Acquazzoni in montagna: Commedia in due atti
Chapter 1
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TEATRO IN PROSA DI GIUSEPPE GIACOSA
Vol. I.
DEL MEDESIMO AUTORE
Teatro in Versi:
_Una Partita a Scacchi--Il Trionfo d'Amore._ Un vol. in-18º (Nuova edizione), 1890, L. 2 --
_Il Fratello d'Armi._ Dramma in 4 atti. Un volume in-18º (Seconda edizione), 1890, 2 --
_Il Conte Rosso._ Dramma storico in 3 atti con prologo. 3ª ediz. Un vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto, 1881, 4 --
_Il Marito amante della Moglie._ Commedia in 3 atti. Un vol. in-18º con illustr. a capo d'ogni atto (2ª ed.), 1879, 4 --
_Luisa._ Dramma in 3 atti.--_Sorprese notturne._ Commedia in un atto. Un vol. in-18º con ill. a capo d'atto, 1881, 3 --
_La tardi ravveduta.--La Sirena.--Intermezzi e Scene._ Un volume in-18º, 1888, 4 --
Teatro in Prosa:
Vol. I.--_Acquazzoni in montagna._ Commedia in due atti--_Non dir quattro se non l'hai nel sacco._ Commedia in un atto.--_Storia vecchia._ Commedia in due atti (seconda ediz.). Un volume in-18º, 1890, L. 2 --
» II.--_Resa a discrezione._ Commedia in quattro atti.--_La zampa del gatto._ Commedia in un atto. Un vol. in-18º, 1888, » 3 --
» III.--_Tristi amori._ Commedia in tre atti, 1891, » 2 --
_Novelle e Paesi Valdostani._ Un vol. in-12º, 1886, » 4 --
_Il Filo._ Scena filosofico-morale per Marionette (2ª ediz., con illustrazioni di EDOARDO CALANDRA). Un vol. in-12º impresso sopra carta di filo a mano, » 1 --
_Fiori e Frutta._ Discorso letto in occasione del 2º Congresso degli Orticoltori e Floricoltori italiani. In-12º, » 1 --
In preparazione:
_I Castelli della Valle d'Aosta e del Canavese._ Un elegante vol. con disegni e fototipie.
TEATRO IN PROSA DI GIUSEPPE GIACOSA
ACQUAZZONI IN MONTAGNA
_Commedia in due atti_
NON DIR QUATTRO SE NON L'HAI NEL SACCO
_Commedia in un atto_
STORIA VECCHIA
_Commedia in due atti_
TORINO F. CASANOVA, _Libraio-Editore_ Via Accademia delle Scienze (piazza Carignano) 1890
_Per guarentire la_ proprietà artistica _e la_ proprietà letteraria, _l'Autore e l'Editore hanno depositato copie di questo libro alla R. Prefettura di Torino, e si sono uniformati a tutte le disposizioni della Legge vigente._
Torino--Tipografia VINCENZO BONA.
ACQUAZZONI IN MONTAGNA
COMMEDIA IN DUE ATTI IN PROSA
A VITTORIO BERSEZIO
Rappresentata la prima volta in Roma al Teatro Valle dalla drammatica compagnia CIOTTI-MARINI, la sera del 20 febbraio 1876.
PERSONAGGI
BALDASSARRE. GASPARE GARBINI. Il dottore ORAZIO. HERMANN STEIGER, guida. CARLETTO, cameriere. EMILIA, moglie di Baldassarre. LIVIA, giovine vedova.
_Hôtel du Mont-Rose a Gressoney_
ATTO PRIMO
Sala comune all'Albergo
SCENA I.
GARBINI, CARLETTO poi BALDASSARRE.
GARBINI
È possibile trovare una buona guida?
CARLETTO
All'_Hôtel du Mont-Rose_ a Gressoney sempre: ce ne abbiamo oggi appunto una famosa.
GARBINI
Bravo.
CARLETTO
Uno svizzero patentato... Lo faccio salire?
