Studies in the History and Method of Science, vol. 1 (of 2)

Part 17

Chapter 174,250 wordsPublic domain

_Capitulum tertium de anothomia uirgae et de musculis ani: & de quinque uenis emoroydalibus._

Ultimo e la uirga continuata cum lo collo de la uesica carnoso e e continuata cum esso cum molti ligamenti e corde lequale nascono da losso del petenechio insieme cum certi nerui [folio 41 recto] che nascono da la nucha: et impero questo membro e molto sensibile et extensible; Et anche e continuata la uirga cum gran uene che nascono dal ramo de la uena che descende ale parte inferiore et similiter e continuata cum grande artharie lequale nascono da quella artharia laquale se bifurcha ale doe anche: onde a la lingua et ala uirga uengono magiore uene et arthariae che a nesuno altro membro a tanto pertanto: Et impero queste uene & artharie nel luocho chiamato peritoneon cio e tra loreficio del culo et el luocho di testiculi sono inuolute e sono molto grande: et iue e el principio de la uirga: Et per questo la uirga e tuta cauernosa e le sue cauernosita se reimpino de uentuosita laquale se genera in quelle artharie et alhora se driza la uirga: Onde se tu scindi per lo longo la uirga insino al suo canale et apparerano dui buchi predicti et etiam le sue cauernosita.

La quantita de la uirga o uero longheza sie duno palmo como e quello del collo de la matrice.

La sustantia de la uirga sie neruosa excepto la extremita sua che se chiama preputio.

Da poi a lextremita delo intestino recto chiamato anus tu trouerai certi musculi che apreno & asera o quello oreficio et similiter ne lextremita del dicto oreficio li sono cinque uene terminato ad esso chiamate uene [folio 41 verso] emoroydale per lequale in alcuni homini a certi tempi esce di molto sangue.

_Capitulum quartum de anothomia mirach: quod est domicilium predictorum duorum membrorum principalium._

Dapoi che noi habiamo ueduto de doi membri principali uno che serue al nutrimento di li membri a conseruare el corpo e laltro a conseruare la spetie: et anche de li suoi ministri resta a uedere del suo domicilio el quale e comune a tuti quilli el quale se chiama mirach.

Questo mirach o uero questo domicilio si e composto de cinque parte cio e cute pinguedine uno certo panniculo carnoso e certi musculi cum le sue corde et el siphac: de tute queste cinque parte se constituisse uno cooperculo et una casa ne laquale se contengono li membri predicti.

E questo tale domicilio fu posto di sotto da li altri per la ignobilita di membri che se contengono in esso: Onde contiene alcuni membri deputati a purgare le feçe e le superfluita lequale essende graue descendeno a le parte inferiore.

Questo domicilio non potette essere ossuoso ma fu carnoso et pelliculoso acio che secondo li bisogni se potesse dillatare et intumescere como ne la femina pregnante o uero in colui che ha pigliato troppo cibo o uero ne lo ydropico o per qualche altra cagione bisognasse infiare el uentre, sel fusse ossuoso non se potria fare questo.

[folio 42 recto] La prima parte di questo mirach si e la cute de fuora circa laquale sono da considerare piu luochi: Uno si e corespondente ala bocha del stomaco che una cartiligine che copre quello e chiamasi pomo granato como e stato dicto.

Laltro luocho si e la parte che e sopra el stomaco sopra de lombelico circa a quatro dita.

El terzo luocho si e la parte umbelicale cio e doue e lombellico cum el quale sta alligata la creatura nela matrice cum le uene de essa matrice: et impero ne le parte interiore de lombelico appare una certa uena che se continua cum esso, et passa per el gibo del figato e per questa uena se porta el sangue da le uene de la matrice al figato de la creatura et inquesto modo se nutrisse nel uentre de la matre: Ma questa uena quando lhuomo e nato se priua di sangue per che mancha la sua operatione quale facea alhora: Et impero continuamente se ua diminuendo quella uena, onde ne li uechii appare molte minore che ne li gioueni: Et similiter cum questa uena descende una certa artharia a lombelico de la creatura laquale quando e ne lombelico descende gioso e uasene a lartharia adorthi apresso li spondili de le rene et di li fianchi e questa artharia simelmente se ua deleguando e continue appare minore como e stato dicto de la predicta uena. E questa artharia tu uederai exscarnando apresso lombelico et apparerati in forma de uno neruo o de una corda [folio 42 verso]. El quarto luocho se chiama sumen, di sotto da lo imbilico quatro dita et e una parte ne laquale se terminano alcune uene ala cute per le quale la creatura nel uentre de la matre manda fuora le sue aquosita: e queste uene e questa tale parte si e piu manifesta ne li puti che non sono nati che ne li perfecti perche essendo queste uene frustrate da la sua operatione se uadeno anullande.

