AbrakadabraL Storia dell'avvenire

Part 20

Chapter 20 3,155 words Public domain Markdown

Di qua si gridava: morte a Cardano! morte al rapitore di faciulli!

Di là si muggiva: viva Cardano! viva la libera scienza!

Chi sviscera i gruppi, chi riproduce gli episodi di quella scena tumultuosa e fantastica?

Ciò che a noi preme, è di raggiungere i principali personaggi del nostro dramma e di assistere alle estreme peripezie (ohimè! estreme per essi e per tutti) della loro travagliata esistenza.

Eccoli! L'Albani giungendo sul luogo, è riuscito, seguendo le indicazioni di Rondine e Lucarino, a calare sulla tettoia del palazzo di cristallo. Altri padri, esasperati dalla disparizione de' figli, erano accorsi ad abbattere con martelli e picconi l'infame edilizio.

Una breccia era aperta...

Cardano, vedendosi perduto, si disponeva a fuggire traendo seco l'immolata. Quell'uomo amava Glicinia disperatamente, come il mostro soltanto può amare ciò che è bello e perfetto. Mentre egli stava per sciogliere la slitta, dove aveva collocata la sua donna, l'Albani gli fu sopra, gli spaccò il cranio con un colpo di mazza, e stesa la mano a Glicinia, se la attirò al petto per abbracciarla e coprirla di baci.

Sul corpo quasi esanime di Cardano si curvò un uomo esclamando: sventura! sventura! il martello della vendetta ha spezzato un cranio che racchiudeva i più importanti segreti della scienza. Io spenderò un milione di lussi per possedere questa meravigliosa scatola di intelligenza e di sapere.

Quegli che così parlava era il Virey.

Frattanto, l'Albani colla sua donna al braccio tentava allontanarsi da quel luogo facendosi largo colla voce e col manico della mazza.

Il palazzo di cristallo era quasi demolito. Un migliaio di essere umani si agitavano ignudi fra le rovine di quel piccolo mondo sotterraneo, spauriti dalla folla, rifuggenti da ogni carezza, emettendo grida selvaggie. Taluni, i più adulti, mordevano i pietosi che a loro si accostavano. Si vedevano delle ignude fanciulle ancora impuberi avvinghiarsi ai garzonetti parimenti nudi, invocando protezione con gemiti strazianti, con gesticolazioni che parevano licenziose ed erano ingenue. Il monte era letteralmente coperto di persone. I curiosi serrati in battaglione urtavano la massa degli inerti. Tutti miravano ad un punto, anelavano di vedere l'ignoto. Le grida di viva e di morte formavano un tal frastuono che le creste del monte ne oscillavano. Le nevi smosse precipitavano dai culmini più elevati, formando delle valanghe. Nessuno parea preoccuparsi di un singolare fenomeno atmosferico che si andava sviluppando; nessuno pareva accorgersi che il cielo si copriva di nuvole sinistre, che l'aria tratto tratto era scossa da un cupo rombo di tuono.

Eppure lo scioglimento era prossimo, e quale!... Una voce che parlava da un immane tubo _saxopelitto_ echeggiò improvvisamente di vetta in vetta.

--Deladromo! Deladromo!--gridò la folla convergendosi ad una delle creste più elevate del monte, dov'era apparso un personaggio a tutti noto.

A quel grido di moltitudine succedette un silenzio da deserto.

