; voglio raccontargli ogni cosa.
BALDASSARRE
Disgraziato!... disonorarmi?
GARBINI
Che venga subito.
BALDASSARRE
No, vado io. Vado, ma ci ritroveremo... ti prometto che ci ritroveremo!
GARBINI
Sì, quando vorrai.
BALDASSARRE (_s'avvia, poi torna_).
Te lo prometto! (_Via con Carletto_).
SCENA XIII.
GARBINI, poi EMILIA.
GARBINI
Oh! (_si lascia cadere su d'una poltrona spossato_).
EMILIA (_entrando_).
Ebbene?
GARBINI
Ah siete voi? Baldassarre è matto!
EMILIA
Oh mio Dio!
GARBINI
Pretende che ieri sera io sia uscito con voi.
EMILIA
Avete negato?
GARBINI
Non mi lasciava dire.
EMILIA
È inutile, sa tutto.
GARBINI
Sa tutto?
EMILIA
Oh! che abbiamo mai fatto!
GARBINI
Ma che abbiamo fatto, in nome di Dio?
EMILIA
Oh! se sapeste, se sapeste... le idee che mi corsero per la testa ora di là, mentre sentivo qui la sua voce incollerita!... non distinguevo le parole, ma... sentivo... Ho persino pensato di fuggire con voi!
GARBINI
Con me? Sentite, Emilia... No, lasciatemi dire. Ho inteso parlare di certi paesi dove l'acqua che si beve esercita una influenza nociva sugli organi del cervello. Ebbene, a vedere quello che mi segue qui... a sentire Orazio, Baldassarre e voi, ho una grande paura che...
(_Emilia vuole parlare_).
GARBINI
No, ragioniamo calmi... a momenti viene quell'altro... Che cos'è stato? Come mai il vostro scialle e il mio povero cappello possono avere generato una tale Babilonia?
EMILIA
Oh! ma è una impudenza!
GARBINI (_da sè_).
È l'acqua, non c'è che dire!
EMILIA
Perchè in fin dei conti non ho nulla a rimproverarmi con voi.
GARBINI
Nulla affatto.
EMILIA
Sono stata un po' civetta... un po' debole...
GARBINI
Oh! così poco!...
EMILIA
Ed io non credevo che di continuare le nostre passeggiate di Pegli...
GARBINI
Ah! le nostre passeggiate.
EMILIA
E la vostra lettera istessa non può...
GARBINI
La mia lettera?
EMILIA
E avrò il coraggio di mostrarla a mio marito.
GARBINI
Quale lettera?
EMILIA
Quella d'ieri; non ce n'è altre.
GARBINI
Quella d'ieri! (_Da sè_) È l'acqua!--Dunque io ieri vi ho scritto una lettera?
EMILIA
Non vi manca che di negarlo.
GARBINI
No, no; non nego più nulla.
EMILIA
Lo potete fare, non c'era il nome. Siete prudente!
GARBINI
Non c'era il nome?
EMILIA
Ora comprendo quella calligrafia rotonda!
GARBINI
Era scritta in rotondo? Ah!
SCENA XIV.
ORAZIO e detti.
(_Orazio entra e sta in fondo_).
GARBINI
Una lettera con un appuntamento?
EMILIA
Ma...
GARBINI
Con un appuntamento per ieri sera?...
EMILIA
Sì.
GARBINI (_raggiante_)
Ma era della signora Livia!
ORAZIO (_con impeto_)
Ah! è vero?
GARBINI
Quest'altro adesso!
ORAZIO
Quella lettera era della signora Livia?
GARBINI
Cioè...
ORAZIO
L'hai detto or ora. La signora Emilia lo può attestare... L'ha detto?
EMILIA
L'ha detto... Ma ecco la signora Livia.
SCENA XV.
LIVIA e detti.
GARBINI
Ah! Signora Livia, io non ho più speranza che in lei, mi metto nelle sue mani; le giuro che un'ora simile a quella che ho passata non mi era toccata ancora in vita mia! Ho invocato in cuore i ghiacciai, i crepacci, le valanghe, l'ombra di sir Braddon, il finimondo, pure di liberarmi da questo labirinto. Ho maledetto la piova di stamane che mi ha fatto tornare indietro!
LIVIA
Ah! s'era avviato?
GARBINI
Sissignora. S'immagini che per una certa lettera, che lei deve conoscere...
LIVIA (_sorridendo_)
Prima di tutto annunzio al signor dottore che i fantasmi non furono due, ma uno solo, il quale partì da una parte e tornò dall'altra.
EMILIA
E...
LIVIA
Permetta... Ho assunte le necessarie informazioni... Ed ora, prima di svelare il mistero, prego la signora Emilia di venirmi alleata...
(_Emilia inquieta_).
LIVIA
Tacendo..., mi permettano di chiamare loro due a giudici della condotta di un signore di mia conoscenza.
ORAZIO
Ma...
LIVIA
Lei non ha la parola!
GARBINI
Brava! gliela levi.
ORAZIO (_minaccioso_)
Con te...!