GARBINI
Fallo salire. (_Carletto esce, entra Baldassarre_).
BALDASSARRE
Garbini!
GARBINI
Baldassarre! (_A parte_) Oh mio Dio!
BALDASSARRE
Tu sei qui?
GARBINI
Arrivo.
BALDASSARRE
Chi ne capisce nulla? Ci troviamo a Pegli, prometti a mia moglie di rimanerci un mese...
GARBINI
E poi mi seccavo.
BALDASSARRE
L'Emilia era in collera con te!...
GARBINI (_a parte_)
Me lo dice lui! (_Forte_) Sono andato a Baden.
BALDASSARRE
Qualche donnetta...?
GARBINI
Per carità! Le fuggo anzi le donne!
BALDASSARRE
Fai male.
GARBINI
Oh! pigliano fuoco troppo presto. Non si può dir loro una mezza parola che non attecchisca.
BALDASSARRE
È vero.
GARBINI
Figurati che a Pegli... io facevo per ridere...
BALDASSARRE
Volevo dire... e hai trovato...?
GARBINI
Un vulcano.
BALDASSARRE
Chi era?
GARBINI (_da sè_)
Che diamine gli dicevo adesso! (_Forte_) E l'Emilia è con te?
BALDASSARRE
Pur troppo! Vado ad avvertirla.
GARBINI
No, lascia.
BALDASSARRE
Ora rimani con noi?
GARBINI
Riparto domattina.
BALDASSARRE
Per dove?
GARBINI
Pel Monte Rosa.
BALDASSARRE
Non ci siamo?
GARBINI
All'albergo. Io vado sul vero.
BALDASSARRE
Sul vero Monte Rosa?
GARBINI
Già.
BALDASSARRE
Sul vero Monte Rosa?
GARBINI
Sì.
BALDASSARRE
Tu? una mezza botte?
GARBINI
La botte è piena di vino buono.
BALDASSARRE
Lo spanderai per istrada. Mia moglie non ti lascierà partire.
GARBINI
Ragione di più... cioè... Sono irremovibile: aspetto la guida.
BALDASSARRE
Ma ci sono i ghiacciai.
GARBINI
Bravo. Io fuggo i vulcani.
BALDASSARRE
Che idea.
GARBINI
Ecco la guida.
SCENA II.
STEIGER e detti.
GARBINI
Voi siete la guida?
(_Steiger gli porge un libretto_).
GARBINI
Che cos'è?
STEIGER
Il mio libretto. Hermann Steiger guida di Zermatt.
GARBINI (_a Baldassarre_)
Scusa, veh!
BALDASSARRE
Fai, fai.
GARBINI
Vorrei fare un'ascensione.
STEIGER
Si può fare.
GARBINI
Al Monte Rosa.
STEIGER
Si può fare.
GARBINI
Domani.
STEIGER
Da Zermatt sarebbe più corta.
GARBINI
Ma siccome non ci siamo a Zermatt... quante ore di cammino?
STEIGER
Eh! secondo le gambe. Da Gressoney al Lyskamm dodici ore, otto dal Lyskamm al Riffel, e dodici dal Riffel alla punta.
GARBINI
Vale a dire in tutto?
STEIGER
Trentadue ore. In montagna si fanno in un giorno.
GARBINI
Ah! (_a Baldassarre_) Trentadue ore di cammino!... E pericolo?... (_a Steiger_).
STEIGER
No. Dipende dalla montagna.
GARBINI
Ah dipende...?
STEIGER
Se la montagna è buona, con molta prudenza, una buona corda, un bel tempo, non patir vertigini, uno stomaco di ferro, dei polmoni d'acciaio, ci si va benissimo.
GARBINI
E se la montagna è cattiva?
STEIGER
Bisogna vederla.
GARBINI
Voi l'avete già fatta l'ascensione al Monte Rosa?
(_Steiger gli porge il libretto_).
GARBINI
Che cosa è?