Deladromo (poichè era ben desso, il celebre primate di astronomia, l'uomo acclamato dalla moltitudine) tuffò la bocca nello stromento fonico che centuplicava la sonorità della sua voce, e parlò di tal guisa:

--Mentecatti, buffoni e bricconi della razza superiore, alla quale non mi son mai gloriato di appartenere, ascoltate bene ciò che sta per dirvi chi non vi ha mai ingannati. Questa mattina, alle ore sette antimeridiane precise, il pianeta Osiride ha cominciato la sua corsa di precipitazione verso il nostro globo. Questa corsa periodica, che suole effettuarsi ad ogni scadenza di diecimila anni, si compie inevitabilmente nello spazio di quindici giorni. La qual cosa significa, badate bene, o mamalucchi, che allo spirare di quindici giorni, tutta la superficie del nostro globo sarà sconvolta e rinnovata dalle acque. Io vi annunzio il fenomeno; voi, se le forze vi bastano, provvedete! Ohimè! le vostre forze non basteranno. La superficie terrestre esige di rinnovarsi ad epoche fisse; ciò è nell'ordine indeclinabile della natura. Quali trasformazioni subirà la razza umana nella nuova genesi che sta per iniziarsi? Mistero. Questo solo apparisce evidente, che l'umanità vissuta sin qui, perisce nella completa ignoranza della sua missione fisica ed intellettuale, perisce attestando la sua incapacità a migliorarsi. Tutti i nostri sforzi per giungere al meglio hanno sempre abortito; qualche cosa di abberrato era in noi per condurci costantemente sul cammino dell'errore e della infelicità. Consoliamoci! Fra quindici giorni la nostra generazione sarà spenta, e i nostri successori dovranno ignorare che noi abbiamo esistito, come noi ignorammo la vita delle epoche a noi precedenti. E sarà pel loro meglio; poichè almeno i venturi non erediteranno i nostri errori, le nostre follie, e forse...

Ma una scossa di terremoto che fece traballare il gran monte, impose un termine alle parole dell'astronomo.

Degli enormi crepacci si apersero come voragini sotto i piedi degli uditori. Alcune vette crollarono.

Dio! quante grida di dolore e di imprecazione! E quanti vuoti in quella folla poco dianzi sì compatta! I superstiti non osavano più muoversi, e l'uno all'altro si addossavano per sorreggersi.

L'Albani, uscito incolume da quella scossa, nella slitta del Cardano scivolava dal monte, abbracciato a Glicinia tramortita di spavento.

Fratello Consolatore predicava da un masso: «Cristiani! maceratevi le membra! cingetevi i lombi di cilizii! invocate l'Altissimo! Egli solo è grande... egli è buono».

--Tante grazie della bontà sua!--bestemmiavano i _naturalisti_.

Antonio Casanova, nella sua gondola aerea vertiginosamente sbattuta dal vento, esilarava, ebbro di sciampagna, i membri infrolliti della Commissione di inchiesta, esponendo la sincera diagnosi della sua vita. «Dal canto mio ho sempre pigliato il mondo come vuol essere preso da ogni persona che abbia senno: ho sempre mangiato e bevuto lautamente; ho goduto quanto si può godere, ho gabbato il prossimo quanto il prossìmo avrebbe voluto gabbarmi; ho vissuto da gran signore rasentando la galera; e i miei concittadini mandandomi alla camera elettiva, hanno dichiarato che ero degno di rappresentarli. Viva dunque il pianeta Osiride! Era ben tempo di farla finita con questa generazione di imbecilli!»

Di là a quindici giorni, giusta la profezia del Deladromo, la superficie del globo terrestre era sparita sotto uno strato di acque.

E al sedicesimo giorno, il pianeta Osiride ricominciò il suo moto ascendente, e le piogge cessarono, e uno splendido sole sfolgorò sulla muta solitudine.

E in appresso spuntarono dalle acque le cime dei nuovi monti; e due esseri umani, forniti di ali, uscendo dall'ultimo battello di scampo, dove l'Albani, fratello Consolatore e Glicinia erano periti, drizzarono il volo ad uno scoglio...

E su quello scoglio, i due alati, che si chiamavano Rondine e Lucarino, con assicelle e fogliami depositati dalle acque edificarono la loro capanna e vissero parecchi mesi di pescagione. E Rondine, di là a un anno, concepì...