LIVIA
Che ne dicono di un signore, il quale fa ad una donna rispettabile l'onore di chiederne la mano, che quasi l'ottiene, e poi per un nonnulla, per una parola afferrata di volo, male intesa e peggio interpretata, per una combinazione fortuita di circostanze da commedia, edifica contro questa rispettabile signora un intero edifizio di sospetti, l'uno più oltraggioso dell'altro e non si rimane ai sospetti, ma contribuisce a sollevare una tempesta, in un bicchier d'acqua se vogliono, ma pure una vera e rumorosa tempesta?
GARBINI
L'ho provato io! Come parla bene!
LIVIA
Se la gelosia non fosse castigo a sè stessa, se chi dovrebbe punire non fosse un giudice troppo parziale per non sentirsi inclinato alla indulgenza, io domando loro se una così irragionevole condotta non meriterebbe la più severa ed inesorabile delle punizioni?
ORAZIO
Ma...
GARBINI
Zitto!
LIVIA
Eccomi invece disposta a far grazia, ma ad un patto.
GARBINI
Accettato!
LIVIA
Il reo faccia ammenda onorevole.
(_Orazio sorride_).
LIVIA
No?
ORAZIO
Quando abbiate dimostrato...
LIVIA
No, prima.
GARBINI
Prima.
ORAZIO
E tu...?
GARBINI
Voglio morire se ne capisco nulla, ma la signora Livia ha ragione.
ORAZIO
Lo provi.
LIVIA
Ah!
GARBINI
Presto, presto.
LIVIA
Orazio vi prego di domandarmi scusa.
ORAZIO
Ma...
LIVIA
Nessun ma, ve ne prego.
ORAZIO
Ebbene... vi chiedo scusa.
LIVIA
Grazie. Ed ora,... signora Emilia, ho incontrato suo marito. Non le pare che sarebbe generoso perdonare anche a lui?
EMILIA
Perdonare?
LIVIA
Gli ho promesso che sarei riuscita a tranquillarlo, e non aspetta che un mio cenno per salire... Non lo tenga più oltre in sospeso, le assicuro che è punito abbastanza.
EMILIA
Ma...
LIVIA
Glielo dica, via, che fu lei all'appuntamento che egli aveva chiesto a me.
EMILIA
Come!... era?...
LIVIA
Via, davanti a questi signori si può parlare. Sa che ho ammirato la sua perspicacia! Come ha fatto a capire che quella lettera era di suo marito?
GARBINI
Oh!
EMILIA
Eh... ne conosco lo stile.
ORAZIO
Quella lettera era...?
LIVIA
Sicuro. Si è vendicata con molto spirito!
EMILIA (_ride_)
Oh! oh! Lei avrebbe fatto altrettanto!
LIVIA
Lo chiamo?
GARBINI
Lo chiamo io. Ah! ah!... Credano che respiro.--Baldassarre... Baldassarre.--Ho pensato d'impazzire!
ORAZIO
E non sa nulla ancora?
LIVIA
Nulla.
GARBINI
Ora me la godo (_Ride--ridono tutti_).
SCENA XVI.
BALDASSARRE poi STEIGER, CARLETTO e detti.
BALDASSARRE (_entra e rimane in asso_)
Ridono!?
(_Tutti ridono più forte_).
LIVIA
Qui, signor Baldassarre.
BALDASSARRE (_brusco_)
Eccomi.
LIVIA
Le ho promessa la luce.
BALDASSARRE
Ma non in presenza...
LIVIA
Oh lasci.
CARLETTO (_a Garbini_)
Signore, c'è la guida.
ORAZIO (_sospettoso_)
Che guida?
GARBINI (_a Carletto_)
Fallo venire.
CARLETTO (_chiamando_)
Steiger?
(_Steiger entra_).
GARBINI
Dunque quanto vi do?
STEIGER
Mi dia metà prezzo. Ho perduto la giornata.
GARBINI
Metà prezzo di che?
STEIGER
Siamo andati fino al ghiacciaio.
BALDASSARRE
Quando?
STEIGER
Stamattina; e poi il signore ha avuto una tal paura per un po' d'acqua...
GARBINI
Paura!
BALDASSARRE
Ci sei andato?
GARBINI
Se te l'ho gridato nelle orecchie!
(_Tutti ridono_).
BALDASSARRE
E il tuo cappello...?
GARBINI
Stamane.
BALDASSARRE
E lo scialle?
LIVIA
Ne domandi a sua moglie.
BALDASSARRE
Dunque?
EMILIA
Conosci tu questa lettera?
BALDASSARRE
La mia!... Signora Livia...?
EMILIA
Non era mio diritto sorprenderti?
BALDASSARRE
Ah! ah! eri tu?--Era mia moglie! Oh! oh!... Era lei!
GARBINI
Era lei!
BALDASSARRE
E hai presa la piova!... (_Rimane un momento senza parola, poi s'avvicina a Garbini, dicendogli_): Poveretta! Come mi vuol bene!
GARBINI
Me ne rallegro tanto!
(_Cala la tela_).
FINE DELLA COMMEDIA.
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ACQUAZZONI IN MONTAGNA
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NON DIR QUATTRO SE NON L'HAI NEL SACCO
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STORIA VECCHIA
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Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Grafie alternative mantenute:
seguito / seguìto
End of Project Gutenberg's Acquazzoni in montagna, by Giuseppe Giacosa