STEIGER
Il mio libretto. Hermann Steiger, guida di Zermatt. Era io che accompagnavo sir Braddon quando è caduto.
GARBINI
Caduto?
STEIGER
In un crepaccio.
BALDASSARRE
Garbini... (_ride_).
GARBINI
E si è fatto molto male?
STEIGER
Male no. Abbiamo parlato, lui dal fondo ed io di su.
GARBINI
Ah! ah!
STEIGER
Ma non c'è stato più verso di cavarlo.
GARBINI
Eh?
(_Baldassarre ride_).
GARBINI
Ride! E fu nel salire al Monte Rosa che...?
STEIGER
Sì signore. Le farò vedere il luogo preciso.
GARBINI
Ci passeremo?
STEIGER
Sicuro; traverseremo lo stesso crepaccio.
GARBINI
Traverseremo lo stesso crepaccio?--(_a Baldassarre_) Traverseremo lo stesso crepaccio.--E in che modo lo traverseremo?
STEIGER
Secondo. Se è coperto, a piedi.
GARBINI
Così?
STEIGER
Sulla neve.
GARBINI
E sotto la neve?...
STEIGER
Bella roba!
GARBINI
E se non è coperto?
STEIGER
Se si potrà saltarlo lo salteremo.
BALDASSARRE
Acrobata!
STEIGER
Io per il primo, e poi aiuterò lei colla corda.
BALDASSARRE
Quanto darei per vederti.
GARBINI
E se non si potrà saltarlo?
STEIGER
Lo si gira. O in un modo o in un altro bisogna passarlo.
GARBINI
Meno male. Mi rincrescerebbe rinunziarci. Quanto sono profondi i crepacci?
STEIGER
Cinquanta, cento, duecento metri.
(_Baldassarre ride_).
GARBINI
Ride! Che ci trovi da ridere?
BALDASSARRE
Nulla, nulla, tira innanzi.
GARBINI
Se credi che mi spaventi quello che racconta!
STEIGER
Il signore non ha paura della montagna.
GARBINI
Non ho paura, lo si vede. Dunque siamo intesi, domattina.
STEIGER
Alle due dopo mezzanotte.
GARBINI
Così presto?
STEIGER
Per arrivare al ghiacciaio prima che il sole ammollisca la neve.
GARBINI
E quanto al prezzo?
(_Steiger porge il libretto_).
GARBINI
Sì, lo so. Hermann Steiger, guida di Zermatt, e poi...?
STEIGER
Cento lire in oro. Tariffa.
GARBINI
Caro!
STEIGER
Ne va della vita.
GARBINI
Siamo intesi. A domattina.
STEIGER
Sissignore. (_S'avvia_).
GARBINI
Steiger?... Sir Braddon, è vero, quell'inglese?...
STEIGER
Sissignore.
GARBINI
E... è morto?
STEIGER
Pare. Di là non è uscito.
GARBINI
Potete andare.
STEIGER
A domani.
GARBINI
A domani. (_Steiger esce_).
SCENA III.
GARBINI e BALDASSARRE.
GARBINI
Ecco come sono fatto io; mi piglio di questa sorta di spassi.
BALDASSARRE
Gaspare, se hai sofferto qualche gran dispiacere puoi confidarmelo, siamo amici vecchi e la parentela che ti unisce a mia moglie raddoppia i diritti dell'amicizia. Forse è la provvidenza che mi ha messo sul tuo cammino.
GARBINI
Adesso rido io.
BALDASSARRE
Non farmi il cinico. Uno non si abbandona ad una estremità simile a quella che stai meditando senza una seria ragione.
GARBINI
Quanto all'estremità non ci ho nulla a ridire, ma la ragione c'è.
BALDASSARRE
Sentiamo.
GARBINI
M'annoio.
BALDASSARRE
Sei stanco d'essere al mondo?
GARBINI
No, anzi.--Di tutte le cose che ci compensano della morte, trovo che la vita è la migliore. Sono stanco di prevedere sempre quello che farò.