El quinto luocho si e el petenechio doue sono li membri genitali.

Da poi anche tu hai a considerare le parte laterale cioe li li fianchi e li ypocondrii uno da la parte dritto sotto el quale sta el figato e laltro da la parte mancho doue e locata la milza.

Dapoi la cute apparerati incontinenti la pinguedine la quale e molto piu grande nel porcho che ne lhuomo.

Dapoi et tertio te apparera uno panniculo el quale e composto de carne e nerui.

Quarto di sotto a questo panniculo li sono etiam octo musculi di liquali doi sono longitudinali che protendeno per el longo dal clipeo de la bocha del stomaco insino a lossa del petenechio, e quisti musculi non hano gran corde senon ligamentale, Quatro altri sono transuersali dui superiori e dui inferiori: Li superiori nascono da le parte di sopra a presso le coste et terminano a certe corde circa le ossa del petenechio inquesto modo che la corda [folio 43 recto] dritta ua alingioso al musculo che uiene da la parte sinistra, et la corda stancha ua gioso al musculo che uiene da la parte dritta: Onde le corde se incrociano ne la parte inferiore. Li altri dui musculi transuersali sono inferiori per che comentiano da le ossa del petenechio et de le anche e se terminano a certe corde in questo medesimo modo che la corda dritta ua al musculo sinistro e la sinistra ua al musculo dritto, e le corde se incrociano como e stato dicto.

Doi altri sono latitudinali cusi dicti per che li fili di liquali se componeno protendendeno secondo el lato: Et uno di quisti musculi e dal lato dritto e laltro del lato stancho, e sono piu manifesti et anche la sua origine apresso de la schina uerso la parte superiore: e quisti musculi latitudinali insieme cum li longitudinali se intersecano ne li anguli dritti.

La utilita di quisti musculi sie prima acio che deffendeseno li membri interiori da li nocumenti extrinseci, et anche che li riscaldaseno reuerberando la loro calidita a le parte dentro. La seconda e acio che aiutino ad expellere le superfluita dal pecto e le superfluita dele feze et etiam ad expellere la creatura fuora, e queste sono utilita comune a quisti octo musculi: Ma piu particularmente parlando Li musculi [folio 43 verso] longitudinali sono facti primo ad atrahere, secondo ad expellere, onde expelleno contrahendo li suoi uili liquali contratti comprimeno glintestini uerso el diafragma como se fosseno tra doe mane che li comprimeseno e per questo modo expelleno fuora le feze: Et per che glintestini hano bisogno maxime di queste doe operatione cio e de atrahere et expellere impero quisti musculi furno grandi.

Ma li musculi latitudinali sono solo facti ad expellere: & impero sono piu apresso glintestini et fano questa expulsione comprimendo la parte da laquale deno expellere: Et per che la expulsione se fa da suso ingioso impero furno locati piu tosto ne le parte superiore che inferiore.

Li transuersali furno facti a retinere e questo fano mediante li suoi uili transuersali, E questo bisogno fare la natura acio che le superfluita gio descese non reascendeseno impero fece li dui transuersali superiori et anche hebbe intentione che le feçe non descendeseno molto ueloce mente anzi se retignisseno tanto che el figato le potesse bene esuccarle como e stato dicto impero fece altri du imusculi transuersali inferiori: liquali sono minori che li superiori per che magiore fu intentione de la natura a fare che le feze non reascendeseno cha che uelocemente non descendeseno.

La quinta parte de questo mirach [folio 44 recto] si e uno panniculo suttilissimo e molto duro chiamato siphac et fu facto acio chel prohibisse che li musculi dicti non comprimeseno i membri naturali e per questo fu neruoso acio che se possa dillatere e constringere quando quilli membri se dillateno e se constringeno. E fu sutile acio che quello non li agrauasse. Et fu duro acio che facilmente el non se rompesse per che quando se rompe accade quella passione che si chiama crepatura.

E fu facto etiam questo panniculo acio che el lighe glintestini a la schina et acio che tuti li panniculi de li altri membri interiori che se contengono in esso habiano origine da quello: Et etiam acio chel prohibisca che glintestini non se rompano quando se infiano de uentosita, e perquesto appare la anothomia de tuto el mirach el quale e domicilio de tuti li altri membri gia dicti.