E Lucarino si rallegrava pensando: nostro figlio avrà le ali come noi, e così sarà dei nostri discendenti.

E il figlio di Rondine nacque senza ali, perchè l'uomo alato sarebbe un mostro; e Lucarino, turbato da gravi sospetti, pianse amaramente.

E in seguito, Rondine e Lucarino ebbero degli altri figliuoli d'ambo i sessi, i quali crebbero e si moltiplicarono sulla faccia della terra, per rinnovare le stravaganze e le follie delle generazioni ignorate che li avevano preceduti.

FINE.

INDICE

Al mio ottimo amico Professore Angelo Vecchio.

PROLOGO.

I. Perchè quell'uomo si chiamasse Abrakadabra II. Il discorso del farmacista III. Il discorso del Sindaco IV. Non possumus V. Rassegna delle idee VI. Eureka VII. Dove conduce il principio di nazionalità VIII. L'avvenire comincia a beffarsi del presente IX. Il prete e la donna X. Una sentenza di morte civile

IL DRAMMA STORICO.

I. Cinque anni dopo II. Amore III. I terrori del genio IV. Il despotismo della legge naturale V. Meneghini puro sangue VI. Le pillole alimentari di Raspail VII. L'uomo alato di Fourrier VIII. La pioggia artifiziale IX. La confessione X. Petizione civile XI. Due personaggi di tutti i tempi XII. Strategia di un Capo di Sorveglianza XIII Un settario che osserva la legge XIV. Antonio Casanova XV. I misteri della nave 2724 XVI. Alla Villa Paradiso XVII. Il veto del Gran Proposto XVIII. Catastrofe impreveduta XIX. Le dimissioni XX. Il chiodo fantastico XXL Una casa di Immolate XXII. Cardano XXIII. Sogno di una notte d'estate XXIV. Al Caffè Merlo XXV. Vendemmia XXVI. Clara Michel XXVII. Disordine anarchico XXVIII. Malthus XXIX. Il segreto di Cardano. XXX. Deladromo

NOTE:

(1) A risparmio di note, si stamperanno in corsivo le parole, che rappresentano una nuova istituzione, un nuovo ordine di idee, un trovato qualunque dell'epoca a cui si riferisce la nostra storia.

(2) In tutta la storia del _signore_ i vocaboli sono usati nel loro significato convenzionale.

(3) _Pieritto_ è un mobile di casa, la cui invenzione data dall'anno 1924. In esso l'uomo può riposarsi, senza piegare il corpo, nè costringere i visceri ed i vasi sanguigni a spostature o pressioni insalubri. L'uomo vi si mantiene costantemente nella sua posizione verticale, appoggiato alle grucce elastiche, su cui le ascelle ed altre prominenze inferiori vengono sostenute.

(4) Scala scivolante, senza gradini, adottata nelle grandi case per risparmio di tempo e di fatica. Per essa gli abitatori dei piani elevati scivolano ai piani inferiori, sboccando nell'atrio o nella via.

(5) Nobiltà ereditaria che si trasmette a quattro generazioni, e nobiltà acquisita o confermata da azioni benefiche.

(6) _Chatvue_, in lingua cosmica significa il cannocchiale concentratore della luce, le cui lenti danno all'occhio dell'uomo la facoltà di vedere nelle tenebre come veggono gli occhi del gatto. In italiano questo vocabolo potrebbe tradursi _visogatto_.

(7) _L'organetto acustico_ fu inventato nell'anno 1959 per isvegliare i _brumisti_ e conduttori di _gondole volanti_. Per legge municipale, a ciascun conduttore fu imposto di portare nel cappello l'ingegnoso meccanismo onde evitare gli inconvenienti prodotti troppo spesso dalla sonnolenza briaca. Era un piccolo soffietto da cui partivasi un tubo di gomma elastico posto in comunicazione coll'orecchio del dormiente. Una leggiera scossa della funicella produceva un fischio tanto acuto da svegliare una marmotta.