BALDASSARRE
Non è una ragione per rompersi il collo, la cosa più prevedibile di tutte.
GARBINI
Mi faresti la grazia di trovare delle immagini più sorridenti?
BALDASSARRE
Fai a modo mio. Ci sono passato ancor io per quello stadio, ed ho trovato lo specifico. Segui il mio esempio.
GARBINI
Prender moglie?
BALDASSARRE
No. Meglio il Monte Rosa.
GARBINI
Eppure capisco che finirò lì.
BALDASSARRE
Per carità!
GARBINI
Oh Dio, ci sono delle mogli che non vogliono bene al marito... Sono casi rari.
BALDASSARRE
E ce ne sono di quelle che gliene vogliono troppo!
GARBINI
Più rari ancora.
BALDASSARRE (_vanitoso_)
Non è vero! Non è vero!
GARBINI
Che aria volpina.
BALDASSARRE
Te lo confido perchè mi sei amico, perchè vai via, e per indicare un rimedio al tuo male. Io tradisco mia moglie.
GARBINI
Anche tu?
BALDASSARRE
La tradisco indegnamente. Faccio male, lo so; ma non ne potevo più. Ero come te, mi seccavo... Quella poveretta non sa farsi valere. È bella, è buona, non m'infastidisce col troppo zelo, non mi tiene legato, ne soffre, capisco che ne soffre, ne soffre in secreto...
GARBINI (_a parte_)
E gli è che lo crede!
BALDASSARRE
Tutte buone ragioni, ma mi seccavo. Ho cominciato ad ingannarla, e sono l'uomo più felice del mondo. Imita il mio esempio!
GARBINI
Non posso tradire una moglie che non ho.
BALDASSARRE
Ti dico una cosa nera per un marito: tradisci la donna degli altri!
GARBINI
E non temi che alle volte tua moglie...
BALDASSARRE
Che!
GARBINI
Per darti una distrazione...
BALDASSARRE
Che!...
GARBINI (_ride fra sè, poi forte_)
O se venisse a scoprire?...
BALDASSARRE
Sono due sole le vie che conducono allo scoprimento di questi secreti: le confidenze e le lettere. Ora, io di confidenze non ne faccio a nessuno.
GARBINI
Bravo!
BALDASSARRE
E di lettere... (_ne trae una di tasca_) Guarda, scritta in rotondo e senza firma.
GARBINI
E come farà a capire...?
BALDASSARRE
Glie la do in persona.
GARBINI
È qui?
BALDASSARRE
Già.
GARBINI
Maritata?
BALDASSARRE
Vedova, ma c'è quasi un marito.
GARBINI
Qui anche lui?
BALDASSARRE
Già, il dottore Orazio.
GARBINI
La signora Livia?
BALDASSARRE
Sst!
GARBINI
Baldassarre!
BALDASSARRE
Gaspare!
GARBINI
Ti restituisco il consiglio. Vieni con me al Monte Rosa; sei matto, è innamorata di Orazio, ti riderà alle spalle, e alla tua età...
BALDASSARRE
Eh! eh! eh!
GARBINI
Ma insomma, a che punto sei?
BALDASSARRE
Certe cose non si dicono.
GARBINI
Tanto inoltrato? E Orazio non dice nulla, geloso com'è?
BALDASSARRE
Non vede nulla.
GARBINI
Non ha mai sospettato dei vostri convegni?
BALDASSARRE
Convegni... convegni proprio non ce n'è stati.
GARBINI
Ah!
BALDASSARRE
Non ce n'è ancora stati.
GARBINI
Corrispondenza...?
BALDASSARRE
Questa è la prima. Non farmi dire.
GARBINI
Dichiarazioni reciproche di...
BALDASSARRE
C'è bisogno della parola?
GARBINI
Occhiate?... Occhiate?! E hai dei rimorsi? Ma, Baldassarre, ma vieni qui... delle occhiate? Ma ti pare? A' tuoi tempi non so, ma adesso le occhiate le danno per nulla le donne... per nulla.