_Tractatus quintus de anothomia partium extremarum & ossium Capitulum primum de anothomia ossium et neruorum quae sunt a collo usque ad caudam._

Expediti li quatro membri principali cum li loro ministri e cum li loro domicilii. Vediamo mo la anothomia de le parte extreme cio e braza cum le mano, et de le cosse cum li piedi ma prima uederemo de le ossa nerui e nucha comentiando dal collo per infino a la cauda.

Diciamo adonca che el collo fu facto per el pulmone e per la sua cana ne li animali che respirano: et inquesto collo sono septe [folio 44 verso] ossa chiamati spondili, et sono piu suttili de glialtri inferiori per che sono sustentati da quilli: Et benche siano suttili pur sono molto duri e firmamente congionti acio che non si dislacaseno, et anche che non receuesseno nocumento da le cose extrinsece. Et quisti spondili benche siano piu suttili de li altri pur hano el bucho magiore per che la nucha e piu grossa nel collo che in alcuna pare di li altri spondili e questo fu per che iue ha la sua origine.

Dapoi quisti septe spondili li sono altri spondili che se chiamano spondili de le coste e sono dodece secondo el numero de le coste de lequale septe sono uere e cinque mendose.

Da poi sono li spondili de le rene liquali sono cinque, e sono molto grossi e grandi per che sono fondamento e sustentaculo de li altri spondili.

Da poi sono alcuni altri spondili liquali sono ne plichatura che e da la schina a la cauda e sono tri minori di li predicti per che se doueano congiongere cum li spondili de la cauda liquali sono picoli.

Ultimo sono li spondili de la cauda et quiui sono molte differentie de buchi per liquali passano li nerui, e queste tale diuersitade se uedeno meglio nel corpo cotto o uero perfectamente esiccato.

Et in ciascuno spondile e posta la nucha la quale e una medula simile ala substantia del cerebro senon che e piu uiscosa e piu salda et ha [folio 45 recto] origine da esso cerebro, el quale essendo diuise in doe parte cio e ne la parte dritta e ne la parte mancha impero ne la superficie di questa nucha appare uno filo che la diuide per mezo cio e la parte dritta da la parte stancha: E fu facta da la natura acio desse el sentire e el mouere a tuto el corpo dal capo ingio onde la nucha e ditta uicaria del cerebro.

Da la nucha in ciascaduno spondile nasce uno pare de nerui che uanno a dare el sentire e el mouere a certi e uarii membri. E per che li spondili sono intuto trenta impero sono trenta para de nerui secondo el numero di li spondili: et poi dala cauda ne nasce un altro pare de nerui onde sono intuto trentauno pare de nerui oltra quelli sei para ditti disopra che nascono dal cerebro.

_Capitulum secundum de anothomia brachiorum et manuum._

Le braze e le mano sono composti de cute pinguedine, carne, uene, corde, ligamenti, ossa.

Tu uederai una uena che penetra per sotto la lasina del brazo e procede per la parte domestica e uasene ala curuatura del brazo et appare ne la parte inferiore de gubito e chiamasi basilica e poi protende piu oltra descendendo gioso a la mano ne la parte siluestra e uasene tra doi digiti cio e el digito picolo chiamato auriculare et el suo proximo digito [folio 45 verso] chiamato annulare, e chiamasi questa uena iue sylen e coresponde ala basilica como suo ramo.

Vederai simelmente un altra uena che uiene per la parte domestica del brazo ne la parte superiore de gubito e chiamasi cephalica per che e uacua del capo et nasce da una uena che ascende al capo e questa uena piu oltra procede uerso la mano e uassene ne la siluestra parte tra e il dito grosso e lindice e chiamasi saluatella e corresponde a la cephalica.

Un altra uena uederai ne la curuatiua del brazo in mezo de le predicte como uno ramo continuato cum tute doe e chiamase uena media o uero uena comune.

Da poi le uene tu uederai di molti musculi e molte corde grande e grosse. Li musculi furno facti a dare el moto uoluntario al quale deserueno etiam esse corde.

Dapoi tu uederai le ossa et comentiando ala spala tu uederai prima uno osso chiamato spatula de simile figura como e una spatula de legno el quale e largo disotto acio che non impedischa el pecto e le coste, et e strecto di sopra acio che cum laltro osso che tu uederai chiamato aiutorio meglio se firme: et impero ne la extremita superiore di questa spatula glie una concauita superficiale rotonda acio che in esse sia situata la extrimita de lo aiutorio rotonda del quale el capo primo e rotondo locato ne la extremita de losso de la spatula poi nel mezo se obliqua uerso la domestica parte acio che nel plicare et [folio 46 recto] amplexare de le cose sia piu habile: Et lo extremo di questo aiutorio ha quasi doe eminentie per che se congionge cum dui ossi chiamati focilli, et in mezo de quelle parte eminente ha piu disopra una certa concauita ne laquale entra lextremita del focille inferiore laquale e facta a modo de uno instrumento da trare laqua acio che sia piu ferma la sua coniunctione et el focille inferiore e piu longo che el superiore per che linferiore sustenta el superiore: Ma tuti dui conuegono in questo che ne li extremi sono piu grossi che nel mezo per che da li extremi loro nascono ligamenti e iuncture, et nel mezo glie sono musculi che supliseno a la loro sutilita: Et el focille superiore non procede dritamente como linferiore acio che sia cagione de plicare la mano et el brazo.