(8) Nella stagione invernale, in molte città dell'_Unione_ si accendevano nelle principali vie, riparate da velarii trasparenti, delle grandi stufe, le quali sviluppavano un calore temperato ed igienico.

(9) La _Cava_ è la stazione delle ferrovie sotterranee che attraversano la città in vari sensi. Queste ferrovie sono destinate al trasporto gratuito dei passeggieri e delle merci. È inutile avvertire che oltre alle ferrovie vi hanno anche altre strade sotterranee, per comodo dei conduttori delle carriuole a mano e delle piccole vetture. Queste servono più che ad altri, agli industriali ambulanti, i quali portano in giro oggetti voluminosi che sarebbero d'ingombro nella città.

(10) La _sedia liquida_ è formata di cuscini di _guttaperca_ ripieni d'acqua. Due _cilindri congelatori_ mantengono la freschezza al liquido racchiuso, mentre, d'altra parte, il calore della persona che vi sta seduta impedisce la completa congelazione che la renderebbe meno soffice.

Il sistema dei _congelatori_ è abbastanza noto a chi abbia veduto le macchine recentemente inventate per la formazione del ghiaccio artificiale.

(11) Il _Concorso di bellezza_ è una istituzione del ventesimo secolo, la quale ha per iscopo il miglioramento della specie umana. Tutte le giovani donne appartenenti alla _Unione Europea_, dai diciotto ai venticinque anni possono presentarsi ai _Concorsi annuali_, che hanno luogo nelle città più importanti dei singoli Dipartimenti. Una Commissione composta di cento matrone scelte dalle più illustri e rispettabili famiglie del Dipartimento, esamina e giudica le prerogative delle singole concorrenti, decretando premi per maggioranza di voti. Le ragazze premiate al Concorso sono le più ricercate da chi aspira alla vita coniugale. Questa istituzione ha raddoppiata nelle giovani donne del ventesimo secolo la cura della propria bellezza, assai meno osservata nei secoli addietro pel sotterfugio troppo comodo delle lunghe gonnelle e del crinolino.

(12) Uffiziali di Sorveglianza, specialmente incaricati di tener d'occhio le navi aerostatiche.

(13) Cannocchiale per l'esplorazione delle locomotive aeree.

(14) La fotografia ha fatto immensi progressi nel ventesimo secolo. Il ritratto _ponderabile_ non solamente riproduce un oggetto, ma è tale, che decomposto chimicamente, fornisce i dati necessari a misurarne il volume e la gravità, nonchè a conoscere la sostanza di cui esso si compone. Una volta determinata la distanza fra l'oggetto che si ritrae e la macchina fotografica, calcolata la diminuzione proporzionale che da questa distanza risulta nell'effige, è assai facile con un calcolo aritmetico stabilire il volume reale dell'oggetto riprodotto. Il medesimo calcolo serve anche per la misura dei pesi. Posto che la sostanza di una nave fotografata, sottoposta alla ponderazione dei chimici, non pesi in tutto che quattro once, questa cifra moltiplicata in ragione della distanza e delle conseguenti sproporzioni fra l'effige e l'oggetto, vi darà il peso reale e positivo che voi bramate conoscere.