BALDASSARRE
Vedremo domani.
GARBINI
Domani?
BALDASSARRE
Domani parte. Quel dottore gliene deve aver dette tante!... Oggi le consegnerò la mia lettera... No, no... non ti darei retta; tu non sai come stanno le cose. Le consegno la lettera...
GARBINI
Nella quale...?
BALDASSARRE
Le chieggo un appuntamento.
GARBINI
Guarda, quasi m'indurresti a rimanere.
BALDASSARRE
Fallo. Occupati di mia moglie che non s'avveda di nulla.
GARBINI
No; lasciami partire, credilo. Non sai che servizio ti rendo coll'andarmene.
BALDASSARRE
Che servizio?
GARBINI
Ti risparmio forse... una scioccheria.
BALDASSARRE
Scettico!
GARBINI
Le signore...!
BALDASSARRE
Qui, dietro di me, che non ti vedano. Voglio far loro una sorpresa.
GARBINI
Giovinotto! (_Rimane nascosto dietro Baldassarre_).
SCENA IV.
EMILIA, LIVIA e detti.
BALDASSARRE
Ben tornata.
LIVIA (_a Baldassarre_)
Sì, sì, l'aggiusteremo.
EMILIA (_si getta a sedere_)
Ah! sono stanca.
LIVIA (_che non vide Garbini_)
Non ha veduto il dottore?
GARBINI (_piano a Baldassarre_)
Ahi!
BALDASSARRE
Nossignora.
EMILIA
Povera signora Livia!
LIVIA
E lei ci lascia andar sole a passeggio?! Non è galante!... Perchè non è venuto con noi?
BALDASSARRE (_piano a Garbini_)
C'è sempre mia moglie, mi secca.
LIVIA
Dunque?...
BALDASSARRE
Ecco... le dirò...
LIVIA
Ma che fa laggiù? Perchè non... (_Si volta_) Oh! Garbini!
EMILIA (_scattando in piedi_)
Chè!
LIVIA (_che se n'avvede_)
Ah! ah!
GARBINI
Come sta la signora Livia?
LIVIA
Quando è arrivato?
GARBINI
Or ora. (_Ad Emilia_) E la mia bella cugina?
BALDASSARRE (_ad Emilia_)
Glie l'ho detto, sai, che eri in collera con lui.
EMILIA
Allora è inutile ch'io lo ripeta.
GARBINI
Sono perdonato?
EMILIA
Vi faccio la grazia.
GARBINI (_da sè_)
Com'è indulgente!
LIVIA
E si può conoscere il delitto di Garbini?
BALDASSARRE
Oh! in due parole: mia moglie è infatuata di suo cugino.
EMILIA (_piano a Garbini_)
Ero sicura che sareste venuto.
GARBINI (_da sè_).
Ahi!
LIVIA
E di dove viene ora?
GARBINI
Da Baden.
LIVIA
Ah!... c'è rimasto un po' di tempo?
BALDASSARRE
Le dicevo appunto che mia moglie...
GARBINI
Ci sono rimasto otto ore.
LIVIA
Ha giuocato?
GARBINI
Sì.
LIVIA
Ha guadagnato?
GARBINI
Sì, il primo treno celere che ne ripartiva.
LIVIA
Che furia!
BALDASSARRE
È quello che dicevo io... e mia moglie era in collera...
LIVIA
Mi sbarazzi dello scialle...
BALDASSARRE (_con gran premura_)
Oh!
GARBINI (_piano a Baldassarre_)
Non ti lascia dire.
BALDASSARRE (_piano a Garbini_)
Perchè le parlo di mia moglie.
EMILIA
E come mai siete capitato a Gressoney?
GARBINI
Dirò...
EMILIA
Non vi pensavate di trovarci? (_Piano_) Dite di no.
GARBINI
No, davvero.
LIVIA
Vedrà che bel soggiorno.
BALDASSARRE
È vero. Io qui divento un altro.