Dapoi questi do focilli glie la resetta de la mano ne la quale sono octo ossi in doe schiere cioe quatro per schiera: Dapoi sono le ossa del pectine de la mano perche e facta ala forma de uno pectine e sono quatro correspondenti a quatro digiti per che al dito grosso non corresponde alcuno osso di questo pectine per che non e in schiera cum li altri digiti.

Dapoi sono le ossa de li cinque digiti, et hano tre ossi per digito che sono intuto quindice: Da poi sono le corde che uano ale iuncture et ultimo la carne laquale e molto piu ne la parte domestica, et da li lati ma pocha ne la parte siluestra per che plicandosi [folio 46 verso] ne la parte domestica non recceuesse lesione per la dureza de li ossi e che non accadesse uacuita alcuna dai lati e da poi li sono le onghie a coprire la cornosita che e ne lextremita de dicti digiti.

_Capitulum tertium de anothomia cossarum tibiarum et pedum._

Vediamo mo ultimamente de la anothomia de le cosse, gambe e piedi. Diciamo adoncha che scorticando le cosse tu trouerai doe uene grande che sono ramificate dal troncho de la uena chilis che descende gioso el quale quando e nel fine de li spondili dele rene se diuide in doi rami uno ua ala gamba dritta e laltro ala stancha et similiter se ramifica el troncho de lartharia adorthi che descende: e ciascuno di quisti doi rami in ciascuna gamba se diuide in doi altri rami uno descende per el dritto e per la domestica parte de la gamba et chiamas Saphena per che flobotomata e uacua dai membri naturali e genitali et appare questa uena sopra del genochio e sopra la cauichia del piede, e desotto nel calchagno et appare anche nel pectine del pede.

Un altro ramo se obliqua et intra apresso la iunctura de la scia[219] o del galbue[219] impero e chiamata siatica: ondo per la obliquatione che fa circa queste iuncture flobotomata uale ne le sue passione: Et appare questa uena intuti i predicti [folio 47 recto] luochi como e dicto de la saphena.

Ne la parte siluestra ua escarnando e lieua su li musculi e le corde e uederai prima losso del petenechio sopra del quale sono fabricati li spondili de la schina et consequenter tuto el corpo ne la parte inferiore ha una concauita ne laquale e locata la extremita rotonda laquale extremita se chiama uertebro e nel mezo di quisti doi da la parte dentro lie uno certo ligamento e questa iunctura di questi doi ossi se chiama scia: et impero el dolore che uiene iui se chiama dolore sciatico.

Dapoi tu uederai losso grande de la cossa el quale e magiore de tute le ossa che sono nel corpo per che sustentaculo de tuto el corpo: Et hebbe una grande concauita acio che fusse piu ligiero e che hauesse molta merolla. Et per che potesse meglio sustentare non lo fece dritto la natura ma ne la extremita fecelo pighato uerso la domestica parte: e nel mezo sie plicato e conuexo.

Dapoi questo osso nela iunctura del genochio sono dui ossi dicti focilli de la gamba ma uerso la parte dinanzi di quella iunctura glie uno osso chiamato patella facto in modo de una patella acio che la iunctura fusse piu forte: e questa iunctura e facta de ligamenti como fusse ligata per uno groppo. Et el focille che e ne la parte domestica e magiore e piu grosso per che ha piu a sustentar el peso [folio 47 verso] del corpo e quello de la parte siluestra e piu sutile e curto facto solo chel sia apogio del magiore.

Da poi lie losso de la caichia cum el quale se congiongeno li dicti focilli, et e losso del calcagno grosso quadrangulato sotto del quale e una cute grossa e callosa molto.

Da poi e uno osso facto in modo de una u nauicula quadrangulare alquanto longo.

Dapoi e la rasetta del pede composto de tri ossi e non de octo como fu la resetta de la mano perche el pede douea stare firmo e non mouersi a retinire qualche cosa como la mano.

Da poi li e el pectine composto da cinque ossi per che el dito grosso e inschiera cum li altri.