(15) Il narratore di questa istoria, riproducendo dei personaggi famigerati o famosi che già figurarono in epoche passate, intenderebbe di mettere in evidenza una delle tante ipotesi o teorie simboleggiate nell'_Abrakadabra_, cioè che le individualità costituenti l'umana specie sieno in ogni tempo le medesime, sebbene, a norma delle circostanze o delle consuetudini, si manifestino sotto aspetto differente. Così, ogni età ebbe i suoi Neroni, i suoi Caligola, come i suoi Bruti, e i suoi Scevola. Il secolo decimonono diede gli Haynau e i Murawieff proconsoli atroci, più crudeli e più sanguinari di quelli di Roma antica. Fondete in uno Garibaldi e Mazzini: eccovi il Rienzi tribuno. I nomi sono una convenzione del caso, ma i personaggi di tutte le istorie perfettamente identici.--Il secolo decimottavo produsse un Casanova, ciarlatano, barattiere da giuoco, briccone, vera stoffa da Cagliostro, altro furfante famigerato. Riportate al ventesimo secolo un personaggio di tal tempra, sussidiatelo colle nuove scoperte della scienza, dotatelo di singolare potenza magnetica, fornitegli una nave aerea, un _chatvue_, e tutti i meccanismi della industria contemporanea--e avrete il birbone più completo che mai sia esistito. Il Casanova del secolo decimottavo, cogli uguali mezzi, non sarebbe stato da meno, (Veggansi le _Memoires de Casanova_).

(16) Gergo canagliesco che si spiega: _il valore della somma il luogo dove fu depositata_.

(17) La locomotiva _erto-ascendente_ si costituisce di una catena di _vagoni ordinarii_ messi in moto da un gigantesco pallone della forza di ottocento aquile. Immaginate l'immenso aereostata che parte dal vertice della montagna, trascinando, nell'impeto dell'ascensione, una grossa fune, la quale si prolunga fino alla base del monte per congiungersi _ai vagoni_. La fune, girando sovra una serie di carrucole mobilissime aderenti al pendìo, mette in moto il convoglio e lo obbliga a salire. È superfluo avvertire che queste corse ascendenti sono esattamente commisurate alla lunghezza della fune, riuscendo altresì molto facile arrestare il convoglio, alle diverse stazioni, coi _freni nodosi_ già prima intercalati alla fune medesima. Le corse discendenti si effettuano sullo stesso binario senz'altro motore che quello della gravitazione naturale del convoglio, opportunamente frenato dalle corde coibenti.

(18) La _cinta balsamica_ è una doppia fila di alberi ed arbusti aromatici, sostituita agli opprimenti bastioni del secolo precedente. Il profumo di questi alberi è un efficace disinfettante dell'aria, sopratutto nella calda stagione. La _cinta balsamica_ serve anche nell'autunno e nell'inverno per riparare la città dalla invasione delle nebbie.

(19) _Paravento acustico_. Non farà meraviglia che un secolo tanto affaticato dalla operosità dello spirito, e per conseguenza tanto nervoso, abbia dovuto ricorrere a mille congegni meccanici per proteggere i sensi e rinvigorirli. Non c'era bisogno di occhiali, prima che l'umanità imparasse a leggere ed a vegliare sulle carte al lume incerto e tremolante della candela--e così pure non venne sentita la necessità del _paravento acustico_ e d'altri riparatori e rinforzatori dell'udito, prima che il trambusto delle locomotive terrene ed aeree, prima che il frastuono dei grandi apparati meccanici non minacciasse di ottundere anche i nervi più sani.

(20) Formola giudiziaria sostituita all'antico giuramento.

(21) La _reticella vitrea_ è un tessuto di materie coibenti, e si impiega nei tribunali civili e criminali ad _isolare_ i testimoni, onde sottrarli alle correnti di fluido magnetico che potrebbero pregiudicare la libera espressione di un verdetto. È un apparato semplicissimo, tanto semplice, che un arguto lettore dal nome può formarsene un concetto approssimativamente veritiero.

(22) Da oltre mezzo secolo la _cremazione dei cadaveri_ venne da tutta Europa non solamente adottata ma prescritta come base di ogni rito funebre. Al momento di raccogliere le ceneri di un trapassato, accade talvolta di rinvenire nel centro dell'amianto funerario, al luogo ove posava il cuore del defunto, una pietra di color sanguigno più splendida e più dura dell'adamante. La superstizione si impadronì di questo fatto inesplicato dalla scienza, per fabbricarvi intorno le più strane congetture. La bella, splendidissima pietra prese il nome di _carbonchio umano_. Si suppose che le molecole vitali del defunto, rifuggendo, per un accidente chimico-elettrico non ancora esplorato, da tutte le estremità del corpo alle regioni del cuore, ivi si cristallizzino per formare il prezioso gioiello, che andò poi nella opinione del popolo acquistando il titolo di talismano onnipotente contro le forze occulte della perversità e della soperchieria umana.