EMILIA
Sì, molto pastorale. C'è tutto quello che non occorre.
BALDASSARRE
L'uomo non vive di solo pane.
LIVIA
È poeta!
GARBINI
Dacchè è diventato un altro.
EMILIA
Già. A mio gusto, bisogna averci delle serie ragioni per rimanere qui un pezzo.
LIVIA
Un luogo è bello secondo le persone che ci si trovano.
EMILIA
Andate fuori, bisogna impellicciarvi fin qui. C'è sole, brucia... e via lo scialle... Svoltate, una brezza che vi gela il sangue. È un sereno incantevole... non passano dieci minuti che diluvia. Uscite coll'ombrello, si leva un vento...
BALDASSARRE
Che porta via le nuvole...
EMILIA
E l'ombrello. L'erba dei prati è un formicaio: sui tronchi rovesciati non ci potete sedere per la colla che gemono; i sassi sono coperti di muschi pungenti; in tutta Italia, di tutte le serpi ce n'è una sola velenosa, la vipera; ebbene, qui non c'è che quella, e ce n'è un subisso. L'acqua che bevete vi rompe i denti dal freddo. Gli uomini all'albergo stanchi, laceri, orribili tutti.
BALDASSARRE
Grazie.
EMILIA
Non dico per te.
GARBINI
Dice per me?
EMILIA
No, ma è un fatto. Domandatene la signora Livia. Questi alpinisti! Arrivano qui calzati in un modo! e vestiti! Fanno tremare la casa! e _pon_ si piantano sul bastone... guardate in terra, c'è tutto bucherato; sono le punte delle loro mazze. Arrivano inzaccherati, luridi, colano acqua e sudore, sanno di pipa, hanno un grosso cappello a piume e fiori secchi, e la faccia poi, la faccia fa ribrezzo! Le labbra grosse, violacee, rotte; gli occhi che non sanno più guardare; il naso gonfio; la pelle, dove rimane, arsa, nera rossa, gialla, screpolata; le mani inerti. Si buttano sul sofà, parlano forte, ridono più forte, fumano più forte, bevono più forte e poi a letto; e il mattino alle due, _ton, ton_; la casa è di legno... un baccano! Vi svegliate di sussulto... che cos'è? Rovina il tetto?... Sono quei signori che partono.--C'è da ammalarsi, c'è da ammalarsi!
BALDASSARRE (_piano a Garbini_)
Come si sente la donna che soffre!
GARBINI
Arrivano sfigurati a quel modo?
LIVIA
Già, il ghiacciaio...
GARBINI
Ah il ghiacciaio riduce...?
BALDASSARRE
Tu che volevi...
EMILIA
Ah! il mio buon mare!
LIVIA
E malgrado ciò mi rincresce partire.
BALDASSARRE
Brava! ecco... il mare! Non ho mai capito che ci sia nel mare.
GARBINI
Dell'acqua!
EMILIA
Signora Livia, con permesso, vado a rifare un po' di toletta.
LIVIA
Faccia.
EMILIA (_piano a Garbini_)
Avete fatto bene a partire da Pegli.
GARBINI
Ah!
EMILIA (_c. s._)
Ci osservavano. Come avete saputo che ero qui?
GARBINI
Ecco, se devo dire...
EMILIA (_c. s._)
L'avete letto sul giornale dei viaggiatori?
GARBINI
Brava! appunto.
EMILIA
Persecutore! Con permesso... (_Via_).
GARBINI (_da sè_)
Fortuna che domani me ne vado.
SCENA V.
LIVIA, BALDASSARRE e GARBINI.
GARBINI
Mi ha detto Baldassarre che è qui anche il dottore Orazio.
LIVIA
Sì, signore.
GARBINI
Non lo si vede.
LIVIA
Oh il dottore! Lei lo conosce... un misantropo... erborizza!
BALDASSARRE (_piano a Garbini_)
Lasciaci soli.
LIVIA
E lei rimane?