Da poi sono le ossa dili digiti che sono quatuordice cioe dui al dito grosso e tri per ciascaduno de li altri. Da poi sono certi musculi e molte corde a mouere contrahendo e dillatando i digiti et ultimo li sono le onghie che copreno la carnosita de li cime de li digiti como _e_ stato dicto di digiti de le mane. E cussi a laude de dio habiamo compiuto quello che era nostra intentione e quello che dal principio noi prometessimo di narrare.

THE BLESSING OF CRAMP-RINGS

A CHAPTER IN THE HISTORY OF THE TREATMENT OF EPILEPSY

by Raymond Crawfurd

The origin of this ceremony of blessing rings, by the kings and queens of England, for the cure of epilepsy and other spasmodic disorders, appears to be well attested by the evidence of many contemporary records. All alike refer it back to Edward the Confessor, or, to be more exact, to the ring which was one of the sacred relics in the shrine of the Confessor in his abbey of Westminster. Caxton, in the _Golden Legend_,[220] tells the tale of this wonderful ring, as follows:

‘When the blessed King Edward had lived many years, and was fallen into great age, it happened he came riding by a church in Essex called Havering, which was at that time in hallowing, and should be dedicated in the honour of our Lord and S. John the Evangelist; wherefore the king for great devotion lighted down and tarried, while the church was in hallowing. And in the time of procession, a fair old man came to the king and demanded of him alms in the worship of God and S. John the Evangelist. Then the king found nothing ready to give, ne his almoner was not present, but he took off the ring from his finger and gave it to the poor man, whom the poor man thanked and departed. And within certain years after, two pilgrims of England went into the holy land to visit holy places there, and as they had lost their way and were gone from their fellowship, and the night approached, and they sorrowed greatly as they that wist not whither to go, and dreaded sore to be perished among wild beasts; at the last they saw a fair company of men arrayed in white clothing, with two lights borne afore them, and behind them there came a fair ancient man with white hair for age. Then these pilgrims thought to follow the light and drew nigh. Then the old man asked them what they were, and of what region, and they answered that they were pilgrims of England, and had lost their fellowship and way also. Then this old man comforted them goodly, and brought them into a fair city where was a fair cenacle honestly arrayed with all manner of dainties, and when they had well refreshed them and rested there all night, on the morn this fair old man went with them, and brought them in the right way again. And he was glad to hear them talk of the welfare and holiness of their king S. Edward. And when he should depart from them, then he told them what he was and said: I am John the Evangelist, and say ye unto Edward your king that I greet him right well, by the token that he gave to me this ring with his own hands at the hallowing of my church, which ring ye shall deliver to him again. And say ye to him that he dispose his goods, for within six months he shall be in the joy of heaven with me, where he shall have his reward for his chastity and for his good living.... And when he had delivered to them the ring he departed from them suddenly. And soon after they came home and did their message to the king, and delivered to him the ring, and said that S. John the Evangelist sent it to him.’

Shortly after this Edward departed this life, and was laid in his abbey of Westminster, where the usual abundant harvest of miraculous cures was enacted at his shrine. In the above story we have also the explanation of one synonym of epilepsy, the ‘morbus sancti Iohannis’.

The further history of the ring may be gleaned from several sources, but notably from a MS. by one Richard Sporley, a monk of the abbey, entitled, ‘De fundacione ecclesie Westm’, dated A.D. 1450, and now in the British Museum.[221]

St. Edward’s ring was deposited with his corpse in the tomb in A.D. 1066. He was translated at midnight of October 13, 1163, when his body was found to be incorrupt. Abbot Lawrence took the robes from the body and made them into three copes, and gave the ring as a sacred relic to the Abbey:

‘Dompnus Laurentius quondam abbas huius loci ... sed et annulo eiusdem (Sancti Edwardi) quem Sancto Iohanni quondam tradidit, quem et ipse de paradiso remisit, elapsis annis duobus et dimidio, postea _in_ nocte translationis de digito regis tulit, et pro miraculo in loco isto custodiri iussit.’

The story of the ring is also depicted in the miniatures of a beautiful illuminated Norman-French MS. Life of St. Edward the King, dating from the thirteenth century, and now in the University Library at Cambridge.[222] The single miniature reproduced here (Plate XXXIX) shows seven blind men, restored to sight, kneeling at the shrine, while a priest reads the _Te Deum_. At the sides of the shrine are figures on pillars of St. John as the palmer (left), and St. Edward with his ring (right). No cure of epilepsy, so-called cramp, is depicted among the many miraculous cures recorded in the MS. The earliest extant records of the use of the ring for this purpose date from the reign of Edward II.