(23) Non si dimentichi che l'ex-barone Torresani rappresenta il principio di reazione, comune a tutte le epoche.

(24) La frequenza dei suicidi e gli orrendi spettacoli che da questi si producono, indussero i governi a stabilire, in ogni centro popoloso, delle _piscine_ dette _dissolventi_, le cui acque fosforiche hanno facoltà di consumare in pochi secondi il corpo che vi si immerge. Dette piscine sono ordinariamente situate nelle case di piacere, e vegliate assiduamente da due Immolate, le quali hanno l'incarico di usare ogni mezzo di seduzione per distogliere i suicidi dal funesto proposito.--Veggasi più innanzi il capitolo: _Una casa di Immolate_.

(25) Ai binoccoli da teatro venne aggiunto un tubo stantuffo, dal quale, con leggiera pressione, si traggono dei suoni acutissimi, somiglianti al latrato del cane, al miagolìo del gatto, ed al fischio di una locomotiva a vapore. Inutile dire a qual uso sia destinato questo istromento, la cui invenzione divenne una necessità dacchè la vastità dei teatri, e più che altro, il frastuono delle musiche perpetrate dal Terzo Wagner rese impercettibili le disapprovazioni a bocca.

(26) Piccolo velario che si abbassa sul palco di chi vuol assistere inosservato ad una rappresentazione. Si compone di una lamina sottilissima di metallo, sulla quale ordinariamente è dipinto un gran volto in caricatura. Nelle occhiaie lo spettatore nascosto appoggia ordinariamente il binoccolo.

(27) Nome delle isole scoperte e occupate recentemente dai Mormoni.

(28) Questo titolo sulle labbra di donna Transita rivela un intento di adulazione naturalissimo in una Direttrice di... Immolate.

(29) Vedi la nota al capitolo XIX.

(30) Zigaro _refrigerante_ che produce un momentaneo assopimento negli organi simpatici del cervelletto.

(31) Si chiama _desiderium_ il primo piatto che ai lauti pranzi viene recato sulle mense allo scopo di stimolare l'appetito. Questo piatto suol essere ordinariamente un cinghiale, un daino od un pezzo di arrosto, dal quale esalano gli aromi più eccitanti. Lo si imbandisce al principiare del pranzo perchè la sua vista e le sue esalazioni provochino l'appetito; ma dopo pochi istanti, gli scalchi lo esportano intatto dalla sala, mentre ai commensali delusi viene offerto un cervello di piccione, o un uovo di passero, o una lingua di usignuolo, od altro frammento di vivanda omeopatica che ordinariamente si perde fra i denti. Il _desiderium_ suol ricomparire sulla mensa alla fine del pranzo, e allora prende il nome di _satietas_ e viene respinto con un grido di orrore.

(32) Con tal nome si qualificarono i giornalisti dacchè i principali uffizi di redazione vennero a stabilirsi nelle botteghe dei parrucchieri.

(33) Tube metalliche, usate dai banditori di città e dagli arringatori pubblici per ingrossare la voce.

(34) Si chiamano _sporthene_ le nuove strade esclusivamente destinate al passaggio dei cavalcatori, dei velocipedisti, dei pattinatori e dei _curricoli di svago_.

(35) Così era chiamata la città di Napoli.

(36) Nell'_Unione Europea_, le leggi permettono ai parenti di uccidere l'ammalato, allorquando la malattia venga dichiarata incurabile da sei _primati consulenti_.