GARBINI
Domattina parto pel Monte Rosa.
LIVIA
Ah! non lo spaventa la descrizione di sua cugina?
GARBINI
Non ci tengo alla mia bellezza.
LIVIA
Che fa là, signor Baldassarre? Qui, segga un momento: vorrebbe già correr dietro a sua moglie?
BALDASSARRE
Oh anzi, le giuro che... (_piano a Garbini_) Vattene.
LIVIA
Ecco un marito modello!
BALDASSARRE
Oh! signora Livia, che ironia! (_da sè_) Non se ne va... Se perdo quest'occasione... (_forte_) Che numero hai?
GARBINI
Che numero ho!?...
BALDASSARRE
Che numero... la camera?
GARBINI
Ah!... numero sette. Di qui?...
BALDASSARRE
Sì, di là, credo.
GARBINI
Allora...
BALDASSARRE (_da sè_)
Finalmente!
LIVIA (_a Garbini_)
Ma ritorna qui dal Monte Rosa?
GARBINI
Nossignora, scenderò in Isvizzera.
LIVIA
Una grande ascensione.
GARBINI
Per cominciare...
BALDASSARRE
Auff!!
LIVIA
E a lei non è venuta l'idea di accompagnarlo?
BALDASSARRE
Io... io... sto tanto bene qui.
LIVIA
Lei... fanatico della montagna.
BALDASSARRE
Dirò... sicuramente... la...
(_Garbini si è allontanato_).
LIVIA
Ha già trovato la guida?
BALDASSARRE
Io?...
LIVIA
No, Garbini.
GARBINI
Sissignora. (_esce_).
LIVIA
Non esser uomo!
BALDASSARRE
Sta tanto bene... donna!
LIVIA
Le pare?
BALDASSARRE
Io non esito a dirglielo; gran parte della passione che m'ispira questo paese non è che... glielo assicuro; questi pochi giorni passati qui lascieranno nel mio cuore un ricordo dolcissimo e... Dio nol voglia, delle conseguenze funeste!
LIVIA
Conseguenze funeste?
BALDASSARRE
Pur troppo!
GARBINI (_ritornando_)
Manca la chiave.
BALDASSARRE (_si volta arrabbiato_)
Eh?... va...
LIVIA
Che dice?
GARBINI
C'è chiuso a chiave in camera mia: mi sa dire dove le tengono?
LIVIA
Le tiene tutte Carletto.
BALDASSARRE
Che è dabbasso. (_da sè_) Seccatore.
LIVIA
Lo chiami di qui e verrà subito.
BALDASSARRE
Sì, è sordo come una campana.
LIVIA
Non è vero.
BALDASSARRE
Oh altro!
LIVIA
Eccolo qui.
BALDASSARRE
Ah meno male!
SCENA VI.
CARLETTO e detti.
GARBINI
Vorrei entrare in camera mia.
CARLETTO
Numero sette? Non si può.
BALDASSARRE
Come non si può? Un forestiere non può entrare in camera quando gli piace?
CARLETTO
C'è tutto sossopra; andavo giusto...
GARBINI
Aspetterò, ma presto...
BALDASSARRE
Che servizio! che razza di servizio! Ne scriverò al Bollettino del Club alpino.
CARLETTO
Ma scusi...
BALDASSARRE
Meno chiacchere... che insolenza! (_a Garbini_) Se vuoi intanto nella mia camera...
CARLETTO
Oh! faccio in un minuto. (_esce_).
BALDASSARRE (_da sè_)
Lo fa apposta.
LIVIA
Signor Baldassarre?
BALDASSARRE
Mi comandi.
LIVIA
Mi porga quel ricamo.
BALDASSARRE
Subito.
GARBINI (_guardandolo affrettarsi_)
Imbecille.
LIVIA
Ed ora continui.
BALDASSARRE
Che?
LIVIA
A dirmi le belle cose di poco fa. Stia a sentire, Garbini.
BALDASSARRE (_da sè_)
E va bene: a momenti arriva il dottore... (_per subita idea_) Ah! (_chiamando_) Carletto!--Scusi, signora Livia... Carletto!... (_a Garbini_) Mi fai la grazia, due minuti qui fuori? (_c. s._) Carletto!... ma guarda se viene... e non è sordo?
GARBINI (_a Livia_)
Lei lo ha fatto impazzire.
LIVIA
Se n'è già avveduto?
GARBINI
Me lo ha confidato lui.
LIVIA
Lo guarirò, stia tranquillo. (_entra Carletto_).
SCENA VII.
CARLETTO e detti.
BALDASSARRE
Finalmente!
CARLETTO
Mi comanda?
BALDASSARRE (_a Livia_)
Perdoni... (_a Carletto piano_) Sei buono di fare una cosa per bene?
CARLETTO
Mi proverò.
BALDASSARRE
Il signor Garbini ed io usciremo; appena siamo fuori tu consegni questa lettera alla signora Livia.
CARLETTO
Perchè non glie la dà lei?
BALDASSARRE
È uno scherzo... e le dici bene che sono io che te l'ho data... Il signor Baldassarre... hai capito?
CARLETTO
Sì, signore.
BALDASSARRE (_dandogli danaro_)
Tieni, appena siamo fuori. (_a Garbini_) Un momento, ho dimenticato di dirti... (_a Livia_) Torniamo subito. (_via a braccetto con Garbini_).
SCENA VIII.
LIVIA e CARLETTO.
LIVIA (_da sè_)
E Orazio non torna!
(_Carletto le porge la lettera_).
LIVIA
Che cos'è?
CARLETTO
Me l'ha data il signor Baldassarre che gliela consegni.
LIVIA
Ah! bene. (_Carletto via_). La sua brava dichiarazione. La leggo, o no? Oh la leggo. (_l'apre_). Senza intestazione! Mi aspettavo di più. Un «Adorata donna!» o un «Signora!» o almeno un «Livia!» col punto ammirativo, ci stava tanto bene. (_legge_).
«A pochi passi dall'albergo, di là del ponte, dove il torrentello che scende di Valdobbia precipita in cascata, c'è' un luogo recondito, misterioso, che al raggio della luna diventa quanto di più incantevole sia uscito dalle mani del Creatore...» Ah! un appuntamento!... «Stassera la luna si leva alle 8, ed alle 8-1/2 inargenterà i nebbiosi sprazzi della cascata. Un uomo capace di comprendere la selvaggia poesia della natura non può ispirarvi nessun serio timore.» Oh, no, no! «Se quando saremo tutti radunati in sala, voi direte di volervi ritirare presto, intenderò che avete in animo di farmi il più felice degli uomini!»
Ah! via! signor Baldassarre, per un uomo capace di comprendere la selvaggia poesia della natura è un po' troppo!... Come corre! Bisogna guarirlo. Poh! domani vado via... Però una lezioncina... (_osserva la lettera_) Non c'è la firma... (_pensa_) Ah! sarebbe troppo bella! Quell'altra che faceva le allusioni ad Orazio... che s'è levata così di scatto quando vide Garbini e... no, no, non può riuscire... conoscerà la calligrafia del marito... (_guarda la lettera_) È scritta in rotondo... Oh! sarebbe peccato non provare. (_Chiama_) Carletto!... Se tiene, vale la pena di rimanere un giorno di più per vedere... Ah! mi dài un appuntamento? Ci manderò tua moglie.
SCENA IX
CARLETTO e detta.
LIVIA
Ah! Carletto, hai sbagliato; questa lettera non viene a me.
CARLETTO
Sissignora, le assicuro.
LIVIA
Va, non fa nulla; la porterai alla signora Emilia.
CARLETTO
Alla moglie del signor Baldassarre?
LIVIA
Sì.
CARLETTO
Ma...
LIVIA
Fa quanto ti dico. E non le dirai chi te l'ha data.
CARLETTO
E se domanda?
LIVIA